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PODCAST · news

Controvento di Diego Fusaro

Il podcast di Diego Fusaro. Ogni giorno un nuovo episodio.

  1. 216

    Vermi, larve e grilli. Il nuovo piatto unico gastronomicamente corretto

    Vermi, larve e grilli. Il nuovo piatto unico gastronomicamente corretto si impone sempre più sulle tavole europee, con modalità overtoniane...

  2. 215

    Un anno di guerra d'Ucraina. Il punto della situazione

    La guerra d'Ucraina dura già da un anno. Come si è giunti a ciò? Quale la situazione reale? E quali i possibili sviluppi?

  3. 214

    Il discorso di Putin. Una svolta decisiva?

    L'ultimo discorso di Putin svela due cose fondamentali. La Russia accusa l'occidente per aver causato la guerra. E chiarisce che non si piegherà mai, quand'anche si tratti di usare l'atomica.

  4. 213

    Intanto la UE pensa di ripristinare il servizio militare obbligatorio...

    Mentre prosegue senza posa la guerra in Ucraina, l'Unione Europea comincia a pensare la possibilità di reintrodurre la leva militare obbligatoria. Perché forse, dopo le armi, adesso manderanno gli uomini a Kiev...

  5. 212

    Tutti pazzi per il guitto Zelensky: da Biden alla Meloni

    Tutti pazzi per il guitto Zelensky. Tutti vanno ora in pellegrinaggio dall'attore Nato. Da Biden alla Meloni. Perché egli rappresenta l'interesse imperialistico della NATO contro la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi al nuovo ordine mondiale liberal-atlantista.

  6. 211

    Il cardinale Sarah svela la verità su Ratzinger?

    Il cardinale Sarah, tra i più fidati collaboratori di Ratzinger, interviene nel dibattito. E apre alcune prospettive davvero interessanti per capire la figura di Ratzinger e svelare il suo enigma.

  7. 210

    Nuovo ordine erotico in Spagna passa la legge trans!

    In Spagna è passata la legge trans, voluta da Podemos. Una nuova vittoria del nuovo ordine erotico di completamento del nuovo ordine mondiale turbocapitalistico.

  8. 209

    Berlusconi contro Zelensky: ogni tanto la verità emerge

    Silvio Berlusconi ha detto la sua su Zelensky, in modo decisamente controcorrente. Come ogni tanto, va detto, gli capita di fare. Le reazioni scomposte di destra e sinistra non hanno tardato a manifestarsi...

  9. 208

    Sanremo è (per fortuna) finito. Un bilancio critico

    Per fortuna è finita la settimana dedicata al festival della canzone italiana. Ecco i momenti più sfacciatamente ideologici e propagandistici.

  10. 207

    Kiev contro Berlusconi. La situazione si complica

    Non ha tardato la replica durissima di Kiev alle parole di Berlusconi: con ciò emerge chiaramente come Kiev e il guitto Zelensky pretendono direttamente di dettare legge all'Italia.

  11. 206

    Fratelli di Nato. Giorgia Meloni abbraccia il guitto Zelensky

    Nei giorni scorsi, Giorgia Meloni si è incontrata in presenza con il guitto Zelensky, attore Nato. L'abbraccio tra i due resterà una scena a futura memoria di come l'Italia ancora una volta si sia piegata all’imperialismo di Washington, rivelando di non avere una propria dignità patriottica.

  12. 205

    Il guitto Zelensky non si placa: porterà l'Europa nell'abisso

    Il guitto Zelensky non si ferma. In Europa, si atteggia da padrone. Chiede armi e lascia intendere che questa sarà una guerra totale. Perché di fatto è la guerra di Washington contro Mosca. Rispetto alla quale il guitto è una marionetta, l'Europa una vittima sacrificale.

  13. 204

    Nobel per la pace: spuntano i nomi di Greta e Navalny

    Per il premio Nobel per la pace 2023, sono spuntati i nomi di Greta Thunberg e di Navalny. Non ce ne stupiamo, invero: il pensiero unico politicamente corretto premia sempre come propri esponenti personaggi che siano coerenti con la globalizzazione neoliberale e atlantista, in questo caso con la green economy neoliberale e con l'imperialismo statunitense.

  14. 203

    Benigni e Blanco: Sanremo come vetrina della società della postverità e dei capricci

    Sanremo si riconferma vetrina della civiltà merciforme senza frontiere. A confermarlo sono i due episodi di Benigni che celebra in astratto la Costituzione senza dire nulla sulla sua violazione quotidiana e di Blanco - emblema della società capricciosa e deregolamentata - che devasta il palco.

  15. 202

    Vincono le proteste: il guitto Zelensky non sarà a Sanremo

    Alla fine il guitto Zelensky, attore Nato, non sarà a Sanremo. Verrà letto un suo dispaccio, giusto per confermare l'adesione supina dell'Italia all'imperialismo NATO, di cui il guitto è espressione. Propaganda allo stato puro, certo. Ma significativo il cambio di direzione. Cambio di direzione che ci insegna una cosa preziosa: il potere si ferma ove incontra la nostra resistenza e la nostra opposizione. Come è appunto accaduto con il guitto, la cui presenza è stata ovunque contestata, in modo pacifico e risoluto. Per dirla con una canzone di parecchi lustri or sono: "vengo anch'io! No, tu no!".

  16. 201

    Cina e USA sull'orlo della crisi finale?

    Dopo l'abbattimento da parte di Washington del pallone spia della Cina, la tensione tra il Dragone giallorosso e l'aquila a stelle e strisce sale alle stelle. È un punto di non ritorno? Quali le reali conseguenze che ne scaturiranno?

  17. 200

    Perché è giusto boicottare Sanremo e il guitto Zelenski

    Boicottare Sanremo e Zelenski è giusto. Di più, doveroso. Si tratta, infatti, del non plus ultra della propaganda per la sporca guerra di Washington contro la Russia; guerra in cui sempre più l'Italia è coinvolta.

  18. 199

    Sondaggio: i francesi non hanno più fiducia in Macron

    Un sondaggio diffuso da "Le Figaro" mostra come il 63 % dei francesi non ritenga che Macron sia un buon presidente della Repubblica. Ciò del resto sembra trovare conferma anche nelle recentissime proteste di piazza contro la riforma delle pensioni.

  19. 198

    Perché all'improvviso insistono tanto per farci mangiare larve e insetti?

    Da alcuni mesi, i padroni del discorso insistito a tambur battente: vermi, larve e insetti devono entrare a fare parte della nostra alimentazione. Perché questa insistenza improvvisa? Cosa si nasconde dietro questa nuova tendenza voluta dall'alto?

  20. 197

    Zelensky l'insaziabile. Ecco cosa chiede ora agli alleati

    Sempre più insaziabile appare il pavido guitto Zelensky, attore Nato. Non ha ancora ricevuto i tanks, e già chiede nuovi missili. Del resto, egli recita un copione, il copione che gli ha scritto Washington in funzione del proprio imperialismo e della propria opposizione estrema alla Russia di Putin.

  21. 196

    Il guitto Zelensky a Sanremo: si sta organizzando il fronte di opposizione

    Come sappiamo, il guitto dei guitti, Zelensky, attore Nato, parteciperà in collegamento a Sanremo. Si tratta ovviamente del trionfo della propaganda atlantista e imperialista. Tuttavia nella storia c'è sempre l'elemento imponderabile: si stanno organizzando in tutta Italia comitati di opposizione che si daranno appuntamento a Sanremo per contestare la controversa presenza del guitto.

  22. 195

    La Russia esclusa dalla celebrazione della liberazione di Auschwitz. Ecco cosa è accaduto

    La memoria è un dovere fondamentale, un imperativo della vita pubblica. Il suo obiettivo è fare in modo che orrori come Auschwitz non si ripetano mai più. E proprio ad Auschwitz il 27 di gennaio si è deciso di escludere la Russia dalle celebrazioni per la liberazione del campo di sterminio. Si tratta di un buon servizio reso alla memoria storica, considerato anche il fatto che furono proprio i russi nel 1945 a liberare gloriosamente Auschwitz dall'orrore nazista?

  23. 194

    Cambiare nome al PD. L'ultima trovata di Elly Schlein

    L'ultima geniale trovata di Elly Schlein? Cambiare il nome al PD. Dato che perde consensi ogni giorno, lo si confeziona diversamente e così si spera di risalire nei consensi...

  24. 193

    La dottoressa Viola e la sua crociata contro il vino. Cosa c'è dietro?

    L'ultima trovata della UE e recentemente anche della dottoressa Viola è insistere a oltranza sul fatto che bere vino nuove gravemente alla salute. Perché questa improvvisa crociata contro un elemento, il vino, che è parte integrante da sempre della nostra identità e della nostra cultura? Se fosse davvero una questione solo legata alla salute, perché la UE non prende egualmente di mira gli hamburger e le paninoteche globaliste delle multinazionali? Sorge il dubbio iperbolico cartesiano che si tratti dell'ennesimo attracco della UE ai danni delle identità e delle tradizioni dei popoli europei, che magari presto non berranno più vino e, in compenso, mangeranno con gusto larve, insetti e vermi

  25. 192

    A Milano gli studenti progettano il bagno gender-fluid. Gioventù perduta?

    A Milano gli studenti progettano il bagno gender-fluid. Un tempo i giovani sognavano la società giusta, senza sfruttamento e con dignità del lavoro. Oggi sognano i cessi senza genere.

  26. 191

    Ecco come ci vendono le sciagure per chances

    Il potere neoliberale vince perché produce l'intollerabile e soggetti disposti a tollerarlo: la precarietà viene spacciata per libertà dalla monotonia, la coazione alla mobilità per splendore del viaggio.

  27. 190

    La UE vuole l'etichetta "nuoce alla salute" sulle bottiglie di vino

    Ecco l'ennesima trovata di Bruxelles per colpire la cultura e l'economia delle realtà europee, in primis l'Italia. Il vino è parte integrante della nostra cultura ed equipararlo al fumo è pura follia.

  28. 189

    Il governo di Giorgia Meloni pronto a introdurre il Mes?

    Ebbene sì, alla fine anche Giorgia Meloni ha ceduto al diabolico dispositivo del Mes, il meccanismo europeo di stabilità che indebita i paesi e di priva financo della loro sovranità politica. Che cosa dovremo attenderci ora?

  29. 188

    Greta Thunberg e l'arresto cinematografico

    L'icona dell'ambientalismo neoliberale è stata arrestata in Germania mentre conduceva una delle sue proteste. Ovviamente è stata subito liberata, con alcuni dettagli curiosi che non debbono sfuggire.

  30. 187

    Orrore nello stabilimento Amazon: muore e continuano a lavorare

    Potrebbe essere assunto come il non plus ultra del capitalismo: un lavoratore muore d'infarto in un magazzino Amazon e viene coperto con del cartone, di modo che il ciclo della produzione non si interrompa e gli altri lavoratori continuino a lavorare. A quale livello di disumanizzazione dell'umanità siamo giunti?

  31. 186

    Forum di Davos: l'agenda dei padroni no border

    È partito il Forum di Davos, nel quale i padroni del blocco oligarchico neoliberale tornano a dettare la linea del "progresso", ossia dei loro interessi.

  32. 185

    I burocrati di Bruxelles si sono aumentati lo stipendio!

    Ebbene sì, mentre la crisi aggredisce i ceti medi le classi lavoratrici, sempre più in difficoltà tra pandemie e rincari delle bollette, tra guerre e svolte green imposte dall'alto, nelle brume di Bruxelles i parlamentari della Unione Europea si sono aumentati generosamente lo stipendio: diventa davvero da record quello della signora Ursula von der Leyen, vestale del neoliberismo. La quale arriva ad avere ora uno stipendio che supera i 30.000 euro al mese. Insomma, un'immagine perfetta di cosa realmente sia l'Unione Europea.

  33. 184

    Efficientamento energetico la UE all'attacco della nostra casa

    La demenziale normativa UE sull'efficientamento energetico rivela una volta di più le due tendenze fondamentali del neoliberismo di cui la UE stessa è espressione: per un verso, la svolta green come nuovo fenomeno di business.Per un altro verso, abbiamo l'attacco diretto alla casa dei cittadini. In sintesi, lo schiavo del futuro, magari già nel 2030, sarà green e senza casa.

  34. 183

    Chi imbratta quadri e pareti pubbliche non è un ecoattivista: è un teppista

    Dilaga la "moda" dell'imbrattare quadri e pareti pubbliche, tra cui, recentemente, quelle del senato. Ultima propaggine della cancel culture, l'ecoattivismo - come viene chiamato e nobilitato - non è altro che una riproposizione del vecchio teppismo e dei suoi atti vandalici. Come tale deve essere considerato e, per ciò stesso, contrastato.

  35. 182

    L'Italia vince il premio come migliore cucina del mondo

    Una buona notizia, talvolta. L'Italia vince il premio come migliore cucina del mondo. Giustamente, la cucina italiana è stata riconosciuta per quello che è virgola una magnifica sintesi di bontà e tradizione di delizia e identità. E questo proprio quando paradossalmente i burocrati senza spirito di Bruxelles vorrebbero imporci a tavola le larve, gli insetti e la polvere di grilli.

  36. 181

    Madame si pente e si converte alla religione terapeutica

    Ebbene sì, alla fine la cantante Madame si è convertita alla sacra religione terapeutica e al suo sacramento fondamentale, il siero benedettissimo e sempre laudando.

  37. 180

    Il giallo dell'assenza di Biden ai funerali di Ratzinger

    Sembra configurarsi a tutti gli effetti come un giallo internazionale quello relativo alla discussa assenza di Joe Biden ai funerali di Ratzinger. Si tratta semplicemente di un caso? O, come è emerso da indiscrezioni, dipende dalle esplicite volontà del pontefice? E perché Ratzinger avrebbe voluto escludere Biden dal proprio funerale?

  38. 179

    Saviano e la difesa di ong e migrazione- ecco dove sbaglia

    Il bardo cosmopolita Roberto Saviano torna pugnacemente a difendere l'operato delle ong e l'immigrazione di massa. Così facendo, che egli finisce in ultima istanza per sostenere il capitale, che usa l'immigrazione di massa e chi la favorisce come strumenti per la valorizzazione del valore.

  39. 178

    Il grande dejavù- il Covid sta tornando dalla Cina

    Il 2023 sembra aprirsi con un grande déjàvu: il ritorno del covid dalla Cina. Tutto sembra ricalcare lo schema del 2020. Ci attende dunque un ritorno alla fase 1 dell'emergenza, come nel marzo del 2020?

  40. 177

    La Croazia entra nell'eurozona. Ecco cosa la attende

    L'anno nuovo si apre anche con l'ingresso della Croazia nella zona euro. Diventa il ventesimo paese ad adottare l'euro come propria moneta di riferimento. Ma che cosa vuol dire davvero far parte della zona dell'euro? Con le parole del poeta, "lasciate ogni speranza voi che entrate".

  41. 176

    Ratzinger era il solo Papa. Ora cosa succederà?

    Cosa accadrà ora nella Chiesa? Si continuerà con la finzione di Bergoglio o di un suo successore egualmente allineato al pensiero unico teologicamente corretto? O dal piccolo resto, come lo chiamava Ratzinger, dei fedeli legati a Dio nascerà una palingenesi del Cristianesimo?

  42. 175

    Ratzinger, un gigante filosofico-teologico: cosa accadrà dopo di lui?

    Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI, è scomparso alla vigilia del nuovo anno. Cosa accadrà nella Chiesa di Roma dopo la scomparsa di Ratzinger, considerato che egli era il pontefice legittimo anche dopo il 2013? Nel 2013 infatti egli rinunziò non al munus petrino ma al suo esercizio: sicché generò non la sede vacante, poi occupata da un nuovo papa, bensì la sede impedita. Adesso che Ratzinger è passato a miglior vita appare chiaro che Bergoglio non era il pontefice? Al di là di questo, il magistero filosofico e teologico di Ratzinger resta immenso, e fa di lui un gigante della filosofia e della teologia contemporanee. La grandezza di Ratzinger dovrebbe essere celebrata non solo dagli uomini di fede, ma anche dagli uomini di ragione: e questo in ragione del fatto che egli si pose come fortilizio di resistenza della fede e della ragione, nel loro nesso indissolubile, contro il nichilismo relativista della civiltà della finanza e dei mercati. Proprio così, Ratzinger rappresentò una estrema difesa della ragione oltre che della fede rispetto alla voragine del nulla prodotto dalla civiltà tecno-nichilista. Esemplare resta la sua ferma opposizione alla "dittatura del relativismo", secondo la splendida formula da lui coniata: il relativismo come forma espressiva della civiltà della forma merce si impone in forma dittatoriale, non ammettendo altre posizioni o anche solo la discussione critica del relativismo stesso. Ratzinger teorizzò l'esigenza di una ragione sempre vicina alla fede e di una fede sempre vicina alla ragione, con ciò opponendosi sia ai deliri di una ragione positivistica destinata a trasformarsi nel fanatismo religioso del laicismo, sia agli orrori di una fede sganciata dalla ragione e destinata a capovolgersi nel terrorismo e nel fanatismo. Sul piano strettamente teologico, Ratzinger teorizzò l'esigenza di una chiesa rispettosa della tradizione e della trasmissione del depositum fidei, nella consapevolezza che aggiornare e modernizzare il cristianesimo significa semplicemente dissolverlo e scioglierlo nel mondo. Capì dunque che la chiesa si trovava per la prima volta da secoli all'opposizione rispetto al mondo e aveva dunque l'esigenza di contrastare lo spirito di un tempo senza spirito: quella di Ratzinger divenne una chiesa catacombale e resistente, un "piccolo resto" come egli stesso lo appellò per sottolinearne il ruolo residenziale e per distinguerlo dalla Chiesa dominante, quella pervasa dall'ateismo liquido e dal nichilismo relativistico, aperta al mondo e di più già integralmente sciolta nel mondo.

  43. 174

    Bilancio di fine anno

    Se ne sta andando il 2022, un anno pessimo da qualunque prospettiva lo si osservi. Il 2022, per un verso, non è stato se non la continuazione dei due anni precedenti per linee tratteggiate: l'emergenza terapeutica ha aperto l'anno, con il triste valzer dell'infame tessera verde e degli obblighi sulla nostra pelle. Per un altro verso, l'anno è continuato con l'epifania di una nuova emergenza, quella bellica: e ha dimostrato, una volta di più, come l'ordine neoliberale si fondi intrinsecamente sull'emergenza impiegata in guisa di metodo di governo. A sua volta, l'emergenza bellica si è portata presso quella energetica, con drammatici contraccolpi sulla vita dei cittadini di tutta Europa. Insomma, il 2022 non sarà certo oggetto di rimpianto. Anche se, a dire il vero, dato il contesto nel quale ci troviamo a vivere, sembra che la storia proceda di male in peggio, mandando in frantumi tutti i sogni e tutte le aspettative di chi aveva ritenuto di ravvisare in essa il dispiegarsi di un senso e magari anche di un happy ending. L'anno che sta arrivando in effetti non sembra promettere nulla di buono: né sul piano bellico, poiché la guerra non accenna a terminare e anzi sembra volersi intensificare ed estendere; né sul piano terapeutico, dacché in quest'ultimo scorcio del 2022 sembra di rivivere, a mo' di dejavù, quanto già abbiamo vissuto all'inizio del 2020, con un allarme dalla Cina che, in tempi piuttosto rapidi, finisce per travolgere anche le nostre vite occidentali. Insomma, pare davvero che vi sia poco da festeggiare, quale che sia la prospettiva assunta: ha davvero senso festeggiare per la fine del 2022, sapendo che sta arrivando un nuovo anno che potrà forse solo peggiorare le cose? E, di conseguenza, può dirsi un gesto sensato il festeggiamento dell'anno che sta arrivando, alla luce dei presupposti di cui si è appena detto? L'atteggiamento scettico della sospensione del giudizio pare essere in questo caso il più sensato. Sempre mantenendo vivo, comunque, l'ottimismo della volontà di gramsciana memoria, benché mai come oggi sia un'impresa a dir poco ardua.

  44. 173

    Formaggio e carne transgenici- il gastronomicamente corretto

    I padroni del discorso ci segnalano, con incontenibile entusiasmo, che nuovi cibi stanno per colonizzare le nostre tavole: formaggi transgenici e carni sintetiche, ad esempio. Tutto questo viene naturalmente presentato come un grande successo del progresso della modernità capitalistica: ma noi sappiamo che si tratta di una vera e propria aggressione alle identità culturali così come si danno sulla nostra tavola. Feuerbach diceva che l'uomo è ciò che mangia: e se l'uomo è ciò che mangia, ci permettiamo di aggiungere, non lo è solo sul piano materiale, quello per cui noi siamo effettivamente ciò che ingeriamo; lo siamo anche sul piano culturale, poiché nelle pietanze nelle vivande che abitano la nostra tavola si dà in forma condensata la nostra tradizione, la nostra storia, la nostra civiltà. Ecco perché la globalizzazione turbocapitalistica, aspirando a decostruire tutte le identità in funzione del profilo unico anonimo del consumatore apolide, cerca con zelo di decostruire anche le identità gastronomiche. E produce a un sol parto il pensiero unico politicamente corretto e il piatto unico gastronomicamente corretto. D'altro canto, i nuovi cibi sintetici avranno prezzi contenuti e potranno dunque essere utilizzati per alimentare le masse sempre più povere prodotte dalla globalizzazione dei mercati. Mentre i ricchi, i piani alti, continueranno a mangiare pregiate carni piemontesi o toscane, deliziosi formaggi francesi o sardi, le masse pauperizzate in basso dovranno adattarsi a cibi sintetici e magari anche a larve e insetti, come vuole l'Unione Europea. D'altro canto, gli stessi che vogliono che usiamo il POS per il caffè sono quelli che hanno valigette piene di migliaia di euro in contanti.

  45. 172

    Il segreto inconfessabile del PNRR

    Il PNRR ha, nel suo acronimo, la R di resilienza. Ma che cos'è davvero la resilienza? Perché è diventata tanto importante, nell'ordine del discorso dominante, questa parola che fino a non molti anni fa era letteralmente sconosciuta in un ambito diverso da quello suo proprio, legato ai metalli e alla loro capacità di resistere agli urti? La resilienza in effetti occupa un ruolo centralissimo nell'ordine del discorso neoliberale: se there is no alternative e la realtà deve essere solo sopportata, senza mai poterla trasformare in nome di desideri di migliori libertà e di ulteriorità nobilitanti, ecco che l'atteggiamento richiesto al suddito del nuovo ordine mondiale coincide con la supina accettazione di ciò che c'è. Non potendo mutare un ordine dichiarato in trasformabile, egli deve cambiare se stesso per rendersi conforme allo stato delle cose: detto altrimenti, se il mondo ti fa soffrire, non puoi e non devi cambiare il mondo, ma te stesso, acciocché tu possa acquisire la virtù stoica della sopportazione dell'insopportabile. Questo nell'essenziale dice la resilienza e così si spiega anche l'alto indice di gradimento che essa incontra presso il polo dominante, che non vede l'ora di poter disporre di servi docili e resilienti: di servi cioè che anziché intraprendere la via della rivolta e della indocilità ragionata, lavorino su se stessi per farsi adattivi, per rendersi più conformi all'esistente. Il paradigma ideale della resilienza che tanto piace al potere è quello di Paperino, che prende botte dalla mattina alla sera e che non di meno si rialza sempre di nuovo, senza mai mettere in discussione ciò che lo fa ininterrottamente cadere a terra. Se questo è nell'essenziale il significato della resilienza, chiaro è allora che dobbiamo respingerla per riscoprire i valori antiattivi della rivolta e delle insurrezione, della rivoluzione e della ribellione. Non Paperino, ma Spartaco deve essere il nostro modello.

  46. 171

    Il cristianesimo sparisce. Colpa dell'Islam? No, della Tecnica

    Un articolo del 25 dicembre apparso su "la Verità" spiega che se il cristianesimo in Francia sta sparendo è a causa dell'islam e della sua "infiltrazione". La tesi certo è molto radicata nell'immaginario occidentale, ma risulta essere profondamente falsa. In verità il cristianesimo in Europa sta evaporando soprattutto a causa di una civiltà della Tecnica e del capitale che è intrinsecamente atea e materialista e che, di più, non sa più che farsene del Cristianesimo: lo vive anzi come un fastidioso impedimento rispetto alla mercificazione del reale e del simbolico. Se tutto deve essere merce, allora nulla deve essere sacro. Il potere, che nella modernità cercò un equilibrio con la religione, oggi aspira a disfarsene in forma definitiva. Il potere tecnocapitalistico, del resto, aspira a neutralizzare l'Islam oltre che il cristianesimo, poiché anche l'Islam è una religione della trascendenza e del Sacro potenzialmente resistente rispetto al nulla della civiltà dei mercati. Anzi, rigore, in questa fase storica l'Islam si sta rivelando più resistente rispetto al cristianesimo. La civiltà nichilista del mercato in tutto il mondo combatte l'Islam identificandolo senza riserve con il terrorismo. Solo in Europa finge di valorizzarlo, con un obiettivo chiarissimo: non quello di diffondere l'Islam in quanto tale, bensì quello di scristianizzare l'Europa.

  47. 170

    L'importanza di un mondo multipolare e della Russia

    Mentre l'Ucraina del guitto Zelensky continua a svolgere senza dignità la parte di fantoccio manovrato da Washington, torna più che mai a porsi con urgenza la questione del multipolarismo. Per molti polarismo, si intende un ordine mondiale sottratto al monopolarismo atlantista quale si è venuto definendo con enfasi dopo il 1989: cioè quando, venuta meno l'Unione Sovietica, sembrava che la civiltà del dollaro fosse nelle condizioni di poter dominare il mondo sottomettendo ogni sua area al proprio dominio. Proprio questa in effetti è ancora la guerra che la civiltà dell'hamburger conduce su scala planetaria, diffamando e combattendo come stati canaglia tutti quei governi che non si genuflettano alla potenza del Leviatano a stelle e strisce. Ciò che sta accadendo nell'area Ucraina rientra appieno in questa stessa logica: è di fatto lo scontro che la civiltà del dollaro necessariamente ha ingaggiato contro la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi all'ordine di Washington e di pretendere anzi di restare sovrana, autonoma, e non sottomessa alla potenza americana. Il mondo monopolare atlantista coincide con la sottomissione dell'intero pianeta alla potenza imperialistica di Washington. Rispetto a questo ordine, risulta indubbiamente da preferirsi una prospettiva multipolare, cioè un mondo in cui oltre a Washington ci siano anche, autonome e sovrane, Mosca e Pechino, Teheran e Caracas, insomma tutti gli stati non allineati. Così e non altrimenti chiede di essere letta la guerra d'Ucraina ed è proprio su queste basi che occorre riconoscere che abbiamo bisogno di una Russia forte e indipendente, sovrana e non piegata a Washington, in grado di porre in essere le condizioni fondamentali per il multipolarismo.

  48. 169

    Il guitto Zelensky vola a Washington a prendere ordini dal padrone

    Ebbene sì, il guitto Zelensky, attore Nato, lascia temporaneamente l'Ucraina. Lo fa per recarsi in volo a Washington, accolto in pompa magna dai padroni a stelle e strisce: gli stessi per cui egli lavora in guisa di fantoccio liberal-atlantista. Gli stessi che gli danno gli ordini e lo manovrano con un obiettivo chiarissimo: usare l'Ucraina del guitto come bastone contro la Russia, acciocché sia possibile quanto prima produrre un regime change a Mosca. E ciò di modo che Putin, indisponibile a piegarsi alla voluntas di Washington, sia sostituito con un fantoccio liberal-atlantista analogo al guitto dei guitti, magari con un Navalny o con qualche altro manichino atlantista analogo. La scena del guitto che vola a Washington vale più di mille spiegazioni e di mille ragionamenti: cristallizza in sé il senso dell'agire di un fantoccio manovrato in modo eterodiretto e contro l'interesse del proprio popolo. Sì, perché Zelensky non si sta battendo per la patria, per la sovranità dell'Ucraina, per il popolo ucraino: al contrario, sta sacrificando tutte queste cose sull'altare dell'imperialismo di Washington, che lo comanda come un manichino senza dignità. Biden ha già fatto sapere che gli Stati Uniti potenzieranno gli investimenti nelle armi per l'Ucraina e altresì comunicato che non cercherà in alcun modo di spingere il guitto verso negoziati accordi con la Russia. Ciò significa una cosa sola, peraltro già nota e da noi più volte segnalata: l'Ucraina non cerca la pace i negoziati perché Washington non vuole né l'una né gli altri. Manovrata da Washington, l'Ucraina del guitto dei guitti vuole la guerra a tutti i costi: perché Washington cerca lo scontro totale con la Russia, il conflitto portato all'estremo in modo da produrre il regime change di cui dicevamo.

  49. 168

    Governo Meloni ogni promessa già tradita?

    Come non vi sarà sfuggito, rispetto al precedente governo cambia solo il colore della livrea dei maggiordomi: fucsia la precedente, bluette l'attuale. I maggiordomi in livrea seguitano nel servire con zelo gli interessi della plutocrazia finanziaria liberal-atlantista. Nemica dell'alternativa reale, l’alternanza unica tra la sinistra fucsia e la destra bluette si conferma la base di tutti i progressi della dominazione neoliberale. I nuovi maggiordomi in livrea bluette predicavano il patriottismo, e ora si rivelano genuflessi al cospetto di UE e USA. Difendevano i contanti, e poi hanno rinnegato per intero la loro difesa. Si opponevano idealmente all'immigrazione di massa incontrollata, e poi hanno chinato il capo accettando supinamente. L’ordine neoliberale del turbocapitalismo si legittima idealmente come democratico, risultando però per sua essenza un’oligarchia plebiscitaria di marca finanziaria. Impiega le procedure di legittimazione democratica per imporre dall’alto contenuti che democratici non sono e che solo rispecchiano gli interessi e le decisioni sovrane dell’alto stesso. Citando Costanzo Preve, ne scaturisce un fumettistico “sistema chiuso di vasi comunicanti per cui periodicamente perdono un po’ da una parte e un po’ da un’altra, ma il sistema appare rafforzato dalla loro intercambiabilità unita al folklore televisivo delle loro microdifferenze enfatizzate”.

  50. 167

    Bergoglio pronto alle dimissioni- Controvento di Diego Fusaro

    Hanno già fatto assai discutere le ultimissime surreali dichiarazioni di Bergoglio, che i più si ostinano a definire Papa benché il solo Papa sia i resti Ratzinger. Quest'ultimo infatti non ha rinunziato al munus petrino ma soltanto al suo esercizio, con l'ovvia conseguenza per cui continua a essere papa pur senza esercitare il ruolo, se così vogliamo appellarlo. Nelle sue ultimissime dichiarazioni rilasciate in un'intervista a un giornale spagnolo, Bergoglio ha dichiarato di aver già firmato una lettera di dimissioni che diverranno operative in caso di impedimento medico. In sostanza, Bergoglio spiega di essere pronto ad abbandonare il suo ruolo. La vera domanda tuttavia è la seguente: come può Bergoglio rinunciare a un titolo che non ha? Infatti, come ricordato, il solo papa oggi esistente è propriamente Ratzinger. Cosa accadrebbe allora se Bergoglio rinunziasse? Tornerebbe automaticamente a essere riconosciuto come papa Ratzinger che in verità mai ha smesso di esserlo? Non si dimentica che Ratzinger ha continuato a vestirsi da papa anche dopo il 2013, firmandosi Benedetto XVI e definendosi ufficialmente papa emerito. La seconda dichiarazione surreale effettuata da Bergoglio riguarda le donne: ha detto che entro due anni una donna entrerà in un dicastero. Lo scrivente ritiene l'emancipazione femminile della massima importanza e in realtà sei convinto che essa sia ben altra cosa rispetto alla cosiddetta emancipazione liberal-progressista della donna, che semplicemente fa della donna uno strumento di piacere. Vera emancipazione sarebbe pari dignità e pari salario rispetto agli uomini, anzitutto. Il punto però è un altro: la chiesa non può adattarsi al progresso del mondo, pena lo sciogliersi nel mondo e smettere di essere chiesa. La chiesa infatti è testimone del verbo di Dio e a quello deve rimanere fedele. Il pontificato di Bergoglio, o comunque vogliamo chiamarlo, non fa altro danni che decostruire i capisaldi della dottrina Cristiana, di fatto sciogliendo la chiesa nel mondo e facendo evaporare il cristianesimo. Le ultime dichiarazioni sulle donne ne sono una ulteriore conferma.

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