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L’oblò

Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .

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  1. 200

    Il soufflé di Vannacci e le frasi a titolo personale

    Saranno state pure dichiarazioni fatte a titolo personale, come si sono affrettati a puntualizzare ieri da Fratelli d'Italia, ma l'apertura esplicita del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli a un percorso da fare insieme al generale in pensione Roberto Vannacci, ha agitato gli animi della maggioranza.

  2. 199

    La gramigna di Tajani e la tensione con la Lega

    Ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha allungato lo sconto di 17 centesimi sul diesel fino al 5 settembre. Dopo, il governo proverà a mettere a punto uno sconto mirato per le fasce più deboli della popolazione. Ma mentre cercano una soluzione al rebus dei prezzi, litigano apertamente sull'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti di banche e società energetiche, proposta e sostenuta dalla Lega e rifiutata da Forza Italia.

  3. 198

    I costi della benzina e il cambio di linea del governo

    Ieri la benzina si è attestata in media, in modalità self-service, sui 2,015 euro al litro. Il gasolio sui 2,136 euro al litro. In autostrada entrambe hanno raggiunto prezzi un po' più alti. Sulla A22, il Codacons ha denunciato che in alcuni distributori il Supreme diesel servito ha addirittura superato la soglia dei 3 euro. Un inesorabile lievitare dei prezzi che costringe nuovamente il governo a una rincorsa per tentare di calmierarli.

  4. 197

    Il faticoso pre-partita della sinistra italiana e della gauche francese

    Chissà se è destino della sinistra dividersi e combattersi perdendo di vista quale sia l'avversario reale, cioè la destra. Ci pensavo seguendo non solo le difficoltà del campo largo italiano, ancora nel pieno della discussione sulle primarie e sul programma, ma anche leggendo della faticosa rincorsa verso le Presidenziali della gauche francese.

  5. 196

    La denuncia del procuratore di Palermo e lo stato delle carceri

    Si fa un gran parlare di giustizia, tra separazione delle carriere dei magistrati e riforma della Corte dei Conti. Ma sarebbe il caso di cominciare a parlare di carceri: "Lo stato non le controlla più - ha dichiarato il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia - il controllo appartiene alle organizzazioni criminali". Questa sì, un'emergenza di cui occuparsi subito.

  6. 195

    Il nuovo scontro tra governo e magistrati

    L'accorato appello dei magistrati contabili della Corte dei conti è caduto nel vuoto: a nulla sono servite un'insolita conferenza stampa nella sede della Stampa estera a Roma, le critiche a un testo che secondo i magistrati mina la loro autonomia e indebolisce le garanzie a tutela dei cittadini, e nemmeno una inedita minaccia di sciopero in autunno. Ieri il governo ha tirato dritto, e il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura il decreto legislativo di riforma della Corte dei conti.

  7. 194

    Conte, Schlein e il nodo Ucraina nel campo largo

    Come ampiamente prevedibile, a forza di rinviare la discussione sulle divisioni sulla politica estera dentro al campo largo delle opposizioni, succede che in queste torride giornate di agosto, senza preavviso, il problema esplode scuotendo l'alleanza. Troncare e sopire come ha fatto finora la segretaria del Pd Elly Schlein, a un anno o forse meno dalle elezioni, non basta più.

  8. 193

    Ceuta, l’emergenza vera delle vittime e quella finta della propaganda

    L'allarme è già rientrato, e sarebbe bastato sangue freddo e meno propaganda da parte della politica per affrontare senza panico l'arrivo di migliaia di migranti a Ceuta, exclave spagnola in Marocco. La stragrande maggioranza è già tornata indietro e nessuno di loro ha preso a girare in maniera incontrollata per l'Europa, come aveva invece suggerito la prima reazione di alcuni governi, tra cui il nostro. L'unica vera emergenza, quella sì una tragedia, eppure raccontata spesso come un trascurabile effetto collaterale, sono le decine e decine di vittime, si parla di oltre cento, nel tentativo di toccare il suolo europeo.

  9. 192

    Dal caso Roggero alla Tav, i richiami di Mattarella ai partiti

    In un discorso breve ma molto denso, ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato inequivocabili segnali alle forze politiche. Persino quando ha rifiutato di rispondere ad alcune domande, la giustificazione che ha dato è sembrata un ammonimento per il futuro.

  10. 191

    Il j’accuse di Grillo, la causa per il simbolo e l’ombra di Di Battista

    Guarda un po’ chi si risente. Ieri, improvvisamente, dopo mesi e mesi di silenzio, Beppe Grillo ha vergato sul suo blog un lungo post, un j’accuse contro il Movimento cinque stelle. Intitolato significativamente «Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni».

  11. 190

    Le troppe tempeste in un bicchier d’acqua della maggioranza

    Alla fine di una giornata ad alta tensione nella maggioranza, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha cercato di smorzare, parlando della classica tempesta in un bicchier d’acqua. Può darsi, ma una volta sono i fondi per le spese militari, un’altra la legge elettorale, un’altra volta ancora questioni di giustizia, fatto sta che in questo periodo, di tempeste più o meno agitate dentro il centrodestra ne abbiamo viste parecchie.

  12. 189

    Il campo largo diviso anche sulla legittima difesa

    Sulla Stampa di domenica è apparso un sondaggio di Alessandra Ghisleri sulla vicenda di Mario Roggero. Non capita spesso, scrive l’esperta di rilevazioni, che un sondaggio fotografi con tanta nitidezza un Paese diviso esattamente a metà. Ebbene, su questo argomento succede: il 45,4 per cento del campione ritiene che si sia trattato di legittima difesa, mentre il 44,8 per cento pensa che non sia così. E andando ad approfondire, a vedere come la pensano gli elettori di ogni partito, si scopre che temi delicati come questo saltano anche i consueti steccati tra schieramenti.

  13. 188

    L’altra faccia del Pilastro nel progetto di un gruppo di medici

    Succedono cose, nel quartiere Pilastro di Bologna. Non solo drammatiche e non ancora chiarite come la morte di Abderrahim Fakir. Succedono anche cose piene di umanità e speranza: tipo il progetto di un poliambulatorio animato da luminari di medicina ed ex primari in pensione che offrirà consulenze gratuite per chi ha difficoltà a pagarsi le cure.

  14. 187

    120 milionari inglesi e la patrimoniale patriottica

    "Caro nuovo premier, tassaci di più. Siamo ricchi e possiamo permettercelo". Firmato 120 paperoni inglesi che si ribattezzano milionari patrioti. Sembra la classica favola di Natale stracolma di buoni sentimenti e improbabile nella realtà, e invece è quello che è successo davvero: un gruppo di milionari si è rivolto al nuovo premier britannico Andy Burnham per chiedere di pagare più tasse.

  15. 186

    La sfida da Far West oscura i salari bassi

    Mentre le forze politiche continuano a sfidarsi sul tema sicurezza, sono passati quasi inosservati in questi giorni dati che invece interessano tutti noi. L'Ufficio parlamentare di bilancio ha diffuso un'analisi sui salari dal 1990 a oggi: ebbene in 36 anni, le retribuzioni del settore privato hanno perso il 6,6 per cento in termini reali. Gli stipendi cioè non sono riusciti a tenere il ritmo del rialzo del costo della vita: è la certificazione istituzionale di qualcosa che sperimentiamo ogni volta che andiamo a fare la spesa al supermercato.

  16. 185

    Il tribunale del popolo e i messaggi d’odio ai magistrati

    Nel clima rovente di questi giorni, era ampiamente prevedibile che il tribunale del popolo, quello che ha deciso senza conoscere le leggi né approfondire i fatti che il gioielliere Roggero è innocente e va scarcerato, decidesse di prendersela con i giudici che invece lo hanno condannato. A loro, denuncia l'Anm, l'Associazione nazionale magistrati, sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio.

  17. 184

    Il caso Roggero, la rincorsa a destra e il diritto alla vendetta

    Non si ferma la rincorsa a destra a chi è più vicino a Mario Roggero, il gioielliere condannato per aver inseguito e ucciso due rapinatori e ferito un terzo, nell'idea che questo significhi stare più a contatto possibile con la pancia del Paese. Per tentare di vincere questa gara potenzialmente infinita, la Lega ha presentato una proposta di legge che allarga talmente tanto le maglie della legittima difesa da farla diventare il diritto a, cito dal testo di legge, "qualsiasi reazione" dopo "un'aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale".

  18. 183

    Nordio, Mattarella e il potere di grazia

    La giornata di ieri è sembrata un assaggio di quello che potrebbe essere la campagna elettorale che ci aspetta, se, come sembra da queste prime mosse, il centrodestra deciderà di rincorrere il generale Vannacci su sicurezza, legge e ordine. Ci è voluto un insolito intervento del presidente della Repubblica Mattarella, che ha convocato al Quirinale nel tardo pomeriggio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, per rimettere ordine nei rapporti istituzionali.

  19. 182

    Meloni, la “capatrena“ e la partecipazione delle donne

    È previsto per oggi il voto finale alla Camera sulla legge elettorale, dopo l'inciampo di due giorni fa della maggioranza. Resterà agli atti che l'emendamento bocciato, voluto e promosso dalla prima premier donna della storia, eliminando l'obbligo di equilibrio di genere dei capilista bloccati, rischiava di penalizzare le donne.

  20. 181

    L’inciampo di Meloni e la palude in casa

    Per un voto Martin perse la cappa, scherzava con una certa soddisfazione ieri un gruppo di parlamentari dell’opposizione dopo che la maggioranza è stata battuta alla Camera sulla legge elettorale per un voto. Parafrasando, Giorgia Meloni perde le preferenze che voleva imporre ad alleati refrattari. Il primo brutto inciampo parlamentare del suo governo, e allora vedremo se perde solo questa partita o ci saranno strascichi più lunghi.

  21. 180

    Se la legge elettorale rischia di far deflagrare i problemi

    Giorgia Meloni si era ripromessa di approvare presto e bene la nuova legge elettorale. Sembrava una passeggiata, con la maggioranza ampia e disciplinata che le è toccata in sorte. E invece salta fuori che dopo aver tenuto su qualunque argomento, anche quelli più divisivi, il rischio dell'inciampo parlamentare si profila all'orizzonte sulla legge più politicista e lontana dalla vita dei cittadini di tutte.

  22. 179

    Il boomerang del campo largo a Napoli e lo slogan dell’unità

    Doveva essere il primo passo di una marcia trionfale verso le Politiche del prossimo anno. O almeno così speravano i leader di Pd, Movimento cinque stelle e Alleanza Verdi-sinistra, quando, tre settimane fa, hanno annunciato con un selfie la manifestazione unitaria di ieri l'altro a Napoli. Solo che, tra pecche organizzative e mancanza di un messaggio forte, l'appuntamento si è trasformato in un boomerang comunicativo.

  23. 178

    Il vertice Nato e quel freddo che resta fra Trump e Meloni

    Annunciato come un possibile nuovo disastro diplomatico, il vertice Nato di Ankara si è concluso senza grandi incidenti, e di questi tempi è già una notizia. Era partita alla volta della Turchia con un bel carico di preoccupazioni in particolare la nostra premier, Giorgia Meloni, bersaglio di attacchi ripetuti da Trump. Come torna da questo vertice? Dopo questa due giorni, com'è il suo rapporto con un alleato imprescindibile come gli Stati Uniti?

  24. 177

    Le Pen, il braccialetto elettronico e il popolo giudice

    Con una sentenza attesissima, ieri, è cominciata la campagna elettorale anche in Francia, quella che porterà l'anno prossimo all'elezione del successore di Emmanuel Macron all'Eliseo. La leader del partito di estrema destra Rassemblement national, Marine Le Pen, ha ricevuto una condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo. Ma le è stata tolta l'ineleggibilità: così, ieri sera al tg delle 20 ha dato il via alla maratona elettorale annunciando la sua candidatura.

  25. 176

    La giostra delle elezioni e un italiano su due che non vuole salire a bordo

    Manca ancora un anno alle elezioni, ma i partiti stanno già scaldando i motori. Permangono molte incognite, dalla legge elettorale al fattore Vannacci che non si sa se andrà o meno in coalizione col resto della destra. Speriamo che, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale, aumentino gli italiani interessati: a oggi, resta un bacino monstre di non intenzionati al voto che si aggira tra il 45,9 e il 50,7 per cento.

  26. 175

    L’ordine restrittivo e Davide contro Golia

    Il vertice Nato che si apre domani ad Ankara è un appuntamento delicatissimo. Per tutti gli europei, ma soprattutto per la premier Giorgia Meloni. Sarà il primo faccia a faccia con Donald Trump dopo le tensioni delle scorse settimane, a cui si è aggiunta una coda velenosa ieri sera: un post del presidente su Truth, una foto di Meloni corredata dalla scritta "Serve un ordine restrittivo".

  27. 174

    Trump, Meloni e le stoccate che non fanno effetto

    Non era mai stato atteso con tanta curiosità come quest’anno, il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana per festeggiare l’Independence day. Dopo le tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle settimane scorse, il governo è accorso in forze, e i ministri hanno fatto a gara a dire che i rapporti sono serenissimi, tra amici non sempre si è d’accordo ma l’importante è dirselo con franchezza. Cosa che Trump fa fin troppo spesso: il rischio è che qualche tensione si ripeta al vertice Nato in Turchia tra tre giorni.

  28. 173

    Il Quirinale in anticipo e il concetto di destra

    Giorgia Meloni ha aperto la partita del Quirinale due anni e mezzo prima della scadenza. Più che un reale spunto di dibattito, mi è sembrato un diversivo utile a deviare l’attenzione dall’onnipresente generale Roberto Vannacci e a dare ad alleati ed elettori un collante ancora più forte delle elezioni politiche.

  29. 172

    Le ragioni che potrebbero spingere Putin a una trattativa

    Sono cominciati i 60 giorni che devono portare da un accordo firmato virtualmente con molti punti interrogativi a una pace vera e propria tra Stati Uniti e Iran. E contemporaneamente, su un altro fronte, per la prima volta cresce la speranza che Putin sia costretto a sedersi a un tavolo di trattativa per concludere la guerra in Ucraina. Fosse vero, l'Europa deve farsi trovare pronta a un'eventuale svolta, e decidere da chi e come farsi rappresentare.

  30. 171

    Vannacci, Renzi e le sottrazioni in politica

    A un anno o poco più dalle elezioni politiche, stiamo assistendo a movimenti nelle coalizioni che si preparano alla maratona della campagna elettorale. A destra, l'imprevisto Vannacci sta scompaginando le previsioni. A sinistra, la partenza del campo largo con tanto di annuncio di due giornate di incontri a luglio, è già segnata dalla polemica sulla presenza o meno di Matteo Renzi in coalizione.

  31. 170

    I dati Caritas e il lavoro che non permette di vivere

    Tra i molti dati preoccupanti diffusi ieri dal report di Caritas italiana sulla povertà nel nostro Paese, ce n'è uno che non smette di angosciarmi: il 24 per cento di chi chiede aiuto, ha un lavoro. Percepisce uno stipendio, ma troppo basso per potersi mantenere. Siamo arrivati a una situazione per cui, come spiega amaramente il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello, "il lavoro non coincide più automaticamente con la possibilità di una vita dignitosa".

  32. 169

    Chi vince e chi perde tra Usa e Iran

    Ora che il famoso accordo tra Stati Uniti e Iran è stato annunciato come cosa fatta, già firmato digitalmente e da confermare venerdì in una cerimonia a Ginevra, resta da capire chi sia uscito vincitore e chi sconfitto da questa guerra. Iniziata il 28 febbraio scorso, nell’immediato Donald Trump diceva sarebbe durata solo quattro settimane: invece, è arrivata fin qui.

  33. 168

    Il patentino antifascista che si chiama Costituzione

    La premier Giorgia Meloni è intervenuta via social ieri per stigmatizzare il "patentino antifascista" introdotto dalla Fiera dell'editoria di Roma. Si tratta della condivisione dei valori antifascisti della Costituzione su cui lei stessa ha giurato. Mentre non ha trovato modo di dire una parola sull'attacco del generale Vannacci ad anni di lavoro del Parlamento e del governo sul femminicidio.

  34. 167

    Il fenomeno Vannacci è il cigno nero della destra

    Con la sua crescita tumultuosa, certificata anche da exploit come il 14 per cento raccolto alle amministrative a Vigevano, il generale sta diventando il cigno nero della maggioranza di governo. L'evento imprevisto che rischia di sovvertire tutti gli equilibri e tutti i pronostici.

  35. 166

    Lo spauracchio della patrimoniale e i dati sulla ricchezza

    Parlando davanti alla platea di Confcommercio, la premier Giorgia Meloni ha ritirato fuori la patrimoniale. Per dirsi nettamente contraria, naturalmente, e affondare come una lama nel burro nelle divisioni delle opposizioni sull'argomento.

  36. 165

    La vera sconfitta delle amministrative: la parità di genere

    Mentre Meloni e Schlein si accapigliano sul significato politico della torna di amministrative, il risultato più netto e inequivocabile è la sconfitta della parità di genere.

  37. 164

    La formula chimica della stabilità e la lezione del referendum

    Per la quinta volta in vent'anni stiamo discutendo di una nuova legge elettorale: fossimo così solerti ad aggiornare le norme sui diritti, saremmo la Svezia del Mediterraneo. Il dibattito sul sistema di voto è la cosa più lontana dalla quotidianità dei cittadini che si possa immaginare: eppure, da qui alle prossime settimane terrà impegnatissimi i partiti.

  38. 163

    L’eterno gioco dell’oca della legge sul fine vita

    Ve la ricordate la legge sul fine vita? Ne stanno discutendo in Senato da anni. Ieri la maggioranza di destra ha deciso che il testo, finalmente approdato in Aula, deve tornare in Commissione. Come nel gioco dell'oca, si ricomincia dal via.

  39. 162

    La vergogna del caporalato e l’indignazione di breve durata

    Lunedì quattro uomini sono morti arsi vivi in un'auto in Calabria. Erano braccianti pachistani, e non si è trattato di un incidente, ma di un omicidio. Quando cominceremo ad aprire gli occhi, e a occuparci seriamente della piaga del caporalato e degli schiavi stranieri nelle nostre campagne?

  40. 161

    Lina, Nilde, Teresa e il compleanno della Repubblica

    Oggi è il compleanno della Repubblica. Ottant'anni. Ed è l'anniversario anche del voto alle donne. Due ottime ragioni per festeggiare questa giornata.

  41. 160

    La profezia sull’Iran, vulcano pronto a esplodere

    Mentre i negoziati fra Stati Uniti e Iran continuano, mi sono spesso chiesta quali siano le reali condizioni della popolazione iraniana oggi, e quale lo stato di salute del regime. Riuscire a tenere testa agli americani, ho pensato, rischia di rafforzare gli ayatollah e la loro violenza. Però, ieri sulla Stampa ho letto l'intervista alla premio Nobel iraniana Shirin Ebadi: "Non fatevi ingannare - dice - il regime è indebolito, sarà il popolo iraniano a riprendersi la libertà".

  42. 159

    Quei banchi vuoti davanti all’omaggio a Matteotti

    A 102 anni dal discorso che costò la vita al segretario del partito socialista unitario Giacomo Matteotti, quello in cui denunciò brogli e violenze fasciste, ieri la Camera ha inaugurato una targa nello scranno da cui pronunciò quelle parole. Il numero 14, in quarta fila all'estrema sinistra dell'emiciclo, d'ora in poi sarà lasciato vuoto: sarà per sempre il banco di Matteotti. Peccato che mentre si svolgeva questa cerimonia, il settore della destra fosse quasi vuoto.

  43. 158

    L’Europa esitante e le richieste di Meloni

    L'Europa soffoca l'economia con lacci, gabbie e regole miopi. Deve fare meno e fare meglio. Così ha detto ieri la premier Giorgia Meloni all'Assemblea annuale di Confindustria. Non so se sia da considerarsi un attacco preventivo, nel caso in cui, il 3 giugno, quando si pensa arriverà la risposta europea alla sua richiesta di maggiore flessibilità, dovesse arrivare un rifiuto.

  44. 157

    Venezia, Salerno e i chiaroscuri delle elezioni

    Il centrodestra stravince a Reggio Calabria, strappando la città alla sinistra dopo dodici anni. Il centrosinistra riesce a confermarsi al primo turno a Prato, mentre arranca e perde nella città simbolo di questa tornata, a Venezia, dove invece era data per favorita. La città dove il Pd sbanca è anche l'unica che non può rivendicare: la Salerno che ha scelto per la quinta volta Vincenzo De Luca con percentuali bulgare.

  45. 156

    I volti della Repubblica e l’elogio di Almirante

    In occasione degli 80 anni della Repubblica, il Quirinale si rivolge a tutte le cittadine e i cittadini: mandate un video per dire cos'è per voi la Repubblica. Mentre Mattarella prova a coinvolgere i giovani nel ricordo di una data storica, il presidente del Senato Ignazio La Russa rilascia un'intervista per fare l'elogio di Giorgio Almirante.

  46. 155

    Il video di Ben-Gvir e l’orgoglio del Male

    Il video diffuso ieri dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir sembra fatto con l'AI, tanto è ostentato il disprezzo verso gli attivisti e plateale l'umiliazione inflitta. Invece è reale, e dà prova di "un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo": sono le parole, dure come pietre, del presidente della Repubblica Mattarella.

  47. 154

    Galeotta fu la mozione sul 5 per cento del Pil per la Nato

    "Gli impegni presi sono necessari e sostenibili", diceva nel giugno dello scorso anno la premier Giorgia Meloni, quando, su pressione del presidente americano Trump, i Paesi Nato decidevano di portare le spese militari al 5 per cento del Pil entro il 2035. Un anno dopo, ieri, i capigruppo di maggioranza al Senato hanno presentato una mozione in cui si chiedeva di rivedere quell'obiettivo. Un passaggio cancellato in fretta e furia quando le opposizioni hanno fatto notare che si trattava di smentire quanto detto fin qui dal governo sull'argomento.

  48. 153

    Meloni, la lettera all’Europa e l’alleato Sanchez

    Giorgia Meloni ha scritto una lettera a Ursula Von der Leyen per chiedere una deroga al patto di stabilità per le spese energetiche. Per convincerla, servirebbe la sponda di altri Paesi: considerata la contrarietà dei Paesi Bassi e lo scetticismo tedesco, l'alleato ideale è la Spagna del premier socialista Pedro Sanchez, l'idolo della sinistra europea.

  49. 152

    Il Salone dei ragazzi e la scuola officina di futuro

    Il mondo salvato dai ragazzini, si intitolava quest'anno il Salone del libro di Torino. E di adolescenti, e scuola, e cosa fare per dare a tutti occasioni, abbiamo parlato con due scrittrici bravissime come Silvia Avallone e Viola Ardone.

  50. 151

    Lo Sceriffo di Salerno e la strategia dell’opossum dei dem

    Il 24 e 25 maggio vanno al voto quasi 700 comuni, di cui 18 capoluoghi di provincia. La partita più attesa, anche per le contemporanee polemiche legate alla Biennale, è Venezia. Ma particolarmente interessante è la campagna elettorale di Salerno, dove si ricandida per la quinta volta Vincenzo De Luca.

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