Grammatica italiana avanzata

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Grammatica italiana avanzata

In questo programma parlo di grammatica italiana avanzata, ogni argomento viene spiegato in maniera dettagliata per aiutare le persone che studiano italiano come seconda lingua o gli studenti delle scuole medie e superiori che vogliono ripassare la materia studiata prima degli esami. Questi audio fanno parte dei video che ho creato per youtube: https://www.youtube.com/playlist?list=PL6SkebWkVV5hWEcYnWAow5bqumIEEi8vI , puoi anche trovare gli articoli scritti nella web: https://grammaticaitaliana.net/grammatica-italiana-avanzata/ . Spero che siano di aiuto.

  1. 18

    Gli aggettivi con valore avverbiale

    L’ aggettivo con valore avverbiale si da quando l’aggettivo invece di riferirsi a un nome si riferisce a un verbo: Parla forte! Mangia piano! Scrivi chiaro! L’uso dell’aggettivo con valore avverbiale risale all’italiano antico e attualmente viene utilizzato principalmente in espressioni idiomatiche e nella comunicazione pubblicitaria: Mangia sano! Spendi poco! Vivi sano! Negli esempi visti sopra, l’aggettivo ha un valore di avverbio e si chiama appunto aggettivo con valore avverbiale, perché modifica un verbo e non un sostantivo svolgendo la funzione di un avverbio: mangiare sano significa, infatti, mangiare sanamente. L’aggettivo con valore avverbiale in senso generale è sempre di genere maschile e singolare, ma ci sono molti casi in cui si accorda in genere e numero con il nome a cui si riferisce: Mantenetevi sane e belle! State attente alla linea! Quando gli aggettivi sostantivati sono preceduti a una preposizione, formano varie locuzioni avverbiali: all’improvviso alla svelta con le buone o con le cattive

  2. 17

    L'aggettivo sostantivato - Grammatica italiana

    L’aggettivo sostantivato o nominalizzato si forma dall’unione di un articolo determinativo con un aggettivo qualificativo, conferendo a questo la funzione di nome. Un signore povero cercava un lavoro (aggettivo qualificativo) il povero cercava un lavoro (aggettivo sostantivato) Quasi tutti gli aggettivi possono essere sostantivati, a volte questo processo occasiona che l’anteriore valore di aggettivo non venga più avvertito da chi parla o scrive, al punto che un aggettivo sostantivato può essere considerato un sostantivo a tutti gli effetti. Il futuro non sarà facile i bovini italiani sono fra i migliori del mondo L’aggettivo sostantivato può essere utilizzato per abbreviare la frase sostituendo il nome. Per esempio la frase: i bambini piccoli devono essere protetti può essere tranquillamente sostituita dalla frase: i piccoli devono essere protetti in questa frase l’aggettivo sostantivato “piccoli” sostituisce il nome “bambini”, compiendo in questo caso una doppia funzione, quella di nome e allo stesso tempo indicando anche la qualità del nome. L’aggettivo sostantivato può sostituire un nome che indica qualcosa di astratto: il bello (sostituisce il nome bellezza) il difficile (sostituisce il nome difficoltà) il vero (sostituisce il nome verità) L’aggettivo sostantivato può anche svolgere la funzione di un avverbio: chi va piano va sano e va lontano bisogna parlare chiaro Ci sono casi in cui l’aggettivo sostantivato quando è preceduto da una preposizione può formare una locuzione avverbiale: con le buone all’antica alla svelta L’aggettivo sostantivato può indicare un’intera specie, condizione o classe di persone sia al plurale sia al singolare: il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno. L’aggettivo sostantivato può essere accompagnato da un altro aggettivo qualificativo: il freddo intenso delle alpi la strana calma che vissero i cristiani Gli aggettivi qualificativi che indicano una nazionalità, vengono sostantivati per indicare le persone che vivono in un luogo: La precisione dei giapponesi non conosce limite. Possiamo anche trovare casi in cui il sostantivo può svolgere la funzione di aggettivo: Questo ragazzo è l’asino della classe.

  3. 16

    La posizione degli aggettivi qualificativi

    In italiano la posizione dell’aggettivo qualificativo rispetto al nome cui si riferisce può variare, infatti un aggettivo può essere collocato sia prima del sostantivo sia dopo, producendo spesso nella frase dei significati differenti: Roberto è un vecchio amico (una persona che conosco da molti anni) Roberto è un amico vecchio (una persona vecchia) La posizione dell’aggettivo qualificativo prima del nome può essere usata per risaltare il nome, invece la posizione dell’aggettivo qualificato dopo il nome può essere usata per risaltare l’aggettivo: Michela ha un simpatico fratello (risalto al nome) Michela ha un fratello simpatico (risalto all’aggettivo) negli esempi sopra possiamo notare come la prima frase mette in evidenza che il fratello di Michela è solo uno, mentre la seconda frase mette in evidenza che il fratello di Michela è simpatico. La posizione dell’aggettivo qualificativo prima del nome conferisce una funzione descrittiva, invece la posizione dell’aggettivo qualificato dopo il nome conferisce una funzione distintiva: Dobbiamo usare una vecchia macchina (funzione distintiva) Dobbiamo usare una macchina vecchia (funzione descrittiva) negli esempi sopra possiamo notare che la posizione dell’aggettivo qualificativo prima del nome, aggiunge una descrizione da parte di chi parla, un suo giudizio. Nella seconda frase invece, la posizione dell’aggettivo qualificativo dopo il nome, serve per distinguere una macchina da un’altra basandosi nell’antichità di questa. In alcuni casi il cambio della posizione dell’aggettivo qualificativo rispetto al nome cui si riferisce, conferisce un significato completamente differente all’aggettivo stesso: un uomo povero (persona di poche risorse economiche) un pover’uomo (persona meschina, che suscita compassione) un uomo grande (una persona molto alta) un grand’uomo (una persona celebre per le sue opere) la posizione dell’aggettivo qualificativo che indica nazionalità, forma, materia e colore è sempre dopo il nome: un ragazzo francese (corretto) un francese ragazzo (sbagliato) un terreno quadrato (corretto) un quadrato terreno (sbagliato) un terreno fangoso (corretto) un fangoso terreno (sbagliato) un maglione rosso (corretto) un rosso maglione (sbagliato) Poter cambiare la posizione dell’aggettivo qualificativo rispetto al nome cui si riferisce è molto importante, perché ci permette di modificare a nostro piacimento quando parliamo o scriviamo, sul piano espressivo, il significato di ciò che vogliamo comunicare in maniera molto semplice.

  4. 15

    La concordanza degli aggettivi qualificativi - Grammatica italiana avanzata

    L’aggettivo qualificativo deve concordare con il nome cui si riferisce in genere e numero. La concordanza dell’aggettivo qualificativo con più nomi di genere maschile, si forma mantenendo al plurale il genere maschile: il libro e il quaderno sono nuovi La concordanza dell’aggettivo qualificativo con più nomi di genere femminile, si fa mantenendo al plurale il genere femminile: la sedia e la poltrona sono rotte La concordanza dell’aggettivo qualificativo con più nomi di genere diverso, si fa mantenendo al plurale il genere maschile: mio padre e mia madre non sono molto alti però se l’aggettivo non ha funzione predicativa come negli esempi anteriori, ma è un attributo legato direttamente ai nomi, la concordanza dell’aggettivo qualificativo si fa mantenendo il genere del nome più vicino: mi hanno prescritto uno sciroppo e delle pastiglie amarissime

  5. 14

    Le forme degli aggettivi qualificativi: il genere e il numero

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. La forma dell’aggettivo qualificativo si riferisce al genere e al numero degli aggettivi qualificativi e segue le stesse regole della forma del nome. Quindi, la forma dell’aggettivo qualificativo, generalmente varia cambiando la desinenza dell’aggettivo in rapporto al genere (maschile o femminile) e al numero (singolare e plurale).

  6. 13

    Gli aggettivi qualificativi: introduzione

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. Gli aggettivi qualificativi forniscono informazioni sulle qualità e sulle caratteristiche di una persona, una cosa, un animale o un’entità astratta, ci permettono cosi di esprimere meglio ciò che vogliamo trasmettere arricchendolo di sfumature rilevanti. Gli aggettivi qualificativi consentono anche di differenziare una persona, animale o cosa rispetto a un’altra. Per esempio la frase “la bicicletta arancione” non fornisce solamente informazione sul colore della bicicletta, ma l’aggettivo “arancione” permette di individuare una bicicletta specifica fra tante di diverso colore.

  7. 12

    Gli aggettivi: introduzione

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. Gli aggettivi (dal latino nomen adiectivum, parola che si aggiunge) sono parole che accompagnano i nomi arricchendone il significato e dando informazioni che permettono indicare una particolare qualità.

  8. 11

    La struttura dei nomi

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. Quando parliamo della struttura dei nomi, ci riferiamo alle parti da cui sono formati i nomi e si possono dividere in quattro categorie: primitivi, derivati, alterati e composti.

  9. 10

    La forma dei nomi

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. La forma dei nomi si riferisce alla variazione che subisce il nome per modificare il suo genere (femminile o maschile) e il suo numero (singolare o plurale). Quasi tutti i nomi sono variabili, significa che hanno diverse forme, per esempio il nome ragazzo ha quattro forme: il ragazzo la ragazza i ragazzi le ragazze

  10. 9

    il significato dei nomi

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. Il significato dei nomi, è una classificazione che ci permette di distinguere meglio le parole a cui fanno riferimento inomi, basandoci in ciò che significano.

  11. 8

    Il numero dei nomi

    Puoi praticare gli esercizi interattivi collegati a questo audio nella web https://grammaticaitaliana.net. Il numero dei nomi ha due forme: singolare o plurale. Al singolare serve per indicare un solo essere o una sola cosa, al plurale più esseri o più cose. In italiano l’informazione sul numero dei nomi è data dalla desinenza, quindi per formare il plurale con la maggior parte dei nomi occorre cambiare la ultima vocale (desinenza).

  12. 7

    Il genere dei nomi: femminile o maschile

    L`italiano possiede solamente due generi, il maschile e il femminile, non ha invece il genere neutro. Il genere dei nomi può essere maschile o femminile, per quanto riguarda le persone e gli animali, il genere coincide con il sesso: il ragazzo – la ragazza il gallo – la gallina Tuttavia, non sempre esiste una corrispondenza e ci sono alcuni casi in cui il “genere grammaticale” non corrisponde al “genere naturale”: la sentinella (uomo) la guardia (uomo) il soprano (donna) il contralto (donna) Con i nomi di cose che indicano oggetti, azioni o concetti astratti, il genere dei nomi è puramente grammaticale e non ha alcun legame con le loro caratteristiche fisiche. tavolo (maschile) sedia (femminile) pugilato (maschile) corsa (femminile) odio (maschile) felicità (femminile) La distinzione di maschile o femminile in questi casi, rappresenta una mera convenzione e ha un valore esclusivamente grammaticale. È indispensabile conoscere quali sono le regole grammaticali che stabiliscono quando un nome è di genere maschile o di genere femminile, per evitare di fare errori di concordanza quando si utilizzano con gli articoli, gli aggettivi o i participi passati.

  13. 6

    Il nome o sostantivo - Introduzione

    Il nome o sostantivo (deriva dal latino nomen substantivu, cioè parola che serve a indicare una substantia) sono parole che servono a designare le persone, gli oggetti, gli animali, i luoghi, le azioni, i fatti, le idee e i sentimenti. Attraverso il nome possiamo classificare nella nostra mente tutte le cose che esistono e distinguerle le une dalle altre. Questo ci permette di poter descrivere ciò che percepiamo agli altri.

  14. 5

    Le preposizioni articolate

    Quando le preposizioni semplici di, a, da, in e su sono seguite da un articolo determinativo, si fondono con questi e danno origine a elementi che si chiamano preposizioni articolate. Le preposizioni articolate hanno in genere una funzione di collegamento e possono introdurre vari complementi indiretti: In alcuni casi le preposizioni articolate formate dall’unione della preposizione (di) con l’articolo determinativo possono svolgere la funzione di articolo partitivo .

  15. 4

    Usi particolari dell'articolo

    Quando parliamo degli usi particolari dell’articolo, ci riferiamo all’omissione o meno dell’articolo davanti a un nome, che può variare molto da una lingua all’altra e che può far commettere errori a uno straniero che studia italiano. Vediamo ora alcuni casi in cui l’articolo è soggetto a regole particolari.

  16. 3

    L'articolo partitivo

    L’articolo partitivo si usa per indicare una parte o quantità indeterminata di un tutto, equivale a “un po’, alquanto “; Ho festeggiato con dei compagni di lavoro. Passami dell’acqua per favore. Negli esempi visti si vuole comunicare che non intendiamo o non possiamo precisare il numero esatto dei compagni di lavoro o la quantità esatta di acqua.

  17. 2

    Gli articoli indeterminativi

    Gli articoli indeterminativi si mettono davanti a un nome per indicare che si riferisce a una persona o una cosa generica e indefinita, che si considera come non ancora nota; la loro funzione è quella di introdurre nel discorso un nome di cui non si è parlato in precedenza. Per esempio se diciamo: Passami una sedia L’articolo (una) davanti alla parola sedia, fa capire che si tratta di una sedia qualunque, una sedia di cui si parla per la prima volta, non ancora identificata.

  18. 1

    Gli articoli determinativi

    Gli articoli determinativi si mettono davanti un nome per indicare che si riferisce a una persona o una cosa ben definita, che si presuppone già nota. Per esempio se diciamo: il ragazzo biondo L’articolo (il) davanti alla parola ragazzo, fa capire che non si tratta di un ragazzo qualunque ma di uno specifico, appunto quello con i capelli biondi, noto a chi parla e a chi ascolta.

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Claudio Gibellato

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