Fattore Campo

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Fattore Campo

L’Italia del pallone raccontata attraverso le 138 città che hanno ospitato i campionati di serie A e B, la storia degli stadi e dei luoghi in cui si trovano, lo straordinario gusto dei prodotti tipici per sentirsi a casa… in ogni trasferta.

  1. 41

    Ep 41 - Taranto 2026, il “Redempion Day” del calcio italiano

    Taranto, dove il mare non è solo un confine, ma un abbraccio che unisce ventisei nazioni. I Giochi del Mediterraneo 2026 non sono più "soltanto" una kermesse sportiva. Sono diventati il nostro "Redemption Day". Sono il banco di prova, l’esame di maturità per quello che ci aspetta domani: Euro 2032. Perché se vuoi invitare l'Europa a cena, devi prima dimostrare di saper apparecchiare la tavola di casa.

  2. 40

    Ep 40 – La storia di Scafati nel nome dello stadio Vitiello: “28 settembre 1943”

    Salvatore Soviero, nato a Nola da famiglia di Palma Campania, è stato portiere della Scafatese 2007-08, neopromossa nel campionato di Serie C2: 22 presenze e 19 reti subite. Ha difeso con successo la porta dei canarini anche negli spareggi per evitare la retrocessione. Il viaggio verso lo stadio comunale “28 settembre 1943 - Giovanni Vitiello” di Scafati per assistere alla partita della propria squadra del cuore offre anche la possibilità di visitare luoghi non legati allo sport e di scoprire gusti del territorio. Si tratta di una forma di turismo in cui la passione per il calcio è la motivazione principale della trasferta.        

  3. 39

    Ep 39 – Lo stadio di Castel di Sangro è stato costruito in 4 mesi

    Antonio Calabro è stato difensore del Castel di Sangro, nella stagione 1997-98, la seconda e ultima della sua storia in B. Nel centro abitato più piccolo della serie cadetta (5.500 abitanti) mette insieme 16 presenze. Con lui andiamo su una riva del fiume Sangro, il secondo più lungo dell’Abruzzo dopo l’Aterno Pescara, in provincia dell’Aquila, al centro di una zona molto gettonata dai turisti della Campania e del Sud Italia per la vicinanza a diversi impianti sciistici. E anche dai tifosi del Napoli che d’estate completa il suo ritiro allo stadio Teofilo Patini.

  4. 38

    Ep 38 - I gol di Cristiano Lucarelli aprono all’Europa lo stadio di Livorno

    Cristiano Lucarelli gioca nella “sua” Livorno fra il 2003 e il 2007 e nella stagione 2009-10. Al primo anno in amaranto, nel 2004 contribuisce a suon di gol al ritorno in A dopo 55 anni, poi partecipa alla storica Coppa UEFA del 2006 e in tutto mette insieme 192 presenze e 111 reti. Con lui andiamo in una città fondata nella seconda metà del XVI secolo, una delle più moderne d’Italia. Qui lo stadio è inaugurato nel 1933, ha visto svolgersi alcune gare delle Olimpiadi di Roma 1960 ed è il terzo per anzianità tra i quattordici della regione che nella storia hanno ospitato campionati di Serie A e B.

  5. 37

    Ep 37 - Nello stadio di Brescia il record di gol di Andrea Caracciolo

    Andrea Caracciolo ha 21 anni quando Carletto Mazzone lo fa esordire in A nel 2002. È attaccante del Brescia in quattro momenti diversi della sua carriera, nei quali mette insieme 418 presenze e segna 173 reti, diventando il migliore cannoniere della storia delle rondinelle. Con lui andiamo nell’alta Pianura Padana, fra le Prealpi e i vigneti della Franciacorta, dove la cucina si divide tra i gusti della valle e del lago e lo stadio "Rigamonti", inaugurato nel 1959, è il secondo più giovane fra gli undici della Lombardia che nella storia hanno ospitato campionati di Serie A.         

  6. 36

    Ep 36 – Lo stadio Tardini di Parma è uno dei più antichi d’Italia

    Parma, la "Città Creativa UNESCO per la Gastronomia", la cui squadra di calcio è l'unica ad essere salita dalla Serie D alla A con tre promozioni consecutive (2015-2018) e gioca in uno degli stadi più antichi d’Italia, inaugurato nel 1922 e intitolato al presidente Ennio Tardini.(con Vito Romaniello il centrocampista del Parma 1994-2000 Dino Baggio)

  7. 35

    Ep 35 – Allo stadio di Bergamo la grande festa dei campioni d’Europa

    Oggi andiamo a Bergamo, città divisa in due parti (Alta e Bassa) dalle Mura Veneziane, patrimonio dell’UNESCO, dove “casoncello” è il nome della tipica pasta ripiena e la squadra di calcio si chiama Atalanta, come una mitica eroina greca. Gioca allo stadio (di proprietà) inaugurato nel 1928.  (con Vito Romaniello l’allenatore dell’Atalanta 2016-25 Gian Piero Gasperini e la commerciante del salame bergamasco Silvia Vitali)

  8. 34

    Ep 34 – Quando l’Alzano è Virescit e dall’oratorio arriva in Serie B

    Oggi andiamo ad Alzano Lombardo, comune della Valle Seriana, dove è possibile gustare piatti tipici della provincia di Bergamo e la polenta e osei (polenta e uccellini) è un dolce. La squadra di calcio nata nel 1993 dalla fusione con il Centro Giovanile Virescit Bergamo indossa maglie a scacchi bianconere e gioca allo stadio Carillo Pesenti Pigna, il nome del presidente che ha fondato la cartiera. (con Vito Romaniello l’attaccante dell’Alzano Virescit 1994-2000 Giacomo Ferrari)

  9. 33

    Ep 33 – Lo Stadio Picchi di Livorno si trova nel quartiere Ardenza

    Oggi andiamo a Livorno, uno dei più importanti porti italiani per il commercio ed il turismo, il cui piatto tipico è la zuppa di pesce chiamata cacciucco. La squadra di calcio è una delle 18 che nel 1929 hanno preso parte al primo campionato di A, indossa maglie di colore amaranto e gioca allo Stadio Armando Picchi, inaugurato nel 1933.(con Vito Romaniello l’attaccante del Livorno 1985-88 e 1999-2005 Igor Protti)

  10. 32

    Ep 32 – Allo Stadio Zini la festa per il ritorno in A della Cremonese

    Oggi andiamo a Cremona, dove l'artigianato tradizionale del violino è patrimonio dell’UNESCO, città al centro della Pianura Padana e vicina al fiume Po, grande via commerciale che fa arrivare tanti gustosi ingredienti come quelli utilizzati nella preparazione del torrone. La squadra di calcio fondata nel 1903 gioca allo stadio Zini, inaugurato nel 1919.      (con Vito Romaniello il vicepresidente della Cremonese Maurizio Calcinoni, il direttore sportivo Simone Giacchetta, l’allenatore Giovanni Stroppa e l’imprenditore artigiano del torrone Massimo Rivoltini)

  11. 31

    Ep 31 – Ranieri: “Salire i gradini dell'Olimpico di Roma va oltre tutto”

    La prima metropoli dell'Occidente, la capitale d’Italia: Roma. Città che ha come simbolo il Colosseo, una delle nuove sette meraviglie del mondo, dove i primi piatti sono i capisaldi della cucina e il cui nome è anche quello della squadra di calcio fondata nel 1927 e che gioca allo stadio Olimpico, inaugurato nel 1953.(con Vito Romaniello l'ex difensore e allenatore della Roma Claudio Ranieri e il cuoco Andrea Marroni)

  12. 30

    Ep 30 – A Napoli lo stadio è parte integrante della squadra

    Ci sono (poche) città che vivono in simbiosi con la propria squadra di calcio, che hanno i globuli del colore della maglia dei giocatori, che hanno nello stadio il proprio cuore pulsante. Napoli è certamente una di queste e nell’impianto dedicato a Diego Armando Maradona ha vinto il quarto scudetto della sua storia.(con le parole di Vito Romaniello, dell’allenatore del Napoli 2024-25 Antonio Conte e del maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo)                   

  13. 29

    Ep 29 – I Monti del Partenio nel nome dello stadio di Avellino

    Oggi siamo ad Avellino, la provincia dei Monti del Partenio, dove si trova Montevergine con il santuario dei padri benedettini che da metà Ottocento producono l’elisir Anthemis il cui colore verde (originato da una leggendaria goccia di smeraldo) è quello delle maglie della squadra di calcio. E i ragazzi che l’hanno indossata nella stagione 1980-81 hanno regalato una bella storia di speranza dopo uno dei terremoti più devastanti che hanno colpito l’Italia.(con Vito Romaniello il portiere dell’Avellino 1980-83 Stefano Tacconi)                       

  14. 28

    Ep 28 – Il fiume Entella dà il nome alla squadra di Chiavari

    Oggi andiamo a Chiavari, comune della città metropolitana di Genova, capitale del territorio chiamato Tigullio, dove vigneti e oliveti guardano il mare. Si trova sulla destra del fiume Entella che dà il nome alla Virtus, squadra di calcio dai colori bianco e celeste, nata nel 1914, il cui stadio è inaugurato il 10 marzo 1935.(con Vito Romaniello l’attaccante dell’Entella 2015-17 Francesco “Ciccio” Caputo)         

  15. 27

    Ep 27 – Quello di Bologna è il primo vero stadio… Italiano

    Oggi andiamo a Bologna, la città dove ha sede la più antica università del mondo, la cui cucina è talmente ricca da essere conosciuta ovunque grazie a piatti popolari come il ragù e la squadra di calcio rossoblù gioca nello stadio Renato Dall’Ara dal 1927, quando viene inaugurato come primo vero stadio italiano. E Italiano si chiama Vincenzo, l’allenatore che guida i rossoblù verso la conquista della Coppa Italia 2024-25.                                                                        (con Vito Romaniello l'allenatore del Bologna 2024-25 Vincenzo Italiano e il ristoratore Giovanni Tamburini)

  16. 26

    Ep 26 – L’Arena Garibaldi di Pisa è uno degli stadi più antichi d’Italia

    Oggi andiamo a Pisa, città famosa in tutto il mondo per la sua torre pendente, dove i primi piatti “alla renaiola” mettono la pasta insieme al pesce o alla verdura e la squadra di calcio indossa maglie di colore nero e azzurro. Gioca allo stadio Arena Garibaldi-Romeo Anconetani inaugurato il 26 ottobre 1919.(con Vito Romaniello l’allenatore del Pisa Filippo Inzaghi, l’attaccante del Pisa 1990-91 Michele Padovano e il ristoratore Luca Bruguier Pacini)

  17. 25

    Ep 25 – Il pregiato marmo di Carrara dà il nome allo stadio cittadino

    Oggi andiamo a Carrara, città famosa in tutto il mondo per la produzione del marmo, trasportato dai carri ai mercati più ricchi, la cui ruota è nello stemma. Qui le cozze si chiamano “muscoli” e la pietra pregiata dà il nome allo stadio dove gioca la squadra di calcio Carrarese dalle maglie di colore azzurro e giallo.(con Vito Romaniello l’allenatore della Carrarese Antonio Calabro e il produttore di Lardo di Colonnata Fabio Testi)

  18. 24

    Ep 24 – Nella città della Disfida, i “cavalieri” di Barletta giocano allo stadio Puttilli

    Oggi andiamo a Barletta, che con Andria e Trani è capoluogo della provincia BAT, città che dà il nome anche all’antico e corposo vino rosso che ha accompagnato i tanti emigrati in America e Australia. La squadra di calcio nata nel 1922 indossa maglie biancorosse e gioca allo stadio intitolato al marciatore Cosimo Puttilli.           

  19. 23

    Ep 23 – Lo stadio Euganeo di Padova ritrova la B dopo 6 anni

    Oggi andiamo a Padova, città dove si trovano due siti patrimoni dell’UNESCO (l'antico orto botanico e i cicli di affreschi del XIV secolo), gli spaghetti grossi e freschi si chiamano “bigoli”. La squadra di calcio nata nel 1910 indossa maglie biancorosse e gioca allo stadio Euganeo, inaugurato nel 1994.(con Vito Romaniello l’attaccante del Padova 1989-95 Giuseppe “Nanu” Galderisi e Romolo Sossella della Pro Loco di Lozzo Atestino per la “festa dei Bigoli”)

  20. 22

    Ep 22 – Nei paesaggi vitivinicoli protetti dall’UNESCO si trova lo stadio Palli di Casale

    Oggi andiamo a Casale Monferrato, tra Alessandria e Vercelli, dove il paesaggio vitivinicolo è un bene protetto dall’UNESCO, la squadra di calcio ha vinto lo scudetto nel 1914 e gioca allo stadio Natale Palli, dedicato al pilota della Aeronautica Militare ai tempi del Regno d’Italia che volò su Vienna con Gabriele D'Annunzio.(con Vito Romaniello il portiere del Casale 1987-91 Maurizio Brancaccio e la cuoca Elisa Amarotto)

  21. 21

    Ep 21 - Stadio Capozza di Casarano, la “bombonera” del Salento

    Oggi andiamo a Casarano, dove si festeggia la serie C ritrovata dopo 26 anni. Entriamo in uno stadio che tra pochi mesi compirà 70 anni, una vera e propria bomboniera. Anzi una esplosiva “bombonera”, come ricorda chi ci ha giocato: l’attaccante brasiliano Jeda. Inaugurato nel 1956, porta il nome del primo presidente Giuseppe Capozza.(con Vito Romaniello l’attaccante del Casarano 2015-16 Jedaias Capucho Neves, noto come Jeda)

  22. 20

    Ep 20 - Quelli della Juve Stabia, i professionisti più antichi della Campania

    Oggi andiamo a Castellammare di Stabia, nella città metropolitana di Napoli, vicino a Gragnano, la Città della Pasta, dove la squadra di calcio si chiama Juve Stabia, è nata nel 1907 ed è la società professionistica più antica della Campania, gioca nello stadio Romeo Menti. (con Vito Romaniello l’allenatore Guido Pagliuca e il pizzaiolo Fiorenzo Mascolo)

  23. 19

    Ep 19 - Lo stadio di Varese è dedicato a Franco Ossola

    Non me ne vogliate, il nostro viaggio negli stadi che hanno conosciuto le serie A e B parte da Varese, la mia città. Si trova a nord della Lombardia, il piatto tipico è il risotto con il pesce persico ed anche quello preferito da Luca Sean Sogliano. Ex calciatore e dirigente della squadra di calcio nata il 22 marzo 1910 e che gioca allo Stadio Franco Ossola. L’impianto è inaugurato l’8 dicembre 1935 e porta il nome del campione del Grande Torino scomparso nella sciagura aerea di Superga. 

  24. 18

    Ep 18 - Fattore Campo: in giro per gli stadi d’Italia

    Il viaggio di Vito Romaniello negli stadi italiani, parte dall’Arena di Milano, inaugurata da Napoleone nel 1807, dove si è giocata la prima partita della nostra nazionale (15 maggio 1910, Italia-Francia 6-2). Insieme ai tifosi, in giro per il Paese più bello del mondo, dove ogni trasferta rappresenta l’occasione per gustare prodotti tipici e visitare luoghi ricchi di tradizione.

  25. 17

    Ep 17 - Tanti stadi sono dedicati agli Immortali del Grande Torino scomparso a Superga

    Sono passati 75 anni dal 4 maggio 1949, giorno della Tragedia di Superga, quando una fortissima squadra di calcio sparì in un incidente aereo. Da Invincibile divenne Immortale, simbolo di rinascita per un’Italia che cercava la forza di ripartire tra le macerie della guerra. “Il Grande Torino ha lasciato un’eredità di affetti che continuerà anche oltre questi anni che stiamo vivendo noi” disse Franco Ossola, lo scrittore che porta il nome del papà, primo tesserato di quella squadra. Vito Romaniello rispolvera ricordi e aneddoti, portandoci nelle città dove gli stadi hanno il nome dei campioni granata, in un viaggio che attraversa tutto lo Stivale, nello stile leggero e coinvolgente di Italia Foodball Club.

  26. 16

    Ep 16 – La Novese, campione d’Italia nel 1922, gioca nello stadio Costante Girardengo

    Numero 9, come i castelli che si sarebbero uniti per fondare la città, oppure Novae, come in latino chiamano le “nuove” terre bonificate per originare il villaggio di cui stiamo parlando. Se diverse sono le teorie sull’origine del nome Novi, certa è la motivazione del suffisso Ligure, aggiunto dopo il passaggio al Piemonte con decreto regio del 1863. Un luogo crocevia di gusti delle due regioni, dove gli agnolotti sono conditi con burro e salvia o sugo di arrosto, la cui squadra di calcio si laurea campione d’Italia negli anni che precedono il girone unico, nella Prima Categoria 1921-1922 organizzata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lo stadio inaugurato l’11 settembre 1966, è intitolato al ciclista Costante Girardengo nel 1978.

  27. 15

    Ep 15 – La Marina Militare concede allo Spezia il terreno dove sorge lo stadio Picco

    Fra le diverse teorie sull’origine del nome Spezia, c’è quella che parla di Ospizia (luogo ospitale per viandanti e pescatori). Città che esige l’articolo determinativo “la”, vicina al confine fra Liguria e Toscana, al centro di un golfo talmente bello da essere definito “dei Poeti”, dove gli sgabei (strisce di impasto per il pane fritte e farcite con formaggi e salumi) sono tipici anche se originari della Lunigiana. Lo stadio sorge su un’area concessa dalla Marina Militare è costruito lo stadio aperto al pubblico il 7 dicembre 1919, intitolato ad Alberto Picco, tra i fondatori dello Spezia Football Club, capitano e autore del primo gol della storia spezzina. I Vigili del Fuoco di La Spezia vincono il campionato di guerra del 1944.

  28. 14

    Ep 14 – Lo stadio Bentegodi di Verona è stato il teatro dello scudetto 1984-85

    Secondo la leggenda, è il capo dei Galli Brenno a fondare il centro abitato che chiama Vae Roma, “Guai a te Roma”. Nella dibattuta discussione sull’origine del toponimo Verona si parla anche dell’imperatore Marcus Antonius Verus (forse Marco Aurelio) che avrebbe fondato la città dove uno dei piatti tipici è lo gnocco di patate cucinato con lo spezzatino di cavallo. La squadra di calcio si chiama Hellas ed è l'unica espressione non capoluogo di regione a vincere il campionato di serie A. Gioca nello stadio Marcantonio Bentegodi, sportivo cittadino che alla sua morte lascia al Comune una grossa somma di denaro per favorire lo sviluppo dello sport in città. È inaugurato il 15 dicembre 1963 e ha ospitato partite del Mondiale del 1990.

  29. 13

    Ep 13 – Lo Stadio di Vercelli è la casa di una delle squadre più antiche e titolate d’Italia

    Gli storici danno diversi significati al nome Vercelli (ver-cellae, importante-luogo di dimora): stazione, mercato o fortezza. Nella città dove il riso “nasce nell’acqua e muore nel vino”, il cui colore bianco si trova anche sulle casacche della squadra di calcio, una delle più antiche e titolate d’Italia. La Pro Vercelli, fondata nel 1903, ha vinto sette scudetti tra il 1908 e il 1922. Lo stadio è inaugurato nel 1932 e il 6 dicembre 1997 è intitolato a Silvio Piola, centravanti della Pro Vercelli dal 1929 al 1934 (127 presenze e 51 gol), campione del mondo con l’Italia nel 1938, uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio, il terzo migliore realizzatore della nazionale italiana dopo Riva e Meazza.  

  30. 12

    Ep 12 – Agli Invincibili del Grande Torino è dedicato lo stadio granata di via Filadelfia

    Un monte fra i colli, “Sarra-berg” in germanico: è la parola che avrebbe dato origine al nome Superga, una delle vette più alte di Torino, dove sorge la Basilica fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II. Contro il suo muraglione esterno si è schiantato l’aereo che trasportava la squadra 1948-49, quella degli Invincibili, passati alla storia come il Grande Torino, ai quali è dedicato lo stadio di via Filadelfia, nel quartiere di Santa Rita. Si è chiamato Benito Mussolini, Comunale, Vittorio Pozzo e Olimpico ed è inaugurato il 14 maggio 1933, in una delle città dove si dice essere nato l’aperitivo ed è stato inventato il sistema per rendere il cioccolato solido. Ha ospitato partite del campionato mondiale 1934 e dell'Europeo 1980.

  31. 11

    Ep 11 – Lo stadio di Roma diventa Olimpico con l'assegnazione dei Giochi del 1960

    Roma (la figlia del re degli Enotri Italo), Romano (figlio di Ulisse, eroe greco protagonista dell’opera letteraria Odissea), Romolo e Remo (i mitologici fratelli che fondarono la città, allattati da una lupa, mammella in etrusco si dice “ruma”): sono solo alcune delle teorie sull’origine del nome Roma. La cui cucina è antica e ricca come quella della corte dei Papi e popolare come molti dei suoi piatti semplici e di recupero dalla coda alla vaccinara al supplì. Nel complesso sportivo del Foro Italico si trova lo Stadio Olimpico, inaugurato il 17 maggio 1953 al posto dello stadio dei Cipressi (28 ottobre 1932). Su questo campo si sono disputate partite degli Europei di calcio del 1980 e 2020 e la nazionale di calcio italiana ha giocato più volte.

  32. 10

    Ep 10 – Lo stadio di Napoli è intitolato a Diego Armando Maradona, “El Pibe de Oro”

    Napoli, ovvero la “città nuova”, Neapolis in greco, luogo che rinasce ad ogni arrivo di coloni. Nella città dove “l'arte dei pizzaiuoli” è patrimonio dell'Unesco, la squadra di calcio gioca allo Stadio Diego Armando Maradona, inaugurato il 6 dicembre 1959. Lo “stadio del Sole” di Napoli, nel progetto è presentato come Partenopeo e poi dei Centomila. Diventa “San Paolo” nel 1963, per la tradizione che vede l’Apostolo attraccare qui nel suo viaggio verso Roma. Ha ospitato il torneo olimpico di calcio del 1960, gare degli Europei del 1968 e del 1980 e del mondiale 1990. Dal 2020 porta il nome di Maradona, “El Pibe de Oro”, il capitano della squadra che fra 1984 e il 1991 vince 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Italiana.

  33. 9

    Ep 9 – Lo stadio di Milano si trova a San Siro ed è soprannominato la "Scala del calcio”

    Terra “In mezzo alla pianura”, ovvero Medhelan (in celtico) o Mediolanum (in latino, da medio e planum) sono all’origine del nome Milano, città dove la cucina racconta le dominazioni straniere che si sono succedute nella storia e il piatto più famoso è il risotto giallo allo zafferano con numerose varianti. In un quartiere sulle rive del fiume Olona ci sono i resti della chiesa di San Siro, che dà il nome alla zona dove si trova lo stadio di Milan e Inter, vicino l'ippodromo per il trotto. È inaugurato il 19 settembre 1926, con l’amichevole Inter-Milan 6-3. Porta il nome di Giuseppe Meazza, considerato il più grande giocatore italiano di tutti i tempi e ha ospitato partite dei Mondiali 1934 e 1990 e del campionato europeo 1980.

  34. 8

    Ep 8 – Lo Juventus Stadium è il primo impianto eco-compatibile al mondo

    Al popolo dei Taurini potrebbe risalire l'origine del nome della città di Torino. C'è una seconda ipotesi che la lega a Thor, Taur, che in celtico vuole dire montagna. C'è anche chi parla di un dio di antichi Egizi arrivati nella Pianura Padana, con il Po che ricorda il “loro” Nilo. Nella città dove la cucina unisce la semplicità contadina alla raffinatezza della Corte sabauda, l’8 settembre 2011 è inaugurato lo Juventus Stadium, il primo impianto calcistico italiano in stile postmoderno, senza barriere architettoniche e con le panchine inserite nelle tribune. È il primo eco-compatibile al mondo, dove il materiale recuperato dalla demolizione del Delle Alpi è stato riutilizzato per la sua realizzazione. Ha ospitato 6 volte la Nazionale italiana.

  35. 7

    Ep 7 – A Genova si trova il più antico impianto calcistico d'Italia, inaugurato nel 1911

    La bocca di uno degli antichi fiumi, “Genaua” nella lingua celtico-ligure, e la forma “a ginocchio” dell’insediamento sul mare danno origine al nome Genova, il porto più esteso d’Italia, dove sbarcano prodotti che influenzano la tradizione della cucina ligure. È caratterizzata da ingredienti umili, arrivati dal mare, dalla montagna e dalla campagna. Pesto e focaccia sono simboli del Made in Italy. Il 22 gennaio 1911 è inaugurato il più antico impianto calcistico d'Italia dove giocano le due squadre cittadine, Genoa e Sampdoria. Il primo gennaio 1943, è intitolato allo storico capitano del Genoa Luigi Ferraris scomparso nella Prima Guerra Mondiale. Ha ospitato partite dei campionati mondiali di calcio disputati in Italia nel 1934 e 1990.

  36. 6

    Ep 6 – Lo stadio di Firenze è un capolavoro dell'architettura italiana fra le due guerre

    L’Accademia della Crusca sostiene che il nome Florentia, all’origine di Firenze, sia dovuto a una sorta di buon augurio: “Che tu sia florida”. Rivolto alla città che la tradizione vuole fondata dalle legioni del dittatore romano Gaio Giulio Cesare nel 59 a.C. e dove la cucina poggia su quattro pilastri: il pane toscano senza sale, l'olio extra-vergine d'oliva, la carne e il vino Chianti. Lo stadio si trova nel quartiere Campo di Marte, area dove si svolgevano esercitazioni militari ai tempi di Firenze Capitale, dal 3 febbraio 1865 al 3 febbraio 1871. È inaugurato il 13 settembre 1931, e ha ospitato gare dei mondiali del 1934 e 1990, delle Olimpiadi 1960, dell’Europeo 1968. È intitolato al dirigente Artemio Franchi.

  37. 5

    Ep 5 – Il Quadrilatero Piemontese del calcio si festeggia insieme allo stadio di Casale

    Casale Sant'Evasio è il santo protettore del villaggio al quale si deve il nome del borgo che l'imperatore Ottone III concede al vescovo Leone di Vercelli. Monferrato invece potrebbe derivare da “mons pharratus”, monte ricoperto di campi di farro. Nella città dei biscotti krumiri, nati nel 1878 con la forma che ricorda i baffi dell’ultimo re d’Italia di Vittorio Emanuele II, lo stadio si trova nel quartiere Priocco. È intitolato a Natale Palli, l'aviatore che con il poeta Gabriele D'Annunzio volò su Vienna per lanciare manifestini tricolore ed esortare alla fine della prima guerra mondiale. L’impianto è inaugurato il 2 ottobre 1921, data che celebra il Quadrilatero piemontese del calcio, composto da Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli. 

  38. 4

    Ep 4 – Dopo lo scudetto festeggiato allo Stadio Amsicora, il Cagliari gioca al Sant’Elia

    La gente antica del Mediterraneo chiama “kar” la pietra e “karali”  la località rocciosa: è la parola che avrebbe originato il nome Cagliari. Nella città dove la cucina propone molti piatti a base di pesce, come la fregola con le vongole, lo stadio si trova nel quartiere Nuovo Borgo Sant'Elia. Porta il nome del patrono del rione, inaugurato il 13 settembre 1970, pochi mesi dopo la vittoria dello storico scudetto, avvenuta nell’ultima stagione giocata allo Stadio “Amsicora”. Costruito nel XIX secolo, porta il nome dell'eroe sardo che guidò nel 215 a.C. la rivolta antiromana. Il Sant’Elia è ristrutturato per ospitare alcune partite del mondiale 1990 e demolito nel 2017. All’interno del parcheggio orientale è costruito uno stadio provvisorio.

  39. 3

    Ep 3 – Nello Stadio di Bologna ha giocato "lo squadrone che tremare il mondo fa"

    Bonomia è il nome latino della città di Bologna, potrebbe derivare dal celtico “bona”, che vuole dire “luogo fortificato”. Nella cultura popolare la città di Bologna è conosciuta anche come Bologna la grassa, perché la cucina ha da sempre una forte tradizione nelle abitudini locali. Nella città definita “la grassa” per le tante ricette della sua cucina conosciute in tutto il mondo (come il ragù), lo stadio si trova nel quartiere Porto-Saragozza, a 3 km e mezzo dal centro ed è dedicato al presidente rossoblù Renato Dall’Ara. La Torre Maratona è simbolo della competizione e della resistenza degli atleti. Lo stadio di Bologna, inaugurato il 29 maggio 1927, ha ospitato due edizioni del campionato mondiale di calcio, nel 1934 e nel 1990.

  40. 2

    Ep 2 – Gli stadi dello Scudetto: dall’Arena di Milano allo Juventus Stadium di Torino

    Il 17 dicembre 1807, nella Milano dominata dai francesi, con una grande naumachia, Napoleone Bonaparte inaugura l'anfiteatro che nel 1870 diventa Arena Civica. È il campo dove il 15 maggio 1910 avviene l’esordio assoluto della Nazionale italiana di calcio, che batte la Francia 6-2. Il secondo stadio più antico del nostro paese è il Luigi Ferraris di Genova, aperto al pubblico nel 1911. Un secolo dopo, l'8 settembre 2011, a Torino c'è il taglio del nastro del primo stadio italiano moderno di proprietà di un club, quello della Juventus, la squadra che ha conquistato più volte lo scudetto, il distintivo tricolore voluto nel 1924 dal poeta Gabriele D'Annunzio per rappresentare l'unità nazionale a livello calcistico.

  41. 1

    Ep 1 – Fattore Campo: in giro per le città del pallone

    Arena Civica di Milano a parte (è stata inaugurata da Napoleone il 17 dicembre 1807), gli stadi italiani più antichi d’Italia si trovano a Genova (1911) e Venezia (1913), città dove ha ottenuto i primi importanti successi della carriera calcistica il dirigente Beppe Marotta. Che poi ha contribuito a rendere ancora più ricche le bacheche di Juventus e Inter, le società che hanno vinto più scudetti. Con lui apriamo la serie Fattore Campo, il nostro viaggio nell’Italia del pallone.          

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L’Italia del pallone raccontata attraverso le 138 città che hanno ospitato i campionati di serie A e B, la storia degli stadi e dei luoghi in cui si trovano, lo straordinario gusto dei prodotti tipici per sentirsi a casa… in ogni trasferta.

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