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Urban Story

Urban Story. Una lunga avventura nel mondo dell'immagineStorie, interviste, materiali d’archivio e incontri dal 1977 a oggia cura di Dryphoto arte contemporaneaInterviste e testimonianze di: Pier Luigi Tazzi, Filippo Maggia, Roberta Valtorta, Alba Braza, Andrea Abati, Vittorio Albonetti, Nadia Baronti, Mauro Bianchi, Fabio Casati, Vittoria Ciolini, Rodolfo Giustini, Giampiero Nigro, Enrico Pacini, Marco Panerai, Luigi Pucci, Emo Risaliti.Progetto speciale di Andrea Abati, "Parlami di te, omaggio a Luigi Ghirrie a Ando Gilardi".Progetto realizzato con il contributo di:Regione Toscana / Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nell'ambito del bando Toscanaincontemporanea 2020 e PubliacquaCon il patrocinio di:Comune di PratoIin collaborazione con:Culturama, Mislata, Spagna; Fondazione Oelle, Catania; Italia Nostra; Ramunion, Prato; Circolo Curiel, Prato; Comitato di via delle Segherie, Prato

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    Roberta Valtorta, Uno sguardo sugli anni Ottanta.

    Roberta Valtorta, Uno sguardo sugli anni Ottanta. Dryphoto_Urban StoryRoberta Valtorta visita per la prima volta Dryphoto, per conto della rivista Zoom, agli inizi degli anni Ottanta. In questa intervista racconta il mondo della fotografia in quegli anni, le riviste, le gallerie, le committenze e anche di come è cambiata la fotografia e la figura del fotografo nel corso degli anni.Parte del progetto:Urban Story. Una lunga avventura nel mondo dell'immagineStorie, interviste, materiali d’archivio e incontri dal 1977 a oggia cura di Dryphoto arte contemporaneaAndrea Abati e Vittoria CioliniComunicazione e assistente alla produzione Serena Becagli Ufficio Stampa Silvia BacciProgetto realizzato con il contributo di:Regione Toscana / Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nell'ambito del bando Toscanaincontemporanea 2020 e PubliacquaCon il patrocinio di Comune di PratoIn collaborazione con Culturama, Mislata, Spagna; Fondazione Oelle, Catania; Italia Nostra; Ramunion, Prato; Circolo Curiel, Prato; Comitato di via delle Segherie, Prato media partner PratosferaDryphoto arte contemporaneaVia delle Segherie 33a 59100 [email protected]. +39 0574 603186www.dryphoto.itFB Dryphoto.artecontemporaneaInstagram @dryphoto_artecontemporanea www.spreaker.com/user/dryphotoartecontemporaneawww.linkedin.com/in/dryphotoartecontemporaneacanale telegram https://t.me/dryphotoartecontemporanea

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    Alba Braza, Piazza dell'Immaginario 2014 | 2016

    Alba Braza, Piazza dell'Immaginario 2014 | 2016. Dryphoto_Urban StoryAlba Braza ricostruisce il suo rapporto con Dryphoto iniziato nel 2004 con un tirocinio all'interno di un programma di scambio con l'Università di Salamanca in Spagna fino ad analizzare i diversi aspetti delle tre edizioni del progetto da lei curato: Piazza dell'Immaginario.Il progetto nasce nel 2014 dalla pratica dell’ascolto del quartiere dove Dryphoto ha sede, dalla necessità di spazi di relazione, dalla convinzione che l’arte appartiene alla vita e che dobbiamo consentire alle persone di essere parte di processi di creazione condivisi di senso e di significato. Il progetto concretizza il desiderio di migliorare uno dei quartieri della città di Prato. Un miglioramento che richiede una riflessione urgente su uno spazio dove sono condensati, in una piccola superficie, un’ampia diversità di culture, ambienti socioeconomici, interessi e necessità. Piazza dell’Immaginario è stata uno sviluppo partecipativo di pianificazione che ha permesso ai residenti di co-determinare il design della loro città e gli usi dello spazio urbano. Azioni come La Responsabilità dei cieli e delle altezze di Pantani-Surace, installazioni permanenti di opere sotto forma di banner, di Bleda y Rosa, Gabriele Basilico, Andrea Abati, del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space, Olivo Barbieri, Francis Alÿs, Bert Theis, opere site-specific di Bianco-Valente, installazioni temporanee e azioni degli artisti emergenti Lori Lako, Linda Motta, Francesca Catastini, Flavia Bucci pongono una questione ancora aperta: può l'arte essere un mezzo che con le sue proprie leggi sociali, e con autonomia, possa adottare un modello di lavoro e migliorare un ambiente sociale determinato?Riprese di Veronica Frances, Culturama Valencia, montaggio di Mario Albanese Pereira

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    Pier Luigi Tazzi, Spread in Prato 2002 | 2010

    Pier Luigi Tazzi, Spread in Prato 2002 | 2010. Dryphoto_Urban StoryPier Luigi Tazzi racconta l'esperienza degli anni in cui ha curato il progetto di Dryphoto Spread in Prato e ci regala una vera e propria lezione di storia della fotografia che si intreccia in qualche modo con la storia di Dryphoto.L'interesse di Tazzi per la fotografia inizia dopo la metà degli anni Settanta quando tiene un corso di fotografia per la Cattedra di Strumenti e Tecnica della Comunicazione Visiva alla Facoltà di Architettura all'Università di Firenze.In questi anni le storie di Pier Luigi Tazzi e Dryphoto si incrociano ma è con il progetto Spread in Prato che inizia una vera e propria collaborazione. Spread in Prato diffonde l’arte nella forma fotografica nella città, uscendo dagli spazi deputati dell’arte per entrare nei luoghi quotidiani di produzione e di consumo, e quindi nelle fabbriche e nei negozi. L’azienda e l’esercizio commerciale diventano museo/luogo d’arte, dove le opere sono fruite dai lavoratori, quindi dagli impiegati, dagli operai e dai commessi ma anche dai clienti e dagli acquirenti e da tutti coloro che, per i più diversi motivi, vi si recano. L’arte contemporanea entra quindi nel tipico lanificio pratese ma anche nella macelleria islamica o nel ristorante cinese, e solo durante l'inaugurazione il pubblico dell'arte entra in quei luoghi.Tazzi ci fa notare che la fotografia è di impatto immediato, di diretta accessibilità; non è necessario l'apprendimento di particolari processi interpretativi per leggerla anche se attraversa livelli di diversi significati, da una lettura facile fino ad un lettura difficile, e per questo ben si adattava al quel progetto.Gli artisti invitati a Spread in Prato fanno parte del panorama internazionale dell’arte contemporanea, e Tazzi ha ogni anno affiancato autori famosi a giovani emergenti. Le diverse edizioni di Spread in Prato hanno presentato un totale di circa sessanta artisti, da Diane Arbus a Andy Warhol, da Larry Clark a Giovanni Ozzola, passando per Günter Förg, Thomas Ruff, Hiroshi Sugimoto, Jan Vercruysse, Shao Yinong & Muchen, Surasi Kusolwong fino a Gea Casolaro, Michelangelo Consani, Robert Pettena, Sissi e Italo Zuffi.Riprese e montaggio Mario Albanese Pereira

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    Filippo Maggia, Una lunga avventura nel mondo dell'immagine

    Filippo Maggia, Una lunga avventura nel mondo dell'immagine. Dryphoto_Urban StoryNel suo intervento Filippo Maggia descrive la storia di Dryphoto, e lo fa parlando di una storia lineare e consapevole. Maggia parla dell’atteggiamento di Dryphoto come di una missione, e di uno spazio votato più alla ricerca che al mercato, sempre concentrato sul territorio e sulle nuove tendenze, atteggiamento che ha reso possibile ritrovare nella biografia di Dryphoto nomi importanti della fotografia. Il lavoro accurato e di ricerca, fatto negli anni Ottanta, ha portato infatti a Prato fotografi a quei tempi quasi sconosciuti, che poi si sono affermati come Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Guido Guidi, insieme a molti altri. Dryphoto ha dimostrato un'attenzione costante alla fotografia italiana ma non solo, infatti, sempre nel 1982 dopo la mostra di Ghirri vengono presentati i lavori Diane Arbus e Henri Cartier-Bresson. Degna di segnalazione la mostra e il laboratorio nel 1984 con l’allora giovanissimo Michael Schmidt, autore entrato poi nella storia della fotografia e diventato punto di riferimento di molti i fotografi. A questo laboratorio parteciparono, fra gli altri, Olivo Barbieri e Guido Guidi. Nel raccontare la longeva storia di Dryphoto, Maggia analizza poi lo sviluppo e l'inserimento della fotografia nel mondo dell'arte in Italia e il rapporto fra fotografia e mercato.Riprese di Daniele Ferrero e montaggio di Mario Albanese Pereira

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    Nascita di un'utopia. Dryphoto_Urban Story

    Nascita di un'utopia. Dryphoto_Urban StoryAlcune testimonianze di chi ha fondato e realizzato Dryphoto arte contemporanea a fine anni Settanta / inizio anni Ottanta attraverso interviste a Andrea Abati, Nadia Baronti, Mauro Bianchi, Fabio Casati, Vittoria Ciolini, Rodolfo Giustini, Enrico Pacini, Marco Panerai, Emo Risaliti; nella convinzione che se Dryphoto esiste ancora non è solo per merito di chi è rimasto o dei “grandi” nomi che negli anni sono stati coinvolti ma anche di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, una storia di provincia in tempi non connessi.Riprese e montaggio Mario Albanese Pereira

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