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Charles Ives – I Songs, la Concord Sonata e la musica per organo
by Rete Toscana Classica
I SongsIl compositore e pensatore statunitense Charles E. Ives (1874-1954) si staglia nel panorama musicale statunitense e internazionale tra fine Ottocento e inizio Novecento per il carattere sperimentale della sua vasta produzione: fu precursore nell’impiego sistematico di tecniche innovative come politonalità, poliritmia, aleatorietà, quarti di tono, clusters, strumentazione insolita, impiego inusuale degli strumenti, musica utopistica (eseguibile testualmente soltanto nell’immaginazione). Ives scrisse oltre 150 Art Songs, liriche per voce e pianoforte, che esprimono la varietà e ricchezza della sua arte compositiva, in uno stile che spazia dal Lied tardo-romantico su versi in tedesco a pagine estremamente dissonanti su testi filosofici e contemplazioni metafisiche dello stesso Ives, da melodie influenzate dalla cultura musicale folk, vernacolare e patriotica, a miniature liriche squisitamente diaristiche condotte sul filo della memoria, sempre esprimenti l’ampio spettro delle con
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I songs
Il programma concertistico, introdotto e commentato da Aloma Bardi, comprende una selezione di 20 Songs di Charles Ives, che rappresentano la straordinaria varietà stilistica del compositore, nell’interpretazione di Gregorio Nardi (pianoforte e direzione musicale del progetto) con il soprano Antonia Brown e il baritono David Maze, nella registrazione dal vivo, Firenze, Teatro della Pergola, 7 maggio 2003. Qui il programma dettagliato, con tutti i testi poetici originali e nella versione italiana di Aloma Bardi
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La musica organistica
La trasmissione include i seguenti rari esempi di musica organistica di Charles E. Ives (1874-1954): Fuga in mi bemolle (ca. 1898-1890); Fuga in do minore (ca. 1898); Postludio in fa (ca. 1890); Canzonetta in fa (ca. 1893-1894); «Adeste Fideles» in an Organ Prelude (1898?, ca. 1903); Variations on «America» (ca. 1891-1892, ca. 1909-1910, ca. 1949). Organo, Rodrigo Valencia; registrazione dal vivo del concerto ICAMus, Firenze, Chiesa della Sacra Famiglia, 19 giugno 2005, nell’ambito di Pagine di Musica Americana. Gershwin, Ives, Blitzstein. Manifestazioni ICAMus a Firenze, giugno 2005. Giornata di Studi, Conferenza, Concerti. A cura di Aloma Bardi. Qui le informazioni su questa puntata contenute nell’archivio ICAMus.
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La Concord Sonata – 2
La seconda trasmissione include composizioni pianistiche di Charles E. Ives (1874-1954) legate per condivisione di materiali musicali e ispirazione letteraria alla ivesiana Sonata per pianoforte n. 2, “Concord, Massachusetts, 1840-1860”. Tali opere sono: Four Transcriptions from “Emerson”, con interventi di viola, The Celestial Railroad e Three Improvisations. L’ascolto viene accompagnato da letture dai Memos, scritti autobiografici di Ives (1920) nella versione italiana inedita di Aloma Bardi. Tali pagine documentano l’appassionato spessore filosofico e la natura della sperimentazione musicale ivesiana. Al pianoforte, Gregorio Nardi; con la partecipazione di Giovanni Prosdocimi, viola; voce recitante, Ivano Bini. Qui le informazioni su questa puntata contenute nell’archivio ICAMus.
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La Concord sonata – 1
La prima trasmissione presenta all’ascolto la prima esecuzione assoluta della I versione (1920) della Sonata per pianoforte n. 2, “Concord, Massachusetts, 1840-1860” di Charles E. Ives (1874-1954), con intervento di flauto, affiancata a letture dagli Essays Before a Sonata di Charles E. Ives (1920) nella versione italiana di Aloma Bardi, pubblicata in: Charles E. Ives, Prima della Sonata a cura di Aloma Bardi, Marsilio Editori, Venezia 1997. Al pianoforte, Gregorio Nardi; l’intervento del flauto è affidato a Luciano Tristaino; voce recitante, Ivano Bini. Ogni lettura è premessa al rispettivo movimento della Sonata. Qui le informazioni su questa puntata contenute nell’archivio ICAMus.
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I SongsIl compositore e pensatore statunitense Charles E. Ives (1874-1954) si staglia nel panorama musicale statunitense e internazionale tra fine Ottocento e inizio Novecento per il carattere sperimentale della sua vasta produzione: fu precursore nell’impiego sistematico di tecniche innovative come politonalità, poliritmia, aleatorietà, quarti di tono, clusters, strumentazione insolita, impiego inusuale degli strumenti, musica utopistica (eseguibile testualmente soltanto nell’immaginazione). Ives scrisse oltre 150 Art Songs, liriche per voce e pianoforte, che esprimono la varietà e ricchezza della sua arte compositiva, in uno stile che spazia dal Lied tardo-romantico su versi in tedesco a pagine estremamente dissonanti su testi filosofici e contemplazioni metafisiche dello stesso Ives, da melodie influenzate dalla cultura musicale folk, vernacolare e patriotica, a miniature liriche squisitamente diaristiche condotte sul filo della memoria, sempre esprimenti l’ampio spettro delle con
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