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Bitcoin Train Podcast
by Federico Rivi
Il podcast della newsletter Bitcoin Train. Ogni fermata è un approfondimento sul mondo Bitcoin.
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Fermata numero 297 - In fork veritas
Paul Sztorc ha annunciato eCash, un hard fork di Bitcoin previsto per agosto 2026, che replicherà la blockchain di Bitcoin fino al blocco 964.000 per poi divergere, includendo le controverse drivechain (BIP300/301) mai accettate da Bitcoin Core. L'aspetto più dibattuto è la riassegnazione manuale di circa 500.000 eCash dagli indirizzi attribuiti a Satoshi Nakamoto a investitori e sviluppatori del progetto, finanziato con 5 milioni di dollari da LayerTwo Labs. L'articolo inquadra questa proposta insieme ad altri due recenti fork controversi — il BIP 444 di Dashjr e la proposta anti-quantum di Lopp — come esempi di iniziative tecnicamente eterogenee ma accomunate da zero probabilità realistiche di adozione, che rivelano più gli interessi dei loro autori che genuine esigenze tecniche di Bitcoin.
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Fermata numero 296 - Il codice alla sbarra
Keonne Rodriguez, sviluppatore di Samourai Wallet, ha iniziato a scontare una pena di cinque anni dopo aver patteggiato con il Department of Justice, mentre il co-fondatore di Tornado Cash Roman Storm ha scelto invece di combattere in tribunale, ottenendo una condanna parziale solo per il capo minore di gestione di un servizio di money transmitting senza licenza. Il caso Storm è particolarmente rilevante perché Tornado Cash è un software non-custodial: Storm non ha mai avuto accesso diretto ai fondi degli utenti, eppure la giuria ha ritenuto che sviluppare e mantenere tale software equivalga a operare un'attività finanziaria. Attualmente Storm attende la decisione della giudice Polk Failla su una motion for acquittal, con in gioco un potenziale retrial e un'esposizione complessiva vicina ai quarantacinque anni, in una battaglia legale che potrebbe ridefinire i confini tra sviluppo software e responsabilità penale.
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Fermata numero 295 - Collettivismo quantistico
BIP-361, proposta da Jameson Lopp e altri sviluppatori, prevede che dopo una finestra di transizione di cinque anni i bitcoin non migrati verso indirizzi quantum-resistant vengano congelati permanentemente, nel tentativo di proteggere l'ecosistema da potenziali attacchi di computer quantistici. La proposta stima che oltre 5,6 milioni di bitcoin — circa il 28% della supply circolante, inclusi presumibilmente quelli di Satoshi Nakamoto — abbiano chiavi pubbliche esposte on-chain e siano quindi vulnerabili. La community ha reagito con forte scetticismo, sollevando preoccupazioni etiche e pratiche, come il rischio che utenti impossibilitati a migrare in tempo perdano i propri fondi per sempre.
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Fermata numero 294 - Gli anticorpi quantistici
Dopo le preoccupazioni legate ai computer quantistici e alla loro potenziale minaccia per Bitcoin, Avihu Mordechai Levy di StarkWare ha pubblicato un paper dimostrando che è possibile rendere le transazioni Bitcoin resistenti ai computer quantistici senza modificare il protocollo esistente. Il sistema, chiamato QSB (Quantum Safe Bitcoin), si basa su funzioni di hash al posto della crittografia a curve ellittiche, eliminando la vulnerabilità all'algoritmo di Shor e garantendo circa 118 bit di sicurezza quantistica. La soluzione opera in tre fasi all'interno dei limiti dello Script Bitcoin legacy già esistente, senza necessità di hard fork, soft fork o qualsiasi altro cambiamento al protocollo.
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Fermata numero 293 - Terrorismo Q.B. (Quantum Basta)
In seguito alla pubblicazione di un paper di Google Quantum AI, i media hanno diffuso titoli allarmistici su una presunta capacità di "craccare Bitcoin in 9 minuti" grazie ai computer quantistici, ma la realtà è ben più sfumata. Il paper descrive scenari teorici basati su macchine che oggi non esistono: il record attuale è di 96 qubit logici entangled, mentre l'attacco richiederebbe almeno 1.200 qubit logici e circa 500.000 qubit fisici, ovvero 5.000 volte la capacità del chip Willow di Google. La minaccia reale, se mai si concretizzerà, riguarderà le firme digitali di alcuni tipi di indirizzi già esposti, mentre il mining e il meccanismo di consenso della rete Bitcoin restano al sicuro per i prossimi decenni.
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Fermata #292 - Il blocco orfano
Il 23 marzo Bitcoin ha fatto esattamente quello per cui è stato progettato. Qualcuno ci ha visto un disastro.
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Fermata #291 - L'arma di tutti
Bitcoin non sceglie da che parte stare. In Iran lo usa il regime per aggirare le sanzioni e lo usano i civili per fuggire dalla guerra.
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Fermata #290 - Il denaro preferito dalle macchine
Se un'intelligenza artificiale potesse decidere come conservare e spendere valore, sceglierebbe Bitcoin. C'è solo un problema: le macchine non decidono.
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