PODCAST · kids
Il ruggito della mamma chioccia
by Rosanna Candon
La mamma chioccia è la mamma italiana. Sempre presente per i suoi figli, sempre disposta ad accudire e a curare. La mamma chioccia è la nostra mamma, quella che (quasi) tutti noi abbiamo avuto. Ma è doveroso dire che la mamma chioccia non è necessariamente una mamma: esistono infatti papà chioccia, nonne chioccia, educatori e insegnanti chioccia. La mamma chioccia ha sempre retto, ha i nervi saldi, ha sempre saputo cosa fare. Ma oggi non ce la fa più. Perchè ha paura. Paura di non saper educare. Allora dedico a lei e a tutte le persone curiose questi otto minuti per parlare, ogni settimana, di un diverso tema educativo. Vai mamma chioccia! E' ora di ruggire.
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Se lo smartphone è sempre la risposta, qual è la domanda?
In questo episodio del podcast leggo un capitolo del mio libro "Schermi? No grazie" - piccola guida educativa per genitori da zero a sei anni. In un mondo in cui smartphone e tablet fanno ormai parte della quotidianità familiare, anche i più piccoli entrano presto in contatto con gli schermi. Come possiamo accompagnare i bambini da zero a sei anni in un uso consapevole e sano della tecnologia? Il mio libro nasce dal desiderio di offrire ai genitori uno sguardo pedagogico chiaro, competente e vicino alla realtà.
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In educazione possiamo sempre ripartire
Tutti abbiamo pensato che saremmo stati dei bravi papà e delle brave mamme, e che non avremmo commesso gli stessi errori dei nostri genitori. Poi, forse, non è stato così. Ma c'è una buona notizia: in educazione si può sempre ripartire, se siamo una mamma chioccia che ha voglia di ruggire, cioè di mettersi in discussione e capire che si può anche sbagliare. Troppo spesso ci lasciamo condizionare da una sorta di determinismo educativo: se noi siamo gentili, empatici e dolci, anche i nostri figli lo saranno. Ma non è così. I bambini vivono emozioni forti, che necessitano dell'adulto per una corretta co-regolazione. Non dimentichiamoci di fare gli adulti, perchè i nostri bambini possano fare i bambini.
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Che fatica allontanarsi dai figli!
C’è una fatica di cui si parla poco, ma che moltissimi genitori conoscono bene.Una fatica che spesso si vive in silenzio, perché è difficile da raccontare senza sentirsi giudicati. È la fatica di staccarsi dai propri bambini. Una fatica che riguarda in modo particolare le mamme, soprattutto nei primi mesi e nei primi anni di vita del bambino, quando il legame è così intenso da sembrare quasi fisico.Una fatica che nasce dall’amore, dalla responsabilità, dal desiderio profondo di proteggere. Eppure, proprio perché nasce dall’amore, può diventare anche molto pesante da portare.
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Quegli oggetti che chiamiamo pannolini
Come genitori ci siamo trovati, o ci troveremo prima o poi, ad affrontare il problema del passaggio dal pannolino al vasino. Ma cosa sono e cosa rappresentano davvero, dal punto di vista corporeo, emotivo e relazionale quegli oggetti che chiamiamo pannolini? Lo scopriamo insieme in questa puntata. Perchè se è vero che dobbiamo educare al vasino e all'autonomia, è altrettanto vero che dobbiamo dare importanza ai gesti di cura quotidiani.
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Meglio soli - facciamo i compiti 2
L'autonomia totale nei compiti non è certo possibile fin da subito, occorre perciò un accompagnamento efficace che renda i nostri figli capaci di fare da sè. Perchè i compiti scolastici non sono un "nostro" compito. O almeno non dovrebbero esserlo.
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La ricetta perfetta - facciamo i compiti 1
Esiste una ricetta con gli ingredienti perfetti per lo svolgimento dei compiti? In teoria sì. Attenzione, memoria, motivazione, sono gli ingredienti che vanno mescolati in parti uguali più una spolverata abbondante di pianificazione che non guasta mai. Con questi quattro ingredienti sicuramente i compiti saranno svolti in maniera efficace. Ma quali compiti? Due episodi per riflettere insieme su questo argomento.
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Genitori iperconnessi
Su quali basi costruiamo il nostro essere genitori? Ormai siamo abituati a cercare risposte educative sui social. Se provassimo ogni tanto ad alzare lo sguardo dallo smartphone e a guardare un po' di più i nostri bambini, forse troveremmo alcune risposte alle nostre domande. E' questo il mio invito a tutte le mamme chioccia.
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Solo un biscotto rotto?
Per comprendere le reazioni che ci sembrano emotivamente esagerate dei nostri bambini, come urlare o piangere o buttarsi per terra per situazioni che a noi non sembrano così gravi, dobbiamo conoscere il funzionamento del cervello umano. Se fossimo nei loro panni, non faremmo anche noi così?
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Ambientiamoci, dai!
Una volta si chiamava "inserimento", oggi si preferisce parlare di "ambientamento". Che si tratti del Nido, della Scuola dell'Infanzia o del posto di lavoro di una persona adulta: tutti abbiamo bisogno di tempo e di fiducia per affrontare una nuova esperienza in uno spazio da scoprire e con persone ancora sconosciute. Soprattutto i bambini. Ricordiamoci allora di sostenerli.
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Benedette vacanze!
Ma allora le vacanze con i figli sono sempre e solo una fatica? Forse no!
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Le regole che servono
E se provassimo a considerare le regole come qualcosa di positivo, una forma di rispetto verso noi stessi e verso gli altri? Allora forse riusciremmo anche a proporle ai nostri figli in modo corretto, e non solo come delle negazioni o degli ordini.
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Chi è questa mamma chioccia?
Ma allora vogliamo saperlo o no? Chi sarà mai questa mamma chioccia? Forse è un po' tutte noi. O meglio: tutti noi genitori. E non solo: tutti noi genitori, educatori o insegnanti. Che ne dite?
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Sono solo bambini?
L'infanzia è un periodo della vita veramente ricco di emozioni e di cambiamenti. Per questo motivo, a fronte della complessità degli stimoli che i nostri bambini assorbono dall'ambiente, e di fronte alla ricchezza delle loro risposte, possiamo onestamente dire che siano solo de bambini?
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Finalmente gli obiettivi
Educare un figlio richiede impegno, pazienza e molte abilità. Noi adulti, semplificando, pensiamo che per "fare" i genitori basti "avere" dei figli. Ma sarà davvero così?
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Figli felici
Tutti noi vorremmo che i nostri figli fossero felici. E questo è già un buon punto di partenza. Ma è sufficiente? Possiamo considerare questo desiderio di felicità come un obiettivo educativo?Scopriamolo insieme!
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Dove ci porta l'educazione?
Dove va l'educazione? O meglio: dove si va con l'educazione? Certamente l'educazione non ci porterà mai alla perfezione, dato che i genitori perfetti non esistono. E non esistono neppure i figli perfetti! L'educazione ci porta dove noi vogliamo andare, ma per arrivarci dobbiamo avere degli obiettivi educativi.
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La mamma chioccia è la mamma italiana. Sempre presente per i suoi figli, sempre disposta ad accudire e a curare. La mamma chioccia è la nostra mamma, quella che (quasi) tutti noi abbiamo avuto. Ma è doveroso dire che la mamma chioccia non è necessariamente una mamma: esistono infatti papà chioccia, nonne chioccia, educatori e insegnanti chioccia. La mamma chioccia ha sempre retto, ha i nervi saldi, ha sempre saputo cosa fare. Ma oggi non ce la fa più. Perchè ha paura. Paura di non saper educare. Allora dedico a lei e a tutte le persone curiose questi otto minuti per parlare, ogni settimana, di un diverso tema educativo. Vai mamma chioccia! E' ora di ruggire.
HOSTED BY
Rosanna Candon
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