Ai Miei Tempi

PODCAST · society

Ai Miei Tempi

“Ai miei tempi” è il podcast per chi non ha fatto tutto “a tempo debito”. Niente figli, niente mutuo, niente certezze. Solo domande, confronti (spesso ingiusti) e una voglia matta di capirci qualcosa.Sono Laura Leo, ho passato i 35 e sono in bilico tra il “dovrei fare” e il “ma anche no”. Ogni settimana: riflessioni, dubbi esistenziali e piccole ribellioni su come è davvero essere adulti oggi.Se ti chiedi “ma sono l’unic*?”, la risposta è no. Ascolta e sentiti in buona compagnia.Nuova puntata ogni martedì.

  1. 41

    L'Italia come un video (orrendo) di PowerPoint

    Se l'Italia fosse un programma Office, sarebbe PowerPoint.Quanto vale la tua attenzione? E quante volte hai aspettato la pubblicità per scappare in bagno... e non è mai arrivata?In questa puntata di porto in Norvegia, dove i film in TV non hanno interruzioni e i cartelloni per strada sono specie protetta. Poi ritorniamo in Italia, tra Carosello, cartelloni come dei bancomat per i comuni e 15 minuti di spot prima dei film al cinema.Perché, soprattutto in Italia, siamo così bombardati di pubblicità?Pagheresti più soldi, annualmente, per eliminare - quasi totalmente - la pubblicità anche in TV? (Non come la Rai, eh!) Toglierla davvero.

  2. 40

    Essere genitori. Essere figli. Un tacito debito.

    I genitori fanno un sacco di sacrifici. È vero.Ma i figli non nascono per ripagarli.Eppure molti vivono come se dovessero farlo per tutta la vita.Scelte, lavoro, modo di vivere, modo di essere… tutto gira intorno a una domanda: “E se li deludo?”In questa puntata parlo proprio di questo: del debito - più o meno - invisibile che molti di noi sentono verso i genitori e di quanto può costare, nel tempo, non metterlo mai davvero in discussione.

  3. 39

    Che tipo di amico sei?

    Quello che sparisce quando si fidanza, quello che risponde dopo tre giorni, quello che ogni volta dice “dobbiamo vederci più spesso”... tranquillo, li abbiamo tutti.Ok... Ma tu quale sei?

  4. 38

    La bestia che c'è in noi

    Chi è davvero disumano?Quando una persona commette un atto atroce, tutto ciò che è stato prima si cancella?Oppure siamo noi ad aver bisogno di chiamarla “mostro” per non accettare che certi atti nascano dalla stessa umanità a cui apparteniamo anche noi?In questa puntata parlo di giustizia, pena, rabbia, vendetta e responsabilità.Un tema che divide, che accende, che spesso si ferma allo scontro e raramente arriva alla riflessione.Non sto negando il male, né la necessità delle conseguenze.Sto distinguendo tra punire e disumanizzare.Non credo spetti a noi decidere chi merita di stare al mondo.Ciò che ci compete è chiederci cosa succede dentro di noi quando l’odio diventa la risposta più immediata.Riconoscere che l’essere umano è capace di cose meravigliose e di cose terribili è scomodo.E se un giorno fossimo noi quella persona che non avremmo mai pensato di diventare?Se dopo tanti gesti gentili ci capitasse un atto tremendo, irreversibile?Quando giudichiamo, spesso lo facciamo da un gradino più alto, convinti di essere esenti, migliori, dalla parte giusta.Senza accorgerci che la fragilità che condanniamo è parte della stessa natura umana.Non è una difesa dei colpevoli.È una riflessione su cosa scegliamo di coltivare dentro di noi quando il male ci colpisce.Io, dentro di me, ho deciso di non piantare i semi dell’odio.Nemmeno davanti al male più atroce.

  5. 37

    Non c'è più la musica di una volta...

    Da un vecchio MP3 è nata questa puntata.Un aggeggio minuscolo che nei primi anni 2000 ci sembrava il futuro in tasca. Dentro c’era la colonna sonora dei miei 15-25 anni: musica per ballare, da cantare con gli amici nei viaggi in macchina o da urlare incazzati verso il mondo intero con tanto di parolacce, rabbia, provocazioni. Non proprio materiale “educativo”. Eppure non sono venuta su male, mi dico.Sapevo che certe frasi restavano dentro una canzone. Nella vita reale servivano altri toni, altre parole. Maggiore comprensione. Quindi, se anche noi ascoltavamo testi forti, cos’è che è davvero cambiato?Forse non è la musica.Forse è il contesto.Prima era uno sfogo in cuffia, chiuso in una stanza o a pieno volume in macchina.Oggi diventa identità, estetica, modello da imitare. Un algoritmo che decide cosa è “giusto”, cosa è “figo”, chi vale e chi no. La differenza non la fa una canzone.La fanno i limiti. Le spiegazioni. Gli adulti presenti. Nel nuovo episodio parlo proprio di questo, della distanza che si è accorciata, della responsabilità che si è alleggerita e di quanto sia comodo dare la colpa alla musica invece di guardare noi, per primi, allo specchio.

  6. 36

    Due pesi, due misure

    Vivere da soli e convivere non sono opposti. Sono due esperienze diverse,due scuole che insegnano cose diverse. A conoscere parti di te stesso in maniera diversa.In questa puntata racconto cosa ha significato per me vivere da sola fin dai vent’anni e cosa significa, invece, condividere la casa con qualcuno che ami.Non per stabilire cosa sia meglio o peggio, ma per dare un nome a quella differenza, sottile ma importante, che cambia il modo in cui pensiamo, abitiamo gli spazi e stiamo nelle relazioni.Vivere da soli può insegnarti a stare con te stesso.Convivere può insegnarti a stare davvero con un altro.L’importante è sapere quale scelta stai facendo, e perché.

  7. 35

    L'altra faccia della vita

    Hai mai pensato alla morte?In generale o di quella degli altri. E della tua.Da piccola immaginavo il mio funerale. Chi ci sarebbe stato. Chi avrebbe pianto straziato. Forse ero un po' strana; o stavo a prenderla in considerazione, come un altro aspetto della vita.Viviamo in un mondo in cui la morte è ovunque: notizie, video, immagini, tragedie. La consumiamo ogni giorno. Eppure non ne parliamo mai davvero. La teniamo lontana, come se non ci riguardasse. In questo episodio provo a fare il contrario.Parlare di morte per parlare di vita.Di quello che rimandiamo.Di quello che facciamo per abitudine.Di quello che evitiamo per paura.Perché forse la morte non fa paura solo per quello che toglie.Fa paura per quello che rivela.Se iniziassi a prendere davvero in considerazione che il tempo non è infinito, cosa cambieresti, di te, di tutto, oggi?

  8. 34

    Maledetti 20 anni

    A 20 anni ci sono cose che sembrano verità assolute.Tempi giusti, idee precise su amore, lavoro, futuro.Poi cresci e alcune di quelle certezze iniziano a essere fuori dalla tua melodia.In questa puntata parto da una domanda semplice:qual è una cosa che credevi vera a 20 anni e oggi non più?Tra ricordi, ironia e prese di coscienza, parlo di aspettative, convinzioni smontate e del momento in cui smetti di vivere aspirando al "modo giusto" e andando semplicemente al tuo passo.Il bello di non avere più vent'anni è non sentirsi di difetto di cambiare idea.

  9. 33

    Non più così amici. L'amicizia dopo i 30 anni.

    Dopo i 30 le amicizie non finiscono sempre con un litigio. Spesso si allontanano in silenzio, mentre le vite prendono direzioni diverse.In questo episodio parlo di amicizie che cambiano, di quelle che restano, di quelle che fanno il loro tempo e di quanto sia difficile accettarlo senza sentirsi in colpa. Ma crescere significa anche questo.

  10. 32

    Siamo nel DISUMANESIMO?

    Siamo circondati dall’orrore. Notizie, video virali, scandali e immagini che ci inseguono ovunque. Gente che ne parla ovunque. E questa puntata - extra - nasce proprio da un senso di stordimento reale che stavo iniziando a vivere. Troppo di tutto, troppo veloce, troppo disturbante, perverso. Certo, è giusto sapere, conoscere, osservare quello che ci circonda. Ma mi è venuto naturale chiedermi "perché l’orrore ci cattura così tanto?". E me lo dico da fan del Truecrime, delle serie tv sui serial killer, podcast che parlano di vecchi e nuovi casi di cronaca.Perché non ne siamo mai sazi?E poi, quando l’informazione smette di essere tale e diventa intrattenimento? Post e video da mille mila like e condivisioni?!Il male esiste, ma il modo in cui lo guardiamo, lo consumiamo, lo condividiamo, talvolta, non è altrettanto sadico e perverso?

  11. 31

    Poliamore, coppie aperte, frequentazioni senza impegno e altre red flags

    Viviamo in un’epoca con infinite possibilità relazionali: coppie aperte, poliamore, “vediamo come va”.In questa puntata do il mio punto di vista personale su ciò che oggi chiamiamo relazioni moderne e sulla fatica, ancora enorme, di capirle davvero.

  12. 30

    Sii felice, quando ti pare.

    Sii felice, quando ti pare.Viviamo in un’epoca in cui la felicità sembra essere più un dovere. Devi stare bene. Devi sorridere. Devi scegliere di essere felice, anche quando non lo sei.In questa puntata parlo di quanto la felicità sia diventata sopravvalutata e di come il positivismo forzato spesso ci allontani dall’ascolto reale di noi stessi.Parlo di emozioni scomode che non sono errori a cui rimediare (in fretta), ma segnali da capire.Perché se le cose vanno male, è normale stare male.E no, non c’è niente di sbagliato in questo.La felicità non è uno stato permanente, né una scelta quotidiana da imporci.Arriva. Poi se ne va.E va bene così.

  13. 29

    AI MIEI TEMPI, ma quelli di chi?

    “Ai miei tempi…”Una frase che abbiamo sentito mille volte. E che, a volte, abbiamo anche detto.Ma quali sono davvero i nostri tempi?È memoria o è paura del presente?In questo episodio parlo di nostalgia, passato idealizzato, generazioni che si giudicano a vicenda e del coraggio - affatto scontato - di restare nel qui e ora.

  14. 28

    Sentirsi speciali è una fregatura

    Ad ogni tragedia non stiamo davvero ad analizzare cosa è andato storto.Ci chiediamo piuttosto come noi avremmo reagito al posto loro.E la frase che torna sempre è: “io avrei reagito diversamente”.Ma quella frase non parla di chi c’era.Parla del nostro bisogno di sentirci più svegli, più maturi, più al sicuro.Speciali.In questo episodio non cerco colpevoli né assoluzioni.Parlo di panico, di controllo, di quella bugia che ci raccontiamo per non ammettere che l’imprevisto può colpire chiunque.Anche noi.

  15. 27

    È questa la vita che sognavi da bambino?

    È questa la vita che volevi da bambino?In questo episodio non parlo di un tema preciso.Parlo di un percorso.Di consapevolezza, di scelte, di errori, di confini imparati tardi ma necessari. È una lettera a me stessa. E, forse, anche a chi ascolta.Un invito a fermarsi un attimo, respirare, e chiedersi dove siamo arrivati, come ci siamo arrivati, e che tipo di persona vogliamo essere oggi.Non è una resa dei conti.È un - nuovo - punto di partenza.BUON INIZIO ANNO A TUTTI!

  16. 26

    Chi si accontenta, gode?

    Hai mai pensato a quante scelte della tua vita sono davvero tue? In questo episodio di Ai miei tempi parlo di desideri messi da parte, di compromessi che chiamiamo normalità e di quanto sia facile smettere di chiedere qualcosa per paura di sembrare “troppo”. Se ti sei mai accontentato, se ti sei mai detto “va bene così”, questa puntata è per te. Un invito a riflettere, a chiedere di più e a riprenderti ciò che ti spetta davvero. Cerchiamo di non ci accontentarci, soprattutto se facendolo, sentiamo di stare perdendo qualcosa di importante per noi.IG e Tik Tok: @aimieitempi.podcastE-mail: [email protected]

  17. 25

    Mamma ho perso l'attesa!

    Ti sei accorto anche tu che ogni anno le feste arrivano prima? A ottobre è già Natale, il Black Friday dura un mese e appena finisce un evento ne parte subito un altro. Non è solo marketing: è il ritmo frenetico con cui ormai viviamo tutto. In questo episodio parlo di come la nostra epoca ci spinga a correre sempre, a saltare da un momento all’altro senza mai decantarne davvero uno.Di come ci stiano abituando a pensare al “prossimo passo” invece che a quello che già abbiamo, a quello che abbiamo davanti.E di cosa questo dice di noi, oggi. Se senti anche tu che ti manca il tempo di respirare, questo episodio fa per te.Seguimi anche sui social IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o scrivimi una email all'indirizzo: [email protected]

  18. 24

    Coltiva la tua ossessione. No, grazie!

    Negli ultimi anni sembra diventato normale dire che bisogna essere “ossessionati” dai propri sogni.Che se non vivi in modalità fissazione, allora non ci tieni abbastanza.In questa puntata provo a fermarmi un attimo e a chiedermi: ma siamo sicuri che questa parola sia innocua?Lo faccio partendo da me, da un periodo della mia vita in cui l’ossessione l’ho conosciuta davvero; non quella romantica, ispirazionale, performativa… ma quella che ti toglie il sonno, l’appetito, la libertà mentale.Racconto cosa significa convivere con un pensiero che ti consuma e perché oggi preferisco la parola “passione”, che ti apre invece di chiuderti.È un episodio più intimo, più personale.Un invito a scegliere ciò che ci nutre, non ciò che ci divora.Seguimi anche sui social @aimieitempi.podcast o inviami una e-mail all'indirizzo: [email protected]

  19. 23

    E se il mondo (NON) finisse proprio oggi?

    Viviamo in un costante bombardamento di tragedie: crimini, incidenti, aggressioni, guerre. Apri il telefono e trovi un mondo che sembra sul punto di crollare. Ma è davvero tutto così catastrofico… o ci stanno solo mostrando ciò che fa più paura perché è ciò che attira di più? In questo episodio parlo della sensazione di precarietà che ci portiamo addosso, di come la sovraesposizione al peggio distorca la percezione della realtà e ci faccia vivere in uno stato di allerta continua. E di quel momento in cui senti il bisogno di staccarti da tutto, non per ignoranza, ma per sopravvivenza mentale.Un invito a respirare, a selezionare ciò che lasci entrare, e a ricordarti che il mondo non è fatto solo di ciò che fa rumore.Seguimi anche sui social IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o scrivi una email all'indirizzo [email protected]

  20. 22

    Ha pubblicato un nuovo post

    Viviamo in un mondo dove tutto deve essere documentato: foto, storie, video, aggiornamenti continui. Sembra quasi che un momento valga solo se lo vedono anche gli altri. Ma cosa succede alla nostra vita quando smettiamo di viverla e iniziamo solo a mostrarla? In questo episodio rifletto su come i social stiano cambiando il modo in cui viviamo relazioni, esperienze, ricordi… e il valore che diamo alle cose quando nessuno le guarda. Perché forse abbiamo solo bisogno di ricordarci che non tutto deve essere perfetto, condivisibile o pubblico per essere reale. Anzi, a volte ciò che resta fuori dallo schermo è proprio ciò che ci fa vivere davvero.Seguimi anche sui social IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o scrivi una email all'indirizzo: [email protected]

  21. 21

    Che rumore fa il silenzio?

    Quando è stata l’ultima volta che hai sentito il silenzio?Viviamo immersi nel rumore: notifiche, musica, podcast, voci, traffico. Persino nei momenti di pausa, corriamo a riempire ogni vuoto come se la quiete fosse qualcosa da temere. Ma cosa succede quando smettiamo di fare, ascoltare, scrollare, produrre?In questo episodio rifletto su quanto sia diventato difficile restare soli con i propri pensieri, su come la noia sia stata trasformata in colpa… e su quanto, invece, il silenzio possa essere un modo per ritrovarsi.Seguimi anche sui social IG e TikTok aimieitempi.podcast o scrivimi all'indirizzo email: [email protected]

  22. 20

    O sei con me o sei contro di me

    Sembra che oggi non si possa più dire quello che si pensa senza che qualcuno ti metta un’etichetta addosso.Ogni opinione diventa una bandiera, ogni pensiero uno schieramento.Ma quando è che abbiamo smesso di parlare da esseri umani e abbiamo iniziato a parlare solo da “fazioni”?In questo episodio provo a capire perché siamo diventati così divisivi; e come possiamo tornare, semplicemente, a essere umani.Seguimi anche sui social IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o scrivimi all'indirizzo email: [email protected]

  23. 19

    Dove finisce la fedeltà e inizia il tradimento?

    Un tempo tradire era semplice da definire: o lo facevi, o non lo facevi.Oggi invece, tra like sospetti, messaggi “innocenti” e chatbot che flirtano, il confine si è fatto sottile, quasi invisibile.Cosa significa davvero tradire in un’epoca in cui le emozioni passano anche attraverso uno schermo?In questo episodio rifletto su come il concetto di fedeltà stia cambiando… e su quanto siamo disposti a giustificare — o perdonare — nel nome dell’era digitale.Puoi seguirmi anche sui social IG e Tik Tok: @aimieitempi.podcast o scrivermi all'indirizzo email: [email protected]

  24. 18

    Vedo filtri ovunque: ci piacciamo ancora, davvero?

    Ti è mai capitato di guardarti in una foto filtrata e pensare: “magari fossi davvero così”? Perfetto, senza segni di... vita, quasi.Viviamo in un’epoca in cui i volti reali sembrano non bastare più. Gli occhi diventano più grandi, le labbra più piene, la pelle più liscia, ma a che prezzo?In questa puntata rifletto su come i filtri e i ritocchi stiano lentamente cambiando il modo in cui ci percepiamo. Quando smettiamo di riconoscerci allo specchio, il problema non è più solo estetico: è identitario.Forse non è il nostro viso a dover cambiare, ma lo sguardo con cui ci guardiamo.Seguimi anche sui social, IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o scrivi all'indirizzo email: [email protected]

  25. 17

    La gara a chi sta peggio. E se cambiassimo le regole?

    In Italia sembriamo bravissimi in una cosa: lamentarci.Se qualcuno raggiunge un traguardo, lo smontiamo.Se qualcuno racconta una difficoltà, c’è sempre chi deve rilanciare con qualcosa di peggio.Come se soffrire di più fosse una medaglia al valore.Ma questa mentalità — quella della “gara a chi sta peggio” — ci blocca.Ci impedisce di riconoscere i nostri meriti, di ispirarci agli altri, di crescere.In questo episodio parlo di quanto sia importante cambiare prospettiva: smettere di misurare chi sta peggio, e iniziare a guardare chi prova a migliorarsi.Non per competere, ma per evolvere.Perché se il successo degli altri ti infastidisce… forse è solo il segnale che è arrivato il momento di guardarti dentro.Puoi seguirmi anche sui social, IG e Tik Tok: @aimieitempi.podcast o scrivermi una mail all'indirizzo [email protected]

  26. 16

    Cosa stiamo diventando?

    Nella vita sembra che nessuno possa più sbagliare. Ogni gesto, parola o scivolone - soprattutto quando diventa virale sui social - viene analizzato, deriso, trasformato in meme.Dall’estate di Temptation Island alla coppia di amanti ripresa a un concerto, fino ai vocali privati diventati virali: ormai tutto è materiale da giudicare.Ma dietro ogni risata o commento cattivo, c’è una persona.E la verità è che, a volte, siamo solo fortunati a non essere noi sotto i riflettori.In questo episodio parlo di quanto siamo diventati spietati nel giudicare, e di come il modo in cui trattiamo gli altri racconti molto di più di noi stessi.Perché prima di ridere, insultare o condividere, forse dovremmo chiederci: “Uscirei con me stesso?”.Puoi seguirmi anche sui social, IG e Tik Tok: @aimieitempi.podcast o scrivermi una mail all'indirizzo [email protected]

  27. 15

    Gentilezza o minaccia? Quando donne e uomini non si capiscono più

    Ti è mai capitato di non sapere se fidarti di un gesto gentile?Sempre più spesso, atti che dovrebbero avvicinarci creano invece distanza. Donne che si proteggono, uomini che si sentono sotto esame.In questa puntata di Ai miei tempi provo a capire perché accade e cosa possiamo fare per non smettere di riconoscere la gentilezza autentica.Seguimi anche sui social, IG e Tik Tok @aimieitempi.podcast o se vuoi scrivermi, mandami una e-mail a: [email protected]

  28. 14

    SOLDI: Troppo pochi, mai abbastanza

    I soldi non fanno la felicità… ma la loro mancanza nemmeno. In questo primo episodio della nuova stagione parliamo di soldi: perché ci fanno sentire inadeguati, perché ci vergogniamo ancora a discuterne, e perché forse dovremmo iniziare a farlo senza tabù.

  29. 13

    Sì, ma anche di meno. O anche di più.

    Quante volte ci autosabotiamo per paura di sembrare “troppo”?In questo episodio parlo di quanto sia facile sminuire ciò che siamo e abbiamo costruito, per paura di brillare o sembrare presuntuosi.Ma riconoscere i propri traguardi non è vanità: è consapevolezza.Un invito a guardarci con più onestà e meno giudizio.(E sì, è anche l’ultimo episodio prima della pausa estiva.)  

  30. 12

    IO (NON SONO) ROBOT

    In questo episodio di Ai miei tempi, parlo di un alleato un po’ misterioso (ma nemmeno più troppo) che mi aiuta a scrivere: l’intelligenza artificiale. Ma come cambia la creatività quando non siamo più da soli? Mi confronto con la tecnologia, il suo potenziale e i suoi rischi, e rifletto su quanto sia importante mantenere la nostra voce unica e autentica. Tra ironia, sincerità e qualche dubbio, esploro come l’IA può stimolare, ma non sostituire, il lavoro che viene da dentro di noi. E alla fine… un mistero da risolvere: questo testo l’ho scritto io, o l’ha scritto l’intelligenza artificiale?

  31. 11

    Ci vanno tutti tranne te. Andare dallo psicologo sta diventando (troppo) normale?

    In questo episodio parliamo di come la terapia sia passata da tabù a un trend. Abbiamo fatto grandi passi avanti sulla tematica 'benessere psico-fisico' ma attenzione a non confondere la terapia con una moda virale del momento. Andare in terapia è un atto di cura verso se stessi, non da caption per i post. Un episodio sincero e diretto e forse anche un po' scomodo. Tra riflessioni personali, ironia e voglia di guardarci dentro senza vergogna. 

  32. 10

    Quei bravi ragazzi. Adulti di oggi, adolescenti di domani.

    Quante volte ci capita di guardare un adolescente e pensare: “Non li capisco più.”Ma forse ci siamo solo dimenticati com’era.Com’era avere il cuore che batte troppo forte, sentirsi fuori posto, non sapere chi si è.In questo episodio parliamo di loro — e di noi.Di come li giudichiamo, li temiamo, li ignoriamo…e di quanto, invece, ci stiano osservando.Perché crescere è difficile, ma anche essere adulti oggi non è una passeggiata.Un invito a fermarci, ascoltarli davvero, e magari riconciliarci un po’ anche con l’adolescente che siamo stati. Un dialogo sincero tra generazioni, e un invito a non smettere mai di guardarsi con occhi nuovi... o con quelli da bambino.Seguimi anche sui social:https://www.instagram.com/aimieitempi.podcast/https://www.tiktok.com/@aimieitempi.podcasto contattami all'indirizzo email: [email protected]

  33. 9

    E se poi mi criticano?

    In questa puntata parto da una domanda che mi ha fatto mia mamma. Una domanda semplice, ma che apre un mondo.Parliamo di giudizio, di paura di esporsi, di tutte quelle cose che non facciamo – o che lasciamo a metà – per il timore di quello che gli altri potrebbero dire.E di come, soprattutto oggi, tra social e opinioni gratuite, imparare a filtrare le critiche (e chi le fa) diventa un atto di sopravvivenza creativa.Una chiacchierata tra riflessioni personali e domande che, spero, vi faranno guardare dentro.Perché a volte basta smettere di chiedersi “e se poi mi criticano?” e iniziare a domandarsi “e se poi funziona?”.

  34. 8

    Non succede... ma se succede?

    In questo episodio del podcast rifletto su una differenza spesso taciuta ma profondamente radicata: la percezione della sicurezza nello spazio pubblico tra uomini e donne. Una riflessione intimi e lucida sulla paura, l'abitudine a stare in allerta, e su quanto queste sensazioni condizionino la libertà quotidiana delle donne.  Una chiacchierata sul senso di sicurezza, sulla libertà di muoversi, e su cosa vuol dire essere donna (e uomo) oggi.Attraverso esperienze personali e osservazioni, vorrei invitare a guardare senza difese una realtà che molti non conoscono direttamente. Farlo con consapevolezza, empatia e ascolto. Con l'intento di costruire uno spazio di comprensione condivisa.Seguite anche sui miei canali social @aimieitempi.podcasto contattatemi all'indirizzo email di: [email protected]

  35. 7

    Ma tu non vuoi figli?

    In questo episodio parliamo di uno dei grandi non detti di oggi: scegliere di non avere figli. O non averne ancora. O non saperlo. Cosa succede quando questa scelta, o non-scelta, non rientra nei binari della “normalità”? Come rispondiamo a chi ci guarda con pietà o sospetto? E perché ci sentiamo sempre in dovere di giustificarci?Tra racconti personali, domande scomode e qualche battuta per alleggerire il tutto, esploriamo cosa significa oggi essere adulti senza figli — per scelta, per caso, o per ora.

  36. 6

    L'amore ai tempi dell'algoritmo

    In questo episodio parliamo d’amore. Ma non quello delle favole: quello che cambia nel tempo, che si scontra con le nostre insicurezze, con il bisogno di essere visti, con le App di incontri e gli swipe compulsivi.Dal gioco di sguardi al gioco delle notifiche, da Tinder ai sentimenti veri: quanto è cambiato il modo di conoscere e amare qualcuno? E soprattutto… quanto siamo cambiati noi?Una chiacchierata sincera sull’amore, sulle illusioni, sulle nuove modalità per incontrarsi (e perdersi), con una domanda di fondo: sappiamo ancora riconoscere un legame autentico?Seguimi anche sui social: @aimieitempi.podcastoppure dimmi la tua contattandomi direttamente all'email: [email protected]

  37. 5

    Cosa vuoi fare da grande?

    Da piccoli sognavamo in grande: astronauti, archeologhe, Miss Italia. E oggi? Da adulti, sappiamo davvero cosa vogliamo fare da grandi? In questo episodio parlo di sogni accantonati, del lavoro che definisce (troppo) chi siamo, del senso di smarrimento e della voglia di riscoprirci. Perché forse il punto non è cosa facciamo, ma chi siamo mentre lo facciamo.Seguimi anche sui Social: @aimieitempi.podcastPer un contatto diretto scrivimi all'indirizzo email: [email protected]

  38. 4

    Perché io no?

    In questo primo episodio ti porto dentro un pensiero che, se sei onesto, almeno una volta ti è passato per la testa: il confronto costante con gli altri. Scorri i social e sembra che tutti stiano vivendo la vita perfetta, mentre tu ti senti fermo, in ritardo, in bilico. Ma è davvero così? Parliamo di invidie, aspettative, percezioni distorte e del bisogno profondo di sentirsi visti e validi. Un inizio sincero, senza filtri, per chi ha voglia di ascoltare e, magari, riconoscersi.Seguimi anche su Instagram: @aimieitempi.podcastPer info o curiosità (o per suggerirmi qualcosa di cui parlare nei prossimi episodi) scrivimi all'indirizzo email: [email protected]

  39. 3

    TRAILER - AI MIEI TEMPI

    Ecco il trailer del podcast “Ai miei tempi”. Un piccolo assaggio di cosa troverai negli episodi: riflessioni, domande, storie e un po’ di ironia su cosa vuol dire essere giovani adulti oggi. Il primo episodio arriva presto. Intanto, ci conosciamo?

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