PODCAST · arts
L'ACCHIAPPAMOSTRE
by L'ACCHIAPPAMOSTRE
Mostre ed eventi culturali da non perdere
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Michelangelo Pistoletto: Franciscus. Fratello in arte, Rocca Maggiore , Assisi
Fino al 4 ottobre 2026, la Rocca Maggiore di Assisi ospita la mostra "FRANCISCUS. Fratello in arte", una grande esposizione di Michelangelo Pistoletto che approfondisce il rapporto tra arte, spiritualità e responsabilità sociale, mettendo in dialogo alcune delle opere più significative dell'artista.La mostra si colloca nell'anno dell'ottavo centenario della morte di San Francesco e rappresenta il cuore del programma "Assisi estate 2026".L'esposizione prende avvio da un gesto radicale di Pistoletto: la proclamazione di Papa Francesco come "Primo Santo dell'Arte".
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A Roma arriva la "Donna in blu che legge una lettera" di Johannes Vermeer
Fino al 29 giugno 2026 a Palazzo Madama è esposto il dipinto di Johannes Vermeer "Donna in blu che legge una lettera", un prestito eccezionale concesso dalla Città di Amsterdam.
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"Paesaggi di vita" : a Pisa la mostra di Piero Macola
Fino all'8 novembre 2026, Palazzo Blu a Pisa è possibile visitare la mostra grafica di Piero Macola " Paesaggi di vita" a cura di Giorgio Bacci.
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ANDREA SALVATORI, ARMONIA IN GRIGIO ET IN SILENZIO
Fino al 12 luglio 2026, il Museo Rocca di Dozza ospita "Armonia in grigio et in silenzio", mostra personale dell'artista Andrea Salvatori, a cura di Agnese Tonelli, promossa dalla Fondazione Dozza Città d'Arte.L'esposizione presenta una selezione di opere ceramiche che testimoniano la ricerca dell'artista intorno all'elemento della roccia. Collocate nelle sale arredate del Museo, le opere stimolano una ricerca intorno alla roccia e all'equilibrio.Il sottile umorismo che caratterizza il lavoro di Andrea Salvatori emerge fin dal titolo della mostra, "Armonia in grigio et in silenzio", che invita il visitatore a una riflessione discreta su ciò che, nella quotidianità, percepiamo come realmente pesante o leggero.
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GIAN PAOLO BARBIERI, UN VIAGGIO NELLO SGUARDO - Bibbiena
Fino al 2 giugno 2026, il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d'Autore presenta una grande mostra dedicata a Gian Paolo Barbieri, che attraversa oltre cinquant'anni di carriera e fa emergere la ricchezza di uno sguardo capace di unire estetica, cultura visiva e costruzione narrativa dell'immagine.Barbieri è considerato una figura fondamentale della fotografia di moda italiana perché ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del suo linguaggio moderno, proprio mentre l'Italia emergeva come potenza creativa internazionale.Il suo lavoro si intreccia con la nascita del prêt-à-porter italiano e con le prime campagne di Walter Albini, che segnano un passaggio cruciale verso una moda più accessibile e industriale.
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M.C. ESCHER, TUTTI I CAPOLAVORI - Padova
Fino al 19 luglio 2026, il Centro Culturale Altinate, San Gaetano di Padova ospita un' importante mostra dedicata a M.C. Escher e ai suoi mondi impossibili.Un'occasione straordinaria per immergersi nell'universo visionario di uno degli artisti più amati al mondo, capace di trasformare la geometria e la matematica in creazioni che sfidano la logica visiva.Con oltre 150 opere e tutti i suoi capolavori più celebri;tra cui Mano con sfera riflettente, Giorno e Notte, Metamorfosi II, Relatività e molti altri ancora.La mostra ripercorre l'intero percorso creativo di Maurits Cornelis Escher , capace di trasportare dentro mondi fantastici e impossibili attraverso creazioni visionarie in cui confluiscono arte, matematica e illusione ottica in perfetta armonia.
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DEPERO SPACE TO SPACE, LA CREAZIONE DELLA MEMORIA - Milano
Fino al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchi, in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, presenta "Depero Space to Space. La creazione della memoria", a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D'Amico.L'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e gode del patrocinio del Ministero della Cultura, di Enit, del Comune di Milano e del Comune di Rovereto, ed è realizzata con il contributo del Ministero del Turismo.La mostra racconta un parallelismo sorprendente che lega i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, tutti desiderosi di realizzare un sogno: abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo.
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FIRENZE DÉCO, ATMOSFERE DEGLI ANNI VENTI - Palazzo Medici Riccardi, Firenze
Fino al 25 agosto 2026, Palazzo Medici Riccardi ospita la mostra "Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti", a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi.L'esposizione è promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence.Negli anni Venti del Novecento Firenze fu uno dei centri più vivaci della cultura artistica italiana: un laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design capace di dialogare con le grandi capitali del gusto internazionale.La mostra racconta questo decennio di straordinario fermento creativo attraverso ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti e manifesti pubblicitari, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppe rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie.
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LA MADDALENA DI PIERO DI COSIMO. ARTE, STORIA E VITE DI DONNE NEL RINASCIMENTO FIORENTINO - Palazzo Venezia, Roma
Fino al 5 luglio 2026, le Antiche cucine di Palazzo Venezia a Roma, restaurate e riaperte al pubblico proprio per l'occasione, ospitano la mostra "La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino", a cura di Edith Gabrielli.La mostra ruota attorno a una preziosa tavola di Piero di Cosimo (1462–1522), La Maddalena, custodita nelle Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Palazzo Barberini e concessa in prestito al VIVE (Vittoriano e Palazzo Venezia) nell'ambito di un accordo strategico tra le due istituzioni.
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Natura selvaggia : arriva in Italia Wildlife Photographer of the Year
Wildlife Photographer of the Year arriva al Forte di Bard fino al 12 luglio 2026.In mostra le straordinarie fotografie naturalistiche provenienti da 113 Paesi.Il potere emotivo della fotografia incontra la natura per raccontare storie e specie animali da tutto il mondo, incoraggiando un futuro di difesa del pianeta.
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FRIDA KAHLO. LO SGUARDO COME IDENTITÀ, Palazzo Pepoli, Bologna
Fino al 27 settembre 2026, Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna, ospita la mostra fotografica "Frida Kahlo. Lo sguardo come identità", curata da ONO arte e presentata da Ergo Expo.
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MARIO GIACOMELLI - OLTRE IL VISIBILE
Mario Giacomelli (1925-2000) è stato uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento.Giacomelli è stato fin dagli esordi creatore di un linguaggio originale fatto di contrasti e stonature, sconvolgente nel suo sguardo sul paesaggio e sui temi delicati dell'umanità.Dal 21 marzo al 13 settembre 2026, il Centro Saint-Bénin di Aosta ospita la mostra "Mario Giacomelli, Oltre il visibile".
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Il maestro della luce contemporanea: DAVIDE GROPPI - Piacenza
Provate a pensare al materiale più difficile da controllare. Ferro? Cemento? Vetro? Fino al 26 maggio 2026, Volumnia a Piacenza presenta la mostra antologica dedicata a Davide Groppi, maestro indiscusso della luce contemporanea.È un'esposizione che non è una retrospettiva tradizionale. È un'esperienza. Un dispositivo pensato per attivare uno stato di attenzione e stupore nel visitatore. Si chiama "Un'ora di luce" e il titolo non è casuale.
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GIORGIO VASARI - Musei Capitolini, Roma
Se oggi sappiamo chi è Raffaello o Michelangelo, lo dobbiamo a un uomo: Giorgio Vasari. Tutto è cominciato a Roma ed è proprio qui che, fino al 19 luglio 2026, troverete la sua mostra.I Musei Capitolini, a Palazzo Caffarelli, presentano la grande mostra dedicata a Giorgio Vasari, maestro indiscusso del Rinascimento toscano e scrittore che ha raccontato l'arte come nessuno prima di lui.È una mostra che celebra i 450 anni dalla morte di Vasari e lo fa raccontando il suo legame profondo e duraturo con Roma, la città che lo ha formato, che ha guidato la sua visione artistica, che lo ha trasformato da giovane talento a leggenda. Vedrete oltre settanta opere, dipinti, disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture, molte delle quali autografi dello stesso Vasari.
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La fotografia del Novecento di IRVING PENN - Roma
Alcune persone vedono il mondo diversamente? Non più bello. Diverso. Per Irving Penn, tutto era materia prima. Un volto, un oggetto, una piega di tessuto, tutto poteva diventare immortale se solo lo guardavi nel modo giusto.Fino al 29 giugno 2026, il Centro della Fotografia di Roma, presso il Mattatoio Padiglione 9D, presenta la grande mostra dedicata a Irving Penn, maestro universalmente riconosciuto della fotografia del Novecento.
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La fotografia francese di ROBERT DOISNEAU - Museo del Genio Roma
Una strada di Parigi. Un bambino che ride. Una coppia che si bacia. Un’ anziana che guarda dalla finestra. Ipotetiche scene quotidiane, momenti qualsiasi che accadono mentre camminate. Ma c'è stato un fotografo che guardava la stessa cosa e ci ha visto dentro la poesia intera, rime annesse.Fino al 19 luglio 2026, il Museo del Genio di Roma presenta la grande mostra dedicata a Robert Doisneau, maestro indiscusso della fotografia francese del Novecento.
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DA VIENNA A ROMA - LE MERAVIGLIE DEGLI ASBURGO
Cosa raccontano i quadri di un re? La sua ricchezza? La sua vanità? Beh si, sicuramente, ma raccontano anche come vedeva il mondo. E gli Asburgo lo vedevano così: come un universo da collezionare, da studiare, da mostrare al mondo.Fino al 5 luglio 2026, Palazzo Cipolla a Roma ospita la prima grande mostra italiana dedicata alle meraviglie della Casa d'Asburgo, con oltre cinquanta capolavori provenienti dal Kunst historis ches Museum di Vienna.
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DA VIENNA A ROMA - LE MERAVIGLIE DEGLI ASBURGO
Cosa raccontano i quadri di un re? La sua ricchezza? La sua vanità? Beh si, sicuramente, ma raccontano anche come vedeva il mondo. E gli Asburgo lo vedevano così: come un universo da collezionare, da studiare, da mostrare al mondo.Fino al 5 luglio 2026, Palazzo Cipolla a Roma ospita la prima grande mostra italiana dedicata alle meraviglie della Casa d'Asburgo, con oltre cinquanta capolavori provenienti dal Kunst historis ches Museum di Vienna.
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MICHAEL ARMITAGE: THE PROMISE OF CHANGE - Venezia
Conflitti non risolti, migrazioni forzate, violenze silenziose, eventi che si depositano negli occhi e nei corpi degli uomini. Michael Armitage dipinge questi momenti, questi paesaggi abitati da vere e proprie visioni, figure che emergono dalle stratificazioni di colore come testimoni di una realtà che non può e non deve essere ignorata.Dal 29 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Grassi a Venezia presenta “The Promise of Change”, un'esposizione monumentale di oltre centocinquanta opere dell'artista keniota-britannico nato nel 1984.Una raccolta che ripercorre il suo linguaggio pittorico ricchissimo e sensibile, senza mai distogliere lo sguardo dalle questioni più aspre della contemporaneità.
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AKI SASAMOTO: Un'avventura sensoriale al Pirelli HangarBicocca - Milano
Chi non si è mai fermato a osservare un oggetto quotidiano e ha pensato: E se fosse diverso? E se potesse muoversi, trasformarsi, parlare?Aki Sasamoto fa esattamente questo: prende il banale, il familiare, e lo reinventa come territorio di ricerca consapevole, come luogo in cui il corpo, gli oggetti e lo spazio stesso diventano protagonisti di un linguaggio performativo che sfida le nostre certezze percettive.Dal 17 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, Pirelli HangarBicocca a Milano presenta la prima retrospettiva europea dedicata a questa artista giapponese che trasforma l'esperienza di visita in un'avventura sensoriale e concettuale.
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IL NON FINITO: FRA POETICA E TECNICA ESECUTIVA - Roma Musei Capitolini
Quante cose iniziamo e non portiamo mai a termine? Progetti abbandonati nei cassetti, libri interrotti a metà pagina, vite ripensate e mai realizzate. Eppure c'è una differenza abissale fra l'incompiuto per negligenza e l'incompiuto come scelta consapevole, come categoria estetica. Fino al 12 aprile 2026, la Pinacoteca dei Musei Capitolini a Roma presenta una mostra straordinaria che trasforma il non finito da apparente mancanza in una rivelazione profonda: “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”. Non è indagine sulla rovina di un'opera incompiuta, ma uno sguardo nel momento esatto in cui l'artista ancora ha il pennello in mano, in cui la creazione è ancora sospesa tra visione e realizzazione, fra idea e materia.Attraverso tecnologie sofisticate di imaging, riflettografia infrarossa e spettroscopia, le opere rivelano i loro segreti più intimi.
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MERAVIGLIE DEL GRAND TOUR a Milano
Chi non ha mai sognato di partire, di abbandonare le mura di casa per attraversare l'Europa in cerca di bellezza, di verità e perché no, di sé stesso?Il Grand Tour era questo sogno reso possibile: un viaggio che non era fuga, ma ricerca consapevole, un'educazione dello sguardo attraverso i capolavori dell'antichità e del Rinascimento.Generazioni di aristocratici, intellettuali e artisti hanno percorso questo itinerario culturale a partire dal 17esimo secolo, portando a casa non solo ricordi, ma frammenti di eternità, pezzi di un mondo che avevano imparato a vedere con nuovi occhi.Dal 30 gennaio al 4 maggio 2026, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York, presenta: “Meraviglie del Grand Tour”, un'esperienza immersiva che cattura l'essenza di quei viaggi di crescita, di quella sete insaziabile di bellezza che ancora oggi ci muove.
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Transforming Energy di Marina Abramović - Venezia 2026
Il nostro corpo lo amiamo, lo odiamo, sperimentiamo con lui nel corso della vita molteplici rapporti ma il corpo è il luogo in cui tutto accade, potremmo dire che è il luogo dove l'arte comincia a essere respirata, a essere sofferta. Marina Abramović ha insegnato al mondo che stare fermi di fronte a una presenza viva è un'esperienza più radicale di qualsiasi dipinto. E adesso, a ottant'anni, fa storia. Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026, le Gallerie dell'Accademia di Venezia celebrano Marina Abramović: Transforming Energy. Abramović diventerà la prima donna vivente a ricevere una grande retrospettiva in questo luogo sacro dell'arte veneziana, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia.
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Severini e gli altri - Un dialogo mai interrotto
Il tema dell'abbandono dell'Italia è tanto attuale quanto vecchio. Gino Severini lo ha vissuto sulla propria pelle: a sedici anni lascia Cortona per un infortunio scolastico, si trasferisce a Roma, poi a Parigi. Non torna più per decenni. Ma a differenza di tanti, Severini non ha mai reciso il cordone ombelicale. Ha scelto di mantenerlo vivo, di alimentarlo, di trasformarlo in qualcosa di più complesso di una semplice nostalgia. Quando finalmente ritorna, negli ultimi anni di vita, lo fa portando con sé sessanta anni di avanguardia: il Futurismo, il Cubismo, la rivoluzione artistica parigina. E la lascia qui a Cortona, come un tesoro. Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026, il MAEC, Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona accoglie Severini e gli altri. Un dialogo mai interrotto, una mostra di respiro internazionale che celebra i sessant'anni dalla morte dell'artista.
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In Minor Keys - Koyo Kouoh alla Biennale di Venezia 2026
Nella nostra testa Venezia è spesso sinonimo d’arte, e dal 9 maggio al 22 novembre 2026, la città si riempie di nuovo, viene invasa da opere d’arte. Nello specifico dalla 61esima Esposizione Internazionale d'Arte. Non stiamo parlando di un evento qualsiasi ma di uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale mondiale. Questa Biennale ha un titolo e una storia particolare: In Minor Keys, curata da Koyo Kouoh. Una donna che ha scelto chi non ostenta ma chi merita davvero. Una visione costruita sui toni bassi, sugli artisti che vivono ai margini, sulle storie che il mondo mainstream ignora.
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Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista - Venezia 2026
C'è chi eredita ricchezza e la custodisce gelosamente dentro muri di famiglia. E c'è chi la spende, la impiega, la trasforma in una visione di futuro che rischia di tutto. Peggy Guggenheim non voleva possedere l'arte, voleva renderla libera, metterla in gioco, darle il permesso di esistere quando il mondo sembra crollarle intorno. Dal 25 aprile al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia presenta la prima e più grande mostra mai realizzata nel contesto museale dedicata all'avventura londinese di Peggy e della sua prima galleria la Guggenheim Jeune, attiva a Londra tra il 1938 e il 1939.
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L'Ara si rivela - Roma 2026
Ci sono monumenti che sembrano finiti, conclusi, ci hanno già tutto detto. L'Ara Pacis (forse) era uno di questi: marmo bianco, pannelli noti, storia già scritta e riscritta nei libri. Ma poi arriva qualcuno che ti dice, no, aspetta, guarda meglio. Non era così, la sua storia non era esaurita, non lo era affatto. Perché quando spegni le luci succede l’inaspettato, riaccendi la memoria e in questo caso lo fai letteralmente, visivamente attraverso il videomapping; il monumento è tutto nuovo, un’altra cosa come se non vi foste mai veramente visti. Dal 27 marzo al 31 dicembre 2026, il Museo dell'Ara Pacis mette in scena L'Ara si rivela, un progetto multimediale che trasforma il celebre altare augusteo in qualcosa di radicalmente nuovo
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DALL’UOVO ALLE MELE- PARCO ARCHEOLOGICO DI ERCOLANO
C'è un verso di Orazio che i Romani usavano per dire "dall'inizio alla fine di un pasto": ab ovo usque ad mala, dall'uovo alle mele. Un'espressione così precisa, così quotidiana, che sembra scritta ieri. E invece ha duemila anni, proprio come il pane, i legumi, le uova e i frutti di mare che potete vedere oggi a Ercolano, ancora lì, carbonizzati ma intatti, come se qualcuno li avesse lasciati sul tavolo un momento fa. Il cibo non è mai soltanto bisogno. È espressione di un'intera civiltà, di come si coltiva, si cucina, si mangia insieme, si apparecchia la tavola. Grazie ad una proroga, fino al 4 Maggio 2026, il Parco Archeologico di Ercolano ospita Dall'uovo alle mele.
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CAMMINAMENTI DELLE MURA AURELIANE - ROMA
Pensate a Roma nel 271 dopo Cristo. L'impero comincia a vacillare, le popolazioni barbariche premono da nord, e l'imperatore Aureliano decide di circondare la città con una muraglia che oggi, quasi duemila anni dopo, è ancora uno dei percorsi più suggestivi che una metropoli come Roma possa conservare. Le Mura Aureliane non sono sempre attuali, cambiano funzione, ospitano storie nuove, guardano Roma trasformarsi dall'alto. Costruite tra il 271 e il 275, nei secoli sono state danneggiate, restaurate e in parte demolite. Grazie a un complesso progetto di valorizzazione sono stati riaperti al pubblico alcuni tratti dei camminamenti. Due in particolare sono oggi visitabili. Il primo è il tratto di via Campania, da Porta Pinciana a via Marche: i due ordini di arcate conservati risalgono all'epoca dell'imperatore Onorio (401-403 d.C.). Questo tratto divenne prima muro di confine della villa Boncompagni Ludovisi, poi nei primi del Novecento sede di studi d'artista. Dal camminamento superiore panoramico si ammira parte di Villa Borghese, e il percorso racconta la storia di Porta Pinciana, ricca di leggende e legata alla figura del grande generale bizantino Belisario. Il secondo è il tratto di viale Pretoriano, tra via dei Frentani e via dei Ramni: restaurato com'era nel Settecento, quando l'antico camminamento difensivo era diventato una passeggiata panoramica sulla città e sulla campagna.
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Il "Calzolaio delle dive" - Salvatore Ferragamo a Firenze
Se vi dico "il calzolaio delle dive", chi vi viene in mente? Probabilmente qualcuno di raffinato, di francese, con un atelier dorato e una clientela esclusiva. Non un ragazzo di diciassette anni partito dall'Irpinia, sbarcato in America senza quasi niente, che apre bottega a Hollywood e finisce a disegnare le scarpe per i film di Cecil DeMille. Eppure è esattamente questa la storia di Salvatore Ferragamo: Hollywood, le dive del cinema, i brevetti, le sperimentazioni sui materiali più impensabili e una biblioteca. Fino al 6 aprile 2026, il Museo Ferragamo di Firenze gli dedica la mostra Salvatore Ferragamo 1898-1960, un progetto che ripercorre l'intera sua vita e carriera e che rilegge la prima grande retrospettiva che gli fu dedicata nel 1985 a Palazzo Strozzi.
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Baselitz, Avanti! - Firenze
C'è chi nasce in un mondo già costruito e impara a muoversi dentro le sue regole. E c'è chi nasce tra le macerie e impara, invece, che tutto si può rimettere in discussione, si parte dalla forma, poi il senso, e da lì ripensi perfino al verso in cui guardi un dipinto. Georg Baselitz fa parte di quelle persone che mette sempre tutto in discussione e quindi non smette mai di sovvertire, non smette mai di spingere l'immagine oltre il punto in cui è ancora riconoscibile. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern, è cresciuto tra le macerie della Seconda guerra mondiale. È una delle figure più radicali e anticonformiste dell'arte contemporanea internazionale. E dal 25 marzo al 13 settembre 2026, il Museo Novecento di Firenze gli dedica "Baselitz, AVANTI!", la prima grande mostra monografica dedicata all'artista in Italia, realizzata in collaborazione con il suo stesso studio.
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DUCHAMP E STURTEVANT a Milano
Cos'è un'opera d'arte originale? Chi la decide? E soprattutto: esiste davvero? Per secoli la risposta sembra ovvia. L'originale è ciò che nasce dalla mano del genio, irripetibile, autentico, unico. Poi è arrivato Marcel Duchamp. Ha preso un oggetto qualunque, un portabottiglie, un orinatoio, uno sgabello, lo ha scelto, e lo ha chiamato arte. Non l'ha costruito. Non l'ha dipinto. L'ha scelto. E il concetto di arte viene messo in discussione. Ma c'è di più. Perché Duchamp, con il tempo, è diventato un mito. Un canone. Un'autorità. E come tutte le autorità anche lui va messo in discussione. È quello che ha fatto Sturtevant. Per quattro decenni ha ripetuto le opere di Duchamp, a memoria, senza guardare gli originali, non per imitare, ma per capire cosa le teneva in piedi. Cosa rende un gesto rivoluzionario. Cosa trasforma un oggetto in leggenda. E soprattutto: chi decide che sia così. Fino al 23 luglio 2026, la Galleria Thaddaeus Ropac Milano ospita "Dialogues are mostly fried snowballs". La prima mostra mai dedicata a entrambi, al Palazzo Belgioioso in Piazza Belgioioso 2.
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VIVA VARDA! A Bologna fino al 10 gennaio 2027
Il cinema è stato per decenni un mondo di uomini. Dietro la macchina da presa, nelle sale di montaggio, nei posti che contano. Le donne erano davanti all'obiettivo, raramente dietro. E quando una donna osava dirigere, doveva farlo meglio di tutti, con meno risorse. Agnès Varda lo ha fatto. E ha vinto. Una regista che ha attraversato la Nouvelle Vague, il femminismo, il documentario, la fotografia, il teatro. Una donna che ha filmato il mondo con uno sguardo che nessun altro aveva. Prima regista donna a ricevere l'Oscar alla carriera, vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno, Varda ha costruito un'opera segnata da un impegno femminista che non era slogan ma sguardo, un modo di stare nel mondo e di filmarlo. E Bologna le dedica ora una grande mostra monografica, dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027,
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Molto più che MATTONCINI (Senza Tempo) - Roma
MA I LEGO, quei piccoli mattoncini colorati sono nati per le mani dei bambini, eppure sono capaci di diventare qualcosa di molto più grande. Strutture monumentali, personaggi iconici, mondi interi costruiti pezzo per pezzo. E Roma diventa per un po’ la loro casa. Nel cuore della città, accanto a Piazza Venezia, è arrivata una mostra straordinaria dedicata ai modelli realizzati con i mattoncini LEGO.
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MEMORIE SOMMERSE a ROMA fino al 12 aprile 2026
I romani, lo sappiamo, erano grandi ingegneri, le loro strutture sono ancora qui, fanno parte tanto di un passato lontano quanto del nostro presente, Come Ponte Sisto che quasi tutti abbiamo attraversato a Roma. Ecco la storia di questo ponte ci riserva delle sorprese, nel 1878, mentre scavano gli argini del Tevere, emergono i suoi ornamenti originali. Bronzi straordinari. Una testa di imperatore. Un'ala di Vittoria alata. Una statua in bronzo dorato di un togato. Resti di una decorazione, tutti reperti che nessuno ricordava più. Per centocinquant'anni questi bronzi rimangono nei depositi del Museo, invisibili. Nessuno sa che sono lì. Poi grazie ad un iniziativa del Museo Nazionale Romano questi reperti tornano a vedere la luce
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La Bacchetta di Harry Potter a Roma fino al 3 Maggio 2026
Ammettiamolo, tutti abbiamo fantasticato di ottenere quella bacchetta. La bacchetta di Harry Potter, quella che nel film fa magie, sconfigge Voldemort, cambia il mondo. L'abbiamo vista sullo schermo centinaia di volte e abbiamo sempre pensato: quanto vorrei tenere quella bacchetta fra le mani (funzionante ovviamente). Poi arriva Movie Icons e quella bacchetta è lì, davanti a te. Non sullo schermo ma al WeGil di Roma.
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BERNARDO BERTOLUCCI a PARMA
Bernardo Bertolucci. Regista, fotografo, poeta, scrittore. Era un uomo che aveva l’obiettivo di lasciare segno del suo passaggio.Dal 27 marzo al 26 luglio 2026 il Palazzo del Governatore a Parma gli dedica la mostra "Bernardo Bertolucci. Il Novecento". La mostra è promossa dal Comune di Parma e dalla Fondazione Bernardo Bertolucci ed è a cura di Gabriele Pedullà e organizzata da Electa.
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Anton van Dyck a Palazzo Ducale - Genova
Va dove ti porta il cuore, va dove ti portano i soldi, oppure va quando ti chiama un re.Ma resta sempre te stesso.Questo è Van Dyck. Un pittore che non smette mai di reinventarsi, che sa adattarsi a ogni corte, a ogni città, a ogni cliente, eppure rimane intatto nella sua capacità di sedurre e incantare. Va da Anversa a Genova, da Genova a Londra, e ogni volta la sua pittura impara a parlare una lingua diversa. Ma è sempre lui.“Van Dyck l'Europeo” è una mostra su come questo grande artista ha trovato il suo universale modo di comunicare.Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Ducale a Genova ospita la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a Anton van Dyck. L’artista che mette a sistema soluzioni pittoriche da vari ambienti e le traduce in formule innovative, eppure rimanendo sempre riconoscibile.
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THE LARGE GLASS al MAXXI di Roma
Arte di serie A, arte di serie B. Io che scrivo poesie sono serie A, tu che dipingi sei di serie B. Ma a volte una mostra ti ferma e ti fa capire che il sistema è tutto sbagliato, che non esiste una gerarchia, che una scultura parla con una fotografia, che un video dialoga con una poesia, che tutto è sullo stesso piano davanti agli occhi dello spettatore.The Large Glass, è la mostra riallestita da Alex Da Corte al MAXXI ed è esattamente così.Fino al 25 ottobre 2026, il Museo Nazionale delle Arti del Ventunesimo secolo presenta il riallestimento della Collezione.
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Mario Schifano al Palazzo delle Esposizioni Roma
Ogni cosa può essere fatta almeno in due modi. Ad esempio, puoi colorare dentro i bordi, oppure uscire fuori. Puoi stare fermo davanti a una tela e osservarla, oppure puoi trascinare il presente dentro di essa e accartocciare tutto quello che avevi fatto il giorno prima.Mario Schifano sceglie sempre la seconda strada: non smette mai di reinventarsi, non smette mai di spingere la pittura oltre i suoi confini.Schifano, nato in Libia nel 1934 e morto a Roma nel 1998, è una delle figure più significative dell'arte italiana contemporanea. E dal 17 marzo al 12 luglio 2026, Palazzo Esposizioni Roma gli dedica una mostra che riunisce oltre cento opere, le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.
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"Gli anni. Capitolo 2" - A Napoli fino 6 Aprile 2026
Come dice il detto, chi arriva a Napoli piange due volte: una quando arriva, una quando se ne va.Perché questa città ti entra dentro, con i suoi colori, le sue storie, le sue tradizioni e i suoi artisti.Napoli è una città piena di memoria con cui in qualche modo devi imparare a conviverci e ci aiuta a farlo il Museo Madre, il museo d’arte contemporanea Donnaregina.Lo fa con "Gli anni. Capitolo 2"; vi mostra il modo di abitare quella memoria, di trasformarla in qualcosa di vivo e presente.
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Giuseppe Veneziano e il New Pop a Sarzana
Arte contemporanea, o la ami o la odi, e sembra sempre qualcosa di intellettuale, di snob, di inaccessibile. Poi arriva Giuseppe Veneziano e stravolge tutto. Perché lui non ti chiede di capire, ti chiede di guardare.E quello che vedi è una trappola per gli occhi, un'immagine colorata, accattivante che nasconde dentro una verità cruda, una scena di crimine, un urlo politico. Bello e terribile nello stesso tempo.E allora a volte l’arte, anche quella moderna, non è snobismo, è necessità.Veneziano è uno dei più controversi artisti italiani, maggiore esponente della "New Pop".La mostra "Anthology" alla Fortezza Firmafede di Sarzana, dal 13 dicembre 2025 al 3 maggio 2026, non è una semplice retrospettiva: è una vera antologica che consacra Veneziano come artista di riferimento nel panorama contemporaneo. Oltre settanta opere, molte delle quali già censurate, già discusse da Oriana Fallaci, Oliviero Toscani, dal premio Nobel Dario Fo, da Vittorio Sgarbi. Opere che hanno fatto rumore, che hanno richiamato l'attenzione dei grandi marchi internazionali, della televisione, del giornalismo.
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Zehra Doğan - Quando l’arte "evade" dal carcere
Avete presente quelle notizie che scorrono veloci sui social o al telegiornale? Immagini di città distrutte, diritti calpestati, voci che cercano di non essere spente dal rumore delle bombe. Spesso restano numeri e pixel. Poi incontri il lavoro di Zehra Doğan e quella cronaca lontana diventa carne, sangue e resistenza.Dal 20 febbraio al 16 maggio 2026, il MACTE di Termoli ospita "Io, testimone", la personale testimonianza dell’artista curda che ha trasformato la sua vita in un manifesto politico. Non è solo una mostra: è un incontro ravvicinato con chi ha usato il disegno per sopravvivere quando tutto intorno parlava di morte.
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LA GENSI DEL TINTORETTO - VENEZIA
Avete presente quei quadri che avete visto così tante volte sui libri di scuola da non riuscire più a guardarli davvero? Quelli talmente riprodotti, talmente presenti su ogni manuale di storia dell'arte da essere diventati quasi invisibili. E poi succede che li vedete dal vivo. Ecco. I dipinti di Tintoretto che trovate alle Gallerie dell'Accademia non solo li vedrete finalmente dal vivo ma li vedrete come non li ha visti nessuno da secoli: appena restaurati. Con colori che erano sepolti sotto strati di tempo e vernici alterate e che adesso sono tornati a brillare. Dall'11 febbraio al 7 giugno 2026 le Gallerie dell'Accademia di Venezia ospitano Tintoretto racconta la Genesi. Non arrivano opere da fuori, non c'è una grande retrospettiva. È qualcosa di più raro e più emozionante: è il momento in cui tre dipinti che stavate guardando da anni si rivelano per quello che sono davvero.
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Ruth Orkin a Bologna
Avete presente quando siete in mezzo a una scena così bella che vorreste fermare il tempo? Succede in viaggio, per strada, succede nei momenti più inaspettati. E voi state lì a pensare: vorrei immortalare questo momento per sempre. Vorrei che esistesse anche domani, anche tra vent'anni, anche quando non ci sarò più io a ricordarlo. Poi passate oltre. E il momento sparisce. Ruth Orkin tirava fuori la macchina fotografica. Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 Palazzo Pallavicini a Bologna ospita Ruth Orkin. The Illusion of Time, la più ampia mostra antologica mai organizzata in Italia dedicata a lei. Fotoreporter, fotografa e regista statunitense, nata a Boston nel 1921 e morta a New York nel 1985. L'esposizione presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche originali e documenti inediti.
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ETTORE SOTTSASS A PISTOIA
Se vi dico macchina da scrivere, voi pensate a qualcosa di grigio, di pesante, di burocratico, vecchio. Poi Ettore Sottsass nel 1969 ne disegnò una rossa. Rossa fiammante. Con la custodia che sembrava un beauty case. Si chiamava Valentine e cambiò per sempre l'idea che un oggetto dovesse sembrare serio per essere preso sul serio. Ecco, quella macchina da scrivere avrei voluto inventarla io. Ettore Sottsass. Architetto, designer, fotografo, pittore, grafico. Uno di quegli uomini che attraversano il Novecento senza mai stare fermi, senza mai smettere di fare domande scomode. Dal 6 marzo al 26 luglio 2026 Palazzo Buontalenti a Pistoia gli dedica la mostra “Io sono un architetto”. Curata da Enrico Morteo e organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa.
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GIOTTO - Galleria Nazionale dell'Umbria
C'è una cosa che mi succede ogni volta che entro in una chiesa medievale. Mi fermo davanti a un affresco, lo guardo, penso "che bello" poi qualcosa mi disturba senza riuscire a capire esattamente cosa. Poi ho capito: è che quel santo sta volando. Non metaforicamente proprio fisicamente sospeso, i piedi che non toccano terra, il corpo che non pesa niente, gli occhi fissi in una direzione che non è questa stanza e non è questo mondo. Bellissimo, certo. Ma lontano. Come se il sacro e l'umano non potessero stare nello stesso spazio senza che uno dei due dovesse cedere. E poi, in un momento preciso della storia, qualcuno ha deciso che non doveva andare così. Quel qualcuno si chiamava Giotto. E l'uomo che gli aveva dato l'ispirazione per farlo si chiamava Francesco. Dal 14 marzo al 14 giugno 2026 la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia dedica una grande mostra esattamente a quel momento: Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, nell'anno in cui si celebra l'ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d'Assisi.
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TRAGICOMICA - L'arte italiana dal secondo Novecento a oggi
Il segreto di come sopravvivere alle proprie disavventure è direttamente proporzionale alla nostra capacità di riderci sopra. Non è una battuta sciocca, è matematica. Perché quando “questa giungla ti distrugge”, quando la guerra, la povertà, l'ingiustizia ti schiacciano, hai due scelte. Opzione A crolli, Opzione B trovi il punto in cui il dolore diventa così assurdo da dover ridere. Gli italiani hanno sempre scelto la seconda strada, hanno trasformato il tragico in tragicomico, come se ridere fosse un'arma segreta. Ma attenzione non è superficialità. È il modo di dire: "Sì, tutto questo è terribile, ma guarda quanto è assurdo". Dal 2 aprile al 20 settembre 2026 al MAXXI , Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, vedrete una rilettura ampia e multidisciplinare della produzione culturale italiana dal secondo dopoguerra a oggi.
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BICE LAZZARI - I LINGUAGGI DEL SUO TEMPO - GNAMC, Roma
Ci vuole coraggio ad essere una ragazza che vuole dipingere nel 1916. Non il coraggio del gesto eroico, quello che raccontano nei libri. Il coraggio piccolino, quotidiano, banale. Alzarsi la mattina e andare a scuola sapendo che ti diranno di no. Che non puoi frequentare pittura perchè ci sono i corsi di nudo e non sono per le signorine di buona famiglia. Che potrai fare decorazione, tessuti, cose leggere, adatte ad una donna dell’epoca. E allora tu dici sì, va bene, vado ai corsi di decorazione. Ma mentre stai lì improvvisamente guardi il tuo foglio bianco e capisci che non vuoi disegnare niente di quello. Vuoi disegnare quello che ancora non ha un nome. Le forme che non sono forme. L'astrazione pura. E lo fai da sola, senza maestri, senza nessuno che ti dica "si fa così". Quella ragazza è Bice Lazzari, e ha passato tutta la vita a lavorare senza fare rumore, lasciando che fosse letteralmente il suo segno a parlare per lei. Dal 10 febbraio al 3 maggio 2026 alla GNAMC, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, una grande retrospettiva dedicata a questa artista che ha attraversato l'intero Novecento. Più di 150 opere provenienti da istituzioni prestigiose: il Guggenheim di New York, la Phillips Collection di Washington D.C., Ca' Pesaro di Venezia.
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BERNINI E I BARBERINI - Palazzo Barberini, Roma
Quanto potere ha quel marmo se finisce nelle mani giuste? Se un ragazzo con uno sguardo particolare, con le mani che sanno leggere la pietra, decide di scolpirla. Allora quel marmo smette di essere materia inerte. Diventa viva. Ecco, c'è stato un momento preciso in cui questo accadde nella storia. Quando Maffeo Barberini, un papa ambizioso e colto, entra in uno studio e vede un ragazzo giovane scolpire il marmo. E nasce una collaborazione. Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 a Palazzo Barberini vedrete la storia di come un Papa e un artista hanno reinventato la bellezza di Roma. Non Bernini da solo, ma il Bernini di Urbano VIII . Perché senza questo papa, senza questa ambizione, Bernini sarebbe rimasto un ragazzo intelligente in una bottega romana. Invece divenne il genio che definì un'epoca intera, il barocco.
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