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Raccontami ancora
by Piergiuseppe Bernardi
Fin dal loro apparire sulla scena della Storia, gli uomini e le donne hanno iniziato a raccontare. Ed è lungo il filo millenario di questo narrare che è giunto fino a noi un universo di miti, leggende e storie. Da esse, e da quelle che esse hanno via via ispirato, ad affiorare è quel che da sempre è il mondo umano: fatto di vita e di morte, di amore e di odio, di tenerezza e brutalità, di realtà e di fantasia. Raccontare ancora queste storie, col suono di quella voce attraverso cui esse sono giunte fino a noi, è l’unico obiettivo di questo podcast.Seguiteci su: www.raccontamiancora.it
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Se la ferocia di Crono evoca Urano
La ferocia di Crono, muovendosi sulla stessa lunghezza d’onda di quella di Urano, si esprime però in una forma non proprio identica a quella del padre. Mosso dal timore di perdere il trono e memore di quanto era accaduto a suo padre, il signore del nuovo mondo, anziché imprigionare i propri figli nel ventre della madre, decise di imprigionarli nel suo stesso ventre. Un luogo che nessun altro, se non lui, avrebbe potuto controllare davvero.[Miti greci - Episodio 24]
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Chi salì sull'arca di Noè?
Elohim aveva ordinato a Noè di dar salire sull'arca, dopo averla costruita, non solo la sua famiglia, ma anche una coppia di tutti gli animali che Elohim stesso aveva creato agli inizi del mondo. Non senza però distinguere, pur con qualche eccezione, tra gli animali che si erano lasciati corrompere dall'iniquità e quelli che invece avevano resistito ad essa. E, tuttavia, tra gli animali che vennero fatti salire sull'arca, si intrufolarsono anche Inganno e Sventura...
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La triste sorte dei Ciclòpi e degli Ecatònchiri
La maledizione lanciata da Urano su Crono, nel prefigurargli un futuro nel quale egli avrebbesubìto da uno dei suoi figli lo stesso sfregio da lui inflittogli, divenne per il nuovo signore del mondo una vera e propria ossessione. E, spinto da essa, Crono decise di imprigionare Ciclòpi ed ed Ecatònchiri, che erano pur sempre suoi stessi fratelli, nell'abisso più lontano sia dal cielo che dalla terra: il Tartaro.
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L'annuncio del diluvio
Elohim, dopo aver riposto in Noè la speranza di poter salvare la sua creazione dal dilagare dell'iniquità, gli ordinò di costruire un'arca: e cioè una nave di ben 135 metri di lunghezza e 22 di larghezza. E, solo dopo averlo sollecitato a costruire rapidamente quella nave, Elohim gli annunciò che le acque avrebbero ricoperto per intero la terra, distruggendola completamente insieme all'umanità. Così, a salvarsi, sarebbero stati solo quegli uomini e quegli animali che Noè avrebbe portato con sè sull'arca stessa.
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Ma chi era davvero Crono?
Crono molto spesso è associato al tempo, fino al punto da essere trasformato nella divinità ad esso preposta. Né Omero, né Esiodo suggeriscono anche solo lontanamente questo accostamento, rimarcandone invece la sua straordinaria mole fisica e il suo carattere ombroso e sospettoso. Che sia dunque da cercarsi in un testo di Platone la ragione del legame di Crono col tempo, insorto proprio tardivamente in ambiti orfici e neoplatonici?
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Se c'è un solo uomo ad essere buono
«Cancellerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato e, con l'uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Così decise Elohim , dopo aver preso atto di quanto fosse ormai estesa l'iniquità sulla terra. Ma d'improvviso scoprì che sulla terra un uomo giusto c'era: Noè. Così Elohim decise che avrebbe sì distrutto l'umanità, salvando però Noè e la sua grande famiglia. E sarebbero stati loro a far tornare la sua creazione così come lui l'aveva immaginata nel monento in cui le aveva dato forma. [Miti Ebraici - Episodio 22]
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L'ascesa di Crono al trono di Urano
Il fatto che Crono avesse sottratto Gea e i suoi figli alla prigionia cui Urano li aveva costretti nel ventre della madre rese quasi naturale l'ascesa di Crono stesso al trono del padre. Tutti erano convinti che solo lui, col suo coraggio e la sua audacia, potesse difenderli in futuro da tutto e da tutti. E a nessuno venne il dubbio - come si poteva già intravvedere - che egli avrebbe invece esercitato il suo potere all'insegna del sospetto e della ferocia. [Miti greci - Episodio 21]
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Il dilagare dell'iniquità
Nonostante gli arcangeli avessero eseguito in modo rigoroso l'ordine di Elohim di relegare nelle profondità della terra i Vigilanti e di far sparire dalla superficie di essa i loro figli, qualcosa dovette andare storto. L'iniquità infatti continuò a diffondersi e raggiunse nuovamente un livello tale che Elohim cominciò a pensare che l'unico modo per salvare la sua creazione fosse distruggerla, per poi rifarla ex novo. [Miti ebraici - Episodio 21]
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Chi sarà il nuovo signore del mondo?
Il nuovo mondo, determinatosi a partire dalla castrazione di Urano, era divenuto preda di un’anarchia che ne metteva a rischio la sua stessa sussistenza. Mancava infatti una figura capace di reggere, come Urano in precedenza, i destini del mondo. Chi sarebbe stato questo colui che avrebbe sostituito Urano? E, soprattutto, il suo modo di gestire il potere sarebbe stato diverso dal feroce dispotismo di chi lo aveva preceduto? [Miti Greci - Episodio 20]
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La sconfitta dei Vigilanti
Ma che fine fecero i Vigilanti, i duecento angeli inviati da Elohim per sconfiggere l'iniquità che stava prendendo piede sulla terra? La loro decisione, dopo essere stati sedotti dalla bellezza dalle figlie degli uomini, di sposarle e di fare figli con esse, fu letta da Elohim come un'insubordinazione da punire duramente. E non senza far scendere in campo i migliori dei suoi arcangeli: Michael, Gabriel e Raphael... [Miti ebraici - Episodio 20]
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L'inaudita nascita di Afrodite
La figura di Urano è avvolta da un'aura negativa. Nè potrebbe essere diversamente per un'entità divina primordiale incapace di frenare l'ossessione che lo spingeva a violentare continuamente la propria madre/moglie e a tenere imprigionati i suoi innumerevoli figli nel grembo di lei. Eppure, sebbene anche questi ultimi fossero segnati da una sostanziale negatività di fondo, a riservare una sorpresa del tutto inattesa sarebbe stato lo sperma di Urano. Proprio dal mischiarsi di esso alla spuma del mare nacque infatti Afrodite: la bellissima dea della dell'amore passionale. [Miti greci - Episodio 19]
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La principessa e il falco
C'era una volta una principessa che, conosciuta per il suo rifiutare ogni pretendente si presentasse a corte, nella radura di un bosco vide un falco volare dritto dritto verso il sole. Sedotta dal suo volo, tornò nei giorni successivi ad ammirarne le ascese e le picchiate. Finchè un giorno.... [Storie - Episodio 12]
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L'anomalia dei giganti
Dall'unione tra I figli di Elohim e le figlie degli uomini nacquero i Nephilim: esseri la cui enorme mole, indicata dal Libro di Enoch in 150 metri di altezza, avrebbe indotto la prima traduzione latina della Bibbia a chiamarli "gigantes". E proprio l'anomalia fisica di questi giganti, insieme al loro contribuire a diffondere sulla terra l'iniquità, ne avrebbe fatto l'emblema di uno squilibrio della creazione di Elohim ormai sul punto di essere irreversibile. (Miti ebraici 19)
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Le Erinni e la spirale della vendetta
La capacità generativa di Urano, nonostante la sua castrazione da parte di Crono, non venne meno. Così, fin da subito, le gocce di sangue cadute a terra dal suo pene reciso generarono esseri terribili: le tremende Erinni, chiamate a "fare giustizia" mediante la vendetta; gli immani e mostruosi Giganti, la cui forza selvaggia faceva tremare chiunque li sentisse nominare; le battagliere Melìai, combattive ninfe dei frassini. [Miti greci 18]
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Il figli di Elohim e le figlie degli uomini
I "figli di Elohim", e dunque alcuni angeli inviati da lui sulla terra per sovrintendere al mantenimento della sua creazione, finirono con l’essere sedotti dall’avvenenza delle "figlie degli uomini" e con l’unirsi ad esse. E, a partire da questo insolito accoppiarsi, avrebbe cominciato a diffondersi sulla terra l'iniquità. La cui radice non sarebbe però stata affatto la lussuria, ma piuttosto l'idolatria. [Miti Ebraici - Episodio 18]
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L'inarrestabile fecondità di Urano
La frenesia sessuale di Urano era così radicata in lui da indurlo a continuare a fecondare Gea, nonostante il terribile tranello che lei gli aveva teso. Inoltre dal pene reciso di Urano e dalle gocce di sangue cadute a terra durante la sua castrazione sarebbero nati i suoi ultimi figli: figure destinate ad incidere profondamente sul nuovo mondo che, dopo l'allontanarsi di Urano da Gea, stava prendendo forma. [Miti Greci - Episodio 17]
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Imparare a fare figli
Adamo ed Eva, una volta cacciati dall’Eden, avrebbero dato vita, oltre che a Caino e Abele, a numerosi altri «figli e figlie». Un antico testo apocrifo etiope ci racconta come Samael, "testa di tutti i diavoli", avrebbe insegnato ai progenitori dell'umanità come dare continuità alla propria specie. Sarebbero dunque stati gli angeli caduti a spiegare concretamente ad Adamo ed Eva, attraverso una sorta di pratica lezione di educazione sessuale ante litteram, come accoppiarsi e dar vita a figli e figli. [Miti Ebraici - Episodio 13]
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L'insorgere di un nuovo mondo
Nel vederlo per la prima volta, Crono ne fu impressionato. E come non esserlo di fronte all’immenso distendersi di Urano sulla terra? E tutti i figli di Gea, sgattaiolando fuori da quella che era stata la loro prigione, provarono la medesima sensazione. Tuttavia, dopo aver invano tentato di far pagare in qualche modo al loro padre Urano il male che aveva loro fatto, trovarono tutti, proprio nello spazio che era venuto a crearsi tra Terra e Cielo, il posto più adatto a ciascuno per dare un futuro alla sua nuova vita. [Miti greci - Episodio 16]
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Il mistero del viandante nero
Tra le mura di un'antica abbazia stava accadendo qualcosa di strano. Il nuovo vino, in fase di fermentazione, aveva stregato i monaci. Un novizio però, dubitando che dietro questa situazione ci fosse lo zampino del demonio, cominciò a pensare che la causa di tutto fosse un personaggio giunto da qualche mese al monastero e chiamato dai monaci "viandante nero". E, dopo una scoperta che lo lasciò esterrefatto, decise che non avrebbe esitato a giocarsi la vita, pur di salvare l'abbazia. [Storie - Episodio 11]
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Oppressi dalla colpa
Il futuro di Adamo ed Eva sarebbe stato certamente segnato dalla morte. Tuttavia fino a quel momento, e nonostante la ripetuta minaccia di Elohim, l’uomo e la donna avevano evitato quel castigo. Questo non bastava ovviamente a indurli a credere che quell’immortalità, su cui nel paradiso terrestre potevano contare, valesse anche fuori di lì. [Miti ebraici - Episodio 12]
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La maledizione del Cielo
«Sappilo bene, o Crono! Il gesto che hai compiuto è terribile. Ma non lo sarà solo per me. Lo sarà anche per te». É con queste parole che Urano lanciò la sua maledizione contro suo figlio Crono, preannunciandogli che anche lui, diventato Signore del mondo, sarebbe stato spodestato da uno dei suoi figli. [Miti greci - Episodio 15]
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Se a far nascere un vino sono le lacrime di Cristo
Un'antica storia racconta che Lucifero, precipitato da Dio negli abissi profondi dell'inferno, abbia poi sottratto un pezzo del paradiso terrestre, per collocarlo alle falde del Vesuvio, vulcano sotto il quale si pensava fosse posto niente meno che l'Inferno. E fu lì che, ritrovato il paradiso perduto, Cristo si mise a piangere. Dalle sue lacrime, cadute a terra, germogliò un vigneto il cui vino - assai apprezzato ancora oggi - prende il nome di Lacryma Christi. [Storie - Episodio 10]
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Dov'è finito tuo fratello?
Caino, che aveva ripreso la vita di sempre, si sentì domandare a bruciapelo da Elohim: «Dov’è finito Abele?». La sua risposta stizzita indusse però Elohim a rimproverargli con durezza di aver ucciso Abele. Caino lasciò dunque per sempre la terra in cui fino ad allora era vissuto per andare in un paese lontanissimo. Non senza che un tatuaggio, impressogli da Elohim in fronte, lo proteggesse da chiunque volesse fargli del male. [Miti ebraici - Episodio 17]
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Uno spazio per vivere
Nel cosmo primordiale il sovrapporsi perfetto di Urano a Gea, e dunque del Cielo alla terra, impediva il prender forma e lo svilupparsi effettivo di qualsiasi vita. A mancare, infatti, era lo spazio stesso in cui la vita avrebbe potuto esprimersi in pienezza. Uno spazio che si sarebbe invece materializzato in seguito, grazie proprio alla decisione di Crono di castrare il suo stesso padre. [Miti greci - Episodio 14]
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Adelchi e il cinghiale bianco
Un misterioso cinghiale bianco, nel cuore dell'alto medioevo, si era trasformato nell'ambita preda degli appassionati di caccia dell'epoca. E la sua mole enorme e la sua forza smisurata finirono col far crescere nel principe longobardo Adelchi l'ambizione di diventare lui colui che avrebbe abbattuto l'animale. Ma aveva fatto i conti senza il cinghiale bianco... (Storie - Episodio 9)
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Il fratello ucciso dal fratello
Caino si sentiva tradito, come se ormai tutto congiurasse contro di lui. Invitò dunque Abele ad andare con lui nei campi, per colpirlo poi a morte. Caino si allontanò rapidamente dal luogo del delitto, senza rendersi conto però ch, da quel giorno, la sua vita sarebbe stata segnata per sempre e che il fantasma di Abele non lo avrebbe mai più abbandonato. [Miti Ebraici - Episodio 16]
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La castrazione di Urano
Gea, dopo aver spiegato ai suoi figli il piano da lei messo a punto per liberarsi dall'oppressione di Urano, dovette fare i conti con la loro esitazione a ribellarsi al padre. A farsi avanti per compiere quel terribile gesto fu Crono, il più giovane dei Titani. Che, col falcetto fornitogli da Gea, nel momento stesso in cui Urano possedette quest'ultima, lo castrò senza esitazione: A prender forma così fu un mondo completamente diverso da quello precedente. [Miti Greci - Episodio 13]
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L'ultima parola della Natura
Valencia, dopo la drammatica inondazione che l'ha colpita, è alle prese con numeri altissimi di morti, feriti e sfollati. Lasciando a editorialisti e opinionisti il dibattito sul cambiamento climatico in atto, preferiamo qui concentrarci su un noto "dialogo" scritto da Giacomo Leopardi. È in esso infatti, pur narrato qui con un "linguaggio da podcast", che il "giovane favoloso" ci ricorda come il fiume di parole che dopo la tragedia di Valencia ci ha sommersi dovrà fare i conti con un'ultima terribile parola: quella della Natura. [Diario - Episodio 7]
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L'Ankou e il fabbro maledetto
Nel villaggio di Locronan, nel cuore della Bretagna, viveva un fabbro apprezzato da tutti per la sua precisisione e per il suo carattere gioviale. Una sera però, dopo il tramonto del sole, a bussare alla sua porta fu un uomo misterioso che gli chiese di preparargli una strana falce. Il fabbrò accetto l'incarico, senza sapere che quella decisione gli avrebbe cambiato la vita, trasformandolo nel tenebroso servo dell'ankou, quello che in Bretagna si riteneva fosse il terribile "mietitore di anime". [Storie - Episodio 8]
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Il mostro accucciato alla porta di Caino
Se Abele offriva a Elohim il fior fiore dei suoi agnelli, Caino quasi non si accorgeva di offrirgli invece i prodotti più scadenti dei suoi campi. E lo sguardo ovviamente benevolo che Elohim aveva per Abele, fece crescere nel cuore di Caino un risentimento destinato a trasformarsi in un mostro che lo avrebbe aizzato contro il fratello. [Miti ebraici - Episodio 15]
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Il piano temerario di Gea
Ormai decisa a liberare se stessa e i suoi figli dalla schiavitù nella quale Urano li aveva ridotti, Gea parlò ai Titani svelando a poco a poco il piano escogitato per raggiungere questo obiettivo. Ma ben presto si accorse che i suoi figli erano paralizzati dalla paura di entrare in conflitto col loro padre. (Miti greci - Episodio 12)
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La dama bianca di Trécesson
Dal cuore della Bretagna, la storia di una donna uccisa e sepolta viva la sera prima del giorno del suo matrimonio. Una storia dai dettagli evanescenti, come evanescente sarebbe il fantasma della fanciulla che nelle notti di luna piena, col suo bianco abito da sposa, qualcuno avrebbe visto aggirarsi proprio sul tetto del castello di Trécesson. (Storie - Episodio 7)
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La nascita di Caino e Abele
Sebbene in seguito avrebbbero avuto molti altri figli, Adamo ed Eva generarono per primi Caino e Abele. Due fratelli però che, il primo agricoltore e ilk secondo pastore, ben presto sarebbero entrati in rotta di collisione, E per un unica ragione: l'invidia che Caino, secondo il quale Elohim non lo trattava al pari del fratello, cominciò a nutrire nei contronti di Abele. [Miti ebraici - episodio 14]
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I figli mostruosi di Gea e Urano
A sopravvivere come in un carcere, nel grembo di Gea, erano i figli della ossessiva attività sessuale di Urano: Titani, Ciclopi, Ecatònchiri. Accomunati, sia pur in grado diverso, da una mostruosità di fondo. E tuttavia chiamati, come forze primordiali e ciascuna a modo suo, a contribuire all'equilibrio complessivo del cosmo. (Miti greci - Episodio 11)
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Quando Marylin fu sedotta dal tartufo
Nel 1954 Marylin Monroe venne invitata ad Alba da Giacomo Morra, un ristoratore lungimirante che aveva capito che il tartufo avrebbe potuto diventare l'ambasciatore delle Langhe nel mondo. Marylin accettò l'invito e, in una notte d'autunno, venne accompagnata sulle colline di Roddi a cercare il tartufo. E, nell'estrarlo dalla terra che lo aveva protetto, fu sorpresa dal sorriso che quel misterioso fungo riuscì a regalarle.
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Ma la prima moglie di Adamo fu Eva?
Da una leggenda, fissatasi nel periodo a cavallo tra il primo e il secondo millennio della nostra era, ad affiorare è la figura di una donna creata da Elohim prima di Eva: Lilith. Una donna che, creata come Adamo dalla polvere del suolo, per evitare di assoggettarsi a lui, si ribellò a Elohim e abbandonò per sempre l'Eden. Per poi diventare una diavolessa il cui unico intento, determinato dalla punizione inflittagli da Elohim per la sua disobbedienza, sarebbe stato quello di distruggere i figli di Adamo. (Miti ebraci - Episodio 11)
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Se Pulcinella ha la forma del fallo di Priapo
Il dibattito insorto in merito alla forma fallica della statua di Pulcinella di Gaetano Pesce esposta in piazza Municipio a Napoli ha qualcosa di stucchevole. Fin dalla preistoria il fallo, come simbolo di fertilità, ha infatti trovato posto nell'immaginario umano ed è stato rappresentato nella pittura, nella scultura, nell'arte orafa... Non senza diventare, nel mito greco-romano, un dio: Priapo. E sarà di lui, e del suo tentativo miserevolmente fallito di possedere la ninfa Lotis, che vi racconteremo in questa storia. (Diario - episodio 6)
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E il peso di Urano divenne insopportabile
La nascita di Urano da Gea, aveva decisamente cambiato la vita di quest’ultima, facendola sentire protetta. Quel figlio misterioso però, che Gea aveva generato da sè stessa, ben presto si rivelò un peso insopportabile. Costringendo i figli di Gea, nati dall'irrefrenabile attività sessuale del loro fratello Urano, ad essere imprigionati per sempre nel buio ventre della loro madre. Che ad un certo punto decise che la situazione era divenuta intollerabile. (Miti greci - Episodio 10)
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30
Il Buddha "battezzato" della tradizione bizantina
La storia di Joasaf e Barlaam, formatasi in contesto bizantino, altro non è che una trasposizione della storia del Buddha. Una riprova di come a Costantinopoli la cultura non avesse difficoltà ad assimilare, ricucinandolo in salsa cristiana, tutto ciò che gli proveniva dal cosmopolitismo che connotava la città. Spingendosi fino a restituirci un Buddha inaspettatamente “battezzato”. (Storie - Episodio 5)
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... e Caligola propose come senatore il suo cavallo
Una dichiarazione di Ignazio La Russa auspica l'ingresso in Senato degli animali domestici. Pare ci avesse già provato, a detta di Svetonio e Dione Cassio, l'imperatore Caligola. Ma la sua, e in questo podcast ve ne racconteremo la storia, era una strategia politica volta a umiliare il Senato. Sarebbe interessante capire perché invece i senatori italiani, nel momento in cui decidono del nostro futuro, sentano il bisogno di essere supportati dai loro amici quattro zampe. (Diario - episodio 5)
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28
Lontani dal paradiso terrestre
L'uomo e la donna, cacciati dal paradiso terrestre, avrebbero voluto tornare sui loro passi. Ma l'inflessibilità di Elohim, visivamente espressa dalle spade infuocate degli angeli che impedivano loro l'accesso all'Eden, costrinse Adamo ed Eva a fare i conti con una situazione del tutto nuova: il loro futuro, ora, non poteva che colorarsi di dolore e di morte. (Miti ebraici - Episodio 10)
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Lo statico Urano e il dinamico Ponto
Gea, dopo aver generato da se stessa Urano affinchè la proteggesse, con lui avrebbe avviato la generazione di quelli che la mitologia greca chiama gli "antichi dei". Prima che questo accadesse Gea generò ancora da se stessa Ponto, il flutto marino. E se a contraddistinguere Urano, come stellata volta celeste, era la staticità, il tratto portante di Ponto era invece la dinamicità fluida. L'una e l'altra espressioni della complessità di Gea. (Miti greci - Episodio 9)
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Se a proteggere Istanbul è il Palladio di Roma
Si racconta che Costantino il Grande, dopo aver deciso di fare di Costantinopoli la "nova Roma", abbia voluto seppellire, ai piedi della colonna che al centro del foro dominava la città, un amuleto straordinario: la statuetta di pallade Atena che, portata da Troia a Roma niente meno che da Enea, era considerato il simbolo stesso dell'invincibilità della Caput Mundi. (Storie - Episodio 4)
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Il divieto violato
La donna dunque tese la mano verso l’albero proibito e, afferratone uno dei frutti, lo portò alla bocca. E, mentre un profumo seducente venne diffondendosi nell’aria, la donna ebbe chiaro che quello che aveva fatto era ciò che ormai desiderava fare da tempo. (Miti biblici - Episodio 9)
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24
Il riaffiorare della saggezza greca in una tomba egiziana
In una tomba egiziana del III secolo d.C., non lontana da Il Cairo, nel 2022 sono stati trovati dei frammenti di papiro. Nei giorni scorsi è stato annunciato che essi contenevano cento versi di due tragedie perdute di Euripide, grande tragediografo greco del V a.C. A riaffiorare sono dunque stati alcuni particolari della storia di Poliìdo e Glauco, figlio di Minosse. Una storia che non ci siamo trattenuti dal raccontare... (Diario - Episodio 4)
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L'inflessibilità delle Moire
Per l'immaginario dell'antica Grecia, dèi e uomini vivevano sotto il ferreo dominio di Anànke: la Necessità, antica dea chiamata a garantire l'equilibrio stesso dell'universo. Se la sua figura rimane però evanescente e avvolta dal mistero, a lasciarne intravvedere la fisionomia profonda sono le Moire: tre sorelle che, per conto di Anànke, hanno in pugno la vita di uomini e donne, stabilendone lo svolgersi, la durata e, soprattutto, l'interrompersi. [Miti Greci -Episodio 8]
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Roberto il Guiscardo e la medichessa di Salerno
La storia di un condottiero, definito per la sua abilità Terror Mundi, colpito in modo del tutto inatteso da una misteriosa malattia. E guarito, nonostante le sue iniziali perplessità, da Trotula, la medichessa che all'epoca guidava la prestigiosa "Scuola di Salerno". (Storie - Episodio 3)
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Il frutto insidioso
Le parole del serpente ormai avevano fatto breccia nel cuore della donna: e se Elohim fosse solo un dio geloso e il suo divieto di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza altro non fosse che un modo di impedire a lei e ad Adamo di diventare come lui? Ma qualcosa la tratteneva ancora dal mangiare quel frutto… [Miti ebraici – Episodio 8]
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Le anomale figure di Sonno e di Morte
Ypnos e Thànatos, e dunque gli dèi del Sonno e della Morte, nel contesto della mitologia greca, presentano un tratto anomalo: fratelli gemelli e figli della Notte, pur evocando l'imprinting oscuro della loro madre, in realtà presentano entrambi un tratto quasi anomalo: il primo infonde infatti serenità al sonno degli uomini; il secondo, lungi dall'essere colui che dà la morte, è piuttosto la divinità che regola il ciclo della vita e della morte, accompagnando gli uomini e le donne nel passaggio dall'una all'altra. [Miti Greci -Episodio 7]
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L'altro diluvio
Il tema di quest’anno della Jerusalem Design Week sarà “L’arca”, con un chiaro riferimento al mito del diliuvio universale. Di racconti su quel remoto diluvio ne esistono però più d’uno: quello legato a Noè, contenuto nella Bibbia, e quello legato invece a Utnapìshtim, riportato nell’epopea mesopotamica di Gilgameš. E sarà quest’ultimo che, prendendo spunto proprio dall’evento in corso a Gerusalemme, vi racconteremo in questo podcast. (Diario – Episodio 3)
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