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FB Art Talks
by Benedetta Mercurio
Come si racconta un'opera d'arte? Ma, soprattutto, come si racconta una vita intera passata a collezionare opere d'arte? Sono Benedetta Mercurio e il mio lavoro è proprio questo, accompagnare i nostri visitatori attraverso la storia di Gabriele e Anna Braglia e della loro Fondazione, in cui hanno raccolto, per più di sessant'anni, il frutto del loro amore per l'arte.Con questo podcast voglio dedicare un po' di tempo a capolavori e artisti senza tempo che hanno incrociato i propri percorsi con quelli di Gabriele e Anna, che se ne sono innamorati e che oggi permettono a tutti noi di fare lo stesso.Al sito www.fondazionebraglia.ch troverete tutto sulla storia della collezione e dei suoi fondatori, oltre alle immagini relative agli episodi del podcast.Potete iscrivervi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati sui nostri nuovi progetti.Buon ascolto!
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Episodio 75 - Wassily Kandinsky e Murnau - Zwei Häuser
C’è un luogo, ai piedi delle Alpi bavaresi, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e i colori diventano stati d’animo: questo luogo è Murnau am Staffelsee. In questo angolo incantato, Wassily Kandinsky e Gabriele Münter, uniti nell’arte e nella vita, iniziano a vedere il mondo non più soltanto come qualcosa da rappresentare, ma come qualcosa da sentire, da vivere profondamente.A Murnau accade qualcosa di quasi magico: l’azzurro del cielo si riflette nel lago Staffelsee, sulle facciate delle case, sulle montagne e persino nelle stradine del paese. Non è un caso se proprio qui Kandinsky abbia trovato una delle sue rivelazioni più profonde, dando vita a uno dei più importanti movimenti dell’arte moderna. Murnau diventa così un laboratorio creativo a cielo aperto, dove la natura accoglie e ispira e dove gli artisti si concedono il prezioso lusso di rallentare, ascoltando il ritmo lento di un tempo che sembra fermarsi.Dreams Become Real di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1500027Artista: http://incompetech.com/
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Episodio 74 - August Macke e Badende mit Lebensbäumen
Le bagnanti sono un tema centrale nell’arte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In questo periodo, il soggetto viene interpretato in modi diversi a seconda del movimento artistico e dell’approccio dei singoli artisti. Renoir e Cézanne, ad esempio, utilizzano la figura delle bagnanti per esaltare la bellezza classica e il senso dell’equilibrio formale. Tuttavia, le bagnanti non sono protagoniste dell’opera, ma piuttosto strumenti compositivi. Con l’avvento del Novecento, questi ruoli si trasformano radicalmente, soprattutto con l’Espressionismo tedesco.Andiamo a scoprire come.
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Episodio 73 - Paul Klee e Orient-Fest
Nel 1914, a pochi mesi dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e in compagnia degli amici August Macke e Louis Moilliet, Paul Klee, che all’epoca ha 35 anni, parte per un viaggio in Tunisia, alla ricerca di una luce nuova, colori diversi, e un contatto reale con paesaggi e culture sconosciuti.Un viaggio breve, quello di Klee, che dura solo un paio di settimane, ma di fondamentale importanza, giunto in un momento di profonda riflessione, da parte del pittore, in merito alla direzione da dare alla propria pittura. La Tunisia, dunque, non regala a Klee solamente dei nuovi soggetti, ma un intero nuovo modo di guardare all’arte.
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Episodio 72 - Marianne von Werefkin e Renoncement
La vita di Marianne Werefkin, nel bene e nel male, sembra quasi la trama di un romanzo: nata aristocratica a Tula, in Russia, nel 1860, visionaria sebbene tormentata pittrice, profondamente e fino alla fine devota all’arte. Per quanto rilevante dal punto di vista professionale e personale, oggi non ci soffermeremo sulle considerazioni in merito al rapporto di Werefkin con gli artisti del Blaue Reiter né a quello con Alexej Jawlensky, quanto piuttosto sulla dimensione più intima e introspettiva dell’artista, un aspetto di lei estremamente affascinante, commovente e, talvolta, drammatico.
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Episodio 71 - Gabriele Münter e Bauernhof - Murnau
Nella prima fase della sua produzione artistica, Münter si ispira di certo a Kandinsky per quanto riguarda le teorie in merito allo “spirituale nei colori”, ma anche per la tecnica di applicazione del colore: inizialmente Münter percepisce quasi di non riuscire a stare “al passo” con la propria immaginazione, che corre più veloce di quanto possa fare un pennello. Così chiede aiuto al suo mentore, che le insegna ad utilizzare la spatola, che finalmente le permette una stesura del colore più rapida e veloce. A differenza di Kandinsky, che sempre più si spingerà verso l’astrazione pura, Münter, con le sue opere, rimane sempre legata al visibile e al reale: case, strade, montagne e persone, raffigurate con forme semplificate e colori intensi, che vanno a creare una “figurazione espressiva”, capace di trasmettere emozione attraverso il colore e immagini riconoscibili.
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Episodio 70 - Franz Marc e Sitzender Tiger
Franz Marc è noto per il suo ruolo fondamentale nella creazione di uno dei maggiori movimenti artistici del Novecento, Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), fondato a Monaco di Baviera insieme a Kandinsky nel 1911. Il gruppo non viene riunito sotto un rigido manifesto, bensì grazie alla comune convinzione che l’arte debba, innanzi tutto, esprimere l’essenza delle cose e del mondo, prima ancora della loro apparenza esteriore.Famoso per i suoi quadri di animali, Marc dedica però anche una cura speciale alla sua corrispondenza epistolare, una serie di lettere e cartoline che costituisce un vero e proprio corpus artistico a sé stante, che merita un racconto tutto suo.
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Episodio 69 - Wassily Kandinsky e Landschaft bei Kochel
_Datato al 1902-1903 l’olio intitolato Landschaft bei Kochel, ed esposto alla Fondazione Gabriele e Anna Braglia nell’ambito della mostra dedicata ai Maestri dell’Espressionismo, è un esempio emblematico della pittura di Kandinsky di questo periodo. Il dipinto raffigura un paesaggio quasi incontaminato, completamente immerso e dominato dai diversi toni del verde, dove l’unico, piccolo accenno ad una presenza umana è conferito da una casetta rossa che si staglia in lontananza tra le distese erbose. Ma a colpire in maniera speciale è lo stile della pennellata, rappresentativo di un Kandinsky ai suoi esordi: il colore è stato applicato in modo spesso e pastoso in modo da rendere i tratti profondi, quasi scavati, così da tracciare delle linee ben visibili sulla tela, una tecnica usata anche dagli impressionisti per conferire spontaneità, profondità e forza al dipinto. _____________________________Babylon - Disco Ultralounge di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100314 Artista: http://incompetech.com/
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Episodio 68 - Otto Mueller e Zwei Akte im Walde
Otto Mueller è un artista decisamente “umano”: della persona egli esplora ogni aspetto in maniera profondamente emotiva,riflettendo sull’introspezione e la solitudine ma anche sull’intimo rapporto con la natura e riportando questi temi universalinella pittura. Le sue opere offrono una visione originale dell'Espressionismo, dai contorni forse meno drammatici e severi dialtri artisti, ma altrettanto intensa e coinvolgente.
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Episodio 67 - Eric Heckel e Bagnanti al fiordo
La pittura non è la prima e iniziale passione di Erich Heckel; nato a Döbeln in Sassonia, nel 1883, come altri suoi colleghi, comincia a frequentare l’accademia di architettura a Dresda; presto, però, abbandona gli studi per dedicarsi con più dedizione alla grafica, al disegno e alla pittura. Questo percorso lo porterà lontano, a partire dalla fondazione, nel 1905, di uno dei principali gruppi artistici del XX secolo: Die Brücke, Il Ponte. Insieme agli amici Karl Schmidt-Rottluff, Ernst Ludwig Kirchner e Fritz Bleyl, Heckel lavora alla creazione di un’arte nuova, lontana dall’accademismo e più vicina alla vita, spontanea ed essenzialmente legata all’emotività individuale. Lo spirito dell’Espressionismo tedesco, con le sue linee nette, i colori forti e vividi e le deformazioni dei tratti, si riflette nelle opere di Heckel, un artista che per tutta la sua vita troverà ispirazione e serenità nella natura più incontaminata.
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Episodio 66 - E.L. Kirchner e Ausruhende Bauern
Nel 1905 Ernst Ludwig Kirchner è tra i fondatori del gruppo Die Brücke (=il ponte), che diventerà uno dei maggiori e più determinanti movimenti artistici di sempre.Quando il pittore si trasferisce a Davos, nel 1917, il gruppo si è sciolto da quattro anni e Kirchner ha cambiato “punto di vista”, non tanto in merito al proprio stile, ma senza dubbio in senso letterale: alle affollate e caotiche strade di Dresda, e Berlino si sono sostituite le ampie vallate e le montagne svizzere, dove l’artista trascorrerà il resto della propria carriera e della propria vita, un luogo che, a detta dello stesso Kirchner, rappresenta una vera e propria boccata d’aria fresca come lui stesso asserisce: “Sono così felice e contento di rimanere qui. Almeno qui posso lavorare un po’ nelle belle giornate e stare tranquillo tra questa gente semplice e buona. Qui ho lottato contro la solitudine, che mi permette di continuare a vivere con queste sofferenze. I miei giorni di circo, coquettes e società sono finiti. […] Oggi ho altri compiti da svolgere”.
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Episodio 65 - Keith Haring e Jean-Michel Basquiat
Keith Haring nasce nel 1958 in Pennsylvania, ma dal 1978 si rende conto di “avere bisogno di intensità nella sua arte e nella sua vita”, dunque c’è un solo posto dove andare: a New York. Ed è proprio lì che trova il suo habitat artistico naturale: la metropolitana, che lui stesso chiamerà il suo “laboratorio”. Non le gallerie d’arte, ma le stazioni, i tunnel, le pareti nere inutilizzate diventano la sua tela: gessetto bianco alla mano, crea opere effimere e fulminee, come battiti di ciglia.Jean-Michel Basquiat nasce a Brooklyn nel 1960 da padre haitiano e madre portoricana e cresce nel cuore di una metropoli pulsante; negli anni ’70, New York è una città piena di arte, musica, criminalità e libertà. Un ambiente perfetto per un giovane outsider con tanto da dire. Prima di diventare celebre, Basquiat si approccia principalmente alla street art sotto lo pseudonimo di SAMO (Same Old Shit), lasciando messaggi criptici e poetici sui muri di Manhattan. Le sue scritte sono taglienti, ironiche, filosofiche, sono arte ma anche sfida.
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Episodio 64 - Zoran Music e i suoi Cavallini
Zoran Music è un pittore errante, che viaggia nel mondo e nel tempo, assistendo, partecipando e sopravvivendo a tutti gli eventi del XX secolo, sviluppando uno stile artistico unico e riconoscibile, ispirato ai mosaici e alle icone bizantine che vede a Venezia, dimora della moglie Ida Barbarigo e divenuta sua stessa città d’adozione. Per Music la pittura sarà sempre il principale strumento narrativo ma anche e soprattutto una necessità, quasi fisica, così visceralmente raccontata da lui stesso: “Dipingo per me, perché lo devo fare. Per me è un po’ come respirare. Se mi vietassero di dipingere mi toglierebbero l’aria […] Ma come si fa a spiegare? Un quadro è qualcosa che non si sa come nasca: viene fuori dal di dentro come un momento irripetibile.”
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Episodio 63 - Giorgio Morandi e la vita immobile
“Si può viaggiare per il mondo e non vedere nulla. Per raggiungere la comprensione è necessario non vedere molte cose, ma guardare attentamente ciò che vedi”. Con queste parole, semplici eppure enigmatiche, capiamo che Giorgio Morandi non ha bisogno di inventare storie incredibili da raccontare nei suoi quadri perché a sua disposizione ha il soggetto più complesso di tutti da esplorare: la realtà. Quella che vediamo ogni giorno ma alla quale prestiamo sempre meno attenzione; è così che Morandi, con garbo e delicatezza, ci insegna a rallentare, a fermarci e a guardare, finalmente, ciò che abbiamo davanti agli occhi ma ci limitiamo sempre e solo a vedere.That Kid in Fourth Grade Who Really Liked the Denver Broncos di Chris Zabriskie è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Fonte: http://chriszabriskie.com/uvp/Artista: http://chriszabriskie.com/
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Episodio 62 - Fortunato Depero e il Futurismo
Fortunato Depero racconta i primi passi nella vita e nel mondo dell’arte nel suo rivoluzionario “Libro bullonato” del 1927: “Nacqui a Fondo (val di Non) Trentino nel 1892. Altipiano di prati e selve oscure di larici ed abeti. Vallata di castelli e santuari. Padre nato spazzacamino e vissuto gendarme e carceriere: ciglia e baffi ispidi ed irti, si commuoveva per un nonnulla, religioso. Madre cuoca tutt’occhi e tutto cuore. Discolo, fui spedito in un collegio tedesco a Merano: mangiavo male e non mi piacevano i tedeschi. Feci pochi anni di scuole medie Reali a Rovereto, mia città adottiva. Studiai di malavoglia. Disegnavo, dipingevo, modellavo, scolpivo con passione precoce e tumultuosa frenesia di autodidatta.”
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Episodio 61 - René Magritte e La recherche de l'absolu
“Tutto ciò che vediamo nasconde un’altra cosa; noi abbiamo sempre voglia di vedere ciò che è nascosto da ciò che vediamo”. È il 1964 quando René Magritte, maestro del Surrealismo, riesce a riassumere in poche parole le sue opere uniche ed eccezionali, che stimolano a riflettere sulla realtà, ad andare oltre le apparenze, per cercare di svelarne i significati nascosti, sconvolgendo, con i suoi quadri, l’idea stessa di rappresentazione della realtà e indagando sulla differenza tra ciò che le immagini riproducono, i nostri occhi vedono, e il linguaggio pittorico dice.Blue Paint - Atlantean Twilight di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100566Artista: http://incompetech.com/
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Episodio 60 - Lucio Fontana, Buchi, Tagli e Spazio
“Quando io mi siedo davanti a uno dei miei tagli, a contemplarlo, provo all'improvviso una grande distensione dello spirito, mi sento un uomo liberato dalla schiavitù della materia, un uomo che appartiene alla vastità del presente e del futuro”. Così si esprime Lucio Fontana perché la sua intenzione è di portarci oltre la tela, al di là di quello che gli occhi possono vedere e, forse, anche al di là di quello che l’immaginazione può creare. Per arrivare ai suoi Tagli, però, Fontana ha seguito un percorso, libero da preconcetti artistici, che lo ha portato dalla scultura all’installazione, dall’Argentina all’Italia, dalla sperimentazione alla storia.
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Episodio 59 - Giuseppe Cesetti e L'ora dell'appello
Le opere di Giuseppe Cesetti sono intimamente legate alle sue origini, all’infanzia trascorsa a Tuscania,città dalle lontane origini etrusche dove nasce nel 1902, una terra assolata e silenziosa dove il giovaneCesetti vive un’esistenza lenta, scandita dai ritmi della natura, ma anche libera, tra i campi laziali prima ele distese maremmane poi. A soli sedici anni Cesetti lascia la famiglia per andare alla scoperta delmondo e, forse, di sé stesso, in un viaggio che toccherà i principali centri artistici italiani, regalandoglil’occasione di conoscere maniere e stili diversi, che comporranno un bagaglio inestimabile di esperienze.La prima e più profonda ispirazione di Cesetti rimane comunque il mondo agreste, con i suoi coloricaldi e l’atmosfera arcaica, impronta indelebile nell’animo dell’artista e riflessa nella sua pittura fin daglianni giovanili, ancora dominata da colori chiari e luminosi, con particolare richiamo allo stile deimacchaioli.
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Episodio 58 - Maurice Utrillo e Le moulin de la Galette
Il Moulin de la Galette è un locale storico che rappresenta il cuore stesso del quartiere di Montmartre a Parigi e in realtà si riferisce a due vecchi mulini a vento che probabilmente sorgevano sulla collina di Montmartre già dal XVII secolo. Nel 1834, proprio accanto ad uno dei due mulini, fu aperta una taverna, ampliata poco dopo e trasformata in un cabaret, che divenne presto un centro di ritrovo per artisti e letterati. Le opere di Maurice Utrillo catturano l’essenza di un’epoca e di un ambiente unici, attraverso colori vivaci e linee delicate, e rimangono impressi nella memoria e nel cuore di chi le osserva.
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Episodio 57 - Gino Rossi e Burano
Nel cuore della laguna veneta, tra le acque placide e i riflessi luminosi, si erge Burano, l’isola del cuore di Gino Rossi, un artista che, in maniera unica e appassionata, racconta la rara quiete e la bellezza incontaminata di un luogo meno conosciuto della caotica Venezia e, proprio per questo, particolarmente amato da Rossi, che, più di ogni cosa, ricercherà sempre la pace e la serenità, nella vita così come nella pittura. Burano, in qualche modo, è per Rossi quello che Tahiti era stata per Paul Gauguin: un luogo da scoprire e raccontare ma anche un rifugio da proteggere e rispettare.
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Episodio 56 - Dieci anni in un secondo
Come vola il tempo quando ci si diverte, e come ci si diverte quando si seguono le proprie passioni. Il 2025 segna un traguardo importante, perché la Fondazione Gabriele e Anna Braglia celebra i primi dieci anni di attività. Aperta al pubblico dall’autunno 2015 la Fondazione accoglie e propaga, in realtà, oltre sessant’anni di amore per l’arte, un amore, quello dei fondatori, raccontato attraverso un lungo percorso espositivo, fatto di quadri, sculture e disegni ma, soprattutto, attraverso gli occhi di chi, queste opere, le ha scelte una per una, sotto la guida delle proprie emozioni.
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Episodio 55 - Daniel Spoerri
Il 6 novembre 2024 è morto, a 94 anni, Daniel Spoerri, artista dalla personalità complessa e poliedrica, non solo pittore e scultore, ma anche ballerino, coreografo e scrittore, nonché uno degli ultimi componenti viventi del gruppo dei Nouveaux Réalistes. Con le sue invenzioni Spoerri ha cambiato il corso artistico del Novecento, rimanendo sempre legato all’idea che l’arte possa essere trovata anche, e forse soprattutto, nelle cose più semplici e banali che, grazie alla sua mano inconfondibile, si rivelano essere, in realtà, quanto di più inaspettato si possa immaginare.
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Episodio 54 - Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle
Fin da bambino Jean Tinguely è attratto dal mondo delle macchine e dallo stupore che esse suscitano in chi le osserva; comincia presto, infatti, a costruirne piccoli modelli in legno, che si azionano attraverso l’energia idrica dei torrenti vicino ai quali gli piace giocare, immaginando avventure e mondi fantastici, popolati per l’appunto dalle sue fantasiose creazioni. Una volta cresciuto, Tinguely rimane legato a questa passione e la sviluppa in un linguaggio artistico potente e rivoluzionario, dando vita alle sue sculture cinetiche, che lo renderanno celebre in tutto il mondo. La vita e il lavoro di Tinguely si intrecciano indissolubilmente con quelli di un’altra artista, dalla personalità forte e inconfondibile, che ha segnato l’arte del XXI secolo: Niki de Saint Phalle. Appassionata d’arte fin da giovane, Niki ci metterà comunque molti anni prima di assecondare la propria vena artistica, preferendo in gioventù il mondo della moda.
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Episodio 53 - Gli affichistes
«C'è stato un tempo in cui i pittori non volevano più essere spiriti individuali, ma andavano alla scoperta delle città in cui vivevano, creando un rapporto intenso tra le loro opere e gli abitanti di quelle città». Con queste parole il poeta francese Alain Jouffroy racconta la genesi del gruppo degli affichistes, termine intraducibile, che comprende un drappello di artisti italiani e francesi che, tra gli anni ’50 e ’70 si dedica all’esplorazione di tecniche creative alternative, come collage e décollage, recuperando cartelloni e scritte pubblicitarie affissi in strada per trasformarli in opere d'arte. Che li si consideri precursori della Street Art o della Pop Art, alla fine degli anni ’50 gli affichistes sperimentano un nuovo concetto di pittura, presentato alla mostra Nouveau Réalisme: una passione di famiglia grazie ad alcuni interessanti lavori di Mimmo Rotella, Raymond Hains e Jacques Villeglé.
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Episodio 52 - Christo e Deschamps
Ad accomunare Christo Javacheff e Gérard Deschamps è la loro attitudine a esplorare il concetto di spazio e ambiente attraverso l’arte. Entrambi hanno utilizzato materiali non convenzionali e tecniche innovative per trasformare gli spazi pubblici e privati, rendendo il loro lavoro interattivo e coinvolgente. Christo è noto per le sue installazioni monumentali che avvolgono edifici e paesaggi, creando nuove percezioni dello spazio. Gérard Deschamps ha utilizzato oggetti quotidiani e materiali di consumo per commentare la società contemporanea. Entrambi hanno sfidato le convenzioni artistiche, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra arte e realtà. Andiamo a scoprire perché impiegano il tessuto quale mezzo espressivo…
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Episodio 51 - César
Comprimere ed espandere, concetti e azioni diametralmente opposti, che trovano, tuttavia, modo di coesistere nel lavoro di un artista molto particolare: César Baldaccini. L’arte di César è fondata sul reale, in contrasto con quell’astrattismo post-bellico che, ormai, non si accorda più con le esigenze di tanti artisti, i quali rivolgono sempre più spesso la propria attenzione verso l’utilizzo di oggetti d’uso quotidiano, talvolta, addirittura, recuperati direttamente dalle discariche. César, quindi, si unisce al gruppo dei Nouveau Réalistes e porta avanti un’idea estetica a sua volta anticonvenzionale, lavorando in un’officina anziché in un atelier e facendo di presse e saldatrici i suoi pennelli.
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Episodio 50 - Arman
“I nouveaux réalistes considerano il mondo come un quadro, la grande opera fondamentale della quale si appropriano di frammenti dotati di significato universale”. Così scrive Pierre Restany nel manifesto del Nouveau Réalisme.Arman, al secolo Armand Pierre Fernandez, è tra gli artisti di punta e iniziatori del movimento, le sue opere oscillano tra il mondo della pittura e quello della scultura, talvolta fondendoli per dare vita a composizioni che mettono al centro la scomposizione e la ricodificazione della materia, per guardarci dentro, decifrarne l’alfabeto e, quindi, comprendere il linguaggio innovativo dei nuovi realisti.
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Episodio 49 - Nouveau Réalisme, una passione di famiglia
“I nuovi realisti hanno preso coscienza della loro singolarità collettiva. Nuovo Realismo significa nuovi approcci percettivi del reale».È il 27 ottobre 1960, un giovedì pomeriggio, quando nella casa parigina di Yves Klein, al numero 14 di rue Campagne-Première, si riunisce un gruppo di amici artisti, composto da Jean Tinguely, Raymond Hains, Arman, Jacques Villeglé, François Dufrêne, Daniel Spoerri e Martial Raysse, oltre naturalmente a Klein e al critico d’arte Pierre Restany.Questa data è importante in quanto costituisce il riconoscimento ufficiale del Nouveau Réalisme a movimento artistico collettivo, proprio grazie alla stesura della Dichiarazione costitutiva del Nouveau Réalisme da parte di Restany.Egli intende così formalizzare in maniera definitiva l’esistenza di un operare variegato da parte di molteplici artisti, accomunati però da un identico sentire, una nuova indagine della realtà portata avanti da individui certamente diversi ma che percorrono un cammino artistico comune.
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Episodio 48 - Nolde e Waldrand
Oggi partiremo per un viaggio attraverso i luoghi che, più di tutti, hanno influenzato le scelte artistiche di Emil Nolde, ma anche quelle che riguardano la sua vita e le sue preferenze più strettamente lavorative. Il legame di Nolde con il paesaggio della sua infanzia lo contraddistingue particolarmente tra i suoi colleghi contemporanei, rivelando un aspetto profondamente intimo della sua personalità, che si riflette nelle opere paesaggistiche fin dai primissimi anni del secolo scorso. Prima della guerra, prima degli orrori del nazismo, Nolde ci racconta le sue terre e i suoi panorami, attraverso gli occhi di chi, almeno con il cuore, quei luoghi non li ha mai abbandonati.
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Episodio 47 - Le miniature di Herbert Beck
Essere un artista significa vivere alla costante ricerca di scoperta, conoscenza, sperimentazione, emozioni, trovare una chiave di lettura della realtà nuova e dimostrarsi in grado di guardare dove altri si limitano a vedere. Le Miniature di Herbert Beck nascono proprio da questo, dalla sua capacità di scoprire e creare arte laddove molti altri vedrebbero solo…macchie di colore.
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Episodio 46 - Nolde e Unpainted pictures
“Gli anni passavano. Talvolta lavoravo rintanato in una stanzetta nascosta. Non potevo smettere didipingere. Ero stato privato del diritto di procurarmi i materiali ed erano quasi solo le mie piccole,speciali idee che ho potuto dipingere e catturare su minuscoli fogli, i miei “quadri non dipinti”, chesarebbero diventati grandi, veri quadri quando loro e io ne avessimo avuto il permesso”.Così Emil Nolde racconta la genesi dei suoi “Ungemalte Bilder” nel dattiloscritto del terzo volume dellesue memorie: più di 1300 opere su carta, piccoli acquerelli coloratissimi e parte fondamentale dellastoria artistica di Nolde, nonché fulcro di una sorta di leggenda grazie alla quale lui e i suoi piccoli lavorisono stati per lungo tempo considerati quali simbolo della resistenza artistica alla politica repressiva diHitler. La realtà, però, come sempre sarebbe un’altra e decisamente più complessa.
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Episodio 45 - Beck e la crudeltà dell'uomo
Herbert Beck ha solo tredici anni quando il Partito nazionalsocialista sale al potere nel 1933. La prima esperienza di Beck con la realtà bellica avviene nel 1940, quando viene arruolato tra le fila dell’esercito tedesco; grazie però alle conoscenze del padre e al suo talento, riesce ad entrare in un corpo musicale come clarinettista. Pur non combattendo in prima linea, Beck è però testimone diretto di quanto lo circonda in quel periodo, dell’orrore e dei crimini della guerra da parte di entrambe le fazioni in conflitto. L’esperienza della guerra e del dopoguerra segnano profondamente l’uomo e l’artista e Beck, come molti altri, trasforma il trauma e il dolore in opere d’arte potenti, sincere, a volte devastanti che rientrano nel ciclo da lui intitolato “La crudeltà dell’uomo”.
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Episodio 44 - Nolde e Beck incontrano Albers
Tante volte abbiamo parlato del ruolo capillare ricoperto dal colore, ormai protagonista e attore principale delle opere realizzate dagli artisti dell’Espressionismo tedesco, tra i quali, naturalmente, ritroviamo Emil Nolde e Herbert Beck. Questo tema è stato al centro di un interessante intervento da parte di Simona Zampa, insegnante del Corso di Teoria del Colore all'Istituto Internazionale di Architettura di Lugano, che ha guidato i visitatori della Fondazione Braglia attraverso la lettura dei colori di Emil Nolde ed Herbert Beck partendo dalla teoria del colore sviluppata dall'artista tedesco Josef Albers durante gli anni di insegnamento al Bauhaus, al Black Mountain College del North Carolina e alla Yale University.
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Episodio 43 - Nolde, Figure fantastiche e vichinghi
La parte di repertorio dedicata a vichinghi, guerrieri e figure fantastiche costituisce un pezzo fondamentale del complesso puzzle umano e artistico che risponde al nome di Emil Nolde. Dai primi anni ’30, come sappiamo, Nolde trova comunanza di idee con la propaganda nazionalsocialista, concentrando la propria spinta patriottica nel linguaggio che egli maggiormente padroneggia, ovvero quello artistico. Il seme dell’avvicinamento di Nolde al mondo fantastico e mitologico viene gettato fin dai primi anni del Novecento, in particolare è nell’estate del 1901 che il pittore, come egli stesso racconta nei suoi diari, si reca a Lildstrand, un piccolo villaggio di pescatori nel nord-est dello Jutland, dove Nolde può immergersi appieno in un’atmosfera che riporterà poi nelle sue opere.
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Episodio 42 - Herbert Beck e Faces of the world
A partire dal 2000, Beck aggiunge le Faces of the world al suo già vasto repertorio figurativo, approfondendo e intensificando gli aspetti più cupi dei suoi soggetti, volti inquietanti e sfigurati, crudeli e sofferenti, talvolta con tratti estremi, che rappresentano l’insanabile frattura dell’animo umano, causata dagli avvenimenti del XX secolo, una frattura che Herbert Beck percepisce, prima di tutto, in sé stesso e che lo porterà a dedicarsi ai volti del mondo fino alla morte.
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Episodio 41 - Nolde e l'Espressionismo
Oggi ci concentriamo brevemente sulla genesi e lo sviluppo di uno dei grandi movimenti avanguardistici del Novecento, l’Espressionismo. Partendo dalle parole della professoressa Elena Pontiggia, storica, critica dell’arte e docente all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano, che di recente è stata ospite della Fondazione Braglia e ci offre uno spunto di riflessione sull’ importanza di questa corrente artistica e su come al suo interno si inserisca la figura di Emil Nolde.
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Episodio 40 - Herbert Beck e il mascheramento
Qual è la prima cosa che viene in mente quando si pensa alle maschere e ai travestimenti? Probabilmente verrà da sorridere, perché, in fondo, una delle ragioni principali per le quali ci si traveste è legata al divertimento, nostro e di chi ci sta attorno. L’impiego delle maschere, però, è antico quanto la storia delle arti, da quella teatrale a quella figurativa, ed è in questo scenario che si muove Herbert Beck, interpretando a modo proprio il tema del mascheramento quale manifestazione simultanea di molteplici piani di realtà.
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Episodio 39 - Nolde e Beck, Gli artisti e l'infanzia
Fino ad ora non abbiamo ancora incontrato un soggetto, quello dell’infanzia, che ricorre solitamente nella produzione di molti artisti ma che, invece, si ritrova raramente nel repertorio di Emil Nolde e Herbert Beck. Ed è per questo che le opere di cui parleremo oggi spiccano specialmente tra quelle già raccontate, così particolari e diverse tra loro: la narrazione dell’infanzia da parte di Beck sembra essere legata alle proprie vicende personali, mentre quella di Nolde rimanda a luoghi esotici e lontani, un approccio forse più insolito ma non per questo meno intimo.The Children's Room di Audionautix è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Artista: http://audionautix.com/
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Episodio 38 - Nolde e Beck, Coppie, incontri e scontri
Contraria sunt complementa, ed è proprio vero che, spesso, aspetti della vita tra loro contrastanti convivono, in realtà, in quella che si rivela essere una condizione armoniosa.Il tema di oggi è proprio questo, la dualità di soggetti, colori e sensazioni che, grazie ai nostri artisti, si trovano a fronteggiarsi nelle loro opere, trasformate in palcoscenici di una performance quantomai vera e concreta, perché la vita stessa è fatta di grandi assonanze ma anche di grandi contraddizioni.
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Episodio 37 - I ritratti di Nolde e Beck
Un ritratto può raccontare di noi molto più di quanto siamo capaci di fare a parole perché è un’immagine chiara, spesso rivelatrice di qualcosa che vorremmo nascondere ma che non si riesce a celare all’occhio e alla mano di un artista. E, naturalmente, anche Emil Nolde ed Herbert Beck ci hanno regalato moltissimo materiale per approfondire il nostro dialogo intorno alla loro arte anche a questo vastissimo e interessante ambito. Prenderemo oggi in esame due opere che sorprendono per quello che può apparire, quasi uno “scambio di persona” fra Nolde e Beck.
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Episodio 36 - Nolde e Beck, Memorie di paesaggi
Nel secondo episodio vi abbiamo raccontato quanto e come i nostri due artisti, Emil Nolde ed Herbert Beck siano legati, in molti casi, da un sentire comune, una maniera molto simile di affrontare alcuni soggetti, come quello del paesaggio. Questa volta, però, anziché riconoscere ed evidenziare i punti di contatto tra le loro opere, ci soffermeremo sulla distanza che, nel corso degli anni, si crea tra i rispettivi approcci al tema del paesaggio. Se infatti Nolde rimane molto più ancorato alla sua matrice espressionista, Beck, come abbiamo visto, si rivolge sempre più al mondo dell’astrazione e della semplificazione, fino a quando, dei suoi paesaggi rimangono solamente i ricordi.
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Episodio 35 - I giardini fioriti di Nolde e Beck
Il poeta tedesco Friedrich Hölderlin diceva: “Chi sente soltanto il profumo di un fiore, non lo conosce, e nemmeno lo conosce chi lo coglie solo per farne materia di studio”. I fiori si amano oppure si detestano e nel lungo viaggio della Storia dell’Arte moltissimi artisti li hanno resi protagonisti imperituri delle proprie opere, inebriati dalle suggestioni e dai ricordi che essi sono in grado di rievocare. Il giardino non è eterno, è bellezza effimera, coglierne l’attimo di più feconda vitalità richiede una certa sensibilità e dipingerne le forme, i colori e i profumi richiede una mano decisa e appassionata.
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Episodio 34 - Nolde e Beck, dialoghi tra paesaggi e stati d'animo
Il dialogo artistico tra Emil Nolde ed Herbert Beck non è fatto di parole ma di splendidi paesaggi, fiori e ritratti di persone. È un cammino lastricato di colori e sfumature, morbidezza ed intensità cromatiche che spesso si affiancano fino a fondersi.Oggi scopriremo due opere dei nostri artisti, in un accostamento che ha come tema centrale quello del paesaggio, forse il soggetto nel quale Nolde e Beck si incontrano più degli altri, dove può capitare con maggiore frequenza e facilità di riconoscere tratti comuni, addirittura di confondere, le mani dei due pittori.Ma ciascuno di questi artisti, di questi uomini, ha la propria sensibilità e la propria intensa emotività, che si riflettono con forza nelle loro opere, che finiscono per costituire l’espressione più sincera di due anime uniche.
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Episodio 33 - La forza del colore
“Il colore è forza e la forza è vita”. E la vita è fatta di nuovi inizi, quindi, senza indugi, alla Fondazione Gabriele e Anna Braglia siamo felici di presentare un progetto di ampio respiro eppure, allo stesso tempo, dal carattere estremamente intimo e personale. L’esposizione Emil Nolde - Herbert Beck. La forza del colore, racchiude la genesi di una relazione artistica più spirituale che fattuale, un’affinità elettiva tra due anime che, pur sfiorandosi appena, provocano una reazione esplosiva, un big bang minuto per dimensioni ma non per potenza generatrice.
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Episodio 32 - Marc Chagall e Hommage à Verdet
Chagall si dimostra un artista generoso nella sua abitudine di donare agli amici non tanto semplici opere d’arte, oggetti se vogliamo, quanto piuttosto frammenti della propria anima che egli è solito riversare in questi lavori. È del 1950 la piccola gouache “Hommage à Verdet” che ritrae un simpatico gallo rosso e nero, cui Chagall accompagna la dedica “Pour André Verdet, souvenir”. All’apparenza, l’animaletto può strappare un sorriso, senza suscitare eccessive riflessioni in merito al suo significato, mentre è invece interessante riflettere su quest’ultimo, che può aiutarci nel comprendere quanto spesso e perché la bestiolina si ritrovi nei lavori di Marc Chagall.
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Episodio 31 - Marc Chagall e Mariée sur coq rouge
Per Marc Chagall è il 1915, quando, dopo anni di fidanzamento e in attesa del compimento della maggiore età di Bella Rosenfeld, i due innamorati finalmente celebrano il matrimonio tanto desiderato. Per noi è il 1966 è tutto è cambiato da quel lontano giorno di festa: Bella non c’è più e dalla sua morte nel 1944 Marc si è lentamente ricostruito una vita ed è tornato a dipingere. Chagall ha ritrovato l’amore e nel 1952 si è unito in matrimonio a Valentina Brodsky (soprannominata Vava). Eppure, qualcosa di Bella, forse ciò che di più profondo il pittore amava di lei, la sua anima immortale, è rimasta nelle sue opere e, in quanto immortale, non le lascerà mai.
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Episodio 30 - Marc Chagall e Dafni e Cloe, Felici e contenti
Dafni sta vivendo il più bel giorno della sua vita: ha ritrovato una famiglia perduta che non sapeva di avere, genitori amorevoli e un fratello che non vede l’ora di conoscerlo e, per di più, questa famiglia gli permetterà di condurre una vita agiata che il giovane non si è mai neppure permesso di sognare. E, come se non bastasse, sta per sposare l’amore della sua vita…o forse no? Che fine ha fatto Cloe, in tutto questo tumulto di emozioni e rivelazioni?Divertissement di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100256 Artista: http://incompetech.com/
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Episodio 29 - Marc Chagall e Dafni e Cloe, Tutti i nodi vengono al pettine
Non tutti sembrano essere felici alla notizia delle nozze tra Dafni e Cloe: Lampide, bovaro e pretendente rifiutato per la mano della ragazza, decide di vendicarsi del rivale Dafni in maniera vile, danneggiando irreparabilmente lo splendido giardino di Lamone, pensando, così, che il padrone prenderà severi provvedimenti nei confronti del capraio e del giovane figlio. Quante difficoltà dovranno ancora affrontare i nostri innamorati prima di poter vivere davvero felici e contenti?
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Episodio 28 - Marc Chagall e Le petit cirque bleu
Da piccolino, in Russia, Chagall rimane affascinato dall’atmosfera caotica e dagli acrobati itineranti che incontra alle fiere di paese nei dintorni della sua Vitebsk: ciò che sicuramente lo avrà lasciato senza fiato, devono essere stati i buffi personaggi colorati che si librano leggeri nell’aria, e non possiamo impedirci di pensare che qualcosa di quei voli acrobatici abbia ispirato, nel nostro pittore, un po’ di quella magia che permette ai protagonisti delle sue opere di volare con tanta grazia.
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Episodio 27 - Marc Chagall e Dafni e Cloe, Giardini fioriti e tesori inattesi
Se pensavate che, dopo incomprensioni, rapimenti e persino guerre evitate per un soffio, Dafni e Cloe avrebbero finalmente coronato il loro sogno d’amore, dovrete presto ricredervi. È il momento, per Driante, di trovare un compagno degno della giovane orfana che lui e la moglie Nape hanno cresciuto negli ultimi quattordici anni e, purtroppo, Dafni non sembra essere la prima scelta per la mano di Cloe. Come potrà, dunque, un umile capraio competere con pretendenti tanto più ricchi e valorosi?
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Episodio 26 - Marc Chagall e Dafni e Cloe, A scuola d'amore
Ricordate come sia iniziata questa bellissima, intricata storia d’amore? Era primavera e i due giovani protagonisti scoprivano, per la prima volta, che l’amore porta con sé infinite sfumature di emozioni, e partivano, così, per un viaggio alla scoperta dei sentimenti. Ebbene, a questo punto è ormai passato un anno e, dopo tutte le peripezie e gli ostacoli affrontati Dafni e Cloe non sono molto distanti dal punto di partenza, ingenui e inesperti. Le cose, però, potrebbero cambiare molto presto.
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ABOUT THIS SHOW
Come si racconta un'opera d'arte? Ma, soprattutto, come si racconta una vita intera passata a collezionare opere d'arte? Sono Benedetta Mercurio e il mio lavoro è proprio questo, accompagnare i nostri visitatori attraverso la storia di Gabriele e Anna Braglia e della loro Fondazione, in cui hanno raccolto, per più di sessant'anni, il frutto del loro amore per l'arte.Con questo podcast voglio dedicare un po' di tempo a capolavori e artisti senza tempo che hanno incrociato i propri percorsi con quelli di Gabriele e Anna, che se ne sono innamorati e che oggi permettono a tutti noi di fare lo stesso.Al sito www.fondazionebraglia.ch troverete tutto sulla storia della collezione e dei suoi fondatori, oltre alle immagini relative agli episodi del podcast.Potete iscrivervi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati sui nostri nuovi progetti.Buon ascolto!
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Benedetta Mercurio
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