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Gli Anni Viola
by Radio 24
Fra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, nella massima divisione del campionato italiano di basket, milita una squadra di Reggio Calabria nata da pochi anni e già in grado di competere con le storiche e più blasonate piazze del Nord. Si chiama Cestistica Piero Viola, ma in città tutti la chiamano La Viola. Per la Reggio Calabria di quel periodo, intrappolata in una spirale di criminalità e violenza dalla quale fatica a uscire, la Viola è molto più di una squadra di basket. È un esperimento sportivo e sociale, la promessa di un riscatto collettivo in grado di tenere unita la città in uno dei periodi più bui della sua storia. “Se la Viola ce l’ha fatta, allora ce la può fare anche Reggio…”. Questo podcast racconta la storia della Cestistica Piero Viola - dalla sua fondazione fino al periodo “d’oro” degli anni Novanta - attraverso le voci di ex-giocatori, allenatori e dirigenti, uomini liberi che hanno reso possibile quel mira
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8. Cosa rimane
Siamo arrivati ad oggi. Sono passati quasi trent’anni dalla vittoria dei Cadetti; ancora di più, dallo scellerato play off con la Benetton. Ma Viola continua, anche se non è più "la Viola dei miracoli". Già, ma cos'è rimasto di quella Viola, a Reggio Calabria? E com'è diventata la città, in questo lungo periodo? In questa puntata Giovanni Mafrici, giornalista e storico commentatore della Viola, ci accompagna attraverso le strade della città per cercare di rispondere a queste domande. Sicuramente, una cosa è certa: la squadra di Reggio Calabria ha lasciato un segno indelebile anche in noi.
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7. Campioni!
Negli anni ’90, la Viola Reggio Calabria vive un mix di successi sportivi e gravi crisi economiche. I giovani Davide Polimeni e Antonio Foti, guidati da Gaetano Gebbia, portano il club a vincere lo scudetto giovanile nel 1994/95. Tuttavia, la sconfitta nei playoff del 1994 e la perdita della sponsorizzazione Panasonic segnano l’inizio di un declino finanziario. Il club è costretto a cedere i suoi migliori elementi e cambia allenatore, passando da Recalcati a Zorzi. Nonostante una difficile salvezza nel 1995/96, la competitività della squadra cala drasticamente. Un tentativo di salvataggio tramite la vendita del centro sportivo Modena viene bloccato da un’inchiesta della DIA, che porta a perquisizioni e accuse infondate di reati gravi. L’indagine interrompe il possibile rilancio del club e segna di fatto la fine della sua parabola sportiva.
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6. Davide contro Golia
Il 29 aprile 1990 la Viola Reggio Calabria compie un’impresa storica battendo la Philips Milano 90-87 nei play-off. Questo successo segna l’inizio di una nuova era, guidata dal coach Carlo Recalcati, convinto dal giudice Viola a lasciare Cantù per Reggio. Con un gioco libero e intelligente, e grazie all’arrivo di Dean Garrett (in seguito anche Sasha Volkov), la squadra vive un periodo d’oro. Tuttavia, nel 1993 gli infortuni di Volkov e Garrett causano un calo di rendimento. Il 18 aprile, una dolorosa sconfitta contro Treviso chiude una stagione difficile. La storia della Viola in questi anni riflette la forza e la rinascita della città di Reggio Calabria.
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5. Cambio della guardia
Nel 1988 si chiude un’epoca per la Viola Reggio Calabria con l’addio di Massimo Bianchi, seguito da quelli di Campanaro e Hughes, simboli del passato glorioso. Dopo il ritiro del presidente Giuseppe Viola nel 1987, la squadra affronta una fase di transizione sotto la guida di Tonino Zorzi e del nuovo presidente Gianni Scambia. In cerca di nuovi sponsor e stabilità, la Viola avvia progetti strutturali come il Palacalafiore e il Centro Sportivo Viola. Gaetano Gebbia, figura chiave del settore giovanile, ricorda con nostalgia il "Pianeta Viola", un tempo vivaio di talenti, oggi abbandonato.
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4. Una città in guerra
Il 13 ottobre 1985 segna l’esordio della Viola Reggio Calabria in Serie A1, ma coincide con l'inizio di una sanguinosa guerra di 'Ndrangheta che sconvolge la città. In questo clima di violenza e crisi sociale, la Viola diventa simbolo di speranza e resistenza per Reggio. Nonostante le difficoltà, la squadra evita la retrocessione. Nell’estate 1986, per mantenere vivo l'entusiasmo, arriva Joe Bryant, insieme al figlio Kobe. Tuttavia, la stagione successiva in A2 è difficile: cambio in panchina, calo della vecchia guardia e la tragica morte del giovane Massimo Mazzetto segnano un periodo complicato. La città, unita nel dolore, rafforza il suo legame con la squadra, mentre Sandro Santoro ne raccoglie l’eredità.
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3. 57 giorni
La stagione 1982/83 segna un momento storico per la Viola Reggio Calabria, che conquista la promozione in Serie A2 grazie al talento di giocatori come Campanaro e Rossi, alla guida di coach Benvenuti e al sostegno dei tifosi. Tuttavia, il salto di categoria porta nuove sfide: lo Scatolone non rispetta i requisiti della Serie A e si rischia il trasferimento a Catanzaro. Il giudice Viola guida una mobilitazione collettiva che porta alla costruzione del Botteghelle in soli 57 giorni. Nonostante ostacoli burocratici e il caso Campanaro — considerato straniero in Serie A — la squadra riesce a confermare il giocatore e a prepararsi per la nuova avventura grazie alla determinazione del suo storico presidente.
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2. Gli anni d’oro
Negli anni ’80, sotto la guida del giudice Giuseppe Viola e con l’arrivo del tecnico Filippo Faina e del giocatore Massimo Bianchi, la Viola inizia a puntare alla Serie A. Grazie al sostegno dell’ingegnere Gianni Scambia, la società diventa solida e ambiziosa. Dopo una delusione nella stagione 1981/82, causata da sfortuna e inesperienza tecnica, il club rilancia ingaggiando Mark Campanaro. Nella stagione 1982/83, con l’allenatore Gianfranco Benvenuti e la coppia Bianchi-Campanaro, la Viola compie un’impresa: vince 21 delle ultime 23 partite e conquista la storica promozione in Serie A.
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1. Lo scatolone
Durante Gara 3 dei quarti di finale dei playoff 1992/93, la Panasonic Reggio Calabria, dopo aver condotto la partita, perde palla negli ultimi secondi e Treviso passa in vantaggio 84-82. A 4 secondi dalla fine, Avenia lancia lungo per Garrett che, da solo, schiaccia a canestro... Questo è il momento cruciale nella storia della Panasonic Reggio Calabria. Una storia che nasce dall’impegno di Piero e Giuseppe Viola con i ragazzi dei quartieri popolari, in un contesto di povertà e disordini civili. Una storia caratterizzata da sfide logistiche e sociali, ma anche da momenti di incredibile passione e determinazione, ritagliandosi uno spazio speciale nel cuore dei reggini.
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Trailer
Fra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, nella massima divisione del campionato italiano di basket, milita una squadra di Reggio Calabria. Si chiama Cestistica Piero Viola, ma tutti la chiamano La Viola. La Viola è molto piùù di una squadra di basket. È la promessa di un riscatto, sportivo e sociale, in grado di tenere unita la città in uno dei momenti più difficili della sua storia. Questo è il racconto di una squadra che è rieucita a convincere un’intera città: “Se ce l’ha fatta la Viola, chiunque può farcela”. Benvenuti negli Anni Viola.
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Fra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, nella massima divisione del campionato italiano di basket, milita una squadra di Reggio Calabria nata da pochi anni e già in grado di competere con le storiche e più blasonate piazze del Nord. Si chiama Cestistica Piero Viola, ma in città tutti la chiamano La Viola. Per la Reggio Calabria di quel periodo, intrappolata in una spirale di criminalità e violenza dalla quale fatica a uscire, la Viola è molto più di una squadra di basket. È un esperimento sportivo e sociale, la promessa di un riscatto collettivo in grado di tenere unita la città in uno dei periodi più bui della sua storia. “Se la Viola ce l’ha fatta, allora ce la può fare anche Reggio…”. Questo podcast racconta la storia della Cestistica Piero Viola - dalla sua fondazione fino al periodo “d’oro” degli anni Novanta - attraverso le voci di ex-giocatori, allenatori e dirigenti, uomini liberi che hanno reso possibile quel mira
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