I MONOLOGHI di Andrea Secci

PODCAST · arts

I MONOLOGHI di Andrea Secci

quello che esce dalla mia anima, in parole per voi in podcast

  1. 9

    IL TUO NO E' UN SI ALLA LIBERTA'

    Dire no è una delle prime cose che impari… ma anche una delle prime che ti fanno dimenticare.Da bambino lo dici senza pensarci.“No, non voglio.”“No, non mi piace.”È istinto puro. È verità. Non devi spiegare niente a nessuno.Poi cresci… e piano piano quel “no” lo abbassi di volume.Per educazione.Per non deludere.Per essere accettato.E inizi a dire sì.Sì a cose che non vuoi fare.Sì a persone che non ti rispettano.Sì a situazioni che ti tolgono energia.E lì succede una cosa pericolosa:più dici sì agli altri, più stai dicendo no a te stesso.Perché il “no” non è una chiusura…è una protezione.È dire:“Questo non mi rappresenta.”“Questo mi fa stare male.”“Questo non è il mio posto.”E sai qual è la verità?Che chi vale davvero… il tuo no lo capisce.Chi non lo accetta, probabilmente stava solo approfittando del tuo sì.Da adulti ci raccontiamo che dire no è difficile.Ma non è difficile dire no.È difficile accettare le conseguenze.Perdere qualcuno.Deludere.Restare soli per un po’.Ma sai cosa perdi davvero se non lo dici mai?Te stesso.Dire no è crescita.È identità.È rispetto.E non serve urlarlo.Basta dirlo una volta… bene.Perché ogni no detto al momento giustoè un sì gigantesco alla tua vita.E fidati…la gente che ha imparato a dire noè la stessa che, quando dice sì…lo dice davvero.

  2. 8

    La Morte

    perdere un amico, un collega, oggi è successodi getto ho scritto questo.ciao Andre

  3. 7

    UN BAMBINO

    il mio sfogo in generale sulla situazione a GAZA

  4. 6

    ASPETTARE

    Aspettare.Una parola che sembra vuota…ma dentro ci sta tutto: speranza, paura, noia, perfino felicità.Aspettare… vuol dire fidarsi del tempo.Restare fermi quando vorresti correre…tacere quando avresti mille cose da dire.Ed è lì che capisci cosa conta davvero:quel messaggio che non arriva,l’abbraccio che sogni,una porta che finalmente si apre.Certo… aspettare può bruciare.Ma è nell’attesa che cresci…tra un “non ancora” e un “chissà se”.Forse la vita… non è altro che questo:un’attesa continua… interrotta da pochi istantiin cui finalmente succede qualcosa.

  5. 5

    Settembre

    “Settembre, andiamo. È tempo di migrare.” — così scriveva D’Annunzio.Ma è con le note di Alberto Fortis che settembre, per molti di noi, diventa qualcosa di più di un mese: diventa una sensazione.Settembre è il ponte sospeso tra quello che siamo stati d’estate e quello che torneremo a essere d’inverno. È la terra di mezzo, quella in cui non sei più abbronzato, ma non sei nemmeno ancora coperto da sciarpe e cappotti.C’è sempre una malinconia sottile, in settembre. Non è tristezza, non è nostalgia, è come se fosse un richiamo. Il richiamo della normalità, delle agende che si riempiono, dei treni presi di corsa, delle scuole che riaprono, dei lavori che ripartono a pieno ritmo.Settembre è il mese dei nuovi inizi. Molti pensano che l’anno nuovo inizi a gennaio, ma la verità è che ricomincia a settembre. È lì che decidiamo se cambiare, se studiare, se lasciare, se ripartire. È lì che mettiamo via l’estate con la promessa che tornerà, ma intanto proviamo a reinventarci.Eppure, in questa rinascita, resta sempre quella frase che Alberto Fortis cantava: “Settembre, è il mese del ripensamento…”Sì, perché settembre è proprio questo: uno specchio che ci costringe a guardarci dentro. Ci fa ripensare a chi siamo, a cosa vogliamo, a chi ci manca, a chi non vogliamo più.Forse settembre non è il mese più bello, ma è il mese più vero. Perché ci toglie le maschere leggere dell’estate e ci rimette addosso i vestiti pesanti della vita.Ed è lì che capisci che la malinconia di settembre non va combattuta: va vissuta. Perché dentro quella malinconia c’è la spinta più forte che abbiamo per cambiare davvero.

  6. 4

    LA FIDUCIA

    La fiducia…È quella cosa invisibile che tiene insieme tutto.Non la vedi, non la tocchi, ma se c’è la senti forte, quasi più dell’amore.Perché amare è facile, fidarsi no.Amare puoi farlo anche di pancia, d’istinto.Ma fidarti… fidarti significa spogliarti, consegnare le chiavi di te stesso a qualcun altro e sperare che non ti distrugga la casa.La fiducia è fragile, è come il vetro: ci vuole tempo per soffiarla, modellarla, darle forma… e un attimo per romperla.E quando si rompe, non torna mai com’era prima.Puoi aggiustarla, sì, ma resteranno sempre le crepe, i segni, i ricordi di quel rumore sordo: crack.Eppure, nonostante tutto, non possiamo farne a meno.Perché vivere senza fidarsi è sopravvivere, non vivere.È come guidare con il freno a mano tirato.È come amare a metà.La fiducia è il coraggio di dire: “Ti lascio entrare, anche se potresti ferirmi”.E se trovi qualcuno che quella fiducia la custodisce, allora hai trovato davvero un tesoro.

  7. 3

    GUERRA O PACE

    La guerra…è un rumore che ti entra dentro, è un silenzio che urla più forte di qualsiasi bomba.È il pianto di un bambino che non sa perché il cielo gli crolla addosso.È la rabbia di un uomo che perde la sua casa, la sua famiglia, la sua vita.La pace, invece, è un suono leggero.È il battito del cuore che non ha paura, è una carezza che non conosce confini.La pace è sedersi a tavola, guardarsi negli occhi e sapere che domani saremo ancora qui.È il coraggio di scegliere il dialogo quando sarebbe più facile alzare un’arma.Guerra e pace… due parole che stanno agli estremi dello stesso filo.E la verità è che quel filo è nelle nostre mani, ogni giorno.Possiamo spezzarlo con l’odio, o intrecciarlo con l’amore.Perché la pace non è un sogno:la pace è una scelta.La più difficile.La più necessaria.

  8. 2

    L’ESTATE

    L’estate… quella stagione che non guardi mai sull’orologio, perché il tempo sembra farsi liquido, lento, dorato. È il profumo della salsedine che ti entra nei vestiti, il rumore delle cicale che diventa colonna sonora delle tue giornate. È il sole che ti bacia la pelle e le sere che sembrano non finire mai, tra chiacchiere leggere e risate più forti del vento. L’estate è un po’ nostalgia in anticipo: mentre la vivi, già sai che ti mancherà. È un abbraccio caldo, una canzone che parte dalla radio e diventa subito ricordo. È libertà, spensieratezza… e quell’idea che, anche se per pochi mesi, la vita possa davvero essere tutta qui: un tuffo, un tramonto e la voglia di non smettere mai di sentirsi vivi.

  9. 1

    Anni 2000: musica, moda e non solo

    Sai, gli anni 2000 non sono solo un decennio… sono una sensazione.Erano gli anni dei primi telefoni a conchiglia, con le suonerie polifoniche che costavano un patrimonio, e di MSN Messenger, dove bastava un “nudge” per dire “Ehi, ci sei?”.Erano i tempi in cui per connetterti a internet sentivi quel suono gracchiante del modem… e dovevi dire a casa: “Non alzare il telefono!”.La moda? Be’, impossibile dimenticare: jeans a vita bassissima, cinture con fibbie giganti, felpe oversize e magliette aderenti con scritte glitterate. E poi i capelli… punte gelatissime per lui, meches biondo platino per lei.Era l’epoca delle borse a spalla piccolissime e dei braccialetti colorati in plastica.E la musica?Dai, come si fa a non ricordare? MTV ancora trasmetteva video musicali, le classifiche erano un mix di pop, R&B e dance. Britney Spears, Eminem, Beyoncé agli inizi, i Black Eyed Peas… e in Italia i tormentoni di Tiziano Ferro, gli 883 alla loro ultima corsa, e i primi grandi successi di Jovanotti “versione 2.0”. I CD masterizzati giravano come moneta di scambio tra amici.Ma soprattutto… c’era un senso di novità continua: i social non ti dicevano cosa dovevi ascoltare o indossare, lo scoprivi da un amico, in radio o per caso su una rivista. E ogni scoperta diventava “la tua cosa”.Gli anni 2000… un mix di moda discutibile, musica che ancora oggi sappiamo a memoria, e quella sensazione che il futuro fosse lì, a portata di mano… dentro un Nokia 3310.

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