PODCAST · arts
𝐒𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒 - 𝟐𝟎𝟐𝟓
by Scaldasole Books
Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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Goliarda Sapienza. Le contraddizioni della libertà
Scrittrice misconosciuta in vita, Goliarda Sapienza (Catania 1924 – Roma 1996) sta oggi conoscendo una straordinaria fortuna in Italia e all’estero. Il suo capolavoro, L’arte della gioia, scritto negli anni Settanta, fu rifiutato da tutti i maggiori editori italiani, per essere poi pubblicato in Francia all’inizio del Duemila e dare così avvio alla sua riscoperta e alla pubblicazione di numerose opere postume. Sapienza è una figura intellettuale e artistica radicale, sempre in ricerca, queer, che non ha dato niente per scontato del mondo che le veniva consegnato e lo ha investigato andando alla radice delle cose, scoperchiandone la violenza e le contraddizioni. E da contraddizioni vitali è attraversata tutta la sua opera, che parte dal dolore e dalla ricostruzione di sé nelle prime opere autobiografiche, di taglio fortemente sperimentale, per approdare al grande racconto della lotta per la libertà di Modesta, protagonista de L’arte della gioia, e all’indagine sociale in L’università di Rebibbia, dedicato alla sua esperienza in carcere.A cura di Alberica Bazzoni
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Annie Ernaux. L'esperienza della memoria
Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura nel 2022, tradotto in lingue innumerevoli, voce riconoscibile come poche altre, ha chiesto al suo editore, Gallimard, di togliere dalla quarta di copertina dei suoi testi qualsiasi riferimento al genere letterario. Una rimozione che apre alla vastità e alla varietà degli stili, dei riferimenti e dei canoni che Ernaux adotta per creare una scrittura che mescola forme diverse fino a ottenerne una nuova. Una scelta stilistica, certo, ma anche una prima traccia di un contenuto che racconta quello che a lungo è stato indicibile: la biografia di chi non ha nome, l'esperienza di una classe sociale che apparentemente si può raccontare solo tradendola, il paradosso di un'esistenza femminile che ha per dirsi solo parole maschili. Mescolando vita e finzione, Ernaux, così, ci invita a interrogarci su come diveniamo quelle che siamo. A cura di Carlotta CossuttaCarlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversano.Prende il via la terza stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo, un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni.A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.
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Dolores Prato. La magia dell'ignoranza
Dolores Prato, nata nel 1892 e morta nel 1983, attraversa tutto il Novecento in maniera irregolare, con una vita che sembra sempre fuori posto pur restando nel mezzo della scena culturale, con una scrittura che straborda e che verrà riconosciuta solo tardivamente.E la sua vita è anche il materiale da cui prendono le mosse i suoi romanzi più noti, 𝐺𝑖𝑢̀ 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑐’𝑒̀ 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 e 𝐸𝑑𝑢𝑐𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑜: in questi libri, Prato ripercorre l’infanzia con una lingua poco riverente verso la sintassi e la composizione, ma capace di restituire la meraviglia e la scoperta che la crescita porta con sé. Uno sguardo sul mondo che si ritrova anche nei suoi reportage e nei suoi articoli – raccolti per esempio in 𝑅𝑜𝑚𝑎, 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 – in cui le strade e le piazze diventano dei modi per riflettere sui caratteri dei luoghi. La scrittura di Dolores Prato, così, diviene uno strumento di resistenza e di incanto allo stesso tempo. A cura di Carlotta CossuttaCarlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversano.Prende il via la terza stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo, un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni.A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.
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Ottessa Moshfegh. Disaccordi affettivi
Ottessa Moshfegh nasce a Boston nel 1981. Nei suoi testi, ampiamente tradotti in italiano, emergono personaggi dai tratti fra loro distanti ma legati da una luminosa dimensione soggettiva. Nell’attraversare la natura traumatica e vulnerabile dell’esistenza, alcune delle figure di Ottessa Moshfegh evocano il tema dell’isolamento, che sia cercato e agito, o che sia esito dell’intreccio tra il percorso personale e il tempo storico e sociale. Qui, tra tempo biografico e sociale, si apre uno spazio opaco dove il il soggetto nasce nello sfumarsi dei confini tra azione e passività; su questo si gioca uno dei testi più conosciuti della scrittrice : Il mio anno di riposo e oblio (My year of rest and relaxation, 2018). Osservando i movimenti della protagonista di questo romanzo, cercheremo di riflettere sulla figurazione della ‘ragazza’ come possibile soggetto politico, sulle azioni ‘inconsapevoli’ come atti di cura, e sui sentimenti meno intensi (quali apatia e disaffezione) come spazio di trasformazione. Proveremo a capire insieme come rilassarsi in un mondo disadattato. A cura di Arianna MainardiArianna Mainardi è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).Inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo, un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni.A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.
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Leonora Carrington. Visioni da luoghi conosciuti
Leonora Carrington (1917-2011), scrittrice e pittrice, ha attraversato i movimenti principali del modernismo ed è stata tardivamente riconosciuta come una delle artiste più importanti del Novecento. Nonostante il suo lavoro multidisciplinare, ha ricevuto attenzione principalmente per la sua opera pittorica. I suoi racconti e romanzi brevi, però, sono la controparte letteraria delle sue composizioni visive. Scritti a partire dalle sue esperienze e dalle sue paure, come suggeriva il metodo surrealista, i racconti raccolti ne La debuttante sono abitati da figure spaventose in situazioni perturbanti; nel Cornetto acustico troviamo l'alienazione radicale; in Giù in fondo seguiamo una donna preda del dolore dell'abbandono. Infine, ne Il latte dei sogni immagine e parola si uniscono a creare un mondo magico per bambini piccoli e grandi. A cura di Camilla PietrabissaCamilla Pietrabissa è docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università di Venezia. Fa parte del centro di ricerca Labim – Laboratorio dell'Immagine dell'Università IUAV, e della redazione del progetto collaborativo di edizione critica online dell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert. Ha scritto numerosi saggi e articoli sull'arte moderna in prospettiva ecocritica, sulla dimensione spaziale dell'arte e sulla teoria dei media artistici. Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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𝐊𝐚𝐭𝐡𝐲 𝐀𝐜𝐤𝐞𝐫 𝑺𝒖𝒍 𝒔𝒂𝒏𝒈𝒖𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒊𝒏 𝒍𝒖𝒄𝒆
Kathy Acker muore nel 1997, ma il suo anno di nascita resta un mistero come molti altri elementi sospesi tra realtà e finzione che costellano la sua biografia e produzione letteraria. Nata negli Stati Uniti verso la fine degli anni Quaranta e trasferitasi per un periodo a Londra negli anni Ottanta, viene associata agli ambienti underground-punk di quegli anni. È stata scrittrice, poetessa, artista, musicista, sceneggiatrice. Impossibile da situare in un genere letterario preciso, ha fatto del plagio una delle sue principali pratiche di scrittura, servendosi di interi stralci rubati ai mostri sacri della letteratura per comporre le sue opere, e mescolando al loro interno poesia, disegni, dialoghi e lingue diverse, dando vita a uno stile sperimentale estremo. Attraverso i suoi testi fa saltare in aria tutti i sistemi di sopraffazione e dominio e cercando nuovi modi per rappresentare la violenza trasforma le sue protagoniste da vittime a eroine.Recentemente sono stati ripubblicati in italiano due dei suoi romanzi più celebri, “Sangue e Viscere al Liceo” (Liberaria, 2020) e “L’Impero dei Non Sensi” (NERO, 2024), introvabili fino a poco fa, rendendo parte della sua produzione nuovamente accessibile anche nel nostro paese.A cura di Arianna PreiteArianna Preite è dottoranda in letterature anglofone, si occupa di utopia e di prospettive femministe, queer e decoloniali all’interno della narrativa speculativa contemporanea. Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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𝐇𝐚𝐧𝐧𝐚𝐡 𝐀𝐫𝐞𝐧𝐝𝐭 𝑳𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆
Hannah Arendt è stata una pensatrice chiave per il secolo scorso. Ebrea tedesca, passata per l’esperienza della persecuzione e dell’esilio, professoressa alla New School di New York, inviata al processo Eichmann a Gerusalemme, fumatrice accanita – già questa descrizione dimostra la sua centralità nelle vicende che hanno caratterizzato il Novecento. Arendt non solo ha ragionato sul concetto di totalitarismo, ma a partire da quell’esperienza ha ripensato l’idea di azione politica e di libertà. Ripercorrendo il suo pensiero – da “Vita activa” agli scritti sulla rivoluzione passando per “La banalità del male” – ci interrogheremo su cosa voglia dire pensare la costitutiva pluralità del mondo umano e la libertà come possibilità di cominciamento.A cura di Carlotta CossuttaCarlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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𝐄𝐥𝐬𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝑳𝒂 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒛𝒐
1974: esce, per Einaudi, 𝐿𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 di Elsa Morante. Sottotitolo: 𝑈𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑛𝑑𝑎𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑐𝑖𝑚𝑖𝑙𝑎 𝑎𝑛𝑛𝑖.Romanzo-fiume, ambientato durante la Seconda guerra mondiale e incentrato sulla povera maestra Ida e il piccolo Useppe, 𝐿𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 ottiene immediatamente un enorme successo di pubblico, mentre la critica lo attacca: melodrammatico, conservatore, ingenuo,patetico, piccoloborghese. Al centro della scrittura di Morante c’è una capacità straordinaria di tenere insieme una visione complessa e profondamente originale del mondo con il pathos del racconto popolare, cosa che le ha attirato critiche feroci e che la rende però oggi l’autrice italiana più importante del secondo Novecento. A partire dal mondo della Storia, quantomai attuale per la rappresentazione delle guerre che si abbattono sui popoli, entreremo nella scrittura romanzesca di Elsa Morante, passando per le incertezze dell’adolescenza ne 𝐿’𝑖𝑠𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝐴𝑟𝑡𝑢𝑟𝑜, il tormento dei rapporti famigliari in 𝑀𝑒𝑛𝑧𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑒 𝑠𝑜𝑟𝑡𝑖𝑙𝑒𝑔𝑖𝑜 e la riflessione politica in 𝑃𝑟𝑜 𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑏𝑜𝑚𝑏𝑎 𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑐𝑎.A cura di Alberica BazzoniAlberica Bazzoni è ricercatrice in Critica letteraria e letterature comparate all’Università per Stranieri di Siena e Hon. Research Fellow all’Università di Oxford. Ha conseguito il dottorato in letteratura italiana all’Università di Oxford e ha poi svolto incarichi di ricerca e insegnamento in Regno Unito (British Academy, Università di Warwick) e in Germania (ICI Berlin Institute for Cultural Inquiry). È autrice del volume Scrivere la libertà: corpo, identità e potere in Goliarda Sapienza (ETS 2022). I suoi interessi di ricerca vertono sulle letterature comparate, la teoria della letteratura, la traduzione e gli studi femministi, queer e decoloniali – con particolare attenzione ai temi della temporalità, del potere, del corpo e della soggettività. La sua ricerca più recente esplora gli immaginari letterari del trauma e della resistenza.Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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𝐖𝐢𝐬ł𝐚𝐰𝐚 𝐒𝐳𝐲𝐦𝐛𝐨𝐫𝐬𝐤𝐚 𝑰𝒏 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐, 𝒊𝒏 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒂
La poesia di Wisława Szymborska (1923-2012) è un’apparizione, una costante ricerca dello stupore nell’ispirazione. Apparentemente, la sua poesia si occupa del quotidiano e del mondo reale, descrivendo incessantemente cose e eventi fin troppo ordinari. Ma subito emerge la sua volontà di affrontare argomenti alti, quasi sempre dal tono esistenziale. Con un linguaggio semplice e carico di ironia, prendendo a modello l’espressione orale, Szymborska scrive poesie come esercizio di libertà di pensiero e di intelligenza. In una carriera distribuita nell’arco di oltre cinquant’anni, ha scritto dodici volumi di poesia, di cui due sono stati da lei stessa disconosciuti come esempi di poesia socialista impegnata. Leggeremo poesie da diverse raccolte, e parleremo del saggio 𝑁𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜 scritto dal suo assistente Michał Rusinek, in cui emerge questa capacità di oscillare tra temi e registri elevati e concreti.A cura di Camilla PietrabissaCamilla Pietrabissa è ricercatrice precaria in storia dell'arte moderna. Insegna all'Università IUAV di Venezia, dove studia il rapporto delle immagini con le questioni urbane e ambientali, dal Settecento a oggi. Ha pubblicato il libro Disegni di natura urbana. L'immagine dei dintorni di Parigi nel primo Settecento (Torino, 2021). Collabora con artisti contemporanei per la curatela di mostre e scrive testi per loro, alcuni dei quali si trovano online su Antinomie.it.Giovedì 19 settembre inaugura la terza stagione del ciclo Scrittrici dell’altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento: Wisława Szymborska, Elsa Morante, Kathy Acker, Hannah Arendt, Ottessa Moshfegh, Dolores Prato, Leonora Carrington, Annie Ernaux, Goliarda Sapienza. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un’unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità.
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Scaldasole Books
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