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Val Pellice resistente
by ANPI Val Pellice
Storia e storie della Resistenza in Val Pellice
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Le parole della Costituzione. Art. 3
Le parole chiave della Costituzione. Articolo per articolo le parole che hanno fatto la differenza tra il fascismo e la democrazia così come la andava immaginando la Costituente. Un podcast a cura di Elmis Oddone nell’ottantesimo anniversario della Costituente.Voci: Carlo Curto e Laura Garino, Circolo Letture ad Alta Voce di Torre Pellice
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Le parole della Costituzione. Art. 2
Le parole chiave della Costituzione. Articolo per articolo le parole che hanno fatto la differenza tra il fascismo e la democrazia così come la andava immaginando la Costituente. Un podcast a cura di Elmis Oddone nell’ottantesimo anniversario della Costituente.Voci: Carlo Curto e Laura Garino, Circolo Letture ad Alta Voce di Torre Pellice
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Le parole della Costituzione. Art. 1
Le parole chiave della Costituzione. Articolo per articolo le parole che hanno fatto la differenza tra il fascismo e la democrazia così come la andava immaginando la Costituente. Un podcast a cura di Elmis Oddone nell’ottantesimo anniversario della Costituente.Voci: Carlo Curto e Laura Garino, Circolo Letture ad Alta Voce di Torre Pellice
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Addio partigiani..! Riempivate Bagnolo e la vecchia casa
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo.Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Balli campestri partigiani sotto il castagné
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo.Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Sembra di essere della ghiaia che deve passare tra le maglie di un setaccio
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo.Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Nei prati ricoperti di primule, vi sono uomini che rischiano a vita
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo.Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Stanotte... Bum! I treni non vanno più
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo.Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Si ha quasi vergogna di non soffrire tra quelli che soffrono
La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d'Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo. Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nella dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ristoro. In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fedele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di dimenticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifugiati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica». Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazionale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione sono tratte le letture sparse che seguono.
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Comandante Petralia, ep. 7 di 7: Quel braccio appeso al collo. La fuga e il grande rientro.
La notte del 31 dicembre 1944, un carretto con tre ubriachi si avvicina al posto di blocco tedesco all’uscita di Pinerolo, sulla strada per Cavour...
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Comandante Petralia, ep. 6 di 7: Quel braccio appeso al collo. Il ferimento.
Dislocato nel Monferrato per preparare l’insurrezione di Torino, Petralia torna nel Pinerolese richiamatovi da problemi nelle formazioni. Fa tappa a Campiglione Fenile, ed è li che...
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Comandante Petralia, ep. 5 di 7: Questa è la guerra partigiana.
Per evitare l’accerchiamento un centinaio di garibaldini intraprende una faticosa marcia notturna verso la valle Infernotto. Lungo il versante nord del Frioland e della Rumella coperto di neve, la colonna si allunga, un gruppo si attarda. Al mattino mentre la maggior parte si pone in salvo oltre la cresta, una quarantina di partigiani viene catturata.
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Comandante Petralia, ep. 4 di 7: Hanno ucciso il nostro comandante!
I garibaldini fanno saltare Pontevecchio e bloccano la colonna nemica. Dopo ore di combattimento il distaccamento di Ulisse che blocca il passaggio viene aggirato, fascisti e tedeschi arrivano in alta valle e la battaglia si frammenta.
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Comandante Petralia, ep. 3 di 7: Svegliatevi, stanno arrivando i tedeschi!
L’inevitabile scontro: il 21 marzo del 1944 nel punto più stretto della valle di Luserna, i garibaldini di Petralia cercano di fermare tedeschi e fascisti decisi a ripulire la valle dai partigiani.
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3
Comandante Petralia, ep. 2 di 7: Val Luserna libera e democratica.
Ben forniti di armi dopo i lanci alleati, i garibaldini di Petralia si insediano in Val Luserna, curano la loro organizzazione militare e instaurano l’autogoverno democratico della valle. Nella consapevolezza dell’inevitabile scontro...
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Comandante Petralia, ep. 1 di 7: Alla Bordella, altare di Gianavello.
Alla ricerca di basi sicure, Petralia e i suoi arrivano in Val Luserna. Primi contatti con la popolazione e con le formazioni di Giustizia e Libertà. I reclutamenti tra i giovani che fuggono dall'arruolamento per la repubblica fascista sono numerosi, tanto che rifornimenti e armi cominciano a scarseggiare. Ed è così che matura un tiro mancino ai danni dei GL...
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