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CIA -I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia di Isabella Silvestri

Legge Fabio FabianoLa passione Isabella Silvestri per il mondo controverso dell’intelligence, l’ha portata a un lungo viaggio  tra le informative declassificate, i memorandum riservati e le fredde valutazioni degli analisti americani che, durante  gli anni di piombo, in Italia e all’estero, cercavano di capire chi muoveva i fili e se la democrazia italiana stesse per crollare.Un’epoca che abbiamo cercato a lungo di decifrare, concentrandoci sui nomi italiani: Brigate Rosse, Nuclei Armati Rivoluzionari, P2, Gladio...

  1. 33

    33° episodio -Come gli Stati Uniti infiltrano i servizi di sicurezza italiani.

    Nel 33° episodio della serie CIA, Fabio Fabiano legge un'inchiesta di Isabella Silvestri sul "Rapporto Perrone", un documento declassificato che svela la profonda infiltrazione degli USA negli apparati di sicurezza italiani durante gli Anni di Piombo. Il dossier dell'agente DIA, la cui fuga di notizie causò un terremoto politico nel 1979, dipinge un quadro di totale dipendenza dai servizi americani e descrive il caos e l'illegalità nell'antiterrorismo italiano nei mesi del caso Moro.Legge Fabio Fabiano

  2. 32

    32° episodio - La Black International e l'alleanza tra neofascisti e Brigate Rosse

    Un rapporto CIA del 1979 svela l'inquietante riorganizzazione della "Black International" e una folle alleanza geopolitica tra neofascismo e fazioni maoiste delle Brigate Rosse, unite dall'odio per l'asse USA-URSS. Sotto la regia dell'italiano Miotti e con il supporto di Pechino, la rete punta all'Indocina, trafficando armi per la guerriglia in Laos per creare un territorio franco. Un'ideologia shock in cui i concetti di Hitler e Mao si fondono in vista di un terzo conflitto globale.Legge Fabio Fabiano

  3. 31

    31° episodio - L'incubo anticapitalista: L'Italia degli anni 80 vista da Langley

    L'incubo anticapitalista: l'Italia degli anni '80 vista dalla CIA. Un report declassificato di Langley svela i timori USA sul terrorismo di destra. Oltre le stragi indiscriminate (Bologna, treno 904), i neofascisti cambiano pelle: mutuano le tattiche della sinistra, colpiscono magistrati e poliziotti, e abbracciano una deriva anticapitalista. Per Washington, l'incubo peggiore è la saldatura ideologica contro il modello americano.Legge Fabio Fabiano

  4. 30

    30° episodio - AZIONE SEGRETA SPECIALE: DALLE VIE DI FUGA PER I CRIMINALI NAZISTI FINO AI LEGAMI CON IL GOLPE BORGHESE E LA L – Sesta parte

    Un viaggio da brivido nei segreti più oscuri del dopoguerra. Dalla fuga dei criminali nazisti ai complotti geopolitici internazionali, questo episodio svela l'inquietante intreccio sotterraneo tra i servizi segreti americani della CIA, la finanza vaticana, l'Ordine di Malta e l'eversione nera in Italia, tra le ombre del Golpe Borghese e i poteri occulti della Loggia P2. Un'indagine storica mozzafiato che unisce spionaggio, finanza e massoneria nel cuore del contrasto al comunismo.Legge Fabio Fabiano

  5. 29

    29° episodio - AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA – Quinta parte

    Il podcast descrive il ruolo di Klaus Barbie e dell'estremismo di destra internazionale, tra cui neofascisti italiani come Stefano delle Chiaie, nell'organizzazione del colpo di stato del 1980 in Bolivia (il "golpe della cocaina"). Supportati da CIA e servizi segreti argentini in chiave anticomunista, i criminali instaurarono una dittatura paramilitare. L'evento evidenzia l'intreccio globale tra le trame nere e la strategia della tensione in Italia.Legge Fabio Fabiano

  6. 28

    28° episodio - AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA – Quarta parte

    In questo episodio si narra della rete Kameradenwerk, creata dai leader nazisti fuggiti in America Latina grazie al riciclaggio di denaro falso e al supporto di multinazionali tedesche. Durante la Guerra Fredda, l'intelligence USA (OSS/CIA) guidata da Allen Dulles sfruttò e protesse questi criminali (come Rauff e Barbie) in funzione anticomunista.Dulles utilizzò a loro insaputa le strutture del Vaticano come copertura logistica e capro espiatorio. La rete criminale, integrata nella CIA, fu poi centrale nei colpi di stato e nelle dittature sudamericane fino agli anni '80.Legge Fabio Fabiano

  7. 27

    27° episodio - AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA – Terza parte

    Il saggio di I. Silvestri (da CAIB 1986) svela come il criminale nazista Klaus Barbie e altri ufficiali SS non fuggirono grazie a nostalgici isolati, ma integrandosi nei servizi segreti occidentali (CIC e CIA) e nel narcotraffico. Attraverso le "Rat Line" gestite da prelati come Draganovic e Hudal, e con la complicità di ambienti USA e Vaticano, centinaia di nazisti (tra cui Eichmann e Mengele) furono esfiltrati in Sudamerica come "riserva anticomunista" per la Guerra Fredda.Legge Fabio Fabiano

  8. 26

    26° episodio - AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA – Seconda parte

    In questo secondo episodio di AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA”, tratto dal numero 25 del 1986, di Cover action information bullettin (CAIB) – spiega Isabella Silvestri - leggiamo  come mentre il generale John K. Singlaub promuoveva le attività della World Anti-Communist League in America Centrale, le origini oscure del gruppo vennero ignorate, e i leader dell'organizzazione mantennero legami con i miliziani del reverendo Moon e con ex esponenti nazisti inseriti in contesti governativi.Legge Fabio Fabiano

  9. 25

    25° episodio - AZIONE SEGRETA: SPECIALE: NAZISTI, IL VATICANO E LA CIA – Prima parte

    Nazisti, Vaticano e CIA: l'alleanza segreta che ha riscritto la storia. Un’inquietante indagine svela come, dopo il 1945, i servizi segreti USA e la Chiesa abbiano orchestrato l'esfiltrazione di migliaia di criminali nazisti. Scienziati e vertici delle SS evitarono il cappio per essere riciclati nel programma spaziale, nel controllo mentale (MK-ULTRA) e nei colpi di stato in America Latina. Tra depistaggi e alleanze oscure, la sconvolgente verità sul dopoguerra.Legge Fabio Fabiano

  10. 24

    24° episodio - Antenne sul campo: quando la notizia diventa Intelligence

    Dalle analisi di Isabella Silvestri emerge un legame inquietante tra stampa e spionaggio. Nei file desecretati della CIA, i giornalisti appaiono come "antenne strategiche": grazie alla loro mobilità e all'accesso a fonti precluse ai canali ufficiali, i reporter diventavano sensori ideali per captare umori e retroscena politici.Il rapporto si muoveva su un doppio binario: da un lato la raccolta di OSINT e informazioni riservate; dall'altro le "misure attive", dove l'informazione veniva manipolata per orientare l'opinione pubblica o destabilizzare avversari. Tra scambi di accuse tra USA e URSS e casi come il sequestro dell'Achille Lauro, la notizia smette di essere cronaca e si trasforma in uno strumento d'influenza e copertura per operazioni segrete.Legge Fabio Fabiano

  11. 23

    23° episodio - L'ombra lunga della P2: Gelli, Bologna e il Grande Gioco

    Ecco una sintesi accattivante del brano, focalizzata sui punti chiave e l'atmosfera del dossier:L’Ombra del Grande Gioco: Italia tra CIA e P2I documenti CIA declassificati svelano un'Italia degli anni '80 prigioniera di un "laboratorio di opacità". Al centro del mosaico, Licio Gelli: informatore pagato e sospetto regista della Strage di Bologna, accusato di aver usato figure come Delle Chiaie per alimentare una strategia della tensione volta a coprire gli affari della P2.Mentre l'Europa brucia tra attacchi anti-NATO, bombe della RAF e il nuovo narcotraffico dell’ETA, l’intelligence americana delinea il "terrorismo circolare" italiano. È un intreccio pericoloso tra neofascismo, servizi deviati e finanza occulta che ha eroso la fiducia nelle istituzioni. Un’eredità di poteri invisibili dove il confine tra Stato e sovversione svanisce, lasciando aperte domande inquietanti sulla tenuta della nostra democrazia.Legge Fabio Fabiano

  12. 22

    22° episodio - Italia Segreta: La Strategia della Tensione e l’eversione nera nel Dossier CIA.

    Un dossier CIA anni ’80, analizzato da Isabella Silvestri, offre una prospettiva cruda sulla Strategia della Tensione in Italia. Mentre le BR venivano arginate, il terrorismo nero operava una sistematica destabilizzazione. Il documento svela come sigle eversive (NAR, Ordine Nuovo, Ordine Nero) non fossero solo frange isolate, ma attori di una strategia mirata a generare caos per invocare "legge e ordine".Le carte rivelano legami inquietanti: connivenze tra neofascisti, apparati deviati dei servizi segreti e il MSI, in netto contrasto con il rigore giudiziario applicato alla sinistra. Tra stragi impunite, assoluzioni eccellenti e il ruolo della loggia P2, il dossier solleva il velo su una possibile, strutturale complicità di pezzi dello Stato nelle trame eversive. Un'analisi necessaria per decifrare le zone d'ombra della nostra democrazia.Legge Fabio Fabiano

  13. 21

    21° episodio - Il filo nero e rosso: da Rebibbia a Madrid nei documenti segreti

    Il 21° episodio del podcast di Isabella Silvestri analizza un documento CIA del 1983, svelando la strategia della tensione tra Italia e Spagna. In Italia, le BR, in crisi di leadership, puntano tutto sulle carceri: nasce il COLP per liberare i boss detenuti a Rebibbia e San Vittore. In Spagna, l’estrema destra post-franchista reagisce alla democrazia con violenza e "golpismo" (Battaglione Basco Spagnolo, Tripla A).La CIA rivela un asse oscuro Roma-Madrid: Stefano Delle Chiaie pianifica l’omicidio del giudice Occorsio a Madrid, mentre il MSI finanzia Forza Nueva nel progetto eversivo "Euroright". Nonostante la violenza, il fallimento dei colpi di Stato spagnoli e la crisi delle BR segnano il declino di un’era. Un viaggio nell’ombra della Guerra Fredda che unisce eversione rossa e nera.Legge Fabio Fabiano

  14. 20

    20° Episodio - Il dossier che ha cambiato la storia dell'intelligence.

    Il rapporto segreto della CIA del 1983. Dall'Argentina alla Cina, le rotte dell'eversione nei documenti desecretati analizzati da Isabella Silvestri.Nel giugno 2011, emerge la verità parziale emerge dagli archivi di Langley Medio Oriente e non solo. Sotto la lente della CIA, la scissione di Fatah e il rischio per l'Occidente, il declino delle Brigate Rosse e l'ombra di nuove minacce. Mentre in Spagna e Germania, i servizi segreti americani osservavano le cellule impazzite e il golpismo di destra, in Venezuela si monitoravano le reti internazionali. Un viaggio esclusivo tra le righe di un'estate di sangue e spionaggioLegge Fabio Fabiano

  15. 19

    19° Episodio -Il fronte dei martiri: Gheddafi sfida l'Impero del Male

    In questo 19° episodio di "I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia", Isabella Silvestri analizza i documenti desecretati della CIA per ricostruire il durissimo atto d’accusa lanciato da Mu’ammar Gheddafi nell'ottobre 1986.Dalla tribuna di Sirte, il Colonnello sfida apertamente gli USA e denuncia l'Europa come "colonia di Washington", rivendicando la lotta armata come difesa dall'imperialismo. Tra minacce di ritorsioni e il richiamo al passato coloniale italiano, emerge il ritratto di un leader che cercava di guidare una rivoluzione globale contro l'Occidente.Un viaggio tra propaganda, dossier segreti e le radici mai sanate delle crisi nel MediterraneoLegge Fabio Fabiano

  16. 18

    18° Episodio -Il nemico numero uno: l'Italia nei verbali della CIA

    Questa puntata analizza un rapporto della CIA sul discorso di Gheddafi del 1986. Il leader libico traccia un parallelo tra il colonialismo italiano del 1911 e le tensioni con gli USA, accusando l’Italia di essere complice degli americani ospitando basi NATO. Gheddafi esorta il popolo alla resistenza totale e asimmetrica, minacciando di ricorrere al terrorismo globale contro gli interessi occidentali. Rivendica risarcimenti per l'era coloniale e definisce l'Italia il "nemico numero uno", segnando una frattura profonda basata sulla sfida psicologica e sul rifiuto della modernità europea.Legge Fabio Fabiano

  17. 17

    17° Episodio - Petrolio e Tritolo: Come l'Italia barattò la sovranità

    Questa ountata analizza un rapporto della CIA sul discorso di Gheddafi del 1986. Il leader libico traccia un parallelo tra il colonialismo italiano del 1911 e le tensioni con gli USA, accusando l’Italia di essere complice degli americani ospitando basi NATO. Gheddafi esorta il popolo alla resistenza totale e asimmetrica, minacciando di ricorrere al terrorismo globale contro gli interessi occidentali. Rivendica risarcimenti per l'era coloniale e definisce l'Italia il "nemico numero uno", segnando una frattura profonda basata sulla sfida psicologica e sul rifiuto della modernità europea.Legge Fabio Fabiano

  18. 16

    16° Episodio - Il rapporto segreto sul terrorismo in Italia. Secondo la CIA: "A terra, ma non fuori gioco".

    Nel corso di questa puntata, andremo a esaminare il rapporto del 7 luglio 1983 della Cia,  desecretato il 5 aprile 2010Un lungo documento – spiega Isaella Silvestri -  che riguarda il terrorismo in diverse nazioni e le connessioni tra organizzazioni terroristiche dei vari Paesi. In particolare, le attenzioni degli analisti americani erano rivolte verso il mondo arabo, evidenziando nel loro rapporto come la ribellione interna a Fatah contro la leadership di Arafat aumentasse il rischio di terrorismo contro gli interessi degli Stati Uniti. L'indebolimento dei moderati e l'influenza di Siria, Libia e Iran – secondo la CIA - favoriva le fazioni radicali, mettendo fine alla moratoria sugli attacchi inte rnazionali in vigore dagli anni Settanta. Gruppi estremisti e figure come Abu Da'ud, fuori dal controllo di Arafat, avrebbero potuto riprendere le operazioni fuori dal Medio Oriente. In questo contesto, la Siria veniva vista come il paese che coordinava le reti terroristiche per destabilizzare la regione, mentre Libia e Iran finanziavano gruppi dissidenti. Legge Fabio Fabiano

  19. 15

    15° Episodio - ATTENZIONE AGLI ARABI CHE PORTANO BOMBE A OROLOGERIA

    L'episodio analizza il ruolo della Libia di Gheddafi nel terrorismo europeo degli anni '80. La CIA individua Atene come centro di reclutamento, dove agenti sotto copertura trasformavano studenti arabi in terroristi, arrivando a manipolare civili per attentati dinamitardi. A Roma, l'intelligence segnala complotti contro il Ministro Spadolini, bersaglio per il suo atlantismo. Nonostante i legami economici (come la quota Fiat), l'Italia emerge come base operativa libica collegata a stragi e Brigate Rosse. Il quadro si chiude con le intercettazioni sull'attentato alla Belle di Berlino.Legge Fabio Fabiano

  20. 14

    14° Episodio - Il COMPLOTTO FANTASMA: Da AGCA AL "SUPER-S"

    L'episodio analizza il "complotto fantasma" legato all'attentato al Papa (1981), denunciando una rete di disinformazione tra SISMI, P2 e ambienti USA. Figure come Ledeen e Henze, legati al CSIS, avrebbero fabbricato la "pista bulgara" per incolpare l'URSS. Il brano critica il "terrorismo" come costrutto ideologico e "miniera d'oro" per intellettuali neoconservatori, utile a giustificare politiche aggressive e violenza bellica. Viene evidenziato il ruolo dei media nel validare esperti parziali, trasformando la strategia della tensione in uno strumento di controllo totale della destra.Legge Fabio Fabiano

  21. 13

    13° Episodio - IL VANGELO SECONDO ALI AGCA

    In questo episodio Isabella Silvestri analizza un documento dell'Archivio generale della CIA, declassificato nel 2012 e reso pubblico nel 2016. Si tratta della riproduzione di un articolo del giornale The Nation risalente al luglio 1985. Poiché il fascicolo risulta parzialmente omesso, l'autore osserva come il testo riporti fedelmente l'articolo giornalistico ma sembri escludere le valutazioni critiche degli analisti dell'intelligence. Questa lacuna suggerisce una selezione strategica nelle informazioni rilasciate, tipica dei processi di declassificazione dei servizi segreti.Legge Fabio Fabiano

  22. 12

    12° Episodio - GLI ITALIANI EMETTONO MANDATO DI ARRESTO PER ABU NIDAL

    La puntata odierna riguarda un dispaccio combinato della CIA del 24 gennaio 1986, che prendeva spunto da un articolo del Washington Times, ripubblicato il 22 dicembre 2016.Dopo gli anni drammatici del terrorismo rosso, l'Italia si trovò a confrontarsi con una nuova, spietata minaccia internazionale, inasprendo le proprie misure, mentre a livello diplomatico si evidenziava una divisione netta tra l'approccio sanzionatorio e risoluto degli USA e la cautela pragmatica degli alleati europei.Legge Fabio Fabiano

  23. 11

    11° Episodio - IL PIANO GENERALE DELLA CIA - SCONFIGGI IL DIAVOLO

    In questo episodio l'influenza segreta dell'intelligence e del governo degli Stati Uniti sui media.Ricorderete lo scandalo dei "Guru del Pentagono": alti ufficiali a libro paga, spacciati per "analisti" imparziali sulla Guerra in Iraq, che in realtà promuovevano gli interessi delle industrie militari. Quel fiasco fu smascherato e condannato.L'azione degli USA sui media non nasce adesso, e quello delle dinamiche del giornalismo professionale e l'equilibrio, per molti, fuori dagli Stati Uniti, erano solo strumenti di politica estera.Il giornalismo d’inchiesta non orientato, attirò le attenzioni dell’intelligence americana, come dimostra questo articolo del giornale Nation, dal titolo SCONFIGGI IL DIAVOLO, dell’agosto 1985, secretato e poi desecretato solo nel marzo del 2012, per essere successivamente pubblicato nel 2016. Legge Fabio Fabiano

  24. 10

    10° episodio - La lotta al terrorismo in Italia negli anni '80: tra percezione pubblica e strategie politiche

    10° Episodio - La lotta al terrorismo in Italia negli anni '80: tra percezione pubblica e strategie politicheIn questo episodio: La posizione politica di Craxi (PSI) e della DC rispetto al terrorismoIl fermo sostegno del PCI a un'azione severa contro il terrorismo, nonostante il contrasto con il governo.Il persistere del problema terroristico nonostante i progressi: raggruppamento di cellule e riacquisto di capacità operativa.Il supporto e i contatti forniti dai terroristi italiani latitanti a Parigi.La contestazione in tribunale delle leggi sui "pentiti" e le possibili implicazioni costituzionali.Il rischio principale è la percezione di un pericolo terroristico non più attuale, che potrebbe deviare l'attenzione e le risorseLegge Fabio Fabiano

  25. 9

    9° episodio - L'impatto delle leggi straordinarie e il ruolo della detenzione preventiva

    In questo episodio:L'impiego delle leggi sui "pentiti" ampiamente accettato dall'opinione pubblicaL'efficacia delle leggi antiterrorismo dipese in gran parte dalla detenzione preventiva prolungata   Miglioramento delle forze di sicurezza e dell'intelligenceIl consenso politico.Le prospettive futureLegge Fabio Fabiano

  26. 8

    8° Episodio - L'evoluzione della risposta legale italiana al terrorismo processato

    In questa puntata:Le principali disposizioni introdotte dalle cosiddette leggi di emergenza (in particolare il decreto-legge del marzo 1978 e la Legge Cossiga del dicembre 1979:l’ampliamento dei poteri investigativi (detenzione preventiva, perquisizioni, intercettazioni).L’inasprimento delle pene per reati legati al terrorismo L’introduzione del concetto di patteggiamento e di "pentitismo" attraverso incentivi alla collaborazione per i sospettati che fornivano informazioni sulle organizzazioni terroristiche ’errore della CIALegge Fabio Fabiano

  27. 7

    7° Episodio - La macchina antiterrorismo italiana.

    In questa puntata:L'Eredità operativa di Dalla ChiesaIl  passaggio dal "blitz" violento alla sorveglianza estesa e meticolosa.Il reclutamento di informatori tra i detenuti comuni.La riforma dei Servizi di Intelligence Legge Fabio Fabiano

  28. 6

    6° Episodio - L'Evoluzione dell'antiterrorismo Italiano analizzata dalla CIA

    In questa puntata esamineremo il documento della Cia del 1° Maggio 1984, desecretato il 31 gennaio 2011, che accenna a come la violenza fu istigata in parte dai neofascisti.L'impegno antiterrorismo dell'Italia ha attraversato una profonda metamorfosi, evolvendo e rafforzandosi notevolmente negli ultimi anni. Ma quali sono le radici di questo cambiamento?In questo episodio, esploreremo:Le evoluzioni legislative e operative: I passi che hanno portato l'Italia a sviluppare misure riconosciute a livello internazionale nel contrasto al terrorismo, sia interno che di matrice internazionale.La competizione tra le varie strutture.Preparatevi ad ascoltare un'analisi approfondita su come la storia, anche nei suoi momenti più oscuri, ha forgiato un sistema di sicurezza più resiliente ed efficace.Iniziamo il nostro viaggio ne “L'Italia e la lotta al terrorismo: Una storia in evoluzione”.Legge Fabio Fabiano

  29. 5

    5° Episodio - Dalle Brigate Rosse alla Mafia: L'analisi della CIA sul riconfigurarsi della minaccia in Italia

    I Giorni del Declino RossoL'Italia, dopo anni di sangue e piombo, sembra tirare un respiro di sollievo. I fantasmi delle Brigate Rosse si fanno più deboli, le sigle si sgretolano, la paura politica arretra.Ma lo Stato già deve guardare a un nuovo, e ben più prolifico, massacro. La polizia, ancora con gli occhi puntati sui vecchi terroristi, vede il nuovo nemico che dovrà combattere: il tasso di mortalità che divora il Sud, ha già cambiato nome: Mafia. Camorra."Oltre mille omicidi solo nel 1982. Non per la Rivoluzione, ma per il profitto. Soldi sporchi. Corruzione. Legami con funzionari deviati. Lì dove i terroristi cercavano di rovesciare il sistema, la criminalità organizzata trovava il modo di comprarlo.In questo spazio di omicidi e affari, c'è stata una convergenza, un'alleanza tra il politico e il criminale? O i due mondi  erano troppo distanti nei loro scopi? Eravamo davvero fuori dall'incubo, o l'incubo si era solo fatto più ricco e silenzioso?Legge Fabio Fabiano

  30. 4

    4° Episodio - L'Analisi della CIA sulle fratture ideologiche, la sconfitta delle Brigate Rosse e la previsione di attacchi residui

    Tra il 1977 e il 1980, i servizi segreti americani (Cia) mettono sotto osservazione oltre venti gruppi di estrema sinistra legati al terrorismo. Dagli atti desecretati dalla Cia nel 2016, emerge la frattura interna ai movimenti eversivi che porterà alla loro sconfitta.Legge Fabio Fabiano

  31. 3

    3° Episodio - L'allarme rosso. Come la CIA vedeva l'ombra delle BR e il rischio di un colpo di Stato.

    Come nelle due puntate precedenti, proseguiamo questa puntata sulle valutazioni del documento riservato della CIA del 1983 e pubblicato nel 2016, che offre la prospettiva degli analisti americani sul fenomeno del terrorismo di sinistra in Italia.La puntata si concentra sui seguenti aspetti salienti del periodo:Diffusione e Impatto: Viene analizzata la diffusione del terrorismo di sinistra tra il 1973 e il luglio 1982, responsabile di almeno la metà dei 13.000 atti violenti registrati in quel decennio, secondo i dati dell'allora Ministro dell'Interno Virginio Rognoni.Strategia Terroristica: L'analisi della CIA sottolinea come il continuo attacco a "simboli selezionati dello Stato" sia stato determinante, al pari di atti eclatanti come il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro o il sequestro del Generale Dozier, nel mobilitare l'opinione pubblica e lo Stato contro le organizzazioni eversive.Contromisure: Il focus si sposta sulle azioni di contrasto del Governo Italiano, che creò un gruppo speciale antiterrorismo guidato dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, evidenziando l'importanza della legge sui pentiti che permise la riduzione delle pene in cambio di collaborazione, portando a una svolta con le confessioni di brigatisti di spicco come Patrizio Peci.Gli analisti facevano notare come lo Stato avesse evitato repressioni indiscriminate mantenendo il rispetto dei diritti civili, una scelta elogiata per non aver fornito pretesti all’estrema sinistra.Legge Fabio Fabiano

  32. 2

    2° Episodio - L'allarme rosso. Come la CIA vedeva l'ombra delle BR e il rischio di un colpo di Stato.

    Riprendiamo il nostro viaggio analizzando il documento della CIA del 1983 (declassificato nel 2016) che valuta lo stato del terrorismo italiano, integrando i dati con la stampa italiana.La puntata precedente ha introdotto il tema degli Anni di Piombo e il ruolo cruciale dei servizi segreti e della stampa nell'analisi del fenomeno.In questa puntata:Il declino numerico: Le file dei terroristi di sinistra sono drasticamente ridotte. L'attività terroristica è in netto calo: pochi omicidi nel 1983 e nessun rapimento politico significativo dopo l'affare Dozier.La sconfitta sociale: Il dato più significativo è l'isolamento e l'ostilità del pubblico. A causa della lunga serie di uccisioni, il terrorismo non ottenne il sostegno popolare, portando la società civile a rigettare il "partito armato" come un "cancro".Le elezioni nazionali del giugno 1983.Legge Fabio Fabiano

  33. 1

    1° Episodio - L'allarme rosso. Come la CIA vedeva l'ombra delle BR e il rischio di un colpo di Stato.

    Iniziamo il nostro lungo viaggio con un primo documento della Cia del 1983, rilasciato il 5 gennaio 2011 e pubblicato il 22 dicembre 2016. In questo episodio:Il declino del terrorismo di sinistra in ItaliaLe strategie italiane efficaciI fattori interni ai gruppiIl salvataggio del generale statunitense James Dozier e i successivi arrestiLe prospettive futureLa minaccia residuaLegge Fabio Fabiano

  34. 0

    Introduzione

    Per gli Stati Uniti, l'Italia non era solo un alleato, ma un importante avamposto nel cuore della Guerra Fredda. E quando il terrorismo iniziò a minare le fondamenta della Repubblica, i fari di Langley e la CIA si puntarono dritti sul Bel Paese.Dagli anni di piombo delle BR, dell’estremismo di destra, fino agli omicidi eccellenti e  alle stragi che hanno insanguinato le piazze, questa è la storia dell'Italia vista attraverso la lente dei servizi segreti americani.Legge Fabio Fabiano

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