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Focus ESG

Rubrica dedicata a sostenibilità, finanza responsabile e governance con analisi su ambiente, inclusione e scelte economiche.

  1. 79

    Focus ESG - Episodio 76

    ROMA (ITALPRESS) - Le tematiche ESG rappresentato un fattore determinante per le PMI perché incidono direttamente sulla competitività, sull’accesso al credito e sulla capacità di attrarre investimenti. Su questi temi, tuttavia, mentre le grandi aziende hanno già compiuto passi importanti, molte piccole imprese, pur essendo già sostenibili, faticano a comunicarlo. Serve un cambio di passo e, in questo contesto, la finanza sostenibile e le politiche pubbliche possono svolgere un ruolo chiave: attraverso strategie nazionali, fondi dedicati e collaborazioni tra istituzioni, università e sistema camerale. Nella nuova puntata del format dell'agenzia Italpress "Focus Esg", Marco Marelli ne parla con la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Grins, con il Roberto Amerise, dirigente del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e Sandro Pettinato, vicesegretario generale Unioncamere. col3/gsl

  2. 78

    Focus ESG - Episodio 75

    MILANO (ITALPRESS) - L’energia fossile non abdica e attenzione ai molti interessi globali. Il paradosso europeo: riserve infinite di petrolio nel mondo ma mancanza di raffinazione. E’ allarme per il jet fuel, il cherosene, nel Vecchio Continente. Una possibile soluzione se la crisi permane? Chiedere soccorso agli USA nell’immediato, ma quello che serve è un cambio di passo strategico. Attenzione alle mosse dell’Arabia Saudita ma anche al ruolo della Turchia. Sull’energia c’è una concentrazione di interessi mai vista prima perché il mondo è sempre più energivoro e l’efficienza non basta come le rinnovabili. Negli anni settanta i grandi consumatori erano pochi, Stati Uniti, Unione Sovietica, Europa Occidentale e Giappone. Oggi si sono aggiunti: Cina, India, Mercosur, Arabia. I consumi si stima siano aumentati del 175 per cento e c'è chi parla di aumenti nel medio periodo altrettanto significativi per l'intelligenza artificiale in primis. L’Asia si muove alla ricerca di energia, con Corea e India fortemente attivi. L’Europa è in crisi e cerca di reagire perché la transizione con le fonti rinnovabili non basta. L'energia può essere fossile, petrolio, carbone e gas; rinnovabile, solare, eolico, idroelettrico; e nucleare. Nel mondo il mix energetico oggi vede prevalere ancora il fossile con l'80%, il 14-15% per le rinnovabili e il nucleare è al 4-5%. Costo energia e disponibilità sono i due asset strategici, ma anche la lavorazione dal grezzo al prodotto finito. In Italia abbiamo chiuso negli ultimi quindici anni ben sei raffinerie e in Europa sono passate da 114 a 94 per una perdita di capacità superiore al 15%. Nel passato si è fatto troppo affidamento agli approvvigionamenti dalla Russia e con la guerra ancora in atto in Ucraina si è persa capacità e ci si è scoperti corti. Ma quanto petrolio c'è nel mondo e dove si trovano le riserve maggiori? L’Arabia Saudita non ha mai rivelato le sue riserve. E il petrolio del Venezuela quanto incide? Gli Stati Uniti estraggono oggi più di Russia e Arabia Saudita messe insieme grazie alla tecnologia del fracking e hanno raggiunto l’indipendenza energetica. E sempre gli Stati Uniti hanno una produzione di Jet Fuel che potrebbe risolvere la carenza che in Europa potrebbe mettere a rischio i voli a breve. Oggi si sente dire anche che il momento che stiamo vivendo è peggiore di quello degli anni settanta. Ma è vero? Nell’Adriatico c’è un giacimento di gas che l’Italia non sfrutta mentre la Croazia lo fa. E perché il gasolio costa sempre di più? Ma anche quanta consapevolezza c’è, sempre sul gasolio, che è più pulito perché gli è stato tolto lo zolfo e ha richiesto additivazione speciali e viene miscelato con biodiesel che ha costi elevati? Con la crisi russa del 2022 l’Europa ha pensato di ricollegarsi al Medio Oriente, dove nel frattempo sono partite raffinerie anche molto importanti. Adesso dopo il cigno nero in Russia, si è aggiunto il cigno nero dello stretto di Hormuz e quindi siamo a livello europeo in una situazione molto critica. Nell'ultimo documento che verrà discusso a Cipro il 22-23 di questo mese, l'Europa inizia ad individuare una criticità nella raffinazione e potrebbe essere il cambio di passo necessario per ridurre i rischi. Sul gasolio l'Italia è tra i quattro paesi europei che ha una capacità di raffinazione che supera la domanda nazionale; sul jet fuel si copre il 50% della domanda, un altro 50% lo dobbiamo importare. Larry Fink, CEO di BlackRock, ha fatto due scenari, 150 dollari al barile se l'Iran dovesse continuare a rappresentare un pericolo per la stabilità regionale, 40 dollari nel caso in cui l'Iran venisse reintegrato pienamente nell'economia internazionale. E’ una forchetta eccessiva? Sapendo che la chiusura dello stretto di Hormuz vale 20 milioni di barili al giorno, significa che ogni giorno quei paesi perdono 2 miliardi di dollari, che è una cifra talmente alta che sicuramente troveranno il modo di spostare una parte di quei volumi sul Mar Rosso, cosa che ad esempio l'Arabia Saudita sta già facendo, oppure spostarli dalla zona dell'Iraq verso la Turchia e poi utilizzare la pipeline che va a Ceyhan, che è un'altra opportunità, magari potenziandola. Quando cresce il prezzo del petrolio, chi guadagna molto è chi estrae petrolio; la parte che sta a valle, quella del downstream petrolifero, fatta di raffinazione e distribuzione è di fatto compressa. In un contesto complicato il ruolo dei consumatori per avere prezzi più bassi alla stazione di servizio non va comunque sottovalutato. Nella puntata 75 di FOCUS ESG, il giornalista Marco Marelli e il Presidente di UNEM Gianni Murano affrontano il tema energia e fonti fossili, petrolio compreso, a 360°, per saperne tutti di più.fsc/gsl

  3. 77

    Focus ESG - Episodio 74

    MILANO (ITALPRESS) - Le sfide sono sempre più numerose. Industria, finanza, anche sostenibile, energia e politica sono chiamate a un cambio di passo per ritrovare competitività europea. In questo mese di marzo, i bilanci dei 4 grandi Gruppi automobilistici del Vecchio Continente (Gruppo Volkswagen, Porsche, Mercedes e BMW), evidenziano difficoltà, tutti con utili in contrazione. Porsche ha avuto un crollo dell’utile operativo, con meno 92,7%; Il Gruppo Volkswagen ha un margine operativo del 2,8% contro il 5,9% del 2024 e il brand Audi ha chiuso lo stabilimento bandiera sull’impegno nella riduzione della CO2 di Bruxelles, promosso per anni; Mercedes-Benz archivia il 2025 con un colpo secco alla redditività: l'EBIT di Gruppo scende a 5,8 miliardi di euro (-57%); BMW tiene meglio, il margine EBIT al 5,3% dal 6,3% ma taglia su R&D. Il momento è difficile. E in Germania il top management e anche i consigli di amministrazione hanno i fari puntati addosso sulle remunerazioni, soprattutto per i KPI ESG dati al top management nel passato. Altro tema importante sempre in ottica di sostenibilità gli ETS, l’Emissions Trading System che incidono sui costi dell’energia: una parte d’Europa spinge per una rivisitazione, un’altra parte per mantenerli. La Politica se ne deve occupare e lo farà questa settimana nel Consiglio Europeo. Ma non sarà facile perché ci sono tanti interessi diversi e divergenti tra i 27 membri e trovare la quadra non è facile. Bisognerebbe stabilire le priorità in base all’importanza e ai ruoli. Come nei condomini in base ai millesimi, considerando gli impianti produttivi per Paese. Quando riusciremo a cambiare passo? Il fulcro per ritrovare competitività e per non finire agli inferi è l’energia i cui consumi in tutto il mondo sono visti in forte crescita. Oramai è chiaro a tutti che l’energia rappresenta una leva strategica indispensabile soprattutto per l’AI, ma anche che è uno dei nervi scoperti dell’Europa. Il gasolio è aumentato del 60% perché per anni l’Europa ha guardato solo un lato della medaglia, sottovalutando il rischio di approvvigionamento. Oggi ne paghiamo le conseguenze: il trasporto su gomma si muove con il gasolio e questo si rifletterà sul costo delle merci in tutti i settori, con una probabile ripresa dell’inflazione. Con un effetto domino molto pericoloso. Nella puntata di Focus ESG 74 la Professoressa Monica Billio dell’Università Cà Foscari Venezia e Coordinatrice del Centro di Competenza Transpareens, il CFO di Lucart Andrea Fano, il Presidente di UNEM Gianni Murano con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito degli indirizzi strategici per finanza, industria ed energia.fsc/gsl

  4. 76

    Focus ESG - Episodio 73

    MILANO (ITALPRESS) - ll Medioriente è in fiamme. Il Qatar, secondo produttore di gas liquefatto, è arrivato a fermare gli impianti. Il petrolio rimane un vettore energetico resiliente, arriva da più di 80 fornitori nel mondo, ma comunque è esposto sul prezzo. In Europa siamo troppo scoperti sull’energia. Le fonti rinnovabili, su cui tanto si è investito, in scenari di crisi, purtroppo non sono risolutive. In un mondo sempre più energivoro, soprattutto per l’innovazione legata all’intelligenza artificiale che ne consuma davvero tanta, bisogna cambiare approccio. L’intelligenza artificiale nella sua espressione fisica genera gli umanoidi, che avranno risvolti sulla dimensione sociale ed economica con impatti rilevanti, che possono arrivare a breve: dal supporto per l’invecchiamento della popolazione all’impiego nella manifattura, portando a riduzione dei costi produttivi con riflessi sociali pesanti. E attenzione anche alle potenzialità degli umanoidi nel settore militare. Settore militare su cui tanto ora si sta investendo. Oggi siamo davanti a un cambio di paradigma sulla sostenibilità intesa come capacità di resilienza del sistema. L’acronimo ESG legato alle dimensioni ambientali, sociali e di governance deve essere letto come energia, security e governance. Siamo in SOS e tutto è fortemente connesso e legato. Bisogna avere più consapevolezza degli interessi in gioco in un mondo sempre più spaccato tra occidente ed oriente. In Europa va ripensato l’approccio su energia ma anche si deve intervenire immediatamente sull’intelligenza artificiale nel suo più ampio spettro, compresi gli umanoidi che sono entrati già al lavoro nella prima fabbrica europea, quella di BMW di Lipsia, avendo consapevolezza che Cina e USA hanno già avviato la loro produzione. E sull’energia e i costi c’è il tema degli ETS su cui si è espressa recentemente anche la Presidente del Consiglio Meloni, perché se non gestiti rischiano di essere una zavorra troppo costosa per le aziende ma anche per i cittadini che le pagano in bollette, incidendo per oltre 3 miliardi sulla produzione energetica. L’Europa deve agire con maggiore velocità. Nella puntata 73 di FOCUS ESG ne parlano la Professoressa Monica Billio, ordinaria di Econometria all’Università Cà Foscari Venezia e Responsabile Scientifico del Centro di Competenza Transpareens e il Presidente di UNEM Gianni Murano con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  5. 75

    Focus ESG - Episodio 72

    MILANO (ITALPRESS) - L’Europa sta vivendo una deindustrializzazione senza precedenti anche come rapidità. Lo studio di Cefic (European Chemical Industry Council) dal 2022 al 2025 parla di una perdita di produzione di 37 milioni di tonnellate che equivalgono al 9% della capacità produttiva europea, con un impatto su 20 mila posti di lavoro diretti. Ma secondo alcuni il quadro è più nero, con 100 siti chimici chiusi, 75.000 posti di lavoro persi e 70 miliardi di euro di capacità industriale cancellati. E nel settore automotive? L’Europa perde capacità industriale a una velocità mai vista. Focus ESG ne torna a parlare dopo le dichiarazioni dell’appena eletto Presidente di Cefic, l’associazione dell’industria chimica europea e Amministratore delegato di Basf, Markus Kamieth, all’European Industry Summit tenutosi la settimana scorsa ad Anversa davanti alla Presidente von der Leyen, al Presidente francese Macron e al Cancelliere Merz. L’industria europea sta attraversando una fase di forte e rapida deindustrializzazione, con settori strategici come automotive e chimica sotto pressione per costi energetici elevati, concorrenza globale sempre più aggressiva, visione strategica più sul breve che sul lungo periodo anche da parte di manager e policy maker, quest’ultimi troppo attenti al consenso immediato. La combinazione di politiche industriali carenti, logiche di breve periodo e un sistema di tassazione ambientale penalizzante ha aggravato la competitività delle imprese europee, rallentando gli investimenti e spingendo molte produzioni fuori dai confini comunitari. Nel settore chimico, l’aumento delle importazioni soprattutto da Cina e i costi legati al sistema ETS hanno inciso sulla domanda e sull’operatività degli impianti, con effetti negativi sulla filiera manifatturiera. La crisi dell’auto con oltre 2 milioni di veicoli persi negli ultimi dieci anni evidenzia la necessità di riscoprire l’importanza dell’ingegneria e dell’innovazione di prodotto, rafforzando il tessuto industriale e la cooperazione tra politica, impresa e ricerca. Bisogna uscire dal sistema ETS, tornare a creare concreto valore e investire meglio. I temi sono affrontati nell’episodio 72 di Focus ESG da Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica, dall’ingegnere Maurizio Reggiani, ex Maserati, Bugatti e Automobili Lamborghini, ora coinvolto in attività didattiche all’Università di Bologna con il Professore Cavina e dalla Professoressa Monica Billio, ordinaria di econometria all’Università Ca’ Foscari Venezia e Responsabile scientifico del Centro di Competenze Transpareens, con il giornalista economico Marco Marelli per sottolineare l’urgenza di politiche pragmatiche e di una governance orientata al lungo periodo per invertire la tendenza e sostenere concretamente la competitività europea.fsc/gsl

  6. 74

    Focus ESG - Episodio 71

    MILANO (ITALPRESS) - Il settore hi-tech continua la sua ascesa e dati e Intelligenza Artificiale si confermano i driver più rilevanti della crescita globale. Chi saprà governare dati e AI avrà un vantaggio competitivo decisivo nel futuro. E c’è chi pensa anche oltre: Elon Musk ha appena annunciato la cancellazione dei modelli S ed Y, per produrre umanoidi Optimus. Il giro d’affari del settore tecnologico e dell’Intelligenza Artificiale è infatti in rapida espansione, trainato da investimenti massicci in infrastrutture: data center, cloud computing e AI rappresentano i principali motori propulsivi, su cui convergono oltre 300 miliardi di dollari, senza considerare l’indotto. Poiché l’impatto coinvolge società, economie nazionali e industria, le cifre crescono in modo esponenziale. Le stime indicano un valore complessivo di 1.000 miliardi di dollari a livello globale, concentrato soprattutto negli Stati Uniti, in Cina e in India. Ma attenzione anche alla Corea del Sud che ha aziende fortemente impegnate nella AI e i microchip, come Samsung, che ha registrato un consolidato di 64 miliardi di euro nell’ultimo trimestre, con record storico di utile pari a 13,7 miliardi e il Gruppo Hyundai anch’esso con risultati record che nella robotica e più precisamente negli umanoidi e nei dati è molto impegnato. E l’Europa? Insegue, frenata dall’atavico problema della frammentazione. La Francia, sul fronte dei dati e dei Large Language Model, spinge con decisione su Mistral, società nata nel 2023 e sostenuta dall’Eliseo, che ha superato i 10 miliardi di euro di valutazione e punta a rafforzare una sovranità tecnologica europea. In questo scenario emerge con forza anche il tema del cloud risk: tra crisi geopolitiche, guerre e dazi, chi non dispone di infrastrutture proprie può trovarsi in difficoltà, così come chi non governa dati, qualità e interoperabilità rischia di essere spiazzato in un mondo che corre veloce e richiede risposte sempre più rapide e complesse. A ciò si aggiunge la questione energetica, perché i data center su cui si regge questa trasformazione sono anche grandi consumatori di energia. L’Italia, in questo contesto, si muove o resta ferma? Sui dati, che sono alla base di tutto, cosa è stato costruito? L’ecosistema digitale Amelia, nato dalla Fondazione Grins con il supporto del PNRR e basato su un’eccellenza italiana come Cineca, può rappresentare un tassello strategico. E in Europa, cosa bisognerebbe fare per costruire un futuro sostenibile e competitivo? Nella puntata 71 di Focus ESG, il giornalista economico Marco Marelli e il professor Matteo Cervellati, ordinario di Economia all’Università di Bologna e presidente della Fondazione Grins, discutono su questi grandi temi che promettono la più grande rivoluzione di tutti i tempi ma anche garantiscono futuro e indipendenza se si riesce a gestirli e soprattutto governarli. E questa è la sfida più importante in un mondo non solo sempre più complesso ma soprattutto dove sarà il possesso della tecnologia a fare la vera differenza. fsc/gsl

  7. 73

    Focus ESG - Episodio 70

    MILANO (ITALPRESS) - In Focus ESG 70 si mette al centro l’imprenditore. I costi e la disponibilità competitiva dell’energia, la forza lavoro, il passaggio generazionale o la vendita dell’azienda, insieme alle continue richieste di banche, normative, clienti e del sistema nel suo complesso, mettono sotto pressione la governance aziendale, soprattutto nelle micro, piccole e medie imprese. Quali sono gli strumenti di difesa e le leve per non soccombere in un contesto sempre più segnato dall’incertezza, che sembra ormai l’unica certezza? La capacità di gestire una pluralità di rischi diventa il vero asset in grado di determinare la presenza o meno di un futuro. Una parte della narrazione sulle tematiche ESG non ha chiarito adeguatamente quale sia il loro ruolo e, soprattutto, il loro potenziale, che risiede proprio nella gestione del rischio. Il sistema finanziario e bancario ne è in larga parte consapevole, così come importanti istituzioni, ed è fondamentale tenerne conto. Il giornalista Marco Marelli, la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione GRINS, ed Enrico Perego, Partner EY, entrano nel merito offrendo spunti di riflessione e consigli utili.fsc/gsl

  8. 72

    Focus ESG - Episodio 69

    MILANO (ITALPRESS) - In Italia le piccole e medie imprese sono oltre 4 milioni. La finanza sostenibile rappresenta per loro un’opportunità concreta per accrescere la redditività, sostenere una crescita competitiva e, in definitiva, garantirsi un futuro. Il mercato della finanza sostenibile, che oggi vale oltre 3 miliardi di dollari, richiede alle aziende una presentazione strutturata e credibile, fondata su solide pratiche di governance. Dal 2018 i fondi ESG sono quadruplicati, segnale di una crescente attenzione degli investitori verso imprese trasparenti e orientate alla sostenibilità.Per accedere a queste risorse è essenziale predisporre un’adeguata documentazione di sostenibilità e dotarsi di strumenti che facilitino il reporting. I finanziamenti possono essere utilizzati per rinnovare attrezzature, migliorare l’efficienza produttiva, ridurre l’esposizione ai rischi climatici e valorizzare la forza lavoro. Le grandi aziende dispongono già di figure dedicate e il ruolo dei CFO è diventato sempre più centrale.In questo contesto, l’Associazione Nazionale Amministrativi e Finanziari (ANDAF) sta sviluppando un supporto operativo per aiutare le imprese nella redazione dei report di sostenibilità, mentre la Fondazione GRINS metterà a disposizione delle PMI un portale dedicato. Il percorso verso la sostenibilità inizia con strumenti conoscitivi utili a un primo screening aziendale e si fonda su un investimento strutturale nella governance.Nella puntata 69 di Focus ESG, la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione GRINS, e Carmine Scoglio, Responsabile Real Estate Management and Optimization e Consigliere Istituzionale Terna, discutono con il giornalista economico Marco Marelli di come l’accesso alla finanza sostenibile rappresenti oggi una leva strategica: significa capacità di proiettarsi nel futuro, continuità operativa, trasparenza e robustezza dell’impresa.fsc/gsl

  9. 71

    Focus ESG - Episodio 68

    MILANO (ITALPRESS) - In Europa si rischia di assistere a una deindustrializzazione senza precedenti. E in tempi ridotti mai visti nella storia. L’industria chimica, nel Vecchio Continente, ha perso negli ultimi 3 anni oltre 23 milioni di tonnellate di capacità produttiva e si prospetta nei prossimi 4 anni una ulteriore riduzione del 20%, secondo CEFIC. la federazione europea dell’industria chimica, per una perdita complessiva del 30% in 6/7 anni. Nel settore automotive stiamo vivendo una crisi senza fine, con chiusure di stabilimenti. Problemi con le fonti energetiche, imposizioni di politiche fatte senza reali valutazioni di impatto, dati spesso incompleti per poter supportare le scelte strategiche sono tra le principali cause, oltre a una competitività globale in continua crescita che pochi tengono in debita considerazione. In un contesto critico si inseriscono anche le variabili legate all’intelligenza artificiale fisica, rappresentata dagli umanoidi nei settori servizi e produttivo. Urge quindi un cambio di passo basato su conoscenza e pragmatismo per invertire la pericolosa rotta in cui tutti ci troviamo. Dobbiamo prendere spunti da settori che hanno dimostrato con risultati grandi capacità. La chimica in questo ultimo decennio ha raggiunto dei traguardi importanti sia nella dimensione ambientale, con riduzioni a due cifre delle emissioni, e addirittura del 70% dal 1990 - come si evince anche dall’ultimo rapporto Responsible Care, sia nella dimensione sociale per la sicurezza dei lavoratori che non ha uguali come in quella occupazionale con il 96% di contratti a tempo indeterminato e retribuzioni mediamente superiori del 35%. Nella puntata 68 di Focus ESG la Professoressa di Econometria dell’Università Ca’ Foscari Venezia e membro del CdA della Fondazione GRINS, Monica Billio e il Presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, con il giornalista Marco Marelli, specializzato in economia e geopolitica, entrano nel merito di ciò che sta accadendo e, soprattutto, di ciò di cui tutti devono prendere atto per poter agire in modo pragmatico e immediato.fsc/gsl

  10. 70

    Focus ESG - Episodio 68

    MILANO (ITALPRESS) - In Europa si rischia di assistere a una deindustrializzazione senza precedenti. E in tempi ridotti mai visti nella storia. L’industria chimica, nel Vecchio Continente, ha perso negli ultimi 3 anni oltre 23 milioni di tonnellate di capacità produttiva e si prospetta nei prossimi 4 anni una ulteriore riduzione del 20%, secondo CEFIC. la federazione europea dell’industria chimica, per una perdita complessiva del 30% in 6/7 anni. Nel settore automotive stiamo vivendo una crisi senza fine, con chiusure di stabilimenti, come quello Audi di Bruxelles, che solo nel 2023 era stato certificato carbon-neutral e per molti era un vero e proprio punto di riferimento. Sempre nel settore automotive, il recente e dirompente annuncio di Volkswagen che produrre in Cina permette di dimezzare i costi, preannuncia un ulteriore terremoto che sotterra definitivamente tutte le analisi a sostegno dell’elettrificazione anche da un punto di vista occupazionale per l’Europa. Problemi con le fonti energetiche, imposizioni di politiche fatte senza reali valutazioni di impatto, dati spesso incompleti per poter supportare le scelte strategiche sono tra le principali cause, oltre a una competitività globale in continua crescita che pochi tengono in debita considerazione. In un contesto critico si inseriscono anche le variabili legate all’intelligenza artificiale fisica, rappresentata dagli umanoidi nei settori servizi e produttivo. Urge quindi un cambio di passo basato su conoscenza e pragmatismo per invertire la pericolosa rotta in cui tutti ci troviamo. Dobbiamo prendere spunti da settori che hanno dimostrato con risultati grandi capacità. La chimica in questo ultimo decennio ha raggiunto dei traguardi importanti sia nella dimensione ambientale, con riduzioni a due cifre delle emissioni, e addirittura del 70% dal 1990 - come si evince anche dall’ultimo rapporto Responsible Care, sia nella dimensione sociale per la sicurezza dei lavoratori che non ha uguali come in quella occupazionale con il 96% di contratti a tempo indeterminato e retribuzioni mediamente superiori del 35%. Nella puntata 68 di Focus ESG la Professoressa di Econometria dell’Università Ca’ Foscari Venezia e membro del CdA della Fondazione GRINS, Monica Billio e il Presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, con il giornalista Marco Marelli, specializzato in economia e geopolitica, entrano nel merito di ciò che sta accadendo e, soprattutto, di ciò di cui tutti devono prendere atto per poter agire in modo pragmatico e immediato.fsc/gsl

  11. 69

    Focus ESG - Episodio 67

    MILANO (ITALPRESS) - Tutti siamo a elevatissimo rischio di attacchi informatici, sotto ogni forma. Da quando si è presa l’autostrada della digitalizzazione tutti si è più esposti e bisogna averne consapevolezza prima di tutto. Ransomware, malware, phishing, le forme di intrusione e attacco sono sempre più sofisticate. Il recente rapporto Clusit 2025 sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo (ottobre 2025) riporta che il 10,2% degli incidenti mondiali del 2025 riguarda l’Italia - dato anomalo rispetto al relativo peso economico e i settori più colpiti sono Governativo/Militare/Forze dell’ordine con il 38% degli incidenti nazionali (+600% rispetto al 2024), trasporti e logistica 17% (+150%) e il manifatturiero con il 13%. L’incertezza e la crescente complessità cyber stanno definendo il nuovo “normal” e quindi occorre comprendere e difendersi, a tutti i livelli. Ne discutono Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione GRINS, e Bernardo Palazzi, Advisor for Awarness Division, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con il giornalista Marco Marelli nell’episodio 67 di Focus ESG.fsc/gsl

  12. 68

    Focus ESG - Episodio 66

    MILANO (ITALPRESS) - I dati oggi non mancano, anzi. Ma è difficile analizzarli, confrontarli, comprenderli. Quindi avere informazioni più chiare per prendere decisioni giuste non è facile, sia nella dimensione sociale sia in quella ambientale. La governance? E’ sotto pressione come non mai, anche perché ci troviamo di fronte a sfide molteplici e interconnesse. Da trent’anni siamo impegnati sul tema del cambiamento climatico e in particolare concentrati sulla riduzione del clima alterante CO2. Dal 1997 in Europa si è investito sulla mobilità individuale a gasolio che riduceva le emissioni della CO2 di ben oltre il 35%, grazie a una tecnologia tutta europea, quella dell’alta pressione per i motori termici. Tecnologia che ha portato l’industria europea, per la prima volta nella storia, ad essere la N.1 al mondo per produzione, vendite ed occupazione. Nel 2015 c’è stato il grave incidente legato alle emissioni di NOX, noto ai più come Dieselgate, non su un clima alterante bensì irritante, a cui tra l’altro l’ingegneria ha subito posto rimedio con la tecnologia ADBLUE, altro contenuto tech europeo. Ne è seguito però un cambio di strategia risultata favorevole all’Oriente, verso l’elettrificazione spinta, con un cambio di paradigma epocale. Quale? La politica ha deciso sull’ingegneria. Anche negli USA con Barak Obama. Le fonti fossili sono state messe nel mirino come la mobilità non elettrica per una scelta di emissioni zero locali dei veicoli 100% elettrici. Il loro consumo, il loro costo, il loro peso ma anche la loro dipendenza da specifiche materie prime come Nickel, Cobalto, Manganese non sono state adeguatamente considerate. Entrando proprio nel merito di energia e mobilità, tutti abbiamo toccato con mano questo cambio di passo che ora presenta risvolti sociali non trascurabili ma anche economici e ambientali non certi, con una geopolitica il cui ruolo è sempre più evidente. Ci troviamo ora con aree del mondo dove c’è chi è molto esposto a criticità, non solo sulla mobilità ma anche sull’energia. Una parte dell’Europa è in sofferenza sulla raffinazione e in Italia abbiamo problemi con il Jet Fuel. Nel mondo c’è sempre più bisogno di energia e se le fonti rinnovabili crescono, non riescono a coprire le necessità e cresce anche il consumo di petrolio. E cosa dire dell’industria automobilistica europea in forte contrazione, di fatto a favore di quella cinese, anche sulle auto a benzina? Avere dati di qualità, capacità di confrontarli e utilizzarli aiuterebbe tutti, per poter fare scelte migliori. Nella puntata 66 di Focus ESG, la professoressa Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile Finanza sostenibile della Fondazione Grins, l’ingegnere Gianni Murano, presidente di Unem, e l’ingegner Mariano Cilenti, General Manager del Centro Ricerca e Sviluppo CVIT, BOSCH Bari, con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito, portando esempi e sollecitando una maggiore attenzione a analisi super partes, ma soprattutto auspicando la disponibilità di dati confrontabili, utilizzabili, utili e di qualità, sempre più necessari e vitali per i decisori pubblici e per i cittadini. sat/gsl

  13. 67

    Focus ESG - Episodio 65

    MILANO (ITALPRESS) - L’economia circolare è una grande opportunità ma attenzione perché se le grandi e medie aziende riescono a coglierla, altrettanto non si può dire per le piccole aziende. Bisogna aiutare le PMI italiane e c’è molto da lavorare per aiutare a identificare le strade più opportune da percorrere, così da ridurre i rischi e al tempo stesso concentrare le risorse su progetti promettenti che possono arrivare al mercato. Vera missione per una società più resiliente. Il portale imprese della Fondazione Grins in fase di ultimazione poggia proprio sulla conoscenza che è valore assoluto per scelte migliori, anche a vantaggio degli investitori. Uno strumento conoscitivo per intraprendere un percorso ragionato. In questi anni abbiamo visto tante start up e iniziative ma anche pochi successi. L’idea da sola non serve, ci vuole uno studio che poggi su conoscenze e poi un piano con visione sul mercato. L’esempio dell’azienda leader Aquafil è un faro importante per illuminare il percorso vincente sulla circular economy, considerando che Aquafil oggi ha il 60% del suo fatturato che si deve alla circolarità ma soprattutto una competitività in ben tre settori strategici come abbigliamento, automotive e arredamento. Nella puntata 65 di Focus ESG, il Professore ordinario dell’Università di Torino Francesco Quatraro e Maria Giovanna Sandrini, CCO e Driving ESG and Corporate Responsability Aquafil Spa con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito dell’economia circolare che in Europa e non solo vedrà una ulteriore accelerazione.fsc/gsl

  14. 66

    Focus ESG - Episodio 64

    MILANO (ITALPRESS) - Dopo più di vent’anni di ESG sta emergendo il sistema. Le 3 dimensioni della sostenibilità, racchiuse nell’acronimo ESG, stanno evidenziando le loro dirompenti potenzialità nello scenario economico-geopolitico mondiale. Dopo l’abuso da parte di molti, ora si entra nell’era della vera sostanza. La necessità di semplificazione per le PMI con OMNIBUS si deve al mutato contesto geopolitico, molto diverso dal 2018 quando tutto è iniziato. Ma attenzione al valore della doppia materialità nella rendicontazione non finanziaria perché permette di misurare e valutare in modo più approfondito e con questo l’Europa sta facendo un ulteriore passo importante a cui anche la Cina è molto interessata. Chi ne beneficerà? Chi ha migliore visione e conoscenza. L’EFRAG, l’ente tecnico di supporto alla Commissione Europea, con lo standard ESRS, aumenta l’impegno al fine di facilitare le micro, piccole e medie aziende, che sono un asset portante dell’economia del vecchio continente. L’importanza di avere un sistema europeo e il valore della trasparenza con una visione più attenta della governance sul lungo periodo sono asset fondamentali per tutto e tutti, soprattutto in un mondo sempre più competitivo. Nell’episodio 64 di Focus ESG Chiara Del Prete, Chairwoman EFRAG Sustainability Reporting Technical Expert Group, Vera Palea, docente ordinaria di Economia Aziendale all’ Università di Torino e responsabile scientifica del gruppo di lavoro GRINS su sostenibilità di impresa e creazione di valore dei territori, e il giornalista Marco Marelli si entra nel merito anche degli standard volontari per le PMI, dopo Omnibus e stop the clock che non significa una riduzione di attenzione.fsc/gsl

  15. 65

    Focus ESG - Episodio 63

    MILANO (ITALPRESS) - In Italia abbiamo oltre 14 milioni di persone over 65. In questi anni l’Italia ha fatto passi importanti in termini di infrastrutture e ha introdotto grandi innovazioni come il fascicolo sanitario elettronico, lo SPID e la carta d’identità elettronica, servizi concreti a disposizione di tutti i cittadini. Non tutti però hanno dimestichezza con il mondo digitale e questo è un problema che può portare all’esclusione di molti. La questione è davvero importante e chiede attenzione anche perché l’accelerazione a cui stiamo assistendo nell’uso di questi strumenti è solo all’inizio. I nativi digitali sono avvantaggiati, gli altri meno e vanno aiutati. La Fondazione GRINS con il lavoro dello Spoke 8 e la piattaforma Amelia ha acceso un faro importante su come affrontare i rischi sociali nel nostro Paese, tra cui proprio quello dell’educazione-formazione digitale. Nella puntata 63 di FOCUS ESG, il professore Roberto Cellini, Direttore Dipartimento di Economia e Impresa, Università di Catania e Responsabile Spoke 8 GRINS, parla di sostenibilità sociale, cosa significa per un paese, quali dimensioni coinvolge e come si misura. Affronta il tema delle disuguaglianze, non solo di reddito ma di accessibilità ai servizi, di qualità della vita, di istruzione e formazione. La rivoluzione digitale aiuta certamente l’inclusione ma porta anche importanti rischi di nuove esclusioni perché oltre ai servizi chiede capacità di accesso e su questo fronte c’è molto da fare soprattutto in termini di formazione. Ne discute con il giornalista economico Marco Marelli.fsc/gsl

  16. 64

    Focus ESG - Episodio 62

    MILANO (ITALPRESS) - Da una parte del mondo sembra esserci un calo di sensibilità ai rischi ESG nel loro più ampio spettro, dall’altra invece un perseguimento ancor più convinto. Il colosso bancario svizzero UBS lascia la Net Zero Banking Alliance seguendo altre grandi banche occidentali, come Morgan Stanley e JP Morgan e in Europa il pacchetto Omnibus decreta uno stop the clock. Al contrario in Cina si accelera sulle tematiche ESG. E il sistema bancario italiano come si sta muovendo? Come stanno agendo le grandi banche come Intesa Sanpaolo e le banche del territorio? E come le aziende possono affrontare le richieste di informazioni per essere supportate nella transizione? Grazie ai risultati del lavoro dell’Università di Torino nell’ambito del progetto PNRR Grins, ne discutono nell’episodio 62 di Focus ESG Vera Palea, docente ordinaria di Economia Aziendale all’Università di Torino e Advisor EFRAG, Fabio Verachi, Head of ESG Risk di Intesa Sanpaolo e Monica Billio, ordinaria di econometria all’Università Ca’ Foscari Venezia con il giornalista economico Marco Marelli.fsc/gsl

  17. 63

    Focus ESG - Episodio 61

    MILANO (ITALPRESS) - L’Italia procede meglio di molti altri Paesi europei. Ma ci sono sfide sul lungo periodo ancora da affrontare e vincere, figlie di politiche del passato poco avvedute. Quali politiche, quali strumenti e quali analisi servono per comprendere e colmare anche i ritardi accumulati dal sistema Italia in decenni? Oggi più che mai serve supporto ai decisori pubblici per permettere conoscenza e scelte migliori. Occorre anche far parlare agli economisti il linguaggio utile ai decisori pubblici. La Fondazione Grins con la piattaforma digitale AMELIA offre diversi strumenti a sevizio di policy maker e cittadini. Policy AId per rendere le evidenze scientifiche fruibili ai decisori pubblici e Parola agli esperti per avere opinioni qualificate su temi di attualità economica sempre a supporto dei decisori pubblici oltre che dell’opinione pubblica. Guglielmo Barone, professore dell'Università di Bologna e coordinatore dello spoke settore pubblico del progetto GRINS. e Dominique Cappelletti, Ricercatrice alla Fondazione Bruno Kessler, entrano nel merito con il giornalista economico Marco Marelli nella puntata 61 di Focus ESG.fsc/gsl

  18. 62

    Focus ESG - Episodio 60

    MILANO (ITALPRESS) - Quanto costano i cambiamenti climatici? Quali sono i Paesi più esposti? Quali sono i Paesi più impegnati nella transizione? E l’Europa sul rischio fisico e su quello di transizione come si posiziona? Oggi c’è necessità di calcolare l’impatto economico dei cambiamenti climatici ma non è facile. Il cambiamento climatico e le sfide vinte e da vincere legate alla transizione in essere sono sempre più di interesse. La Banca Europea degli Investimenti (BEI) ha presentato l’ultimo report sulla valutazione del rischio climatico per tutti i Paesi del mondo, definendo uno score. Il report scinde il rischio fisico da quello di transizione per valutarli meglio. Tra i Paesi più esposti al cambiamento climatico le aree dall’economia emergente, come quella africana o delle isole caraibiche, i cui i danni hanno pesanti ripercussioni sul PIL; per quanto riguarda l’Europa i danni sono limitati in termini relativi sempre sul PIL, ma non in termini assoluti. L’Italia si posiziona vicina alla media europea ma con 50 miliardi di euro di rischio acuto con il picco di 10 mld nel 2023 dovuti all’alluvione in Emilia Romagna. Per quanto riguarda la transizione invece i più esposti sono ovviamente i Paesi più sviluppati per i loro maggiori consumi energetici. Gli investimenti nell’adattamento e nella resilienza in Europa sono triplicati dal 2021. Il settore finanziario cerca sempre più queste informazioni e anche dagli USA c’è molto interesse sia sulla transizione verde ma ancor più sul rischio climatico, perché incide sulla redditività. Anche attraverso questo report e l’interesse generato si evidenzia come la sostenibilità rimanga sempre al centro degli interessi. Nella puntata 60 di Focus ESG, la professoressa Monica Billio - Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile dello Spoke 4 finanza sostenibile della Fondazione Grins - e il Dottor Matteo Ferrazzi - Senior Economist, Principal Advisor European Investment Bank - con il giornalista economico Marco Marelli entrano nel merito con esempi concreti come quanto l’innalzamento delle temperature incide sulla produttività dei lavoratori o il condizionamento incide sui costi che l’azienda deve sostenere. fsc/gsl

  19. 61

    Focus ESG - Episodio 59

    MILANO (ITALPRESS) - Tutte le aziende italiane, entro dicembre 2025, dovranno assicurarsi contro i rischi catastrofali (cat-nat): terremoti e alluvioni, ma anche frane grazie alla scelta del Governo italiano di includere anche questo rischio. Rimane invece volontaria la copertura dai danni generati da eventi atmosferici, come la grandine. Oggi la maggior parte delle aziende non si tutela dai rischi catastrofali che vedono l’Italia molto esposta. L’obbligatorietà dovrebbe anche aiutare a una maggiore conoscenza dell’importanza per le aziende di tutelarsi. Nell’ambito del progetto Grins, ANIA e Ca’ Foscari hanno analizzato più di 3 milioni di aziende e il quadro emerso ha portato a una maggiore conoscenza. Attenzione all’interesse ri-assicurativo anche di importanti Gruppi internazionali che vedono opportunità sul rischio terremoti in Italia, meno su quelli legato alle tematiche ambientali per la maggior frequenza. E proprio questo deve far riflettere la governance di molte aziende. Nella puntata 59 di Focus ESG la professoressa Monica Billio, responsabile dello spoke 4 di Grins e ordinaria di Econometria a Ca’ Foscari Venezia e il Direttore Generale ANIA - Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici- Dario Focarelli, con il giornalista Marco Marelli, entrano nel merito dell’obbligo assicurativo grazie ai risultati dell’importante studio fatto congiuntamente. col3/gsl

  20. 60

    Focus ESG - Episodio 58

    MILANO (ITALPRESS) - Rischio climatico, quanto e come è percepito nelle aziende? Il rischio di fermo produzione è considerato? Come valuta il mercato l’esposizione al cambiamento climatico? Nove aziende su 10 non hanno beneficiato di misure di finanziamento green. Servono educazione per le imprese anche sui rischi climatici, formazione e informazione che il Portale Imprese della Fondazione Grins mette a disposizione. Sono alcuni dei temi della puntata 58 di Focus ESG e ne parlano la professoressa Vera Palea, Università di Torino e membro EFRAG, e Marco Macellari, Senior Director - ESG Business Transformation Lead CRIF, con il giornalista Marco Marelli.col3/gsl

  21. 59

    Focus ESG - Episodio 57

    MILANO (ITALPRESS) - E’ tornato a salire il prezzo all’ingrosso dell’energia e ci sono nuovamente pesanti fluttuazioni (+ 38% da inizio estate) che toccano le tasche di tutti. A fine giugno ARERA ha annunciato per i clienti vulnerabili, un aumento della bolletta elettrica dell’1,9% nel terzo trimestre del 2025 ed è anche terminato il periodo per il passaggio al servizio a tutele graduali. Famiglie vulnerabili, povertà energetica, cosa significa? Sono il 9% (2,4 milioni in crescita) le famiglie coinvolte, come affrontarla e combatterla? Efficientamento energetico, comunità energetiche possono contribuire? Come le diverse regioni italiane le stanno implementando? Sono alcuni dei temi della puntata 57 di Focus ESG e ne parlano Paola Valbonesi, Direttrice Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno", Università di Padova e coordinatrice dello Spoke 6 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, e Marta Castellini, Ricercatrice Università di Padova e Fondazione Eni Enrico Mattei, con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  22. 58

    Focus ESG - Episodio 55

    MILANO (ITALPRESS) - Una società forte e resiliente si basa anche sul risparmio e sulla capacità di crearlo. Soprattutto di questi tempi dove le criticità si moltiplicano. In Italia i dati dicono che il risparmio delle famiglie non è più quello di un tempo, addirittura mostrano che siamo scesi sotto il livello di francesi e tedeschi, ma attenzione che è cresciuto quello delle aziende. I giovani soffrono il costo del lavoro che continua ad aumentare di anno in anno e si riflette comprimendo i loro stipendi, con un gap di 5/7 mila euro in meno nel primo impiego e che permane anche nella fasi successive della vita lavorativa. Quindi i giovani non possono che risparmiare meno. Inoltre c’è la tematica dell’attrattività e delle opportunità all’estero che implicano difficoltà oggettive per molte aziende nel reclutamento. Ci vuole più formazione, più capacità di ascolto, più garanzie sul domani. Avere conoscenza di queste tematiche è importante perché permette di trovare soluzioni per una società più resiliente e capace di superare momenti di crisi. Gli studi della fondazione Grins, con Intesa Sanpaolo, hanno messo a fuoco il valore di queste tematiche: ne parlano il professore Tullio Japelli, dell’Università di Napoli Federico II e responsabile dello Spoke 3 di Grins, e Debora Maja, Country HR Manager Vaillant Group Italia, con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  23. 57

    Focus ESG - Episodio 56

    ROMA (ITALPRESS) - Il turismo impatta tantissimo, da un punto di vista economico, sociale, ambientale e anche strategico. Il turismo è sostenibilità per tutti se ben gestito. In Italia continua a fare risultati e, per la prima volta dopo vent’anni, l’Italia svetta sulla Francia. Oggi l’over-tourism fa discutere ed è il risultato del conflitto tra i cittadini che hanno interessi diretti nel turismo e i cittadini che non pensano di averne, non ricordando che il turismo rafforza servizi che sono a disposizione di tutti e porta gettito fiscale che torna anche in sanità e istruzione. In Italia il turismo vale il 13% del PIL e ha impatti anche oltre il 18%. Sempre in Italia meno del 4% del territorio è interessato da presenze consistenti, quindi c’è grande potenzialità per far crescere anche altre aeree. Sintetizzando, in termini di aree interessate in Italia l’under-tourism segna 96 contro 4 dell’over-tourism. Il lavoro è tanto ma dei passi importanti son stati fatti con risultati. L’Italia con l’introduzione del CIN ha creato benefici sia per chi ha case da affittare sia per chi le cerca, grazie a una maggiore disponibilità e trasparenza e riducendo pure il sommerso. Una migliore gestione dei flussi grazie all’organizzazione che cambia l’approccio per gestirli e non subirli, come per gli accessi ai musei. Un passo da farsi è quello di allargare il periodo turistico temporale andando verso una stagione unica. Accrescere inoltre l’appetibilità per il settore congressuale; rafforzare il sistema stato-regione-comuni; servirsi delle nuove tecnologie; avere dati e informazioni di qualità per essere più rapidi nelle valutazioni e nelle decisioni in un mondo sempre più competitivo. Sono alcuni dei tanti aspetti trattati nella puntata 56 di Focus ESG per discutere di un asset fondamentale per il Paese con Erika Guerri, Capo Gabinetto del Ministero del Turismo, Nicola Camatti, Professore associato di Economia Applicata all'Università Ca’ Foscari Venezia e il giornalista Marco Marelli. abr/gsl

  24. 56

    Focus ESG - Episodio 54

    MILANO (ITALPRESS) - La sostenibilità è coesione e inclusione sociale ma anche valore economico. Cultura e spettacolo come si esprimono in queste fondamentali voci? Un approccio ESG evoluto può permettere di valutare e valorizzare cultura e spettacolo sia da un punto di vista sociale sia economico? Ora si. Grazie all’analisi svolta dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con il Teatro La Fenice, si sono stimati gli impatti economici diretti, indiretti e indotti generati sul territorio di riferimento dalla produzione di un’istituzione culturale, anche in termini occupazionali. Lo studio ha permesso di dare una dimensione tangibile, economica alla presenza di un’istituzione culturale come La Fenice ma si può replicare per tutti i teatri d’Italia, dal Massimo di Palermo alla Scala di Milano, oltre ad altre realtà, e quindi valorizzare la dimensione S in tutto il suo valore. L’esito è anche particolarmente significativo in termini di Governance pubblica e del territorio. Il risultato di un ritorno pari a 3 per ogni euro investito è particolarmente significativo, trattandosi del solo ritorno economico senza contare il valore della crescita culturale e sociale del territorio. E’ fondamentale oltre che strategico poter fornire competenze e conoscenza con formazione e analisi di qualità e imparziali per aiutare le scelte pubbliche e la governance territoriale. Il lavoro è anche parte del progetto PNRR GRINS che con la piattaforma AMELIA vuole fornire supporto ai decisori pubblici, alle imprese e ai cittadini. Nella puntata 54 di Focus ESG, approfondiscono il lavoro fatto e i risultati il Direttore del Teatro La Fenice, Andrea Erri, la professoressa Monica Billio, ordinaria a Ca’ Foscari e la professoressa Tiziana Lippiello, Rettrice di Ca’ Foscari, con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  25. 55

    Focus ESG - Episodio 53

    MILANO (ITALPRESS) - Muoversi più sostenibili per terra e per aria, abbattendo la CO2, è già oggi possibile. Pochi lo sanno ma l’evoluzione dei biocarburanti, iniziata negli anni duemila, ora permette sia alle automobili sia agli aerei bassissime emissioni di CO2, ma anche zero zolfo e aromatici. In più, grazie a un alto cetano, si ha una combustione migliore che permette una durata superiore dei motori. Non è biodiesel ma HVO: un prodotto già presente in oltre 1300 stazioni di servizio in Italia, perfettamente adatto alle auto a gasolio che trovano così una ulteriore spinta propulsiva. Le auto a gasolio ai già bassi valori di consumo e conseguente emissioni, usando il bio carburante HVO raggiungono livelli di CO2 infinitesimali, così da surclassare addirittura gli ambiziosi traguardi green dell’Europa, riportando anche l’Europa in una posizione di primato tecnologico. Per un presente e un domani migliore, il carburante HVO è stato messo a punto in Italia da Eni e la raffinazione è già su più continenti, anche negli USA. Non si parla di prodotti pilota come gli e.fuel bensì di un prodotto industrializzato pronto a soddisfare già un terzo della quota di consumo dell’aviazione europea e che crescerà in modo esponenziale da qui al 2030. Si ricorda che HVO si ricava da olio esausto, grassi animali di scarto, coltivazioni di oli vegetali, ricino, canola coltivati in terreni degradati non in competizione con il cibo, residui di semi di gomma… da tantissime fonti e quindi molto duttile anche nella produzione. Per farlo conoscere è in corso il Tour D’Europe che si concluderà a Bruxelles il prossimo giugno per sensibilizzare la Commissione Europea con evidenze e dati di qualità. Nella puntata 53 di Focus ESG dedicata alla dimensione E della sostenibilità, la professoressa Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia, l’ingegnere di Eni Raffaella Lucarno e il dottor Luca Gastaldo Sales Manager Connected Services Bosch Mobility, con il giornalista Marco Marelli, entrano nel merito non trascurando l’importanza di scelte data-driven così da far percepire soprattutto ai legislatori europei l’alto valore aggiunto di questa rivoluzionaria fonte energetica dalle molteplici potenzialità con risvolti positivi anche sulla reindustrializzazione europea sfiancata negli ultimi anni da scelte più soggettive che oggettive.fsc/gsl

  26. 54

    Focus ESG - Episodio 52

    MILANO (ITALPRESS) - Per il buon uso delle risorse le tematiche ESG sono sempre più importanti, soprattutto se correttamente rappresentate da rating ESG di qualità. Il rischio greenwashing è sempre presente con gravi ripercussioni su tutti gli stakeholders: consumatori, aziende, finanza e anche decisori pubblici. Il greenwashing ha a che fare con la comunicazione e per identificare queste pratiche si deve guardare alla comunicazione di impresa. Comunicazione di tutti i tipi, da quella finanziaria e nei bilanci di sostenibilità a quella di marketing nelle pubblicità. Non dare la giusta attenzione al comunicare rischia di danneggiare le piccole aziende perché deprime il loro valore che in molte analisi sui rating ESG è invece molto promettente. Come rivela lo studio dell’Università di Bolzano sulle Top 100 aziende altoatesine sotto la lente ESG. Usare tutte le sfumature del greenwashing (dal greenrinsing and greenhushing) può invece tradursi in scelte opportunistiche per le grandi aziende alla ricerca di vantaggi nel breve ma senza attenzione al lungo periodo. Con l’uso dell’intelligenza artificiale sempre più dirompente i rischi raddoppiano per tutti ed è quindi importante occuparsene, perché dati e informazioni sono sempre più disponibili ma non sempre di qualità e quindi rappresentativi. Tredici sono le sfumature di greenwashing, raggruppate in tre pilastri che bisogna conoscere. Quali sono quindi le azioni da compiersi? Anche le piccole e le micro aziende devono occuparsene e come? Nella puntata 52 di Focus ESG dedicata alla sensibilizzazione per la corretta comunicazione delle informazioni necessarie ai rating ESG, la professoressa Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia e il professore Massimiliano Bonacchi dell’Università di Bolzano entrano nel merito di quanto sia importante occuparsi della propria comunicazione per poter correttamente indirizzare le risorse non illimitate di cui disponiamo, presentando parte del lavoro Analysis and Signalling of Greenwashing Phenomena per il progetto PNRR Grins, attraverso l’esperienza di un algoritmo addestrato per riconoscere il greenwashing.sat/gsl

  27. 53

    Focus ESG - Episodio 51

    MILANO (ITALPRESS) - La sostenibilità richiede conoscenza approfondita perché pianifica sul lungo periodo. Oggi più che mai c'è convinzione che il sapere si possa acquisire in breve tempo, semplicemente interagendo con una tastiera o a voce con un computer evoluto. Complice anche l’AI che per molti viene percepita come una bacchetta magica per avere conoscenza. Ma quanta certezza c'è che le informazioni trasmesse portino alla vera conoscenza? Nel mondo in cui viviamo c’è indubbiamente infodemia e gran parte dei dati viene estratta in modo indiscriminato dal web, il cui controllo è concentrato nelle mani di pochi che potrebbero arrivare anche a limitare l’accesso ai dati per interessi parziali. Attenzione anche all’ulteriore rischio, tutt’altro che remoto, che un eccesso di informazioni equivalga a non avere informazione per ottenere conoscenza. Il tema tocca tutti: cittadini, imprese, decisori pubblici, media… e c’è necessità di maggiore consapevolezza. Nella puntata 51 di Focus ESG dedicata all’importanza della conoscenza per una sostenibilità duratura, il professore Vincenzo Atella dell’Università Tor Vergata di Roma e Vice Presidente fondazione Grins ne parla con il giornalista Marco Marelli, entrando anche nel merito dell’ecosistema tutto italiano Amelia che poggia su dati di qualità. fsc/gsl

  28. 52

    Focus ESG - Episodio 50

    MILANO (ITALPRESS) - Il sistema bancario sta entrando in una fase di profondo cambiamento. In Italia c’è l’aspirazione per una maggiore concentrazione, supportata dagli ottimi risultati di questi ultimi anni che hanno posizionato l’Italia come uno dei mercati più solidi del Vecchio Continente, creando i presupposti per un futuro di sicurezza. Ma per competere a livello globale manca sempre una vera unione bancaria europea (quando arriverà?) e serve un po’ meno burocrazia. Non è un caso se ben 4 governatori delle banche centrali di Germania, Francia, Spagna e Italia abbiano scritto una lettera comune alla Commissione chiedendo regole più semplici. Si seguiranno gli Stati Uniti dove si sta promuovendo una deregolamentazione i cui effetti rischiano di alzare i rischi in un mercato dove l’esposizione è poco tutelata da sempre? Oppure si persevera sulla strada tracciata che ha permesso alle Banche italiane di fare grande pulizia nei bilanci e oggi non essere più fanalino di coda? E questo riposizionamento delle banche italiane come cambia il rapporto tra le grandi e le piccole per l’accesso al credito delle imprese? Per saperne di più ma anche per capire cosa servirebbe per far cambiare passo all’Europa, nella puntata 50 di FOCUS ESG, la Professoressa Loriana Pelizzon dell’Università Ca Foscari Venezia e Goethe University e il Professore Matteo De Poli ordinario di diritto bancario dell’Università di Padova entrano nel merito di questi temi con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  29. 51

    Focus ESG - Episodio 49

    MILANO (ITALPRESS) - Energia elettrica e gas sempre più cari, petrolio sempre più competitivo, tante le sfide da vincere per la sostenibilità ambientale ed economica, soprattutto in un mondo dove il consumo dell’energia continua a crescere. Come cresce il settore dei trasporti in Italia, +5% quello merci, +9% se consideriamo sul PIL la logistica. Tra il 2025 e il 2030 sul cumulato si prevede una ulteriore crescita del 4%. I trasporti impattano sull’ambiente e sono molto attenzionati a livello europeo con investimenti sulla transizione energetica che però si sta rivelando più difficile, complici anche norme uniche per Paesi nella UE con esigenze diverse e prezzi dell’energia elettrica anch’essi molto differenti. Ci sono sempre più variabili da considerare e anche novità nei carburanti, nelle infrastrutture legate alla mobilità elettrica e notizie potenzialmente positive anche per l’approvvigionamento dell’energia. Così da ridurre il rischio di trovarsi esposti come paese, come la Germania che necessita di 500 mila barili al giorno di gasolio raffinato che arriva dal di fuori dei confini nazionali, quindi creando forte dipendenza da terzi. Avere dati di qualità, conoscenze più mirate è fondamentale per il decisore, che deve scegliere su quali tecnologie investire ma anche per il consumatore attento alla sostenibilità e alla sua stessa resilienza economica. Oggi viaggiare con auto a gasolio è conveniente economicamente. I carburanti bio sono cresciuti nel mondo del 44% e vedono USA e Brasile primi attori. Siamo in un processo di riconversione e l’Italia è in partita: la stima di richiesta sui biocarburanti è di 9 milioni nel 2040. Oggi siamo a 2 milioni. Nella puntata 49 di Focus ESG, Angela Stefania Bergantino, Professoressa ordinaria di Economia applicata dell’Università di Bari e coordinatrice dello Spoke 7 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS e Gianni Murano, Presidente UNEM con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito di un settore fortemente energivoro, come quello della mobilità, ma soprattutto strategico per tutti, dove non si può più sbagliare.fsc/gsl

  30. 50

    Focus ESG - Episodio 48

    MILANO (ITALPRESS) - In Italia 1 donna su 5 non ha capacità di mantenersi da sola. La scarsa conoscenza finanziaria è un problema che va affrontato: 7 donne su 10 non sanno come gestire al meglio il proprio denaro e non sanno fare un uso consapevole degli strumenti finanziari. Ma attenzione, le donne che hanno studiato e approcciano alla finanza sostenibile sono in netto vantaggio sugli uomini. Le analisi, nel contesto del progetto Grins, mostrano che le donne attente alle tematiche ESG sono le più finanziariamente educate, ben il 42% risponde correttamente a tutte le domande, avvicinandosi al 46% della media degli uomini. Quindi l’educazione finanziaria gioca un ruolo centrale. E sempre le donne sono più affidabili e puntuali nel ripagare i debiti. Nelle banche in Europa le donne hanno ancora una elevata differenza salariale a loro sfavore e ruoli di livello minore ma non in Italia grazie a esempi virtuosi come Banca Ifis che è attenta al genere femminile, stimolando un loro maggiore coinvolgimento a beneficio di tutto il sistema del credito. Nella settimana del giorno della festa delle donne, l’8 marzo, nella puntata 48 di Focus ESG, Monica Billio, Professoressa ordinaria Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice dello Spoke 4 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, Caterina Cruciani, Professoressa di Economia degli Intermediari finanziari, Università Ca’ Foscari Venezia, Simona Arduini, Professoressa di Economia Aziendale, Università Roma Tre e Vice Presidente Banca Ifis con il giornalista Marco Marelli sensibilizzano sul rapporto tra economia, finanza e genere femminile.fsc/gsl

  31. 49

    Focus ESG - Episodio 47

    MILANO (ITALPRESS) - Povertà energetica, costi dell'energia sempre più instabili, con rischio elevato di aumenti importanti in tempi brevi, società sempre più energivora, complice anche la sempre più presente intelligenza artificiale: le tematiche legate all’energia sono sfidanti come mai lo sono state e coinvolgono tutti. Sui consumi dell’intelligenza artificiale ci sono buone prospettive e l’Italia è in pole position. Saperne di più è importante, non solo perché rilevante per la dimensione sociale e ambientale ma anche perché ci sono margini per i cittadini di attivarsi tramite azioni di efficientamento mirate, soprattutto sulle proprie abitazioni. Per ottenere risultati importanti ci vorrebbe una maggiore trasparenza sulle etichettature dei prodotti, anche più dettagli tecnici, in quanto oggi ci sono differenze poco chiare a partire dalla densità del silicio nei pannelli fotovoltaici. E in questa ottica ne potrebbe trarre vantaggio il made in UE. L’AI è in forte evoluzione e con modelli più efficienti, come il mix di esperti tipo DeepSeek, la fisica può giocare un ruolo centrale e l’Italia è avanti nel trovare soluzioni più innovative anche con modelli ridotti che girano su un lap top. Ne parlano nella puntata 47 di Focus ESG la professoressa Paola Valbonesi, Direttrice Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno", Università di Padova e coordinatrice dello Spoke 6 del progetto PNRR Next Generation EU GRINS, il professore Stefano Bonetti, Professore di Fisica della materia dell'Università Ca’ Foscari Venezia, e l’ingegnere Edoardo Agostini Senior Product & Material Specialist Prospiciunt con il giornalista Marco Marelli. fsc/gsl

  32. 48

    Focus ESG - Episodio 46

    ROMA (ITALPRESS) - In Italia ci sono oltre 12 mila chilometri di fiumi tombati. Tanti, troppi sono i canali che abbisognano di manutenzioni. L’uomo se ne è occupato molto in passato, molto meno nel presente. Bisogna intervenire. Azioni mirate possono ridurre i rischi ma anche i costi. Importante è quindi avere una mappa precisa e dettagliata per meglio allocare investimenti a favore di cittadini ed imprese. Importante è anche considerare gli impatti diretti e indiretti degli eventi naturali per le aziende considerando gli effetti della catena delle forniture, che è una delle dimensioni che i criteri ESG prendono in considerazione. Prometeia, partner attivo del progetto PNRR Next Generation EU Grins, coordinato dall’Università di Bologna, si sta impegnando per fornire un servizio utile anche ai comuni per una mirata azione di mitigamento del rischio idrogeologico. Ne parlano Lea Zicchino e Sedric Zucchiatti di Prometeia con Monica Billio, responsabile dello Spoke finanza sostenibile del progetto Grins, e con il giornalista Marco Marelli.   fsc/gsl

  33. 47

    Focus ESG - Episodio 45

    MILANO (ITALPRESS) - La trasparenza sulle 3 dimensioni della sostenibilità aumenta la resilienza del sistema e permette alle aziende di accrescere il proprio valore e le proprie performance. L’Italia è un riferimento in Europa per la circolarità e non solo, e c’è potenzialità elevata per una migliore valorizzazione dell’intero sistema economico e produttivo. Il sistema bancario sta raccogliendo sempre più informazioni attraverso questionari sulle dimensioni ESG e non lesina finanziamenti in ottica di sostenibilità, come la prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, che ha concesso 9 miliardi di credito dedicato. Ma quanta sensibilità c’è tra gli imprenditori? Quanti rispondo ai questionari? E soprattutto è in crescita o decrescita la consapevolezza dell’importanza di fare comunicazione a riguardo tra le PMI italiane? E quali sono i settori che meglio si adoperano: i più virtuosi o i settori ritenuti più a rischio? Generalmente i questionari sempre più numerosi inviati alle imprese dalle banche riportano richieste di base simili ma cambiano nella esposizione: c’è consapevolezza di ciò? Ma soprattutto c’è sensibilità per un coordinamento e anche una più mirata informazione per settore? Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia, coordinatrice del progetto europeo Transpareens, che ha raccolto la disclosure ESG di 5 mila PMI, ma anche coordinatrice dello Spoke 4 di Finanza Sostenibile del progetto PNRR GRINS (Next Generation EU) e Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, affrontano queste tematiche con il giornalista Marco Marelli in occasione della puntata 45 di Focus ESG. fsc/gsl

  34. 46

    Focus ESG - Episodio 44

    MILANO (ITALPRESS) - La sostenibilità ambientale mina la sostenibilità economica? Le azioni dei grandi fondi soprattutto americani (BlackRock e Vanguard per citarne un paio) dove possono portare? E le aziende come si comportano? Siamo in una fase di transizione nelle transizioni. C’è una rilettura da parte dei policy maker che si accompagna a un diverso equilibrio geopolitico internazionale. Le imprese con approccio chiaro e determinato ci credono e proseguiranno con respiro lungo perché lo vedono strategico, altre meno convinte si riposizioneranno con dinamiche anche sul sistema finanziario che in Europa però ha preso una chiara posizione, grazie anche al settore bancario. Il ruolo di Grins e della piattaforma Amelia. A livello globale la sensibilità rimane alta in UE e Asia. La E non rappresenta più solo la parte ambientale, ma anche quella economica da sempre legata alla governance. Attenzione ancora ai fondi di investimento, che per tanti sono dei radar: le sensibilità diverse per aree geografiche, in particolare Asia, USA e UE, li stanno portando a differenziare i prodotti e gli approcci perché ci sono anche tanti interessi diversi e una visione più regionale rispetto a un tempo. In Europa arriva maggior trasparenza sui consumi energetici dei prodotti con nuove etichettature, con beneficio per tutti grazie alla visione della Commissione Europea. Ne parlano in questa puntata di Focus ESG la Professoressa Monica Billio di Ca Foscari, Marco Frey, professore dell'Università Sant’Anna di Pisa e Presidente Global Impact Italia, coordinatori Spoke del progetto PNRR Grins (Next Generation EU), e Roberto Cortese, Association & Pubblic Affairs Vaillant Italia con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  35. 45

    Focus ESG - Episodio 43

    MILANO (ITALPRESS) - La mobilità è un asset strategico sia per la sostenibilità ambientale sia per la crescita di valore della società. La complessità di questo settore necessita visioni chiare e di lungo periodo ma sta pagando a caro prezzo scelte politiche con visioni troppo short. Uno dei settori della mobilità ad alta potenzialità per vantaggi ambientali e sociali è lo sharing, che in Italia ha un giro d’affari di circa 200 milioni di euro e un parco veicoli che ha superato le 110 mila unità. Da dieci anni però lo sharing in Italia continua a scontare regolamentazione da trasporto pubblico locale (TPL) che sta mettendo a rischio il modello, anche a causa della parcellizzazione comunale e di una IVA che dovrebbe essere portata al 10%, allineandola così a quella del Trasporto pubblico locale. Il partenariato pubblico privato deve crescere, considerando anche la tematica dati e consumi energetici, ma anche la tipologia delle alimentazioni perché tra auto termiche e auto elettriche i costi non sono a favore di queste ultime. A livello globale lo sharing triplicherà, l’Italia rischia di non cogliere molte opportunità. Con lo sharing un cittadino può risparmiare 3800 euro all’anno. Ne parlano il Presidente di Assosharing e Pubblic Affairs di Free2move Luigi Lichelli, la professoressa dell’Università Ca Foscari Venezia e coordinatrice Spoke 4 del progetto PNRR Grins (Next Generation EU) Monica Billio con il giornalista Marco Marelli, nella puntata 43 di Focus ESG.fsc/gsl

  36. 44

    Focus ESG - Episodio 42

    MILANO (ITALPRESS) - Il lusso nella sua accezione più ampia è in rallentamento ma non nella sua massima espressione. E i volumi dei grandi Gruppi come LVMH, Kering, Richemont, Hermes, Rolex e Patek Philippe lo dimostrano. In ottica ESG la sartoria è in assoluto quella più virtuosa; il settore dell’orologeria è anch’esso in altalena seppur con volumi produttivi molto differenti ma con andamento delle ultime aste di questo 2024 abbastanza assimilabili. Il punto non è il lusso accessibile o il lusso per pochi, perché corre su un filo molto sottile. E’ il cambio di passo di uno dei più grandi mercati, quello cinese, con il suo rallentamento, che potrebbe portare variazioni di visione anche decise sia in ottica E, S ma anche G, rifacendo scoprire ai consumatori i pilastri di questo settore che si basa sulla resilienza dei prodotti. A favore del valore supremo delle 3 dimensioni della sostenibilità. Ne parlano il direttore di Arbiter Franz Botré, il Presidente di Verga 1947 Umberto Verga, la Professoressa ordinaria di Ca Foscari Monica Billio e il giornalista economico Marco Marelli anche richiamando esempi concreti di grandi personaggi che sul sociale tanto hanno dato nella puntata 42 di Focus ESG.fsc/gsl

  37. 43

    Focus ESG - Episodio 41

    MILANO (ITALPRESS) - Il credito deteriorato aumenta in Europa, soprattutto in Francia e Germania, mentre è in riduzione in Italia con benefici importanti per il Paese. Il sistema economico italiano è più resiliente grazie a una attività sul mercato NPL negli ultimi dieci anni che ha interessato 71 miliardi di euro. Oggi l’Italia conduce ancora in questo settore grazie a una attenzione maggiore all’aspetto sociale attraverso una politica di recuperi pazienti. Si parla di social banking e una tra le Banche più attente e impegnate è Banca Ifis, leader nel recupero del credito deteriorato al piccolo consumo, anche attraverso la piattaforma PagoChiaro in evoluzione. La dimensione S dell’acronimo ESG gioca un ruolo da attore principale nel settore come l’uso dell’intelligenza artificiale. Ne parlano anche in ottica di educazione finanziaria, nella puntata 41 di Focus ESG, il giornalista economico Marco Marelli con la Vice Presidente di Banca Ifis, Professoressa Simona Arduini, e il Condirettore Generale di Banca Ifis, Fabio Lanza, anche Amministratore Delegato di Ifis NPL Servicing SPA. fsc/gsl

  38. 42

    Focus ESG - Episodio 40

    MILANO (ITALPRESS) - Società benefit e aziende ESG: entriamo nell’era 2.0. Le tematiche ESG sono sempre più sentite anche dalle Regioni. La Regione Veneto, per esempio, sostiene e promuove la coprogettazione pubblico privata a beneficio comune in ottica ESG. Con la legge regionale n. 10 del 2024 la Regione Veneto valorizza un nuovo modello di impresa ESG, di interesse anche per altre regioni. Il ruolo dei dati di qualità e delle informazioni di qualità diventa sempre più strategico. Ne parlano Roberto Bet, Consigliere regionale Veneto, Matteo Ribon, Segretario Regionale CNA Veneto e la Professoressa Monica Billio, Ordinaria di Econometria dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatrice dello Spoke 4 di Grins con il giornalista economico Marco Marelli nella puntata 40 di Focus ESG.fsc/gsl

  39. 41

    Focus ESG - Episodio 39

    MILANO (ITALPRESS) - Criptovalute, accesso facile agli investimenti, finanziamenti dal costo troppo diverso: la società è sempre più esposta al rischio di perdite economiche. Illusione della conoscenza, incapacità di valutare i rischi sono ulteriori aspetti che richiedono massima attenzione. Dal 2017 il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha istituito il Comitato EduFin con lo scopo di promuovere e coordinare iniziative utili a innalzare tra la popolazione la conoscenza e le competenze finanziarie, assicurative e previdenziali e migliorare per tutti la capacità di fare scelte coerenti con i propri obiettivi e le proprie condizioni. Per l’avvio del mese dell’educazione finanziaria (Novembre 2024 - https://www.quellocheconta.gov.it/it/) il Direttore del Comitato EduFin Professor Donato Masciandaro dell’Università Bocconi e la Professoressa Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia dibattono con il giornalista Marco Marelli anche con esempi concreti sul costo dei finanziamenti nella puntata 39 di Focus ESG.fsc/gsl

  40. 40

    Focus ESG - Episodio 38

    MILANO (ITALPRESS) - Molti manager in questi anni sono stati più attenti al profitto che al ruolo delle aziende nella società. Le 3 dimensioni della sostenibilità ESG permettono di soddisfare la resilienza dell’uomo e dell’ambiente in cui vive e anche di fare profitto. Oggi ci vogliono più comitati indipendenti e competenti per corretti incentivi ai manager in ottica sostenibilità nel lungo periodo e non nel breve. Serve capacità di metriche e analisi per misurare correttamente e ridurre i rischi di Greenwashing. E' anche fondamentale il ruolo dei media e dei cittadini/consumatori che devono essere più attenti nel valutare e nel premiare le aziende che puntano alla resilienza nel lungo periodo e non al mordi e fuggi. Il timore del Greenhushing e l’attacco sbagliato da parte di alcuni alle tematiche ESG, che rispondo alla necessità di garantire profitto e servire i bisogni dell’uomo. Ne parlano nella puntata 38 di FOCUS ESG Monica Billio, Professoressa Ordinaria di Econometria dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatrice dello Spoke 4 di Grins e Andrea Melis, Professore Ordinario di Economia aziendale dell’Università di Cagliari con il giornalista economico Marco Marelli.fsc/gsl

  41. 39

    Focus ESG - Episodio 37

    MILANO (ITALPRESS) - Il patrimonio immobiliare europeo ha 200 milioni di abitazioni che necessitano di efficientamento energetico. In Italia due abitazioni su tre impattano troppo su ambiente e portafogli. Il patrimonio immobiliare italiano non è cresciuto in valore quanto quello di altri Paesi europei. Rendere gli immobili più efficienti significa ridurre i costi del mantenimento anche del 70% ma soprattutto preservare e accrescere il loro valore del 25%, sia in caso di vendita sia in caso di affitto. Tutto in un arco temporale medio breve. Ciò vale anche per le abitazioni post ed ante. La riqualificazione degli immobili ha bisogno di finanziamenti e di un coinvolgimento a largo spettro. Sotto l’ombrello della Energy Efficient Mortgage Initiative coordinata dalla Federazione Ipotecaria Europea prende avvio un ecosistema utile per tutti: cittadini, piccole e medie imprese, artigiani, banche e Paese. Ne parlano nella puntata 37 di FOCUS ESG Daniela Antonini Head of Sustainable Funding and Advisory, Banco BPM - Coordinatrice Italian Hub Energy Efficient Mortgage Initiative; Luca Bertalot Segretario Generale Federazione Ipotecaria Europea; Luke Brucato Chief Strategy Officer Immobiliare.it Insights con il giornalista Marco Marelli. gsl/fsc/mrv

  42. 38

    Focus ESG - Episodio 36

    MILANO (ITALPRESS) - Le sfide da affrontare richiedono risorse sempre più importanti. Per fare scelte corrette la conoscenza è essenziale. Avere dati di qualità e analisi precise è il grande valore aggiunto per i decisori sia pubblici sia privati, per valutare, validare e rivedere le scelte. Per soddisfare questa necessità è nato il partenariato pubblico privato GRINS, che vede coinvolte 14 Università, 1000 ricercatori, 3 centri ricerca (Centro Studi Tagliacarne, CMCC, EIEF, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) e ANIA, CINECA, CRIF, Exprivia, IntesaSanpaolo, Poste Italiane, Leithà, Prometeia. L’obiettivo è generare un ecosistema digitale al servizio della collettività. Un sistema strategico anche nel lungo periodo perché permetterà una gestione delle risorse più mirata e redditizia. Come e perché nasce il partenariato GRINS, cosa è e quale ruolo ha l’ecosistema AMELIA già in avanzata fase di realizzazione, quali sono le potenzialità di questa piattaforma digitale del sapere, sono alcune informazioni dell’approfondimento tra il giornalista Marco Marelli con il professore Matteo Cervellati, professore dell’Università di Bologna e Presidente della Fondazione Grins.fsc/col3/gsl

  43. 37

    Focus ESG - Episodio 35

    MILANO (ITALPRESS) - Le diseguaglianze stanno crescendo sempre più e cresceranno ancora a causa delle scelte dei giovani più propensi a investimenti ad alto rischio, poco Green e troppo a breve termine. Uno dei motivi principali si deve a una ridotta conoscenza dell’economia e della finanza da parte dei giovani. In Italia c’è un gap tra il genere maschile e femminile rilevante che va colmato. L’educazione finanziaria diventa quindi sempre più strategica anche in ottica di strumento importante per la democrazia. Bisogna parlare una lingua comune ed essere molto più chiari e incisivi con le nuove generazioni. Ne parlano nella puntata 35 di Focus ESG con il giornalista Marco Marelli Carmine Di Noia, Direttore Affari Finanziari e dell’Impresa dell’OCSE, Carlo Favero, Professore di Econometria, Università Bocconi, e Monica Billio, ordinaria della Ca' Foscari di Venezia.fsc/gsl

  44. 36

    Focus ESG - Episodio 34

    MILANO (ITALPRESS) - Il sistema bancario è sempre più attento alla sostenibilità. Banca IFIS, con il presidente Ernesto Furstenberg Fassio, ha sviluppato con lo spin off Triadi del Politecnico di Milano un social impact lab denominato Kaleidos, ma soprattutto ha investito molte risorse in azioni mirate sia per quanto riguarda la decarbonizzazione dei propri portafogli, sia per l’aspetto sociale con particolare attenzione anche ai crediti deteriorati. Ne parlano nella puntata 34 di Focus ESG, Michele Ripa,  Sustainability Manager di Banca Ifis, e Irene Bengo, Ceo di Triadi, spin off del Politecnico di Milano, con il giornalista Marco Marelli.fsc/gsl

  45. 35

    Focus ESG - Episodio 33

    MILANO (ITALPRESS) - La finanza digitale è sempre più attenta alle dimensioni ESG, anche per sostenere la transizione ecologica per cui i fondi pubblici non sono sufficienti. Per le PMI una soluzione per ottenere credito oltre il sistema bancario; per gli investitori una possibilità da non sottovalutare. Ma quali sono gli attori principali e soprattutto quali potenzialità e rischi ci sono? Le differenze nel mondo anglosassone e in quello italiano, cosa lo penalizza e dove si dovrebbe agire. Il genere femminile performa bene. Perché? Con il giornalista Marco Marelli, la Professoressa Monica Billio, ordinaria dell’Università Ca Foscari di Venezia e il professore ordinario dell’Università di Bergamo Silvio Vismara, responsabile del gruppo di lavoro finanza digitale dello Spoke 4 Progetto GRINS si entra nel merito dell'Equity crowdfunding, un sistema importante che va tutelato perché favorisce la realizzazioni di nuove idee ma anche aumenta la resilienza delle aziende più piccole. Che in Italia hanno una rilevanza molto importante.fsc/gsl

  46. 34

    Focus ESG - Episodio 32

    MILANO (ITALPRESS) - Il debito è sempre più centrale, sia quello pubblico sia quello privato, e chiede una corretta gestione. Ne parlano Carmine Di Noia, Direttore Affari Finanziari e dell’Impresa dell’OCSE, Carlo Favero, Professore di econometria all'Università Bocconi, e Monica Billio, Professoressa di econometria all'Università Ca’ Foscari Venezia a Focus ESG con il giornalista Marco Marelli. Quali sono le azioni da farsi, quali strumenti si hanno a disposizione, l’importanza di una cultura finanziaria, il contributo del partenariato GRINS per la sostenibilità dei debiti pubblici i temi della puntata. sat/gsl

  47. 33

    Focus ESG - Episodio 32

    MILANO (ITALPRESS) - Il debito è sempre più centrale, sia quello pubblico sia quello privato, e chiede una corretta gestione. Ne parlano Carmine Di Noia, Direttore Affari Finanziari e dell’Impresa dell’OCSE, Carlo Favero, Professore di econometria all'Università Bocconi, e Monica Billio, Professoressa di econometria all'Università Ca’ Foscari Venezia a Focus ESG con il giornalista Marco Marelli. Quali sono le azioni da farsi, quali strumenti si hanno a disposizione, l’importanza di una cultura finanziaria, il contributo del partenariato GRINS per la sostenibilità dei debiti pubblici i temi della puntata.sat/gsl

  48. 32

    Focus ESG - Episodio 31

    MILANO (ITALPRESS) - Il valore dei rating ESG come viene recepito dai mercati finanziari? Su cosa è più importante concentrarsi come azienda per darle più valore? E per le piccole aziende quale è l’approccio migliore? E il ruolo delle società di rating? attraverso esempi concreti con Sustainalytics e MSCI. A queste domande del giornalista economico Marco Marelli, grazie alle attività del progetto Grins, la Professoressa Monica Billio, ordinaria dell’Università Ca Foscari di Venezia e il professore ordinario Massimo Guidolin dell’Università Bocconi e Co-Direttore di Asset, Centro Baffi Carefin, entrano nel merito indicando chiaramente che la stabilità è valore e che una informazione ben redatta accresce la resilienza. Inoltre, grazie alle valutazione ESG emerge anche un greenwashing in contrazione.fsc/gsl

  49. 31

    Focus ESG - Episodio 30

    MILANO (ITALPRESS) - Dagli Usa continuano a soffiare venti contrari all’acronimo ESG, con ben 18 Stati capitanati dalla Florida che attaccano l’agenda ESG di Biden; dall’altra parte del mondo, Cina e Corea in particolare, il sistema ESG ha sempre più il vento in poppa. ESG è sinonimo di resilienza e quanto ne ha il sistema finanziario oggi con la globalizzazione in affanno, i dazi sempre più frequenti e le aree emergenti gravate di debiti? Ne discutono in chiave olistica la Professoressa Monica Billio, ordinaria dell’Università Ca Foscari di Venezia e il Vice Direttore Monetary and Capital Markets Department del Fondo Monetario Internazionale Fabio Natalucci con il giornalista Marco Marelli. fsc/gsl

  50. 30

    Focus ESG - Episodio 30

    MILANO (ITALPRESS) - Dagli Usa continuano a soffiare venti contrari all’acronimo ESG, con ben 18 Stati capitanati dalla Florida che attaccano l’agenda ESG di Biden; dall’altra parte del mondo, Cina e Corea in particolare, il sistema ESG ha sempre più il vento in poppa. ESG è sinonimo di resilienza e quanto ne ha il sistema finanziario oggi con la globalizzazione in affanno, i dazi sempre più frequenti e le aree emergenti gravate di debiti? Ne discutono in chiave olistica la Professoressa Monica Billio, ordinaria dell’Università Ca Foscari di Venezia e il Vice Direttore Monetary and Capital Markets Department del Fondo Monetario Internazionale Fabio Natalucci con il giornalista Marco Marelli. fsc/gsl

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