COSA C'È DOPO IL CHIODO?

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COSA C'È DOPO IL CHIODO?

COSA C'È DOPO IL CHIODO? Dove finisce una mostra, inizia il raccontoLe mostre di Vertigo Syndrome non finiscono con le opere appese al muro. Ogni esposizione diventa un pretesto per dare vita a una sorta di festival tematico itinerante e invitare scrittori, fotografi, storici dell'arte, esperti di esoterismo, studiosi di cultura giapponese, conferenzieri e curiosi professionisti di ogni genere a parlare di quello che sanno davvero.Cosa c'è dopo il chiodo? raccoglie le registrazioni di questi incontri: conversazioni vere, con persone competenti, su argomenti che meritano più di un pannello didascalico.Un episodio alla volta, tutto quello che non sta nella mostra. Una produzione Vertigo Syndrome. www.vertigosyndrome.it

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    Il GENJI MONOGATARI - LE METAMORFOSI DEL PRINCIPE SPLENDENTE. Incontro con Giorgio Amitrano

    L'incontro di oggi è dedicato al Genji Monogatari (La storia di Genji), capolavoro risalente agli inizi dell'XI sec., e alle sue declinazioni contemporanee in una sorprendente varietà di adattamenti teatrali e cinematografici, e versioni manga e anime.A coordinare l'evento c'è Giorgio Amitrano: professore ordinario di Lingua e letteratura giapponese all'Università di Napoli* “L’Orientale" e il traduttore ufficiale in Italia di autori celebri come  Murakami Haruki e Yoshimoto Banana.•⁠  ⁠Erroneamente nel podcast viene detto “professore ordinario di Lingua e letteratura giapponese all'Università di Bologna”. Ci scusiamo per l’errore.Cosa C’è Dopo il Chiodo è il podcast che raccoglie le registrazione degli eventi collaterali che completano le mostre d’arte Vertigo Syndrome.Maggiori Informazioni sulle mostre in corso e sulle mostre future (e calendario dei relativi eventi collaterali) su: www.vertigosyndrome.itPer proporsi come relatore di prossimi eventi: [email protected] produzione Vertigo Syndrome

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    Dal simbolo all’Inconscio: come il Tema Natale astrologico. Incontro con Martina Marchetti, divulgatrice, consulente di astrologia junghiana

    Quante volte hai aperto l'oroscopo sul telefono convinto di capire se troverai amore, soldi o improvvisa fortuna?Martina Marchetti lo sa già. E ha una notizia: stavi sprecando il tuo tempo.Non perché l'astrologia non esista, ma perché l'astrologia che ci viene venduta ogni giorno non ha niente a che fare con quella vera. Quella previsionale, quella delle affinità di coppia, quella di Mercurio retrogrado che ti fa scrivere all'ex, è, parole sue, una grandissima “Turbo Cavolata”.L'astrologia autentica è un'altra cosa. È un alfabeto dell'inconscio. È Freud che incontra Jung che incontra Campbell. È la storia di come il cielo al momento della tua nascita non decide il tuo destino, ma fotografa l'imprinting con cui sei arrivato al mondo.In questo episodio Martina ci porta dentro il grafico del tema natale, ci spiega la differenza tra ascendente e segno solare (e perché il secondo conta quasi zero), racconta cosa c'entra il controllo degli sfinteri con la gestione del denaro, e perché le costellazioni familiari riescono a far perdere la voce a chi interpreta un parente morto…Chi è Martina MarchettiViene da Cavezzo, Emilia-Romagna, ottomila abitanti e una nonna paterna segnatrice che leggeva le carte, toglieva il malocchio e parlava un misto di dialetto abruzzese e inglese imparato da un padre emigrato in America dopo la Prima Guerra Mondiale. La sua eredità spirituale non era un capriccio: era una catena lunga secoli.A sedici anni, il suo professore di filosofia entra in classe e legge una frase di Seneca: Lucilii, vindica te tibi. Lucilio, ritorna a te stesso. Per Martina è una rivelazione. Studia filosofia, si laurea nel 2021. Nel frattempo impara l'astrologia: dieci anni, dieci ore al giorno. Non come hobby. Come mestiere.Oggi lavora come astrologa junghiana presso la Libreria Esoterica Ecumenica di Milano, in Galleria Unione 1: tre piani di libri, mazzi di tarocchi, e consulenze vis-à-vis in cui aiuta le persone a fare i conti con quello che hanno dentro, non con quello che vogliono sentirsi dire. Cosa c'è dietro il Chiodo? è il podcast di Vertigo Syndrome sul dietro le quinte delle mostre d'arte, del pensiero, della cultura. Una produzione Vertigo Syndrome.www.vertigosyndrome.itwww.instragram.co,/martinamarchettihttps://www.instagram.com/martimarchetti?igsh=NnhndnNwcW5zNTVyhttps://www.facebook.com/share/1R2Kv4aFFy/?mibextid=wwXIfrwww.martinamarchetti.comUna produzione Vertigo Syndrome

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    BROOKE ERA MIO PADRE - Incontro con Alexandra Celi, figlia di Adolfo Celi

    C'è una bambina, in questa storia.Ha qualche anno, si trova dall'altra parte del mondo, in Malesia, sul set di una delle produzioni televisive più ambiziose che l'Italia abbia mai realizzato.Accanto a lei, suo padre: Adolfo Celi. Lo stesso uomo che milioni di telespettatori stavano imparando a odiare nei panni di James Brooke, il nemico giurato di Sandokan.Quella bambina era Alexandra. Oggi Alexandra Celi è attrice, produttrice, custode di una memoria familiare straordinaria. Figlia di Adolfo Celi e dell'attrice rumena Veronica Lazar, ha ereditato dal padre molto più che la vocazione per la scena: ha ereditato la sua storia, i suoi aneddoti, il peso affettuoso di un'assenza arrivata troppo presto.Adolfo se ne andò improvvisamente nel 1986, a pochi minuti dal chi è di scena, la sera della prima de I Misteri di Pietroburgo. La sera prima aveva detto: "Salutatemi mia figlia."Alexandra non ha smesso di raccogliere quel saluto.Lo ha fatto attraverso il teatro, il cinema, e poi con Era la più bella di tutti noi, il documentario sulla vita dei suoi genitori, finalista ai Nastri d'Argento 2021. Lo fa ogni volta che parla di lui: con la precisione di chi ha osservato da vicino un uomo che il mondo vedeva come Emilio Largo di Thunderball, il cinico Sassaroli di Amici miei, lo spietato Brooke di Sandokan, ma che in casa era, come lei stessa ha raccontato, "regale, con le spalle dritte e lo sguardo fiero. Incuteva timore, ma in realtà era tenero e divertente."Ti invito ad ascoltarla.Alexandra ci racconterà quei mesi in Malesia visti con gli occhi di una bambina, la vita sul set di una produzione che ha cambiato la storia della televisione italiana, e il ritratto privato di un attore che parlava cinque lingue, aveva fondato il teatro in Brasile, recitato con James Bond, e che al di là di tutto questo era, semplicemente, suo padre.Un incontro tra memoria, cinema e affetto familiare. Perché dietro ogni personaggio iconico c'è sempre una storia vera che nessun sceneggiatore ha mai scritto.Una produzione Vertigo Syndrome

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