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CHIESA OGGI, architettura e comunicazion
by EDMONDO JONGHI LAVARINI
CHIESA OGGI Podcast è il podcast dedicato all’architettura, alla progettazione e alla conservazione del patrimonio culturale ecclesiale, rivolto ad architetti, ingegneri, professionisti del restauro, liturgisti, enti ecclesiastici e operatori del settore culturale. Uno spazio autorevole di approfondimento tecnico, scientifico e culturale che affronta i temi della progettazione contemporanea degli edifici di culto, della riqualificazione energetica, della manutenzione programmata, del recupero architettonico, dell’adeguamento liturgico e della valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Attraverso interviste, tavole rotonde e dialoghi con esperti, il podcast analizza casi studio, metodologie operative, innovazioni tecnologiche, materiali, normative e strategie progettuali applicate al patrimonio storico e religioso. Particolare attenzione viene dedicata al rapporto tra architettura, sostenibilità, intelligenza artificiale, digitalizzazione, diagnostica avanzata e
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IA nelle professioni tra automazione e pensiero
L’intervento di Edmondo Jonghi Lavarini, tratto dal Quinto Forum Chiesa in Cantiere del 20 maggio 2026, propone una riflessione concreta sull’uso dell’intelligenza artificiale come strumento per migliorare la professione, risparmiare tempo, comunicare meglio e creare nuove opportunità. Sebbene il contributo nasca all’interno di un forum dedicato al mondo dell’architettura, della valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e della comunicazione professionale, i temi affrontati possono essere applicati a molte altre professioni: consulenti, tecnici, progettisti, comunicatori, imprenditori e responsabili di organizzazioni. Compila il modulo con la tua email per scaricare gratuitamente la presentazione in PDF. Al link troverai anche l’articolo di approfondimento e il video completo dell’intervento, così potrai rivedere i passaggi principali, approfondire gli strumenti citati e valutare come integrare l’intelligenza artificiale nella tua attività quotidiana. Lasciando la tua email potrai inoltre essere avvisato in caso di nuovi incontri, dal vivo o online, dedicati all’intelligenza artificiale, alla comunicazione professionale e all’innovazione nei processi di lavoro.https://www.chiesaoggi.com/intelligenza-artificiale-per-architetti-piu-consapevoli-edmondo-jonghi-lavarini/
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Magnifica Humanitas: dibattito sulle 100 domande e risposte
Dopo le 100 domande: dall’intelligenza artificiale alla responsabilità umana Le 100 domande e risposte dedicate all’enciclica Magnifica Humanitas non esauriscono il testo, ma offrono una prima architettura di comprensione. Il loro valore sta nel trasformare un documento ampio e denso in un percorso leggibile, capace di mettere in relazione i grandi temi dell’enciclica con le sfide concrete dell’intelligenza artificiale: la dignità della persona, il lavoro, l’ecologia, la comunicazione, la città, la cultura, la libertà e il bene comune. Da un punto di vista tecnico, l’intelligenza artificiale non è semplicemente un insieme di software, algoritmi o modelli linguistici. È un’infrastruttura cognitiva che sta entrando nei processi decisionali della società: seleziona informazioni, organizza contenuti, automatizza procedure, suggerisce scelte, genera immagini, testi, video, musica, analisi e previsioni. Proprio per questo non può essere considerata neutrale. Ogni sistema di IA incorpora dati, criteri, obiettivi, metriche, priorità e visioni implicite dell’uomo e del mondo. La Magnifica Humanitas ci aiuta a comprendere che il problema decisivo non è se usare o non usare l’intelligenza artificiale, ma come governarla. L’IA può diventare uno strumento di servizio, conoscenza, prevenzione, inclusione e sviluppo. Può aiutare a proteggere il creato, migliorare il lavoro, rendere più accessibili i saperi, sostenere la progettazione, facilitare la comunicazione e ampliare le capacità umane. Ma può anche generare nuove forme di dipendenza, controllo, disuguaglianza, manipolazione, esclusione e disumanizzazione. Per questo, dopo aver letto le 100 domande, nascono inevitabilmente nuove domande. Non sono un’aggiunta marginale, ma il segno che l’enciclica funziona: apre un processo di discernimento. Ci chiede di non limitarci a comprendere il testo, ma di applicarlo alla vita reale, ai mestieri, alle professioni, alle imprese, alle scuole, alle comunità, agli studi professionali, alle città e alle istituzioni. Alcune nuove domande potrebbero essere: Come può un professionista verificare se uno strumento di IA rispetta davvero la dignità della persona? Quali criteri etici dovrebbero guidare l’uso dell’IA nelle imprese, negli studi professionali e nelle pubbliche amministrazioni? Come evitare che gli algoritmi rafforzino disuguaglianze già presenti nella società? In che modo l’IA può aiutare la Chiesa, le comunità e le realtà educative a comunicare meglio senza perdere autenticità? Quali dati possono essere considerati beni comuni e quali devono restare rigorosamente protetti? Come può l’intelligenza artificiale aiutare l’architettura, il restauro e la rigenerazione urbana senza ridurre i luoghi a semplici modelli digitali? Quale formazione serve ai giovani per usare l’IA con competenza, libertà e responsabilità? Come distinguere una comunicazione assistita dall’IA da una comunicazione manipolatoria? Quali limiti devono essere posti all’automazione delle decisioni che riguardano lavoro, credito, salute, sicurezza e diritti fondamentali? Come possiamo costruire una cultura dell’IA che non sia fondata sulla paura, ma nemmeno sull’ingenuità? Queste domande mostrano che la lettura dell’enciclica non deve restare un esercizio teorico. Deve diventare dialogo, approfondimento, formazione e confronto. L’intelligenza artificiale, infatti, non riguarda solo gli informatici o gli esperti di tecnologia. Riguarda tutti: chi lavora, chi educa, chi comunica, chi progetta, chi amministra, chi cura, chi studia, chi fa impresa e chi desidera partecipare consapevolmente al futuro della società. Per continuare questo percorso è possibile interrogare ArchAI, l’assistente di intelligenza artificiale formato sui contenuti dell’enciclica Magnifica Humanitas. ArchAI nasce per aiutare il lettore a porre nuove domande, chiarire concetti, approfondire temi specifici e collegare l’enciclica ai diversi ambiti della vita professionale, culturale e sociale. Usarlo può essere un modo semplice e concreto per trasformare la lettura in ricerca personale. Dopo le prime 100 domande, ciascuno può formulare le proprie: domande sull’ecologia, sul lavoro, sull’architettura, sulla comunicazione, sull’educazione, sulla politica, sulla città, sulla tecnologia o sulla vita quotidiana. Interrogare ArchAI è gratuito: basta registrarsi su InfoPage e iniziare a porre le proprie domande. È un’occasione per soddisfare la propria curiosità, ma anche per accrescere la propria competenza sull’enciclica e sul rapporto tra intelligenza artificiale e dignità umana. Il senso finale di questo percorso è chiaro: non dobbiamo lasciare che sia l’intelligenza artificiale a guidare l’uomo. Dobbiamo essere noi, con coscienza, competenza e responsabilità, a guidare l’intelligenza artificiale verso il bene dell’umanità. Le 100 domande sono dunque un punto di partenza. Le prossime domande spettano al lettore.
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Magnifica Humanitas in 120 secondi
100 DOMANDE per iniziare a scoprire l'Enciclica Magnifica Humanitas In un tempo in cui l’intelligenza artificiale trasforma il lavoro, la comunicazione, l’ambiente, la città, l’educazione e le relazioni umane, l’enciclica Magnifica Humanitas offre una bussola per non perdere il centro: la dignità della persona. Queste 100 domande e 100 risposte accompagnano il lettore dentro i temi principali del testo: il rapporto tra tecnica e umanità, la custodia del creato, il bene comune, la giustizia sociale, la libertà, la responsabilità, la pace, il lavoro, la verità e il rischio di una nuova Babele tecnologica. Le risposte sono volutamente asciutte, chiare e sintetiche: non pretendono di sostituire la lettura integrale dell’enciclica, ma di aprire una prima via di comprensione. Sono pensate come uno strumento agile per orientarsi, fissare i concetti essenziali e suscitare domande personali. Il passo successivo resta quello più importante: leggere Magnifica Humanitas per intero, meditarla, discuterla e lasciarsi interrogare dal suo invito a guidare la tecnologia per il bene dell’uomo e della società. Puoi leggere questo articolo in una ventina di minuti o saltare fra le domande alla fine dell'articolo, una traccia audio fatta con l'intelligenza artificiale che ti fa una panoramica dell'enciclica e di queste domande in una comoda modalità podcast. https://www.chiesaoggi.com/magnifica-humanitas-in-100-domande-e-100-risposte/
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L'intelligenza artificiale nell'enciclica Magnifica Humanitas
In un tempo in cui l’intelligenza artificiale trasforma il lavoro, la comunicazione, l’ambiente, la città, l’educazione e le relazioni umane, l’enciclica Magnifica Humanitas offre una bussola per non perdere il centro: la dignità della persona. Queste 100 domande e 100 risposte accompagnano il lettore dentro i temi principali del testo: il rapporto tra tecnica e umanità, la custodia del creato, il bene comune, la giustizia sociale, la libertà, la responsabilità, la pace, il lavoro, la verità e il rischio di una nuova Babele tecnologica. Le risposte sono volutamente asciutte, chiare e sintetiche: non pretendono di sostituire la lettura integrale dell’enciclica, ma di aprire una prima via di comprensione. Sono pensate come uno strumento agile per orientarsi, fissare i concetti essenziali e suscitare domande personali. Il passo successivo resta quello più importante: leggere Magnifica Humanitas per intero, meditarla, discuterla e lasciarsi interrogare dal suo invito a guidare la tecnologia per il bene dell’uomo e della società.
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Neil Leach: L'architettura nell'era dell'intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo di progettare, immaginare e costruire l’architettura.In questo libro Neil Leach accompagna il lettore dentro una delle trasformazioni culturali e professionali più profonde del nostro tempo: il passaggio da un’architettura disegnata soltanto dall’uomo a un’architettura generata dall’interazione tra creatività umana, dati e algoritmi intelligenti.Attraverso esempi, riflessioni teoriche e scenari futuri, il volume esplora temi come AI generativa, progettazione parametrica, smart cities, creatività artificiale e nuovi modelli di studio professionale. Un testo chiaro e visionario che aiuta architetti, designer e studenti a comprendere non solo gli strumenti emergenti, ma soprattutto il cambiamento di paradigma che sta ridefinendo il progetto contemporaneo.Una lettura indispensabile per chi vuole capire come l’AI non sarà semplicemente una tecnologia da utilizzare, ma un nuovo linguaggio con cui pensare l’architettura del futuro. Se vuoi conoscere il contenuto del libro dedica 10 minuti per la lettura di questo articolo.Se poi vuoi saperne di più scarica la presentazione gratuita fatta il 20 Maggio 2026 durante il FORUM CHIESA IN CANTIERE.Cosa significa AI?L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle trasformazioni più profonde nella storia recente dell’architettura. Neil Leach introduce il tema spiegando che l’AI non è semplicemente un software evoluto, ma un sistema capace di apprendere da enormi quantità di dati, riconoscere schemi, formulare previsioni e generare contenuti autonomamente. In architettura questo significa passare da strumenti digitali passivi, usati per disegnare, a strumenti attivi che partecipano al processo creativo.Leach distingue tra diverse forme di AI: machine learning, deep learning, reti neurali artificiali e modelli generativi. Il machine learning consente ai sistemi di migliorare le proprie prestazioni attraverso l’esperienza, mentre il deep learning utilizza reti neurali multilivello capaci di interpretare immagini, testi e geometrie complesse. I modelli generativi, come Midjourney o Stable Diffusion, introducono invece la possibilità di creare immagini e scenari architettonici partendo da semplici descrizioni testuali.Per l’architettura il cambiamento è radicale. L’AI può supportare il concept design, ottimizzare strutture, prevedere comportamenti energetici e analizzare dati urbani in tempo reale. Secondo Leach, il ruolo dell’architetto evolve: non più solo autore di forme, ma regista di processi intelligenti, capace di guidare sistemi computazionali verso risultati culturali, spaziali ed estetici.
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Nuovi CAM: Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti
Con i nuovi CAM edilizia 2025, il risanamento dell’umidità diventa un requisito progettuale fondamentale.ECODRY risponde già oggi alle nuove prescrizioni normative con una tecnologia non invasiva, sostenibile e migliorativa. Scopri come progettare interventi conformi, durevoli ed efficienti, tutelando il patrimonio edilizio e semplificando il lavoro dei professionisti.Nuovi CAM edilizia 2025: ECODRY già conforme e migliorativaCon l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 24 novembre 2025, il quadro dei Criteri Ambientali Minimi (CAM)1 per l’edilizia cambia profondamente, introducendo nuovi obblighi progettuali legati alla durabilità e alla sostenibilità degli interventi pubblici. Tra le principali novità emerge l’attenzione al risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti, che diventa parte integrante del processo progettuale. In questo contesto, tecnologie innovative come ECODRY assumono un ruolo strategico, offrendo soluzioni non invasive e pienamente coerenti con gli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP2), contribuendo concretamente alla qualità e alla longevità del costruito.
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Quando il suono diventa architettura.
Entrando in molte chiese italiane capita spesso di vedere piccoli diffusori distribuiti lungo le colonne, appesi alle pareti o nascosti tra gli elementi decorativi. Eppure, nonostante la quantità di apparecchi installati, la parola arriva confusa, frammentata, talvolta incomprensibile. È un paradosso frequente: più diffusori non significa necessariamente migliore ascolto.Per chi progetta spazi collettivi, il tema dell’audio resta spesso invisibile fino al momento in cui qualcosa non funziona. Eppure la qualità sonora incide direttamente sull’esperienza dello spazio. In una chiesa significa comprendere la liturgia, seguire una celebrazione, ascoltare un concerto o una conferenza senza fatica. In termini architettonici, significa permettere allo spazio di esprimere pienamente la propria funzione.L’acustica e la diffusione sonora non sono semplici componenti tecniche da aggiungere a fine cantiere. Sono parte integrante della costruzione percettiva dell’ambiente. Quando il suono è progettato male, anche l’architettura perde efficacia. Quando invece è controllato con precisione, quasi scompare: resta soltanto la naturalezza dell’ascolto.
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FORUM CHIESA IN CANTIERE - 20 maggio 2026 - Presentazione del programma della giornata
Il forum “CHIESA IN CANTIERE”, del 20 Maggio 2026, promosso da CHIESA OGGI, rappresenta un importante momento di confronto dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico tra conservazione e innovazione. Durante la giornata verranno affrontati temi legati alla progettazione contemporanea, all’adeguamento liturgico, al restauro, alle tecnologie innovative per gli edifici storici, alla sostenibilità energetica, all’acustica e all’intelligenza artificiale applicata alla professione. Attraverso interventi di architetti, ingegneri, esperti e rappresentanti del mondo ecclesiale, il forum offrirà casi studio, esperienze concrete e nuove visioni per il futuro delle chiese e dei complessi parrocchiali, creando un dialogo interdisciplinare tra cultura, tecnica e comunità.
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