PODCAST · business
Chapeau
by Chapeau Media
Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
-
70
L’Ingegnere Italiano che Costruisce MIGLIAIA DI ROBOT UMANOIDI per Battere Tesla 🤖 Daniele Pucci
👉 Scopri Tot: https://go.tot.money/41rXGXH Con il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili.Daniele Pucci nasce a Velletri nel 1985. Intorno ai 12 anni comincia a programmare e costruisce i primi circuiti.Si diploma all'Istituto Tecnico Industriale con specializzazione in elettronica e telecomunicazioni, poi si iscrive a Ingegneria dell'Automazione alla Sapienza di Roma. A 21 anni lavora per Avio, azienda aerospaziale italiana, dove si occupa del Vega Electrical Simulator, un simulatore del lanciatore dell'ESA.Continua comunque gli studi, si trasferisce in Francia per un dottorato di ricerca (PhD) all'INRIA e lì studia dinamica del volo e aerodinamica dei velivoli a decollo verticale. Consegue poi un doppio PhD, affiancando alla tesi principale una ricerca sulla fusione nucleare presso il Centro di Frascati.Nel 2014 entra all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Il primo compito è far stare in piedi iCub, un robot umanoide. In quattro anni di ricerca, il team passa da tre a dodici ricercatori. Quando il suo responsabile diventa capo della robotica di Google DeepMind, Daniele assume la guida del laboratorio Dynamic Interaction Control dell’IIT, poi rinominato Artificial and Mechanical Intelligence, portando il gruppo a 55 persone tra ricercatori, ingegneri e designer. Nel periodo in IIT, coordina altri due grandi progetti: ErgoCub, robot umanoide per supportare i lavoratori manuali co-finanziato da INAIL con €10 milioni, e IronCub, il primo robot umanoide al mondo capace di volare. Nell'estate del 2023 la vita di Daniele cambia. Nota infatti la crescita degli investimenti globali nella robotica umanoide, con Tesla e startup come Figure che raccolgono più di €1 miliardo e capisce che il laboratorio accademico non è più il contesto migliore per industrializzare quella tecnologia. Nel 2024 quindi fonda Generative Bionics insieme a un team di colleghi dell’IIT, con l’obiettivo di creare il suo robot umanoide. Raccoglie un primo finanziamento da mezzo milione tramite CDP Ventures per partire, poi altri €70 milioni (a una valutazione pre-money di €150 milioni) da grandi nomi come AMD Ventures, Tether, Duferco ed Eni Next. Nel 2026, Daniele presenta il suo robot Gene 01 al CES di Las Vegas, il più grande evento tecnologico del mondo. Questo prototipo è la piattaforma di partenza per una famiglia di robot umanoidi destinati a lavorare nella manifattura, logistica, sorveglianza, healthcare e retail. Grazie alla partnership con Fincantieri, i primi modelli di Gene 01 inizieranno a lavorare come saldatori nei cantieri navali già nel 2026. Per il momento questo mercato è dominato dalla Cina, dove sono presenti robot molto agili di dimensioni ridotte e spesso senza dita, e dagli USA, dove si sviluppano macchine più simili all’uomo e che iniziano ad aiutare nei mestieri di casa. Generative Bionics oggi conta 85 dipendenti e Daniele punta a costruire in Italia la più grande fabbrica di robot umanoidi in Europa, un investimento che gli costerà circa €500 milioni.Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Daniele Pucci(01:00) Infanzia, studi e rifiutare il MIT per stare con la madre(03:07) Costruisce i primi robot (e il primo robot volante)(04:56) Lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia e diventa Capo della Robotica(05:56) Si licenzia per fondare Generative Bionics(07:12) Partire e raccoglie i primi fondi (periodo 0-1)(08:16) Perché può battere i robot di Tesla?(10:46) Come ha raccolto €70 milioni(13:16) Costruire la fabbrica di robot più grande in Europa(15:57) Perché gli servono €500 milioni(17:39) Accordi con Fincantieri e AMD(19:47) Quanto costa un robot umanoide(21:02) Quando i robot ci ruberanno il lavoro(23:17) I robot conquisteranno il mondo?(24:59) Perché Cina e USA stanno battendo l’Europa nei robot(27:02) Fare robot umanoidi dall’Italia(28:22) Errori più grandi(29:06) Giornata tipo(30:15) Consigli
-
69
Il RE del Calciomercato ⚽️ Giuseppe Riso: dalla Strada a €400 MILIONI di Cartellini
Non perdere più chiamate di Lavoro con Yourang.AI: https://yourang.ai/assistente-telefonico?origin=chapeauUn cameriere calabrese firma il suo primo contratto da agente sportivo sul cofano della sua C3. 14 anni dopo, la sua agenzia vale €400 milioni ed è una leggenda del calcio italiano.Giuseppe Riso nasce a Reggio Calabria nel 1984. Cresce giocando a calcio per strada, ma a 14 anni deve trasferirsi nella periferia di Milano con la sua famiglia. A 16 anni inizia a lavorare: tipografia, carico camion, vendita di porte e posta. Proprio in quest’ultima esperienza, capisce che questo mondo non fa per lui. Intanto studia economia all’Università Bicocca di Milano, ma lascia dopo 13 esami per dedicarsi al lavoro. Un’esperienza come cameriere a San Siro, però, gli cambia la vita: come da regolamento, si rifiuta di servire un cocktail a una signora, che si rivela essere l’assistente di Galliani, leggendario AD del Milan. Il capo di Beppe capisce che può fidarsi di lui e lo prende in simpatia.Da lì, porta Giuseppe con lui alle cene frequentate dai pezzi grossi del calcio italiano, come Braida e Moggi. Poco dopo, apre il ristorante Giannino, destinato a diventare il ritrovo dei grandi del calcio, dove Beppe inizia a lavorare come cameriere. Rinuncia così definitivamente al lavoro alle poste.Oltre il mestiere da cameriere, svolge diverse commissioni per i clienti del locale tra cui Galliani, a cui ogni giorno compra il giornale alle 3 di mattina. Dopo qualche mese, Adriano lo nota e inizia a chiedergli pareri sui giovani talenti del Milan, portandolo anche agli allenamenti. Grazie a questa vicinanza, Beppe acquista credibilità nel mondo dei procuratori.Firma quindi i suoi primi contratti da agente con dei ragazzi delle giovanili del Milan, come Petagna e Cristante. Il suo primo ufficio è la sua Citroen C3. Poi, sotto consiglio di Mino Raiola, litiga con Galliani per il trasferimento di Cristante al Benfica. Dopo mesi, i due fanno pace e Beppe ne esce con grande autorità come procuratore.Nel 2012 apre ufficialmente a Milano GR Sports, la sua agenzia. Lo stesso anno lavora a due trasferimenti leggendari per portare Torres e Tevez al Milan, riuscendo nel primo. Il primo anno fattura €20,000, il secondo già €400,000. Continua a crescere negli anni acquisendo più assistiti, diventa il riferimento per chi vuole negoziare col Milan e sceglie degli scout di fiducia per trovare i giovani su cui puntare. Nel 2023 gestisce il trasferimento più grande di un giocatore Italiano nella storia: Tonali va al Newcastle per €80 milioni.Oggi GR Sports è l’agenzia di procuratori di calcio più grande in Italia, fattura €20 milioni, gestisce cartellini per più di €400 milioni e mantiene un approccio su misura per ogni singolo assistito: la strategia di Beppe per competere in un settore dominato da multinazionali con budget miliardari. Noi di Chapeau l’abbiamo raggiungo a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Giuseppe Riso(01:16) Da Reggio Calabria alla periferia di Milano(02:32) A 16 anni vende finestre e lavora in Posta(03:55) Un incontro a San Siro gli cambia la vita(05:07) Fa il cameriere al Giannino e conosce Galliani(06:50) Lavora con Galliani e trova i primi assistiti Petagna e Cristante(09:02) Porta la coppa della Champions a casa(10:11) Incontra Mino Raiola e litiga con Galliani(11:40) Fonda GR Sports e firma i primi contratti sul cofano (13:01) Trasferimenti di Tevez, Torres e De Jong(15:12) Montarsi la testa e ambizione(16:55) Vende Tonali per €80 milioni e porta GR Sports a €400 milioni(18:56) Assistere i giocatori nei momenti difficili e mossa più folle per un assistito(21:57) Lavorare 24h durante il calciomercato e competere con agenzie da miliardi(23:37) Come salvare il calcio italiano(25:46) L’odio verso i procuratori(28:13) Giornata tipo(29:14) Consigli
-
68
Com'è Fatta una LAMBORGHINI 🐂 Da 0 a una Macchina da €700,000
Clicca qui www.ticketresturant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred.Siamo stati i primi Youtuber nella storia ad entrare nella fabbrica di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese per scoprire come producono, personalizzano e testano tutte le loro macchine.🐂 Storia di Lamborghini Lamborghini nasce nel 1963, quando Ferruccio Lamborghini produce la sua prima auto a Sant’Agata Bolognese. Fino al ‘71 le cose vanno alla grande grazie alla Miura, prima supersportiva della storia, e alla Countach, la prima con le portiere che si aprono verso l’alto.Nel ‘72, però, i debiti costringono Ferruccio a vendere il 51% dell’azienda. Da quell’anno al ‘98, la proprietà di Lamborghini passa di mano 4 volte e il marchio del toro arriva 2 volte sull’orlo del fallimento.Nel ‘98, però, la compra Volkswagen e le vendite esplodono con modelli come Murcielago, Gallardo, Huracan e Aventador.Oggi Lamborghini è uno dei produttori di supercar più grandi al mondo, fattura €3.2 miliardi e produce più di 10,000 macchine all’anno, tra URUS, Revuelto e Temerario. 🔧 Produzione Abbiamo iniziato il tour nello studio Ad Personam, il reparto personalizzazione di Lamborghini, per scegliere il colore, gli interni, i cerchioni e tutti gli optional—compreso il carbonio—della Revuelto di Chapeau.Poi siamo passati alla produzione, che è divisa in 4 fasi:1. Creazione della scocca in carbonio: i fogli di carbonio sono posizionati negli stampi e cotti in autoclave per creare i componenti della macchina. Questi dopo sono incollati insieme per creare telaio e scocca, pronti da verniciare.2. Verniciatura: gli addetti passano la scocca in un bagno di cataforesi, una vernice antiruggine, e sigillano tutti i componenti in carbonio con il silicone. Poi si passa il primer e 4 strati di vernice. Infine, gli addetti verificano possibili imperfezioni e problemi nel colore.3. Assemblaggio: ogni giorno si assemblano 30 supercar. Il processo prevede 36 fasi e conta più di 2,000 pezzi. Per prima cosa, vengono applicati alla scocca il cablaggio e 2 motori elettrici. Intanto, gli operatori assemblano il motore a combustione che viene testato e poi unito al cambio e a un terzo motore elettrico. A quel punto, lo calano nel telaio e aggiungono interni, sedili, portiere e batteria. Infine montano marmitta, paraurti, ruote, freni e fanali.Finito l’assemblaggio, ogni macchina deve passare controlli elettronici, taratura dei sistemi e un collaudo in cabina a 130 km/h. Poi, può essere testata in strada.Ma per costruire una Lamborghini quanto ci vuole? Dalla creazione della scocca alla fine dell’assemblaggio passano 11 settimane e per fare ogni singolo sedile, prodotto con pelle italiana e realizzato a mano, servono più di 10 ore.4. Finizione: dopo l’assemblaggio, la macchina passa attraverso una tempesta d’acqua per verificare che non ci siano infiltrazioni. Gli addetti più esperti poi verificano che non ci siano imperfezioni nella carrozzeria o nella vernice in 2 tunnel di luci calde e fredde. Dopo un’ultima lucidata, la macchina può essere consegnata.Finito il tour, abbiamo anche fatto un test drive con una Revuelto da €700,000 sulle strade di Bologna…ed è stato folle ahahah(00:00) La storia di Lamborghini(01:17) Personalizzazione (Ad Personam)(03:04) Creazione della scocca in carbonio (CFK)(05:35) Assemblaggio scocca (07:27) Verniciatura (Paint Shop)(10:14) Controllo difetti e colore(11:20) Colori più richiesti e tempi verniciatura(12:23) Montaggio cablaggio e plancia (Assemblaggio)(15:02) Motore(16:48) Interni, portiere e freni(19:56) Collaudo(20:56) Sedili e selleria(23:09) Water test e controlli (Finizione)(27:44) Test drive(28:08) Come si diventa Direttore Commerciale di Lamborghini e giornata tipo(30:32) Cliente tipo, lista d’attesa e comprare una macchina da €700,000(33:09) Colori e richieste più assurde
-
67
Da Pulire i Bagni a Vendere la sua Azienda per €1.1 MILIARDI 💻 La Storia di Enrico Giacomelli
Nel 1991 il cameriere di un campeggio compra il suo primo pc. Oggi la sua azienda di informatica vale €1.1 miliardiScopri Fiscozen: https://fiscozen.it/invitoCHAPEAU50AEnrico nasce nel 1964 a Senigallia. I genitori gestiscono un bar sulla spiaggia dove Enrico inizia a lavorare come cameriere già a 12 anni. Nel 1983 prende un prestito di 320 milioni di lire e avvia la sua prima attività: un campeggio. Lì Enrico fa di tutto, pulisce i bagni e serve ai tavoliNel 1990 si laurea in scienze politiche e diventa promotore finanziario, ma non fa per lui. Apre poi una società di consulenza per aiutare i commercialisti nella dichiarazione dei rifiuti. Arriva a guadagnare 5 milioni di lire al mese e scopre l’informatica con il suo primo pcNel 1991 conosce Claudio Gabellini, uno sviluppatore informatico, e insieme lanciano Namirial. Partono con 10 milioni di lire e creano il primo software in Italia per compilare la dichiarazione dei redditiOgni sistema, come Zucchetti, funziona con moduli proprietari. Namirial si concentra allora sul vendere moduli di carta per le dichiarazioni e regala il software. Dopo aver convinto le prime banche a usare i loro sistemi, vende ai commercialistiA Giugno 1992 fattura 1 miliardo di lire al mese, nel 1994 milioni di euro. Lo stesso anno però Enrico perde suo fratello in un incidenteUna nuova tecnologia minaccia il fallimento di Namirial: le stampanti laser. Non usano moduli proprietari per stampare ma normale carta, rendendo inutile EnricoQuindi, l’azienda si reinventa e inizia a monetizzare con convegni aziendali per Direct Marketing Bancario fino al 2000, quando si tiene l’ultimo a Montecarlo con sponsor TIMQuell’anno Enrico lancia anche il primo software per compilare il 730 online e, il primo cliente di Namirial, porta un grande contratto da 1.7 miliardi di lire con FinecoLa vera svolta arriva nel 2008: la posta elettronica certificata (PEC) diventa obbligatoria in Europa. Al tempo Namirial è la più grande società a offrirla in Italia e gli affari crescono vertiginosamente. Il primo grande cliente è FinecoNel 2015, quando Namirial fattura €20 milioni, Enrico usa tutta la cassa disponibile per comprare un concorrente Austriaco che offriva il loro stesso servizio per €13 milioniNamirial raggiunge il vero successo internazionale nel 2019, quando vince una commessa globale per Allianz battendo Adobe e DocusignEnrico riceve diverse offerte per vendere l’azienda. Le prime non vanno a buon fine, ma nel 2019 chiude con Ambienta a una valutazione di €150 milioni. Con i soldi della vendita, si ricompra il 25% della societàIl 2020 è invece molto complesso per il Covid e Claudio, il socio storico di Enrico, lascia la società dopo la cessione. Subentra allora Max Pellegrini come CEODopo l’ingresso del fondo, Namirial completa altre 7 acquisizioni e in 5 anni triplica i ricavi. Nel 2025, la maggioranza della società viene acquisita da Bain Capital a una valutazione di €1.1 miliardiNel 2026, Enrico resta in Namirial con il 14% del capitale, insieme ad Ambienta, PSG e Bain. L’azienda fattura più di €300 milioni, ha 1400 dipendenti in 35 uffici, e ha appena finalizzato l'acquisizione di Signaturit(00:00) Chi è Enrico Giacomelli(01:00) A 12 lavora come cameriere (02:26) Apre un campeggio con un prestito in banca(04:37) Fonda un’azienda di informatica senza competenze(06:02) Da 0 a 1:regala il software per vendere risme di carta(07:51) Un evento tragico gli cambia la vita(08:53) Rischia di fallire per colpa di una nuova tecnologia(10:09) Si salva e chiude il primo grande contratto(11:30) Porta Namirial a €20 milioni grazie a una nuova legge(14:10) Compra il più grande concorrente per €13 milioni(15:31) Batte Adobe e Docusign(16:38) Porta Namirial a €45 milioni e prime offerte di acquisizione(18:26) Il suo socio lo lascia durante il Covid(19:41) Porta Namirial a €160 milioni(20:49) Vende a Bain per €1.1 miliardo(22:34) I numeri di Namirial oggi(24:35) Momenti più difficili(26:44) Consigli
-
66
L’Italiano Partito da una GROTTA che Ha Creato il Marchio da Palestra più Famoso al MONDO 🏋️♀️Rudy Panatta
Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.ai: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeau usa il codice CIPENSOIONel 1973 un professore di lettere lascia il lavoro per costruire macchinari da palestra in una grotta. In 50 anni sopravvive a un fallimento, allena Schwarzenegger e crea uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo. Rudy Panatta nasce nel 1951 nelle Marche. Da piccolo è molto magro, e quando nel 1968 vede le Olimpiadi, si innamora del culturismo. Inizia così a leggere riviste di bodybuilding e ad allenarsi in garage con una tavola di legno e dei barattoli di conserve.Dopo un paio di bocciature, si diploma nel 1972. Sogna di studiare scienze motorie, ma mancano i soldi e deve quindi iscriversi alla facoltà di lettere, la più vicina a casa. Nel 1973 crea il suo primo vero macchinario da palestra, un dorsy bar per allenare la schiena. Dopo qualche anno Rudy si laurea e inizia a insegnare lettere di giorno, mentre la notte continua a costruire macchine da palestra nel garage del padre.I suoi primi clienti sono i bodybuilder che conosce alle fiere, a cui consegna nel weekend girando tutta l'Italia in furgone. Intanto, non trovando affitti ad Apiro, si trasferisce in una grotta per espandere la produzione.Negli anni 80 il bodybuilding spopola grazie ad Hollywood e Arnold Schwarzenegger, e nel 1982, poco dopo la perdita del padre, Rudy fonda Panatta e compra il primo locale per far fronte agli ordini che crescono.Il brand cresce grazie ai primi export e la presenza alle fiere internazionali, e nel 1984 è leader europeo nei macchinari da palestra.L’azienda continua a crescere fino al 2003, ma il periodo seguente si rivela molto problematico. Nei primi anni 2000 cresce infatti l’interesse per il cardio, di cui Panatta si occupava poco, ed entrano in azienda direttori esterni che limitano il potere di Rudy. Panatta compra anche Air Machine, macchinari da riabilitazione, e l’operazione si rivela un grande errore.Dopo 3 anni difficili, nel 2013 Panatta propone un concordato a fornitori e banche, ma il tribunale non è d’accordo e dichiara il fallimento. Rudy decide di ripartire con una nuova azienda, in pochi mesi ha già milioni di ordini ogni mese e ripaga tutti i debiti. Dopo essere ripartito torna a progettare macchinari, lancia nuovi modelli e sostituisce quelli non funzionali ai clienti esistenti. A più di 60 anni Rudy torna sui libri per formarsi come manager e gestire l’azienda in prima persona, partendo dal controllo di gestione.Nel 2025 l’azienda di Rudy fattura €62 milioni, vende 22.000 macchinari in tutto il mondo e Panatta è uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo.Lo abbiamo raggiunto nella sua fabbrica ad Apiro, nelle Marche, per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Rudy Panatta(01:10) Scopre il culturismo per salvarsi dal bullismo(02:58) Costruisce attrezzi di notte e trova i primi clienti(04:16) Costruisce macchinari in una grotta(05:59) Da 0 a 1: lascia il posto fisso per lanciare Panatta(07:01) Perde i genitori e nessuno gli dà un euro(08:51) Diventa l’azienda di palestra più grande in Europa (e compra qualche Ferrari)(11:32) Gli errori e l’inizio della crisi di Panatta(12:57) Debiti e fallimento (14:29) Riparte da zero e arrivano ordini da milioni di euro(16:06) Riporta Panatta tra i brand più famosi al mondo(17:06) Dentro la fabbrica: come si costruiscono gli attrezzi di Panatta(21:58) I numeri di Panatta oggi e le cause con i Cinesi(23:14) Come arriva alle palestre più grandi del mondo(24:22) Offerte di acquisizione e piani futuri(25:43) Costruisce la palestra del Papa(27:35) L’incontro con Arnold Schwarzenegger(29:03) L’amicizia con Ronnie Coleman(30:34) Giornata tipo e come si allena(32:35) Consigli
-
65
Loacker: La Fabbrica di Wafer più Grande d'Italia 🍫 Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli
Nel 1924 un ventenne austriaco vende il primo wafer con la sua squadra di calcio. 100 anni dopo, la sua azienda ne vende 1 miliardo e fattura quasi €500 milioni.👉 PROMO PAC ETF con Moneyfarm ➡️ https://promo.moneyfarm.com/chapeau_promopacInvestire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d'investimento prima di procedere. I rendimenti passati così come la simulazione di rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.T&C https://strapi-site-static-assets-production.s3.eu-west-1.amazonaws.com/it/t_cs_pac_rev_19_03_2026_7a1d018b38.pdfAlfons Loacker nasce nel 1901 in Austria. A 13 anni si trasferisce a Bolzano e inizia a lavorare come pasticcere nella pasticceria Rizzi, dove scopre i wafer.Nel 1924 apre la sua pasticceria a Bolzano grazie a un prestito della famiglia che lo ospitava e inizia a produrre dolci, tra cui i wafer con la crema di nocciole di Napoli.Al tempo i wafer si vendevano in latte ingombranti. Alfons era appassionato di calcio e avvolge i dolci in carta stagnola per portarli agli allenamenti. Inventa così un nuovo packaging.Grazie ai compagni di calcio crea richiesta per i suoi wafer che inizia a vendere in ristoranti e gastronomie di Bolzano. Negli anni ‘30 le vendite decollano, ma la domanda è sempre maggiore della produzione. Quindi, dopo i primi anni duri, Loacker si sposta in una nuova sede a Bolzano.Nel 1958 entrano in azienda Armin e Christine Loacker, che la portano da bottega a industria. Grazie a un prestito in banca, comprano il primo forno automatico che impiega un solo giorno per coprire la precedente produzione di un mese. Intanto la domanda continua a crescere con il boom dell’economia Italiana, Loacker arriva così a €15 milioni.Negli anni ‘60 si spostano sul Renon e costruiscono un nuovo impianto con 2 linee produttive.Armin porta due grandi innovazioni: il flowpack che permetteva di sigillare i wafer e mantenere il gusto per più tempo, e il raffreddamento ad arco per velocizzare la produzione.Christine intanto stabilisce la rete commerciale in Italia e all’estero, partendo con un venditore di Sci, che vende in hotel e aeroporti. In quel periodo entra già nei mercati arabi.Negli anni ‘80 Loacker lancia le sue prime pubblicità iconiche con i nanetti, e passa da 6 a 50 miliardi di lire di fatturato, che tocca i €50 milioni negli anni 90.Il focus su qualità e innovazione porta al lancio di due nuovi prodotti, il pacco famiglia e i quadratini, che permette a Loacker di crescere del 10% annuo. Oggi Loacker fattura €492 milioni e confeziona più di 1 miliardo di dolci all’anno, con una quota di mercato del 50%. Inoltre distribuisce in Italia Twinings e Ovomaltina. Alla guida c'è la terza generazione della famiglia, Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli.Siamo andati a Bolzano per scoprire tutta la loro storia(00:00) Loacker: l’azienda di wafer più grande in Europa(01:02) Il fondatore Alfons Loacker parte senza soldi(02:41) Da 0 a 1: vendere wafer con la squadra di calcio(04:42) Compra il primo forno automatico e ripaga i debiti(06:28) Il nuovo packaging porta Loacker a €15 milioni(07:29) Nuova sede in montagna e nuovo sistema di raffreddamento (08:48) Un venditore di sci porta Loacker in tutto il mondo(10:05) Come nasce la pubblicità degli Gnomi e i primi mercati esteri(11:40) Due prodotti portano Loacker a €500 milioni(12:40) Momenti più difficili(13:43) Come si producono 900 milioni di wafer ogni anno(16:15) Sogni e primi ricordi di Loacker(19:21) Ingresso in azienda(20:37) Patti familiari(21:37) Rimpianti e fallimento più grande(23:14) La sconfitta contro Nutella e consigli(24:18) Loacker oggi: fatturato, vendite all’estero e quote di mercato(26:59) Come è entrato in Arabia Saudita negli anni ‘70(29:07) Da centralinista a presidente in Loacker(31:02) Errori più grandi(33:16) Giornata Tipo(35:02) Consigli
-
64
Dal CARCERE a €1.5 MILIARDI 📡 Luca Spada, Fondatore di EOLO
Un ventenne di Varese crea una rete internet per giocare ai videogiochi. 30 anni dopo, la vende per €1.5 miliardi.Scopri Startup Booster: https://startupbooster.itLuca Spada nasce a Malgesso nel 1973. Da piccolo studia elettronica da autodidatta sulla rivista Elettronica 2000. A 16 anni fonda DB Line, un’azienda con cui importa videogiochi dal Giappone, li traduce e li rivende. Intanto crea anche la sua banca dati, BBS. Si iscrive al Politecnico di Milano e, nel 1994, conosce un ricercatore italiano che lo invita negli USA. Lì scopre il vero potenziale di internet e capisce che vuole essere un imprenditore. Tornato in Italia, converte BBS in Skylink e diventa il primo internet service provider in Italia, al tempo usato da <0,1% della popolazione. Offre un servizio di posta elettronica ai 2000 utenti di BBS e inizia a spargersi la voce. Nel 1994 nasce un’azienda che porta internet nelle aziende, I.Net. Luca è il loro distributore a Varese e il miglior venditore, facendo crescere anche il fatturato di Skylink a 3 miliardi di lire. Luca vende Skylink a I.Net facendosi pagare in azioni, diventandone socio. Erano gli unici a dare accesso internet in Italia, e nel 1997 British Telecom ne compra il 33%. Nel 2000 fanno un IPO a una valutazione di €300 milioni, facendo guadagnare a Luca €10 milioni a soli 26 anni.Luca poi conosce Luca Cassia e insieme decidono di creare una rete per gamers in Italia, che chiamano Net Gamers Italia (NGI), dove offrono servizio server e messaggistica.Lanciano una rete ottimizzata per latenza, pensata per videogiocatori. Nel 2025 fatturano già €6 milioni. Si abbonano anche diverse aziende dove lavorano i gamers, che superano il numero di abbonamenti privati.Un’ampia area in Italia non era coperta da Telecom, quindi Luca ha l’intuizione di raggiungerla grazie alle onde radio. Parte da Malgesso nel 2006 e presto è in tutte le valli del nord Italia, non servite da altri provider internet. Per crescere nel 2011 cede il 45% di NGI a Elmec, a una valutazione di €40 milioni, che usa per assumere persone e installare più antenne.Nel 2015 porta Eolo anche al centro sud, dove vince 5 dei 7 bandi indetti dal governo battendo Telecom. Le onde radio in uso diventano però affollate quindi cambia spazio, acquistando per qualche milione di euro le onde del 5G che oggi valgono miliardi. Nel 2018, Eolo fattura €100 mln e attira l’attenzione di molti fondi. Searchlight Capital compra il 49% a una valutazione di €400 milioni. Lo stesso anno Luca è falsamente accusato di rubare onde radio, e passa una settimana ai domiciliari. Nel 2020, durante il Covid, il traffico raddoppia in una notte e Luca deve rinnovare le infrastrutture per gestire questo uso intenso, facendo crescere Eolo ulteriormente.Nel 2021, 40 fondi mostrano interesse per Eolo. Luca sceglie Partners Group a cui cede la società per €1.5 miliardi, ricomprandone poi il 25%.(00:00) Chi è Luca Spada(01:11) A 10 anni impara a programmare da autodidatta(02:20) A 16 anni tarocca videogiochi giapponesi per venderli in Italia(03:53) Scopre Internet negli Stati Uniti e lascia gli studi(05:35) Porta la posta elettronica in Italia e vende a I.Net(07:40) A 26 anni vende a British Telecom e guadagna €10 milioni(10:26) Lancia una rete per videogiocatori e la porta a €6 milioni(13:12) Crea un’antenna per portare internet ai suoi vicini(16:19) Fonda Eolo e monta decine di antenne (18:22) Porta Eolo a €50 milioni ma perde opportunità commerciali(21:41) Vende il 45% di NGI per accelerare la crescita(23:55) Batte Telecom e porta interned nel centro sud(25:25) Compra per primo le onde 5G in Italia (27:08) Cede il 49% di Eolo per €400 milioni (28:56) Arresti domiciliari per un’accusa falsa(30:46) Il Covid rischia di far saltare la rete(31:51) Vende Eolo per €1.5 miliardi a Partners Group(33:14) I motivi per cui ha venduto(34:49) Il rapporto con il denaro(36:30) Come investe i soldi delle exit(38:24) Consigli
-
63
La Famiglia Italiana che Fa €200 MILIONI con l’ACQUA 💧 Antonio Biella, CEO San Bernardo
Una fonte nascosta sul Colle San Bernardo ha salvato l’esercito di Napoleone nel 1800. Oggi, l’acqua di quella fonte vale €200 milioni. Scopri il conto aziendale TOT e il loro nuovo CASHBACK: https://go.tot.money/40t8kwXCon il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili.Nel 1800 Napoleone si ferma sul Colle San Bernardo mentre valica le Alpi. Trova una fonte, che gli abitanti del luogo conoscevano da secoli, dove far riprendere il suo esercito.Nel 1926 Ottavio Rovere costruisce su quella fonte uno stabilimento termale dove dissetarsi e inizia a imbottigliarla in vetro per le famiglie più ricche. Nasce l’acqua San Bernardo.Il business cresce stabilmente e nel 1981 Rovere investe circa 6 miliardi di lire per avviare la produzione di bottiglie in plastica, che diventano negli anni successivi sempre più economiche. Nel 1991 ci sono alti investimenti in produzione e marketing. Viene acquisito un secondo stabilimento ad Ormea, vanno in onda le prime pubblicità tra cui una con Nicholas Cage, e nasce il design iconico della bottiglia con le gocce ideata da Giugiaro. Nel 1993 San Bernardo viene compra da Perrier, azienda d’acqua francese, che a sua volta viene acquisita dalla multinazionale Nestlé nel 1998. San Bernardo diventa così uno dei tanti brand di Nestlé, che però smette di venderla all’estero e la indirizza verso il fallimento per dare maggiore priorità ad altre acque, come Panna e San Pellegrino. I volumi di San Bernardo negli anni seguenti calano del 50%, scendendo sotto le 100 milioni di bottiglie all’anno, e lo stabilimento di Ormea rischia di chiudere. Nel 2015 il Gruppo Montecristo, guidato dal CEO Antonio Biella, compra San Bernardo per €11,5 milioni e rilancia brand. Ma dove hanno trovato i fondi?Il Gruppo è stato fondato dalla famiglia Biella, che ha gestito il marchio di bevande Spumador dal 1888 alla vendita a Lehman Brothers nel 2005, e la famiglia Colombo, dietro l’acqua San Carlo. Oltre San Bernardo, il Gruppo Montecristo gestisce anche fonte Posina e fonte Ilaria. Antonio ha sempre sognato di fare il trader ma si è dedicato fin da ragazzo all’azienda di famiglia per aiutare il padre durante un momento di difficoltà.Dopo aver comprato San Bernardo, per prima cosa Antonio ricostruisce la rete commerciale, distrutta da Nestlé, e aumenta le vendite nella ristorazione (HORECA) e nei supermercati. Arriva a vivere per mesi in azienda pur di farla ripartire. In quel periodo riparte anche la comunicazione e stringe importanti partnership sportive, come quella con l’Inter e la Pallacanestro Cantù.Quando Gruppo Montecristo li compra, i tre marchi fatturano €29 milioni. Nel 2025, invece, superano i €200 milioni.Quindi, noi di Chapeau abbiamo incontrato Antonio a Milano per scoprire tutta la storia di San Bernardo:(00:00) Chi è Antonio Biella(01:06) Come nasce Bernardo e il ruolo di Napoleone (02:17) Prime bottiglie in plastica e pubblicità (04:48) Nestlé compra San Bernardo e rischia di farla fallire(05:53) Il Gruppo Montecristo compra San Bernardo (07:17) La storia del Gruppo Montecristo: Spumador, Lehman Brothers ed exit milionaria(08:46) Portare San Bernardo da 100 a 600 milioni di bottiglie: ristoranti, supermercati, estero(11:50) Sponsorizzare l’Inter(13:24) I numeri di San Bernardo oggi(15:34) Infanzia in azienda e entrare in San Bernardo per salvare l’azienda(17:05) Prima vendita e percorso in San Bernardo(18:05) Momenti più difficili(19:28) Come capire se un’acqua è buona(20:41) Consigli
-
62
L’Italiana che ha Creato la Moleskine e l’ha Venduta per €506 MILIONI 📕 Maria Sebregondi
Vai su http://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per accedere a una promo esclusiva di Edenred ed iniziare a ottenere tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant EdenredMaria Sebregondi nasce nel 1949 a Genova. Cresce tra Roma e Napoli, dove studia filosofia e lavora nei consultori.Dopo 10 anni a Napoli, torna a Roma come traduttrice di soap opera straniere. Lì incontra Francesco Franceschi, fondatore di Modo&Modo, e il suo commerciale Fabio Rosciglione. Nel 1994, mentre sono in vacanza in Tunisia, i tre amici iniziano a pensare di fondare un’azienda. Maria, mentre leggeva un libro di Chatwin, scopre che lo scrittore usava un’agenda dal design particolare, la stessa di Picasso, Matisse e Hemingway. Questa, però, non erano più in commercio.Lei decide quindi di iniziare a produrre questo stesso taccuino, dopo un attento studio su forme e materiali, pensati per assomigliare a un libro. Nel 1997 nasce ufficialmente Moleskine.Grazie ai contatti dell’azienda precedente di Franceschi, Moleskine riesce da subito a vendere i taccuini nelle migliori librerie del mondo vicino alle casse, partendo da Feltrinelli fino a FNAC e Barnes & Noble. L’agenda era come un libro ancora da scrivere.Nel 2006 Moleskine fattura €20 milioni grazie a distribuzione, passaparola e soprattutto internet. Infatti nascono presto gruppi online dove il taccuino è un oggetto di culto, creando ambassador spontanei in tutto il mondo. Lo stesso anno Franceschi vende Moleskine a Syntegra Capital di Société Générale e Maria diventa azionista. Il brand apre in nuovi mercati, lancia i Moleskine Cafè, sviluppa un’app con Evernote e Adobe e si espande in nuovi prodotti come penne e pelletteria.Nel 2013, quando l’azienda fattura €87 milioni, viene quotata in borsa a €2,3 ad azione. Dopo la quotazione il titolo crolla del 30% e inizia un periodo difficile, superato grazie a nuovi mercati e prodotti. Nel 2016, il gruppo Belga D'Ieteren compra Moleskine per €2,42 ad azione, per un valore di €506 milioni. Dopo l’acquisizione, Maria lascia la società.Nel 2018 il fatturato di Moleskine tocca i €180 milioni, mentre si attesta a €122 milioni nel 2024. Oggi, Maria gestisce la Fondazione Moleskine, che si occupa di volontariato per creativi in paesi in via di sviluppo.(00:00) Chi è Maria Sebregondi(01:00) Scappa a Napoli per amore e traduce Soap Operas(02:32) Inventa il taccuino più famoso del mondo: nasce Moleskine(05:16) Vendere i primi taccuini alla Feltrinelli(07:40) Come entra nelle librerie più importanti del mondo(09:03) Porta Moleskine da 0 a €20 milioni in 9 anni(12:14) Société Générale compra Moleskine per €60 milioni(13:48) Si quota in Borsa Italiana ma perde il 30% del valore(14:55) Vende Moleskine a un industriale Belga per €506 milioni(16:06) Come vende taccuini durante l’era digitale(17:16) Giornata tipo(18:17) Errore più grande(19:34) La vita dopo Moleskine(20:36) Consigli
-
61
La VERA Storia di Sergio Marchionne: Ha Salvato o DISTRUTTO la FIAT?
Un manager Italiano entra in FIAT quando perdeva €5 milioni al giorno. In 14 anni compra Chrysler, quota Ferrari e porta FCA a valere €80 Miliardi, ma potrebbe aver condannato il futuro dell'automobile in Italia per sempre. Questa è la storia di Sergio Marchionne.Sergio Marchionne nasce nel 1952 a Chieti e a 14 anni si trasferisce a Toronto con la famiglia. Nel 1975 inizia l’Università e prima dei 30 anni ottiene già 3 lauree in filosofia, commercio e giurisprudenza. Nel 1985 entra in Deloitte come avvocato e si occupa di fisco e bilanci aziendali. Nel 1989 inizia a lavorare nel Lawson Mardon Group, una società canadese che produce imballaggi e packaging. Qui inizia come controller fino a diventare Direttore dello Sviluppo. A seguito di una mancata promozione si licenzia, passa prima alla Glenex Industries come Vice President e poi alla Aucklands LTD come CFO.Forte di questa esperienza, nel 1992 torna alla Lawson Mardon come CFO e nel 1994 ne gestisce l’acquisizione da parte di Alusuisse Lonza. Nel 1997 viene promosso a CEO, riorganizza il Gruppo e si concentra sulla lavorazione dell’alluminio. Prova anche una fusione tra produttori di alluminio francesi e canadesi, ma viene bloccato dall’antitrust. A questo punto vende la divisione dell’alluminio ad Alcan e si concentra sulla produzione chimica.Nel 2001 l’azienda torna in salute e gli è affidata la guida di SGS, i cui utili raddoppiano, e lì viene notato da una famiglia di azionisti molto particolare che lo riportano in Italia, gli Agnelli.Entra quindi in una FIAT in forte crisi, che perdeva €6 miliardi all’anno ed era fortemente indebitata. Deve rilanciare l’azienda, introduce il World Class Manufacturing per ottimizzare i processi e, grazie a un accordo pregresso, riceve €2 miliardi da GM che evita di acquistare la FIAT e fallire definitivamente.Il risanamento sembra compiuto. Nel 2005 FIAT tocca i €52 miliardi di fatturato e lancia nuovi modelli iconici come 500 e Panda. Durante la crisi del 2008 compra anche il 20% di Chrysler in cambio di know-how produttivo.Nel 2010 Marchionne annuncia Fabbrica Italia, un progetto per rilanciare la produzione in Italia che però presto fallisce. Nel 2014 FIAT completa l’acquisto del 100% di Chrysler, con cui condivide tutta la produzione, per diventare un player globale: il gruppo FCA.Lo stesso anno Marchionne scorpora Ferrari da FIAT e la quota in borsa con grande successo con una capitalizzazione di €9 miliardi. Si dice che Sergio abbia anche giocato un ruolo attivo nel portare Ronaldo alla Juventus.Nel 2018, in seguito a un’operazione alla spalla, il manager muore dopo una lunga malattia. Quell’anno FCA e Ferrari arrivando a valere €80 miliardi, consacrando ufficialmente il miracolo di Marchionne. (00:00) Chi é Sergio Marchionne(01:00) Emigra in Canada e lavora con il padre(02:40) Prende 3 lauree prima dei 30 anni(03:47) Inizia a lavorare come revisore e in 7 anni diventa CFO(05:19) Torna in Lawson Mardon e gestisce l’acquisizione da un colosso svizzero(06:32) Diventa CEO e rivoluziona Alusuisse(08:21) Conosce gli Agnelli ed entra in FIAT(09:30) Rilancia la produzione e diventa nemico dei sindacati(11:59) Prende €2 miliardi da General Motors per non comprare FIAT(13:07) FIAT fattura €1 miliardo e lancia nuovi modelli(14:43) FIAT salva Chrysler dal fallimento nella crisi del 2008 e rimborsa tutti i debiti(17:02) Il fallimento di Fabbrica Italia(18:02) Abbandona l’Italia e Compra il 100% di Chrysler (19:14) Crea FCA e porta il fatturato a €115 miliardi(20:48) Quota Ferrari in borsa e porta Ronaldo alla Juventus(22:47) I risultati di Marchionne: FIAT passa da €5 a €80 miliardi (24:30) Stellantis e il futuro dell’automobile in Italia
-
60
Il Nuovo Miliardario Italiano: a 33 Anni ha Perso TUTTO, oggi è uno degli Uomini più Ricchi d’Italia 🇮🇹 Filippo Ghirelli
Scopri Odoo oggi https://www.odoo.com/r/pian per gestire al meglio il tuo HR!Gestisci centinaia di milioni in investimenti immobiliari, poi degli uomini armati entrano nel tuo ufficio e ti sequestrano tutto. Devi ripartire da zero e in 10 anni diventi miliardario. Questa è la storia di Filippo Ghirelli.Filippo nasce a Roma nel 1980. Studia ingegneria civile all’Università di Roma Tre e inizia a lavorare in Astaldi, multinazionale di grandi costruzioni, dove progetta ponti. In queste prime esperienze lavorative viene mandato a controllare i cantieri in Guinea e Turchia.Nel 2005 inizia a lavorare nel Gruppo De Angelis, una grande società edile, dove si concentra sulla costruzione e manutenzione di hotel e supermercati.Nel 2009 però il suo capo scompare improvvisamente, quindi Filippo si licenzia per avviare la sua società. Inizia così a gestire un grosso progetto immobiliare della sua famiglia per costruire un centro commerciale.In quegli anni costruisce diverse infrastrutture in Marocco e Nord Africa, ma durante la primavera araba la sua società viene sequestrata con tutti i suoi beni. Deve quindi ripartire da zero.Nel 2014 torna in Italia. Inizialmente ristruttura appartamenti, poi si dedica al fotovoltaico e approfondisce l’efficientamento energetico. Avvia così Genera Group, un gruppo che arriva a valere oltre €300 milioni, con cui rinnova gli impianti energetici dei clienti e guadagna una percentuale dei loro risparmi sulle bollette.Nel 2017 vende il 49% di Genera al fondo tedesco Ikav, lo riacquista nel 2020 e poi cede il controllo al fondo Svizzero Susi Partners, uscendo completamente dal capitale di Genera nel 2024.Nel 2021 Filippo lancia una nuova società, Mareterra. Con questa compra per $165 milioni il 25% di Nayara, la seconda raffineria più grande dell’India. La guerra in Ucraina fa crollare il prezzo del petrolio, facendo crescere i margini di Nayara, che può così comprare grezzo a basso prezzo e rivendere a valore di mercato. Nel 2024, quindi, la quota di Mareterra arriva quindi a valere $1.1 miliardi.Nel 2024 Filippo fonda Infracorp, società che si concentra su 4 filoni: energia, data centers, trasporti e spazio. Filippo ha già comprato diversi aeroporti privati in Italia, come quello di Albenga, per efficientare la produzione energetica, creare una nuova rete di trasporto aereo e gestire lo smaltimento di velivoli a fine vita.Nel 2018 Filippo ha anche aperto Sophrance, società finanziaria per gestire il suo patrimonio e i suoi investimenti personali.Nel 2025 Filippo è stato l’unico imprenditore a entrare nella lista dei miliardari italiani senza ereditare un patrimonio.Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia. (00:00) Chi è Filippo Ghirelli(01:00) Viene mandato in Guinea a 20 anni(02:53) Entra nel Gruppo De Angelis(04:04) Apre la prima azienda durante la crisi(05:22) Perde tutto durante la primavera araba(06:31) Riparte da zero(07:56) Porta Genera Group a €300 mln e vende a un fondo(09:44) Diventa miliardario con Mareterra(12:31) Fonda Infracorp e investe in 60 progetti(15:46) Compra 20 aeroporti in Italia(18:19) La sua logica di investimento(19:49) Le banche italiane falliranno(21:20) Il suo rapporto con il denaro(22:49) Giornata tipo(24:42) Le sue paure oggi(26:26) Consigli e segreti per negoziare—Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
59
Il Fallimento della Catena di Hamburger più grande d’Italia 🍔 L’Ascesa e il Declino di Burgez
Nel 2023 hai una delle catene di fast food più grandi d’Italia e fatturi decine di milioni. 1 anno dopo sei sommerso dai debiti e dichiari fallimento. Poi, riparti da zero. Questa è la storia di Simone Ciaruffoli, fondatore di Burgez. Scopri Tot: https://go.tot.money/4sZh8HP e usa il codice chapeaux3 per 3 mesi GRATIS sui piani mensili!Simone Ciaruffoli nasce a Fano nel 1970. A scuola fatica, ma diventa una stella dell’atletica: vince i nazionali e stabilisce record. A 23 anni si infortuna e decide di smettere di correre, ma il padre, che da 5 anni gli faceva da allenatore, non lo accetta e i 2 chiudono i rapporti per anni. Inizia così una lunga serie di lavori. Prima alle Canarie, dove cerca clienti per un resort. Nel 1996 torna nelle Marche e lavora in fabbrica scartavetrando spoiler per la Renault. Si mette in proprio vendendo il servizio alla fabbrica, ma l’azienda internalizza la funzione e resta senza lavoro. Passa quindi tra mercato del pesce, sicurezza di pareti rocciose e pulizia dei silos di zucchero per Eridania.A quel punto, però, un amico lo porta in una biblioteca di Fano, dove scopre il cinema. Così, di giorno lava piatti a Roma e di notte scrive per riviste. Poi vince un concorso, pur senza il diploma richiesto, ed entra in Magnolia facendo l'autore per SOS Tata. Nello stesso stabile diventa autore di Camera Café.Nel 2007 diventa direttore creativo in OVO, una casa di produzione di Milano. Lì, cucinando per i colleghi, inizia ad appassionarsi di cibo e nel 2014 decide di diventare imprenditore. Senza soldi, dorme sul divano della socia e studia hamburger tutto il giorno. Nel 2015 raccoglie €50,000 e apre Burgez: fattura da subito 1,000€ al giorno, ma il locale ne è costato €200,000 e deve restituirne €26,000 al mese.Il brand si distingue per due cose: il formato smash burger e la comunicazione irriverente che prende in giro prodotto e clienti. Così, in pochi mesi diventa virale e arriva da Barbara D’Urso e alla Zanzara. Nel 2019 supera i €4 milioni di fatturato e rifiuta offerte da €25 milioni, inclusa una di Mc Donald’s.Nel 2021, durante il Covid, grazie al formato pensato per il delivery tocca i €13 milioni.A quel punto apre 10 negozi facendo debiti milionari decine di milioni, con l'obiettivo di provare che il suo modello funziona e di massimizzare la valutazione di Burgez in vista dell'investimento di un fondo. Nel 2022, però, la guerra in Ucraina fa salire i costi e i fondi si ritirano. Nonostante le vendite crescano, nel 2024 ha €5 milioni di debiti.Così nel 2025 Simone è costretto a vendere Burgez a Obicà per €1.3 milioni salvando marchio e dipendenti, ma fallisce personalmente.Lo stesso anno lancia Lovemarker, piattaforma per acquistare marchi e punti vendita food & beverage.Quindi, l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Simone Ciaruffoli(01:10) Infanzia e campionati di atletica(03:08) Chiude i rapporti con il padre e va alle Canarie(04:46) Lavora in fabbrica e lancia la sua prima azienda(06:34) Entra nel mondo della TV e diventa autore di Camera Café(09:29) Fonda Burgez(10:56) Raccoglie €50,000 e apre il primo negozio(12:57) La comunicazione assurda di Burgez lo porta a €4 milioni di fatturato(15:35) Offerte di acquisizione e nuove aperture(17:08) Il Covid e le prime difficoltà(18:43) Si indebita per aprire 10 punti vendita(20:40) Non riesce a pagare i debiti e fallisce(22:18) Liquidazione e rimanere con €100 in tasca(24:40) Errori e vita dopo il fallimento(26:41) La nuova azienda di Simone: Lovemarker(28:31) ConsigliCopertina: PolidesignEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi.
-
58
Il RE dell'Intimo da Mezzo MILIARDO 👙 Gianluigi Cimmino Fondatore & CEO Yamamay, Fondatore Carpisa
Scopri Hostinger su https://hostinger.com/chapeaucodice con il codice CHAPEAU al checkout hai il 10% di sconto. Nel 2001 un ragazzo napoletano di 26 anni rifiuta uno stipendio da €200 mila euro per trasferirsi in provincia di Varese e lanciare un brand di intimo. Oggi quell’azienda fattura mezzo €miliardo e ha vestito Jennifer Lopez e Cristiano Ronaldo.Gianluigi Cimmino nasce a Roma nel 1973 ma cresce a Napoli, dove la famiglia si trasferisce per seguire il lavoro del padre, che poco dopo fonderà Original Marines.Durante l’università alla Federico II studia economia, ma nel frattempo fa di tutto: organizza feste, lavora come barista e aiuta la madre in negozio.Dopo la laurea lavora come agente di commercio per diversi marchi di moda, finché incontra Sandro Veronesi ed inizia a seguire Calzedonia per alcuni anni.Nel 2000 si iscrive a un master alla Cornell University, negli Stati Uniti. Lì scopre Victoria’s Secret e rimane colpito: capisce che in Italia il mercato dell’intimo femminile moderno praticamente non esiste.Quando torna riceve un’offerta da oltre €200 mila euro l’anno per restare in Calzedonia, ma la rifiuta per creare qualcosa di suo.Nel 2001, a 26 anni, si trasferisce da Napoli a Samarate, in provincia di Varese. Conosce la famiglia Garda, già produttori di intimo, e insieme fondano Yamamay dividendo la società al 50%.Nello stesso periodo rileva anche Carpisa, allora un piccolo negozio di pelletteria, insieme a una famiglia di imprenditori napoletani. L’idea è diventare il marchio di riferimento della valigeria accessibile in Italia, un mercato ancora vuoto.Cimmino si concentra su marketing e distribuzione. Il primo anno fattura €2,5 milioni. Yamamay inizia a distinguersi soprattutto per i reggiseni e che passano al centro dell’identità del brand.Il passo successivo è creare una rete produttiva internazionale: più lenta del previsto.Nel 2009 acquisisce Jaked, marchio tecnico da nuoto ad alte prestazioni, che porta a circa €7 milioni di fatturato.Nel 2012 fonda Pianoforte Holding, con l’obiettivo di riunire tutti i brand sotto un’unica struttura.Negli anni successivi utilizza una strategia di licensing con celebrità globali per crescere. Nascono collaborazioni con Jennifer Lopez, Cristiano Ronaldo, Emily Ratajkowski e Rose Villain, ottenendo enorme visibilità con investimenti relativamente contenuti.Il gruppo si espande rapidamente e supera centinaia di €milioni di ricavi.Diventa in quegli anni anche sponsor di Miss Universo, dove conosce Donald Trump e lo frequenta fino alla sua elezione.Poi arriva il Covid: Carpisa soffre molto il blocco dei viaggi e viene sostenuta finanziariamente dalle altre società sorelle.Oggi il gruppo fattura circa €500 milioni di euro, conta circa 500 negozi e Yamamay e Carpisa fatturano ciascuna circa €150 milioni.Siamo andati nei suoi uffici a Gallarate per farci raccontare tutta la sua storia:(00:00) Chi è Gianluigi Cimmino(01:05) Studia a Napoli e ingresso in Calzedonia(03:28) Rifiuta €200 mila euro per fondare un brand di intimo sexy(04:41) Investe tutto per lanciare Yamamay(06:56) Fonda Carpisa e apre i primi 20 negozi(08:45) Si concentra sui reggiseni e crea la prima rete di produzione(09:47) Rischia di fallire durante il Covid e prende €50 milioni di debito(10:48) Fa serata con Donald Trump a casa sua(12:31) Lancia linee con i VIP più famosi al mondo a costo €0(15:42) I numeri di Yamamy e Carpisa oggi: €500 milioni di fatturato e i mercati principali(17:04) Come si lancia una nuova linea e giro negli uffici(18:27) Offerte di acquisizione ed errori(19:52) Compra Jaked ma c’è uno scandalo ai mondiali(22:09) Lancia una catena di ristoranti con Sophia Loren(24:14) Fa un secondo investimento nella ristorazione: SPUN(25:15) La giornata tipo di Gianluigi(26:36) Le soddisfazioni più grandi(27:47) Consigli
-
57
La più Grande Azienda di YACHT al Mondo è ITALIANA 🛥️ Giovanna Vitelli, Azimut Benetti
La più grande azienda di mega yacht al mondo è italiana e si trova sulle Alpi. Oggi fattura €1.5 miliardi, ma tutto ha inizio 57 anni fa grazie a un 21enne di Torino. Scopri Startup Booster https://startupbooster.itPaolo Vitelli nasce a Torino nel 1947. Mentre studia Economia all’Università, inizia a guadagnare aprendo una discoteca a Torino e affittando barche a vela in Liguria.Con questi primi soldi fonda Azimut nel 1969, inizialmente un concessionario per noleggio di barche. Già nel 1970 riceve l’esclusiva per Amerglass, un marchio olandese di imbarcazioni in vetroresina, nel mercato italiano.Nel 1975 disegna la sua prima barca, l’AZ 43 Bali, e 2 anni dopo l’AZ 32, la prima in assoluto col tettuccio apribile. Grazie alla vetroresina, poi, Paolo riesce a produrre un maggior numero di barche e a proporre prezzi più bassi rispetto ai competitor—tanto che negli anni 70 l’AZ 32 viene chiamata la “Ford T dei Mari”.Inoltre, se fino ad allora quasi tutti gli yacht sembravano delle navi mercantili, Paolo è anche il primo a produrre barche con un design moderno. Così negli anni 80 nascono modelli iconici come il Failaka 105, la prima barca oltre i 30 metri in vetroresina.Negli anni 80 Paolo apre la sede americana a Fort Lauderdale, in Florida, e presto vende agli uomini più ricchi del mondo, come i Rockefeller e gli Onassis.Nel 1985 compra il cantiere Benetti, uno dei più prestigiosi e antichi produttori di megayacht al mondo che stava fallendo dopo una commessa andata male. Rilancia il brand, introduce la vetroresina e inizia a produrre mega yacht in metallo. Poco dopo acquista anche i cantieri di Livorno, Viareggio e Fano.Nel 2000 Azimut|Benetti diventa il più grande produttore di mega yacht al mondo. 3 anni dopo Paolo riceve un’offerta di acquisizione e considera seriamente di vendere l’azienda.A quel punto la figlia Giovanna, 29enne che lavorava in una grande società legale ma lo aveva affiancato in Azimut da quando era bambina, decide di entrare in azienda. Lì inizia a seguire marketing e stesura dei contratti legali. 12 anni dopo diventa Vice Presidente di Strategia e Sviluppo Prodotto e nel 2023 diventa presidente del Gruppo. Dal 2020 al 2025 il fatturato di Azimut|Benetti passa da €840 milioni a €1.5 miliardi perché Paolo e Giovanna innovano il design delle barche, abbassando la prua e la rendono più aperta e abitabile.Oggi Azimut|Benetti è la più grande azienda di mega yacht al mondo, primato che detiene da 26 anni, e dal 2023 Giovanna è a capo dell’azienda. Quindi, siamo andati nella loro sede di Avigliana per incontrarla e scoprire tutta la loro storia:(00:00 Azimut|Benetti: la più grande azienda di mega yacht al mondo(01:00) Il fondatore Paolo Vitelli: trovare i soldi e fondare l’azienda(02:05) Da 0 a €200 milioni di fatturato: come fanno a crescere negli anni 80(04:01) Diventare la barca dei più ricchi al mondo (05:36) Comprare Benetti, il cantiere di super yacht(08:21) Offerte di acquisizione e ingresso di Giovanna in azienda(11:09) Ricordi e insegnamenti del padre(14:02) Arrivare a €1.5 miliardi di fatturato(16:02) I numeri di Azimut|Benetti oggi(17:58) Il cliente tipo, gli yacht di Ronaldo e Ibrahimovic(19:03) Tempi di attesa per yacht da 70 metri(20:21) Momenti più difficili(21:53) Investimenti: Tamburi e Arabia Saudita(23:27) Giornata tipo(24:38) Consigli e vantaggi dell’Italia Copertina: PolidesignEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️
-
56
Si Drogava tutti i Giorni, poi è Diventato MILIONARIO Vendendo la sua Azienda a Bending Spoons
Al liceo Pietro fa uso di sostanze tutti i giorni, poi una chiamata gli cambia la vita. 15 anni dopo vende la sua startup a Bending Spoons e diventa milionario. Scopri Odoo: https://www.odoo.com/r/DQtPietro Marchetti nasce nel 1991 ad Abano Terme, in provincia di Padova. La madre è insegnante di arte e il padre Maresciallo dell’Aeronautica. Dopo i primi 2 anni di liceo classico, Pietro inizia a fare uso di qualsiasi tipo di dr*ga e vive gli anni più difficili della sua vita.5 anni dopo la madre della sua ragazza chiama i suoi genitori e racconta loro cosa sta succedendo. Così inizia poi un percorso al SERT e riesce ad uscire dalla dipendenza.A 21 anni Pietro inizia qualche lavoretto al mercato ittico ma non è contento, quindi segue un corso della Regione sul web marketing, inizia un percorso di crescita personale e passa mesi a studiare marketing giorno e notte.Così nel 2015 trova i suoi primi clienti e si mette in proprio, aiutando aziende e professionisti come Filippo Ongaro, il medico degli astronauti, a fare marketing e comunicazione. Il suo modello di business è particolare: invece di farsi pagare in modo "tradizionale", lavora in cambio di quote societarie e si fa dare una % dei profitti che genera. Nel 2018 si stanca della vita da libero professionista e fonda Sensual Dance Fit, un'azienda di scuole di ballo, con Caroline Smith di Ballando con le Stelle. Lì si occupa di far crescere il marchio in franchising e arriva a più di 200 scuole in Italia. Nel 2022 lancia Humamy, una startup che prepara e consegna cibo vegano surgelato, insieme al fratello Marco e sua moglie. Parte dal suo garage ad Abano Terme e il primo anno raccoglie €315,000 per investire in forni e migliorare la logistica. Una sera Luca Ferrari, CEO & Co-founder di Bending Spoons, è a cena da Paolo De Nadai, Co-founder di ScuolaZoo e WeRoad. Lì assaggia un piatto di Humamy e se innamora.Così nel 2023 Bending Spoons compra Humamy e Pietro diventa multimilionario ad appena 31 anni. Dopo aver venduto Humamy, Pietro si trasferisce a Londra, incontra l'amore della sua vita, ha un figlio e si dedica a Pakira: l'azienda con cui gestisce i suoi progetti di marketing e comunicazione con le aziende.Quindi noi di Chapeau l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Pietro Marchetti(01:05) Infanzia(02:06) Inizia a fare uso di sostanze a 15 anni(03:07) Perché comincia a fare uso e impatto sulla sua vita (05:53) Come esce dalla dipendenza(08:17) Ripartire dopo la dipendenza: Università e primi lavori(09:51) La chiamata che gli cambia la vita: come arriva a studiare marketing e pubblicità(12:53) Si mette in proprio e trova i primi clienti(15:27) Fonda Sensual Dance Fit con Caroline Smith(17:17) Fonda Humamy(18:17) Raccoglie i primi €315,000 (19:37) Vende Humamy a Bending Spoons e diventa milionario a 31 anni(20:57) Come cambia la vita dopo la vendita(22:25) Errori più grandi(25:01) Giornata tipo (26:54) ConsigliEditing: Seequence—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
55
L'Italiana che ha Raccolto €20 MILIONI per Risolvere il Problema della Salute Mentale 🧠 Silvia Wang, CEO & Co-founder di Serenis
Questa settimana abbiamo un episodio speciale: la chiacchierata che abbiamo fatto con Silvia Wang all'Italian Tech Week. Silvia Wang è CEO & Co-founder di Serenis, una delle startup di psicologia online più grandi d'Italia, che ha raccolto più di €20 milioni.Ci ha raccontato la sua storia, come ha fatto a creare Serenis da zero e il futuro del settore della salute mentale. Facci sapere cosa ne pensi e ci vediamo martedì col prossimo episodio ❤️
-
54
Il RE di Internet Salvatore Aranzulla 💻 Ha Costruito un Sito da €8 MILIONI Partendo da ZERO
A 12 anni Salvatore Aranzulla inizia a programmare in un paesino siciliano di 1000 abitanti. Oggi fattura €8 milioni con Aranzulla.it, il sito che tutta Italia usa per trovare risposta a qualsiasi domanda. Scopri Tot con uno sconto SPECIALE: https://go.tot.money/4jOnuWASalvatore Aranzulla nasce nel 1990 a Mirabella Imbaccari, in Sicilia. La madre è casalinga, il padre infermiere. A 11 anni scopre il computer mentre è a casa del cugino, ed è amore a prima vista. Dopo aver convinto i suoi a comprargliene uno, Salvatore passa giorno e notte a studiare informatica e i genitori dei compagni di scuola gli chiedono sempre più spesso di aiutarli a capire come usarlo. Così nel 2002 crea Mirabilweb: la sua prima newsletter per rispondere a tutte le loro domande. In poco tempo arrivano le prime centinaia di iscritti, ma dopo un attacco hacker rischia di perdere tutto. Quindi Salvatore approfondisce la sicurezza informatica e trova decine di bug nei principali siti in Italia, tra cui Google e Poste Italiane. 2 anni dopo, nel 2004, abbandona la newsletter per lanciare Salvatore-Aranzulla.com, il suo primo vero blog in cui dà risposte a domande di tecnologia.Nel 2008 avvia la monetizzazione del sito, che contava 300'000 visitatori mensili, guadagnando circa €1 ogni 1'000 visite. Inizia intanto a collaborare con Virgilio e Libero: il suo blog viene integrato nelle loro pagine di tecnologia in cambio di una parte dei ricavi pubblicitari. Il sito continua a crescere e nel 2008 Salvatore si trasferisce dalla Sicilia a Milano per studiare alla Bocconi, pagando la retta coi soldi guadagnati grazie a Aranzulla.it.Poco dopo viene ricoverato in ospedale, e mentre è in convalescenza crea il sistema dei titoli: un algoritmo per trovare gli argomenti più interessanti per gli italiani e i più pagati dagli inserzionisti. Anche grazie a questa tecnologia, il sito raggiunge decine di milioni di visitatori al mese. Così dal 2019 ad oggi Aranzulla.it ha generato più di €2 milioni di profitti ogni anno, è stato visitato da decine di milioni di italiani e nel 2024 ha generato più di €8 milioni di fatturato senza neanche un dipendente.Questo sistema però negli ultimi anni è stato minacciato dall’arrivo dell’AI: sempre più utenti usano strumenti come ChatGPT e le visite di molti dei siti più visitati al mondo vanno a picco. Per risolvere questo problema, oggi punta sempre di più sull’arbitraggio delle affiliazioni: Salvatore paga delle pubblicità per portare utenti su Aranzulla.it, dove possono comprare prodotti tramite link affiliati. Così Salvo guadagna dalla differenza tra le commissioni sulla vendita e il costo della pubblicità per portare utenti sul sito.Quindi noi di Chapeau l'abbiamo raggiunto a Milano per scoprire tutta la sua storia: (1:00) Chi è Salvatore Aranzulla(1:11) Infanzia e primo computer(2:57) Impara l’informatica da autodidatta(4:07) Crea la prima newsletter(5:37) Perde tutto per colpa di un hacker (6:56) Crea il primo blog e inizia a monetizzare(8:13) Collaborazione con Virgilio.it(9:35) Trasferirsi a Milano dalla Sicilia(10:44) Va in ospedale e sviluppa il Sistema dei Titoli (12:37) Come fattura il primo milione (13:37) Come fa soldi Aranzulla.it (14:44) La pubblicità di Black Mirror in un mattatoio(15:48) I numeri di Aranzulla.it oggi(19:04) Perché non raccoglie fondi?(20:24) Le offerte di acquisizione milionarie(22:00) L’AI farà fallire Aranzulla.it?(25:05) Quali lavori saranno sostituiti dall’AI?(26:30) Giornata tipo(29:32) Palestra(30:57) Dieta(32:11) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️
-
53
L'Uomo dietro la Finanza Italiana: Ha Investito €3 MILIARDI in Moncler, OVS e Bending Spoons
Dietro la finanza italiana c’è un investitore romano che gestisce €3 miliardi e ha investito nei marchi più famosi d'Italia. Scopri gratis lo Startup Builder https://www.startupbuilder.it/Giovanni Tamburi nasce a Roma il 21 Aprile 1954. Studia Economia all’Università Sapienza di Roma e si laurea col massimo dei voti. Nel 1975, terminati gli studi, inizia a lavorare come consulente finanziario in S.O.M.E.A., una società di consulenza economica, dove resta 2 anni. Nel 1977 entra nel Gruppo Bastogi, una delle più grandi holding finanziarie e immobiliari d'Italia, come Assistente del Direttore Generale. Nel 1980 entra come Analista in Euromobiliare, una delle prime banche d'Investimento d'Italia e la prima ad investire in piccole e medie imprese italiane. In 10 diventa Amministratore e Vicedirettore Generale di Banca Euromobiliare. In questo periodo, Giovanni sviluppa importanti relazioni personali con grandi famiglie imprenditoriali italiane e affina la capacità di valutare le aziende, che gli tornerà molto utile in futuro.Segue una breve parentesi nel mondo dell’istruzione come Professore di Finanza Straordinaria nelle università LIUC e LUISS, e poi nel Ministero del Tesoro dove contribuisce alla stesura della legge che, nel 1992, dà inizio alle privatizzazioni di alcune delle più grandi aziende italiane—tra cui IRI, Enel, Eni, Telecom e decine di altre aziende. Nel 1992, dopo aver ricevuto diverse richieste di gestire operazioni di fusione ed acquisizione dai suoi vecchi clienti, Giovanni decide di creare una società per occuparsene: Tamburi & Associati.Mentre in Italia nascono i primi fondi di Private Equity, nel 99 Giovanni decide di fondare Tamburi Investment Partners, una società che investe nelle aziende italiane di maggiore successo con un orizzonte di lungo periodo, per aiutarle a crescere. Così guadagna dall'aumento delle quote delle società in cui investe e dai dividendi che distribuiscono—e non deve vendere le sue partecipazioni a differenza dei fondi tradizionali. Nel 2005 quota T.I.P. sul mercato STAR di Borsa Italiana e negli anni seguenti investe nei più grandi brand italiani: OVS, Moncler, Bending Spoons, Azimut Benetti, Alpitour, Amplifon e moltissimi altri. Oggi Giovanni è il più grande investitore italiano, dalla fondazione di TIP ad oggi ha investito più di €3 miliardi e dal 2015 al 2025 ha generato un ritorno medio annuo del 21%—bettendo persino Warren Buffett.Quindi noi di Chapeau l'abbiamo raggiunto nei suoi uffici di Milano per scoprire la sua storia, farci raccontare i suoi più grandi investimenti e il suo più grande rimpianto: (00:00) Chi è Giovanni Tamburi(01:00) Infanzia e primi lavori(02:50) Carriera in Euromobiliare(04:19) Anno sabbatico e privatizzazione Eni e Enel(06:38) I suoi 3 mentori e i loro insegnamenti(07:57) Si mette in proprio e fonda T.amburi & Associati(09:27) Fonda TIP e scoppia la bolla di internet (12:07) Il primo grande investimento: Interpump(13:50) Investimento in Amplifon(15:47) Incontro con Remo Ruffini e investimento in Moncler(19:08) Investimento in OVS e la chiamata con Stefano Beraldo(21:51) Il più grande rimpianto e i numeri di TIP oggi(23:31) Cos'hanno in comune i più grandi imprenditori (24:30) Come risolvere i problemi delle startup italiane(26:06) Trasformare 15 milioni in 300 miliardi investendo in Bending Spoons(28:44) L'AI è una bolla(30:37) Giornata tipo(32:37) Consigli(34:00) Cosa farebbe se avesse 25 anni + libri da leggere—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.
-
52
Il RE delle Polo: l’Italiano che Ha Creato un Marchio da €200 MILIONI con una Modella Argentina 👕
Un ragazzo romano molla un lavoro da €600.000 per fondare un’azienda di moda con una modella argentina. Oggi ha uno dei marchi di polo più grandi al mondo e fattura più di €100 milioni. Scopri Odoo https://www.odoo.com/r/NSsH Lando Simonetti nasce a Roma nel 1942. 7 anni dopo la sua famiglia si trasferisce in Argentina, dove nel 65 Lando si laurea in Marketing e Comunicazione all’Università del Salvador di Buenos Aires.Quell’anno fonda anche un giornale, ma negli anni 70 l’inflazione in Argentina esplode e Lando si trova costretto a chiuderlo nel 74. A questo punto si trasferisce in Nicaragua, inizia a lavorare nella moda e a 33 anni arriva a gestire una delle più grandi fabbriche di jeans in America centrale. C’è però un problema: la fabbrica è di proprietà del dittatore del Nicaragua Anastasio Somoza Debayle e proprio negli anni 70 si diffonde il Sandinismo, il movimento rivoluzionario che nel 79 pone fine al suo regime. Quell’anno quindi Lando decide di trasferirsi a Boston, dove diventa Vice Presidente di Hoffmann Company, all’epoca una delle più grandi aziende al mondo di jeans insieme a Levi’s, Lee, Wrangler e Calvin Klein Jeans, e vende denim a marchio Landlubber in tutto il mondo.Nell'83 Sidney Swartz, uno dei 2 figli del fondatore di Timberland, gli offre un lavoro milionario e una percentuale di proprietà dell'azienda di scarponi. Lando però nel frattempo conosce Gachi Ferrari, modella e presentatrice televisiva famosissima in Argentina e decide di mollare tutto per trasferirsi con lei a Buenos Aires e fondare un’azienda di attrezzatura e abbigliamento da polo. Così nel 1985 nasce La Martina.Lo stesso anno Lando crea una squadra di polo e partecipa all’Abierto, uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Riesce anche a convincere la Federazione a introdurre gli sponsor nei tornei e negli anni 80 fornisce maglie e attrezzatura per le squadre che partecipano ai Campionati del Mondo. Dal 91 le maglie coi colori e le bandiere delle Nazioni vanno a ruba in Argentina anche fuori dal campo perché Lando le fa indossare ai ragazzi nelle discoteche più belle di Buenos Aires. Lo stesso anno inizia a vendere in Europa: i primi anni sono deludenti, ma nel 1994 il marchio esplode in Europa, supera i €100 milioni di fatturato e inizia a vestire personaggi come Schumacher, Stallone e decine di capi di stato. I loro fan #1 però sono i reali inglesi: la Regina d’Inghilterra li invita al suo compleanno nel 90, i principi William e Harry partecipano a decine di tornei di polo con le maglie La Martina e Elisabetta propone addirittura a Lando di aprire un negozio nel suo Country Club.In questi 45 anni Lando ne ha fatte di tutti i colori: dalle offerte di acquisizione di Bernard Arnault di LVMH all’amicizia con Ralph Lauren e oggi ha uno dei marchi di polo più famosi al mondo insieme a Ralph Lauren e Lacoste. Quindi noi di Chapeau abbiamo preso un volo di 18 ore per Buenos Aires e abbiamo raggiunto Lando e Gachi nel loro ufficio di Buenos Aires:(00:00) Chi è Lando Simonetti(01:00) Infanzia a Roma(01:58) Arrivo in Argentina e Studi(04:04) Primi lavori e fallimento(05:16) Lavorare in una fabbrica di jeans in Nicaragua(06:48) Minacce e fuga dal Nicaragua(07:59) Va a Boston e guadagna €150.000 in Hoffmann Company(09:10) Diventare numero 2 di Timberland(10:31) Seguire l’amore in Argentina e ripartire da zero(12:42) Evitare la bancarotta(13:45) Fonda La Martina(15:01) Passare da 0 a 1(17:56) Inventa le sponsor nel Polo(20:06) Iniziare a vendere le polo(21:18) Incontro con Luciano Benetton(22:32) Primi anni di La Martina(23:32) Rapporto con la Famiglia Reale(24:44) Dentro gli uffici di La Martina(26:30) Rapporto con Ralph Lauren(27:38) Polemica con Lacoste e la nascita della polo(28:53) Cosa ne pensa di USSN Polo(29:55) La Regina, Harvard e Nikkeri (31:57) Offerte di acquisizione(33:28) Passaggio ai figli(34:34) Consigli
-
51
Dentro la Fabbrica di Bauli 🎄 Come si Fanno Pandori e Panettoni
A Natale in Italia si spendono €600 milioni in pandori e panettoni. Per scoprire come si producono, siamo andati a Castel d’Azzano per visitare la sede di Bauli, la più grande azienda al mondo di dolci di Natale—17 milioni all’anno e ha quasi il 40% del mercato dei dolci di Natale. Scopri Tot https://go.tot.money/4pue7gv La storia di panettone e pandoro Nel 1400 in Italia si celebrava il Rito del Ceppo: la Vigilia di Natale le famiglie bruciavano un pezzo di legno nel camino e mangiavano 3 pagnotte. Nel 600 vengono aggiunti burro e canditi. Nel 1919, però, il pasticcere Angelo Motta aggiunge un pirottino e uno stampo cilindrico. Il pandoro invece nasce nel 1894, quando il pasticcere vereonese Domenico Melegatti inventa il dolce a forma di stelle a 8 punte. Dagli anni 50, il pandoro arriva in tutta Italia grazie agli investimenti in produzione e pubblicità della famiglia Bauli.Come si producono? 👨🏼🍳Tutto inizia dal lievito madre e si forma l’impasto che va poi in impastatrice per circa 20 minuti, si rilassa e passa alla spezzatura. Segue la pirlatura, dove viene arrotondato perché non si afflosci, e la messa in pirottino.In seguito l’impasto viene trasportato nelle celle di lievitazione per 8 ore. L’impasto cuoce quindi in forno per 1 ora a una temperatura media di circa 190. A questo punto, se il dolce è farcito, si aggiungono le creme.Infine pandori e panettoni vengono impacchettati, messi in magazzino e spediti ai supermercati.Bauli oggi ha anche il 22% del mercato dei croissant. Nel 2009, oltre ai panettoni a marchio Motta, Bauli compra da Nestlé anche Buondì, Girella e Yo-Yo.In 103 anni Bauli è arrivato a fatturare €650 milioni anche grazie agli investimenti in comunicazione e a pubblicità iconiche come “Ba ba ba Bauli” e “A Natale puoi”. Quindi abbiamo parlato con Luca Casaura, Chief Marketing Officer dell’azienda:Negli ultimi anni Luca ha raddoppiato gli investimenti in pubblicità, principalmente in TV nella fascia dai 45 anni in su. Le campagne partono dall’elaborazione di un’idea creativa da parte di un’agenzia, che viene poi valutata dal dipartimento Marketing di Bauli. Dopodiché parte la produzione TV, si monta il contenuto, e lo si consegna alle emittenti. La realizzazione di una campagna natalizia dura da circa 7 mesi: da maggio a novembre.Per lanciare un nuovo prodotto ci sono 2 approcci: “Pull” , che guarda al mercato, e “Push”, che invece parte da uno studio con i consumatori. Ad ogni fase di sviluppo si valuta il potenziale economico del prodotto per valutare se continuare o meno il processo. Il tempo necessario per il lancio di un nuovo prodotto varia dai 6 mesi ai 2 anni e può costare milioni di €. Se vuoi approfondire la storia di Bauli, guarda il video integrale con Michele Bauli, Presidente dell’azienda, sul nostro canale.(00:00) La storia di pandoro e panettone(01:32) Lievito madre e impasto(03:11) Lievitazione, cottura e impacchettamento(04:45) Come si producono croissant, Yo-Yo e Girella(06:04) Pubblicità più iconiche e investimenti(07:31) Come nasce una pubblicità di Natale(09:11) Come si lancia un nuovo prodotto(10:36) Diventare CMO di Bauli(11:41) Giornata tipo(13:06) La storia di Bauli—Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
50
-
49
L’ex Militare Italiano che Vuole Salvare la Terra dagli Asteroidi 🛰️ David Avino, CEO Argotec
Scopri Hostinger https://hostinger.com/chapeau30 e usa il codice CHAPEAU30 per uno sconto speciale del 30%David Avino nasce a Foligno nel 1971, si laurea in Informatica e nell'89 entra nell'Esercito Italiano. Lì diventa Ufficiale dei Paracadutisti della Folgore.Nell'89 decide di cambiare vita e lavora 4 anni in Alenia Spazio come Responsabile dell'Ingegneria. Dal 2002 lavora all'Agenzia Spaziale Europea e inizia ad addestrare asronauti come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano. 4 anni dopo molla il suo lavoro da €130,000 per lanciare la sua prima azienda e 2 anni dopo fonda Argotec: un'azienda che costruisce satelliti per lo spazio profondo, le telecomunicazioni e l’osservazione della Terra. Oltre ai satelliti, poi, sviluppano sistemi per astronauti, tra cui la prima macchinetta del caffè della storia usata nello spazio dagli astronauti.Dal 2008 ad oggi, in un settore come quello spaziale in cui colossi come SpaceX raccolgono miliardi, Argotec arriva a fatturare €60 milioni a apre una sede da 11,500mq a forma di navicella spaziale.Oggi sono una delle aziende di satelliti più grandi d'Italia, quindi noi di Chapeau li abbiamo raggiunti allo SpacePark, la loro sede, per scoprire tutta la loro storia:(00:00) Chi è David Avino(01:17) Infanzia, studi e ingresso nell’esercito(02:55) La missione che gli cambia la vita(04:11) Lavorare all’Agenzia Spaziale Europea e addestrare astronauti(05:36) Mollare un lavoro da €130,000 per fondare la sua prima azienda(07:18) Fondare Argotec: come è andato da 0 a 1(08:19) La prima macchinetta del caffè nello spazio(11:54) Mandare un satellite a 14 milioni di km dalla Terra(12:54) Da 0 a €62 milioni senza raccogliere 1€(15:04) Raccogliere €150 milioni(16:07) Deviare un asteroide con un satellite(17:57) Come si produce un satellite(19:18) Giornata tipo(21:20) Colonie sulla Luna e su Marte. Quando ci arriveremo?(22:44) Consigli e post creditCopertina: PolidesignEditing: Seequence Studio—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
48
Dalla Bancarotta a €1.2 MILIARDI di Fatturato 👕 Marco Boglione, Proprietario di Kappa, K-Way e Superga
Qui https://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject trovi una promo ESCLUSIVA con cui puoi ottenere tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred Marco Boglione nasce a Torino nel 56. Nel 74 si diploma al Collegio Filippin di Paderno del Grappa. Lì apre un banco dei pegni e un business di foto ricordo. Poi s'iscrive a Ingegneria al Politecnico di Torino, che molla dopo 2 anni. Nel 76 conosce Maurizio Vitale, AD del Maglificio Calzificio Torinese, azienda fondata nel 1916 in cui erano nati Robe di Kappa e Jesus Jeans. Nel 76 entra al Maglificio e fa rapidamente carriera. Nel 78 convince Maurizio a lanciare Robe di Kappa Sport (oggi Kappa) e a 25 anni diventa Direttore Commerciale. Lo stesso anno i 2 chiudono la prima sponsorizzazione di sempre con la Juventus.Nell'84, su consiglio di Vitale che nel frattempo si ammala, lascia il Maglificio e fonda la Football Sport Merchandise: la prima azienda a vendere magliette delle squadre di calcio ai consumatori. Dall'84 al 94 il fatturato cresce, ma i debiti esplodono. Nel 94 la FSM è a un passo dal fallimento, ma il Maglificio Torinese fallisce.In 6 mesi Marco trova i 22 miliardi di lire per comprare marchi e magazzino del Maglificio. La storia di come ci riesce è FOLLE ma troppo lunga per inserirla qui (c'entrano un miliardario giapponese e uno cinese, la Rinascente, Berlusconi e i Benetton).Così Marco riesce a evitare il fallimento e riparte. Nel 95 fonda BasicNet: azienda che si occupa di design, industrializzazione, marketing e di gestire la rete di produttori e distributori che vendono vestiti in tutto il mondo.Nel 96 riceve un’offerta di acquisizione da €60 milioni. La rifiuta e nel 99 quota BasicNet alla Borsa Italiana a €120 milioni.Nel 2004 compra Superga e K-Way. In 20 anni il fatturato di K-Way passa da €0 a €147 milioni e nel 2024 vende il 40% di K-Way per €190 milioni. Nel 2017 compra Sebago e nel 2025 Woolrich per €90 milioni.Oggi BasicNet fattura più di €400 milioni con Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Superga, Briko, Sebago e Woolrich e le vendite aggregate superano €1.2 miliardi.Siamo andati nel quartier generale di BasicNet a Torino per scoprire tutta la storia di Marco:(00:00) Chi è Marco Boglione(01:22) Infanzia e incidente (02:44) Collegio e prime esperienze imprenditoriali(04:02) Mollare l'Università e l'incontro che gli cambia la vita (05:03) Primi lavori al Maglificio Calzificio Torinese (+ primo stipendio)(06:19) Come nasce Jesus Jeans(08:06) La nascita di Kappa (09:37) Sponsorizzare la Juventus: la prima sponsorship della storia(11:27) Chiudere il contratto con l'Ajax a 22 anni(12:57) Sponsorizzare la Nazionale americana di atletica alle Olimpiadi(15:12) La m*rte di Maurizio Vitale e la fondazione della Football Sport Merchandising(17:44) Da 0 a 1: debiti e lavorare in garage(20:16) A un passo dalla bancarotta: i debiti e il cliente da 1.9 miliardi che non lo paga(22:16) La Rinascente compra il 20% dell'azienda di Marco(25:12) Trovare 21 miliardi di lire per evitare la bancarotta e comprare il Maglificio (27:38) Raccogliere gli ultimi 6.5 miliardi: il miliardario cinese e Enrico Minoli (32:57) Comprare il Maglificio all'asta fallimentare (34:54) Fondare BasicNet: il periodo da 0 a 1(37:02) La sponsorizzazione del Barcellona di Ronaldo(39:00) Sponsorizzare la Nazionale italiana di calcio(40:37) L'offerta di acquisizione da €60 milioni a 38 anni(42:50) La quotazione in Borsa Italiana(44:22) Il crollo delle azioni(46:02) Comprare K-Way e Superga per €42 milioni (47:02) €12 milioni di debiti personali e rischiare il fallimento(49:17) Portare K-Way da €0 a €147 milioni in 20 anni(51:09) Comprare Sebago per €12 milioni(53:40) Vendere il 40% di K-Way per €190 milioni(54:38) Com'è arrivato a €1.2 miliardi di vendite aggregate(56:23) Giornata tipo(58:48) Comprare un'isola in Sardegna(1:00:36) Che fine ha fatto il giapponese che gli ha dato 21 miliardi?(1:02:41) Paure(1:03:51) Consigli
-
47
Lamborghini: la Supercar Italiana da €3 Miliardi 🐂 Stephan Winkelmann, Presidente e CEO di Lamborghini
La storia di Lamborghini comincia nel 1963 a Sant’Agata Bolognese con Ferruccio Lamborghini che produce la sua prima macchina. Scopri Tot https://go.tot.money/StephanWinkelmann il modo migliore per gestire tutti i tuoi sbatti burocratici se sei un imprenditore!La leggenda vuole che Ferruccio decida di entrare nel mondo delle auto sportive dopo una discussione con Enzo Ferrari sulla frizione della sua Ferrari personale. Così, costruisce Il suo primo modello: la 350 GT.Nel 1966 arriva la svolta con la Miura, considerata la prima vera supercar della storia e il modello che trasforma Lamborghini in un’icona globale. Nel 1974 arriva anche la Countach, la prima super sportiva con le portiere a forbice.Nel 1972, però, il governo boliviano annulla un ordine di 5,000 trattori a causa di un colpo di stato e Ferruccio arriva a un passo dalla bancarotta. L’unica opzione che gli rimane è cedere il 51% a Georges-Henri Rossetti, un imprenditore francese e, l’anno dopo, anche il restante 49% a René Leimer. Con la nuova proprietà, la crisi di Lamborghini continua e, nel 1978, entra in amministrazione controllata. Nel 1981 2 fratelli francesi, i Mimran, la salvano e la rilanciano investendo decine di milioni. Solo 6 anni dopo, però, la vendono a Chrysler. Poi, nel 1998, il gruppo Volkswagen acquista l’azienda. Da lì, parte una serie di modelli allucinanti: la Murciélago la Gallardo, la Reventón e l’Aventado. 3 anni dopo esce anche la Huracan e in quegli anni escono delle serie limitate da milioni di € totalmente folli, tipo la Sesto Elemento, la Veneno e la Centenario.La vera svolta per l’azienda, però, arriva nel 2018 con la Urus, il primo SUV supersportivo che oggi genera quasi €1.5 miliardi di fatturato. Il 2023 è un anno storico per Lambo, perché nasce la Revuelto, seguita dalla Temerario e dalla Urus SE. Oggi, tutti i modelli di Lamborghini sono PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicles).Dal 2005 al 2024 Lamborghini passa da €243 milioni a €3 miliardi di fatturato e dietro a questa crescita folle c’è una persona: Stephan Winkelmann, Presidente e CEO dal 2005 al 2016 e poi dal 2020 ad oggi. Stephan nasce a Berlino nel 1964. A 4 anni si trasferisce a Roma. Dal 1984 studia Scienze Politiche, prima a La Sapienza di Roma e poi alla MLU di Monaco, dove per 2 anni presta servizio nel corpo dei paracadutisti dell esercito tedesco.Dopo la laurea, nel 1991 Stephan lavora 9 mesi in LMU, un gruppo finanziario tedesco, e poi 2 anni in Mercedes come venditore.Nel 1994 entra in FIAT come Responsabile Vendite dell’Alfa Romeo e a 39 anni diventa CEO di FIAT prima per Austria e Svizzera e poi per la Germania.Poi, nel 2005 arriva una chiamata dal gruppo Volkswagen, che gli chiede di diventare CEO di Lamborghini. Stephan accetta e rimane in carica dal 2005 al 2016, facendo crescere il fatturato dell’azienda da €243 milioni a €900 milioni.Dal 2016 al 2020 esce temporaneamente dall’azienda per diventare prima CEO di Audi Sport e poi di Bugatti. Nel 2020 torna in Lamborghini e raddoppia il fatturato dell’azienda in 5 anni.Quindi, noi di Chapeau siamo andati a Sant’Agata Bolognese, nel quartier generale di Lamborghini, per scoprire tutta la sua storia e quella dell’azienda:(00:00) Chi è Stephan Winkelmann(01:00) La storia di Lamborghini(03:32) Studi e primi lavori(04:31) Da venditore in Alfa Romeo a CEO di Fiat in Germania(06:24) Diventare CEO di Lamborghini (e cosa gli hanno chiesto al colloquio)(07:29) Portare Lamborghini da €240 a €900 milioni in 10 anni(09:50) Diventare CEO di Bugatti e Audi Sport (10:57) Da €1.6 a €3 miliardi in 5 anni: secondo round come CEO di Lambo(14:08) TUTTI i numeri di Lamborghini oggi(15:48) Lista d’attesa e cliente più grosso al mondo(17:39) Quando esce la prima Lambo elettrica?(20:08) Giornata tipo(23:03) Momenti più difficili(24:30) Consigli per diventare CEO(25:30) Consigli per fare impresa—Seguici su Instagram: https://www.instagram.com/chapeau_project/
-
46
L’Eredità di Giorgio Armani: la Storia del RE della Moda 🧵
Nel 1934, a Piacenza nasce un ragazzo destinato a fare la storia della moda: Giorgio Armani. Clicca qui https://learnn.com/partnership/?by=cheapeau&utm_medium=video&utm_source=https://www.youtube.com/&via=chapeau per risparmiare 50 euro sul piano annuale di Learnn!Giorgio cresce in una famiglia umile e la sua la sua infanzia non è semplice: vive la guerra mondiale, viene ferito da una bomba, e perde il suo primo amore a 12 anni. Nel 1949 si trasferisce a Milano. A 22 anni, inizia a lavorare alla Rinascente: prima come commesso, poi negli acquisti della moda uomo e nel disegno delle vetrine. È qui che inizia a nascere la sua idea di stile.Poi due incontri gli cambiano la vita. Nel 1965 conosce Nino Cerruti, un imprenditore tessile, che lo assume nel suo lanificio. Lì Armani lavora alla linea Hitman, impara i tessuti, e matura la sua idea di stile.Poco dopo conosce Sergio Galeotti a Forte dei Marmi, che presto diventerà suo compagno nella vita e negli affari.Nel 1973 creano una società e Armani inizia a lavorare come consulente per altri brand, come Max Mara, Allegri e Bagutta. Due anni dopo, nel 1975, nasce ufficialmente la Giorgio Armani S.p.A.Iniziano a produrre grazie a un accordo di licensing con GFT, il Gruppo Finanziario Tessile. Armani gestisce creatività e marketing, GFT produzione e distribuzione.La prima collezione viene presentata a Palazzo Pitti. Giorgio rivoluziona la moda dell’epoca con la sua giacca destrutturata, priva di imbottiture inutili, e una palette minimalista (bianco, nero, blu-Armani). Nel 1976 arriva anche la linea donna.Armani capisce presto la portata di Hollywood, e negli anni ’70 veste le più grandi star di quel periodo come Diane Keaton e Richard Geere. Da lì decide di aprire un ufficio a Los Angeles e diventa lo stilista di altri grandi artisti come Tom Cruise, George Clooney e Beyonce.Il successo internazionale non tarda ad arrivare. Nel 1979 vince il Neiman Marcus Award e nel 1982 finisce sulla copertina del TIME: nessuno stilista italiano c’era mai riuscito.Nel 1985 la vita di Giorgio è sconvolta da una tragedia: muore improvvisamente Sergio Galeotti. È un colpo durissimo. Tutti pensano che Armani venderà o cadrà. Invece fa l’opposto: rileva l’intera società e va avanti da solo.Ma cosa distingueva Armani dagli altri? Il suo stile era elegante e pulito, rifiutava l’ostentazione.Negli anni ’90 e 2000 Armani costruisce un impero: integra la produzione acquistando fabbriche (anche da GFT) e internalizza rivenditori in Giappone. Già nel 2000 supera il miliardo di fatturato.Passa da designer a vero e proprio imprenditore mondiale. Lancia diverse linee nel mondo della moda come Emporio Armani e Armani Jeans, Armani Exchange, EA7 e Armani Privé.Inoltre, crea un brand lifestyle a 360 gradi, entrando in altri settori. Lancia Armani Casa, profumi, ristoranti con lo chef giapponese Nobu, due Armani Hotel a Dubai e Milano, accessori come occhiali con Luxottica, e compra anche l’Olimpia Milano, una squadra di basket che riporta in cima alla classifica. Nel 2019 Armani diventa lo stilista più ricco del mondo con un patrimonio di circa 10 miliardi, e il gruppo arriva a fatturare 2,3 miliardi nel 2024.Armani ha sempre difeso l’indipendenza dell’azienda, rifiutando offerte da miliardi. Aveva però un rimpianto: aver sacrificato troppo la vita personale per il lavoro.Giorgio è sempre stato in prima linea nell’azienda, fino alla sua morte il 4 settembre 2025.(00:00) Giorgio Armani (00:30) Infanzia e studi(02:10) Ingresso nella moda(04:20) Nasce la Giorgio Armani S.p.a.(11:06) Tratti distintivi(12:27) L’espansione(16:05) Sfide, sacrifici e intuizioni(17:15) L’eredità—Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
45
Lo Scienziato Italiano che Costruisce il Reattore di Iron Man nella Vita Reale ⚛️ Proxima Fusion
Hai presente il reattore di Iron Man? In Italia c’è un ragazzo di 32 anni che ha raccolto €230 milioni per costruirne uno…solo che il suo è di 10 metri. Scopri Startup Builder https://www.startupbuilder.it/Francesco Sciortino nasce a Viterbo nel 1993. Passa l'ultimo anno di liceo a Milnthorpe, un paesino sperduto nel Nord dell'Inghilterra, e nel 2016 si laurea in Fisica all'Imperial College di Londra.Nel 2014 fa uno scambio di un anno all'EPFL di Losanna e nel 2015 passa 3 mesi all'Istituto di Fisica del Plasma di Princeton. Sia a Losanna che Princeton lavora a un Tokamak, una macchina per la fusione nucleare: lo stesso processo che avviene nel Sole, in cui i nuclei di 2 atomi leggeri si uniscono in 1 più pesante e liberano un botto di energia (il contrario della fissione, il meccanismo che invece fa funzionare le centrali nucleari, in cui 1 atomo pesante si divide in 2 leggeri).una stanza a forma di ciambella in cui viene una miscela di gas. Grazie a una corrente elettrica, il gas viene scaldato fino a temperature 10 volte superiori al sole—tipo 150 milioni di gradi. Così si trasforma in plasma e rimane sospeso nella stanza, perché le pareti sono ricoperte da magneti.A questo punto, le particelle iniziano a muoversi a 1000 km/s per la temperatura altissima e alcune si fondono producendo un’enorme quantità di energia.Ok, ma cos'è la fusione nucleare? è 00:00 Chi è Francesco Sciortino01:00 Liceo e viaggio in Inghilterra02:05 Università e primi esperimenti sulla Fusione: Losanna e Princeton04:35 Dottorato al MIT di Boston06:10 Lavora alla macchina per la Fusione più grande al mondo07:50 Trova i soci e si licenzia09:37 Raccoglie €230 milioni13:03 Come usa i 230 milioni14:07 Quando avremo (davvero) la Fusione Nucleare15:51 Paure e gestione dello stress17:01 Sfidare i colossi dell'Energia18:05 Giornata tipo19:05 Come raccogliere fondi20:21 Gli imprenditori europei non hanno voglia di lavorare?21:59 Come ha convinto i migliori ingegneri di SpaceX e Tesla23:05 Consigli per fare impresaCos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
44
A 16 Anni Ha Aperto la sua Cantina, ora Fa uno dei Vini Migliori del MONDO 🥂 Ca' del Bosco
Nel 1972 un ragazzo di 16 anni s’indebita per aprire una cantina sul lago d’Iseo. Oggi quella cantina fattura €52 milioni e fa uno dei vini migliori al mondo. Scopri Tot https://go.tot.money/MaurizioZanellaMaurizio Zanella nasce a Bolzano nel 1956. Il piccolo Maurizio odia fare quello che fanno gli altri. Quindi, mentre i compagni di classe studiano, lui partecipa alle manifestazioni.Così, quando Maurizio ha 14 anni, il padre Albano per punirlo lo manda a fare lo scaricatore di porto a Liverpool tutta l’estate. Di ritorno in Italia, Albano lo porta in una piccola casa nel mezzo di un bosco ad Erbusco.Lì Maurizio vive con i Gandossi, una famiglia di fattori, e inizia a conoscere i territori della Franciacorta, un territorio in provincia di Brescia. Il vero momento di svolta per Maurizio, però, avviene quando partecipa ad un viaggio in Francia per i produttori di vino lombardi, dove visita lo Champagne e la cantina Romanée Conti, il vino più costoso al mondo. Lì s’innamora del vino e, tornato a Erbusco, decide di fondare la sua cantina.Per partire, Maurizio va in banca e apre un prestito da €80.000—che il padre garantisce senza dirlo né a lui né alla madre.All’epoca, gli italiani bevevano più di 100 litri di vino all’anno, ma la qualità era infima. L’idea di Maurizio era quindi produrre vino di alta qualità, proprio come aveva visto fare in Francia durante il suo viaggio.Così, per produrre le prime bottiglie, Maurizio convince uno dei più grandi enologi italiani a venire a lavorare per lui. Dopo 20 giorni però lo caccia e nel 1978 assume André Dubois, ex enologo di Moët & Chandon. Così nel ‘79 nasce la prima bollicina Franciacorta di Ca’ del Bosco. I primi anni dopo la fondazione, però, sono infernali: Maurizio cerca di vendere le sue bottiglie in tutte le drogherie di Milano, ma nessuno le compra perché il Franciacorta è ancora troppo poco conosciuto.Così a Maurizio viene l’idea geniale di vendere le bottiglie direttamente ai consumatori—tipo Amazon, ma 30 anni prima.Negli stessi anni, Maurizio conosce Luigi Veronelli, uno dei più grandi giornalisti del tempo, il primo critico enogastronomico nella storia d’Italia.Anche grazie all’amicizia con Veronelli, Ca’ del Bosco continua a crescere in Italia, ma ha un problema: all’estero sono tutti ossessionati dallo Champagne e nessuno considera il Franciacorta. Quindi Maurizio organizza delle degustazioni alla cieca in giro per il mondo. I risultati sono sorprendenti: Ca’ del Bosco se la gioca alla pari coi vini più buoni del mondo.Così, già dai primi anni ‘90, Ca’ del Bosco si afferma come una delle cantine più prestigiose d’Italia e in 30 anni il fatturato passa da €10 milioni a €52 milioni, con margini del 35% e un valore aziendale di circa €220 milioni.Oggi Ca’ del Bosco è una delle cantine più importanti al mondo e ha ricevuto decine di premi come migliore bollicina d’Europa.(00:00) Chi è Maurizio Zanella(01:00) Infanzia: proteste, denunce e fare lo scaricatore di porto (02:12) La punizione che a 14 anni gli cambia la vita(03:19) Il viaggio in Francia a 15 anni(05:30) Aprire Ca’ del Bosco a 16 anni: come trova i soldi(06:49) Passare da 0 a 1 e produrre le prime bottiglie(08:53) Vendere le prime bottiglie(10:09) Come arriva a fatturare il primo milione(11:53) L’incontro con Luigi Veronelli(13:36) Entrare nei ristoranti migliori al mondo (14:46) Le degustazioni alla cieca (17:41) Passare da €1 milione a €10 milioni di fatturato: prodotto e comunicazione(19:14) I vini che li fanno diventare grandi(20:17) Passare da €10 milioni e €52 milioni di fatturato(21:28) Tour della cantina: come producono il vino(24:15) I numeri di Ca’ del Bosco: vendite, margini, estero e vini più venduti(25:46) I momenti più difficili (27:00) Champagne e Franciacorta(28:14) La crisi del vino(30:06) Il Biologico è solo marketing?(32:34) Personaggi più incredibili che ha conosciuto(33:34) Consigli
-
43
Ha Salvato OVS dal FALLIMENTO, ora Fattura €1.6 MILIARDI 👕 Stefano Beraldo, CEO di OVS
OVS è la più grande catena d’abbigliamento in Italia, con 2,200 negozi e 1.6 miliardi di fatturato. Dietro al suo successo c'è Stefano Beraldo. Clicca qui https://partner.edenred.it/chapeau-project per accedere alla PROMO ESCLUSIVA per iniziare a ottenere tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred, se sei un’azienda o un libero professionista.Stefano Beraldo nasce a Mestre, in provincia di Venezia, il 23 Marzo 1957.Dopo la laurea lavora 9 mesi come correntista in una banca di Mestre e nel 1988 entra in Edizione, la Holding del Gruppo Benetton. Nei primi anni ‘90, infatti, il marchio di vestiti fondato da Luciano Benetton è uno dei più grandi al mondo, con un fatturato di €2 miliardi. E proprio in quegli anni suo fratello Gilberto inizia a fare le prime acquisizioni. Lo stesso anno i Benetton comprano GS e Autogrill per soli €360 milioni ed è proprio Stefano ad occuparsi dell’acquisizione, per poi assumere il ruolo di Direttore Generale di GS.Con Stefano, il fatturato di GS passa da €3.5 a €5 miliardi e i margini aumentano notevolmente. Poi nel 2000 vende GS Supermercati a Carrefour.Dal giugno 2000 assume la carica di Amministratore Delegato di De’Longhi. In cinque anni realizza i progetti fondamentali per il rilancio e il rafforzamento della redditività del Gruppo. Realizza anche la trasformazione dell’assetto produttivo, dando il via alla delocalizzazione in Far East di una parte significativa delle basi produttive e ristrutturando le attività di produzione in Italia. Nel luglio 2005 assume la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Gruppo Coin, che all’epoca comprendeva OVS e Coin, investendo anche €700,000 di tasca sua.Nei primi 3 anni il fatturato esplode e i margini passano da €75 milioni del 2005 a €134 milioni.Nel 2010 Stefano acquisisce UPIM, la catena di grandi magazzini con 150 negozi che quell’anno fatturava quasi mezzo miliardo.Nel 2014 dopo quota OVS e l’anno dopo fatturato e margini di OVS raggiungono €1.3 miliardi e €176 milioni e nel 2019 Giovanni Tamburi, il fondatore di Tamburi Investment Partners, diventa il più importante azionista di minoranza di OVS, con una quota del 22%.Nel 2020 poi, Stefano lancia Piombo, il brand di fascia medio alta di OVS e dal 2021 al 2024 Stefano acquisisce pure Stefanel, Goldenpoint e Stefanel, trasformando quello che all’inizio degli anni 90 era solo brand d’abbigliamento di fascia bassa in uno dei gruppi di moda più importanti d’Europa.Ma la cosa più assurda è che—mentre colossi come Shein, Zara e H&M entrano in Italia—Stefano riesce a far diventare OVS la più grande catena d’abbigliamento in Italia, con un fatturato di €1.63 milioni e €195 milioni di margine nel 2024.Quindi noi di Chapeau siamo andati nei suoi uffici a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Stefano Beraldo(01:00) Infanzia e primi lavori(02:40) Gestire l'impero finanziario dei Benetton(04:28) Comprare Autogrill e GS con Leonardo del Vecchio(05:33) Scalare GS Supermercati a €5 miliardi di fatturato(07:32) Vendere GS a Carrefour per €3 miliardi(08:36) Diventare CEO di De'Longhi(09:46) Portare De'Longhi a €1.2 miliardi di fatturato(11:29) Diventare CEO di OVS (13:07) Da €75 a €134 milioni di margine in 3 anni. Come ha fatto?(14:24) Licenziare i manager del Gruppo Coin(16:23) Comprare UPIM(18:17) Quotare OVS e critiche sul Fast Fashion(20:22) Diventare la catena d'abbigliamento più grande d'Italia: da €700 milioni a €1.7 miliardi(22:23) Ripagare €1.5 miliardi di debito(23:23) Battere H&M e Zara(24:28) Lanciare Piombo, comprare Stefanel, Goldenpoint e Les Copains(26:46) Fallimento in Svizzera e investimento di Giovanni Tamburi(28:10) Vendere all'estero: tutti i dati e le difficoltà (29:58) Giornata tipo(31:41) Consigli
-
42
Il Brand Italiano da €600 MILIONI che Compete con Nike e Adidas ⚽️ Gianluca Pavanello, CEO di Macron
Nel 1971 Macron era un negozio di 30mq a Bologna. Oggi è il brand d'abbigliamento sportivo più grande in Italia. Scopri Startup Booster https://startupbooster.itGianluca Pavanello nasce a Bologna nel 1970. Si laurea in Economia a Bologna nell'84 e lo stesso anno si trasferisce a Londra per lavorare come Analista Finanziario in Indesit. Nel ’97 torna in Italia per fare un Master in Business Administration alla Bocconi e l’anno successivo entra in McKinsey, una delle società di Consulenza Strategica più prestigiose al mondo in cui lavora come Manager guadagnando più di €200,000 all'anno.Nel 2004 Francesco Bormioli, imprenditore di Parma, propone a Gianluca di diventare CEO di Macron. Ok, ma Macron cos'era all'epoca? L’azienda nasce nel ’71 come negozio di articoli per il baseball e negli anni ’90 inizia a produrre magliette sportive col proprio brand. Dal '71 al 2004 passa da 0 a €10 milioni di fatturato, ma rimane poco più di un negozio di vestiti.Così Gianluca accetta l'offerta, si licenzia da McKinsey e nel 2004 diventa CEO di Macron.Nel 2005 chiude i primi contratti con squadre di calcio inglesi come lo Swansea, il Leeds e il West Ham, nel 2009 arriva il contratto col Napoli e 3 anni dopo quello con la Lazio. Così Macron inizia a crescere e dal 2004 al 2024 passa da €10 milioni a €224 milioni di fatturato, con margini del 20%—il doppio di Nike e Adidas. L'unico anno in cui non crescono è il 2020, quando perdono il 5% delle vendite a causa del Covid. Iniziano però a produrre 53 milioni di mascherine, camici e tute anti Covid fatturando altri €268 milioni—con margini bassissimi per fornire i prodotti in tutta Italia al minor costo possibile.Oggi Macron è il brand d’abbigliamento sportivo più grande in Italia e sponsorizza oltre 100 squadre europee professionistiche di calcio, rugby, basket, pallavolo e qualsiasi altro sport di squadra che ti venga in mente—più di qualsiasi altra azienda. Ma soprattutto in 20 anni ha creato maglie leggendarie come quelle del Napoli e della Lazio nel calcio e quelle della Scozia e dell'Italia nel rugby. Quindi noi di Chapeau siamo andati nella loro sede di 115,000mq in Valsamoggia, a Bologna, per scoprire tutta la loro storia e cosa c’è dietro a uno dei brand di sport più grandi d’Europa:(00:00) La storia di Macron e Gianluca Pavanello(01:00) Sogno da bambino e studi(02:00) Primi lavori: Indesit e McKinsey(03:25) Entrare in Macron (e quante quote prende) (05:21) I primi anni: da 0 a €40 milioni(06:59) Chiudere i contratti col Napoli e la Lazio(08:43) Impatto del Napoli sul fatturato(09:53) Diventare il #1 al mondo nel rugby (11:17) Momento più difficile(13:49) Valore dell'azienda, fatturato e mercati più grandi (15:06) Sponsor(15:57) Scalare Macron da €40 milioni a €224 milioni: maglie pro e dilettanti(17:02) Arrivare a €1 miliardo di fatturato e vendere l'azienda(18:32) Tour dell'azienda e della produzione(20:15) Come fanno ad avere margini doppi di Nike e Adidas(21:57) Fondi raccolti e % di proprietà di Gianluca oggi(22:57) Giornata tipo (+ la sua agenda 👀)(24:43) Negoziare con De Laurentiis e Lotito (+ consigli di negoziazione)(26:16) Competere con Nike e Adidas. Come fanno!?(27:45) ConsigliCopertina: PolidesignEditing: Seequence Studio—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/
-
41
Clementoni: La VERA Storia Della Fabbrica di Giocattoli Più Grande D'Italia 🧸
La famiglia Clementoni è partita da un garage nelle Marche e ha creato una delle fabbriche di giocattoli più grandi al mondo. Li abbiamo raggiunti a Recanati per scoprire tutta la loro storia. Scopri lo Startup Booster https://startupbooster.itLa storia di Clementoni inizia nel 1963, quando Mario Clementoni lascia il lavoro come venditore di violini per iniziare a produrre giocattoli nella sua cantina a Recanati insieme alla moglie Matilde. Il successo è immediato, anche perché quelli sono gli anni del miracolo economico: gli stipendi degli italiani raddoppiano in pochi anni, la domanda di giocattoli esplode e i giochi da tavolo sul mercato sono ancora solo il Monopoly e il Gioco dell'Oca.La vera svolta però avviene nel '67, quando Mario inventa Sapientino: il primo gioco educativo di sempre e uno dei giocattoli più venduti nella storia.6 anni dopo Mario riesce anche a comprare la licenza della Disney e crea decine di giochi con Topolino e Paperino—tra cui i primissimi puzzle in Italia.Negli anni '70 inizia anche ad investire nelle pubblicità televisive e produce i giochi dei più famosi programmi TV dell'epoca, come quelli col Mago Silvan.Negli anni '80, poi, arrivano i primi giochi elettronici come il Grillo Parlante sviluppato dalla Texas Instruments e distribuito da Clementoni, e nel 2012 i primi tablet per bambini.Oltre ai prodotti, Clementoni cresce così velocemente anche grazie alla distribuzione: negli anni '70 entra nei supermercati e negli ipermercati italiani e già negli anni '90 Giovanni, il figlio più piccolo di Mario, apre le prime filiali commerciali in Germania, Spagna e Francia.Nel 2002 Giovanni diventa Amministratore Delegato di Clementoni e raddoppia il fatturato dell'azienda dal 2010 al 2024.Oggi Clementoni fattura €220 milioni, vende 28 milioni di giocattoli, ha più di 600 dipendenti e produce l'80% dei suoi giochi nella sua fabbrica nelle Marche.Quindi, noi di Chapeau siamo andati proprio a Recanati per scoprire tutta la loro storia:(00:00) Mario Clementoni, il fondatore(01:18) Costruire i primi giocattoli in un garage a Recanati(02:51) Comprare la licenza Disney e fare i primi spot in TV(04:21) La nascita di Sapientino e l’esplosione di Clementoni(05:37) Scalare Clementoni a €220 milioni di fatturato(07:20) I numeri di Clementoni: giochi più venduti e mercati più grandi (08:20) Crescere nella famiglia Clementoni(09:27) Dai primi lavori in fabbrica a CEO di Clementoni: il percorso di Giovanni(10:27) Sponsor(11:32) Momento più difficile(13:02) Offerte di acquisizione e lasciare l’azienda al figlio(14:15) Come si inventa e produce un giocattolo(15:19) Impatto degli smartphone sulle vendite dei giocattoli(16:19) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/
-
40
L'Italiano che Ha Inventato il Mouse e Creato un'Azienda da $14 MILIARDI 🖱️ Giacomo Marini, Logitech
Un italiano partito da zero ha fondato Logitech, il colosso da $14 miliardi. Siamo andati a New York per scoprire TUTTA la sua storia. Scopri Tot Money https://go.tot.money/zappacosta, il modo migliore per semplificare la gestione finanziaria della tua azienda. Abbiamo parlato con Giacomo Marini, Co-founder di Logitech: la più grande azienda al mondo di mouse, tastiere e webcam, che fattura $4.5 miliardi e vale $16 miliardi. Abbiamo scoperto la sua storia e i suoi consigli per chi vuole fare impresa:(00:00) Chi è Giacomo Marini(01:05) Università e primo lavoro all’IBM (02:54) Lavorare in Olivetti (04:54) Fondare Logitech: il periodo da 0 a 1(07:48) Da 0 a €250 milioni: come ha scalato Logitech(09:52) Aprire la fabbrica in Cina e raccogliere il primo milione di €(11:36) Quotazione e raccogliere €40 milioni (13:13) I momenti più difficili (14:57) Tot Money(16:13) Perché lascia Logitech nel 1992(18:34) Vita dopo Logitech: investimenti in startup e CEO di Neato Robotics(21:04) Errori più grandi(22:37) Fare impresa in Silicon Valley vs in Italia(23:42) Come risolvere i problemi delle startup italiane(25:50) L’Italia è destinata a fallire o ha una speranza?(27:11) Come creare prodotti che scalano28:27 ConsigliEditing: Seequence StudioCopertina: Polidesign—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
39
Lo Scrittore Milionario che Gestisce un Fondo da €12 miliardi
Scopri Hostinger https://hostinger.com/chapeau e usa il codice CHAPEAU per avere il 10% di sconto. Guido Brera parte da zero. A 25 anni diventa uno dei più grandi trader d'Italia e a 30 gestisce un fondo da €12 miliardi.Guido Brera nasce a Roma nel 1969. Si diploma al Liceo Classico Santa Maria e studia Economia alla Sapienza.Nel 1994 si laurea e trova lavoro in Fineco, all'epoca uno dei primi fondi speculativi in Italia, come impiegato amministrativo. In 1 anno diventa un trader ed è talmente forte che in pochi mesi diventa uno dei migliori d'Italia.Nel 1996 il suo capo gli propone di gestire il Fondo Cisalpino, un importante fondo d'investimento—ruolo per cui di solito servono decine di anni di esperienza. Guido non solo accetta, ma nel 1999 il suo fondo è il MIGLIORE in Italia. In tutto questo, ha solo 26 anni 😭L'anno dopo, si sposta a Londra per gestire le attività di trading di UBS Warburg, una delle banche d'investimento più importanti al mondo. A questo punto Guido ha tutto: fa quello che ama, vive in una bella città e guadagna pure un sacco di soldi. Ma nel 1999 molla tutto e insieme a Paolo Basilico fonda Kairos: un fondo d'investimento che in 10 anni arriva a gestire €12 miliardi. La passione di Guido, però, è sempre stata la scrittura. Quindi, nel 2014 pubblica "I Diavoli", un romanzo sulla storia di un trader italiano a Londra. Il libro ha un successo incredibile e nel 2020 Sky produce "Diavoli", una serie TV con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey che viene distribuita in più di 160 paesi.Nello stesso periodo fonda La Nave di Teseo: una casa editrice indipendente voluta da Umberto Eco e Elisabetta Sgarbi. Nel 2021 fonda BeWater, uno dei più grandi gruppi media in Italia. BeWater comprende anche Chora Media, oggi la più grande azienda di podcast in Italia—e quella che nel 2022 ha acquisito Will Media per €5.2 milioni.In 4 anni Guido scala il gruppo BeWater a €19 milioni di fatturato e Chora a €11 milioni, raccogliendo €30 milioni—di cui gli ultimi 10 da Tether, la più grande azienda di cryptovalute al mondo.Oggi Guido Brera è uno degli imprenditori più influenti d'Italia nel media e nella finanza. Quindi, noi di Chapeau l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Guido Brera(01:00) Liceo e Università(02:07) Da 0 a miglior trader d'Italia: lavorare in Fineco(04:25) Gestire il fondo d'investimento #1 in Italia a 26 anni(05:49) COME è diventato il miglior trader d'Italia (07:49) Lanciare un fondo da €12 miliardi: da 0 a 1 e raccogliere i primi fondi(09:56) La crisi del 2008: a un passo dal fallimento (11:16) Il rimpianto più grande(12:16) Hostinger(13:16) Vive il periodo peggiore e inizia a scrivere(14:20) Da "I Diavoli" alla serie TV su Sky (16:50) Fondare Chora Media: il periodo da 0 a 1 (18:40) Raccogliere €30 milioni e comprare Will Media(19:58) L'operazione da €10 milioni con Tether e Paolo Ardoino(20:56) Le critiche per le perdite nei primi anni(22:31) Intelligenza Artificiale: impatto sul lavoro e opportunità(25:01) Le paure più grandi(26:16) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
38
La Famiglia Italiana che fa €300 MILIONI con gli Abiti di Lusso 👕 La VERA Storia di Sorelle Ramonda
Siamo andati in Sorelle Ramonda, la catena di abiti di lusso da €300 milioni, per scoprire la loro storia e cosa c'è dietro una delle catene di grandi magazzini più grandi d'Italia. Scopri StartubBuilder: https://www.startupbuilder.it/.(00:00) Chi è Giuseppe Ramonda(00:00) La Storia di Sorelle Ramonda(02:28) Da 0 a €300 milioni di fatturato: tutti i numeri di Sorelle Ramonda(04:15) Offerte di acquisizione(05:22) Tour del magazzino e del negozio da 20,000mq(06:46) Quanto spendono per comprare i vestiti e brand più venduti(08:11) Margini nei negozi e online(10:25) Startup Builder(11:28) Come scelgono i brand da comprare e come controllano le vendite(13:18) Crescere nella famiglia Ramonda(14:30) Scalare l'ecommerce a €3 milioni(16:02) Giornata tipo(17:02) La crisi della moda e il futuro di Sorelle Ramonda(18:15) Consigli per creare un brand di moda(19:18) Perché il prossimo brand di moda da €1Mld nascerà sui socialCos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
37
Non Aveva i Soldi per Pagare l’Affitto, ora Ha un’Azienda da €250 milioni 🏦 Duccio Vitali, Alkemy
Guadagni €800,000 all’anno a Dubai, poi molli tutto e fondi la tua azienda. Oggi quell’azienda fattura €250 milioni. Questa è la storia di Duccio Vitali, Fondatore di Alkemy e CEO di Alkemy - Retex. Duccio si diploma al liceo scientifico e nel 1994 si laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano.Dal 1995 al 1998 lavora in AirData, una delle prime startup di internet in Italia che vendeva pubblicità sui siti delle aziende.Nel 1998 AirData viene venduta a una multinazionale tedesca e Duccio decide di iscriversi alla Scuola di Direzione Aziendale (SDA) dell’università Bocconi.Lì entra in contatto con il mondo della consulenza strategica: la branca della consulenza in cui si risolvono problemi complessi—come il lancio di nuovi prodotti o l’ingresso in nuovi mercati—per i manager di grandi aziende.Così, nel 2000 Duccio entra in Bain: una delle società di consulenza strategica più prestigiose al mondo insieme a McKinsey e BCG. Lì, fa carriera molto rapidamente e si trasferisce prima negli Stati Uniti, a Dallas, e poi a Dubai.Nel 2006 diventa Partner, il gradino più alto della carriera in consulenza in cui, oltre a stipendio base e bonus, hai anche una percentuale di proprietà nell’azienda in cui lavori.A questo punto, Duccio ha tutto: guadagna €800,000 come Partner di Bain, fa quello che ama e ha pure una bellissima famiglia.Nel 2012 decide comunque di mollare tutto e fondare Alkemy: la sua azienda di consulenza che aiuta le aziende ad adottare le tecnologie digitali con team dedicati all’Intelligenza Artificiale, ai dati, al marketing e al design.Quell’anno Alkemy raccoglie i primi €4 milioni a una valutazione pre-money di €12 milioni e, nel giro di 4 anni, arriva a fatturare €40 milioni.Nel 2017, per continuare a crescere, si quota in Borsa Italiana all’AIM: un listino per piccole e medie imprese con forte potenziale di crescita.Da lì, l’azienda supera gli €100 milioni di fatturato e diventa una delle società di consulenza per la trasformazione digitale più grandi d’Italia. Nel 2024, però, Duccio decide di fare “delisting”, cioè di uscire dalla Borsa. Per farlo, stipula un accordo con il Fondo Strategico Italiano, uno dei fondi di Private Equity più grandi in Italia, che investe €100 milioni e dà il via alla fusione tra Alkemy e Retex, un’altra mega azienda di consulenza.Dopo la fusione, Duccio diventa CEO di Alkemy - Retex, un gruppo da €250 milioni di fatturato.Quindi, noi di Chapeau l’abbiamo incontrato nel suo ufficio a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Duccio Vitali(01:00) Infanzia e studi(02:09) Lavorare in una startup di internet nel 1995 (03:20) Master alla Bocconi e lavoro in consulenza (04:57) Partner di Bain a Dubai: vita e guadagni (06:35) Mollare tutto per lanciare la sua azienda(08:18) Da 0 a 1: partire e raccogliere i primi fondi (09:18) Scalare Alkemy a €100 milioni di fatturato(11:15) Quotazione in Borsa Italiana: difficoltà e quanto raccolgono(13:10) Uscire da Borsa Italiana(14:40) Creare un gruppo da €250 milioni con una fusione(15:41) Crescere all’estero: difficoltà e risultati(16:44) Errori più grandi(17:57) Giornata tipo e cosa fanno DAVVERO i consulenti(19:47) L’AI ruberà il lavoro ai consulenti?(21:47) Se oggi avesse 23 anni, lavorerebbe in consulenza?(22:38) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.
-
36
Lo Scienziato Italiano da €200 miliardi: Il Padre dei Microchip 💻 Alberto Sangiovanni Vincentelli
Scopri Hostinger https://hostinger.com/chapeau col codice CHAPEAU per avere il 10% di sconto. Vincentelli è uno dei più grandi imprenditori e scienziati della storia. Ha inventato il modo in cui si progettano i chip di qualsiasi telefono e computer e ha fondato 2 aziende di chip design che oggi valgono €200 miliardi.Alberto Sangiovanni Vincentelli nasce a Milano nel 1947. Nel 1971 si laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano e dopo 2 anni ottiene un posto come Professore.Nel 1976 si trasferisce in California e a 33 anni diventa Professore Ordinario a Berkeley, una delle Università più prestigiose al mondo per Ingegneria Elettronica.In quegli anni, Alberto fa un’invenzione che avrebbe cambiato il mondo. Infatti tutti i dispositivi elettronici—telefoni, computer, macchine o lavatrici— funzionano grazie ai chip, piccoli cervelli elettronici con dentro dei transistor (minuscoli interruttori che eseguono i calcoli).Fino agli anni ‘80, i chip venivano disegnati a mano e ci voleva tantissimo tempo (e soldi) anche solo per produrre chip con qualche centinaio di transistor. Quindi, fare i processori di oggi, con centinaia di miliardi di transistor, sarebbe stato impossibile.Vincentelli, però, si inventa un nuovo modo di disegnare chip: l’Electronic Design Automation, cioè software che li progettano in modo automatico. Quindi, se oggi riusciamo a produrre telefoni e computer, il merito è proprio di Alberto.Così, tra l’83 e l’86, Vincentelli fonda 2 aziende di progettazione chip: Cadence e Synopsis, che oggi valgono rispettivamente $90 e $110 miliardi.Invece di fare l’imprenditore a tempo pieno, però, Alberto si tiene solo il 2% di queste startup—rinunciando a quote che oggi valgono centinaia di milioni.Oltre ad aver cambiato il mondo con le sue invenzioni e le sue aziende, Alberto è lo scienziato italiano più citato al mondo e ha scritto più di 1,000 articoli scientifici. Ma soprattutto è uno dei Professori più amati dagli studenti di Berkeley.Quindi, noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a New York durante l’Italian Symposium (un evento delle United Italian Societies per studenti italiani all’estero). Abbiamo scoperto la sua storia, il suo parere sull’Intelligenza Artificiale e il Quantum Computing e i suoi consigli:(00:00) Infanzia e studi(01:06) Diventare Professore: dal Politecnico a Berkeley(02:19) Fondare 2 aziende da $200 miliardi: Cadence e Synopsis(03:27) Rinunciare a decine di milioni (in quote delle sue aziende)(04:37) Diventare imprenditore per essere immortale(06:00) Magneti Marelli e l’invenzione del cambio al volante(07:19) Lavorare con BMW (e far guidare le macchine agli studenti)(09:52) Consigli di carriera(11:33) Hostinger(12:43) NVIDIA e il boom dell'AI(13:43) Consigli per chi vuole fare impresa(15:27) Intelligenza Artificiale Generale(17:10) Quantum Computing(18:20) L’Italia ha speranze nell’AI e nel Quantum Computing? (19:20) I problemi delle startup italiane(20:40) Come colmare il gap con gli Stati Uniti(22:15) Cosa lo motiva—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
-
35
L'Italiano che Produce i Vestiti di Gucci e Prada 🪡 Dentro una Sartoria di Lusso da €100 Milioni
Siamo entrati nella sartoria da €100 milioni che produce i vestiti per brand come Gucci e Prada. Abbiamo scoperto la loro storia e come si fanno davvero i vestiti di lusso. Scopri Startup Booster di StartupGeeks: startupbooster.itLa storia di Lardini inizia nel 1978, quando Luigi e Andrea Lardini, 2 fratelli marchigiani di 20 anni, iniziano a produrre i loro primi capi.Dopo qualche anno, arrivano a un passo dal fallimento. Così decidono di produrre vestiti per aziende di lusso che si appoggiano a sartorie specializzate per fare i propri capi. Nel corso degli anni, hanno prodotto vestiti per quasi tutte le più grandi case di moda: Gucci, Prada, Versace, Ferragamo, Valentino e moltissimi altri.Dal 1993 ricominciano anche a produrre con il proprio marchio e, proprio dagli anni ’90, le vendite esplodono: Lardini passa da €2 milioni nel 1993 a €100 milioni nel 2024. Quindi noi di Chapeau siamo andati nella sede di Lardini a Filottrano (nelle Marche), per scoprire tutta la loro storia e come si producono davvero i vestiti di lusso:(00:00) Cos'è Lardini(01:04) Fondare Lardini a 18 anni: come ha fatto a partire(03:14) Da 0 a 1: fallimenti e 15 ore al giorno di lavoro(05:18) L'errore che ha fatto esplodere le vendite(06:27) Scalare da €2 milioni a €100 milioni(08:35) Sponsor(09:39) Dentro la produzione dei vestiti di lusso (10:40) Fare la sarta di vestiti di lusso(11:52) Giornata tipo di una sarta(13:07) Giornata tipo del fondatore(14:29) Vita lenta, pause di 2 ore e stipendi alti. Perché?(15:47) La crisi del lusso(17:05) Fast fashion(18:07) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
34
I Segreti dei Parchi Divertimento: Storia, Fallimenti e Guadagni di un Parco da 100,000mq 🎢 Caneva
Cosa c’è davvero dietro al mondo dei parchi divertimento? Lo scopriamo in uno dei parchi più grandi d’Italia. Scopri Trade Republic: https://trade.re/chapeau.Il settore dei parchi divertimento in Italia fattura più di €300 milioni. Ma quanto costa, quanto si guadagna e come si costruisce un parco di 100,000 metri quadri? Per scoprirlo, siamo andati a CanevaWorld, uno dei parchi divertimento più grandi d’Italia. Oggi fattura €26 milioni, ma il fondatore è partito da una cantina, ha fatto 40 milioni di debiti ed è arrivato 2 volte a un passo dalla bancarotta.Tutto ha inizio nel 1965, quando negli anni del boom economico italiano, il lago di Garda inizia a vedere i primi turisti. Così, Alfonso Amicabile apre una discoteca sul lago di Garda. Inizia ben presto a organizzare spettacoli di cabaret, che hanno un successo straordinario—tanto che arriva gente come Teo Teocoli e Renato Pozzetto.Nel anni ‘70, Adriano Panatta inizia a vincere i più grandi tornei di tennis e l’Italia impazzisce per questo sport. Così Alfonso decide di aprire 6 campi e crea un centro sportivo.Nei primi anni ‘80, Alfonso e il figlio Fabio vanno negli Stati Uniti e in parchi come gli Universal Studios e Disney World vedono i primi scivoli acquatici e decidono di portarli anche in Italia. Così, nel 1982 nasce il loro Acquapark.Il parco cresce subito, ma per farlo servono sempre più soldi. Così all’inizio degli anni ‘90, Fabio e Alfonso vivono la loro prima crisi finanziaria.Riescono comunque a superarla e dal 1997 iniziano a fare i primi esperimenti per creare un vero e proprio parco a tema: prima Medieval Times, poi i primi show e le attrazioni meccaniche (Magma, Tomb Raider, Rambo).Nel 2003 nasce ufficialmente MovieLand, il parco a tema film hollywoodiani.Il parco cresce da subito, ma, ancora una volta, si devono indebitare e arrivano ad avere circa €39 milioni di debiti. La crisi è profonda e Fabio arriva a un passo dalla bancarotta.Ancora una volta però, non solo riesce a uscirne ma scala il parco fino a €26 milioni di fatturato.Quindi, ci siamo seduti col proprietario Fabio Amicabile per scoprire tutta la loro storia:(00:00) Il mondo dei parchi divertimenti(01:06) La prima discoteca nel 1965(02:17) Guadagni con la discoteca e apertura campi da tennis(03:32) Il parco acquatico(05:27) Arrivare a un passo dalla bancarotta(07:19) Superare il momento più difficile(08:32) Il viaggio negli Stati Uniti e il primo fallimento(11:00) Costruire le prime attrazioni(12:17) Fare un ponte che crolla nell’acqua(13:37) Aprire il parco a tema: da 0 a 1(14:54) Sponsor(16:00) €40 milioni di debiti e rischio fallimento(17:03) Come ripagano i debiti(19:53) Rapporto con Gardaland(21:39) Scalare il parco a €26 milioni di fatturato(23:51) Arrivare a 1,000,000 di visitatori all’anno (25:43) Rapporto con il lavoro(27:25) Giornata tipo(28:35) Consigli(29:36) Post credit—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/
-
33
L’Investitore da €507 Milioni Che Ha Mollato Tutto per Surfare in Sud America 🏄♂️ Gianluca Dettori
Fonda un’azienda da €500 milioni, arriva a un passo dal fallimento e diventa uno dei più grandi investitori in Italia. Scopri Tot https://go.tot.money/ChapeauMediaGianluca Dettori passa l’infanzia a Torino e fin da piccolo ha 2 grandi passioni: il windsurf e la musica. Da ragazzo suona la batteria e lancia i suoi primi progettini imprenditoriali. Poi si iscrive a Economia all’Università di Torino e si appassiona sempre di più di musica e media.Dopo l’Università, entra in ItaliaOnline, un’azienda del gruppo Olivetti, e in un paio d’anni diventa Direttore Commerciale. Poi si sposta in Lycos, uno dei primissimi browser, come Direttore Generale. Lavorando tra l’Italia e la California, si rende conto di quanto rapidamente internet stia esplodendo negli Stati Uniti—e di quanto velocemente crescano aziende come Netscape e Yahoo.Così nel 1999 si licenzia e fonda Vitaminic, un sito dove potevi scaricare file .mp3 dei tuoi brani preferiti senza dover comprare un disco—la versione legale di Napster e un antesignano di Spotify, per capirci.Vitaminic cresce a ritmi folli dal giorno 1 e Gianluca raccoglie €25 milioni: i primi €350,000 da Elserino Piol, poi €5 milioni e altri 20 da Index Ventures.Nel 2000 Vitaminic arriva a valere €500 milioni e Gianluca è ad un passo dalla quotazione.Proprio sul più bello, però, scoppia la bolla di internet e la valutazione di Vitaminic crolla. Gianluca arriva ad un passo dal fallimento, ma riesce a quotare Vitaminic raccogliendo €30 milioni nell’ottobre del 2001.Le valutazioni dell’intero settore tecnologico però continuano a crollare e Vitaminic passa 2 anni d’inferno in cui rischia davvero di fallire. Nel 2003 Gianluca fa un’altra magia e trova un compratore: Buongiorno, una multinazionale che faceva giochi e suonerie per il telefono.Gianluca ha 30 anni, vende Vitaminic e in tutto si porta a casa qualche milioncino. Passa 3 anni a surfare e a fare windsurf in Sud America, poi torna e inizia a investire in startup.(Ah, nel frattempo aveva comprato l’azienda in cui lavorava l’allora moglie, aveva diviso le azioni con lei, e l’aveva trasformata in VivaTicket, oggi una delle più grandi aziende di biglietti per eventi in Italia)Poi Gianluca inizia a fare Venture Capital comprando un van e girando tutta Italia per trovare idee da finanziare. Nasce così il leggendario BarCamper, da cui fa partire il suo primo fondo da €40 milioni: BarCamper Ventures.Su quei primi €40 milioni costruisce uno dei fondi di Venture Capital più grandi in Italia: Primo Ventures, che oggi gestisce €507 milioni e investe in digitale, spazio, cambiamento climatico e biotecnologie.Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato per raccontare tutta la sua storia:(00:00) Chi è Gianluca Dettori(01:00) Infanzia a Torino (02:08) Liceo e Università(03:35) Lavorare in Olivetti in Italia e negli Stati Uniti(06:04) Lavorare in Lycos (il primo browser)(07:21) Licenziarsi per fondare Vitaminic(08:59) Andare da 0 a 1: come fa e quanto raccoglie(11:34) Raccogliere €20 milioni da Index Ventures e arrivare a valere €500 milioni(12:34) I problemi più grandi(13:40) Rischiare di fallire(15:07) Sponsor(16:07) Come supera il periodo peggiore (17:09) Vendere la sua azienda: come fa e quanto guadagna(18:39) Come cambia la sua vita (+ compra l’azienda della moglie e la rivende 👀)(20:31) Iniziare a investire in startup con Elserino Piol(22:12) Girare l’Italia in camper per investire nelle idee degli studenti(23:37) Gestire un fondo da €507 milioni (+ giornata tipo)(25:15) Investimenti migliori e quelli che si pente di non aver fatto(26:55) Cos’hanno in comune i più grandi imprenditori(28:11) Perché le startup in Italia non trovano soldi e come risolvere il problema(31:22) I settori in cui investirà di più(32:28) Consigli
-
32
Ha Venduto YOOX per €5.3 MILIARDI 👠 La VERA Storia del RE della Moda Online, Federico Marchetti
Nel 2000 crea il primo sito per comprare vestiti. 18 anni dopo lo vende per €5.3 miliardi: la più grande exit nella storia d’Italia.Federico Marchetti nasce a Ravenna nel 1969. Nel 1988 si iscrive alla Bocconi, 3 anni dopo si laurea col massimo dei voti e trova lavoro in Lehman Brothers, all’epoca una delle Banche d’Investimento più grandi al mondo. Dopo 3 anni massacranti in Lehman tra Milano e Londra, passa 18 mesi a New York per fare un Master in Business Administration (MBA) alla Columbia. All’MBA, come sa bene il nostro Co-founder Simone, non si studia nulla. Quindi Federico ha tutto il tempo di far festa e pensare a che azienda lanciare. Non riuscendo a pagare gli €60,000 della retta, deve accettare un lavoro in Bain, una società di Consulenza Strategica.Nel 1999 si licenzia e inizia a lavorare al primo sito web su cui comprare vestiti di alta moda.Il 21 marzo 2000 a Bologna, Federico fonda YOOX. La peculiarità del sito è che trovi i vestiti delle stagioni passate dei marchi più importanti (Prada, Armani, Fendi, Valentino, Balenciaga, Gucci, Louis Vuitton, Hermès, Saint Laurent). Solo qualche settimana dopo la fondazione, le valutazioni delle aziende tecnologiche in tutto il mondo crollano e una su due fallisce.Federico riesce comunque a trovare i primi fondi da Elserino Piol: prima mette €1.5 milioni per il 33% dell’azienda, poi altri €25 milioni (alé). Nel frattempo, YOOX cresce: apre negli Stati Uniti, in Giappone e riceve $7.2 milioni da Benchmark, uno dei Venture Capital più importanti al mondo. Dal 2003 inizia pure a sviluppare i monomarca: gli e-commerce di TUTTI i grandi brand di moda.Nel 2008 arriva a €100 milioni di fatturato e l’anno dopo il buon Jeff Bezos offre a Federico €100 milioni per comprare YOOX. Lui rifiuta e lo stesso anno fattura €150 milioni con un EBITDA di €15 milioni.Così, nel 2009 si quota a Piazza Affari.Poi continua a crescere e nel 2015 riesce pure ad acquisire Net-a-Porter, il logo gemello inglese che fatturava quasi mezzo miliardo. Il gruppo Y-NET arriva a fatturare più di €2 miliardi e inizia a far gola a Richemont.Così, nel 2018 Richemont compra YOOX per €5.3 miliardi: più di 200 dipendenti di YOOX diventano milionari e Federico si porta a casa più di €200 milioni.Noi di Chapeau abbiamo raggiunto Federico nel suo ufficio a Milano per scoprire tutta la sua storia:(00:00) Chi è Federico Marchetti(01:00) Infanzia02:00 Università e Fan Club di Christian de Sica(03:38) Lavora in Investment Banking a Milano, Londra e New York(05:16) Si licenzia da Lehman Brothers e va a New York(06:35) Lavora in Bain (con un debito da €60,000)(07:34) Fonda YOOX e raccoglie €25 milioni da Elserino Piol(10:52) Il periodo da 0 a 1: come ha fatto a partire(12:27) Scala YOOX a €100+ milioni (raccolta fondi, estero, monomarca)(15:26) Jeff Bezos gli offre €100 milioni per comprare YOOX (+ la risata di Jeff Bezos)(17:00) La quotazione a Piazza Affari(18:15) L’acquisizione di Net-a-Porter e l’errore più grande(20:03v Richemont compra YOOX per €5.3 miliardi (21:03) Quanto guadagnano Federico e i dipendenti di YOOX(22:03) Lavora col Re d’Inghilterra(23:07) Consigli (24:08) Tempismo, Sicurezza in te stesso e sindrome dell’impostore—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere durante i nostri eventi. Seguici su Instagram per scoprire i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/.
-
31
Stone Island e CP Company: La Storia dell'Imprenditore che Ha Inventato lo Sportswear 🧥 Lorenzo Osti
Dietro Stone Island e C.P. Company c’è lo stesso imprenditore: Massimo Osti. Scopri NordVPN: https://nordvpn.com/chapeauOggi Stone e C.P. fatturano più di €500 milioni e mezzo mondo—da Guè Pequeno a Drake passando per gli hooligans inglesi—impazzisce per i 2 brand. Tutto ha inizio alla fine degli anni ’60, quando un grafico pubblicitario di nome Massimo Osti inizia a disegnare le sue prime magliette. Massimo usa grafiche dei fumetti e tratta i capi per farli sembrare usati: l’opposto dello stile formale dell’epoca. Forse proprio per questo le sue magliette hanno un successo allucinante da subito. Così nel 1971 Massimo decide di aprire una vera e propria azienda e fonda Chester Perry. 7 anni dopo, però, Fred Perry gli fa causa (😭) e Massimo deve cambiare nome. Così nel 1978 nasce C.P. Company. L’azienda cresce arriva a fatturare decine di milioni dopo pochi anni. Massimo però è un genio che non sta fermo un attimo, quindi nel 1982 fonda pure Stone Island. In quegli anni le 2 aziende esplodono e iniziano a diventare un fenomeno sociale: un botto di sottoculture diverse, dai Paninari agli Hooligans, iniziano a perdere la testa per i 2 brand di Massimo Osti.I 2 brand faticano però a gestire questa crescita: devono spendere sempre di più per produrre i capi che la gente vuole comprare e i debiti si moltiplicano. Così nel 1984 Massimo decide di vendere al Gruppo Finanziario Tessile (GFP), il colosso della moda di proprietà della famiglia Rivetti.Massimo non è più il proprietario, ma le cose sembrano andare alla grande: lui può concentrarsi sul disegnare nuovi capi e i 2 brand crescono come non hanno mai fatto prima.Nel 1993 però Massimo esce dall’azienda e fonda Massimo Osti Production: un brand che ha subito un enorme successo ma che fallisce per una gestione finanziaria direi quantomeno particolare.Nel frattempo Lorenzo, il figlio di Massimo, fa il Liceo Scientifico e inizia l’Università. Durante quegli anni fonda le sue prime aziende di sviluppo siti web, che scala a più di €1 milione di fatturato.Lorenzo ormai non ha più nulla a che fare con la moda, ma nel 2005 il padre Massimo ci lascia. Così Lorenzo decide di riavvicinarsi a questo mondo. Nel frattempo, Carlo Rivetti vende Stone Island, la scala a più di €200 milioni di fatturato e nel 2020 la vende a Moncler per €1.15 miliardi. Proprio per concentrarsi su Stone Island, nel 2010 Carlo vende C.P. Company alla FGF Industry di Enzo Fusco: un’altra enorme azienda di moda che ha brand come Blauer.Nel frattempo, Lorenzo entra in contatto con Peter Wang, un imprenditore cinese multimilionario, e i 2 decidono di ricomprare C.P. Company. Così Peter mette €19.6 milioni e l’azienda torna nella famiglia del fondatore. Da lì, le vendite schizzano: in 7 anni passano da €7 milioni a €120 milioni.Noi di Chapeau siamo andati a Bologna nell’Archivio di Massimo Osti per parlare con Lorenzo Osti, oggi Presidente di C.P. Company, e scoprire tutta la storia di Stone e C.P.(00:00) Chi è Massimo Osti(01:04) Primi lavori e fondazione di CP Company (02:04) Fondare Stone Island(03:47) Gli hooligans e Stone Island(05:10) Stone Island e CP rischiano di fallire (anni ’80)(06:22) Vendere CP e Stone Island alla famiglia Rivetti(07:40) Massimo esce da CP e Stone Island(09:08) Il momento più difficile(10:56) Crescere nella famiglia Osti(12:09) Liceo e Università: prime esperienze imprenditoriali(14:15) NordVPN(15:15) Fonda la sua prima azienda a 21 anni(16:32) La m*rte di Massimo Osti nel 2005(17:44) Ricomprare CP Company per €19.6 milioni(19:04) Come ha scalato CP Company a €120 milioni (20:21) Come nascono le lenti di CP Company(21:45) Trapper francesi e Guè Pequeno(23:12) Massimo Osti ha inventato lo sportswear?(24:19) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono.
-
30
L’Unico Italiano Quotato a New York: 93 MILIONI per Curare il CANCR0 🗽 Pierluigi Paracchi, Genenta
Nel 2007 Pierluigi Paracchi vende un’azienda per $420 milioni. Nel 2021 raccoglie 37 milioni con un’IPO al NASDAQ. Oggi è l’UNICO italiano quotato a New York. Scopri StartupGeeks https://www.startupbuilder.it/.Nel 1996 Pierluigi si laurea in Economia alla Cattolica e inizia a lavorare in banca come trader. Nel 1998 fonda JobAdvisor, la sua prima azienda (tipo pagine gialle per gli annunci di lavoro). Lavorano con aziende enormi come Deloitte, PwC e IMB—ma Pier la costruisce in pausa pranzo mentre continua a lavorare in banca. Nel 2002 ha 29 anni e decide di lanciare Quantica, il primo Venture Capital Deep Tech in Italia (cioè un fondo che investe in startup altamente tecnologiche). Riesce a portare a bordo alcuni dei più grandi scienziati e manager italiani, tipo Carlo Rizzuto (uno dei più grandi fisici in Italia) e Gian Maria Gros-Pietro (oggi Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo). Gli investimenti più incredibili di Quantica sono 2. Il primo è Banzai, una sorta di Amazon italiana (facevano media e e-commerce), che nel 2015 si quota a €274 milioni. La seconda è EOS, una startup che sviluppa terapie contro il cancro. Nel 2013 Clovis, un’azienda americana, compra EOS per $420 milioni—una delle exit più grandi nella storia d’Italia.A questo punto Pier potrebbe ampiamente smettere di lavorare, ma continua a fare l’investitore e arriva a gestire più di €100 milioni.Nel 2014 fonda Genenta, una startup che sviluppa terapie contro tumori incurabili come il glioblastoma: un tumore maligno al cervello con un’aspettativa di vita di 14 mesi. Genenta nasce come spin off dell’Ospedale San Raffaele di Milano e raccoglie €33 milioni in 4 anni.Nel 2021 Pier decide di quotarsi al NASDAQ, la borsa più grande al mondo per le aziende tecnologiche, dove sono quotati colossi come Apple, Microsoft, Meta, Amazon, NVIDIA e Tesla.Nella storia d’Italia, solo un’altra azienda si era quotata al NASDAQ, ma è poi tornata privata. Oggi quindi Genenta è l’UNICA azienda italiana quotata a New York—stupendo eh, ma peccato sia l'unica 😭Con l’IPO Pierluigi raccoglie altri €37 milioni e a marzo 2025 ne raccoglie altri 23 (olè).Oggi Genenta sta sviluppando terapie che potrebbero curare tumori per cui non esiste una cura, salvando la vita di migliaia di persone.Noi di Chapeau l’abbiamo incontrato per scoprire tutta la sua storia.(00:00) Chi è Pierluigi Paracchi(00:54) Infanzia e Università(01:33) Primi lavori: fare trading in banca (02:48) Fonda JobAdvisor (04:10) Aprire un fondo da €25 milioni a 29 anni(06:13) Investe in Banzai (IPO da €274 milioni)(06:43) Vende EOS a €420 milioni (a 34 anni)(07:31) Fonda Genenta: come ha fatto a partire(09:12) Raccogliere i primi €33 milioni(10:27) Quotarsi al NASDAQ: quanto costa e come si fa(13:19) Sponsor(14:32) Il giorno dell'IPO a New York(16:12) Quanto raccoglie con la quotazione al NASDAQ(18:01) Prezzo delle azioni dopo l'IPO(19:05) Raccogliere altri €23 milioni (19:59) Come usano i 93 milioni che hanno raccolto(20:49) Errore più grande(21:48) Fare impresa in Italia vs USA(24:13) L'errore più grave degli investitori europei(25:37) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️
-
29
Ha Fondato una Startup da €30 MILIONI in Silicon Valley. Ora Vive in Valtellina 🏔️ Fabrizio Capobianco, Founder Liquid Factory
A 24 anni fonda la prima azienda di internet in Italia. Poi va in Silicon Valley. Apre un’azienda di Cloud 8 anni prima di Steve Jobs, raccoglie €30 milioni e vende la sua quarta startup per decine di milioni. Oggi Fabrizio Capobianco vive in Valtellina e ha aperto Liquid Factory, un acceleratore di startup che cerca talenti italiani per aiutarli a costruire startup da €1 miliardo in Silicon Valley. Se vuoi lanciare la tua startup, devi assolutamente fare domanda qui https://www.theliquidfactory.com/. Stanno cercando altre 4 startup e le iscrizioni chiudono il 30 giugno 💪Fabrizio scrive codice da quando ha 10 anni. Nel 1994 diventa uno dei primi ingegneri informatici in Italia—fun fact: il primo corso di laurea in Ingegneria Informatica in Italia è del 1992.All'Università è tra i primi ad entrare in contatto con Internet. Così nel 1995 fonda Internet Graffiti, la prima azienda di siti web in Italia. Nel 1996 fonda Stigma On-Line, una delle prime aziende a fare intranet—e le fanno per aziende come la Rai, Borsa Italiana e l'Università Bocconi.Anche se riesce a chiudere clienti allucinanti, le aziende gli dicono che è troppo giovane per fare l'imprenditore. Così nel 1999 Fabrizio dice: "ah sì? Bene, allora vado in Silicon Valley!".Nel 1999 si trasferisce in California e lavora 3 anni in Reuters. Nel 2003 fonda Funambol, una startup che fa servizi di sincronizzazione file. Starai pensando "ma non è come un qualsiasi Cloud"? Sì, ma la lancia 4 prima di DropBox e 8 prima di iCloud: è praticamente il primo al mondo a farlo. Funambol diventa una delle aziende più importanti al mondo nel suo settore e raccoglie più di €30 milioni. Nel 2012 Fabrizio fonda TOK.tv, un servizio per vedersi le partite con gli amici. TOK diventa probabilmente il "social per lo sport" più grande al mondo, con più di 40 milioni di utenti—ah, e Fabrizio crea pure le app della Juventus, del Real Madrid e del Barcellona.Nel 2019 vende TOK.tv a Minerva Networks, un'altra azienda della Silicon Valley.Dopo la exit, Fabrizio torna in Valtellina e lancia Liquid Factory, un acceleratore per portare italiani di talento in Silicon Valley e creare startup da $1 miliardo. Oggettivamente Liquid Factory è una delle iniziative più fighe in Italia per chi fa startup. Se stai pensando di lanciare la tua, ti consiglio vivamente di provare a fare domanda!00:00 Chi è Fabrizio Capobianco00:53 Infanzia02:07 Liceo e Università03:08 Fonda la prima azienda di internet in Italia a 24 anni (1994)04: 23 Fonda e scala la sua seconda azienda (Stigma On-Line, 1996)05:33 Si trasferisce in Silicon Valley06:36 Lavora in Reuters e scoppia la bolla di internet07:57 Fonda Funambol: il periodo da 0 a 109:32 Raccoglie i primi $850,000 in un bar (+ altri €30 milioni 😭)11:10 Brucia €5 milioni a cena con un investitore 12:32 Come trova i soldi per non fallire 13:48 I problemi di Funambol e la exit mancata15:13 Fonda TOK.tv: il periodo da 0 a 1 (2012)16:15 Come arriva a 40 milioni di utenti17:15 Vende la sua startup18:46 Torna in Valtellina e fonda Liquid Factory20:12 Cosa serve per entrare in Liquid Factory21:12 Come ha investito in una startup da $2 miliardi (facendo x100)22:31 Cosa NON devi fare se fai startup in Italia 24:51 ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected] Editor: Salvatore ImperialeCopertina: Gabriele Amaducci—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/
-
28
L'Acetaia Più Antica del Mondo: La Storia della Bottega di Modena da €21 Milioni 🍇 Claudio Stefani Giusti
Scopri Hostinger https://hostinger.com/chapeau. Nel 1605 Giusti era una piccola bottega di Modena. Oggi fa €21 milioni vendendo aceto balsamico in tutto il mondo. 420 anni fa Giuseppe e Francesco Maria Giusti, 2 commercianti modenesi, hanno una salumeria nel centro della città. In soffitta, però, iniziano a produrre aceto balsamico.Il negozio cresce e i fratelli iniziano a vendere le prime bottiglie fuori dalla città. Così, nell’’800, Giuseppe Giusti prende le sue botti e dalla Pianura Padana arriva a Parigi e a Vienna per le Esposizioni Universali—vincendo un botto di medaglie col suo aceto balsamico, che i francesi e gli austriaci non avevano mai visto.Nel 1929 diventano l’Aceto del Re d’Italia e iniziano pure a venderlo nei bottiglioni di Lambrusco, il vino locale emiliano—perché non sapevano dove metterlo.Fino al 1980, però, rimangono una piccolissima azienda. L’unico punto fermo in 400 anni di attività è che la famiglia Giusti mantiene il 100% della proprietà. Poi, cambia tutto: gli industriali di Modena regalano boccette d’aceto ad altri imprenditori e i primi chef americani iniziano a mettere il balsamico sull’insalata. Così, Giusti inizia a crescere e, nel 2002, arriva a fatturare poco più di €1 milione. Nel frattempo, Claudio Stefani Giusti, 17esima generazione della famiglia, si era laureato in Ingegneria Gestionale a Bologna ed era diventato Manager in Accenture.Nel 2005, Claudio entra in azienda. Inizia un periodo di proposte di acquisizioni milionarie e di crescita folle, tanto che Giusti passa da €1.5 a €21 milioni di fatturato.Quindi, noi di Chapeau siamo andati a Modena per scoprire la storia dell’acetaia più antica del mondo.(00:00) La storia di Giusti e come si fa l’aceto (03:43) Claudio entra in Giusti e raddoppia il fatturato (2005)(06:51) L’offerta di acquisizione da €10 milioni (2013)(08:27) Sponsor(09:28) Come passano da €3 a €21 milioni di fatturato(10:28) Il momento più difficile(12:08) Dove vendono (dati fatturato e mercati)(13:14) Le offerte di acquisizione(14:48) Giornata tipo(15:51) Vendere 100ml di aceto a €60(17:19) ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected] Editor: Salvatore ImperialeCopertina: Gabriele Amaducci—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
27
L'Italiano che Può Battere NVIDIA 🤖 Fabrizio Del Maffeo, Co-founder & CEO di Axelera
Un ingegnere italiano partito da zero ha fondato l’azienda di chip per l’AI più grande d’Europa. Ha raccolto più di €200 milioni e tra 5 anni la sua azienda potrebbe valere centinaia di miliardi. Scopri Trade Republic: https://trade.re/chapeauFabrizio Del Maffeo è un ingegnere di Sondrio partito da zero. Dopo la laurea lavora in Esprinet e Advantech, 2 grandi aziende tecnologiche. Poi si sposta nel gruppo ASUS e fonda Up Bridge the Gap, una divisione di chip che scala da 0 a €15 milioni di fatturato. Da lì si sposta in Bitfury, una startup di Blockchain, per fondare la divisione AI.Nel 2021 fonda Axelera, una startup che fa chip per l’Intelligenza Artificiale. Nello specifico, fanno “Edge Computing”: coi loro chip, i modelli di AI girano direttamente sul dispositivo—quindi non servono data center. In 3 anni Axelera raccoglie più di €200 milioni e oggi è la più grande azienda di chip per l’AI in Europa—assurdo che un italiano abbia fondato la più grande azienda di chip per l’AI d'Europa e nessuno lo sappia!!! Questo è un settore in cui o scali o sei finito: quindi c’è davvero la possibilità che tra qualche anno l’azienda di Fabrizio arrivi a valere centinaia di miliardi—o che esploda.Fabrizio ha creato tutto questo con zero esperienza di sviluppo chip (ovviamente ora ne ha un botto, ma quando ha iniziato no—ha studiato ingegneria delle Telecomunicazioni). Per anni manco sua madre credeva in lui ed è arrivato a un passo dal fallimento decine di volte.Quindi, noi di Chapeau l’abbiamo incontrato per scoprire TUTTA la sua storia.(00:41) Infanzia e Università (01:31) Fa il buttafuori e si trasferisce in Australia(02:27) Primi lavori: Product Manager a Milano e Parigi(03:44) Fonda Up Bridge the Gap (computer per l’AI)(05:40) Apre la divisione AI di Bitfury (chip per l’AI)(07:20) Disegnare chip senza esperienza. (08:42) Fonda Axelera. Com’è passato da 0 a 1(10:02) Quante stock option danno ai dipendenti(10:59) Raccogliere €200 milioni in 3 anni(12:38) Come usano i fondi(13:19) Sponsor(14:18) Momenti peggiori e fallimenti(15:47) Come gestisce lo stress (il diario di Fabrizio)(17:04) Diventare un’azienda da €100 MILIARDI(17:57) Perché arrivare a €100 miliardi sarebbe un fallimento(18:50) Come possono battere NVIDIA!?(20:24) Giornata tipo(22:14) ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected]—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
26
Sammontana: Il Gelato Italiano da €1 MILIARDO 🍨 Leonardo Bagnoli, Proprietario di Sammontana
Nel 1946 Sammontana era un bar di Empoli. Oggi è la più grande azienda italiana di gelati. Dietro questo impero c'è la famiglia Bagnoli. Li abbiamo raggiunti a Empoli per scoprire tutta la storia di Sammontana. Scopri Saily https://saily.com/chapeau!Sammontana è una delle aziende di gelati e brioche più grandi d'Europa e ha brand leggendari come Bindi e Forno d’Asolo. A fondarla è stata una famiglia di casellanti toscani, partiti 77 anni fa da un bar di Empoli. Oggi la famiglia è ancora a capo dell'azienda, che fattura €1 miliardo con gelati e brioche. Quindi, noi di Chapeau siamo andati nella sede di Sammontana a Empoli per scoprire tutta la loro storia:00:00 Sammontana e la famiglia Bagnoli00:51 Il bar Sammontana (1946 - 1960)01:44 Il Barattolino e l'arrivo di Unilever (1960 - 1980)02:46 Costruire un impero con gelati e brioche (1980 - 2008)03:32 Acquisizioni GranMilano e Forno d'Asolo (2008 - Oggi)04:27 Venderebbe mai?05:24 Arrivare a €1 miliardo di fatturato06:24 Com'è stato crescere nella famiglia Bagnoli08:48 Sponsor09:46 Sogni e infanzia 10:37 Da venditore a CEO di Sammontana12:32 Momento peggiore13:32 Giornata tipo14:25 ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected]—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
25
Il Materasso dei Miliardari è Italiano e Vale €500 MILIONI 🛏️ Massimo Bassi, 8Sleep
Elon Musk e Charles Leclerc hanno una cosa in comune: il materasso su cui dormono. Dietro c'è un italiano geniale, che si è trasferito a NYC e ha costruito un prodotto da più di mezzo miliardo.Massimo Andreasi Bassi è Co-founder & CTO di 8Sleep, una startup di New York che ha fatto impazzire i più grandi imprenditori e atleti al mondo col Pod: un topper che raffredda il letto, lo scalda e misura qualsiasi dato corporeo.Oggi sono una delle startup più sexy del mondo: valgono $500 milioni+ (probabilmente MOLTO di più, ma l’ultima valuation ufficiale risale al 2021) e hanno raccolto $160 milioni dai più grandi investitori al mondo.Massimo è un ragazzo di Roma che molla l’Università per fondare la sua prima azienda e si trasferisce a San Francisco dopo averla venduta.Negli Stati Uniti fonda la sua seconda startup, vende anche quella per non farsi mancare nulla e, nel 2014, fonda 8Sleep.Quindi, noi di Chapeau siamo volati a New York per raggiungerlo negli uffici di 8Sleep e scoprire tutta la sua storia.(00:00) Chi è Massimo Andreasi Bassi(00:53) Infanzia a Roma (01:57) Abbandona l’Università e fonda Domainsbot(04:26) Vende la startup e va a San Francisco(05:24) Fonda STAQ e la vende(06:37) L’incontro da cui nasce 8Sleep(07:55) Fondare 8Sleep: com’è passato da 0 a 1(09:39) Entrare in Y Combinator(11:12) Sponsor(12:17) Il primo prototipo: come l’ha creato(13:35) Dal prototipo a $300 milioni di fatturato(15:03) Come raccolgono $160 milioni(17:08) Diventare un’azienda da $500 milioni+(19:21) Errore più grande(20:41) Giornata tipo(22:32) ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected]—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
24
DUCATI: La Moto Italiana da €1 Miliardo 🏍️ Claudio Domenicali, CEO di Ducati
Nel 1926 Ducati faceva radio e macchine fotografiche. Oggi fanno €1 miliardo producendo moto di lusso e dominano la MotoGP. Scopri Trade Republic: https://trade.re/chapeauSiamo andati nella sede di Ducati a Borgo Panigale per scoprire la storia dell'azienda e quella del CEO Claudio Domenicali, che entra in Ducati come stagista e in 22 anni diventa Amministratore Delegato.Tutto inizia nel 1926, quando i fratelli Adriano, Bruno e Marcello Ducati brevettano un trasmettitore a onde corte con cui si collegano con gli Stati Uniti. Così, lanciano la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati e iniziano a produrre radio, condensatori e macchine fotografiche. Hanno subito successo: in 10 anni, Ducati dà lavoro a migliaia di persone e, nel 1935, apre lo stabilimento di Borgo Panigale, oggi sede di Ducati Motor Holding S.p.A.La Seconda guerra mondiale segna però un momento drammatico: lo stabilimento viene bombardato e distrutto il 12 ottobre 1944. Nel 1946, sulle ceneri dello stabilimento, nasce il reparto motociclistico per produrre il Cucciolo, un motore monocilindrico da mettere sulle biciclette che in pochi mesi diventa un fenomeno sociale. Così, Ducati inizia a produrre moto. Nel 1958, l’Ingegnere Fabio Taglioni crea il primo prototipo di motore desmodromico nella storia delle 2 ruote—in cui, cioè, le valvole si aprono e si chiudono in modo meccanico. Questo sistema è alla base dei motori bicilindrici di Ducati, i più iconici dagli anni '90. Da lì, Ducati cresce: nel 1988 inizia a gareggiare in Superbike e, dal 2003, entra anche in MotoGP. I primi anni 2000, però, sono uno dei momenti peggiori per Ducati: tutto ha inizio nel 1996, quando l'azienda viene venduta al fondo d’investimento americano Texas Pacific Group. Nei primi anni 2000 alcuni modelli si rivelano un fallimento, il fatturato non cresce e i profitti vanno a picco. Così, nel 2006 Texas Pacific Group vende al fondo italiano Investindustrial.Solo 6 anni dopo, Audi compra Ducati per €860 milioni e, dopo l'acquisizione, Claudio Domenicali diventa CEO di Ducati Motor Holding S.p.A.La carriera di Claudio però comincia 22 anni prima. Dopo la laurea in Ingegneria a Bologna nel 1991, entra in Ducati come stagista. Poi non si ferma più: diventa ingegnere di progetto, responsabile di progettazione, responsabile corse, CEO di Ducati Corse, direttore R&D—e, nel 2013, CEO.Da quando Claudio è Amministratore Delegato, la crescita di Ducati è inarrestabile: dal 2013 al 2025 passa da €600 milioni a più di €1 miliardo di fatturato e il suo dominio in MotoGP è quasi comico (nel 2024 su 20 gare ne vincono 19).Noi di Chapeau siamo andati a Borgo Panigale per scoprire la sua storia e quella di Ducati:(00:00) Chi è Claudio Domenicali(00:51) Storia di Ducati(02:14) Infanzia e sogni da bambino(03:08) Università(03:53) Entra in Ducati come stagista(04:45) Come conosce sua moglie(05:44) Da stagista a CEO in 22 anni: come ha fatto(08:10) Crisi e acquisizione di Audi (+ numeri acquisizione)(09:12) Come ha scalato Ducati da €600 milioni a €1 miliardo(11:03) Giornata tipo(11:58) Come producono le moto(13:10) L'episodio più incredibile con un pilota(14:14) La Ducati più costosa(14:56) Come dominano la MotoGP (parte I: motore desmodromico)(16:45) Sponsor(17:43) Come dominano la MotoGP (parte II: alette aerodinamiche)(20:12) Valentino Rossi alla Yamaha: lo tifava o no?(20:52) Impatto vittorie MotoGP sulle vendite (22:27) Costo sviluppo moto da corsa(23:10) Errori (24:33) Paura più grande(26:13) Arriveranno a €2 miliardi di fatturato?(27:54) Cosa l'ha aiutato di più a diventare CEO(29:12) Consigli—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto davvero ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli pratici. E te li facciamo conoscere di persona ai nostri eventi. 🤩
-
23
La Psicologa che Ha Fondato un'Azienda da €100 MILIONI 🧠 Danila De Stefano, Unobravo
Danila De Stefano è una delle più grandi imprenditrici italiane. È partita da un appartamento coi topi e ha costruito un'azienda da più di €100 milioni. Scopri Odoo: https://www.odoo.com/r/Ptdy.6 anni fa Danila faceva la psicologa a Londra e aveva a malapena i soldi per pagare l'affitto. Facendo la terapeuta online, capisce che migliaia di persone hanno bisogno di andare dallo psicologo...senza dover vendere un rene. Così lancia Unobravo, la prima piattaforma di psicologia online in Italia. Danila fa tutto da sola, l'azienda cresce e fa profitti dal giorno 1 (allucinante).Oggi Unobravo vale più di €100 milioni e ne ha raccolti 17.4 da investitori come la famiglia Berlusconi. Ma soprattutto ha più di 200,000 pazienti tra Italia, Spagna e Francia.Noi di Chapeau l’abbiamo incontrata per capire come ha fatto e raccontare tutta la sua storia.00:00 Chi è Danila De Stefano00:44 Infanzia e sogni01:36 Università e primi lavori: Napoli, Roma, Londra02:40 Inizia a fare la psicologa online03:50 Lancia Unobravo: com'è passata da 0 a 106:01 Con quanti fondi è partita07:33 Ruolo di sua madre e sindrome dell'impostore09:42 Come ha generato profitti dal primo anno11:32 Sponsor12:36 Scalare Unobravo a +€77 milioni di fatturato13:38 Momenti peggiori e paure15:30 Entrare in Spagna e Francia: investimenti e errori17:24 Giornata tipo18:40 L'AI sostituirà gli psicologi?20:57 ConsigliEditing by Seequence 🎥 [email protected]—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
22
Marco Montemagno: Nella vita di Monty, lo Zio di Internet
Quando su YouTube c’erano solo video di gatti, Marco Montemagno inizia a parlare di tecnologia.Oggi ha 3 milioni di followers, ha raccolto milioni di € con le sue startup e ha intervistato chiunque: da Jeff Bezos a Matthew McConaughey. Quello che forse non sai è che dopo la laurea in Giurisprudenza non aveva idea di cosa fare nella vita, ha fallito per anni e stava per mollare tutto.Noi di Chapeau l’abbiamo incontrato per scoprire TUTTA la sua storia, i fallimenti, le cose che l'hanno aiutato di più e cosa farebbe se ripartisse da zero.(00:00) Chi è Marco Montemagno(00:45) Infanzia e sogno da bambino(01:59) Università e ping pong(03:02) Abbandonare la carriera da avvocato(04:24) Scopre internet e lancia la prima azienda(05:50) Fallimento prima startup (06:20) Fonda Blogosfere: com'è partito e quanto ha raccolto(08:02) Vende la sua azienda al Sole24Ore(09:44) Pubblica i primi video su YouTube (e come la prendono a Sky)(11:02) Lancia un'agenzia e fallisce(13:23) Si trasferisce a Brighton(14:24) Fa 0 views su YouTube per 1 anno. Sta per mollare (16:17) Arriva a 1 milione di followers (e come guadagna)(17:49) Intervista i più grandi imprenditori e celebrità. Come ha fatto?(18:53) Jeff Bezos e Matthew McConaughey: cos'hanno di speciale?(20:43) Cos'hanno in comune i più grandi imprenditori del mondo?(22:45) Fonda 4books: com'è partito e quanto ha raccolto(24:35) Giornata tipo nel 2025(26:53) I suoi errori più grandi(27:56) L'importanza di chiederti PERCHÉ fai le cose(29:26) Cosa farebbe se ripartisse da zero(33:37) Come capisce dove va il mondo prima degli altriEdited by Seequence Studio 🎥—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
-
21
Ha Fondato SNAI, La Società di Scommesse da €2.3 Miliardi 🐎 La Vera Storia di Maurizio Ughi
Le scommesse sportive in Italia valgono €15 miliardi e tutto ha avuto inizio con Maurizio Ughi, il fondatore di SNAI. Noi l'abbiamo incontrato per scoprire i fallimenti, i soldi, le denunce, i successi e i consigli del padre delle scommesse.Maurizio nasce a Lucca nel 1948. A 20 anni lavora nel centro scommesse del padre. 4 anni dopo crea la prima trasmissione televisiva sulle corse dei cavalli in Italia. Nel 1990 fonda SNAI, che in pochi anni diventa la società di scommesse più grande d’Italia.Negli anni '90, tutte le scommesse passano da Maurizio e SNAI genera profitti da centinaia di milioni col calcio e l'ippica.Nei primi anni 2000, il gioco in Italia esplode: si passa da €20 miliardi giocati nel 2000 a €96 miliardi nel 2016. (oggi siamo il paese europeo in cui si scommette di più in assoluto).Per sostenere la crescita, SNAI fa debiti da centinaia di milioni e arriva a un passo dal fallimento. Così, nel 2011, Maurizio è costretto a venderla per €310 milioni.13 anni dopo, SNAI viene venduta di nuovo. Stavolta per €2.3 miliardi.A Maurizio abbiamo chiesto tutto. Lui ci ha raccontato una delle storie più incredibili, controverse e sconosciute di sempre in Italia. (00:00) Chi è Maurizio Ughi(00:49) Infanzia (02:31) Primi lavori nei centri scommesse(03:52) Fondare SNAI. Con quanti soldi è partito?(04:56) Anni '90: quotazione in borsa, acquisizioni e fatturato (07:49) Comprare Varenne: il cavallo più vincente della storia(09:23) Quanto ha pagato Varenne?(10:41) Un nuovo modo di scommettere (e la vendita al governo)(13:00) Anni 2000: le scommesse esplodono in Italia(14:14) I debiti e il rischio di fallimento(14:44) Maurizio vende SNAI (a quanto, come e perché)(17:44) L'errore più grande: entrare nella telefonia(19:00) Flutter compra SNAI per €2.3 miliardi(20:24) Paga le scommesse sullo scudetto dell'Inter 6 mesi prima. Perché? (21:30) Le scommesse su Schumacher e Barrichello(23:19) Come si calcolano davvero le quote?(24:40) Ludopatia in Italia. Si sente in colpa?(27:40) ConsigliEdited by Seequence 🎥—Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩
No matches for "" in this podcast's transcripts.
No topics indexed yet for this podcast.
Loading reviews...
ABOUT THIS SHOW
Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
HOSTED BY
Chapeau Media
CATEGORIES
Loading similar podcasts...