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Antologia di poetesse italiane by Various — 89 episodes
Cristo al limbo
Rivolgo gli occhi spesse volte in alto
Biasimi pur chi vuol la mia durezza
Con quel caldo desio che nascer suole
Sonetto in morte del marito statole ucciso da un rivale dopo tredici giorni di matrimonio
Oggi per mezzo tuo, Vergine pura
Ombroso colle, amene e verdi piante
Qual digiuno augellin, che vede ed ode
Scrivo sol per sfogar l'interna doglia
Nella secreta e più profonda parte
Epistola a Ferrante Fancesco D'Avalos, suo consorte, nella rotta di Ravenna
Oh che tranquillo mar, oh che chiare onde
Se forse per pietà del mio languire
Il cieco amor del mondo un tempo tenne
Non posso più soffrir tanto tormento
Sogno felice! e man santa che sciolse
Se ben pietosa madre unico figlio
Lamento di Bradamante
Che farai alma? ove volgerai 'l piede?
Io vorrei pur drizzar queste mie piume
Nel bel paese mio tosco gentile
Misera Italia, il ciel pur te minaccia
Riser gli spirti angelici e celesti (In morte del Bembo)
Lamento di Rodomonte
Benché lieta mi mostro nell’aspetto
Occhi lucenti e belli
Per l'Italia
Dura è la stella mia, maggior durezza
Alla Fortuna
Ben so che per pietade io vedrei il viso
I fieri assalti di crudel Fortuna
Mesta e pentita de' miei gravi errori
Veggio il mondo fallir (ed. 1560)
Poi che l'antico Prometeo formata
Il Re Francesco I, prigione dell'Imperatore Carlo V
Quando dagli alti monti umida e bruna (Ottave)
Dal veder voi occhi sereni e chiari
Chi'l crederia ? felice era il mio stato
Donna gentil, che così largamente
Piangete, donne, e con voi pianga Amore
Chi vuol conoscer, donne, il mio signore
Pommi ove il mar irato geme e frange
Solo sperando, i suoi fecondi campi
Lamento D'Isabella
Signor, se per amor, per pianger molto
Più non mi giova disprezzar la vita
Di dominio, di aver, d'opre, di onore
Voi, che in marmi, in colori, in bronzo, in cera
Così senza aver vita vivo in pene
Signore, ite felice ove il desio
D'un alto monte dove si scorge il mare
Se pur fin su negli stellanti chiostri
Vinca gli sdegni e l'odio vostro antico
Amor m'ha fatto tal ch'io vivo in foco
Al letto della sua fanciullezza
L'empio tuo strale, Amore
Se il cibo, onde i suoi servi nudre Amore
Voi ch'ascoltate in queste meste rime
Che cosa sia Amore
Di gioia in gioia, d'una in altra schiera
Viscere del mio sen, cara pupilla
La difesa contro amore (Canzonetta)
Se ratta da noi fugge ogni bellezza
Quand'io dal caro scoglio miro intorno
Pargolette beate, alme innocenti
Di sdegnoso furor tutto ripieno
Notte felice e lieta
Prego il Padre divin che tanta fiamma
Sopra le continue sventure
Se quel ch'amo di voi non è mortale
Veggio il mondo fallir (ed. 1843)
S'alcun fia mai che i versi miei negletti
Ecco che un'altra volta
Il Maggio
Or, musa mia, lieta e sicura andrai
Come padre pietoso, che l'amato
Quando nell'Oceàn l'altera fronte
Dove sta il tuo valor, patria mia cara
Alma beata, che già al mondo involta
Torbido Siri, del mio mal superbo
Lamenti
Era tranquillo il mare e l'aër chiaro (Canzone)
Quasi gemma del ciel, l'alto signore
Non più parole: ai fatti, in campo, a l'armi
Alla stagion che il mondo foglia e fiora
Biglietto a messer Cino
Lasciar vorría lo mondo, e Dio servire
Dal suo infinito Amor sospinto Iddio
Risposta a Dante da Majano che era di lei innamorato