La poesia di Emily Dickinson e la musica americana del Novecento

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La poesia di Emily Dickinson e la musica americana del Novecento

Il presente programma fece parte nel 2004 delle manifestazioni universitarie di ICAMus a Firenze (un seminario e due concerti) dal titolo Solitudini creative, a cura di Aloma Bardi, dedicate a una stagione speciale, il Romanticismo americano, nelle sue potenti implicazioni musicali studiate attraverso il movimento filosofico e letterario del Trascendentalismo e la poesia di Emily Dickinson.Il tema delle “Solitudini creative” riassume in sé valori centrali alla cultura e al pensiero nordamericani, dal rapporto con la natura alla libertà delle forme espressive, dalla protesta sociale alla visione ultraterrena. Numerose e diversificate sono le sembianze che assume. Per la poesia di Emily Dickinson i compositori di liriche d’arte hanno costantemente mostrato predilezione, come pure per i testi di Walt Whitman. Questi due mondi poetici generano un repertorio musicale in crescita incessante; ICAMus nel corso degli anni ha dedicato varie iniziative ai due poeti e alle composizioni musicali

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    I songs di Farwell, Bacon, Smit e Laitman

    Il programma introduce i songs su versi di Emily Dickinson nel contesto della lirica d’arte statunitense e include compositori americani novecenteschi e contemporanei: Arthur Farwell (1872-1952), primo a scrivere raccolte di songs dickinsoniani sin dagli anni Venti; Ernst Bacon (1898-1990), i cui Dickinson songs sono stati centrali alla sua intera carriera; Leo Smit (1921-1999), le cui liriche vengono viste come esemplificazione di ciclo di American Art Songs su versi della poetessa; Lori Laitman (1955) che ci offre l’opportunità di esplorare quanto il verso di Emily Dickinson abbia ispirato le compositrici americane. Qui le informazioni su questa puntata contenute nell’archivio ICAMus.

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    “Twelve Poems of Emily Dickinson” di Aaron Copland

    La trasmissione è dedicata al ciclo Twelve Poems of Emily Dickinson (1949-1950) di Aaron Copland (1900-1990), presentato nella sua interezza (dodici liriche) in una registrazione storica degli anni Sessanta, con il soprano Adele Addison e lo stesso Copland al pianoforte. Nei Twelve Poems, vetta compositiva per inconfondibilità stilistica e coerenza interna, scopriamo entro i versi dickinsoniani illuminanti itinerari di lettura poetica. Il song n. 12, The Chariot [Il carro della morte], costituisce un finale così intenso che chiude il ciclo come si conclude una narrazione potente oltre la quale il percorso non possa proseguire. Qui le informazioni su questa puntata contenute nell’archivio ICAMus.

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Il presente programma fece parte nel 2004 delle manifestazioni universitarie di ICAMus a Firenze (un seminario e due concerti) dal titolo Solitudini creative, a cura di Aloma Bardi, dedicate a una stagione speciale, il Romanticismo americano, nelle sue potenti implicazioni musicali studiate attraverso il movimento filosofico e letterario del Trascendentalismo e la poesia di Emily Dickinson.Il tema delle “Solitudini creative” riassume in sé valori centrali alla cultura e al pensiero nordamericani, dal rapporto con la natura alla libertà delle forme espressive, dalla protesta sociale alla visione ultraterrena. Numerose e diversificate sono le sembianze che assume. Per la poesia di Emily Dickinson i compositori di liriche d’arte hanno costantemente mostrato predilezione, come pure per i testi di Walt Whitman. Questi due mondi poetici generano un repertorio musicale in crescita incessante; ICAMus nel corso degli anni ha dedicato varie iniziative ai due poeti e alle composizioni musicali

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