PODCAST · society
A come...
by Francesco Congiu
A come... è un vodcast nel quale incontro persone normali, semplici non necessariamente famose che raccontano la propria storia, le proprie esperienze professionali ed i propri sogni. Lo studio nel quale si svolge lo show è l'interno della mia macchina dove è posizionata una videocamera puntata sul presentatore e l'ospite in una inquadratura fissa che riprende lo scorrere della strada.L'idea è quella di creare una situazione nella quale ci si possa trovare a proprio agio, dove si possa dimenticare di avere un microfono e sopratutto dove ci si possa aprire ed essere A come...Autentici!
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A come...Adesso Scelgo Io con Antonio Palmas
Oggi torna un ospite speciale: Antonio Palmas, il primo intervistato di questo progetto, e oggi il 64º episodio. Un numero che per me ha un significato particolare, e che rende questa chiacchierata ancora più simbolica.Antonio era venuto a trovarci lo scorso ottobre e mi aveva promesso che stava scrivendo un nuovo libro. Ha mantenuto la promessa: il 26 agosto è uscito “Adesso scelgo io”, il suo quinto libro. E io ho mantenuto la mia: rieccolo qui, pronto a raccontarci il suo metodo, le sue riflessioni e i suoi strumenti per riappropriarci della nostra libertà.CHI È ANTONIO PALMAS?Coach professionista, formatore, esperto di Voice Dialogue, studioso dei sette chakra e del potere del respiro consapevole. Antonio è una di quelle persone che non si fermano mai: in dieci mesi ha perso 13 kg, ha scritto un nuovo libro e sta già lavorando alle versioni dedicate al tennis, al calcio, al basket e alla pallavolo. Ma soprattutto, ha una capacità rara: tradurre temi profondi in strumenti pratici per la vita quotidiana.COSA TROVERETE IN QUESTO EPISODIO:🧠 Il cuscinetto tra stimolo e risposta – Antonio ci spiega perché la libertà non è fare ciò che ci pare, ma riuscire a inserire uno spazio consapevole tra ciò che ci accade e come reagiamo. L’esempio di Zidane e Materazzi nei Mondiali del 2006 è illuminante: chi ha davvero scelto quella testata?🎭 Voice Dialogue e tratti caratteriali – Scopriamo come ognuno di noi “metta in Serie A” alcuni tratti della propria personalità e “in cantina” altri. E perché ci innamoriamo proprio delle nostre parti rinnegate, creando incastri magnetici che poi, senza consapevolezza, si trasformano in conflitti.🔮 I sette chakra e la musica – In questo libro Antonio parla apertamente dei chakra, spiegandoli in modo semplice e accessibile, e li associa a compilation musicali che ognuno può ballare. Un modo nuovo per sperimentare l’energia e l’allineamento interiore.🌬️ Il respiro come ponte tra conscio e inconscio – Il respiro è l’unica attività che ha un piede nella mente conscia e uno nell’inconscio. Antonio ci racconta come usarlo per accedere alle proprie risorse, trovare soluzioni improvvise e migliorare la propria vita. Ha persino superato l’asma da bambino grazie al respiro consapevole.🏆 Lo sport come palestra di vita – Nel libro c’è una parte dedicata a calcio, tennis, basket e pallavolo, con esempi su come motivare un atleta a seconda del suo chakra prevalente. E c’è spazio anche per una riflessione sul caso Zappa-Pisacane e sulla comunicazione nel mondo del calcio.💬 Lunghezza d’onda e relazioni – Perché quando si è su frequenze diverse è meglio allontanarsi che discutere? Antonio ci parla del prezzo della solitudine, del valore del dialogo autentico e di come riconoscere chi si sintonizza davvero con noi.GLI ARGOMENTI CHE AFFRONTIAMO:Il test gratuito di 80 frasi per scoprire il proprio profilo caratteriale.La differenza tra sogno e obiettivo (e la lezione di Fabio Paratici al figlio).Come scegliere di innamorarsi invece di essere trascinati dall’attrazione.L’importanza di non sostituirsi ai medici, ma di ascoltare il corpo in modo olistico.La “perla delle 64 interviste”: le lumache di Sabina Zicconi sul vetro. Da ridere a lacrime!PERCHÉ GUARDARE QUESTA PUNTATA?Se ti senti intrappolato in automatismi, relazioni complicate o decisioni che sembrano non essere mai davvero tue, questa intervista è per te. Antonio Palmas non dà ricette preconfezionate: offre spunti di riflessione e strumenti concreti per lavorare su se stessi. E lo fa con leggerezza, ironia e una profondità che ti resta addosso.I LINK UTILI (TUTTO QUELLO CHE HA FATTO E CHE FA)Acquista “Adesso scelgo io” e gli altri libri di Antonio Palmas su Amazon:https://amzn.eu/d/034Z9BgwSito ufficiale di Antonio Palmas: www.antoniopalmas.it
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A come...Allegro con brio con Davide De Ascaniis
In questo nuovo episodio di A come puntini puntini, Francesco Congiu accoglie un ospite d’eccezione: Davide di Ascaniis, violinista concertista internazionale e docente al Conservatorio di Cagliari.Una chiacchierata a ruota libera, in macchina, tra aneddoti di carriera, scelte di vita e progetti futuri. Davide si racconta senza filtri: dalla passione travolgente per il violino da bambino, fino agli studi a New York con una leggenda vivente, passando per i concerti in Sudamerica, le folli notti in viaggio tra Venezia e Cagliari e il progetto From Barok to Rock (oggi Baroc Extravaganza), dove la musica classica incontra il rock in un connubio esplosivo.🎶 Cosa scoprirai in questa intervista:Come si diventa concertisti senza manager, tra coincidenze e relazioniLe differenze tra violino classico ed elettricoLa tecnica, la passione e l’ossessione per la musicaIl significato di FESTINA LENTE (“affrettati adagio”) e perché si addice a un musicistaI progetti futuri: registrazioni inedite, il maestro Albert Markov e le nuove sonorità🔥 Un episodio intenso, sincero e sorprendente, che mescola arte, vita e adrenalina.⏱️ TIMESTAMP (consigliati per l’utente)00:00 – Intro e presentazione01:40 – Chi è Davide di Ascanis03:50 – Dal barocco al rock: il progetto musicale05:00 – L’esperienza in Venezuela e il terremoto07:00 – Come si arriva a suonare all’estero08:30 – La scoperta del violino e l’ossessione da bambino12:00 – Studi a New York e il maestro Albert Markov16:00 – La vita da pendolare: Venezia–Cagliari in aereo24:00 – La tecnica di Paganini e il violino elettrico26:30 – Baroc Extravaganza: il duo con l’amico cantante30:00 – Progetti futuri e la registrazione dei brani inediti36:00 – Insegnare al conservatorio e i ragazzi di oggi42:00 – Le 10.000 ore, Bruce Lee e il segreto della felicità50:00 – La parola chiave dell’episodio: Allegro con Brio
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A come...Accogliente parte 1
Benvenuti a un episodio molto speciale di "A come..."! 🎙️Dopo oltre 60 puntate, 10 mesi di cammino e più di 600 km percorsi, Francesco Congiu dedica questi episodi a tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto. Un ringraziamento speciale a chi ha condiviso il proprio tempo e la propria storia, e anche a chi, per vari motivi, non ha potuto o voluto farlo andare in onda.Questo prima parte è un mix unico di frammenti, un mosaico di voci ed esperienze che hanno contraddistinto il nostro percorso, e che abbiamo scelto di chiamare "A come Accogliente". È un viaggio che tocca temi profondi e universali: la scoperta di sé, la spiritualità, le relazioni, il lavoro e le sfide della vita.
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A come...Apprendimento con Roberto Pintor
Roberto Pintor è un imprenditore che da anni sviluppa progetti nel mondo della formazione, dello sport e del networking, creando connessioni tra persone, imprese e territorio.Ex giocatore di basket, oggi è anche fondatore di Innoversity Business School e, insieme al fratello Marco, di Parrot English Method, la scuola di inglese nata da un percorso imprenditoriale costruito passo dopo passo.In questa puntata parliamo di:sport e mentalità vincente.imprenditorialità e rischio d’impresa.brand, identità e posizionamento.formazione pratica e ambiente di apprendimento.soft skills, public speaking e vendita.famiglia, figli e crescita personale.Roberto racconta come il basket abbia lasciato un’impronta profonda nel suo modo di fare impresa: il lavoro di squadra, la disciplina, la cattiveria agonistica, la capacità di leggere il contesto e di portare a terra le idee.Dal campo alla scuola, dalla scuola al business, emerge una visione molto concreta: l’ambiente giusto fa la differenza, e anche nella formazione contano le persone, non solo i contenuti.Centrale anche il tema dell’umiltà: partire da un modello esistente, imparare, migliorare, poi costruire un metodo proprio. È così che nasce il percorso di Parrot English Method, con un approccio che non vuole “fare scuola” in senso tradizionale, ma creare un contesto reale, dinamico e coinvolgente per imparare l’inglese.Nel dialogo emerge anche Inversity, business school orientata allo sviluppo delle persone e delle organizzazioni, con corsi su vendita, marketing, comunicazione, social media e competenze umane e comportamentali.Per Roberto, il futuro è sempre più umano che tecnologico: le competenze relazionali, la capacità di persuadere senza manipolare e di lavorare bene con gli altri restano decisive.Non manca la parte più personale: le figlie Clotilde e Rachele, la paternità, il rapporto tra caratteri diversi in famiglia, la fatica e la bellezza di fare il genitore, la ricerca continua di equilibrio tra ambizione e concretezza.E poi ancora: la nascita di nuove idee, il primo progetto di programmazione informatica, il valore del naming, il senso di costruire brand che restano nella testa delle persone.Una puntata piena di energia, visione e autenticità, perfetta per chi è interessato a:sport e impresa.formazione e orientamento.business school e competenze trasversali.cultura del lavoro e sviluppo personale.🎧 Ascolta fino alla fine e porta a casa una parola chiave: apprendimento.Capitoli00:00 Intro e presentazione di Roberto Pintor02:00 La macchina, il tempo e l’autenticità della conversazione04:00 Che cos’è per lui l’imprenditore06:00 Nascita di Parrot English Method10:00 Umiltà, metodo e crescita continua12:00 Figlie, paternità e carattere17:00 Basket giovanile, disciplina e squadra22:00 Ambiente, scuola e selezione delle persone25:00 Sport e impresa: gli stessi principi27:00 Esperienza in Serie C e passaggio ad Aprilia33:00 Campi caldi, pressione e mentalità agonistica39:00 Scelte di vita, studio e futuro47:00 Marketing, consulenza e vendere se stessi50:00 Nasce Inversity Business School58:00 Soft skills, formazione e competenze umane1:04:00 Vendita, persuasione e manipolazione1:05:00 Rebound, Sport Summit Sardegna e seconda puntata1:08:00 A come APPRENDIMENTO
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A come...Accidenti con Ignazio Puligheddu
In questo episodio di “A come puntini puntini” Francesco Congiu incontra Ignazio Puligheddu, storico direttore della COASCO–Confcooperative, 40 anni nel mondo della cooperazione e oggi pensionato “iper-attivo” tra food coop, comunità energetiche e studio continuo.paste.txtUna chiacchierata piena di storie, “accidenti” e cambiamenti che mostra come la pensione possa diventare una seconda vita al servizio delle persone e dei territori.paste.txtDescrizioneIgnazio Puligheddu, nato nel 1959, è un caro amico e una figura chiave della cooperazione sarda: per decenni ha diretto la COASCO, centro servizi di Confcooperative a livello provinciale, seguendo contabilità e gestione di decine di cooperative.paste.txtCresciuto nel liceo Pacinotti “sezione inglese” e nel quartiere popolare di Cagliari, racconta la fuga a Londra da neodiplomato, i lavori in ristoranti e alberghi di lusso come il Dorchester e il ritorno in Sardegna come insegnante di inglese.paste.txtLa svolta arriva con i corsi sul mondo cooperativo: dai quadri promozionali agricoli a Foligno all’assunzione in Confcooperative, fino alla nascita della cooperativa di servizi COASCO.paste.txtIn mezzo, il teatro con l’Alchestis, la musica (chitarra, tastiera, sax) e la scelta di lasciare gli studi universitari per dedicarsi a lavoro e scena.paste.txtOggi, in pensione, Ignazio non sta fermo:è consigliere di amministrazione di Mesanoa Food Coop, emporio cooperativo a Cagliari ispirato alle food coop americane, dove circa 400 soci prestano 3 ore di lavoro volontario al mese per gestire un supermercato senza dipendenti, se non una coordinatrice part-time;paste.txtlavora con produttori sardi selezionando prodotti “a chilometro equo”, visitando aziende, scegliendo frutta, verdura, salumi, pasta e trasformati che garantiscano qualità e giusta remunerazione, con prezzi competitivi grazie alla filiera corta;paste.txtorganizza insieme agli altri soci eventi sotto il portico dell’emporio: presentazioni di libri, letture di poesia, incontri su alimentazione e salute, coinvolgendo il quartiere.<a href="https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/18317373/829016dc-05a2-40c8-bdf4-521646654cec/paste.txt?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYE4JG3BF7D&Signature=U8hKhT0wM0Ck5j0nawNbfXOkVAA%3D&x-amz-secur
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A come...Ascoltatevi con Francesco Delpiano
Per chi volesse acquistare il libro di Francesco Delpiano questo il link per Amazonhttps://amzn.eu/d/08xbLxD1Il libro lo trovate anche a Parma alla Libreria Mieleamaro di via Manno, Libreria Mondadori di via Paoli di CagliariIn questo episodio di “A come puntini puntini” Francesco Congiu incontra Francesco Delpiano, sardo di Nuoro trapiantato a Parma, ingegnere “nato due volte” e oggi counselor e restauratore degli interni dell’anima.Una storia vera di incidente, coma, memoria, spiritualità e rinascita che diventa un “libro in viaggio” capace di parlare a chiunque abbia attraversato dolore, traumi e voglia di ricominciare.DescrizioneFrancesco Del Piano racconta l’incidente che lo ha visto investito da un’auto a 120 all’ora, gli anni di degenza, una lunga vicenda giudiziaria ancora aperta e soprattutto il percorso interiore che lo ha portato a cambiare radicalmente vita.A partire da una frase della figlia (“Mio padre è un uomo nato due volte, è morto una volta”), il dialogo entra nel cuore di temi come: confini e curiosità infantile, follia come capacità di rinunciare al controllo, relazione di aiuto, spiritualità, fisica quantistica e possibilità di riscrivere il proprio destino.Parliamo di:come si passa da ingegnere, ricercatore e manager a counselor, coach e motivatore;cosa significa “restaurare gli interni dell’anima” partendo dalle proprie ferite;perché la follia, se messa al servizio del cuore, può diventare un ingrediente salvifico;il ruolo dello sport nei percorsi di lunga degenza e riabilitazione;la differenza tra mente, cuore e pancia in una società ossessionata dal controllo razionale;esperienze di premorte, energia, “scintilla divina” e simboli come strumenti per leggere la propria vita.Questo episodio è pensato per chi:ha vissuto un trauma e cerca un modo diverso per leggerlo;si chiede se sia davvero possibile cambiare il proprio investimento/destino;è curioso di capire come 700–800 frammenti di appunti possano diventare un diario di bordo potente e universale;lavora nella relazione di aiuto e vuole riflettere sul valore della presenza, del corpo e della relazione vera, oltre lo schermo.🎧 Ascolta l’episodio, lasciati toccare dalle sue immagini e domandati: “E io, sto davvero ascoltando me stesso?”.Capitoli (aggiorna i minuti reali)00:00 Intro e presentazione del libro02:00 La lettrice in spiaggia e il potere delle storie04:00 Dal “vecchio ingegnere” al restauratore degli interni dell’anima08:00 Il libro in viaggio e le presentazioni con musica e voci narranti11:00 “Scarnificazione dell’essere umano” e definizione della figlia17:00 L’incidente, il coma, i frammenti di carta e la nascita del diario di bordo22:00 I giornalisti-mentori e il coraggio di scrivere27:00 Follia, mente, cuore e pancia: rinunciare al controllo32:00 Infanzia senza confini: monellerie, curiosità e scuola41:00 Bambino “senza gabbia” e critica alla società del controllo49:00 Traumi, epatite, ospedali e rapporto con il corpo55:00 Possiamo cambiare il nostro investimento/destino?60:00 Energia, scintilla divina e fisica quantistica66:00 Medici, relazione di cura e metafora della moto70:00 A come ASCOLTATEVI: parola-chiave e saluti finali
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A come...Affetti con Giorgio Granara
In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu ospita Giorgio Granara, ingegnere “un po’ architetto”, sportivo e grande sostenitore della riscoperta della civiltà nuragica.Giorgio racconta il suo percorso di studi in ingegneria con indirizzo il più vicino possibile ad architettura, la scelta di restare in Sardegna da “mammone” invece di trasferirsi, e come la formazione tecnica gli abbia dato una forma mentis orientata alla risoluzione dei problemi, che poi ha portato in ogni ambito della vita.Ripercorre cinque anni fondamentali di pratica nello studio dell’ingegner Luciano Deplano, figura carismatica e creativa che progettava villaggi turistici e altre opere disegnando tutto a mano, con una capacità quasi artistica di immaginare e costruire spazi, vissuti da Giorgio come una vera scuola di architettura sul campo.Si discute del rapporto tra ingegneri, architetti, commercialisti, medici e avvocati, dei diversi momenti “formativi” e di come la professione tecnica possa risultare “pallosa” nella vita quotidiana proprio perché spinge a vedere problemi e soluzioni ovunque, mentre il lavoro creativo sull’architettura gli ha dato un’altra dimensione estetica e culturale.Giorgio parla anche della collaborazione professionale con Francesco, di un periodo lavorativo molto particolare e di crescita condivisa, in cui si sono contaminati a vicenda tra progettazione, idee sulla città e ricerca di un modo diverso di guardare al territorio sardo.Verso la fine, il discorso si sposta sugli affetti: la scelta sua e di Noemi di fregarsene dei soldi e privilegiare relazioni, tempo, famiglia; le vite dei due figli, Giuseppe (ingegnere, trader di energie rinnovabili in Germania) e Marta (biologa marina che lavora sui nidi di tartarughe), e il suo modo di sostenerli nel seguire ciò che li fa stare bene.C’è spazio anche per una riflessione sul dialogo nei social, sulle discussioni frequenti di Giorgio su temi energetici e ambientali, sulla frustrazione nel vedere quanto poco si pensi davvero prima di scrivere, e sul bisogno di riportare la conversazione pubblica a un livello più consapevole.Alla richiesta di scegliere una parola con la A, Giorgio propone “A come affetti”, perché considera affetti, famiglia, amici e legami umani la cosa più importante e ciò che alla fine rimane davvero nella vita.
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A come...Allontanarsi con Elisabetta Pau
In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu incontra Elisabetta Maria Pau (Betta), 25 anni, laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali, che vive e lavora a Copenhagen dopo una triennale a Cagliari, un Erasmus in Finlandia e una magistrale in Danimarca.paste.txtBetta racconta le sue origini tra Pirri, Assemini e Monserrato, il compleanno “sfortunato” del 23 dicembre, una famiglia molto presente e il forte legame con la ginnastica ritmica agonistica, che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza, fino allo stop e alla lunga ricerca di un nuovo equilibrio tra corpo e identità.paste.txtSi parla di sport di alto livello, disciplina, sacrifici, pressione, ma anche di cosa significa smettere e ricostruirsi: anni di distanza dalla pedana, il passaggio attraverso altri sport e infine l’approdo ai tessuti aerei e al cerchio aereo, dove ritrova il brivido della disciplina senza agonismo, in un contesto più morbido e creativo.paste.txtLa conversazione attraversa la scelta di andare al Nord, il rapporto con il freddo e il mare, la vita in Danimarca tra studio, lavoro e nuove relazioni, il confronto tra culture diverse e il modo in cui uno sport praticato da bambina può continuare a influenzare scelte, carattere e modo di stare nel mondo.paste.txtSe ti interessano migrazione giovanile, studi internazionali, sport agonistico, arti aeree e trasformazioni personali, questa puntata è il ritratto di una generazione che si sposta, sperimenta e prova a trovare il proprio posto tra Sardegna e Scandinavia.
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A come...Amare con Gianluca Calabrese
In questo episodio di “A come puntini puntini” Francesco Congiu incontra Gianluca Calabrese, dentista cagliaritano, fondatore nel 1998 della Calabrese Dental Clinic e da decenni attivo nel sociale, con un percorso umano e spirituale molto forte.Dalle origini familiari (i nonni tarantini che negli anni ’30 portarono in Sardegna la coltivazione delle cozze) al numero chiuso in Odontoiatria, dai sei mesi di volontariato in Nicaragua all’apertura di una clinica “olistica”, Gianluca racconta come ha costruito la sua professione cercando sempre un equilibrio tra lavoro, etica ed economia “del pellegrino”.Si parla di vite precedenti, meditazione, viaggi in India, cammino di Santiago, Banca Etica, Sardex, fino alla nascita dell’associazione Solidando e alla lunga battaglia – fatta di indagini, prove, rete di alleati e denuncia congiunta – per fermare un prete abusante in Nicaragua, tra medicina, spiritualità e amore radicale per la verità.Se ti interessano storie di professionisti che uniscono camice e volontariato, spiritualità e azione concreta, etica del lavoro e responsabilità sociale, questa puntata è un viaggio intenso che si potrebbe riassumere così: “A come Amare”.
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A come...AI con Gian Marco Tocco
In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu dialoga con Gianmarco Tocco (Jimmy), web master, web designer, specialista e-commerce e consulente su intelligenza artificiale, che si definisce “schiavo di tutto questo” ma che in realtà è un professionista consapevole e molto lucido sul futuro del digitale.Si parte dalla sua vita da neo-papà tra lavoro autonomo, agenzia web e senso di responsabilità economica, per arrivare all’uso concreto dell’AI nelle aziende: micro-automazioni, report per agenti immobiliari, generazione di creatività, avatar video per validare campagne, con un punto fermo: serve sempre il “human in the loop”, il controllo umano nel ciclo di automazione.Jimmy racconta come ha iniziato, dal rifiuto dello scooter per comprarsi il primo computer a 14 anni, passando per lo IED di Roma in Digital Design, la scoperta del web, il lavoro in agenzia fino alla società con tre soci specializzati, dove si lavora senza capi ma con grande rispetto reciproco.La conversazione tocca temi caldi: paura dell’AI e dei robot umanoidi, posti di lavoro che cambiano, loghi generati male dai modelli, analogia con il passaggio pellicola–digitale, e l’idea dell’AI come strumento che può migliorare la qualità del lavoro se usata bene, studiata e integrata con intelligenza.Se ti interessano AI, web marketing, automazione nei processi aziendali, vita da freelance, paternità e futuro del lavoro digitale, questa puntata è un mix di esempi pratici, storie personali, ironia e riflessioni molto concrete su ciò che sta cambiando sotto i nostri occhi.
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A come...Australia con Antonella Sitzia
In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu incontra Antonella Sitzia, 26 anni, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza, tornata a Cagliari per la sua tesi magistrale e per fare il punto su studio, lavoro, ADHD, moda e futuro.Si parla di università tra Cagliari e Roma, di un percorso che parte da Lettere classiche e arriva al mondo delle case editrici, del giornalismo e delle riviste di moda, passando per l’Erasmus a Malaga e il lavoro in redazione, tra fake news e fact checking quotidiano.Antonella racconta con grande lucidità la sua esperienza con il disturbo dell’attenzione (ADHD), i farmaci, l’hyperfocus, il rapporto con la lettura e la scrittura, ma anche il lavoro nella ristorazione, i sogni di partire per l’Australia “a fare il caffè per i minatori” e il desiderio di indipendenza economica.Ne nasce un ritratto sincerissimo di una generazione cresciuta con il mantra “studia per non finire in fabbrica”, schiacciata tra studio infinito, lavori in nero e affitti impossibili, ma ancora piena di curiosità, ironia e fiducia nei giovani.Se ti interessano formazione, lavoro giovanile, moda, antropologia, ADHD, intelligenza artificiale e scelta del proprio futuro, questa chiacchierata è un concentrato di spunti, franchezza e prospettive diverse dal solito.Capitoli00:00 Intro e presentazione di Antonella00:32 “A come puntini puntini”: il format a sorpresa02:31 Gli episodi registrati al buio e le reazioni degli ospiti03:37 Antonella: editoria e scrittura alla Sapienza05:01 Esami mancanti ed “ermeneutica della scrittura”08:02 Dalla laurea in Lettere classiche a Cagliari alla specialistica a Roma10:03 Voglia di novità, curiosità e ricerca di qualcosa di diverso12:10 ADHD, difficoltà di concentrazione e diagnosi tardiva15:01 Scuola, voti alti e disturbo dell’attenzione invisibile17:22 Distrazione, hyperfocus e passioni a rotazione18:48 Just Dance, serie “The Dropout” e ossessioni temporanee20:43 Giornalismo, fact checking e fake news in una redazione online22:30 Il piacere di approfondire e i limiti del lavoro “a macchinetta”24:18 Rapporto con la scrittura: diario, saggi e progetti nel cassetto25:06 Cosa legge: saggistica antropologica, studi di genere e fantasy26:45 Tempo, studio e fatica di leggere quanto si vorrebbe27:45 Dopo la laurea: un mese per cercare lavoro, poi Australia29:06 Riviste di moda, riviste indipendenti e sogno Berlino30:06 Moda, sottoculture e brand emergenti31:02 Esperienze di lavoro: aeroporto, ristoranti, bar32:41 Stanchezza dal lavoro nel servizio e desiderio di un’estate diversa33:33 Indipendenza economica e nessuna ossessione per la carriera35:02 Giovani, studio, lavori manuali e “classe operaia” che manca38:08 Lauree, precarietà, lavoro in nero e frustrazione generazionale41:00 Studiare e lavorare a Roma tra affitti e diritti negati44:19 Saturazione verso i lavori faticosi dopo anni di sacrifici45:18 Generazione spinta allo studio e svalutazione del lavoro manuale48:04 Intelligenza artificiale: paura degli umani, non delle tecnologie50:05 Come usa l’AI tra ricerca fonti, scrittura e grafica51:33 Publicità, grafica AI e rischio per creativi e designer53:42 Fattore umano, bias cognitivi ed esperimento su Van Gogh e AI57:20 L’importanza di riconoscere l’arte “fatta a mano”58:34 Il linguaggio di Antonella e la ricchezza delle sue parole59:10 “A come…”: armonia, Australia e desideri per il futuro1:01:19 Viaggi, aerei, famiglia e amore per se stessi1:03:02 Relazioni, solitudine scelta e compatibilità1:04:09 Un possibile futuro in Australia e chiusura dell’episodio
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A come...Aspettare con Stefano Sanna
In questa puntata di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu incontra Stefano Sanna per una conversazione ricca, sincera e sorprendente: dal suo percorso professionale tra Enel, Saras, elettrotecnica e affidabilità degli impianti, fino alla passione per la macroeconomia, la Modern Monetary Theory, Banca Etica, il valore del risparmio privato e il ruolo dello Stato nell’economia.Ma non c’è solo lavoro e teoria: emergono anche storie personali, ricordi di scuola, il legame con la famiglia, l’amore per il mare, i trenini, la ginnastica artistica, il desiderio di continuare a imparare e il progetto di avvicinarsi al sax con pazienza e curiosità.Una puntata intensa, piena di idee controcorrente, aneddoti umani e riflessioni che fanno pensare: se ti interessano economia, lavoro, formazione, passioni e visioni fuori dal coro, questo episodio è tutto da ascoltare.
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A come...Arrivederci con Barbara Onnis
In questo episodio di “A come…” incontro Barbara Onnis, docente universitaria di storia internazionale dell’Asia e di politica estera cinese all’Università di Cagliari, da dieci anni coordinatrice dell’Aula Confucio e per lungo tempo insegnante di lingua cinese.Partendo da una vita accademica costruita tra Cagliari, Parigi, Roma e la Cina, Barbara racconta come è nata la sua passione per il mondo cinese e come l’ha trasformata in un impegno di ricerca, didattica e divulgazioneBarbara ripercorre le tappe del suo percorso: la lunga “gestazione” dell’interesse per la Cina durante gli studi in storia e istituzioni dell’Asia, l’Erasmus a Parigi all’Institut National des Langues et Civilisations Orientales dove scopre un’università con più di 80 lingue, lo studio intensivo del cinese e la tesi di laurea dedicata alla storia cinese.Dopo la laurea arriva un bivio: continuare verso la carriera diplomatica – con borse di studio della Regione Sardegna e master all’ISPI e alla Luiss – oppure accettare una borsa del Ministero degli Esteri e della Cultura cinese per un anno di studi in Cina. Lei parte, si appassiona ancora di più, torna, tenta il concorso diplomatico e sceglie infine la strada del dottorato e della ricerca universitaria.C’è anche un lato più personale e generazionale: dalle email scritte via tua casella negli anni di Skype e dei primi collegamenti a distanza, all’impressione che quegli anni Novanta fossero “un altro pianeta”.L’amore per la Cina resta costante: viaggi di ricerca, ritorni periodici, e un uso del cinese come strumento vivo per leggere la politica e la società contemporanea asiatica, più che come pura esercitazione linguistica.Una parte affascinante dell’episodio è dedicata al significato dei caratteri cinesi: dalle frasi a predicato aggettivale, dove non esiste la copula, al carattere che indica “avere fame”, fino ad “hǎo”, che unisce in un solo ideogramma una donna in ginocchio e un bambino, simbolo di “buono, bello, star bene” secondo l’immaginario tradizionale.Si parla del radicale dell’acqua, delle tre gocce che ritornano in tutti i caratteri legati ad acqua, lago, fiume, oceano o vapore, e del carattere di “casa” raffigurato come un tetto con sotto un maialino, emblema di ricchezza e benessere in una cultura contadina.Barbara racconta anche la sua esperienza didattica con i più giovani: dai bambini e ragazzi sino‑italiani ai corsi PNRR nelle scuole superiori italiane, dove ha portato un modulo di politica internazionale dell’Asia scelto volontariamente da decine di studenti.Da qui emerge il tema di una storia ancora troppo occidentale‑centrica, con molti eventi asiatici assenti dai libri di testo, anche se qualcosa sta cambiando nei manuali delle nuove generazioni.Infine entriamo nel mondo della comunità cinese a Cagliari, che Barbara studia da anni: famiglie organizzate in catene migratorie, legami strettissimi tra parenti sparsi in Europa, aziende a forte componente familiare e un rapporto con l’integrazione misurato sul successo scolastico dei figli e sulla continuità delle attività economiche.Racconta di amicizie profonde con alcuni membri “pilastro” della comunità, delle celebrazioni del Capodanno cinese organizzate insieme e di come “un amico cinese, se è amico, lo è per sempre”.Se ti interessano Cina contemporanea, lingua e caratteri, migrazioni, comunità cinesi in Italia, percorsi accademici e carriere mancate, questa conversazione ti porterà dentro le scelte, i dubbi e le scoperte di chi ha costruito un ponte stabile tra Sardegna e mondo cinese.
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A come...Ascoltare con Davide Volponi
In questo episodio di “A come…” incontro Davide Volponi: laureato in giurisprudenza, ex imprenditore del legno, oggi artista e formatore che ha trasformato una vita “forzata” nell’azienda di famiglia in un percorso creativo fatto di riciclo artistico, laboratori e attenzione alle fragilità mentali.Parliamo di come nascono i suoi progetti nei centri di quartiere di Cagliari, del motto “la parola scarto non esiste” e di che cosa significa lavorare con persone e ragazzi che vivono diverse forme di fragilità.Nello Spazio Artes della cooperativa Pantarei, uno spazio comunale gratuito dedicato a persone con fragilità mentale, Davide coordina percorsi di arte e terapia basagliana, pittura, musica, teatro e laboratori di riciclo creativo.Dai pezzi di legno recuperati alle pedane che ritrovano nuova vita, emergono storie di lentezza, manualità e contatto con la realtà in contrapposizione alla velocità “mordi e fuggi” del digitale.Nel dialogo ripercorriamo la storia familiare: il lutto del padre, l’azienda di legname fondata dal nonno romano, il peso della responsabilità e la scelta dolorosa ma liberatoria di chiudere la ditta dopo oltre vent’anni di imprenditoria.Da lì si aprono altre strade: l’Erasmus in Spagna ai tempi della facoltà di giurisprudenza, il desiderio di lavorare con il diritto minorile, fino all’incontro con l’arte come strumento educativo e di cura.Non manca un viaggio nella memoria musicale: le radio libere, le cassette registrate a Radio Flash, le compilation costruite pezzo dopo pezzo, il rap degli anni Novanta, il confronto con l’ascolto dei giovani di oggi e la necessità di recuperare una vera cultura dell’ascolto.Davide racconta come, nei laboratori con gli adolescenti, la musica e il lavoro manuale sul legno diventino occasioni per fermarsi, toccare le cose, sporcarsi le mani e dare valore al tempo lungo di un brano o di un progetto creativo.Se ti interessano arte, educazione, salute mentale, memoria, musica e storie di cambiamento professionale, questo episodio ti porterà dentro un mondo dove il concetto di “scarto” viene ribaltato e diventa occasione di rinascita.Metti in pausa la corsa quotidiana, premi play e lascia che la conversazione ti accompagni: forse scoprirai anche tu che è il momento di rallentare.Capitoli consigliatiPuoi adattare minutaggi e titoli ai timecode reali del montaggio.00:00 – Introduzione a “A come…” e presentazione di Davide Volponi01:30 – Dall’allergia al “ciak”: un inizio informale e giocoso02:30 – Che cos’è lo Spazio Artes a Cagliari e la cooperativa Pantarei03:30 – Arte, terapia basagliana e laboratori per le fragilità mentali04:40 – Dal lutto del padre all’ingresso nell’azienda di legname05:30 – Laurea in giurisprudenza, Erasmus in Spagna e diritto minorile07:00 – Vent’anni da imprenditore del legno: responsabilità e sofferenza08:30 – La chiusura dell’azienda e la nascita del talento artistico10:00 – Laboratori di riciclo artistico, pedane e lavoro manuale col legno12:00 – L’importanza di sporcarsi le mani e rallentare nella vita24:20 – Cassette, radio libere e culture musicali degli anni ’80–’9025:30 – Rap, testi controversi e musica degli adolescenti di oggi26:30 – Cultura dell’ascolto, canzoni “mordi e fuggi” e attenzione27:30 – Cosa insegna l’imprenditoria e il mondo del legno28:30 – Le radici familiari tra Roma, Parma e Cagliari: identità e sguardo sul mondo
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A come...Arrori con Laura Cappai
In questo episodio di "A come puntini puntini", Francesco Congiu incontra Laura Cappai, psicologa specializzata in terapia sistemico-relazionale, consulente in benessere organizzativo e istruttrice certificata di mindfulness.🎙️ Cosa scoprirai in questo episodio:Il percorso professionale di Laura: dalla laurea alla Sapienza di Roma alla specializzazione in psicologia clinica e di comunitàLa scoperta della mindfulness a Ginevra e come questa pratica millenaria sta trasformando il benessere in ItaliaStress moderno vs. esaurimento nervoso: come è cambiata la società e perché siamo più stressati oggiIl lavoro con il Ministero di Giustizia: mindfulness e gestione dello stress per la polizia penitenziariaConsulenza aziendale e formazione per grandi realtà (banche, Reale Mutua, Eon)Terapia bioenergetica e l'importanza del corpo nella psicoterapiaGiovani e salute mentale: cosa chiedono davvero i ragazzi ai loro genitori💡 Temi chiave:#Psicologia #Mindfulness #GestioneStress #BenessereMentale #TerapiaSistemicaRelazionale #PsicologiaClinica #Sardegna #Podcast #Intervista📍 Ospite: Laura Cappai - Psicologa, formatrice e istruttrice mindfulness🎤 Conduttore: Francesco Congiu⏱️ Timestamp:0:00 - Introduzione e presentazione7:47 - Il percorso di studi e la scelta di Roma13:17 - La passione per le storie e i sistemi umani21:16 - I primi lavori nei comuni del Gerrei27:22 - L'esperienza a Ginevra e la scoperta della mindfulness34:04 - L'Istituto Lama Tzong Khapa e l'apertura dello studio42:33 - Il lavoro con il Ministero di Giustizia44:15 - Stress moderno: perché oggi siamo tutti più stressati54:59 - Genitori e figli: la crisi dell'ascolto59:12 - Le domande finali: talento, passione e vocazione
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A come...Agapi con Felice Urgu
In questa puntata di "A come..." Francesco Congiu incontra Felice Urgu, farmacista specializzato in medicina omeopatica e fitoterapia clinica, per un viaggio tra amicizia, passione e professione.Di cosa parliamo in questo episodio:Felice Urgu racconta il suo percorso dalla formazione classica alla laurea in farmacia, dalla specializzazione in medicina omeopatica alla gestione di due farmacie in provincia di Cagliari (Carbonia ed Elmas). Scopriamo insieme come il ruolo del farmacista si sta evolvendo verso un presidio sanitario territoriale sempre più centrale, con nuove competenze che vanno dai tamponi alle vaccinazioni, dagli elettrocardiogrammi alla telemedicina.📍 Argomenti trattati:Il percorso formativo: dal liceo classico alla farmaciaSpecializzazione in medicina omeopatica e fitoterapia clinicaL'evoluzione della professione del farmacista nel sistema sanitario nazionaleLa chiusura della formazione Buaron e l'addio alla medicina omeopaticaFarmacisti Volontari: volontariato con migranti e missioni umanitarieLa passione per la Grecia e l'amore per la musicaRiflessioni su generazioni a confronto, adolescenza anni '70 vs oggiIl concetto di talento, passione e vocazioneLa regola delle 10.000 ore di Malcolm GladwellA come AGAPI (amore): il messaggio finale di Felice🎵 Bonus musicale: Scopri Raye, la rivoluzionaria cantautrice che sta cambiando la musica con orchestra dal vivo.Chi è Felice Urgu:Farmacista dal 1987, titolare insieme alla famiglia di due farmacie in Sardegna, specializzato in medicine omeopatiche e master in fitoterapia clinica e piante officinali. Ex docente per Buaron in medicina omeopatica, oggi farmacista volontario della Protezione Civile.📺 Podcast "A come..." - Condotto da Francesco CongiuUn format di interviste che esplora storie personali, professionali e riflessioni sulla vita attraverso conversazioni autentiche con ospiti eccezionali.
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A come...Ammirazione con Adriano Spettu
Episodio di “A come…” con Adriano Spettu, perito industriale edile, consulente tecnico‑amministrativo e… artista di fine anno. Un viaggio tra cantieri, raffinerie, creatività e identità, dove scopriamo come si può passare dai capitolati ai calendari d’autore, dai sopralluoghi alle magliette d’artista.Parliamo di puntualità (vera e finta), di ottimismo e pessimismo che si compensano in famiglia, di trappole gentili agli ospiti “in imboscata” e di cosa significa davvero mettersi in gioco davanti a una telecamera. Tra aneddoti di lavoro, errori trasformati in opportunità e marchi da registrare all’Ufficio Brevetti, Adriano racconta come si diventa osservatori curiosi che amano stare dietro le quinte ma finiscono, prima o poi, al centro della scena.Se ti interessa il confine tra tecnica e arte, tra vita professionale e passioni personali, questa chiacchierata in auto è una di quelle da ascoltare fino alla fine
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A come...Anticonformista con Tommaso Cocco
In questo nuovo episodio di “A come…” incontro Tommaso Cocco, 22 anni, un ragazzo che ha già attraversato più passaggi di quanti molti affrontino in una vita intera. Agente di commercio nel settore di vini e distillati, Tommaso racconta con sincerità il proprio percorso fatto di crescita precoce, domande profonde, momenti difficili, consapevolezza e rinascita.Quella che emerge è la storia di un giovane adulto curioso, sensibile, lucido, capace di guardarsi dentro senza paura e di parlare con sorprendente maturità di famiglia, scuola, psicoterapia, identità, desideri e desiderio di capire il mondo. Dalla sua infanzia alla scelta del percorso di studi, fino al lavoro di oggi e al rapporto con sé stesso, la conversazione diventa un viaggio sincero dentro una generazione che cerca strumenti, direzione e autenticità.Questo episodio è un invito ad ascoltare davvero, perché dietro le parole di Tommaso ci sono fragilità, forza, ironia, voglia di crescere e una profonda libertà interiore. Un dialogo intenso, umano e diretto, che lascia spazio a riflessione, empatia e riconoscimento.Se ti interessano le storie vere, i percorsi non lineari, le voci giovani che sanno raccontarsi con onestà e profondità, questo episodio fa per te.
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A come...Anguria con Gianni Agnesa
In questo episodio di “A come puntini puntini” incontro Gianni Agnesa: project manager nella formazione, ex uomo delle istituzioni, motociclista da sempre, voce di diversi programmi radiofonici cagliaritani e appassionato narratore del mondo Ferrari.Parliamo di come, dopo una lunga carriera tra agenzie pubbliche e consulenza organizzativa, ha scelto di dedicarsi solo alle cose che ama davvero, affrontando i 70 anni con ironia, memoria e una curiosità intatta.Ripercorriamo la sua esperienza in radio, da “Passaggio ponte” alle monografie di “Special One” fino a “Freakout” su Radio X, tra rock, musica dalle isole del mondo e racconti di ciò che accadeva a Cagliari e nel mondo quando uscivano certi dischi.Da lì passiamo alla grande passione per la Ferrari: la ricerca sulla 312P e sulla 512M, gli incontri con vecchi meccanici e piloti, gli aneddoti incredibili raccolti tra archivi, telefonate in Nuova Zelanda e storie di gare che oggi valgono più di qualunque scheda tecnica.Tra neve a Cagliari nel ’56, politica giovanile, radio indipendente e libri sui motori, emerge il ritratto di una vita attraversata da molte strade diverse ma tenute insieme dalla stessa ostinata passione.Se ami le conversazioni vere, piene di storie di sport, rock, motori e scelte di vita fuori dagli schemi, questo episodio fa per te.
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A come...Andare con Cenzo Cocca
C’è un artista giovane che cuce fili, carte da gioco, memoria e magia: in questo episodio di “A come…” incontro Cenzo Cocca, 31 anni, artista tessile contemporaneo nato in Sardegna, che ricama ritratti su carta e tessuto mostrando sempre fronte e retro delle sue opere.Partiamo dalle sue origini tra Ghilarza, Norbello, Olmedo e Alghero, dal diploma di geometra e dall’amore per l’abbigliamento che lo porta alla sartoria, alle boutique vintage e all’esperienza nella boutique di Antonio Marras, fino all’Accademia di Giuseppe Pinu a Nuoro dove inizia davvero il suo percorso artistico tra disegno, filo e carta.Cenzo racconta come nascono i suoi lavori: ritratti ricamati su camicie e tessuti da indossare, carte da gioco smontate e “svuotate” dei semi per creare installazioni, opere a doppia faccia dove lo stesso filo disegna due immagini diverse, davanti e dietro, come le due parti di noi, memoria visibile e invisibile.Parliamo di arte tessile contemporanea, di nicchie che diventano forza, di collaborazioni con artigiane di Seulo su arazzi e tessiture, di progetti su temi come la magia e il vuoto, e di cosa significa oggi vivere di arte fra mostre, gallerie, social e commissioni private (ritratti, centrini ricamati, capi trasformati in opere d’arte).Nella seconda parte entriamo nel cuore della sua ricerca:- la differenza tra ricamo, tessitura e moda, e il passaggio dal capo d’abbigliamento all’opera d’arte- il rapporto tra gesto ripetitivo, tempo, memoria e meditazione- il bisogno di arte e di emozione nelle persone oggi- la condizione dei giovani, la difficoltà di scegliere in un mondo saturo di possibilità e schermiLa sua parola con la A è “andare”, intesa come avanzare, andare piano, affrettarsi “adagio” in un mondo che corre.Se ti incuriosiscono l’arte tessile, i fili che raccontano storie, la magia dei gesti ripetuti e i percorsi di chi è riuscito a vivere del proprio lavoro creativo, questo episodio ti piacerà.
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A come...Amore con Milena Olla
Episodio di A come… con Milena “Milli” Olla: viaggi, scelte coraggiose, mandorli e tanto amore per la vita.Scopri come Milli ha macinato 3000 km in Islanda tra casette nel nulla, QR code per i parcheggi, prezzi folli e paesaggi che ti lasciano senza fiato, usando le foto dei suoi viaggi per far “partire” anche gli amici rimasti a casa. Dal lavoro nelle aziende e nei servizi idrici alla scelta di vivere in Sardegna, ristrutturare una casa vacanze e piantare un grande mandorleto di famiglia, racconta senza filtri cosa significa costruirsi una vita tra città, campagna e burocrazia.Parliamo di figli, desideri e soldi come strumenti (non come scopo), dei viaggi organizzati al millimetro da Beatrice (Beatour) e del perché per lei tutto parte da una sola parola: amore.Se ami le storie vere, i viaggi, la Sardegna e i sogni piantati nella terra, questo episodio è per te.Iscriviti al canale, lascia un commento sul viaggio che ti ha cambiato la vita e condividi il video con qualcuno che ha bisogno di ispirazione.
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A come...Adattarsi con Fraser Lauchlan
Un professore di matematica, psicologo, musicista e scrittore scozzese che ha scelto la Sardegna come casa: in questo episodio di “A come…” incontro Fraser Lauchlan, autore dei libri “Uno scozzese in Sardegna”, per raccontare una vita fra pioggia scozzese e sole mediterraneo, bilinguismo, famiglia e cambi di rotta radicali.Parliamo di come si lascia una vita “perfetta” a Edimburgo per ricominciare in Sardegna, del peso del clima sul benessere psicologico, di cosa significa crescere figli bilingui fra inglese, italiano e sardo, e di come si tengono insieme tante identità diverse: padre, insegnante, psicologo, musicista e scrittore.Fraser ci porta dentro la sua storia: l’infanzia vicino Glasgow, gli studi in psicologia e matematica, il dottorato in Inghilterra, l’incontro con Serena grazie all’Erasmus, il trasferimento in Sardegna, la nascita dei figli ed il loro trasferimento ora tra Scozia e Stati Uniti e la scelta di restare qui nonostante tutto.Nel corso della chiacchierata attraversiamo tanti temi:- cosa accomuna scozzesi e sardi, tra identità, orgoglio e storia di conquiste:- i libri “Uno scozzese in Sardegna” e le presentazioni tra musica e letture:- la vita da docente di matematica a Cagliari e il lavoro online come psicologo nel Regno Unito:- il valore del bilinguismo per lo sviluppo dei bambini e la ricerca sul sardo e sul gaelico.Brexit, Covid, traslochi impossibili (pianoforte compreso) e progetti per un terzo libro.Se ti piacciono le storie di vita vera, di migrazioni interiori e geografiche, di identità multiple e di adattamento (o meglio, “adattarsi”, come dice Fraser), questo episodio fa per te.Link per I libri su Amazon:Uno Scozzese in Sardegna - https://amzn.eu/d/043yY8C5Uno Scozzese in Sardegna 2...sono ancora qui: https://amzn.eu/d/00Ivuzox
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A come...Assolversi con Antonio Saba
In questo nuovo episodio di “A come…” incontro Antonio Saba, fotografo professionista con quasi quarant’anni di carriera internazionale nel mondo del lusso e dell’hospitality, oggi sempre più orientato verso la ricerca artistica personale. Dalle suite del Peninsula da 35.000 euro a notte ai resort firmati Hilton, Waldorf Astoria e Conrad, fino al ruolo di consulente fotografico per una famiglia Reale Emiratina, Antonio ci racconta cosa significa costruire immagini per i brand più esclusivi del pianeta.Partendo dalla Sardegna, passando per gli Stati Uniti e approdando a Dubai – dove vive da oltre 10 anni – ripercorriamo le tappe di un percorso fatto di incontri fortunati, cambi di direzione e scelte coraggiose, tra fotografia industriale, campagne globali per interi Paesi e progetti su misura per sceicchi e resort da sogno.Oggi Antonio lavora sempre più su progetti artistici “su commessa”, ricostruendo scene legate alla tradizione araba per creare un’iconografia della penisola arabica quasi del tutto inesistente nella storia delle immagini, in un lavoro destinato a durare anni. Parliamo di libertà creativa, del rapporto con i clienti quando ti cercano proprio per il tuo sguardo “fuori dalla scatola” e di come l’età, il mercato e l’intelligenza artificiale stiano cambiando il modo di fare fotografia.Tra ironia sarda, parolacce liberatorie e riflessioni intime sulla salute, sui figli e sull’egoismo “sano”, arriviamo a una parola chiave: “A come assolversi” – il diritto di volersi bene, rimettere in equilibrio la propria vita e dire la verità su ciò che vogliamo davvero. È un episodio sulla bellezza, sul coraggio di cambiare e sul perdonarsi, con uno sguardo lucido e affettuoso al proprio percorso.
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A come...Arrivare con Sabina Zicconi
Attrice per vocazione, imprenditrice per scelta: la storia di Sabina Zicconi, tra depuratori d’acqua, cinema e sogni che non smettono mai di girare.Sabina nasce come imprenditrice nel settore degli impianti per la depurazione delle acque – domestiche, professionali, scuole, campeggi, case dell’acqua – e diventa per anni la prima venditrice in Italia nel suo settore, fino ad aprire la sua azienda “Acquaora”. Poi, intorno ai 40 anni, decide di ascoltare davvero la sua vocazione: studia recitazione, lavora duramente su tecnica e metodo, entra nei set e oggi è un’attrice cinematografica con alle spalle ruoli intensi in film, serie e cortometraggi.In questa lunga chiacchierata si parla di:- infanzia complessa, lavoro fin da bambina e nascita del “fiuto” commerciale aiutando la nonna a vendere dolci sardi sulle cassette in strada- il mondo della depurazione dell’acqua: qualità delle acque in Sardegna, scuole plastic free, campeggi, case dell’acqua, scelta etica dei prodotti e rapporto diretto con i clienti;- la decisione di lasciare il “posto sicuro” per mettersi in proprio, ripartendo letteralmente da un tavolino pieghevole sul porto di Carloforte e da 10.000 euro presi in prestito dal padre:- il passaggio al cinema: scuole di recitazione, maestri, masterclass, provini, self tape, ruoli drammatici in film e serie (madri, sorelle, donne ferite, arrabbiate, frustrate) e la gestione emotiva del “dentro e fuori” dai personaggi.Troverai un racconto autentico su come si costruisce una vita nuova a 40 anni senza smettere di lavorare in azienda, aneddoti surreali e comici (dal pentolone di lumache al sugo spiattellato nel cruscotto alla “sede aziendale” parcheggiata sotto casa) raccontati con una vena ironica che spiazza rispetto ai ruoli drammatici per cui Sabina è spesso scelta, riflessioni profonde su libertà, infanzia, lavoro, dignità, rapporto con la famiglia, studio della recitazione e importanza del costume nel diventare davvero “un’altra persona” sul set.Questo episodio è ideale se:ami le storie di chi si reinventa professionalmente senza buttare via ciò che era “prima”lavori o vuoi lavorare tra impresa, vendita, relazioni umane e ti interessa capire come farlo senza perdere etica e autenticità;ti incuriosisce vedere il “dietro le quinte” del lavoro dell’attore, dai provini alla costruzione del personaggio, fino alla fatica di entrare e uscire dalle emozioni più dure.
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A come...Arvive con Ilaria Melis
L'ospite di questo episodio è Ilaria Melis, 32 anni, pittrice e muralista che dopo dieci anni fuori dalla Sardegna ha scelto di tornare e mettere radici nella sua terra attraverso l’arte. Tra famiglia, lutti, viaggi, studi in Accademia e murales che trasformano erbacce di bordo strada in universi poetici, Ilaria racconta come si possa vivere di pittura, restando fedeli a sé stessi e alla propria sensibilità.Di cosa parliamo in questo episodio:- Infanzia, famiglia e libertà: l’amore, l’ascolto e l’accoglienza emotiva come base sicura da cui partire per esplorare il mondo e diventare artista.- Scoprire la propria strada: dal liceo artistico a Cagliari all’Accademia di Belle Arti a Carrara, passando per Bologna e l’Accademia Nazionale del Cinema tra trucco teatrale, body painting e prime esperienze sui set (anche per “Gomorra”).- Erasmus, viaggi e muralismo: l’incontro con il maestro Rocke alle Canarie, la scoperta del lavoro fisico e poetico sui ponteggi, il murale come cantiere, fatica e magia.Paesaggi interiori e natura spontanea: macchie “oracolari”, paesaggi onirici, microcosmi e macrocosmi, canneti, finocchio selvatico, fiori di carota selvatica e piccoli insetti che diventano divinità.- Arte e giovani: come capire cosa ami davvero fare, la differenza tra scegliere per paura o per fiducia, l’importanza di continuare a formarsi, viaggiare, uscire davvero dalla zona di comfort.- Tornare in Sardegna: il rifiuto coraggioso del “posto fisso” a scuola, la decisione di vivere di pittura tra murales pubblici e lavori privati, dalla torretta del Poetto a San Sperate fino ai progetti in tutta l’isola.- Visioni di futuro: una casa-studio in campagna, la pace come centro da cui continuare a viaggiare, creare connessioni e restare umili davanti alla grandezza della natura.Se ti interessano le storie di chi sceglie l’arte come mestiere, i percorsi non lineari, i ritorni a casa e il rapporto profondo con la natura, questa chiacchierata con Ilaria ti farà viaggiare tra emozioni, paesaggi interiori e nuove prospettive sul senso del lavoro e della vita.Alla fine Ilaria sceglie una parola per raccontarsi: “Arvive”, dal piemontese, che significa rinascere, rinnovarsi, vivere di nuovo. È il filo rosso di tutta la sua storia: morire e rinascere molte volte, nell’arte e nella vita.
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A come...Accelerare con Francesca Fadda
In questo episodio di “A come…” incontro Francesca Fadda, 25 anni, una vera forza della natura che racconta senza filtri la sua storia tra infanzia, famiglia, studi universitari e un futuro pieno di progetti ancora “top secret”. Dalla gelosia per l’arrivo della sorella al rapporto speciale con la nonna, fino alle scelte formative e lavorative, scopri come una ragazza della Generazione Z che sta costruendo il proprio percorso accelerando verso i suoi obiettivi.Parliamo di Infanzia, ricordi d’estate, giochi, del rapporto con la sorella Valentina: gelosie, litigi, crescita e complicità condividendo la stessa stanza.Dipercorsi formativi, esami universitari, lavoro e la soddisfazione di raggiungere i propri traguardi.La parola chiave di Francesca: “Accelerare”, cosa significa spingere sull’acceleratore al momento giusto senza perdere il controllo.Se ti interessano le storie vere, le chiacchierate profonde ma leggere e vuoi capire meglio come pensa e vive una ragazza del 2000 che non ha paura di mettersi in gioco, questo episodio fa per te.🔔 Iscriviti al canale per non perderti i prossimi episodi di “A come…”.👍 Metti like se l’intervista ti è piaciuta e condividila con qualcuno a cui potrebbe parlare la storia di Francesca.
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A come...Attesa con Fabrizio Selis
In questo episodio di incontriamo Fabrizio Selis, imprenditore nel settore delle tecnologie per la stampa e formatore, per scoprire una storia di famiglia, strategia e passione che parte dalla carrozzeria e arriva alle arti grafiche, alla serigrafia e all’innovazione digitale.Dalla dama giocata da bambino – dove diventa campione sardo – alla capacità di anticipare le mosse del mercato, Fabrizio racconta come ha trasformato il lavoro del padre in un’azienda moderna, riconosciuta come “atelier della stampa” e punto di riferimento per la formazione a livello nazionale e internazionale.Parliamo di: Infanzia, scuola e la dama come palestra di strategia, concentrazione e visione a lungo termine.L’ingresso in azienda, il rapporto con il padre, il cambio generazionale e la scelta di portare nuove tecnologie: tipografia, serigrafia, stampa digitale, grandi formati.Serigrafia ieri e oggi: dai telai tradizionali alla rivoluzione delle macchine digitali giapponesi che eliminano chimici, acqua e processi sporchi, e il ruolo del DTF per le piccole tirature.La figura del commerciale-consulente: non più piazzista, ma professionista che costruisce relazioni, ascolta i bisogni del cliente e unisce offline e online.Giovani, lavoro e opportunità: perché oggi ci sono più possibilità di prima, ma pochi sanno davvero coglierle, e quanto contano la direzione, il confronto e il lavoro di squadra.Cina, Giappone e concorrenza: cosa ha imparato Fabrizio osservando imprenditori cinesi e giapponesi, il valore del competitor vicino e la capacità di migliorare continuamente.Alla fine dell’episodio, come da tradizione di “A come…”, nasce la parola che diventerà il titolo: A come Attesa.Per Fabrizio, l’attesa non è stare fermi, ma imparare a non avere fretta, procedere per piccoli passi, dare tempo alle idee di maturare e accettare il confronto con gli altri per crescere davvero.
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A come...Addirittura con Bresat Bresa
In questo episodio di A come… sali in auto con Bresat, 21 anni, nato “per caso” a Durazzo durante una crociera, cresciuto a Olbia, studente di Scienze Politiche, pallavolista e grande appassionato di filosofia, politica e attualità.Tra una risata e un temporale, Bresat racconta della sua nascita rocambolesca in Albania, il nome inventato dal nonno e l’infanzia tra Milano e Olbia, il rapporto con la famiglia, il ruolo di primo genito che si “prende” responsabilità, aiuta i genitori con burocrazia, tecnologia e scelte, e il legame con il fratello più piccolo appassionato di libri e filosofia.Come, partendo da Nietzsche e Aristotele alle superiori, sia arrivato a scegliere Scienze Politiche, con un sogno chiaro: diventare ambasciatore e lavorare sulla mediazione tra posizioni opposte.Si parla di filosofia come palestra di pensiero, contraddizioni dell’essere umano e capacità di cambiare idea ascoltando davvero l’altro. Di diplomazia, flussi migratori, guerre, ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa, diritto internazionale, agenda setting dei media e potere (e limiti) dei social nel creare dibattito rapporto tra giovani e lavoroCi racconta di cosa significhi iniziare da lavori estivi “umili” (bagnino, cameriere) per imparare il significato di responsabilità, la routine, il sacrificio e la scoperta della propria vocazione.Della dipendenza da smartphone e TikTok, perdita dell’attenzione, importanza della noia come spazio per pensare, annoiarsi per diventare creativi e ritrovare obiettivi reali.Della generazione social, l'impegno “pigro” online, le piazze reali che si svuotano, la paura/apatia nel partecipare, e al tempo stesso il bisogno di nuovi riferimenti credibili e “umani”.Se ti interessano le storie vere di ragazzi che lavorano, studiano e cercano il loro posto nel mondo, la filosofia applicata alla vita quotidiana, social, politica e relazioni, il punto di vista di un 21enne su lavoro, responsabilità, futuro, Europa, USA, migranti e social, questo episodio ti farà riflettere su cosa significa davvero crescere oggi, tra obiettivi, errori, senso di colpa e voglia di cambiare le cose “dal di dentro”.
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A come...Armonia con Corinne Vigo
In questo episodio sali in auto con Corinne Vigo, laureata in psicologia del lavoro, formatrice e anima profondamente artistica, per un viaggio tra crescita personale, arte che cura e benessere nelle organizzazioni.Corinne racconta come, partita dal sogno infantile di diventare ballerina, sia passata dall’imprenditoria (bar e pasticceria a Cagliari) all’agenzia immobiliare di famiglia, fino a ritrovare la propria natura più autentica nello studio della psicologia, nelle medicine complementari e nei percorsi di crescita personale. Oggi unisce danza, teatro, recitazione, scrittura e coaching per aiutare persone e aziende a lavorare sull’equilibrio interiore, sulla comunicazione consapevole e sull’armonia tra corpo, mente e relazioni.Si parla di:- differenza tra “dottore in psicologia” e psicologo clinico e di come la formazione possa diventare una vera missione di vita- come le pratiche artistiche (respiro, presenza, meditazione, sensorialità) migliorino creatività, relazioni e qualità del lavoro- il progetto “L’impresa intangibile”, che porta benessere, spiritualità e consapevolezza dentro le aziende, oltre la solita formazione tecnica- stress, sovra stimolazione digitale, luci blu, ritmi innaturali e cosa succede al nostro corpo quando torniamo a vivere secondo i ritmi della natura (come nel safari in Kenya)- allineamento ai propri valori, felicità come sentirsi “nel posto giusto” e il coraggio di non abbandonare mai il proprio sogno bambino, ma trasformarlo nel tempo.Se ti interessa la comunicazione consapevole e non solo “strategica”, la crescita personale il coaching, la PNL, l'arteterapia e percorsi olistici, il benessere nelle organizzazioni, il team building “diverso dal solito” e un modo nuovo di fare formazione, questo episodio è un viaggio potente dentro la parola Armonia: con sé stessi, con gli altri e con il proprio lavoro.
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A come...Ansia con Francesca Atzeni
In questo episodio di A come puntini puntini sali in auto con Francesca Azzeni, 25 anni, laureata in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, per entrare davvero dentro i dubbi, le scelte e le paure di una giovane che sta costruendo il proprio futuro tra studio, lavoro e sogni di partire all’estero. Dalla maturità al liceo classico di Cagliari all’esperienza come "au pair" a Londra, passando per il lavoro in front office durante l’università, Francesca racconta cosa significa conciliare lezioni, turni e vita privata, e quanto sia difficile oggi per un neolaureato trovare un impiego dignitoso che riconosca davvero il valore di anni di formazione.Si parla di ansia “buona” e “cattiva”, di attacchi di panico, di come lo stress sia diventato una parola quotidiana per i ragazzi, ma anche di autonomia, adattamento e desiderio di andare a vivere e lavorare fuori dall’Italia, tra Danimarca, Irlanda e altri paesi europei. Attraverso la sua storia emergono temi come il lavoro sottopagato, gli annunci che chiedono giovani già esperti, le aspettative dei datori di lavoro e il rapporto tra titolo di studio, esperienza e retribuzione, con uno sguardo molto concreto sulla realtà di chi ha 25 anni oggi.Se ti interessa capire come i giovani vivono il mercato del lavoro, cosa significa davvero “essere stressati” a venticinque anni, o stai pensando di fare un’esperienza all’estero come "au pair" o di lavorare mentre studi, questa chiacchierata ti offrirà spunti, dubbi condivisi e qualche rassicurante “non sei l’unico a sentirti così”!
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A come...Assoluto con Massimiliano Macelli
In questo episodio di A come puntini puntini sali in auto con Massimiliano Mameli, mediatore creditizio che aiuta famiglie ed imprese a ottenere mutui, ristrutturare casa o trovare liquidità, dopo una lunga vita da venditore e imprenditore tra surgelati, grande distribuzione e consulenza bancaria. Partendo dall’infanzia e dal sogno “io da grande voglio una famiglia”, Massimiliano racconta crisi economiche, fallimenti, separazione, rinascita personale e professionale fino alla scoperta del teatro, del canto e dei social come strumenti per far sapere come essere un consulente in modo più umano ed empatico.Si parla di banche, debiti, mutui, Covid, valori come onestà e lealtà, ma anche di libertà, rallentare dopo i 60 anni e costruirsi un futuro più consapevole senza perdere il “fuoco” che spinge a rimettersi in gioco.
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A come...Arrivo con Anna Congiu
Cosa significa avere 23 anni, studiare Scienze Naturali, lavorare la sera in un pub e sognare l’Africa, i parchi naturali e la tutela degli animali in via d’estinzione? In questo nuovo episodio di “A come puntini puntini” conosci Anna Congiu, mia nipote, studentessa, barista, educatrice cinofila e capo scout, che ha un obiettivo chiarissimo: diventare Animal Keeper e lavorare a stretto contatto con gli animali in luoghi come il Kruger Park e il Sudafrica.Parliamo di sogni e realtà: di come in Italia il lavoro nel campo della conservazione sia spesso precario e poco riconosciuto, di volontariato tra fenicotteri e censimenti a Molentargius, di lauree, magistrali, specializzazioni in ornitologia e di cosa significhi, oggi, provare a costruirsi una vita in questo settore. Anna racconta perché preferisce fare esperienza sul campo, partire all’estero, partecipare a workshop, stage e progetti di ricerca, invece di chiudersi solo in laboratorio o in aula.Nel mezzo, una parte molto personale: la scoperta dell’ADHD (disturbo dell’attenzione con iperattività) e della discalculia, la fatica di concentrarsi, il blocco davanti ai libri, gli esami di matematica ripetuti sette volte e la soddisfazione di superarli grazie a una strategia di studio diversa e più adatta al suo modo di pensare. Condivide come cambia il rapporto con se stessi quando arriva una diagnosi, tra sollievo, spaesamento e la necessità di imparare a gestire il proprio cervello invece di giudicarsi “pigri” o “incostanti”.C’è spazio anche per parlare di lavoro giovanile: fare la barista, i lavori considerati “umili”, la pressione sociale ad avere un “lavoro prestigioso”, la fuga all’estero e il dilemma tra restare in Sardegna o partire. Anna offre il suo punto di vista sulla sua generazione, sul bisogno di sentirsi indipendenti, sulla voglia di accumulare esperienze più che restare 40 anni nello stesso posto, e su quanta ansia da prestazione nasca dal confronto continuo con i coetanei.Lo scoutismo è il suo filo rosso: da quando aveva 6–7 anni è il luogo in cui si sente davvero sé stessa, dove cresce, educa e viene educata, dove prova a trasmettere ai ragazzi lo stesso stile di vita che ha ricevuto. Tra vita all’aria aperta, campo naturalistico e desiderio di “avere le mani nella terra”, emerge l’immagine di una ragazza che non vuole solo studiare i libri, ma vivere sul serio la natura che ama.
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A come...Antispecismo con Federica Zucca
In questo episodio di A come puntini puntini conosci Federica Zucca, consulente della relazione uomo–felino che vive ad Amsterdam e aiuta le persone a capire davvero il proprio gatto. Tra storia personale, il suo lavoro come chef vegana e volontariato nelle colonie feline, Federica racconta come nascono i problemi più comuni (pipì in giro, divani distrutti, gatti “che fanno i dispetti”) e cosa significano davvero dal punto di vista del gatto.Si parla di come i social abbiano trasformato l’immaginario sul gatto, di convivenza cane–gatto, di cat sitter, di vita all’estero e del sogno di creare un “hotel per gatti” etico in campagna, pensato sui bisogni reali dei felini. Se ami i gatti, vivi con un micio “difficile” o semplicemente vuoi capire meglio il loro mondo, questa chiacchierata ti farà vedere la relazione uomo–gatto con occhi completamente nuoviPer coloro che vogliono mettersi in contatto con Federica la sua mail è:[email protected]
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A come...Astrazione con Sergio Melis
In questo episodio di “A come puntini puntini” sali in auto con Sergio Melis per un viaggio pieno di ricordi, scelte coraggiose e colpi di scena imprenditoriali che partono dalla Sardegna degli anni ’80 per arrivare fino a oggi. Tra distributori di benzina, piumini artigianali, vintage, libri rari e pergole per esterni, scopri come una vita “mai statica” possa reinventarsi più volte senza perdere autenticità, ironia e voglia di mettersi in gioco.Mentre scorrono i chilometri verso Guspini e San Gavino, Sergio racconta l’Italia manifatturiera che non c’è più, le prime esplorazioni nelle fiere del Nord, l’ingenuità e la furbizia dei mercatini dell’usato, la solidarietà tra artigiani e le ombre del sistema, fino alla decisione di cambiare ancora, diventando consulente e cercando nuovi progetti a 62 anni. Parallelamente, emergono la vita privata, la famiglia numerosa, un’educazione “fuori schema” che ha fatto crescere figli liberi e centrati, e l’emozione di diventare nonno di Luna, vissuta come una nuova radice piantata nel futuro.Se ti piacciono le storie vere di chi ha attraversato crisi, inflazione, debiti, reinvenzioni e ancora oggi non si arrende alla staticità, questo episodio è un concentrato di aneddoti divertenti, riflessioni profonde e piccole lezioni di imprenditoria e di vita quotidiana, raccontate con il dialetto emotivo della Sardegna e tanta autoironia.
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A come...Andiamo con Giampaolo Bruno
In questo episodio di “A come puntini puntini” sali in macchina con Giampaolo Bruno, pubblicitario, comunicatore, formatore e appassionato di intelligenza artificiale, per un viaggio che attraversa fame vera, militare, politica, fallimenti, amicizie nate tra agenzie concorrenti e una scelta precisa: continuare ad amare le persone nonostante tutto.Tra aneddoti irresistibili e momenti molto seri si passa: dal liceo classico in Ogliastra agli inizi nell’informatica e nelle assicurazioni; dalla fame universitaria e le vetrine lavate a mano agli anni in Consiglio regionale e al licenziamento in un corridoio; dalla nascita dell’agenzia di comunicazione ai grandi progetti sulla raccolta differenziata, fino all’arrivo dell’intelligenza artificiale, raccontata senza fanatismi né allarmismi.Si parla di lavoro vero, di rispetto, di ragazzi da proteggere, di social, di turismo contro viaggio, di Stati Uniti fuori cartolina e di un sogno concreto: trasformare la comunicazione in uno strumento per includere, educare e creare reti di aiuto, come la “banca del tempo” per le persone più fragili.Se ti riconosci nelle domande sul futuro, sulla dignità del lavoro, sull’uso dell’AI o semplicemente ti mancano quelle chiacchierate in cui si ride tanto ma si esce con qualcosa in più, questo episodio è per te.
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A come...Appassionato con Gianluca Palazzolo
In questo episodio incontro Gianluca Palazzolo (in arte Lukajan), imprenditore delle energie rinnovabili e artista del riciclo creativo: con carta, giornali, materiali recuperati e tecnologia digitale dà nuova vita agli scarti, trasformandoli in quadri, installazioni e opere in realtà aumentata. Dalla Catania delle discoteche e del carnevale di Acireale alla Sardegna dei nuraghi e dei paesi dell’entroterra, Gianluca racconta come ha costruito la sua azienda, la sua community e un percorso artistico unico, fatto di ricerca, sperimentazione e identità.Parliamo di:- infanzia tra i cantieri dei carri allegorici, liceo artistico, Accademia di Belle Arti e lavoro come vocalist nelle discoteche siciliane;- trasferimento in Sardegna con la “valigia di cartone”, l’avvio giovanissimo dell’attività nelle energie rinnovabili, il fotovoltaico e il solare termico quando quasi nessuno ne parlava;- come nasce la sua arte: dai collage con giornali, ai quadri dedicati all’Etna e alla Sicilia, fino alle opere sulla Sardegna, tra memoria, denuncia sociale e amore per la storia sarda;- il quadro “Morse” ispirato all’Urlo di Munch, nato durante il Covid, con messaggio SOS che appare al buio grazie alla pittura fosforescente, e il bisogno di esprimere paura, controllo e libertà;- uso di NFT e blockchain per certificare le opere fisiche, raccolte fondi digitali (come quella per gli incendi di Scano di Montiferro) e quadri che si animano in realtà aumentata.Se ti appassionano le storie di chi unisce impresa e creatività, di chi vede valore negli scarti e li trasforma in arte, e di chi si innamora della Sardegna fino a difenderla come fosse la propria terra d’origine, questa puntata è da vedere e ascoltare fino alla fine.
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A come...Adesso con Luca Masala
In questo episodio di “A come puntini puntini” sali in auto con Luca Masala: prof di lettere, ex “medico mancato”, formatore, life coach e poeta che ha scelto di seguire fino in fondo la sua vocazione per l’insegnamento e per la parola. Tra scuole medie, call center, aziende, corsi di comunicazione e libri di poesia, Luca racconta come si costruisce una vita “adesso”, nel qui e ora, senza smettere mai di mettersi in gioco.Parliamo di:- perché ha lasciato Medicina dopo 6 anni per seguire l’amore per la letteratura e l’insegnamento;- cosa significa davvero vocazione, tra scuole medie, dispersione scolastica e ragazzi che non leggono più;- come nascono i suoi libri di poesia (“Questo mio tempo”, “Ubique/dappertutto stando fermi”, “Poesie poetabili”) e il rapporto con chi dice che la poesia è “difficile”;- il passaggio da grande azienda e responsabilità su 300 persone alla scelta di aprire una scuola di formazione e poi tornare in classe come prof;- il valore della parola, della memoria, dei maestri incontrati per strada e dei fili invisibili che collegano le persone nel tempo.Se ti interessano le storie di chi cambia strada dopo i 30 anni, di chi porta la poesia nella vita quotidiana e nelle aule, e di chi prova a tenere accesi curiosità e pensiero critico in un’epoca di smartphone e distrazioni continue, questa è una puntata da ascoltare fino in fondo.
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A come...Ancora con Anna Marracini
Cosa succede quando una vita è divisa tra il prendersi cura degli altri per lavoro e il prendersi cura dei propri figli per scelta? In questo episodio di “A come puntini puntini” Anna Marraccini, assistente sociale, volontaria in diversi progetti e mamma di quattro figli, racconta il suo percorso tra studi cambiati in corsa, anni intensi nei servizi sociali e la decisione di dedicarsi alla famiglia nei momenti più delicati della crescita dei figli.Nel corso della chiacchierata emergono gli inizi tra scienze naturali, blocchi agli esami, corsi di vela su una barca a 12 metri e taglio-cucito, finché non arriva la scelta del servizio sociale come vera strada professionale.I dieci anni di lavoro come assistente sociale con i minori nei comuni, a contatto con storie di fatica, vuoti educativi e fragilità familiari che la porteranno a interrogarsi sul proprio ruolo di madre.La decisione di “aggiustare la rotta” e dedicare più tempo alla famiglia, all’educazione dei figli e al volontariato, mantenendo però lo stesso sguardo attento e sorridente verso le persone e le loro storie.È un episodio pieno di vita concreta: niente frasi fatte, ma scelte, rinunce, nuove partenze e la consapevolezza che anche fermarsi può essere un atto di responsabilità. Se ti interessano le storie di chi lavora nel sociale, di chi si mette al servizio degli altri e di chi ripensa il proprio equilibrio tra lavoro e famiglia, questa è una puntata da ascoltare con calma, magari mentre ti chiedi quali “aggiustamenti” stai facendo nella tua vita.
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A come...Astronomia con Alfredo Barrago
Ti sei mai chiesto cosa c’è davvero dietro la magia, oltre ai trucchi e agli effetti speciali? In questo episodio di “A come puntini puntini” Alfredo Barrago, mentalista e illusionista, apre il sipario sul suo mondo: dalla timidezza dichiarata alla vita da uomo di spettacolo, dai giochi da piccolo mago alla “Valigia del mentalista” che ha fatto il giro del mondo.Dentro la puntata trovi:- ricordi d’infanzia davanti alla TV in bianco e nero, l’incanto per Silvan e gli altri maestri che hanno acceso la scintilla della magia;- il passaggio dal bambino affascinato allo spettacolo professionista, tra mentalismo, numeri, scuola di magia e progetti creativi condivisi con altri artisti come Antonio Palmas;- una riflessione sorprendente sulle radici antiche della magia: dal “sacerdote-stregone” alle pozioni, fino al legame con musica, scienza e farmaci di oggi.È una chiacchierata intima e curiosa con una “bella persona” prima ancora che con un artista, perfetta per chi ama il dietro le quinte, le storie di vocazione nate da bambini e il confine sottile tra illusione e realtà.
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A come...Aggiustamento con Stefano Cruccu
Quanto può cambiare una vita in 25 anni di digitale tra creatività e sperimentazione continua?In questa puntata di “A come puntini puntini” Stefano Cruccu, consulente e formatore di comunicazione digitale, ripercorre il viaggio che l’ha portato dai primi siti per le discoteche all’osservatorio privilegiato di oggi su web, social e intelligenza artificiale. Dalle notti passate a convincere imprenditori e istituzioni che “internet non era una moda” alle sfide attuali nel distinguere ciò che è vero da ciò che è generato dall’AI, questa conversazione è un tuffo dentro 20 anni di rivoluzione tecnologica e umana.In questo episodio si parla di:esordi da giovanissimo creativo/web designer, il “mazzo tanto” preso per imparare la cura dei dettagli e la nascita del progetto Crastulo, tra locali, nightlife e primi esperimenti di marketing onlinecome l’intelligenza artificiale sta cambiando (di nuovo) le regole del gioco: video generati, voci sintetiche, contenuti ibridi e la difficoltà crescente nel capire cosa è autenticoil concetto di “aggiustamento quotidiano”: piccoli cambiamenti dell’1% nelle abitudini che, nel tempo, ti portano in meglio… o in peggio, se non stai attento a quello che scegli ogni giornoSe vivi di comunicazione, ti occupi di digitale o semplicemente vuoi capire meglio dove stiamo andando tra web, social e AI, questa chiacchierata ti farà riflettere e forse rivedere alcune tue abitudini.
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A come...Asticella con Ilaria Bandini
In questo episodio di “A come puntini puntini” la protagonista è Ilaria Bandini, ex collega “social” che ha trasformato la sua grande passione per i cani in un vero lavoro: oggi è educatrice cinofila, imprenditrice e presidente dell’associazione “La strada verso casa”, che si occupa di recuperare cani dalla strada e inserirli in famiglie adottive. Tra ricerca della casa giusta, indipendenza conquistata, vita da libera professionista e amore incondizionato per gli animali, Ilaria racconta cosa significa costruirsi una nuova identità professionale partendo da ciò che si ama davvero.Durante la chiacchierata parliamo di:- come nasce la sua associazione di volontariato e cosa comporta, ogni giorno, occuparsi di cani abbandonati e adozioni responsabili:- il percorso che l’ha portata a diventare educatrice cinofila, tra formazione, esperienze sul campo, dog sitting, asilo e pensione casalinga per cani (e a volte gatti) nel Sud Sardegna;- le sfide e le soddisfazioni del lavoro in proprio: trovare il giusto equilibrio tra tempo libero, impegno mentale, amore per gli animali e bisogno di non portarsi sempre il lavoro a casaSe ami i cani, le storie di chi si inventa un lavoro partendo da una passione e i racconti sinceri di vita quotidiana, questo episodio è per te!
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A come...Anormale con Nicola Montisci
In questo episodio di “A come puntini puntini” sali a bordo di un viaggio lento e profondo insieme a Nicola Montisci, personaggio poliedrico: DJ, giornalista, scrittore “in divenire”, viaggiatore instancabile, appassionato di social e insegnante di comunicazione. Tra navi, treni, notti nei locali e post filosofici su TikTok, Nicola racconta come vede la vita come un viaggio continuo, fatto di curiosità, dubbi, arte e parole che cercano sempre un senso.Parliamo di:- perché il viaggio “lento” (soprattutto in nave) può diventare un rito, una pausa necessaria dall’iper-connessione quotidiana;- come è cambiato il mondo dei social tra TikTok e Instagram, e perché spesso ti capisce più chi non ti conosce di chi ti è vicino;- cosa vuol dire scrivere oggi: dai giornalini di quartiere ai dossier politici, fino al sogno di un libro che non deve sottostare alle regole e ai giudizi immediati dei social.Se ami le storie vere, i personaggi “anormali” che non si accontentano, le riflessioni sulla comunicazione, sull’arte e sulla vita come viaggio continuo, questa chiacchierata è per te.
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A come...Autentico con Danilo Belfiori
In questo episodio di “A come puntini puntini” il protagonista è Danilo Belfiori, cagliaritano “sangue blu” cresciuto tra i vicoli di Castello e la storica bottega di alimentari di famiglia, oggi impegnato in una nuova attività insieme alla moglie e creatore del canale YouTube “Narrende – Le storie di Belfiori”.Tra ricordi di quartiere, clienti nobili e “popolino”, vigeva la regola ferrea "niente politica, niente religione"; era un osservatorio privilegiato sull’umanità.Danilo racconta come la bottega sia stata una vera scuola di vita e di comunicazione.Nel corso della puntata ripercorriamo:- l’esperienza al TG dei Ragazzi su Sardegna 1, dove Danilo scopre il giornalismo, il valore delle interviste e impara i segreti del porsi davanti e dietro la telecamera;- le radici nel quartiere di Castello, l’incontro con i “VIP” di Cagliari e la nascita della sua passione per la storia e i racconti di persone comuni;- il passaggio dall’azienda di famiglia alla nuova attività con la moglie, con tutte le paure, le scelte e le trasformazioni che questo cambiamento ha comportato.Se ti piacciono le storie vere, quelle che profumano di bottega di quartiere, relazioni, scelte difficili e voglia di reinventarsi, questa chiacchierata è da vedere e ascoltare fino in fondo.Premi play e lasciati portare dentro la vita di Danilo, tra memoria, lavoro, comunicazione e quella curiosità che lo spinge oggi a raccontare le storie degli altri… e finalmente anche la sua.
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A come...Autodidatta con Roberto Orrù
In questo episodio di “A come puntini puntini” l’ospite è Roberto Orrù, nato in Svizzera e cresciuto a Cagliari, tuttofare e problem solver che passa con naturalezza da elettronica, telefoni e computer a motori, moto, saldature e progetti mecatronici fatti in garage. Tra aneddoti di quartieri difficili, musica e piano bar, servizio militare alla Maddalena, negozi di videogiochi, lavoro nella telefonia e oggi nella chirurgia oculistica, emerge il ritratto di un autodidatta curioso che ha trasformato ogni necessità in competenza concreta.Si parla di calisthenics fatto col figlio per forza fisica e mentale, di moto in garage che oggi sistema più per passione che per guida, del piacere di costruire più che possedere e del desiderio di trasmettere ai ragazzi l’idea che prima viene la passione e solo dopo i soldi. Alla fine Roberto sceglie “A come Autodidatta”: una vita-parco giochi, fatta di prove, errori, giostre cambiate, studio continuo (anche di fisica e chimica) e voglia di lasciare qualcosa agli altri, soprattutto alle nuove generazioni.
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A come...Ascolto con Andrea Desogus
In questo episodio di “A come puntini puntini” il protagonista è Andrea Desogus, neopensionato dopo oltre 40 anni di lavoro nel sociale con minori in comunità di accoglienza, carcere minorile e Tribunale per i Minorenni. Tra ironia e momenti molto seri, Andrea racconta cosa significa lavorare con ragazzi con famiglie difficili, bullismo, reati anche gravi e quanto siano decisivi ascolto, relazioni, formazione continua e percorsi personalizzati per dare loro una vera seconda possibilità.Si parla di burnout degli operatori, del carcere minorile come extrema ratio, della “messa alla prova” come strada educativa, di minori stranieri non accompagnati tra accoglienza fatta bene, business e abbandono, e del rischio di una società sempre più spaventata e incattivita. L’episodio si chiude con “A come Ascolto”: per Andrea è la parola chiave per educare, giudicare e convivere, imparata tanto nelle comunità quanto nella vita privata accanto alla moglie, dove il dialogo richiedeva tempo, pazienza e rispetto profondo dell’altro.
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A come...Atomico con Luigi Corda
Questo episodio di “A come puntini puntini” è un viaggio in auto e nella vita di Luigi Corda, detto Ninni: fotografo professionista, autore di progetti a lungo respiro, appassionato di surf, SUP e natura sarda. Tra una curva e l’altra si parla di viaggi come prova del nove delle relazioni, di vertigini, ferrate, miniere e avventure vissute al seguito di amici “estremi” come i fratelli Porcella.Luigi racconta: gli inizi con la Minolta del padre, i corsi di camera oscura al liceo e la scelta di lasciare giurisprudenza per seguire la fotografia.; il lavoro sui centenari sardi (oltre 100 ritratti in 2 anni), il progetto sui busti romani “Illustri Sconosciuti” e il libro che lo porta a diventare testimonial di un documentario Porsche sulla “macchina senza tempo”.Si parla anche del progetto sulla sabbia delle spiagge sarde, del lavoro “dentro le case” di Usellus, della necessità di cultura e profondità per creare immagini che “vincono il tempo” e non siano solo belle cartoline da social. Alla fine Luigi sceglie “A come Atomico”, perché il suo sguardo va in profondità nelle persone, nei luoghi e nei dettagli minuscoli che raccontano storie più grandi.Se ti interessano fotografia d’autore, mare e paesaggi sardi, storie di centenari e progetti che uniscono arte e memoria, questo episodio è da vedere e da ascoltare fino in fondo.
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A come...Acqua con Rossella Faa
Questo episodio di “A come puntini puntini” è una chiacchierata vivace, profonda e piena di ironia con Rossella Faa, artista a tutto tondo: cantante, musicista, attrice, scrittrice, anima da palcoscenico e grande affabulatrice. Tra risate, aneddoti personali e momenti di riflessione seria, emergono i temi della creatività, del femminile, della musica, del teatro e del modo in cui l’arte può trasformare la vita quotidiana in poesia.Rossella racconta anche le sue mille vite artistiche: dagli studi di ceramica alla Scuola d’Arte di Oristano, al conservatorio in composizione, al canto jazz e alla musica sudamericana, fino al teatro dove nasce prima come autrice di musiche di scena e poi come attrice, con spettacoli replicati decine di volte., l’infanzia in una famiglia piena di musica, con un padre appassionato di classica e fratelli che suonano, la competizione che la spinge a studiare “per non essere la più asina”, il ruolo della matematica nella composizione, le prime esperienze nei club e i primi successi discografici e teatrali come “Babà”.Uno dei momenti più suggestivi dell’episodio è la sua “folgorazione dell’acqua”: partendo dal rumore di un filo d’acqua dal rubinetto, Rossella arriva a interrogarsi su minerali, vita, geodi e crescita dei cristalli, maturando la convinzione poetica che “l’acqua è viva” e che da lì possa nascere nuova musica e nuove storie. Si parla anche di corpo, voce come organo sessuale secondario, ormoni, cambiamenti vocali con l’età e del desiderio di praticare arti marziali dolci come tai chi o kung fu per lavorare su postura, controllo e consapevolezza fisica, in connessione profonda con il canto.
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A come...Autostima con Tahar Ben Amara
Questo episodio è una chiacchierata intensa e piena di ispirazione con Tahar Ben Amara, campione e maestro di scherma, che ha trasformato la sua passione sportiva in un vero progetto di vita e di comunità. Dal sogno da atleta alle scelte difficili, dal rimanere in Sardegna per costruire qualcosa di nuovo alla creazione di una “famiglia sportiva” al CUS Cagliari con oltre 100 ragazzi in sala, Tahar racconta cosa significa davvero dedicarsi a uno sport e a un gruppo di persone per anni.Durante l’intervista si parla di:- Come funziona davvero la scherma (spada, fioretto, sciabola) e perché è uno sport molto più mentale, educativo e formativo di quanto sembri dall’esterno.- Cosa vuol dire fare l’atleta e il maestro insieme, competere contro i propri allievi e allo stesso tempo aiutarli a crescere dentro e fuori dalla pedana.- Il percorso che lo ha portato a diventare uno dei migliori spadisti in Italia, nonostante l’età “da master”, arrivando 37º su oltre 2000 atleti e salendo sul podio in una open nazionale.Uno dei passaggi più forti è il racconto dell’infortunio al ginocchio e del recupero-lampo: 81 giorni dopo l’operazione Tahar è già di nuovo in gara, grazie a una disciplina quasi “ossessiva” e a una mentalità alla Kobe Bryant fatta di metodo, sacrificio e ore di lavoro invisibile. Questo esempio diventa un modello per i suoi ragazzi, che lo vedono tornare in sala la sera stessa dell’operazione e imparano sulla pelle cosa vuol dire resilienza, impegno e non arrendersi di fronte agli ostacoli.
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ABOUT THIS SHOW
A come... è un vodcast nel quale incontro persone normali, semplici non necessariamente famose che raccontano la propria storia, le proprie esperienze professionali ed i propri sogni. Lo studio nel quale si svolge lo show è l'interno della mia macchina dove è posizionata una videocamera puntata sul presentatore e l'ospite in una inquadratura fissa che riprende lo scorrere della strada.L'idea è quella di creare una situazione nella quale ci si possa trovare a proprio agio, dove si possa dimenticare di avere un microfono e sopratutto dove ci si possa aprire ed essere A come...Autentici!
HOSTED BY
Francesco Congiu
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