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I podcast di giornata della redazione de Il Dubbio

  1. 9

    Io, Palamara...

    Roma, maggio 2019. Mentre la città dorme, in una stanza d’albergo si decide il futuro della magistratura italiana. Tra bicchieri di vino e accordi politici, un virus spia nel cellulare di Luca Palamara registra tutto, svelando i segreti del "Sistema". Ma è stato davvero un complotto isolato o la normale prassi di un potere oligarchico? Questa è la storia della caduta dell'uomo che teneva le chiavi del Csm. Nessuno deve credergli sulla parola: parlano i fatti.

  2. 8

    Che cos'è uno stupro?

    Che chi dice: “Solo sì è sì”. E chi sostiene che basta un “No”. Dopo trent’anni l’Italia prova a riformare il reato di stupro e litiga sul consenso, che è il principio su cui diversi Paesi Ue ormai fondano la fattispecie di violenza sessuale. Noi no: la leghiamo ancora all’idea di forza, minaccia e abuso. E mentre il Parlamento cerca di trovare la quadra, il mondo dei giuristi dibatte sull'impatto che la riforma potrà avere sul processo penale: come si dimostra il consenso in un’aula di tribunale? Rischiamo di invertire l’onere probatorio, rinunciando alle garanzie per l’imputato? Francesca Spasiano ne ha parlato con Aurora Matteucci, penalista, e Bartolomeo Romano, professore di diritto penale all’Università di Palermo Registrato il 02/12/2025

  3. 7

    Qatargate, come ti costruisco lo scandalo

    C’era un «piano di battaglia». Una squadra, chiamata “Medusa”, che si incontrava nei bar, scambiava documenti riservati su chat criptate, dettagli coperti da segreto, che finivano sulla stampa in maniera sistematica, a pochi minuti da arresti, perquisizioni e interrogatori. Una squadra che il giorno prima del terremoto Qatargate, la presunta vicenda di corruzione nel cuore del Parlamento europeo, aveva già tutte le informazioni a disposizione, al punto da poter preparare in anticipo gli articoli da pubblicare il 9 dicembre 2022, quando a tutto il mondo è stato raccontato che a Bruxelles era stata scoperchiata una cupola di politici corrotti...

  4. 6

    Il Caso Sarkozy: in carcere senza prove

    L’ultimo Capo di Stato francese a finire dietro le sbarre fu Luigi XVI nel giugno 1791; accusato di alto tradimento dalla Convenzione nazionale verrà decapitato l’anno successivo. Fortunatamente Nicolas Sarkozy non corre questo pericolo, ma la sua incarcerazione segna un passaggio epocale e, a suo modo, gravissimo per la Quinta Repubblica. Questo per la debolezza dell’inchiesta che ha portato alla sentenza di condanna, per l'arbitrario con cui i giudici hanno disposto la detenzione prima del giudizio di appello, per la presunzione di innocenza fatta a pezzi, per un processo contro le intenzioni, per il  morboso circo mediatico che ha esposto l’ex presidente alla gogna planetaria.

  5. 5

    Quando la giustizia ferisce: la sentenza di Torino

    Le parole delle sentenze non sono mai neutre, rivelano ciò che una società sceglie di valorizzare o di ignorare e riflettono un modello culturale che il giudice porta con sé. Come proteggere la decisione giuridica dell'espropriazione silenziosa del tribunale della folla? Non ci sono risposte semplici, ma ricordiamo sempre che il linguaggio politico e il suo peso va maneggiato con attenzione. Dentro e fuori un'aula di tribunale. Di tutto questo parleremo nel prossimo numero del Dubbio del lunedì.

  6. 4

    Almasri - Confini di Stato

    Gennaio 2025. Un uomo arriva in Europa. Non è un turista qualunque, ma un generale libico, noto, temuto, cercato. Il suo nome: Nijeem Osama Almasri. Il suo curriculum, dice la Corte penale internazionale, macchiato di sangue. Ma cos'è successo davvero in quei giorni convulsi? Perché l'Italia ha lasciato andare un presunto criminale internazionale? E perché ora tre ministri rischiano un processo?

  7. 3

    E ora parliamo di Bibbiano!

    Tribunale di Reggio Emilia. Le tre giudici rientrano in aula dopo dei ore di camera di consiglio. Davanti a loro, decine di imputati che da anni stanno in silenzio. Sono mani tremanti e occhi gonfi. Dietro di loro, 200 persone in attesa del verdetto. Poi le parole che tutti aspettavano: "IL FATTO NON SUSSISTE". Non esiste nessun "Sistema Bibbiano"

  8. 2

    Prato, diario di un fallimento

    È successo nel carcere di Prato. Un luogo che dovrebbe custodire la legalità, e che invece ha fatto spazio all’odio.Vasile Frumuzache, 32 anni. Un nome che nelle ultime ore abbiamo sentito troppe volte. Reo confesso di due omicidi, si trova in custodia cautelare. Ma venerdì mattina, all’interno del penitenziario, è stato aggredito. Non da un altro detenuto qualsiasi. Ma da un parente stretto di una delle due donne uccise. Un’aggressione violenta: olio bollente versato sul volto. Un atto di vendetta, compiuto all’interno delle mura che dovrebbero impedire la vendetta.

  9. 1

    Garlasco: Sempio, il colpevole perfetto

    Si parla di colpi messi a segno. Di punti, di strategie, come in una partita. Ma è la giustizia e la giustizia ha a che fare con la vita delle persone. Nel bene e nel male. Sui media questo non sembra contare. E così un’impronta palmare viene proposta come intrisa di sangue di Chiara Poggi, la vittima che sembra sparita dal racconto trasformato in show, diventata secondaria. Vi raccontiamo le ultime notizie sul caso di Garlasco. 

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