PODCAST · society
Futura Umanità
by IrpiMedia
Storie di alternative possibili. Come la concatenazione delle idee permette di immaginare nuove convergenze che dalle lotte per il lavoro (e non solo) portano a immaginare un futuro nuovo.
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Ep 4 - Sogni d'oro
Per chi sogna ad occhi aperti, la parola fine non è ammessa, nonostante questa sia l’ultima puntata di Futura Umanità. Che sia in un quartiere periferico della città, tra i campi della produzione agricola o nei corridoi di una fabbrica, l’utopia concreta è un processo che ha bisogno di nuovi incipit. È il desiderio a muovere la collettività. Ma è il viaggio intrapreso che risignifica le esistenze.
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Ep 3 - Tifiamo rivolta
Il desiderio, a volte, viene fuori nei modi più disparati. Cantare, ad esempio: allevia le fatiche, entusiasma, coinvolge, secondo le testimonianze operaie raccolte. È un atto creativo con cui sublimare la propria condizione. E sognare ad occhi aperti. Natalina Bertolone è stata una mondina nelle risaie di Vercelli e cantava assieme alle sue compagne durante gli scioperi. Le operaie de La Perla di Bologna cantano il proprio orgoglio. Gli operai dell’ex Gkn di Campi Bisenzio fanno altrettanto. La storia del movimento operaio, in effetti, potrebbe essere messa in scena attraverso un musical.Estratti: Festival della letteratura Working Class, di Tutta Scena 1; L'ora del fucile, di Pino Masi
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Ep 2 - Odio mosso da amore
Alì Zain fa l’operaio in una delle tante fabbriche tessili che puntellano l’hinterland di Prato. E si è conquistato la felicità lottando con il sindacato Sudd Cobas. Paolo Bellini, agli esordi degli anni ‘60, sgobbava in una «fabbrica polverosa», come lui stesso afferma, a Cagnano, in Abruzzo. La felicità l’ha pretesa con le unghie e con i denti. A dividerli c'è mezzo secolo di storia. Ad unirli, invece, è l’odio nei confronti dello sfruttamento.
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Ep 1 - La finestra sul cortile
Claudio è un ragazzo di provincia degli anni ‘70 e pensa sempre alla rivoluzione.Marco e Maurizio, invece, sessant'anni dopo, sono precari e si barcamenano nel mondo dell'informazione. Nel frattempo lo Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, ha avuto un'idea: raccogliere le testimonianze di coloro che hanno lottato tra gli anni ‘50 e ‘80, mentre i braccianti romagnoli, un secolo prima, non avrebbero mai immaginato che le loro memorie, persino i foglietti scritti a matita, sarebbero stati cercati, assemblati e catalogati. A tenere insieme questi incipit, nel tempo e nello spazio, ci sono le utopie. La più importante? Immaginare una vita felice.
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