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La Tribuna - Speciale Europee 2024

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La Tribuna - Speciale Europee 2024

Pillole quotidiane di politica europea per raccontare le elezioni per l‘Europarlamento.In vista delle elezioni europee riparte oggi l’appuntamento quotidiano con «La Tribuna», il podcast con uno sguardo a ciò che accade fuori dall’Italia nella corsa all’Europarlamento. Grazie a una sperimentazione della redazione del Giornale di Brescia con l’intelligenza artificiale, la rubrica è disponibile ogni giorno anche in formato audio.

  1. 35

    Nei Paesi Bassi iniziano le elezioni europee

    Gli olandesi sono i primi elettori europei a votare oggi per il nuovo Parlamento continentale. E da stasera nei Paesi Bassi saranno resi noti i primi exit poll. Domani si voterà in Irlanda e apriranno i seggi in Repubblica Ceca (unico stato con l’Italia in cui il voto sarà su due giorni); sabato tocca a Lettonia, Malta e Slovacchia (e dal pomeriggio all’Italia). Tutti gli altri Stati membri voteranno domenica 9 giugno e solo alla chiusura dei seggi inizierà in contemporanea lo spoglio in tutta l’Unione europea.

  2. 34

    L’esilio di AfD durerà meno del previsto

    La decisione di espellere Alternative für Deutschland dal gruppo di ultradestra di Identità e Democrazia, sull’onda dell’indignazione dell’opinione pubblica europea, potrebbe essere solo temporanea. O meglio, difficilmente i tedeschi di AfD resteranno senza alleati o esiliati tra i non iscritti al Parlamento europeo. Questo perché, nonostante il calo dei consensi di questo ultimo mese (sono passati dal 20 al 15 per cento), la pattuglia parlamentare sarà comunque corposa e attorno alle quindici unità.

  3. 33

    Il veto di Orbán blocca il partito romeno Aur

    È il secondo partito nei sondaggi in Romania, ma è diviso tradizionalmente dal partito ungherese di Orbán e questo è uno dei motivi per cui non ci sarà un gruppone sovranista alle elezioni europee

  4. 32

    I socialisti francesi sono tornati (o quasi)

    Immediatamente alle spalle del partito presidenziale c’è la lista composta dal Partito socialista e da Place Publique il movimento lanciato dall’eurodeputato Raphael Glucksmann che sembra essere l’uomo giusto per il rilancio di una forza politica che in questi anni di macronismo era completamente scomparsa dalla scena politica francese.Il 44enne capolista guida il riscatto dei socialisti: infatti dopo il misero 6% ottenuto alle Europee del 2019, oggi la lista elettorale sarebbe ad un’incollatura dai macronisti, al 14,5% e potrebbe ottenere dalle urne una pattuglia consistente per Strasburgo (di almeno 13 deputati).

  5. 31

    La Lettonia vuole ancora Dombrovskis

    Se dovessimo immaginare di indicare alcune figure che a buon diritto fanno parte della classe politica europea, allora tra loro ci sarebbe il lèttone Valdis Dombrovskis. Per lui sembra quasi scontata la riconferma e si profila quindi un terzo mandato nell’esecutivo europeo. Le ragioni sono semplici quanto solide: è uno dei leader del partito al potere in Lettonia Vienotiba (Unità), che esprime anche l’attuale primo ministro, Evika Silina; senza dimenticare che l’area di riferimento è il Partito popolare europeo.

  6. 30

    Ucraina e ombre russe sul voto in Danimarca

    La Danimarca ha fatto parlare poco di sé nel corso di questa campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Va anche detto che le due donne forti della politica danese hanno perso un po’ di smalto negli ultimi tempi: la premier socialdemocratica Mette Frederiksen è stata definitivamente superata dall’olandese Mark Rutte per la successione a Jens Stoltenberg alla guida della Nato. Per quanto riguarda, invece, Margrethe Vestager, attuale commissaria europea per la concorrenza, sembra essere molto sotto traccia dopo che è stata indicata a lungo per tutti i top job europei. La Frederiksen fa notizia per la sua linea dura sulla guerra in Ucraina e sul sostegno a Kiev

  7. 29
  8. 28
  9. 27

    In Slovenia maggioranza a rischio alle Europee

    In Slovenia l’attuale maggioranza rischia di perdere malamente le elezioni europee. L’esecutivo a Lubjiana, dal primo giugno 2022, è guidato da Robert Golob, un ingegnere elettronico che si è trovato alla guida del Gibanje Svoboda (Movimento Libertà) e che un po’ a sorpresa ha battuto Janez Jansa, premier uscente e leader del Partito democratico sloveno (Sds). Il nome della forza politica non deve trarre in inganno, visto che pur essendo nel Ppe, ha posizioni marcatamente di destra e lo ha dimostrato in particolare negli ultimi due anni alla guida del governo tra il 2020 e il 2022.

  10. 26
  11. 25

    Il Partito Pirata ceco non piace più ai giovani

    Tra il 21 e il 22 maggio in Repubblica ceca si è svolta una simulazione delle elezioni europee. Una consultazione che ha coinvolto le scuole secondarie: hanno espresso un voto valido 22.880 studenti con almeno 15 anni e hanno partecipato 297 scuole, 265 delle quali hanno inviato in tempo i risultati elettorali. In questa simulazione quello che colpisce è la terza posizione dei Pirati: il partito che ha vinto la maggior parte delle precedenti elezioni studentesche, è ora terzo. Uno dei motivi del risultato peggiore potrebbe essere che, facendo parte dell’Esecutivo, non viene più percepito come un partito di protesta, soprattutto dai giovani.

  12. 24
  13. 23
  14. 22
  15. 21
  16. 20
  17. 19
  18. 18

    Dibattito tra candidati, ma senza i sovranisti

    Giovedì 23 maggio nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles si terrà il confronto tra i candidati alla presidenza della Commissione Ue. Ma i rappresentanti dell’ultradestra del gruppo Identità e Democrazia e dei sovranisti del partito dei Conservatori e Riformisti europei non ci saranno.

  19. 17

    L’ultradestra tedesca resiste a tutto

    Alternative fuer Deutschland è più forte degli scandali. Il partito tedesco di estrema destra, pur avendo arrestato la sua vorticosa ascesa elettorale, per tutti i sondaggi è ancora al secondo posto con il 17% alle spalle dell’Unione ma davanti all’Spd oggi accreditata del 15 per cento. Gli ultimi mesi, tuttavia, per AfD sono stati molto turbolenti.

  20. 16

    Schmit il finto sfidante di Ursula von der Leyen

    La formula dello spitzenkandidat (miglior candidato, ndr) è stata introdotta nel 2014, quando il Parlamento europeo ha incoraggiato i partiti continentali ad indicare all’inizio della campagna elettorale un loro candidato per la guida della futura Commissione europea.In questo modo i cittadini votando possono indirettamente indicare la loro preferenza su cui dovrebbe, a loro parere, guidare il futuro esecutivo dell’Ue.

  21. 15
  22. 14
  23. 13
  24. 12
  25. 11

    Un terzo dei portoghesi non andrà a votare: il podcast «La Tribuna»

    Un terzo dei portoghesi ha dichiarato che non andrà a votare per le elezioni europee. Se questo dato fosse confermato domenica 9 giugno sarebbe un’ottima notizia perché nel 2019 l’affluenza alle urne fu bassissima, bloccata al 30% il dato più basso da quando, nel 1987 il Portogallo elegge i suoi rappresentanti al Parlamento europeo (nelle prime elezioni si toccò il 70% ma due anni dopo l’entusiasmo era già scemato e si scese al 50%)

  26. 10
  27. 9
  28. 8
  29. 7
  30. 6
  31. 5

    In Svezia la crisi dei partiti centristi

    In Svezia i partiti centristi sono in crisi, lo dice l’ultimo sondaggio pubblicato dalla società Verian ad un mese dalle elezioni europee. In particolare, i cristiano democratici (affiliati al Partito popolare europeo) e i Liberali (appartenenti a Renew) rischiano di non essere rappresentati nel prossimo Parlamento europeo.

  32. 4

    La sterzata verso destra della Croazia

    In Croazia è in dirittura d’arrivo il nuovo esecutivo, che sarà composto dal partito Hdz - l’Unione democratica croata, che appartiene alla famiglia del Ppe e il partito di destra Demovinski Pokret (tradotto Movimento patriottico). Questi ultimi si sono avvicinati a Identità e Democrazia il partito europeo di ultradestra una cui delegazione, guidata dall’italiano Marco Zanni, già nello scorso ottobre è volata a Zagabria per un primo incontro conoscitivo. Si annuncia quindi un governo fortemente spostato a destra.

  33. 3

    Sandro Gozi, un renziano in Francia

    Sandro Gozi, il 9 giugno potrebbe risultare l’unico eletto di Italia Viva al Parlamento europeo. Il motivo? Gozi è candidato in Francia al sesto posto della lista macronista Besoin d’Europe. La sua è una posizione sicura visto che secondo i sondaggi la lista guidata da Valerie Hayer e che riunisce tutte le liste che fanno riferimento al presidente Emmanuel Macron, è accreditata di un risultato che oscilla tra il 18 e il 20 per cento e quindi otterrà almeno 18 eurodeputati.

  34. 2

    La maledizione della Brexit per i Conservatori

    La Brexit presenta il conto e ora a farne le spese è il primo ministro Rishi Sunak. I Conservatoribritannici hanno subito una cocente sconfitta nelle elezioni locali in cui hanno di fatto perso lametà degli eletti della tornata precedente.

  35. 1

    Le uniche certezze sono il sistema proporzionale e il voto unico

    La marcia di avvicinamento alle prossime elezioni europee è iniziata nei 27 Stati membri. Detta così si immagina una poderosa macchina organizzativa, in realtà come spesso capita per le questioni politiche interne all’Unione si viaggia con ventisette sistemi elettorali differenti. Ci sono solo quattro regole comuni che devono valere in tutti gli stati membri. Ecco quali.

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