EPISODE · Feb 2, 2021 · 4 MIN
Episodio quattro: dall’immateriale allo spirituale
from ARTE DELLO SPIRITO · host Mya Lurgo
“L'unica cosa che abbia ragion d'essere è riconoscere e intravedere la Luce Essenziale ovunque e in chiunque… Nell'ARTE DELLO SPIRITO l'artista è un creatore d'anima: apporta più vita – esperienze – e la creazione è un traboccare la natura ricolma del proprio stesso essere” Questa citazione è tratta da uno dei miei tanti volumi chiamati The Golden Book, sui quali pratico la scrittura meditativa, ossia il dialogo con il Sé o Voce del silenzio. La parola chiave di questo quarto podcast è “intravedere”; ben diverso dall’interpretare soggettivamente: intravedere richiede un sguardo senza giudizio e proprio questa peculiarità, sempre più rara, rende possibile la visione iperlucida, oltre l'apparenza. In questo monologo ho piacere di parlare di arte digitale o meglio, vorrei focalizzare l’attenzione sull’aspetto immateriale che le compete. Le opere digitali hanno la caratteristica di essere eteree, ossia visibili, ma impalpabili, sino a quando non riscontrano i limiti dati da supporti esterni, atti a fissarne i contenuti. Ciò che apprezzo di questo mezzo espressivo è l’opportunità di realizzare delle ipotesi, delle visioni, delle utopie; mi affascina la messa in opera di scenari potenziali, virtuali, non necessariamente già presenti in natura, così come l’opportunità di “stemperare” la nostra identificazione con la forma fisica. È altresì interessante la possibilità di poter rappresentare l’opera, con proiezioni sempre più sofisticate e vivide, mantenendo coordinate senza circonferenze. Non che il pennello classico non riesca… ma questa trasparenza a fine lavoro, questo dover rinunciare ad afferrare e possedere materialmente l’opera, resta a mio parere un valore aggiunto, certamente scomodo per i mercanti d’arte, ma non per l’Arte in sé. L’ARTE DELLO SPIRITO non poggia su una tecnica artistica prediletta, sebbene l’espressività digitale, così come l’olografia, sono di estrema efficacia per rendere il passaggio dal materiale all’immateriale. Ad ogni modo, non è l’immateriale della tecnica o tecnologia a trasdurre lo spirituale, bensì l’essere dell’artista, la sua vacuità per l’esattezza, è quanto occorre per veicolare i messaggi del Sé; in sintesi, più l’artista si fa ingombrante con la calca delle proprie necessità consce e inconsce, tanto meno vi sarà “grazia”, ossia la ricezione di ispirazioni superiori o superconsce. Vi saluto con la citazione dell’artista francese Yves Klein: “Lunga vita all’immateriale!" www.myalurgo.ch
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Episodio quattro: dall’immateriale allo spirituale
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