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L’oblò
by OnePodcast
Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .
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Se la legge elettorale rischia di far deflagrare i problemi
Giorgia Meloni si era ripromessa di approvare presto e bene la nuova legge elettorale. Sembrava una passeggiata, con la maggioranza ampia e disciplinata che le è toccata in sorte. E invece salta fuori che dopo aver tenuto su qualunque argomento, anche quelli più divisivi, il rischio dell'inciampo parlamentare si profila all'orizzonte sulla legge più politicista e lontana dalla vita dei cittadini di tutte.
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199
Il boomerang del campo largo a Napoli e lo slogan dell’unità
Doveva essere il primo passo di una marcia trionfale verso le Politiche del prossimo anno. O almeno così speravano i leader di Pd, Movimento cinque stelle e Alleanza Verdi-sinistra, quando, tre settimane fa, hanno annunciato con un selfie la manifestazione unitaria di ieri l'altro a Napoli. Solo che, tra pecche organizzative e mancanza di un messaggio forte, l'appuntamento si è trasformato in un boomerang comunicativo.
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198
Il vertice Nato e quel freddo che resta fra Trump e Meloni
Annunciato come un possibile nuovo disastro diplomatico, il vertice Nato di Ankara si è concluso senza grandi incidenti, e di questi tempi è già una notizia. Era partita alla volta della Turchia con un bel carico di preoccupazioni in particolare la nostra premier, Giorgia Meloni, bersaglio di attacchi ripetuti da Trump. Come torna da questo vertice? Dopo questa due giorni, com'è il suo rapporto con un alleato imprescindibile come gli Stati Uniti?
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197
Le Pen, il braccialetto elettronico e il popolo giudice
Con una sentenza attesissima, ieri, è cominciata la campagna elettorale anche in Francia, quella che porterà l'anno prossimo all'elezione del successore di Emmanuel Macron all'Eliseo. La leader del partito di estrema destra Rassemblement national, Marine Le Pen, ha ricevuto una condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo. Ma le è stata tolta l'ineleggibilità: così, ieri sera al tg delle 20 ha dato il via alla maratona elettorale annunciando la sua candidatura.
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196
La giostra delle elezioni e un italiano su due che non vuole salire a bordo
Manca ancora un anno alle elezioni, ma i partiti stanno già scaldando i motori. Permangono molte incognite, dalla legge elettorale al fattore Vannacci che non si sa se andrà o meno in coalizione col resto della destra. Speriamo che, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale, aumentino gli italiani interessati: a oggi, resta un bacino monstre di non intenzionati al voto che si aggira tra il 45,9 e il 50,7 per cento.
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195
L’ordine restrittivo e Davide contro Golia
Il vertice Nato che si apre domani ad Ankara è un appuntamento delicatissimo. Per tutti gli europei, ma soprattutto per la premier Giorgia Meloni. Sarà il primo faccia a faccia con Donald Trump dopo le tensioni delle scorse settimane, a cui si è aggiunta una coda velenosa ieri sera: un post del presidente su Truth, una foto di Meloni corredata dalla scritta "Serve un ordine restrittivo".
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194
Trump, Meloni e le stoccate che non fanno effetto
Non era mai stato atteso con tanta curiosità come quest’anno, il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana per festeggiare l’Independence day. Dopo le tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle settimane scorse, il governo è accorso in forze, e i ministri hanno fatto a gara a dire che i rapporti sono serenissimi, tra amici non sempre si è d’accordo ma l’importante è dirselo con franchezza. Cosa che Trump fa fin troppo spesso: il rischio è che qualche tensione si ripeta al vertice Nato in Turchia tra tre giorni.
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193
Il Quirinale in anticipo e il concetto di destra
Giorgia Meloni ha aperto la partita del Quirinale due anni e mezzo prima della scadenza. Più che un reale spunto di dibattito, mi è sembrato un diversivo utile a deviare l’attenzione dall’onnipresente generale Roberto Vannacci e a dare ad alleati ed elettori un collante ancora più forte delle elezioni politiche.
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192
Le ragioni che potrebbero spingere Putin a una trattativa
Sono cominciati i 60 giorni che devono portare da un accordo firmato virtualmente con molti punti interrogativi a una pace vera e propria tra Stati Uniti e Iran. E contemporaneamente, su un altro fronte, per la prima volta cresce la speranza che Putin sia costretto a sedersi a un tavolo di trattativa per concludere la guerra in Ucraina. Fosse vero, l'Europa deve farsi trovare pronta a un'eventuale svolta, e decidere da chi e come farsi rappresentare.
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191
Vannacci, Renzi e le sottrazioni in politica
A un anno o poco più dalle elezioni politiche, stiamo assistendo a movimenti nelle coalizioni che si preparano alla maratona della campagna elettorale. A destra, l'imprevisto Vannacci sta scompaginando le previsioni. A sinistra, la partenza del campo largo con tanto di annuncio di due giornate di incontri a luglio, è già segnata dalla polemica sulla presenza o meno di Matteo Renzi in coalizione.
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190
I dati Caritas e il lavoro che non permette di vivere
Tra i molti dati preoccupanti diffusi ieri dal report di Caritas italiana sulla povertà nel nostro Paese, ce n'è uno che non smette di angosciarmi: il 24 per cento di chi chiede aiuto, ha un lavoro. Percepisce uno stipendio, ma troppo basso per potersi mantenere. Siamo arrivati a una situazione per cui, come spiega amaramente il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello, "il lavoro non coincide più automaticamente con la possibilità di una vita dignitosa".
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Chi vince e chi perde tra Usa e Iran
Ora che il famoso accordo tra Stati Uniti e Iran è stato annunciato come cosa fatta, già firmato digitalmente e da confermare venerdì in una cerimonia a Ginevra, resta da capire chi sia uscito vincitore e chi sconfitto da questa guerra. Iniziata il 28 febbraio scorso, nell’immediato Donald Trump diceva sarebbe durata solo quattro settimane: invece, è arrivata fin qui.
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188
Il patentino antifascista che si chiama Costituzione
La premier Giorgia Meloni è intervenuta via social ieri per stigmatizzare il "patentino antifascista" introdotto dalla Fiera dell'editoria di Roma. Si tratta della condivisione dei valori antifascisti della Costituzione su cui lei stessa ha giurato. Mentre non ha trovato modo di dire una parola sull'attacco del generale Vannacci ad anni di lavoro del Parlamento e del governo sul femminicidio.
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187
Il fenomeno Vannacci è il cigno nero della destra
Con la sua crescita tumultuosa, certificata anche da exploit come il 14 per cento raccolto alle amministrative a Vigevano, il generale sta diventando il cigno nero della maggioranza di governo. L'evento imprevisto che rischia di sovvertire tutti gli equilibri e tutti i pronostici.
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186
Lo spauracchio della patrimoniale e i dati sulla ricchezza
Parlando davanti alla platea di Confcommercio, la premier Giorgia Meloni ha ritirato fuori la patrimoniale. Per dirsi nettamente contraria, naturalmente, e affondare come una lama nel burro nelle divisioni delle opposizioni sull'argomento.
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185
La vera sconfitta delle amministrative: la parità di genere
Mentre Meloni e Schlein si accapigliano sul significato politico della torna di amministrative, il risultato più netto e inequivocabile è la sconfitta della parità di genere.
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184
La formula chimica della stabilità e la lezione del referendum
Per la quinta volta in vent'anni stiamo discutendo di una nuova legge elettorale: fossimo così solerti ad aggiornare le norme sui diritti, saremmo la Svezia del Mediterraneo. Il dibattito sul sistema di voto è la cosa più lontana dalla quotidianità dei cittadini che si possa immaginare: eppure, da qui alle prossime settimane terrà impegnatissimi i partiti.
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183
L’eterno gioco dell’oca della legge sul fine vita
Ve la ricordate la legge sul fine vita? Ne stanno discutendo in Senato da anni. Ieri la maggioranza di destra ha deciso che il testo, finalmente approdato in Aula, deve tornare in Commissione. Come nel gioco dell'oca, si ricomincia dal via.
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182
La vergogna del caporalato e l’indignazione di breve durata
Lunedì quattro uomini sono morti arsi vivi in un'auto in Calabria. Erano braccianti pachistani, e non si è trattato di un incidente, ma di un omicidio. Quando cominceremo ad aprire gli occhi, e a occuparci seriamente della piaga del caporalato e degli schiavi stranieri nelle nostre campagne?
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181
Lina, Nilde, Teresa e il compleanno della Repubblica
Oggi è il compleanno della Repubblica. Ottant'anni. Ed è l'anniversario anche del voto alle donne. Due ottime ragioni per festeggiare questa giornata.
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180
La profezia sull’Iran, vulcano pronto a esplodere
Mentre i negoziati fra Stati Uniti e Iran continuano, mi sono spesso chiesta quali siano le reali condizioni della popolazione iraniana oggi, e quale lo stato di salute del regime. Riuscire a tenere testa agli americani, ho pensato, rischia di rafforzare gli ayatollah e la loro violenza. Però, ieri sulla Stampa ho letto l'intervista alla premio Nobel iraniana Shirin Ebadi: "Non fatevi ingannare - dice - il regime è indebolito, sarà il popolo iraniano a riprendersi la libertà".
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179
Quei banchi vuoti davanti all’omaggio a Matteotti
A 102 anni dal discorso che costò la vita al segretario del partito socialista unitario Giacomo Matteotti, quello in cui denunciò brogli e violenze fasciste, ieri la Camera ha inaugurato una targa nello scranno da cui pronunciò quelle parole. Il numero 14, in quarta fila all'estrema sinistra dell'emiciclo, d'ora in poi sarà lasciato vuoto: sarà per sempre il banco di Matteotti. Peccato che mentre si svolgeva questa cerimonia, il settore della destra fosse quasi vuoto.
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178
L’Europa esitante e le richieste di Meloni
L'Europa soffoca l'economia con lacci, gabbie e regole miopi. Deve fare meno e fare meglio. Così ha detto ieri la premier Giorgia Meloni all'Assemblea annuale di Confindustria. Non so se sia da considerarsi un attacco preventivo, nel caso in cui, il 3 giugno, quando si pensa arriverà la risposta europea alla sua richiesta di maggiore flessibilità, dovesse arrivare un rifiuto.
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177
Venezia, Salerno e i chiaroscuri delle elezioni
Il centrodestra stravince a Reggio Calabria, strappando la città alla sinistra dopo dodici anni. Il centrosinistra riesce a confermarsi al primo turno a Prato, mentre arranca e perde nella città simbolo di questa tornata, a Venezia, dove invece era data per favorita. La città dove il Pd sbanca è anche l'unica che non può rivendicare: la Salerno che ha scelto per la quinta volta Vincenzo De Luca con percentuali bulgare.
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176
I volti della Repubblica e l’elogio di Almirante
In occasione degli 80 anni della Repubblica, il Quirinale si rivolge a tutte le cittadine e i cittadini: mandate un video per dire cos'è per voi la Repubblica. Mentre Mattarella prova a coinvolgere i giovani nel ricordo di una data storica, il presidente del Senato Ignazio La Russa rilascia un'intervista per fare l'elogio di Giorgio Almirante.
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175
Il video di Ben-Gvir e l’orgoglio del Male
Il video diffuso ieri dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir sembra fatto con l'AI, tanto è ostentato il disprezzo verso gli attivisti e plateale l'umiliazione inflitta. Invece è reale, e dà prova di "un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo": sono le parole, dure come pietre, del presidente della Repubblica Mattarella.
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174
Galeotta fu la mozione sul 5 per cento del Pil per la Nato
"Gli impegni presi sono necessari e sostenibili", diceva nel giugno dello scorso anno la premier Giorgia Meloni, quando, su pressione del presidente americano Trump, i Paesi Nato decidevano di portare le spese militari al 5 per cento del Pil entro il 2035. Un anno dopo, ieri, i capigruppo di maggioranza al Senato hanno presentato una mozione in cui si chiedeva di rivedere quell'obiettivo. Un passaggio cancellato in fretta e furia quando le opposizioni hanno fatto notare che si trattava di smentire quanto detto fin qui dal governo sull'argomento.
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173
Meloni, la lettera all’Europa e l’alleato Sanchez
Giorgia Meloni ha scritto una lettera a Ursula Von der Leyen per chiedere una deroga al patto di stabilità per le spese energetiche. Per convincerla, servirebbe la sponda di altri Paesi: considerata la contrarietà dei Paesi Bassi e lo scetticismo tedesco, l'alleato ideale è la Spagna del premier socialista Pedro Sanchez, l'idolo della sinistra europea.
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Il Salone dei ragazzi e la scuola officina di futuro
Il mondo salvato dai ragazzini, si intitolava quest'anno il Salone del libro di Torino. E di adolescenti, e scuola, e cosa fare per dare a tutti occasioni, abbiamo parlato con due scrittrici bravissime come Silvia Avallone e Viola Ardone.
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171
Lo Sceriffo di Salerno e la strategia dell’opossum dei dem
Il 24 e 25 maggio vanno al voto quasi 700 comuni, di cui 18 capoluoghi di provincia. La partita più attesa, anche per le contemporanee polemiche legate alla Biennale, è Venezia. Ma particolarmente interessante è la campagna elettorale di Salerno, dove si ricandida per la quinta volta Vincenzo De Luca.
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170
La spesa della premier, la famiglia Addams e i giovani in fuga dall’Italia
Sarà che l'aria da campagna elettorale sembra già di sentirla, o sarà che dopo tre anni e mezzo di scontro frontale, non può bastare una telefonata sulla legge elettorale per ammansire le opposizioni. Fatto sta che ieri, quando la premier Giorgia Meloni si è presentata in Senato al cosiddetto premier time, la sensazione era quella della solita frattura insanabile tra i due schieramenti.
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169
Le regole del gioco e il telefono senza fili
C'è stato un gran giro di telefonate ieri, dai capigruppo di maggioranza verso quelli di opposizione. Quasi tutti i destinatari però hanno riagganciato subito: grazie mille, ma di legge elettorale non abbiamo nessuna intenzione di parlare.
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168
Lo Youth test di Parma e la partecipazione dei giovani
Il referendum di marzo ha dimostrato che, quando sentono coinvolto il proprio futuro, i giovani sanno mobilitarsi e partecipare alla vita pubblica. Ora spetta alla politica trovare gli strumenti per farlo: a Parma, il sindaco Michele Guerra ci sta provando con l'introduzione dello Youth test.
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167
L’incubo Hantavirus, Hollywood e la prevenzione
La vicenda della nave argentina su cui si è verificato un focolaio di Hantavirus sembra la trama di un film americano di fantascienza. O almeno lo sarebbe sembrato prima del Covid: ora conosciamo i rischi e le cautele da adottare. Siamo migliorati nella reattività e collaborazione tra Paesi e organismi diversi, ma dobbiamo lavorare ancora alla prevenzione degli spillover.
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166
Rubio dal papa, tra Cuba, Medio Oriente e migranti
Mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio si prepara ad incontrare Leone XIV, dall'altra parte dell'Atlantico il suo superiore, Donald Trump, continua a mistificare la posizione del pontefice. Ai giornalisti alla Casa Bianca ieri ha ripetuto imperterrito, cito: "Per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l'Iran non può possedere un'arma nucleare". Ma quando mai il papa può aver giustificato un'arma nucleare, all'Iran o a chiunque altro?
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165
I possibili perché del nuovo attacco di Trump al Papa
Venerdì il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sarà a Roma. Una visita a papa Leone che dovrebbe ricucire i rapporti col Vaticano dopo gli attacchi di qualche settimana fa del presidente Trump. Ieri però, quasi alla vigilia della partenza, il capo della Casa Bianca è tornato a criticare aspramente il pontefice. Ci sono diverse letture possibili, sul perché di questo nuovo, gratuito attacco.
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164
Meloni e Trump, il lungo addio (o solo un arrivederci?)
C'era un elefante nella stanza ieri alla riunione della comunità politica europea in Armenia, presenti 47 leader del continente e l'ospite extra Ue Mark Carney, il premier canadese. L'elefante nella stanza, espressione usata dal presidente francese Macron, in uso nella lingua inglese per indicare un problema evidente che si cerca di ignorare, era chiaramente l'imprevedibile presidente americano Donald Trump.
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163
Il decreto lavoro e quell’84 per cento di italiani spaventati dal carovita
In occasione del Primo Maggio, la settimana scorsa, come di consueto il governo ha sfornato un decreto dedicato al lavoro. E nella giornata della Festa dei Lavoratori la premier Giorgia Meloni ha diffuso un post sui social dove rivendica alcuni buoni risultati sull'argomento. Ammettendo però, lei stessa, che c'è ancora molto da fare.
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162
Gaza su Youtube e la condanna di Meloni
Questa volta, la marina israeliana non ha nemmeno aspettato che le barche della Global Sumud Flotilla si avvicinassero alle acque di Gaza: è intervenuta al largo della Grecia intercettando 21 imbarcazioni con a bordo 179 attivisti, tra cui 24 italiani. Come sei mesi fa: ma stavolta, il governo italiano ha tempestivamente condannato l'accaduto.
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161
L’ironia di re Carlo e l’ego di Trump
Chi l'avrebbe mai detto che re Carlo III d'Inghilterra, che per decenni abbiamo visto come il principe eterno in attesa del trono, sempre all'ombra della carismatica mamma regina Elisabetta, sarebbe riuscito, unico finora, nell'impresa di tenere a bada l'ego smisurato di Donald Trump. Con un'arma semplice e molto british: l'ironia.
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160
La vicenda Minetti e Meloni in campo per difendere Nordio
Dal caso Almasri alla gaffe di Giusy Bartolozzi agli affari di Delmastro, fino al tonfo del referendum, i guai per Giorgia Meloni passano spesso dal ministero della Giustizia. Ma anche stavolta, davanti alla vicenda della grazia a Nicole Minetti, la premier scende in campo in prima persona per difendere il ministro Nordio.
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159
Calenda, le pulizie al Senato e il decreto Primo maggio
In una lettera Carlo Calenda ha chiesto al presidente del Senato di verificare se sia vero che il personale di pulizia del Senato è pagato 7,50 euro l'ora, riaprendo il tema dei salari bassi. Su cui il governo prova a intervenire oggi con il decreto Primo maggio.
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158
La coperta di Linus della destra e la percezione degli italiani
Per un italiano su due, il decreto sicurezza approvato alla Camera venerdì scorso sta lì a dimostrare che gli interventi precedenti del governo consacrati al tema sicurezza non hanno funzionato. A dirlo, un sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato oggi su La Stampa. Non esattamente un grande successo, considerato che, in un momento difficile per il governo, voleva essere la coperta di Linus del tema caro alla destra da cui ripartire.
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157
Meloni, il coraggio dell’Europa e lo stato dei conti pubblici
"L'Europa deve essere molto più coraggiosa", dice la premier Giorgia Meloni. Al Consiglio europeo informale di Cipro, iniziato ieri, arriva per cercare risposte, spiega, alla crisi energetica. E per spronarle, soprattutto, all'indomani della pessima notizia per cui l'Italia resta in procedura d'infrazione, perché non è riuscita a scendere sotto il 3 per cento di rapporto deficit-Pil.
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156
Se io avessi previsto tutto questo. Omaggio a Guccini
A Reggio Emilia ha aperto una mostra dedicata a Francesco Guccini, straordinario interprete e narratore di un pezzo della nostra storia collettiva. Sono andata a trovarlo: dalla guerra alla passione per l'America al Trump di oggi, il suo sguardo sempre lucido e ironico sul mondo.
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155
La Russa e quello strano modo di festeggiare il 25 aprile
Ci avviciniamo al 25 aprile, la Festa della Liberazione. Anche quest'anno, la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, ci spiega la sua teoria su come la vorrebbe celebrare.
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154
Scade la tregua, la roulette di Trump
Dopo 53 giorni di guerra, diceva ieri Trump che si potrebbe chiudere un accordo oggi a Islamabad. Che sia una possibilità reale o una delle sue boutade, seguite da repentino cambio d’idea e minacce tonanti, lo capiremo solo vivendo. Con lui, sembra sempre di dover puntare alla roulette.
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Il volenteroso Macron e la figliol prodiga Meloni
Venerdì scorso, fresca di clamorosa rottura con l’amico Donald Trump, la premier Giorgia Meloni ha partecipato alla riunione dei Volenterosi a Parigi. Dimostrando per la prima volta un inusitato entusiasmo.
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152
Meloni e Trump, c’eravamo tanto amati
Anche la nostra premier Giorgia Meloni, che Trump finora aveva coperto di complimenti - è brava, è capace, è una grande alleata - è finita dietro la lavagna del volubile presidente americano. Ha osato per la prima volta criticarlo, e tanto è bastato per definirla inaccettabile e poco coraggiosa.
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Nel Medioevo di Trump lo scontro tra guelfi e ghibellini
“Quando un’autorità politica attacca un’autorità morale - ha dichiarato ieri padre Antonio Spadaro - significa che c’è una dichiarazione di impotenza. Il discorso di Leone è un discorso libero, non imprigionabile nella retorica trumpiana”. E forse è proprio questo che l’egocentrico capo della Casa Bianca non sopporta.
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