PODCAST · music
Diapason
by Quinte Parallele
La cultura e la musica non sono mondi separati, sono parte della nostra vita quotidiana.Per questo nasce Diapason, una nuova rubrica editoriale che debutta contemporaneamente in due forme: scritta sul sito Quinte Parallele e in podcast.Ogni lunedì, dall'1 settembre 2025, Carlo Emilio Tortarolo ci racconterà notizie, problemi e buone pratiche della cultura, per rompere la bolla degli addetti ai lavori e aprire conversazioni che ci riguardano tutti.
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D35 - I cocci della cultura
Quando la politica usa la cultura come terreno di scontro, propaganda o occupazione simbolica, il danno non finisce con la polemica del giorno. Restano istituzioni indebolite, lavoratori esposti, pubblici divisi, comunità costrette a ricostruire fiducia e senso, perché chi rompe il vaso spesso passa oltre; chi abita la cultura, invece, resta a raccogliere i cocci.
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D34 - 216 giorni dopo. Il caso Venezi
Una nomina contestata, una crisi lasciata crescere, una decisione arrivata solo alla fine. 216 giorni dopo, arriva un punto fermo alla vicenda Beatrice Venezi al Teatro La Fenice, con l’interruzione delle collaborazioni future.Ma è davvero una soluzione finale?In questa puntata non ripercorreremo i fatti nel dettaglio, ma proveremo a capire cosa possiamo imparare da questa storia di governance, di responsabilità, e di una crisi mal gestita.
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D33 - L'Opera in Parlamento non basta
In Italia l’Opera piace moltissimo alla politica, soprattutto quando può essere celebrata come simbolo nazionale. Ma che cosa succede quando dai riconoscimenti solenni si passa ai problemi reali? In questa puntata di Diapason parliamo della nuova Commissione Opera nata alla Camera, del precedente riconoscimento UNESCO del canto lirico italiano e della distanza, ancora evidente, tra celebrazione e governo. Come vogliamo trattarla: reliquia identitaria o vera infrastruttura culturale del Paese?
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D32 - Le periferie dell'attenzione
La prima puntata dopo la pausa pasquale riflette su un’altra forma di marginalità basata sulla scarsità di visibilità, racconto e riconoscimento e non solo sulla distanza geografica.Tra social, algoritmi e “deserti culturali”, proveremo a capire perché oggi la cultura si giochi anche nella distribuzione dell’attenzione, e perché comunicare non sia un gesto accessorio, ma una responsabilità politica e pubblica.
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D31 - Essere TonyPitony
Che cosa ci insegna davvero il successo di un artista in incognito come TonyPitony?Oggi il talento basta ancora, oppure emerge solo quando diventa personaggio, formato, racconto?In questa puntata di Diapason riflettiamo su anonimato, maschera, desiderio di visibilità e trasformazione del talento in personaggio. Perché oggi, forse, il problema non è soltanto essere bravi, ma diventare leggibili.
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D30 - Chi decide che cosa è sbagliato?
In musica diciamo continuamente che qualcosa è “sbagliato”. Ma siamo sicuri che l’errore sia sempre un fatto e non più spesso un giudizio?In questa puntata di Diapason, partendo da una domanda emersa durante una tavola rotonda al Conservatorio Bonporti di Trento per interrogare il rapporto tra errore, norma e potere, parleremo di musica, corpi, canoni e algoritmi.Perché non ogni errore va difeso, ma nemmeno ogni norma è innocente.
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D28 - Timothée Chalamet ha ragione
Timothée Chalamet ha detto una sciocchezza sull’opera e sul balletto, ma se in fondo avesse anche ragione?Perché, oggi, quella sciocchezza suona credibile a moltissime persone.In questa puntata di Diapason partiamo dalla dichiarazione della settimana per provare a guardare il problema vero: il fallimento crescente di un mondo culturale che troppo spesso non riesce più a parlare fuori da sé. Perché difendersi non basta. Perché il prestigio storico non è un vitalizio.Perché tra nostalgia museale, regie autoreferenziali, formule respingenti di audience development e perdita di centralità pubblica, la domanda è ormai inevitabile: l’opera parla ancora al presente, o sta chiedendo al presente di adattarsi a lei?
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D27 - Il futuro digitale della comunicazione culturale italiana
In questa nuova puntata di Diapason parleremo del convegno “InfluOpera torna a casa”, tenutosi a Rovigo il 27 e 28 febbraio e che prova a prendere sul serio un cambiamento già avvenuto: la nascita di un nuovo ruolo nella comunicazione culturale digitale.Con l’intervista alla dott.ssa Valentina Anzani, fondatrice di OperaMeet, entriamo nel laboratorio nato nel 2023 al Teatro Sociale di Rovigo: un percorso continuo, fatto di incontri e pratiche, che sta trasformando la cultural content creation da hobby a mestiere. Ora che questo ruolo esiste, chi deciderà cosa significa competenza? E che tipo di creator vogliamo: addestrati a piacere, o capaci anche di disturbare con metodo?
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D26 - Il Festival di Sanremo come termometro dell'Italia
Sanremo sembra sempre imprevedibile, eppure, dal post-pandemia in poi, quando arriva la proclamazione a tarda notte, il vincitore spesso appare “inevitabile”.In questa puntata di Diapason, Sanremo viene raccontato come un termometro per misurare l’Italia. Cinque serate che sincronizzano l’Italia su uno stesso schermo, e cinque canzoni (2021–2025) che, a posteriori, raccontano meglio di molte analisi l’umore dominante di quegli anni.Tra gusto critico, consumo algoritmico e identificazione popolare, il Festival produce spesso un consenso simbolico, una legittimazione che non coincide sempre con i numeri, ma si può vedere come gesto collettivo.
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D25 - Riformare il Conservatorio
Nel 1926 una commissione ridisegnava definitivamente la formazione musicale italiana. Cento anni dopo, la domanda è semplice e scomoda: abbiamo cambiato l’architettura del sistema o abbiamo cambiato davvero il modo di insegnare?In questa puntata di Diapason rifletteremo sulla riforma del cosiddetto nuovo ordinamenti, sui suoi risultati e sui suoi limiti, sulla distanza crescente che molti giovani musicisti percepiscono tra ciò che studiano e il mondo del lavoro che li attende. Una discussione franca su didattica, governance, ricerca artistica, valutazione, confronto con l’Europa e un invito a rimettere al centro la domanda fondamentale: che tipo di musicista vogliamo formare nei prossimi trent’anni?
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D24 - Perchè continuiamo a fare musica
Fare musica oggi è un gesto che tiene insieme lavoro, identità e aspettative in un contesto sempre più fragile, dove la passione viene spesso usata per coprire ciò che il sistema non riesce più a sostenere.In questa puntata di Diapason partiamo da una domanda che molti evitano di porsi per osservare cosa succede quando il fare musica smette di essere raccontato come vocazione e torna a mostrarsi per ciò che è: un mestiere che vive di relazioni, di pubblico e di condizioni materiali. Un episodio che mette in discussione il mito del musicista romantico e interroga il modo in cui continuiamo ad abitare questo lavoro, anche quando diventa faticoso, incerto, solitario.
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D23 - Minaj dice sì a Trump
Quando un’artista dice sì, il gesto smette di essere privato e diventa politico.In questa puntata di Diapason partiamo dal posizionamento pubblico di Nicki Minaj a favore di Donald Trump per analizzare un fenomeno più ampio: il momento in cui la cultura smette di opporre resistenza e si adatta a un potere che torna a presentarsi come legittimo.Un episodio su musica, consenso simbolico e responsabilità culturale, perché quando dire sì non costa più nulla, qualcosa nel rapporto tra arte e potere è già cambiato.
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D22 - Mehta dice no a Netanyahu
Quando un grande artista decide di dire no, il gesto smette di essere privato e diventa pubblico. In questa puntata di Diapason partiamo dalla scelta di Zubin Mehta di annullare i suoi impegni in Israele, legandola apertamente al dissenso verso le politiche del governo di Benjamin Netanyahu.Quando la musica prende posizione, cosa cambia davvero?Qual è la differenza tra un no simbolico e uno trasformativo?E che ruolo giocano il tempo, le istituzioni, il capitale simbolico degli artisti?Un episodio su arte, responsabilità e potere simbolico.Perché, quando la musica entra nel mondo, il mondo entra in sala con lei.
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D21 - Aggiungere fuoco alle fiamme
Viviamo in un tempo saturo di conflitti, tragedie e polarizzazioni, in cui commentare subito e dividere viene spesso scambiato per lucidità critica.In questa puntata di Diapason non parliamo di un singolo caso, ma di un gesto sempre più diffuso: soffiare sul fuoco della polemica e alimentare il rumore in nome della verità, della trasparenza o dell’engagement.Un episodio scomodo, che attraversa comunicazione politica, conflitto generazionale e responsabilità culturale, per interrogarsi su quando la parola pubblica smette di costruire senso e diventa un accelerante.
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D20 - Ignorante nel senso che ignora
Partendo da una presa di coscienza dell'ignoranza come prodotto del nostro tempo, ci concentriamo sulle difficoltà degli operatori culturali in Italia e sul perché, nel nostro Paese, abbiamo bisogno di fare ancora passi avanti e che qualcuno scenda dalla propria torre d'avorio.Oggi Lorenzo Ottaviani ci indica tre riflessioni dalle quali partire per affrontare il presente cercando di cambiare il punto di vista sulla cultura e sulla musica.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D19 - 10 possibilità per il 2026
Il futuro rende normali situazioni che fino a poco prima sembravano marginali o impensabili. In questa puntata proviamo a fare un passo avanti, non per prevedere cosa accadrà, ma per osservare ciò che sta diventando plausibile.Dieci possibilità. Dieci direzioni per il 2026 che iniziano a emergere come risposta a una stanchezza diffusa, a una saturazione condivisa o a un bisogno di riorientamento che attraversa ambiti diversi.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D18 - 10 cose che il 2025 ci ha lasciato
Ci sono anni che non lasciano macerie evidenti, ma abitudini e ti insegnano a convivere.Il 2025 è stato uno di quegli anni. Un anno in cui molte situazioni che avremmo definito inaccettabili sono diventate “normali”. Un anno in cui l’emergenza si è fatta metodo, la comunicazione ha preso il posto del progetto, la visibilità è diventata una prova di valore, la professionalità una colpa da giustificare.In questa puntata proviamo a mettere in fila dieci stati mentali, dieci posture, dieci frasi che abbiamo sentito troppe volte e che raccontano molto più di quanto sembri.E quando qualcosa smette di darci fastidio, non è detto che sia perché le cose vanno meglio. Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D17 - O Contemporanea o morte
Nelle ultime settimane alcuni segnali, apparentemente scollegati, hanno iniziato a raccontare una direzione precisa: la musica contemporanea sta lentamente uscendo dallo spazio pubblico. Non per censura,non per divieti espliciti, ma per una progressiva perdita di priorità.In questa puntata di Diapason parleremo della riduzione della sperimentazione a voce accessoria, dei criteri di engagement che diventano parametro essenziale, delle difficoltà strutturali della contemporanea nel dialogo con il pubblico, del nodo dei diritti d’autore e di una gestione del rischio sempre più prudente, quando non immobilizzata. È una riflessione sul tempo: su come una società sceglie cosa tenere acceso e cosa sacrificare quando entra in crisi. Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D16 - Abbiamo sempre fatto così
“Abbiamo sempre fatto così” è una frase che rassicura e proprio per questo spesso chiude ogni possibilità di discussione.In questa puntata di Diapason parliamo di ageismo non solo come esclusione, ma come dispositivo che organizza il tempo, assegna ruoli e decide chi può parlare, decidere, sbagliare. E introduciamo il concetto di eldersplaining: l’uso dell’anzianità come autorità che non deve più argomentare, come scorciatoia che sospende il confronto.Dal mondo culturale alle istituzioni, fino alla difficoltà di costruire comunità e fiducia nella dimensione digitale, questa puntata prova a mettere a fuoco un nodo centrale del presente: quando l’esperienza smette di essere dialogo e diventa confine.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D15 - La Prima della Scala vista dall'interno
La Prima della Scala non è solo un concerto: è un rito che ogni anno ridisegna il volto di Milano.In questa puntata entriamo dentro quel rito, attraversandolo dall’interno: la piazza, il foyer, la sala, la città che osserva e si osserva.In questa puntata di Diapason ascolteremo l’esperienza di Lorenzo Ottaviani, che ci racconta la Primina del 4 dicembre e il suo pubblico giovane, curioso, diverso, e quello di Carlo Emilio Tortarolo, sulla Prima del 7 dicembre.Due inaugurazioni, due modi di vivere il teatro, una sola domanda finale: che cosa inauguriamo davvero quando inauguriamo una stagione?Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D14 - L'etica che ci guarda mentre creiamo
Che cosa significa creare, oggi, quando accanto a noi c’è una macchina in grado di scrivere, disegnare, comporre, suggerire?Questo episodio di Diapason entra nel cuore della questione più urgente del nostro tempo: l’uso etico dell’intelligenza artificiale nell’arte.Parliamo di tutto ciò che spesso resta fuori dal dibattito: l’impatto ambientale dei modelli generativi, l’autorialità collettiva nascosta nei dataset, i bias culturali che si annidano nelle produzioni automatiche, la trasformazione dei mestieri creativi, la difficoltà crescente di capire cosa è umano e cosa no.Ma soprattutto, parliamo di trasparenza: dell’importanza di dichiarare come e quanto usiamo l’IA nei processi artistici, perché la cultura vive di fiducia prima ancora che di innovazione.Un episodio che mette in discussione il nostro modo di lavorare, di guardare le opere, di riconoscere chi sta davvero parlando.E che, alla fine, pone una domanda semplice e spiazzante: con quali occhi guardiamo un testo quando scopriamo chi lo ha scritto?
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D13 - Generazione Ansia
In questa puntata di Diapason entriamo nella stanza in cui vivono i giovani musicisti di oggi: un luogo dove studio, notifiche, confronti e aspettative si sovrappongono senza tregua. È qui che nasce quella sensazione di ansia permanente che tanti ragazzi raccontano con un misto di normalità e disperazione.Un nuovo ecosistema fatto di luci sempre accese, concorsi continui, visibilità costante e un corpo che reagisce prima ancora della musica. Per farlo abbiamo con noi un’ospite speciale: la psicologa e neurocoach dott.ssa Silvia Bontempi, che da anni lavora con performer e musicisti e ci aiuta a capire cosa succede davvero quando la percezione del giudizio non si spegne mai.Un viaggio nel lato nascosto della formazione musicale contemporanea, tra ansia da performance, burn-out, tecniche di gestione corporea e domande che non possiamo più rimandare. Chi spegnerà per primo questa luce che resta sempre accesa?
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D12 - Chi decide cosa ascoltiamo?
Chi decide davvero cosa ascoltiamo?Ogni giorno pensiamo di scegliere liberamente la nostra musica: una playlist, un concerto, una traccia in radio. Ma quello che arriva alle nostre orecchie è il risultato di una catena di decisioni prese da teatri, algoritmi, critici, docenti, festival e piattaforme digitali.In questa puntata di Diapason esploriamo insieme a Carlo Emilio Tortarolo il potere invisibile della programmazione controllata: come nasce il canone, chi lo costruisce, chi lo subisce… e chi, paradossalmente, non decide mai nulla.Siamo sicuri che la nostra libertà d’ascolto sia davvero libertà?Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D11 - Essere Peppe Vessicchio
Quando sabato 8 novembre l’Italia ha saputo della morte di Beppe Vessicchio, non ha perso solo un musicista, ma una presenza familiare.Il “Maestro di tutti” era diventato un simbolo di competenza gentile, di cultura popolare che non rinuncia alla profondità.In questa puntata, Carlo Emilio Tortarolo racconta come Vessicchio abbia trasformato la figura del direttore d’orchestra in un gesto di fiducia collettiva: un modo di stare nel mondo della musica, e della vita, senza mai alzare la voce.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D10 - Che cosa inauguriamo davvero?
Ogni dicembre, l’Italia va in scena. Ministri e melomani, red carpet e scioperi, applausi e polemiche: è tempo di inaugurazioni delle stagioni liriche.Milano accende la Scala il giorno di Sant’Ambrogio con Lady Macbeth del distretto di Mcensk, Roma festeggia il suo compleanno con Lohengrin, Venezia riapre con La clemenza di Tito dopo un autunno di tensioni.Ma cosa stiamo inaugurando davvero?In questo episodio, Diapason e Carlo Emilio Tortarolo entrano nei teatri d’Italia per raccontare il lato simbolico, politico e umano dei riti d’apertura delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Tra orologi che non seguono l’anno solare, promesse di rinnovamento e platee sempre più distanti, scopriamo come l’opera continua a essere uno specchio del Paese.Un racconto di musica, potere e lavoro.E di quella sottile linea che separa il rito dall’abitudine.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D9 - La rivoluzione asiatica della musica classica
Negli ultimi giorni, nei due concorsi più importanti del mondo classico, il premio Chopin di Varsavia e il premio Paganini di Genova, i podi si sono riempiti di vincitori di origine asiatica, il segno di una rivoluzione silenziosa: quella di una musica nata in Europa e adottata con dedizione, disciplina e passione dall’altra parte del mondo.La musica classica, che per secoli ha avuto l’Europa come centro, ora vibra con un accento diverso.E forse non è una perdita, ma una restituzione: un modo per ricordarci che la tradizione non appartiene a chi l’ha inventata, ma a chi la tiene viva.In questa puntata di Diapason, Carlo Emilio Tortarolo non ci parlerà solo di geopolitica ma anche di scuola, di appartenenza e di cittadinanza culturale, perché molti dei giovani che oggi vincono i concorsi europei sono cresciuti proprio in Europa ma restano giuridicamente stranieri.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D8 - Elogio della sconfitta. Il rifiuto come materia prima della creatività
Nel mondo della cultura contemporanea le opportunità non sono mai state così numerose: residenze, call internazionali, borse di studio, concorsi.Eppure, dietro questa apparente apertura, cresce una lingua comune fatta di esclusioni, di mail impersonali che iniziano con “Nonostante l’alto livello delle proposte ricevute…”.In questa puntata di Diapason, Carlo Emilio Tortarolo racconta la sconfitta come esperienza condivisa e necessaria in un viaggio dentro il lato invisibile della creatività, dove ogni “no” può diventare una forma di conoscenza.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D7 - L’arte di andarsene. Dimissioni e responsabilità nella cultura italiana
C’è un momento, nella vita delle istituzioni culturali, in cui un gesto vale più di mille parole: dimettersi.Ma in Italia questo gesto fa sempre rumore.Nella stessa settimana in cui si incrociano le dimissioni di alcuni direttori artistici e richieste per altri direttori musicali, si riapre una domanda antica: che cosa significa davvero essere responsabili, oggi, nella cultura pubblica?Un viaggio dentro i meccanismi – spesso invisibili – di potere, rappresentanza e silenzio che attraversano il mondo della musica e dei teatri.Perché l’arte di andarsene, a volte, è l’unico modo per capire come si resta.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D6 - La crisi invisibile dei cantanti lirici pt.3: Quale futuro per la lirica?
Dalla Germania alla Francia, fino all’Austria: cosa possiamo imparare dai modelli europei che tutelano il lavoro degli artisti? Che ruolo giocano le agenzie nel mondo della lirica? Nella terza e ultima puntata dell’inchiesta di Diapason, Carlo Emilio Tortarolo racconta come ensemble, intermittenza e formazione in teatro possano offrire continuità a un mestiere sempre più fragile e come funzionino le agenzie per i cantanti lirici.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D5 - La crisi invisibile dei cantanti lirici pt.2: La generazione sospesa
Non più promesse, non ancora star: è la “generazione sospesa” dei cantanti lirici, schiacciata tra estremi che il sistema teatrale sembra premiare. Nella seconda puntata dell’inchiesta raccontiamo cosa significa restare nel mezzo e perché questa assenza pesa su pubblico e cultura. La “crisi invisibile” dei cantanti lirici continua in questa seconda puntata, nel racconto di Carlo Emilio Tortarolo.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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D4 - La crisi invisibile dei cantanti lirici pt.1: Promesse e stelle
Dietro i cartelloni scintillanti della lirica italiana si nasconde un vuoto: carriere spezzate, accademie che non garantiscono continuità, professionisti che scompaiono senza lasciare traccia. La “crisi invisibile” dei cantanti lirici comincia qui, nel racconto di Carlo Emilio Tortarolo, nella prima puntata di un’editoriale in tre episodi.Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico.
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D3 - Parlare di tutto, tranne che di cultura
In questa nuova puntata di Diapason, Carlo Emilio Tortarolo riflette su come la cultura rimanga spesso ai margini delle agende politiche, pur essendo una risorsa decisiva per lo sviluppo sociale, economico e internazionale. Dal valore invisibile che sostiene altri settori fino al ruolo del soft power e della diplomazia culturale, l’episodio indaga perché parlarne sia ancora considerato secondario e quali conseguenze abbia questo silenzio collettivo.
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D2 - Oltre la sottile linea rossa
Oltre la sottile linea rossa dei finanziamenti culturali.Sette anni fa il Met e il Brooklyn Museum rifiutavano i fondi sauditi per l’omicidio Khashoggi. Oggi il Metropolitan Opera firma un accordo da oltre cento milioni di dollari con Riyadh. In mezzo, una pandemia che ha messo a nudo tutte le fragilità economiche della cultura. Ma qual è il confine tra sopravvivenza e cultural washing? Diapason vuole raccontare tutto questo: il presente della musica, le sue contraddizioni, le sue fragilità e i suoi paradossi.
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D1 - Musicista, ma part-time. Un sistema intero a frammenti
Settembre non è solo il ritorno alla routine: per chi lavora nella cultura, è come riaccendere una giostra che non si è mai fermata. Ogni lunedì Diapason, vi accompagna dentro il mondo della cultura tra storie, analogie quotidiane e riflessioni sul tempo. Nella puntata di oggi Carlo Emilio Tortarolo esplora perché il lavoro culturale non possa più essere considerato un hobby. Se cercate un podcast che parla di cultura, lavoro e società, Diapason è la vostra bussola, un’occasione per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
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La cultura e la musica non sono mondi separati, sono parte della nostra vita quotidiana.Per questo nasce Diapason, una nuova rubrica editoriale che debutta contemporaneamente in due forme: scritta sul sito Quinte Parallele e in podcast.Ogni lunedì, dall'1 settembre 2025, Carlo Emilio Tortarolo ci racconterà notizie, problemi e buone pratiche della cultura, per rompere la bolla degli addetti ai lavori e aprire conversazioni che ci riguardano tutti.
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