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I cippi raccontano

C’è un’Italia che non si trova sui libri di scuola. Un’Italia fatta di boschi silenziosi, sentieri dimenticati, e pietre scolpite che affiorano come testimoni muti di un passato sepolto. Sono i cippi di confine. Pietre di confine tra due mondi: lo Stato Pontificio da una parte, e il Regno delle Due Sicilie dall’altra. Segni incisi nella roccia per separare territori, ma anche per raccontare storie. Chi li ha voluti? Chi li ha temuti? E chi ha vissuto all’ombra di quei confini, tra dogane, contrabbandi e sospetti? In "I Cippi Raccontano", andremo alla scoperta di queste pietre dimenticate e dei racconti che custodiscono su quanto avvenuto in un tratto della linea di confine che separava le zone papaline fra la valle del Turano ela bassa sabina (Nespolo, Collalto Sabino e Collegiove) da quelle regnicole del Cicolano e del Careseolano. Perché i confini non sono solo linee su una mappa. Sono cicatrici, memorie, e a volte, ponti tra culture diverse. Mettetevi in cammino con noi. Il viagg

  1. 8

    Ep. 8 - La riscoperta - Cippo 356

    Il cippo 356 si trova al di sotto della strada poderale delle Macchie Alte che, dalla provinciale fra Poggio Cinolfo e Collalto Sabino, si ricollega a quella fra Nespolo e Tufo e a poca distanza dalla stessa strada carrabile. Il cippo finora considerato perduto è stato ritrovato nel mese di maggio del 2025 a partire dalla localizzazione effettuata grazie alla sovrapposizione fra le antiche mappe ottocentesche e le attuali riprese satellitari.L’episodio racconta le esperienze di Antonio Farinelli nella sua instancabile ricerca e individuazione dei cippi, a partire dalla fine degli anni 80 fino ai giorni nostri, e della sua emozione alla vista del cippo 356 riscoperto sottoterra dopo così tanto tempo.

  2. 7

    Ep. 7 - Il confine prima del confine - Cippo 376

    Il cippo 376 è collocato in un importante snodo del territorio a partire dai tempi remoti. Ricco di acque e collegato sia con i paesi del Cicolano e della Valle del Salto, sia con quelli che a sud gravitano con l’area della valle del Cavaliere e della valle del Turano. In questo episodio si raccontano storie del territorio risalenti a periodi precedenti il consolidamento del confine avvenuto del diciannovesimo secolo.

  3. 6

    Ep. 6 - Un mondo senza confini - Cippo 370

    Il cippo 369 si trova una zona impervia a 1100 metri di quota sul versante orientale del monte Piano che sovrasta il paese di Tufo, frazione di Carsoli in provincia dell’Aquila. È abbattuto ai piedi di un albero seminascosto dalla vegetazione particolarmente fitta. È uno dei più difficili da raggiungere e anche il più vicino al maggiore rilievo della zona, la vetta di monte Piano.

  4. 5

    Ep. 5 - Camice rosse - Cippo 374

    Il cippo 374 al di sopra di un’ampia fascia di roccia affacciata sopra alla piana delle Puzzella in cui si trova il cippo 376. Le due zone sono geologicamente molto diverse; una di roccia calcarea, molto dura e compatta, dove si trova il cippo 374, una piana argilloso-arenacea impermeabile e ricca d’acque con scorrimento superficiale il 376. La storia racconta il periodo della repubblica Romana, (1848-1849) attraverso le vicende di due giovani volontari che prima erano stati distaccati a Nespolo per controllare il confine, successivamente avevano seguito Garibaldi nella difesa di Roma dai Francesi e infine sbandati non seguirono il resto della truppa ma cercarono di ritrovare da soli la via di casa.

  5. 4

    Ep. 4 - Doganieri e contrabbandieri - Cippo 368

    Il cippo 368 si trova su una zona impervia, caratterizzata da versanti ombrosi coperti da una macchia fitta di carpino nero, orniello, rovi e felci che rendono difficile il cammino e l’orientamento. È posizionato subito al di sopra della via di comunicazione fra le dogane di Nespolo e Tufo, in un tratto in cui la linea del confine si sviluppa sulle scoscese pendici di Monte Piano, il principale rilievo di questo tratto della frontiera. Un centinaio di metri più in alto si trova il cippo 369 e altrettanti più in basso era collocato il precedente e ormai disperso cippo 367, posizionato giusto a margine della suddetta strada Nespolo Tufo, probabilmente spostato o rimasto sepolto nelle numerose trasformazioni della via di comunicazione fra i due paesi.

  6. 3

    Ep. 3 - Il cordone sanitario - Cippo 371

    Il cippo 371 si trova al fianco di un antico casale in pietra – Casale d’Eramo – che si ipotizza possa essere stato utilizzato nel periodo di diffusione del colera coma locale per la quarantena. Il co-protagonista insieme al cippo è Francesco un militare di frontiera che racconta al cippo le vicende precedenti alla sua collocazione in loco.

  7. 2

    Ep. 2 - Cartografi su un confine conteso - Cippo 369

    Il cippo 369 si trova in uno dei punti più elevati di questo tratto del confine con la vista che spazia su tutte le montagne della zona. Ora è una zona impervia in cui il bosco ha riconquistato ogni spazio. Ai piedi del cippo, in tempi più recenti, probabilmente fra la fine dell’Ottocento e i primi del 900, è collocato un punto trigonometrico della rete topografica dell’Istituto Geografico Militare, una piccola piramide tronca dell’altezza di circa 30 centimetri. Con il pretesto della vicinanza dei due cippi la storia racconta le attività dei cartografi papalini e borbonici dal Settecento fino alla definizione della linea di confine alla base del successivo trattato della confinazione del 1840 e alla successiva realizzazione della prime carte del Regno d’Italia dolo l’unificazione.

  8. 1

    Ep. 1 - La Caduta - Cippo 372

    Nonostante lunghe ricerche il cippo 372 non è stato ancora ritrovato. Potrebbe essere crollato e successivamente essere ricoperto dalla vegetazione, portato via e dislocato in qualche altro luogo, oppure distrutto magari facendolo rotolare nel salto di roccia non lontano dal posto in cui era posizionato. Nel racconto si ipotizza quest’ultima possibilità attribuendo il gesto ad abitanti del loco come rivalsa per i torti subiti dalle truppe di frontiera dei due stati a causa della definizione del confine del 1840. La sua collocazione originaria era lungo la mulattiera che collegava la zona di Nespolo/Ricetto (papalina) con quella di Leofreni/Tufo (regnicola). Allora importante via di comunicazione che ancora oggi è percorsa dai pastori con il loro animali.

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C’è un’Italia che non si trova sui libri di scuola. Un’Italia fatta di boschi silenziosi, sentieri dimenticati, e pietre scolpite che affiorano come testimoni muti di un passato sepolto. Sono i cippi di confine. Pietre di confine tra due mondi: lo Stato Pontificio da una parte, e il Regno delle Due Sicilie dall’altra. Segni incisi nella roccia per separare territori, ma anche per raccontare storie. Chi li ha voluti? Chi li ha temuti? E chi ha vissuto all’ombra di quei confini, tra dogane, contrabbandi e sospetti? In "I Cippi Raccontano", andremo alla scoperta di queste pietre dimenticate e dei racconti che custodiscono su quanto avvenuto in un tratto della linea di confine che separava le zone papaline fra la valle del Turano ela bassa sabina (Nespolo, Collalto Sabino e Collegiove) da quelle regnicole del Cicolano e del Careseolano. Perché i confini non sono solo linee su una mappa. Sono cicatrici, memorie, e a volte, ponti tra culture diverse. Mettetevi in cammino con noi. Il viagg

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C’è un’Italia che non si trova sui libri di scuola. Un’Italia fatta di boschi silenziosi, sentieri dimenticati, e pietre scolpite che affiorano come testimoni muti di un passato sepolto. Sono i cippi di confine. Pietre di confine tra due mondi: lo Stato Pontificio da una parte, e il Regno delle Due...

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