PODCAST · arts
I promessi sposi
by ALESSIO ANGRISANO
Podcast Dei Promessi Sposi Realizzato Dalla Classe 3°E Dell'Istituto Comprensivo Statale "Ignazio Buttitta"
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Fra Cristoforo
È anche lui un personaggio realmente esistito, un uomo sulla sessantina d'anni. Il suo vero nome è Ludovico ed è figlio di un mercante. Quando muore il padre, egli viene duramente criticato dai nobili della società che non lo riconoscevano. Stanco di queste continue cattiverie, Ludovico aveva più volte pensato di diventare un frate. Un giorno mentre sta camminando su una strada incontra un nobile presuntuoso; e da allora Ludovico decide di entrare in convento per cancellare il suo peccato e di assumere il nome di Cristoforo.Egli è umile; infatti, cerca in tutti i modi di aiutare i due giovani. È favorevole al perdono, ed è contro la violenza e la vendetta; infatti; quando nel Lazzaretto Renzo si arrabbia con Don Rodrigo, Fra’ Cristoforo lo prega di perdonarlo.
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Cardinal Federigo Borromeo
È un uomo molto intelligente, semplice e leale. È determinante per la liberazione di Lucia. È modesto ed anche assai devoto; infatti, quando viene a sapere che don Abbondio non vuole celebrare il matrimonio, lo rimprovera. È umile e ciò si nota durante l'incontro con Lucia, con la gente del paese e con i bambini, che aiuta durante la carestia e la peste.
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L'Innominato
Anche l'Innominato è un personaggio ispirato a un nobile realmente esistito, un potente feudatario che esercitava il suo potere con violenza e ferocia. Infatti, viene chiamato da don Rodrigo che gli affida l'incarico di rapire la bella Lucia. L'innominato esegue gli ordini, ma poi si pente e chiede aiuto al Cardinal Borromeo che gli suggerisce di farsi accompagnare da Don Abbondio al suo castello e di liberare la fanciulla che aveva fatto rinchiudere in una stanza del suo palazzo. Nel corso della vicenda, l’Innominato si converte, ma vive questa sua nuova vita in piena solitudine e nel tormento.
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Gertrude
È un personaggio realmente esistito, una ragazza coraggiosa e caparbia che non esita ad andare contro la volontà del padre per realizzare i propri sogni.È anche una donna superba e sicura di sé, infatti ambisce a diventare una persona importante. Emozionanti sono le pagine che Manzoni dedica alla storia di Gertrude, una giovane ragazza costretta a farsi suora per volere del padre; ciò l'ha resa profondamente infelice, astiosa verso il prossimo; Manzoni prova pietà per questo personaggio perché nonostante abbia compiuto anche del male, oltre ad averlo subito, è vittima di una consuetudine del tempo.
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Don Rodrigo
È il signore del paese in cui vivevano Renzo e Lucia; è un uomo molto ricco e potente, anzi molto prepotente e pretende di ottenere tutto ciò che desidera anche con la forza; infatti, quando vede passare Lucia e nota la sua bellezza, fa una scommessa con il cugino conte Attilio, dicendo che quella ragazza sarebbe stata sua. Egli infatti fa minacciare Don Abbondio dai bravi affinché il matrimonio di Renzo e Lucia non venisse celebrato.È un uomo egoista che punta a soddisfare i suoi capricci senza curarsi minimamente della felicità di chi gli sta intorno; insomma, un arrogante ed un presuntuoso.
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Don Abbondio
È uno dei personaggi principali del romanzo.Egli non è una persona coraggiosa, infatti annulla il matrimonio tra Renzo e Lucia dopo che i bravi, mandati per conto di don Rodrigo, lo avevano minacciato.É molto codardo, infatti non ha il coraggio di raccontare a Renzo la verità.Celebre nel romanzo è il paragone che fa Manzoni tra Don Abbondio e un vaso di terracotta, per mettere in evidenza la fragilità e la debolezza del personaggio. Manzoni si sofferma nei minimi particolari sulla descrizione di questo personaggio; infatti nel romanzo si legge che Don Abbondio scelse di farsi prete non per vocazione ma per appartenere ad una categoria di privilegiati, quale era il clero per non subire i soprusi della società del suo tempo.
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Lucia
È la protagonista del romanzo, è una donna semplice e buona.È fedele al suo sposo, è molto religiosa e sincera.Infatti, quando Agnese le propone il piano per sposare il suo amato cogliendo di sorpresa Don Abbondio, ne è “sconvolta” perché non vuole sposare Renzo con gli imbrogli.
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Renzo
Protagonista del romanzo, è un ragazzo coraggioso, pronto a combattere per ottenere ciò che desidera, cioè formare una famiglia con la donna che ama.É molto impulsivo; infatti, quando capisce che don Abbondio non vuole celebrare il matrimonio, subito si premura per chiedere aiuto all’avvocato Azzeccagarbugli.É molto irascibile; infatti, quando viene a sapere del complotto di Don Rodrigo, vorrebbe vendetta.É molto testardo; infatti, quando Lucia gli dice di non poterlo sposare a causa di un voto, egli non si rassegna e chiede aiuto a fra' Cristoforo ottenendo lo scioglimento del voto.
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Trama
Renzo e Lucia vogliono sposarsi ma Don Rodrigo, signorotto locale, glielo impedisce perché vuole Lucia tutta per sé. Don Abbondio, il prete, non li aiuta perché troppo pauroso e i due sono costretti a scappare. Renzo si rifugia a Milano e si ritrova nel caos della rivolta del pane, Lucia invece si nasconde nel convento della monaca di Monza, ma viene rapita dai “bravi” di Don Rodrigo. Alla fine, con l'aiuto di personaggi come Fra’ Cristoforo e l'Innominato, appena convertito, i due si riuniranno, ma non prima di aver affrontato la peste e altre difficoltà. Il romanzo parla di ingiustizie sociali perché Renzo e Lucia sono due persone umili che subiscono le prepotenze di Don Rodrigo, un uomo ricco e potente che fa quello che vuole senza preoccuparsi di fare male agli altri; questo personaggio è l’emblema del potere corrotto, infatti don Rodrigo e altri personaggi prepotenti presenti nel romanzo, usano il loro potere in modo sbagliato, pensando solo a sé stessi; anche don Abbondio, mostrandosi come un uomo troppo pauroso per opporsi al volere di Don Rodrigo, si rifiuta di celebrare il matrimonio dei ragazzi. Manzoni, quindi, denuncia nell’opera un sistema in cui chi ha il potere fa quello che vuole mentre i deboli sono costretti a subirne i soprusi e le angherie. Tuttavia, Manzoni esprime nel romanzo anche un messaggio positivo: con il coraggio, la speranza e l'aiuto reciproco è possibile superare le difficoltà.
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Il Romanzo Storico
I “Promessi sposi” di Alessandro Manzoni è il primo grande romanzo storico della letteratura italiana. Il romanzo storico è un'opera narrativa che rappresenta e trasmette lo spirito di un periodo riportando fatti realmente accaduti; infatti, gli eventi narrati verosimili vengono contestualizzati in un periodo storico realmente esistito, così come i personaggi che possono essere realmente esistiti o verosimili. Questo genere letterario si inizia a diffondere in Europa nell' ottocento con lo scrittore scozzese Walter Scott, con il suo romanzo intitolato "Ivanoe", da cui Manzoni prese ispirazione. Manzoni iniziò a scrivere il romanzo dei "Promessi sposi" nel 1827 ambientandolo nel XVII secolo. Questa opera rappresenta ancora oggi uno dei pilastri fondamentali della letteratura italiana e segnò la storia della lingua.
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Pensiero dell'autore
Vissuto tra la seconda metà del settecento e la prima metà dell'ottocento, Manzoni fu influenzato sia dal pensiero illuminista, sia da quello romantico. Della sua prima educazione illuminista, ricevuta dal nonno materno Cesare Beccarìa, giurista tra i massimi esponenti dell' illuminismo italiano, l'autore conservò i suoi ideali di giustizia, grazie anche ai contatti con gli intellettuali francesi e i liberali napoletani; invece, dalla cultura romantica, ereditò la fede cattolica. Manzoni iniziò ad interessarsi della storia e soprattutto del “popolo”, per secoli oppresso e disprezzato dalle classi aristocratiche. Il pensiero di Manzoni si concentra sul concetto della Provvidenza, che guida nella buona strada, nonostante le difficoltà che si presentano nel corso della vita. Manzoni condanna i soprusi, difende la dignità degli umili e riflette profondamente sui problemi sociali e storici del suo tempo, promuovendo valori come la giustizia e la solidarietà. Il pensiero politico di Manzoni fu enormemente influenzato dal periodo storico in cui visse, periodo durante il quale si affermarono i principi di libertà, di fratellanza e di uguaglianza, i pilastri della grande rivoluzione francese.
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Le Opere
Manzoni, grande sostenitore della Rivoluzione Francese e di Napoleone, dedicò diverse opere a questo periodo storico, tra cui ricordiamo l’ode civile intitolata “Cinque maggio”, composta in occasione della morte del generale francese, e, spinto dalla sua passione ed interesse per il “vero storico”, scrisse le tragedie “Il Conte di Carmagnola” e l’“Adelchi”. Manzoni, nelle sue opere, si concentrò sulla rappresentazione oggettiva del vero storico e sociale, usando personaggi semplici e un linguaggio chiaro, a differenza dei modelli classici. I “Promessi Sposi”, infatti, sono un esempio di questa poetica, che unisce una rigorosa ricerca storica ad una profonda attenzione agli aspetti morali e alla condizione umana. Nelle opere di Manzoni è possibile rintracciare tre principali caratteristiche: il realismo della narrazione, il ruolo fondamentale della Provvidenza divina nelle vicende umane e l'uso di una lingua viva accessibile a tutti.
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La Vita Di Manzoni
Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785. A sette anni viene mandato in collegio e lì riceve un'educazione religiosa. Una volta uscito dal collegio, raggiunse la madre a Parigi con la quale instaurò un ottimo rapporto; nel 1808 sposò Enrichetta Blondel. Rientrato a Milano, si dedicò alla letteratura e iniziò a lavorare al romanzo dei “Promessi sposi”. Nel 1827, Manzoni pubblicò la prima edizione del romanzo. L'autore, oltre al suo capolavoro, scrisse anche numerose opere in prosa e in versi. Manzoni scrisse i “Promessi sposi” con un obiettivo ben preciso, ovvero quello di criticare il suo tempo; infatti, voleva che la sua opera fosse un romanzo leggibile da tutti, per fare arrivare a tutti il suo messaggio, che era quello di ribellarsi alle dominazioni straniere, a cui era sottomesso il popolo italiano. Ma non potendolo fare espressamente, visto che ancora nell’ottocento l'uomo non godeva delle libertà civili, decise di farlo scegliendo un altro periodo storico che presentava le stesse problematiche del suo tempo. Ecco perché l’autore pubblicò diverse edizioni dell’opera, perché il suo messaggio doveva essere compreso da tutti, anche dalla gente meno colta. Alla revisione dell'opera, l'autore dedicò circa una ventina d'anni. L’edizione definitiva, infatti, viene pubblicata intorno al 1840-1842. Manzoni muore nel 1873 a Milano.
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Intro
Una breve introduzione Per Un ripasso su Alessandro Manzoni e i "Promessi Sposi"
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