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Diario di una cinquantenne
by Gente
“Diario di una cinquantenne” è scritto e interpretato da Maria Elena Barnabi, una giornalista del settimanale Gente che lavora nelle redazioni dei giornali di Milano da 25 anni.È nato per dare voce alle donne di una certa età che si sono rotte le balle di tante cose. Ogni settimana lo trovate qui, in edicola su Gente e sul sito gente.it.Siamo in tante, facciamoci sentire! Ps: scrivetemi a [email protected]
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Viva l’Inghilterra
Viva l’Inghilterra cantava Claudio Baglioni nel 1973 perché per i giovani italiani di tutte le epoche – mica solo per noi ultracinquantenni di oggi - la "Perfida Albione" è sempre stata "Cool Britannia", ovvero la patria delle tendenze più avanti e affascinanti del mondo. Quando “andavi a Londra” era un altro mondo. Lo è ancora? Spoiler: sì. Scrivetemi a [email protected]
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Vogliamo i capelli lunghi
Quando noi eravamo ragazze, le donne arrivavano ai 45, fai massimo ai 50 anni, e poi zac: tagliavano i capelli, perché i capelli lunghi erano inopportuni. La combo classica era: taglio corto, tinta e permanentina.L'incrocio di acidi dava origine poi a quell'inconfondibile sfumatura grigio-azzurrina dei capelli delle nostre nonne. Oggi invece sui red carpet vedo solo donne grandi, più vicine ai sessanta che ai cinquanta che hanno capelli lunghissimi: Nicole Kidman, la solita Demi Moore… Da dove nasce la moda dei capelli lunghissimi delle signore ? E cosa dice di noi? Ve lo dico io cosa dice: che facciamo quel che vogliamo.
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Pazze per gli integratori
Il magnesio per dormire, la biotina per i capelli, il collagene per la pelle.Quante pasticche prendiamo noi sciure ogni giorno? Tante (a differenza dei nostri maschi), e siamo felici così.Per ogni sciura che entusiasticamente si ingozza di integratori, esiste un suo corrispettivo maschile, il sciur, convinto che gli integratori non servano a un tubazzo perché lui è un vero maschio.E nonostante la sciura sia a conoscenza dell'atavica riluttanza verso qualsiasi forma di integrazione farmaceutica e/o erboristica del suo amato bene, la sciura – cioè io, noi tutte – ha una mission nella vita: convertire il suo compagno/ marito/fidanzato all’uso quotidiano delle pasticchette magiche.Funzionano? Scoprite cosa dice la scienza. E cosa diciamo noi.
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La pancia di Gerry Scotti e la magrezza di Arisa
Negli ultimi mesi tutti a parlare della magrezza di Arisa o di Heidi Klum, ma nessuno parla della pancia di Gerry Scotti, dei pettorali di Carlo Conti e delle gambette di Fedez. Ma ve lo immaginate un mondo all'incontrario, un mondo in cui apri una rivista e ci sono solo foto di uomini mezzi nudi sui red carpet e noi lì a criticare questo o quel rotolino? Invece è il corpo delle donne a essere di tutti.Da guardare, scrutinare, sezionare, ritrarre, dipingere, desiderare, toccare, baciare, mangiare, divorare. Io lo capisco che il nostro è il più meraviglioso dei corpi: misterioso e magico.Ma basta averne paura, basta controllarlo. Una potrà essere libera di dimagrire, ingrassare e di farne quel che vuole senza rotture di balle, senza dover spiegare il perché e il percome? Che sia nostro, e solo nostro.
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Figlio mio, ti amo
Che fine ha fatto il caro vecchio "ti voglio bene"? A un certo punto della nostra infanzia di ultracinquantenni nei telefilm e nei film americani i protagonisti hanno cominciato a dire ai figli “ti amo” al posto di “ti voglio bene”.Dicevano anche altre parole strane come “ehi amico” o “fottuto”, che grazie a dio non si sono diffuse. La moda di dire “ti amo” ai figli invece sì. Ma a noi la cosa suona malissimo: “ti amo” se lo dicono gli innamorati, se lo dicono Romeo e Giulietta, se lo dicono Paolo e Francesca, mica madre e figlio, o papà e figlia, o mamma e figlia.Ai tempi nostri il complesso d’Edipo era una cosa seria, che veniva consumato in segreto nei nostri animi straziati, mica c’era bisogno di sbandierarlo. Insomma, dire “ti amo” ai figli è "tutto sbagliato", come ha detto la famosa psicoterapeuta Stefania Andreoli poi molto criticata per questo.
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Odio online: dov’era prima?
Mica è una novità il fatto che le donne vengano chiamate grassone e/o zoccole, ma uno ai nostri tempi mica andava in giro per strada a insultare tutte le femmine che incontrava.L’odio fatto così, in modo così volgare, così irrispettoso, così sfrontato, questa sì che è una novità dei social. Quando abbiamo rotto il patto sociale della buona educazione tra adulti?E soprattutto: dove stava, dove lo mettevamo e come lo esprimevamo tutto questo tantissimo odio prima dei social? Oppure son stati loro a cambiarci?
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La parola lesbica
Ultimamente nello showbiz ci sono un sacco di coppie di ragazze che si amano alla luce del sole: Elodie e Franceska Nuredini, Victoria dei Måneskin e la modella Luna Passos, Lily-Rose Depp e la rapper 070 Shake. E come non citare Elly Schlein: si era mai vista una donna lesbica a capo di un partito politico? Quando eravamo giovani noi invece si parlava solo dell'omosessualità maschile: anche in quello i maschi venivano prima. E la parola lesbica non veniva mai usata: era considerata brutta. Se non era maschilismo questo... Poi le cose sono cambiate, ma mica da tanto tempo: fino al 2020 il sistema autocomplete di Google non dava suggerimenti per la parola lesbica.
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8
Justin Trudeau al Coachella e i vecchi che ballano ai festival
L’ex premier canadese, 54 anni è stato fotografato mentre era al festival musicale Coachella insieme con la morosa Katy Perry, e giù critiche: «Che ci fa lì quel vecchio?». Ebbene “quel vecchio”, così come noi ultracinquantenni, a ballare nei club e nei festival ci va per diritto di nascita: i vari Coachella, Sonar, Sziget, Primavera Sound, Ultra Music e compagnia bella ce li siamo inventati noi. È roba nostra, della nostra generazione. Sono tutti nati quando noi avevano 20 o 30 anni e ci abbiamo speso una buona parte dei nostri anni di ragazzi (con o senza droghe).Certo, l’ultima volta che sono andata allo Sziget mi è venuto un attacco di asma per la polvere e al Sonar ho rischiato l’insolazione, ma la voglia di ballare ce l'ho ancora, e ce l’hanno anche tutti i miei coetanei che vedo ai festival. Ce l'avevano anche i miei nonni, solo che loro da giovani ballavano il tango e il valzer e hanno continuato a farlo anche da vecchi. Io invece so solo ballare la musica elettronica. Perché non dovrei continuare a ballarla?
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7
Che palle tutte queste cinquantenni senza una ruga
Se avete visto anche voi una recente foto di Lisa Kudrow, la Phebe di Friends e avete detto «Madonna come è invecchiata male!», ecco sappiate che è una normale signora di 62 anni.Solo che non siamo più abituate a vederci così.In qualsiasi tipo dirappresentazione di spettacolo di donne ultracinquantenni – in tv, a Sanremo, sui social, al cinema, nei telefilm, sul red carpet,sui giornali – non c’è una, ma nemmeno mezza, signora con le rughe di noi signore normali. A volte mi chiedo: metti che un alieno viene sulla terra e e per prepararsi si è guardato la tv. Poi arriva e vede noi normali: penserà che siamo due specie diverse? Questo, e un certo amore per le mie compagne e i miei compagni di liceo della terza E (siamo sempre dei gran fighi) e per la nostra prof di arte che è una ultranovantenne fighissima pure lei.
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6
Insegniamo alle ragazze ad andare a letto truccate
Il sabato sera dopo la discoteca noi andavamo a letto senza lavarci la faccia, mentre le adolescenti di oggi hanno la mania della skin care coreana e si preoccupano delle rughe.Ma non sarà un po’ troppo?
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È brutto da dire ma siamo noi le anziane di domani
Oggi la prendo alla lontana, da quando cioè negli Anni 90 scrivevo di salute (ero una “medical journalist”, fa ridere, lo so) e siccome avevo 25 anni pensavo che ipertensione e colesterolo alto non erano affar mio.Dopo 30 anni, mi sovviene un piccolo dubbio: e se la cosa riguardasse anche me? Il dubbio è diventato certezza quando il capo della Cardiologia del Policlinico di Miano Stefano Carugo mi ha messo di fronte alla cruda verità: «Le cinquantenni di oggi sono le anziane di domani», mi ha detto. E Lì ho capito che dobbiamo fare un discorsetto, io e voi.
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Vi racconto la manosfera vista da vicino
Spoiler: c’è molto disagio. Una mattina mi sveglio e trovo i miei social pieni di insulti e commenti di ventenni incel cioè “quelli che non scopano per colpa del complotto mondiale” (cit. Marzio, il mio avvocato).Erano arrabbiati con me perché avevo fatto in tv un intervento a favore delle donne. La cosa che mi ha colpito è che questi ragazzi sembravano fatti con lo stampino: stesse foto, stesse parole, stessi insulti. E mi sono chiesta: perché un ventenne pensa di poter cambiare la sua condizione di maschio in difficoltà insultando una signora ultracinquantenne? Vi segnalo poi il bel documentario di Netflix “Dentro la manosfera” di Louis Theroux che, come ha scritto la giornalista Assia Neumann, ha fatto la cosa più intelligente che si potesse fare: li ha lasciati parlare.E alla fine si scopre che la manosfera in realtà serve principalmente a una cosa: arricchire gli pseudo-guru e spillare soldi agli adepti.Fare soldi sfruttando la crisi del maschio. Poveri maschi!
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Combattere il patriarcato con i bonazzi
Michelle Hunziker ha l'ennesimo fidanzato bonazzo più giovane di lei, così come la Marcuzzi, e pure Belen non scherza.Vuol dire qualcosa che le protagoniste della tv nazional popolare abbiano una vita sessuale libera e spregiudicata? Forse sì. In un Paese dove ogni tre giorni c’è un femminicidio, un Paese in cui il congedo parentale parificato è una chimera irraggiungibile, in un Paese che ha bocciato il concetto di consenso nel Ddl sugli stupri, forse la lotta contro il patriarcato la fanno anche le protagoniste dello spettacolo e dei rotocalchi che vanno a letto con chi vogliono e quanto vogliono, preferibilmente bei moraccioni.Lottare per i diritti delle donne a colpi di bonazzi: non è mica una brutta idea.
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Perché ci lamentiamo che i nostri figli hanno troppi compiti?
Quando eravamo giovani noi, i nostri genitori non si sono mai preoccupati di quanto dovevamo studiare. Eppure siamo sopravvissute.Ora vorremmo sostituirci ai professori.
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Cosa succede quando un tuo video diventa virale ?
La settimana scorsa è diventato virale il video della mia domanda a Carlo Conti sulla scarsa presenza delle donne sul palco del Festival di Sanremo.Le reazioni sono state diverse, ma è servito: l’anno prossimo ci saranno più cantautrici all’Ariston. Vogliamo scommettere?Ps: io non ho il doppio mento.
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