PODCAST · arts
𝑷𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆
by Scaldasole Books
SOMA-TECHNE Pratiche somatiche di condivisione del sapere è una giornata interamente dedicata al corpo, alla cura del sé e all'arte in quanto territori di potenzialità creativa, di resistenza e cambiamento.
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𝑳𝒆 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂: 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒆́
Talk a cura di Viola VatriniLe ferite del sistema: pratiche di cura del sé tra consumismo e consapevolezzaModerano Viola Vatrini e Hanay RajaIntervengono Maresa Lippolis, Alessandra Martin, Paolo Petrò, Barbara Stimoli, Emanuela Passerini, Marco Liberatore (Gruppo Ippolita)Negli ultimi anni anche in Italia abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di pratiche di cura del corpo e del "sè", che hanno investito in modo trasversale tutte e tutti con una vasta proposta di stili di yoga, pilates, meditazione, respirazione etc. Provenienti da tradizioni lontane, antichissime e ai più sconosciute, queste tecniche testimoniano un bisogno di spiritualità e di comunità innegabile. Quali dinamiche vi sono sottese? Quali sono le ferite del sistema che con le pratiche del corpo cerchiamo di curare? Quanto ne siamo consapevoli? Commodification, spiritual bypass, attivismo spirituale, sono alcuni dei temi che verranno affrontati durante il talk per provare a rispondere alla domanda: come curare il sistema a partire da sè?
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𝑽𝒊𝒔𝒖𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒚𝒃𝒐𝒓𝒈
La presentazione si focalizzerà sulla cronofotografia, utilizzata a cavallo fra le Due Guerre Mondiali per mappare i movimenti cinestetici degli arti superiori e costruire – a partire da questa visualizzazione del gesto – delle protesi capaci di riprodurre azioni meccaniche, adatte al lavoro industriale. Le modalità di brevetto di queste protesi, che storicamente sono i primi arti artificiali performativi diffusi su larga scala, sarà il caso di studio che mi permetterà di discutere i temi della trasparenza del corpo in rapporto alla trasparenza del medium, la relazione biunivoca tra i dispositivi che hanno permesso l’ibridazione e il farsi dispositivo del corpo ibrido, la meccanizzazione del gesto come prassi tecnologicamente mediata.A cura di Samuele Sartori
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𝑫𝒂𝒍𝒍'𝒊𝒃𝒓𝒊𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍 𝒑𝒐𝒔𝒕-𝒂𝒕𝒐𝒎𝒊𝒄𝒐
Negli ultimi anni, le innovazioni nell’ambito dell’interazione uomo-macchina e dei social network hanno rapidamente intensificato il nostro coinvolgimento con ambienti virtuali, misti e aumentati. La retorica tecnologica, dal canto suo, articola la sua narrazione intorno al mito della trasparenza, ovvero la sensazione di assoluta assenza di mediazione nel processo d’interazione con le interfacce. In questo contesto, molti artisti della scena performativa contemporanea sembrano proporre uno sguardo critico rispetto alla narrazione tecnologica dominante interrogando le tecnologie dal punto di vista della loro capacità di sollecitare una dimensione anti-normativa della corporeità utilizzando le tecnologie come vettori di metamorfosi, sovversione e trasformazione.A cura di Andrea GiomiAndrea Giomi è ricercatore e artista sonoro. Attualmente lecturer in Arti Digitali presso l’Université Gustave Eiffel di Parigi. I suoi interessi scientifici comprendono l’interazione uomo-macchina, la cognizione incarnata, la fenomenologia, l’estetica, le performance multimediali e la teoria critica. La sua ricerca artistica abbraccia temi quali il biomorfismo, il rapporto tra traccia e archivi digitali, le relazioni emergenti tra corpo, suono, immagine ed ecosistemi tecnologici. Insieme ad Ana Shametaj è uno dei fondatori del collettivo artistico Kokoschka Revival.
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