PODCAST · society
La pace possibile
by Acli Milanesi
Sono quasi sessanta i conflitti in corso nel mondo, quello ucraino l’ultimo in ordine di tempo e che sembra toccarci di più perché più vicino.Le vittime però sono sempre le stesse: bambini, donne e civili innocenti: «Sono vittime - ci ha detto il papa - il cui sangue innocente grida fino al cielo e implora che si metta fine a questa guerra, si facciano tacere le armi, si smetta di seminare morte e distruzione»Contributi e approfondimenti sul tema della pace, la pace possibile, che ci richiede di esserne i costruttori.
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Il Nuovo Patto Europeo su asilo e immigrazione
Dopo 3 anni di gestazione, il 12 giugno entrerà in vigore Il Nuovo Patto Europeo su asilo e immigrazione un provvedimento molto corposo che consta di 9 regolamenti (che saranno subito applicabili) e 1 direttiva (che ha bisogno dell'adozione dei parlamenti nazionali). È la prima volta che l'Unione Europea si dota di norme comuni su un argomento tanto sensibile e tanto spesso manipolato per cavalcare paure, seminare odio e raccogliere facili consensi. Si tratta di un complesso sistema di norme, alcune molto tecniche, a volte contraddittorie e non sempre applicabili, che cambieranno le procedure per la richiesta di asilo e avranno forti ripercussioni sulle condizioni di vita dei migranti. Per spiegare cosa cambia sabato 14 febbraio alle Acli Milanesi è intervenuto Gianfranco Schiavone – ASGI
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Seminario Città del futuro, città di pace?
Mercoledì 21 maggio si è tenuto presso le Acli Milanesi un seminario sul futuro e la pace della nostra città.E' intervenuto Gabriele Suffia, assegnista di ricerca dell’Università degli studi di Milano, dottore di ricerca con una tesi su smart cities e innovazione digitale. La sua relazione
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Stranieri, concittadini o fratelli
Mercoledì 16 Aprile alle ore 18, le Acli Milanesi organizzano l’incontro “Stranieri, (con)cittadini o fratelli?”, che avrà luogo nell’ Auditorium Clerici della sede Acli Milanesi in via della Signora 3.L’appuntamento è aperto a chiunque voglia approfondire il tema sull’immigrazione nelle società europee. Interverrà Laura Zanfrini, docente del dipartimento di sociologia dell’Università del Sacro Cuore di Milano, don ALberto Vitali, responsabile Pastorale dei migranti della Diocesi ambrosiana
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Quale cittadinanza? Una riflessione oltre il referendum
Mercoledì 9 Aprile alle ore 18, nell’Auditorium Clerici della sede Acli Milanesi, in via della Signora 3, le Acli Milanesi insieme alla rete “Nessuna persona è illegale”, promuovono un incontro per illustrare il referendum sulla cittadinanza in programma l’8 e il 9 giugno prossimo.Interverrà come relatore l’avvocato Asgi Livio Neri.
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Il diritto all'asilo
Venerdì 9 maggio alle ore 18, nella la Sala Clerici delle Acli Milanesi, si terrà la presentazione del volume “Il Diritto d’Asilo” della Fondazione Migrantis, Report 2024 “Popoli in cammino senza diritto d’asilo”.Interverranno: Don Alberto Vitali, direttore regionale Fondazione Migrantis; Mariacristina Molfetta, Fondazione Migrantis e curatrice del volume; Gianfranco Schiavone, ics (Consorzio Italiano di Solidarietà) e co-autore del volume; Livio Neri, Studio Diritti e Lavoro e co-autore del volume e Rossella Guiot, Tutori in Rete e co-autrice del volume.
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Chiusi Dentro. I campi di confinamento nell'Europa del XXI secolo
Le migrazioni e la mobilità delle persone da almeno 25 anni continuano ad essere gestite e vissute, senza visione come una perenne e non giustificata emergenza dai paesi europei, anziché offrire canali di ingresso sicure e legali alle persone che comunque continueranno ad arrivare, mosse dal desiderio di libertà, di lavoro, di trovare un futuro di vita migliore. Si continua così senza successo a cercare di limitarle e scoraggiarne l’arrivo con misure di sicurezze, deterrenza e impedimenti di ogni sorta lesivi spesso della dignità personaleDall’adozione del trattato di Schengen negli anni 90 i viaggiatori dei ceti medi e popolari di Maghreb, Sahel e Turchia, che sino ad allora si imbarcavano regolarmente sui voli per le capitali europee con il solo passaporto ritirando all’arrivo il visto di tre mesi, si ritrovarono costretti a fare la fila davanti alle ambasciate, ricevendo nella maggior parte dei casi un diniego. Fino a quando le mafie del contrabbando dei porti franchi del Mediterraneo, intuito l’affare, iniziarono a sfruttare l’occasione prima dall’Albania e del Marocco, poi fu la volta di Turchia, Libano, Siria, Egitto e Tunisia e Libia prima verso le popolazioni di questi paesi e poi verso le persone provenienti dall’africa subsahariana e continentale.Per quanto infatti il regime dei visti abbia trasformato la mobilità in un percorso a ostacoli, la frontiera è sempre rimasta aperta. Il grande equivoco sta tutto qui.I divieti di viaggio non hanno fermato i flussi, né li hanno particolarmente contenuti: li hanno semplicemente dirottati sui canali illegali. Oltre al dramma delle attraversate nel mar Mediterraneo, a partire dal 2014, in concomitanza con gli arrivi di popolazioni civili in fuga dalle guerre in Siria e in Iraq, migliaia di persone hanno intrapreso sulle rotte di terra un viaggio lungo l’Asia occidentale, la Turchia, le isole greche, i Balcani e l’est Europa, nel tentativo di arrivare nei paesi dell’Unione Europea, persone che spesso sono trattenute ai margini sui confini esterni in campi di accoglienza che diventano stanziali, permanenti e di lungo periodo.Chiusi Dentro racconta la vita e la storia delle realtà di questi campi in un dossier curato dalla rete RiVolti ai Balcani, rete nata nel 2019 e composta da più di 30 realtà italiane dell’associazionismo, dell’accoglienza, del giornalismo e del mondo accademico con l’intento di informare, curare e difendere le persone che attraversano “la rotta balcanica “.Anche di questo si parlerà giovedì il 30 maggio alle ore 18 in via della Signora 3 in un incontro, promosso dalle Acli Milanesi e Ipsia, con Duccio Facchini direttore di Altreconomia, Gianfranco Schiavone presidente di ICS Trieste e Silvia Maraone ( in collegamento dalla Bosnia Erzegovina ) coordinatrice di IPSIA BIH e del progetto di accoglienza BRAT.
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Il futuro del Medio Oriente tra conflitti e nuovi scenari geopolitici
Si è tenuto ieri, lunedì 29 gennaio 2024, un convegno di approfondimento sull’attuale situazione israelo-palestinese e più in generale sulla situazione in Medio Oriente. A oltre 100 giorni dall’inizio del conflitto sembra tutto peggiorare e non vi è all’orizzonte nessun reale scenario che possa portate ad uno stop delle armi.Sono intervenuti:Laura Silvia Battaglia, reporter specializzata in aree di crisi e conflitti. Autrice e conduttrice per Radio 3, documentarista, collabora con vari media italiani e internazionali. È direttrice delle testate del Master in giornalismo dell’Università Cattolica di MilanoPaolo Ricotti, vicepresidente delle Acli Milanesi.
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Morelli: fare della solidarietà un programma politico.
Mentre si continua a discutere di chi e su come devono avvenire i salvataggi in mare delle migliaia di persone: bambini, donne e uomini in cerca di un futuro, a pochi chilometri da Crotone, si è consumata l’ennesima tragedia: un barcone con 250 persone a bordo non è riuscito a raggiungere la costa. Il bilancio delle vittime è drammatico e purtroppo ancora provvisorio. Alessandra Morelli per trent’anni Delegata dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ne ha parlato con noi.
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24 Febbraio 2023: un anno di guerra
Quando la pace?Lo abbiamo chiesto all'ambasciatore Armando Sanguini che ha ricoperto la carica di ambasciatore italiano in Tunisia e in Arabia Saudita. Oggi è senior advisor Medio Oriente e Nord Africa dell’ISPI.L'intervista è a cura di Silvio Ziliotto.
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Si fa presto a dire pace, ma la pace è una cosa seria.
La meditazione di don Alberto Vitali sulla pace a partire dalla Pacem in terris.
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Il conflitto in Ucraina: cosa dobbiamo e possiamo fare
Per affrontare insieme, alla luce della guerra in Ucraina, gli aspetti legati al conflitto e a come essere testimoni e costruttori di pace in uno scenario internazionale attuale così cambiato e in costante evoluzione.Approfondimento a cura di don Alberto Vitali, incaricato Arcivescovile per le Acli Milanesi
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Sono quasi sessanta i conflitti in corso nel mondo, quello ucraino l’ultimo in ordine di tempo e che sembra toccarci di più perché più vicino.Le vittime però sono sempre le stesse: bambini, donne e civili innocenti: «Sono vittime - ci ha detto il papa - il cui sangue innocente grida fino al cielo e implora che si metta fine a questa guerra, si facciano tacere le armi, si smetta di seminare morte e distruzione»Contributi e approfondimenti sul tema della pace, la pace possibile, che ci richiede di esserne i costruttori.
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