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Piede Sinistro. Cominciare dal lato giusto
by Fabrizio C - Fandango Podcast
Un podcast di approfondimento quotidiano a cura di Fabrizio C. Per svegliarsi con il piede sinistro e cominciare dal lato giusto. Ogni mattina una nuova puntata dalle 6 A.M.Sì, avete capito bene dalle 6. Una roba che nessuna persona si sarebbe mai aspettato da Fabrizio C.Fabrizio C. è nato a Roma nei primi anni Settanta, nel 1995 è entrato con altri suoi amici del muretto nell’assemblea del CSOA La Torre con l’idea di far nascere una palestra popolare. La palestra nacque alla Torre molti anni dopo grazie ad altri e altre, lui è rimasto per anni come occupante del centro sociale per poi attraversare altri spazi di movimento, dai media antagonisti (radio e/o indymedia) a SupportoLegale. Ha scritto "Il cerchio e la saetta".
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50. L'Europa in fondo a destra
Il nuovo patto europeo sulla migrazione e l'asilo è stato approvato venerdì scorso.Il governo italiano esulta perché è stato "esteso il modello Albania", perché le istituzioni comunitarie hanno voluto un giro di vite continentale sui rimpatri e sulla concessione del diritto d'asilo. Un ulteriore passo disumanizzante che almeno svela la vera natura dei governanti dei paesi europei e della UE. Ne parliamo con Luca Rondi, giornalista per Altreconomia, che si occupa di inchieste e reportage, ha da poco pubblicato "Frontiera Albania" (Altreconomia).
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49. Intervista a Effie Webb
Seconda e ultima parte dell'intervista a Effie Webb, oggi ci occupiamo dell'immaginario creato a destra, grazie al lavoro del Node Project e quanto abbia influito nelle recenti tensioni razziste in Gran Bretagna.
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48. Intervista a Effie Webb (prima parte)
Oggi e domani abbiamo ospite Effie Webb, giornalista inglese che attraverso le sue inchieste, sta raccontando del Node Project e della loro creatura Danny Bones, a cui abbiamo già dedicato degli approfondimenti.Effie Webb è parte del Il Bureau of Investigative Journalism (TBIJ) è una organizzazione no profit di giornalismo investigativo. Fondata nel 2010, si occupa di inchieste indipendenti su questioni di interesse pubblico. Il suo scopo, raccontano, è denunciare le ingiustizie, smascherare chi abusa del proprio potere e promuovere il cambiamento. Collabora con grandi testate internazionali (come la BBC, Financial Times e The Guardian) per pubblicare i propri articoli e amplificare l'impatto delle notizie.Grazie a Luca per la traduzione.
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47. Le radici del pogrom di Belfast
La manifestazione antirazzista di sabato 13 a Belfast arriva dopo giorni di rivolte anti-immigrati scatenati da pezzi della comunità unionista legati alla destra radicale. Ma la deriva di questi giorni non nasce per caso, c'è un'onda lunga che partita qualche anno fa che ha spostato alcuni equilibri nella terra d'Irlanda. Ne parliamo con Carlo Giannuzzi, curatore della trasmissione radiofonica Diario d'Irlanda per Radio Onda d'Urto e collaboratore del Manifesto.
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46. la destra a caccia del voto gay
Oggì, lunedì 15, a Montecitorio la neonata organizzazione di destra “Gay conservatori e liberali” presenta una proposta di legge sull'omotransfobia, insieme al presidente Morris Battistini e la presidente onoraria Francesca Pascale, ci saranno altre e altri personaggi vicini alla destra e non solo. Uno dei principi di questa neonata organizzazione è "la difesa dell'Occidente", da chi? Dagli islamici. Insieme a Massimo Prearo, sociologo e politologo oltre che membro e coordinatore scentifico del Centro di ricerca PoliTeSse, proviamo a raccontare il movimentismo omolesbico a destra.
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45. L'attualità di Andrea Pazienza
Fino a settembre al Maxxi c'è una grande e bella mostra dedicata ad Andrea Pazienza, autore che nonostante la prematura scomparsa, l'aver avuto una carriera relativamente corta, una decina d'anni abbondante, riesce ancora ad essere molto attuale e ad avere un seguito non indifferente. Pazienza, un autore così novecentesco, che riesce ad attraversare il nuovo millennio con una freschezza che sorprende. Ospite Oscar Glioti, uno dei due curatori della mostra.
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44. Lo sciopero del lavoro culturale
Venerdì 12 i lavoratori e le lavoratrici della cultura faranno sciopero. Dopo oltre un anno di discussioni è arrivato finalmente il giorno in cui da chi lavora nei musei a chi lavora nell'editoria, passando per decine di ruoli e decine e decine di inquadramenti per quanto concerne lavoro e forme di contratto, si fermeranno. Ne parliamo con tre lavoratrici: Deborah (bibliotecaria) e dal collettivo RedActa abbiamo Irene e Silvia, lavoratrici del mondo dell'editoria.
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43. Razzismo climatico
L'ultima settimana di maggio in Francia c'è stata un'ondata di caldo record. Un normale fatto di cronaca, una rissa tra giovani in una spiaggia ha scatenato un panico morale dai tratti razzisti: puntare il dito contro giovani delle banlieue che avevano raggiunto le spiaggie di zona per cercare un po' di fresco. Il cambiamento climatico esiste e a viverlo in proporzione maggiore sono proprio gli abitanti delle periferie. Il dibattito scatenatosi in Francia, partendo dai media vicini alle destre radicali e no, non è diverso da quello che c'è in Italia. Inserto audio da Legend MediaInserto audio Gabriel Seroussi via YouTube
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42. Femonazionalismo (seconda parte)
Continua con Sara R. Farris questo sguardo sul fenomazionalismo, il cosiddetto "femminismo di destra". Un po' di storia anche dei femminismi liberali che in passato hanno fatto da apripista al cosiddetto femminismo di destra. Il femonazionalismo si nutre della retorica remigrazionista, infatti, le attiviste di Nemesis provano a internazionalizzare "la lotta". Inserto audio dal profilo facebook di Isabella Tovaglieri
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41. Femonazionalismo (prima parte)
Partendo dal collettivo Nemesis, un gruppo di donne vicine alla destra radicale, fino alla Lega o Fratelli d'Italia, c'è un'offensiva da destra contro le donne e in chiave securitaria e razzista. Ne parliamo con Sara R. Farris, sociologa e femminista, Professoressa presso la Goldsmiths (University of London). Farris ha introdotto il concetto di "femonazionalismo": l'utilizzo di argomenti femministi a sostegno di posizioni razziste, xenofobe o di aperta ostilità verso i poveri.
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40. Un racconto diverso di Marilyn Monroe
In occasione del centenario dalla sua nascita, questa puntata di Piede Sinistro smonta pezzo per pezzo i cliché e le dicotomie in cui è stata rinchiusa l'icona pop cinematografica del Novecento. Insieme a Ilenia Rossini, autrice del libro "Non sono la bionda stupida di nessuno" (Momo edizioni), restituiamo dignità e complessità a una figura completamente diversa da come è stata sempre rappresentata. Marilyn era una lettrice vorace, una donna con forti posizioni di sinistra che simpatizzava e una delle prime attrici a fondare una casa di produzione indipendente per sfuggire ai ruoli imposti dalla Fox e per una sua autonomia lavorativa. Dal coraggio di denunciare le molestie a Hollywood già nel 1953 senza mai autocommiserarsi, alla realtà clinica di una grave endometriosi trasformata dai media nel "mito" dell'attrice isterica e inaffidabile. Fino alla sua fiera identità di working class e al sostegno attivo al movimento per i diritti civili degli afroamericani.
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39. È tempo di contatto
In Italia di salute mentale si parla poco e male. Quasi sempre la narrazione pubblica emerge solo legata a fatti di cronaca nera, a casi di TSO finiti in tragedia o a strumentalizzazioni politiche. Ma esiste un tema enorme, strutturale, che riguarda milioni di persone e un sistema sanitario pubblico ormai al collasso. Dalla critica ai limiti del "Bonus Psicologo" alla denuncia delle logiche manicomiali ancora vive in REMS, CPR e reparti psichiatrici blindati. Fino al lancio della quinta edizione di “CONTATTO” (5-7 giugno a Milano): tre giorni di laboratori, teatro e dibattiti per ricordare che la salute mentale è, prima di tutto, un diritto al piacere, alla socialità e alla liberazione. Ne parliamo con Francesca della Brigata Basaglia.
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38. Palantir in UK
Dalle cartelle cliniche dei nostri ospedali ai sistemi predittivi di polizia per anticipare i crimini urbani. Dalla firma nell'indifferenza generale del Policlinico Gemelli di Roma ai maxi-appalti da 330 milioni di sterline con la sanità britannica (NHS); dalla gestione algoritmica dei rifugiati ucraini fino al clamoroso stop imposto dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, a Scotland Yard. Insieme al giornalista Andrea Capocci (Il Manifesto), raccontiamo dove e cosa, i paesi europei, stanno affidando la gestione di dati e sorveglianza all'azienda di Peter Thiel.
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37. Danny Bobes e la Slopaganda rap (seconda parte)
Seconda parte del racconto di questo nuovo fenomeno inglese, della pericolosità della slopaganda e il partito di estrema destra Advance UK che ha affidato la propria campagna elettorale al Node Project. A metà maggio a Londra si è tenuta la seconda manifestazione della sigla "Unite the kingdom" che raggruppa un arcipelago di sigle della destra radicale dove proprio Danny Bones è stata la colonna sonora della marcia. Ospite Guido Caldiron, giornalista del Manifesto.
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36. Danny Bones e la Slopaganda rap (prima parte)
Chi c'è dietro Danny Bones, il rapper skinhead da milioni di visualizzazioni che in realtà non esiste? Chi c'è dietro questo cantante dal look proletario e dai testi nazionalisti e razzisti? Benvenuti nell'era della Slopaganda: la nuova e inquietante frontiera della propaganda digitale alimentata dall'Intelligenza Artificiale. Cos'è il Node Project, questo collettivo anonimo di creativi? Dal caso Amelia al rap razzista, la propaganda nazionalista e suprematista prende una forma diversa e contemporanea. Ospite Guido Caldiron, giornalista del Manifesto
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35. Villa Gordiani e la "trappola" dell'odio
Cosa succede quando una normale celebrazione religiosa si trasforma nel mirino della propaganda social? In questa puntata di Piede Sinistro, analizziamo l'offensiva mediatica subita dalla Comunità Islamica di Roma (CIR) in occasione della Festa del Sacrificio a Villa Gordiani. Partendo da notizie manipolate sulla macellazione abusiva diffuse da pagine come Welcome to Favelas, Ahmed Vall ci racconta come la narrazione sovranista cerchi di polarizzare lo scontro attraverso fake news e provocazioni identitarie, come la "minaccia" di presentarsi mangiando porchetta
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34. Il razzismo del buonsenso (seconda parte)
Un termine confinato nei forum neonazisti è oggi il mantra dell'amministrazione Trump e il cuore di una strategia transnazionale che unisce Budapest, Washington e le destre occidentali. Dalla "Operation Aurora" negli USA al "razzismo del buonsenso" della proposta sulla "Remigrazione", smontiamo la vernice di normalità che le destre stanno dando a piani di deportazione di massa e alla teoria della "Grande Sostituzione". Ospite Vito Saccomandi e Guido Caldiron, giornalista del Manifesto.
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33. Il razzismo del buonsenso (prima parte)
Mentre il governo affronta crisi interne e sconfitte referendarie, la parola Remigrazione smette di essere un termine da forum neonazista per diventare il perno della propaganda delle destre occidentali. Analizziamo come la drammatica vicenda di Modena sia diventata il capro espiatorio perfetto per spostare l'attenzione dall'omicidio razzista di Taranto e dalla crisi energetica. Insieme a Vito Saccomandi, dottorando in filosofia politica in Sapienza e studioso delle destre radicali, affrontiamo in due puntate le insidie del "razzismo del buonsenso", per smontare l'operazione politica che vuole trasformare la cittadinanza in un "premio" revocabile e i diritti basati sulla "continuità biologica".
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32. Storie hip hop
In questo episodio di Piede Sinistro, cambiamo scenario. Dalla memoria storica, scendiamo nelle strade e lungo i binari della metropolitana. Siamo in compagnia di Napal, una leggenda del writing italiano che festeggia un doppio traguardo: 50 anni di vita e 40 di spray. Attraverso il suo progetto editoriale, in collaborazione con Ben "B. Buck Matundu" Jam on it! Storie hip hop - volume 1 (Drago Publisher), ripercorriamo quattro decenni di una cultura nata nel Bronx negli anni 70 ed esplosa negli anni 80. Non è un'autocelebrazione, ma il racconto di una sottocultura capace di espandersi in tutto il mondo da oltre mezzo secolo. Inserti audio di Amir e Danno.
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31. Le dietrologia sui social rispetto agli anni Settanta
In questo nuovo episodio di Piede Sinistro, affrontiamo: la gestione della memoria degli anni Settanta. Lo facciamo insieme a Paolo Persichetti, saggista e storico, da anni impegnato nel blog "Insorgenze" a smontare le teorie del complotto e la letteratura noir che avvolge il caso Moro e la lotta armata. Perché la dietrologia attira così tanto? Insieme a Persichetti analizziamo come i social media alimentano le teorie complottiste — dalle "piste" di Gero Grassi alle narrazioni mainstream — abbiano trasformato i soggetti politici dell'epoca in semplici "marionette" dei servizi segreti. Lettura consigliata: La Polizia della storia. La fabbrica delle fake news nell'affaire Moro. (Derive Approdi, 2022)
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30. Antisemitismo, una parola abusata
Valentina Pisanty, docente di semiotica all'Università di Bergamo, ha dedicato molto del suo lavoro all'analisi del negazionismo e delle retoriche razziste, fino alle politiche della Memoria. Sul concetto di "antisemitismo" ha pubblicato lo scorso anno un saggio dal titolo Antisemita: una parola in ostaggio (Bompiani). Insieme a lei, torniamo a parlare dell'uso politico della memoria della Shoah e del tentativo di schiacciare il termine "antisemitismo" sull’antisionismo, con l'obiettivo di tutelare i governi israeliani da qualsiasi critica.
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29. Quale casa col piano Meloni (terza parte)
Terzo giorno di analisi sulle criticità della manovra. Ricordiamo che, a fronte dei dieci miliardi promessi in un decennio, le risorse effettivamente stanziate restano insufficienti, privilegiando logiche di mercato e interventi repressivi come le procedure di sgombero accelerato. Oggi siamo con Gessi White, nome del collettivo di giornalisti indipendenti che fa riferimento a IrpiMedia. Sono gli autori di Città in affitto, requiem per il diritto all’abitare, un libro-inchiesta pubblicato lo scorso anno da Laterza e coordinato da Lorenzo Bagnoli, Alice Facchini e Maurizio Franco.
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28. Quale casa col piano Meloni (seconda parte)
Prosegue l'analisi sul “Piano Casa 2026”. Oggi, con Angelo del Social Forum Abitare, parliamo di Milano e della sua capacità di attrarre fondi di investimento che non rispondono a nessuna logica urbanistica se non a quella del profitto.
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27. Quale casa col piano Meloni (prima parte)
Tre giorni di analisi sul “Piano Casa 2026” lanciato dal governo Meloni, che dovrebbe contrastare l’emergenza abitativa. Dieci miliardi in dieci anni: questi gli investimenti promessi, ma in realtà le risorse a disposizione al momento sono meno della metà. Il segno di questa manovra è abbastanza chiaro: apertura ai privati, fondi di investimento in primis e sgomberi più veloci per occupazione o morosità. Oggi ne parliamo con Chiara Davoli, ricercatrice e sociologa.
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26. Taranto e la sua identità
In questa puntata analizziamo l’omicidio razzista avvenuto a Taranto, superando la retorica che spesso accompagna il racconto del Sud. Insieme allo scrittore e sociologo Leonardo Palmisano, cerchiamo di capire perché un’aggressione organizzata possa essere letta come il prodotto di un sistema in crisi. Attraverso un racconto che va dalla nascita dell’Italsider allo sfruttamento nelle campagne del latifondo, Palmisano restituisce la complessità di Taranto: una città troppo spesso raccontata solo attraverso la crisi dell’Ilva.
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25. Sanità sotto al ponte
Partendo dalle recenti novità introdotte dal "decreto ponte", dove c’è un articolo in cui il governo Meloni ha approvato una norma che consente l'apertura di sale operatorie senza controlli preventivi sui requisiti minimi di sicurezza. Con verifiche rinviate di anno in anno. Insieme a Federica Pernelli, giornalista del Domani, analizziamo il processo di semplificazione delle autorizzazioni per le strutture sanitarie, leggendolo non solo come un’accelerazione burocratica ma come un segnale di una trasformazione più profonda verso la privatizzazione del sistema.
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24. Salario giusto per chi? (terza parte)
Il governo Meloni vara l’ennesimo decreto sul lavoro. La riforma è chiamata “Salario giusto” da contrapporre alla richiesta di un salario minimo interprofessionale così come in molti dei paesi europei. Insieme a Marta Fana, ricercatrice dipartimento scienze economiche all’università di Parma, e Andrea Fumagalli, economista e docente di economia politica all'università di Pavia e Bologna, raccontiamo qual è l’impianto politico della riforma e la situazione del lavoro in Italia.
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23. Salario giusto per chi? (seconda parte)
Il governo Meloni vara l’ennesimo decreto sul lavoro. La riforma è chiamata “Salario giusto” da contrapporre alla richiesta di un salario minimo interprofessionale così come in molti dei paesi europei. Insieme a Marta Fana, ricercatrice dipartimento scienze economiche all’università di Parma, e Andrea Fumagalli, economista e docente di economia politica all'università di Pavia e Bologna, raccontiamo qual è l’impianto politico della riforma e la situazione del lavoro in Italia.
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22. Salario giusto per chi? (prima parte)
Il governo Meloni vara l’ennesimo decreto sul lavoro. La riforma è chiamata “Salario giusto” da contrapporre alla richiesta di un salario minimo interprofessionale così come in molti dei paesi europei. Insieme a Marta Fana, ricercatrice dipartimento scienze economiche all’università di Parma, e Andrea Fumagalli, economista e docente di economia politica nelle università di Pavia e Bologna, nonché conduttore della trasmissione radiofonica “Analisi critica dei fatti economici della settimana”, in onda tutti i venerdì su Radio Onda d’Urto, raccontiamo qual è l’impianto politico della riforma e la situazione del lavoro in Italia.
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21. L'egemonia culturale affonda Venezia
In questo episodio approfondiamo la figura di Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale organico della destra che oggi ricopre l’incarico di presidente della Biennale di Venezia. L’ennesimo tassello di uno scontro interno alla destra, soprattutto in FDI, che mette in crisi il progetto egemonico culturale tentato da Meloni e company. Attraverso l'analisi di Guido Caldiron, ripercorriamo le tappe del percorso di Buttafuoco, dalle radici nell'MSI fino alla conversione all'Islam, esplorando la sua visione della "tradizione" e il suo rapporto con figure iconiche come Ezra Pound fino al perché il progetto di spostare l’egemonia culturale da sinistra a destra, sta naufragando nel peggiore dei modi.
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20. La grande peste
Agnese Trocchi è l’autrice di “Internet Mon Amour” (Altraeconomia) dove immagina lo scoppio nel 2016 della grande peste di internet. Tra artifici letterari e analisi dei fatti, continueremo a ragionare su social media e social network, con un’ottica che mira alla riappropriazione dello spazio internet.
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19. I divieti non servono a niente
Un altro web non è solo possibile ma è già realtà, si tratta solo di scegliere. Usare misure come proibire l'accesso ai social media ai minori non è la soluzione per diversi motivi. Educazione digitale, sensibilizzazione, sono tra i pochi metodi che potrebbero funzionare. Internet mon amour è la serie in due puntate dedicate a questi temi. Con Carlo Milani, esperto di Pedagogia hacker (CIRCE), proveremo a ragionare sulle nuove leggi che intendono regolamentare l’uso dei social media per i minori. Dall’Australia alla Spagna, si è decisa una stretta che non sembra particolarmente efficace; al di là dell’aspetto pratico, cercheremo di riflettere sul senso profondo del "divieto" in sé.
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18. La fine della bolla
La contrazione del lavoro dopo la riforma del tax credit è un dato oggettivo: la grande bolla produttiva nata durante il Covid è giunta al termine. Mentre Molaioli, fonico di presa diretta, racconta le difficoltà e la preoccupazione diffusa tra le maestranze, Valerio Mastandrea rilancia e amplia il discorso sulla condizione attuale del cinema italiano.
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17. Le conseguenze dei tagli
Sempre con Indelicato, Merluzzi e Piepoli, approfondiremo il funzionamento della riforma governativa e i numeri reali del taglio ai fondi. Le storture del vecchio tax credit, invece di essere corrette, sono state esasperate, andando a peggiorare una legge già imperfetta.
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16. Boicottare i David
DAVID E LE MACERIE Per tre giorni daremo voce ai racconti di lavoratori e lavoratrici del cinema. Insieme a Dario Indelicato, Alessandro Merluzzi, Gigi Piepoli (USB), Alessandro Molaioli e Valerio Mastandrea, proveremo a tracciare una panoramica sulla crisi del settore, denunciata ormai da tutto il comparto da almeno due anni. Proprio giovedì, in occasione della premiazione dei David di Donatello, la sigla “Siamo ai titoli di coda” ha lanciato un appello al boicottaggio della serata: un gesto forte e coraggioso a sostegno della lotta di chi lavora dietro la cinepresa. In questa prima puntata del ciclo David e le macerie ndelicato, Merluzzi e Piepoli, parte integrante della sigla “Siamo ai titoli di coda”, spiegano la genesi di questo appello. Analizzeremo la crisi che ha investito il mondo delle maestranze e dell’indotto a seguito della riforma del tax credit, sullo sfondo di una volontà governativa di tagliare i fondi a un settore spesso visto con ostilità perché considerato "di sinistra".
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15. Al Quarticciolo alzano la voce
L'ultima tappa è a Roma est, stretta tra Prenestina, Casilina e la Palmiro Togliatti, c'è Quarticciolo, quartiere popolare le cui retate con telecamere sono all'ordine del giorno. Però al Quarticciolo, più che altrove, c'è un quartiere che faticosamente attraverso la riorganizzazione fa rete, apre spazi, ha un'idea di cosa serve a quei seimila abitanti che abitano quasi interamente in case popolari. L'interlocutore per chiudere questo mini viaggio è Pietro di Quarticciolo Ribelle.
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14. Catania: vamos a la playa
San Cristoforo a Catania è nel cuore della città, orientato verso la playa, la spiaggia cittadina all'entrata cittadina. Dei fondi destinati al quartiere la quasi totalità va alla parte urbanistica volta a creare una strada che colleghi il quartiere al mare, con un occhio al turista in una città che sotto quell'aspetto sta vivendo una profonda trasformazione. Il prof Carlo Colloca del Dipartimento di scienze politiche dell'università di Catania ci spiega come l'amministrazione ha scelto di investire per il quartiere. Anche qui, di sociale, ben poco.
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13. Dagli annunci di Caivano a Rozzano
Caivano e Rozzano sono gli unici due comuni toccati dal decreto, due territori diversi dell'hinterland napoletano e milanese. Soprattutto il primo è stato per settimane sede delle passerelle di governo. Irene per Caivano e Oscar per Rozzano, ci raccontano cos'è successo da quel settembre del 2023.
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12. Le ripercussioni sui minori non accompagnati
I minori stranieri non accompagnati sono tra coloro che si vedono travolti dal fallimento del sistema d'accoglienza per minori, dalla creazione delle zone rosse prefettizie, dalla profilazione razziale dei controlli di polizia. Non c'è pace per queste persone che spesso non hanno nessuna rete di sostegno e che al compimento della maggiore età vengono "cacciate" dalle strutture d'accoglienza.Con Federica Borlizzi, avvocata e ricercatrice indipendente
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11. L'Aumento della detenzione minorile
Cosa ha prodotto finora il decreto Caivano? Quali sono stati gli effetti tangibili da quel settembre '23? Quali progetti messi in campo. Dall'aumento delle carcerazioni dei minori ai fondi investiti in tutt'altro dal sociale. Con un focus su Caivano, Rozzano, San Cristoforo (Catania) e Quarticciolo (Roma). Un effetto c'è stato tra quelli tangibili ed è l'aumento dei minori detenuti che mostra chiaramente l'approccio muscolare del governo. Carceri piene e interventi che latitano. Più pene e più pesanti. Valentina Calderone, garante delle persone detenute a Roma, ci racconta qual è la situazione ad oggi delle carceri minorili.
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10. La criminalizzazione dell'antifascismo
Da Trump alla Germania, passando per l'Ungheria, è in corso un tentativo di criminalizzazione dei movimenti antifascisti. L'equiparazione a terroristi, non è solo ridicola ma anche pericolosa. Ne abbiamo parlato con Rote Hilfe, Mattia Tombolini e Ilenia Rossini.
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9. Fare Storia tra guerre e genocidio. (Seconda Parte)
Di nuovo, insieme alle autrici del podcast "Fare storia ai tempi del genoidio di Gaza", a Enzo Traverso e Andrea Rapini, proviamo a concludere il ragionamento iniziato ieri.
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8. Fare Storia tra guerre e genocidio. (Prima Parte)
Insieme a Laura Marziali e Deborah Sannia (Radio Vanloon), autrici del podcast "Fare storia ai tempi del genoidio di Gaza", e allo storico Enzo Traverso, spostiamo il focus sulla difficoltà del riuscire a raccontare la storia mentre a Gaza si perpetua un genocidio.
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7. Bossi, un ritratto del Senatùr. (Seconda Parte)
Un ritratto di Umberto Bossi in due parti. Nella seconda parte, insieme al giornalista del Manifesto Guido Caldiron, raccontiamo come Bossi ha trasformato il linguaggio della politica, sdoganando l'indicibile e rendendo il razzismo una rivendicazione come un'altra.
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6. Bossi, un ritratto del Senatùr. (Prima Parte)
Un ritratto di Umberto Bossi in due parti. Nella prima, insieme a Gigi Roggero, ricercatore e autore per Derive Approdi, raccontiamo il Bossi "rivoluzionario-identitario".
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5. Codice nero (parte 5)
Chiudiamo il cerchio analizzando come l'IA sia diventata il nuovo filo spinato invisibile delle città moderne. Non parliamo più solo di barriere geografiche: il confine oggi è diventato un processo fluido, che non si ferma alle dogane ma invade lo spazio privato, rendendo la sorveglianza una presenza costante che comincia dalle nostre città.Con le voci di Fabio Chiusi e Luca Ciarrocca. Bibliografia di Codice nero - Onnipotenti. Chi sono, cosa vogliono e in che modo i tecnofascisti stanno plasmando il nostro futuro IRENE DODA (FUORISCENA) - “Assalto alle piattaforme. Riprendiamoci internet” KENOBIT (AGENZIA X) - L'anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel LUCA CIARROCCA (FUORISCENA) - La guerra è cambiata. Droni, IA e mercenari ALESSANDRO ARDUINO (EINAUDI) - Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell'IA DARIO GUARASCIO (LATERZA) - La fortezza automatica. Se l'IA decide chi può varcare i confini FABIO CHIUSI (BOLLATI BORINGHIERI) - Nell'acquario di facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo GRUPPO IPPOLITA (LEDIZIONI)
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4. Codice nero (parte 4)
Che ruolo giocano davvero i colossi della Silicon Valley nei nuovi scenari di guerra? Perché una società come Palantir invita apertamente la Valle a mettersi l'elmetto? La risposta è cinica e disarmante: perché la guerra è diventata il mercato definitivo, un oceano di profitti giganteschi dove il sangue si trasforma in stringhe di codice.Con le voci di Kenobit e Fabio Chiusi.
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3. Codice nero (parte 3)
L’algoritmo non è solo un padrone invisibile, è una nuova grammatica dello sfruttamento. Qual è la vera natura del fenomeno che stiamo osservando? Il primo passo è sfatare un mito: la "piattaformizzazione" del lavoro non è un recinto che confina solo rider e corrieri. È l'architettura profonda di un nuovo mondo che riguarda tutti e tutte.Con le voci di Dario Guarascio e Maurizio Mazzoneschi.
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2. Codice nero (parte 2)
Ogni dottrina politica ed economica ha un cuore pulsante: un'ideologia. Ma qual è quella che anima davvero la Silicon Valley? Dobbiamo sfatare un mito: quel racconto tecnolibertario e progressista è solo una facciata che non esiste più. Sotto la superficie, l'obiettivo è rimasto nudo e crudo: estrarre profitto, con ogni mezzo necessario.Con le voci di Irene Doda e Luca Ciarrocca.
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1. Codice nero (parte 1)
Questa settimana, parte Piede Sinistro ed entra nel cuore pulsante del capitalismo nell'era delle Big Tech. C’è chi lo definisce anarcocapitalismo, chi parla di tecnofascismo o tecnofeudalesimo. Ma, al di là delle etichette, quello che vogliamo fare è scoperchiare la realtà dei fatti: la tecnologia oggi non è un servizio per il cittadino, ma il motore di un’infrastruttura di controllo senza precedenti. Siamo davanti a un sistema dove le stesse aziende che hanno costruito il nostro mondo digitale hanno trasformato le nostre vite in dati e la nostra identità in merce. Iniziamo col mettere ordine: definiamo il perimetro di questa analisi e passiamo in rassegna le etichette che oggi tentano di descrivere questa nuova realtà. Comprendere i termini significa capire i confini del fenomeno che stiamo raccontando.Con le voci di Irene Doda e Kenobit.
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