PODCAST · education
Alla ricerca dell'uomo perduto
Quale via imboccare per partire alla ricerca del vero Uomo che vive dentro di noi? In un'epoca in cui essere maschio è complicato e richiederebbe un azzeramento della struttura dentro la quale i nostri genitori e i nostri predecessori ci hanno inprigionati, come possiamo noi maschi costruire la versione migliore di noi stessi per offrirla agli altri in tutta la sua bellezza ed energia costruttiva?
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ANNO 3 - PUNTATA N. 19 – Perle ai porci
Chiariamo subito: nessun animale verrà maltrattato o anche solo bullizzato in questa puntata. Capisco che il titolo lo possa fare pensare, ma io sono molto accogliente verso i porci…Gli animali intendo. Il maiale è geneticamente molto vicino all’uomo e non lo sto dicendo con ironia. Anzi, mi voglio sbilanciare nel dire che io ho grande stima dei porci, perché almeno loro sono esattamente quello che mostrano, senzapreconcetti. Non hanno problemi a razzolare nella melma, ma ripuliti possono essere anche degli animali domestici carini e coccolosi. E sono molto più intelligenti di quanto possa fare pensare il loro aspetto. E poi, al contrario di alcune persone, mangiano di tutto. E’ un piacere (si fa per dire) vederlimangiare… Oh, adesso che ho fatto la doverosa premessa posso passare alla riflessione di oggi. Avevo questo titolo in mente da molte settimane, come sempre stimolato da una osservazione casuale, ma mi sono trattenuto dall’usarloperché subito il mio sabotatore interiore ha attaccato con la filippica “ma chi ti credi di essere per dare dei porci agli altri, non sei mica Gesù Cristo. C’è già quello lì oltre oceano che si crede il salvatore… E poi non è un detto politicamente corretto: qualcuno potrebbe offendersi…” Che palle questo subdolo alter-ego che mi fa sempre mille problemi. In definitiva sto citando il Vangelo (Matteo 7.6): se anche Gesù, che è cintura nera di inclusività, si è sbilanciato fino a questo punto, potrò anche io dire la mia, nel mio piccolo.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 18 – Elisir di lunga vita
Io faccio parte della Generazione X, chi segue questo podcast lo avrà capito da tempo. E ne sono felice, perché in effetti noi nati diciamo nell’intorno degli anni 70, stiamo vivendo una serie di cambiamenti socio-culturali importanti e molto vari. Siamo nati in piena guerra fredda, in un mondo che era diviso da un muro, ma abbiamo avuto il privilegio di vederlo cadere. Abbiamo visto la nostra nazione e la sua democrazia superare dei momenti molto bui e trasformarsi in quello che, nelbene o nel male, è oggi. Ma soprattutto abbiamo vissuto fin dall’inizio la trasformazione tecnologica che sta modificando giorno dopo giorno il nostro mondo e le nostre vite. L’ho già spiegato, io ho ricevuto una formazione da tecnico, ma non sono mai stato invasato per la tecnologia. La considero perquello che è: uno strumento che deve essere a nostra disposizione per renderci più facile la vita. Mi ricordo ancora le polemiche in merito all’uso delle calcolatrici quando andavamo a scuola, che ridere. Le cose si ripetono eoggi si risente la stessa polemica solo che si parla di smartphones e di Chat GPT.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 17 – Eredità
Oggi, mentre scrivo è il 25 aprile, una delle feste più importanti per me, forse la più importante. Ma non vi preoccupate, non dedicherò questa puntata all’elogio della Resistenza e alla sacrosanta sconfitta del nazifascismo. Vi basti sapere che in caso di necessità, io non avrò dubbi e saprò da che parte stare. E perché non ho dubbi?Perché non c’è abile discorso politico o bieca propaganda che mi possa confondere in merito al valore della nostra Libertà? Perché sono stato indottrinato da piccolo? Perché sono nato in una famiglia di comunisti? Perché il mio pensiero è stato plasmato da insegnanti schierati a sinistra? No… Nulladi tutto questo. L’ho capito oggi perché, durante il discorso di un assessore del mio paese in occasione della celebrazione dei caduti, questo ha parlato di eredità. Ecco, si tratta di una eredità, la mia eredità. Quella che ho ricevuto dagli uomini e dalle donne che sono venuti prima di me e dei miei genitori.Ragazzi e ragazze che ci hanno liberato.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 16 – Hybris
Questo podcast non è un editoriale. Io non sono un giornalista e non è il mio scopo commentare i fatti di politica estera o di cronaca. Ma queste puntate nascono sempre dall’ispirazione del momento e non sarei umano se non mi facessi influenzare da quello che sta succedendo in questo momento nel mondo. Mentre scrivo questa puntata, siamo nell’aprile del 2026 e i telegiornali sembrano fare concorrenza ai tanti film classici di fantapolitica, catastrofici o distopici. Siamo ormai entrati in pieno nell’era dell’intelligenza artificiale e speriamo che Skynet non prenda il controllo delle testate atomiche… Ma è probabile che IA non farà in tempo a prendere il controllo, perché tra capi di stato in preda al delirio di onnipotenza (addirittura uno si è convinto di potersela giocare con GesùCristo) o semplicemente incompetenti che gestiscono molte nazioni europee tra cui la nostra, non è che ci voglia molto a far saltare per aria l’intero genere umano…
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ANNO 3 - PUNTATA N. 15 – Fare politica
Ho passato tutta la gioventù nel totale qualunquismo. Ecco, anche oggi parto con una dichiarazione netta per fugare qualsiasi dubbio in merito alla mia assoluta normalità.Intendo dire che per molti anni non mi sono mai interessato ai problemi della comunità, della cosa pubblica. Da ragazzo non ero attirato dai comitati studenteschi e facevo fatica a capire i motivi dei molti scioperi che facevamo a scuola. Qualche anno doppo poi ho Lavorato in un ambiente legato alla difesae diciamo che gli ideali progressisti non erano proprio di casa. I sindacalisti in azienda mi sono sempre sembrati più concentrati sui loro interessi personali piuttosto che su quelli delle maestranze, per cui non riuscivo ad appassionarmiai loro sermoni. Ho visto la fine della prima repubblica, l’avvento della seconda, della terza, la caduta della Democrazia Cristiana, la trasformazione del partito comunista. Ho visto in diretta televisiva la caduta del muro di Berlino e in effetti quello è stato un passaggio del quale sentivo la magnitudine storica. Ho seguito la perestroika di Michail Gorbacev, la caduta dell’Unione sovietica… Po l’ascesa di Berlusconi, i vaffanculo di Beppe Grillo. E per tutta questa prima fase della mia vita sono stato politicamente indifferente. ..
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ANNO 3 - PUNTATA N. 14 – Serietà
Io sono abbastanza minchione. Si dice dalle vostre parti? Fatemi sapere…. Oggi inizio così con una dichiarazione forte, in quanto una puntata che si intitola serietà non può cheiniziare con questa precisa dichiarazione. Perché dopo tutti questi episodi che alcuni di voi hanno avuto la carineria di ascoltare uno dopo l’altro, potreste esservi fatti l’idea che io sia un tipo molto serio e convinto di sé. Magari c’è anche qualche hater nell’ombra che mi da dell’egoriferito o peggio… Ma io ci tendo a mettere in chiaro che, nonostante gli argomenti che tratto siano seri, io amo scherzare e rimanere in superficie ogni volta che posso, come tutti. Quando sono in vena ne sparo di minchiate, molti di voi possono confermarlo senza ombra di dubbio. E vi dico questo perché ci tengo a ribadire che io sono qui che racconto cose, a braccio e un po’ a caso, ma lo faccio sinceramente e soprattutto non dall’alto di un pulpito di presunta “superiorità”. Non mi ritengo illuminato, non sono stato prescelto da qualcheentità suprema o colmato di conoscenza come alcuni intellettuali famosi. Io mi ritengo un uomo qualunque, assolutamente normale, come tanti di quelli che vedointorno a me...
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ANNO 3 - PUNTATA N. 13 – Il Focus
È un cazzo di casino. C’è un mio amico che ripeteva questa frase come un mantra. Passavamo ore a discutere sui massimi sistemi, appellandoci a tutta la nostra conoscenza, citando interi paragrafi degli ultimi saggi di filosofia che avevamoletto e quando ad un certo punto non ne venivamo più fuori, anche perché a quel punto eravamo arrivati alla quarta birra, Antonello risolveva tutto con la frase magica, il placebo estremo della filosofia: “eh… È così: è un cazzo di casino.” Ecco la summa di anni di letture, di percorsi per trovare la consapevolezza, di costosi seminari fuorisede, di corsi iniziatici, per rituali sciamanici… “E’ un cazzo di casino” è la sintesi perfetta. Perché la vita è un casino. E per fortuna. Perché in caso contrario sarebbe un gran rompimento di palle.Riuscite ad immaginare un’esistenza dove tutto fila liscio dall’inizio alla fine? Ma sarebbe una noia devastante!
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ANNO 3 - PUNTATA N. 12 – L’autonomia emotiva
Con il passare degli anni ho meno bisogni. È una constatazione, forse anche un po’ melanconica. Ma ècosì: è un fatto. Hey, niente battute scontate, non sto parlando di bisogni sessuali, dai, su… Troppo facile così. No, la mia è una considerazione assolutamente generale, trasversale a tutti i bisogni della mia vita. Ok, ho sempre bisogno del mio stipendio, purtroppo alla mia nascita ho ricevuto moltitalenti, ma non quello di fare i soldi. Non era scritto nel mio destino probabilmente. Se sapessi incanalare la mia creatività in quella direzione oggi sarei di certo ricco. Ma così non è stato fino ad ora e a meno di un imprevedibile svolta nel mio destino, temo che in questa vita dovrò continuare a lavorare il più a lungo possibile. Ma dai, il mio lavoro mi piace, per cui,va bene così. No, sono altre le cose di cui non ho più bisogno.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 11 – Non darsi via
L’accoglienza è un valore, per me. L’ho ripetuto lungamente durante questo percorso. Certo, non va molto di moda di questi tempi. Quello che i mass media ci passano è in effettiun revival del “celodurismo” che spero vivamente sia solo la facciata di una società occidentale che continuo a sperare sia più umana di quello che vuole mostrare.Stiamo vivendo una esibizione muscolare delle super potenze mondiali, si aprono continuamente nuovi fronti di guerra, tanto che facciamo fatica a seguirle tutte. Senza considerare che a noi arrivano solo le notizie che riguardano il nostro emisfero… Di quello che accade in oriente o in Africa, non sappiamo praticamente nulla. Ma va bene così, abbiamo già abbastanza per vivere con l’ansia che prima o poi ci esploda un drone sotto casa. Per cui oggi, parlare di accoglienza, ragazzi, sembra assurdo. Se la guardo da questo punto di vista anche questo podcast mi sembra anacronistico. Ma lo sapete, io insisto. Persevero perché sono convinto che sia necessario cercare la bellezza, la bontà, la meraviglia dentro di noi.
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ANNO 3 - PUNTATA N.10 - Intervista a Paolo ARNETOLI
Proseguono le interviste con uomini anch'essi alla ricerca della propria mascolinità evoluta: in contriamo Paolo Arnetoli, amico, attore e uomo dedicato alle cure olistiche.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 9 – La rete profonda
Ho appena finito di vedere una serie di documentari dedicati alle foreste incantate (che fonte meravigliosa che sono i documentari)… Queste puntate descrivono approfonditamente tutti i meccanismi vitali delle foreste disseminate sul nostro pianeta: per ogni tipo di clima gli alberi e tutta la fauna e la flora del bosco fanno squadra organizzandosi come se fossero un unico organismo. Leforeste si rinnovano, si diffondono o sopravvivono ad eventi catastrofici grazie all’aiuto di ogni organismo animale o vegetale che le abitano. Gli uccelli mangiano i frutti, volano a chilometri di distanza trasportando nello stomaco i semi contenuti nel frutto per poi depositarlo con le feci in un altroluogo dove nascerà un nuovo albero. La foschia che si crea sulle cime degli abeti in certe stagioni, assorbe il polline dei fiori e viene trasportata dal vento contribuendo all’impollinazione. Sono tanti questi meccanismi virtuosi che permettono alla natura di creare questi spazi magici, anzi sacri, che sono le foreste.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 8 – Seminare Bellezza
Sono andato a vedere un film: Hamnet – Nel nome del figlio di Chloè Zhao. Amici attori e registi mi avevano esortato a non perderlo, per diversi motivi. In primis per la performance degli attori e li devo citare perché qui si parla di gente ad altissimo livello: Jessie Buckley (che probabilmente vincerà l’Oscar come migliore attrice protagonista), Paul Mescal (candidato come miglior attore non protagonista), Jacobi Jupe un attore di 13 anni che boh, non so cosa dire… Non vi preoccupate, nonvoglio usare una puntata per fare una recensione… Come sempre si tratta di cogliere un’occasione per riflettere su qualcosa che ritengo importante. Chi sta vivendo questo momento nel presente e frequenta i social sarà anche stanco di sentire parlare di questo film. Sapete come funziona: i creatori di contenuti cavalcano l’onda e l’algoritmo li segue e li pompa. Io non voglio fare parte di questo meccanismo.Voglio condividere con voi le mie sensazioni e portarvi dentro di esse. ..
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ANNO 3 - PUNTATA N. 7 – Il baratro
Quando vivi una crisi di panico, anche se non ti sei documentato prima, non dubitare la riconosci. Ecco,oggi ho provato a evocarne una per voi. Volevo raccontarvela perché in questi momenti la sensazione che prevale su tutto è che ti senti morire, letteralmente. Non sono cose che si riescono a raccontare davvero, ma le senti e le riconosci quando ti capitano. Ecco, oggi voglio dirvi questo: se mai vicapiterà, e vi auguro di non fare mai questa esperienza, sappiate che passa. Non morirete. Passa. Fermatevi, mettetevi al sicuro e respirate: passerà. Dieci minuti e tutto sarà finito. Sopravviverete. Sarà dura, ma sopravviverete.Sfogatevi, piangete, piangete tutte le lacrime che avete, respirate e minuto dopo minuto andrà meglio. E quando vi sarete calmati, vi sentirete a pezzi, certo. Sarà uno schifo, non c’è dubbio. Ma sappiate che questo sarà uno dei momenti più importanti della vostra vita. Sarà una grande svolta, un cambio di rotta drastico e voi non sarete più gli stessi.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 6 – Ancora ingabbiato
Sono settimane ormai che mi sveglio stanco. Mi pesa ammetterlo ma è così. Non è depressione, non è delusione, paura o rabbia. È semplicemente stanchezza. Cosa c’è di strano? Sono un essere umano, non terminator. Non ho una pila atomica che mi alimenta e neppure un super potere che mi faccia ricaricare alla luce del sole o a contatto con l’acqua del mare… Sono un uomo come tanti altri, lo ripeto sempre.D’altra parte non mi fermo mai, credo che lo abbiate capito ormai: ne combino di tutti i colori. Ho un lavoro che richiede impegno costante e tengo botta, ma poi non finisce lì, c’è tutto il resto, quello che faccio perché mi fa sentire bene e utile anche oltre al mio mestiere. Mi tengo in forma, mi alleno in moti modi… Prendo vari integratori, mangio bene, sano ma non da malato… Ma sono un essere umano come gli altri. Ho anche un’età… È normale sentirsi affaticati quando si vive intensamente e molto probabilmente non si dorme abbastanza, come faccio io. Tutto normale, sarete d’accordo anche voi. E allora perché mi pesa ammetterlo?
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ANNO 3 - PUNTATA N. 5 – Allo specchio
Se ce una cosa che mi distrugge è mentire, agli altri e soprattutto a me stesso. Non mi fraintendete, non è che io non abbia mai mentito, non sono di certo irreprensibile, ma credetemi che quando l’ho fatto sono stato male, a prescindere dal fatto che fossero menzogne per nascondere la mie malefatte o a fin di bene. Mi da talmente fastidio che quando mento non riesco neppure a guardarmi allo specchiosenza sentirmi in colpa. Ed eccoci arrivati al titolo di questa puntata. Perché lo specchio non mente mai. Ci avete fatto caso? No? Allora oggi vi propongo un esercizio semplice; fatelo stasera, a casa vostra, in solitudine. Avrete uno specchio abbastanza grande da vedervi a mezzo busto, no? Ma certo che ce l’avete. Ecco, piazzatevi davanti a questo specchio dopo aver spento le luci principali della stanza. Ci vorrebbe una lampada da tavolo, di quelle con il braccio regolabile in modo da poter illuminare bene il viso, ma un po’ di taglio, in modo da cogliere luci ed ombre dei vostri lineamenti. Mi raccomando che gli occhi siano bene illuminati, perché saranno le nostre soglie...d’ingresso.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 4 – Futuro? Perché no?
Sono sempre felice di cambiare idea. Non so, forse è una questione caratteriale, ma escludendo alcuni principi basilari che costituiscono le fondamenta della mia personalità, pertutto il resto io sono molto disponibile a cambiare idea. Mi piace il dibattito, mi piace ascoltare e prendere in considerazione altri punti di vista, anche se diametralmente opposti al mio. Non mi fraintendete, non sono una banderuola che cambia direzione ogni momento, ma se vengo messo a conoscenza di informazioni o speculazioni intellettuali che mi portano ad osservare una cosa in un nuovo modo, non ho nessun problema a cambiare posizione. E come vi dicevo prima, quando mi succede sono contento, perché rivedere le proprie posizioni è una dimostrazione di apertura mentale, di flessibilità intellettuale e anche di propensione al cambiamento. Oggi vi racconto l’ultimo episodio simile che mi è successo alcuni giorni fa, perché mi ha sorpreso.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 3 – La maggioranza silenziosa
C’è una maggioranza silenziosa che ogni giorno esce di casa, spesso prima che il resto della famiglia si svegli e che con passo lento e inesorabile si avvia verso il proprio lavoro. D’inverno è ancora buio. Si alzano, prendono un caffè veloce e via, fuori, al freddo, che è ora. Gente che va in fabbrica, in cantiere, che prende il camion per andare a ritirare la merce alle 5, o che scarica direttamente al mercato generale alle 5 del mattino. C’è gente che guida per più di otto ore anche se non dovrebbe, che porta decine di persone in mezzo alla nebbia o con 35° C, che l’asfalto davanti a te tremola come l’acqua. C’è gente che passa la giornata a fare su e giù per le scale con i mobili di qualcun altro sulle spalle, che la piattaforma di sollevamento costava troppo. C’è gente che ogni giorno va in ufficio e ha responsabilità invisibili, che non si traducono in gesti erculei, ma che valgono centinaia di migliaia di Euro, che portano a casa i contratti che danno poi lavoro a centinaia di persone. C’è gente che non dorme di notte perché la scadenza con il fisco si avvicina e il cliente paga a 120 giorni…
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ANNO 3 - Puntata N.2 - Intervista a Fabio Picone
Iniziamo con la prima di una serie d'interviste ad alcuni uomin che conosco e stimo profondamente. Rompiamo il ghiaccio con Fabio Picone, musicista, manager, ma soprattutto esploratore dell'animo umano. Un uomo che mi onoro di chiamare fratello.
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ANNO 3 - PUNTATA N. 1 – Terra in vista
Diamo inizio a questo nuovo anno con un po’ di novità e di informazioni! Questo che viene sarà il terzo e ultimo anno di questo viaggio, partiamo da questo. Io sono molto affascinato dal numero tre non tanto per questioni esoteriche ma perché mi dà un senso di compiutezza minimale. Poi è vero che il triangolo è un simbolo potentissimo che funge da base per altri simboli chiave di tutte le culture: maschile e femminile, le varie trinità religiose presenti in molte culture, il superamento della dualità maschio/femmina, bene e male, il collegamento tra terra e cielo e potremmo continuare per ore. Io la vivo piùsemplicemente: il mio inconscio, che è sicuramente sincronizzato con quello collettivo di cui parlava C.G. Jung, sente che il numero tre chiude un ciclo. E quando creo, mi rifaccio spesso a questo principio. E voglio iniziare questoterzo anno preannunciando la conclusione di questo percorso, perché ci tengo al fatto che anche voi ascoltatori diate alle prossime cinquantuno puntate il valore che meritano.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 53 – Quando il bambino era bambino
Doveva essere per forza un extra l’ultima puntata dell’anno 2025. Non me l’aspettavo… L’ultimo mercoledì del 2025 cade nella prima settimana del 2026. Se non è un segno questo… Ma io ne sono felice, perché volevo regalarvi qualcosa di diverso, una puntata che non fosse tutta farina del mio sacco perché ammettiamolo, io non sono un grande poeta o un autore blasonato. E oggi vado ad attingere niente di meno che tra i premi Nobel. Ma non lo faccio per una questione d’immagine, non allarmatevi. Lo faccio perché ci sono opere che ti cambiano profondamente, che ti catapultano verso il tuo futuro “sé” e per me, una di queste è “il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders un film del 1987.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 52 – Caro Babbo Natale
Caro Babbo Natale, ti scrivo dopo tanto tempo perché oggi è una vigilia speciale, una vigilia che posso condividere con le persone che durante gli ultimi due anni hanno dato creditoa questo lavoro, ascoltando ogni mercoledì la mia voce che vaga di pensiero in pensiero, apparentemente senza meta. Ti scrivo non per chiedere, ma per celebrare il mio 58° Natale pregandoti di mettere agli atti la mia gratitudine per quanto la vita mi ha donato fino ad ora. Ricordo che per molti anni, alla soglia della trentina se ricordo bene, questo periodo mi è stato indifferente. Non lo sentivo più il Natale. Lo vivevo esclusivamente come l’operazione commerciale che a tutti gli effetti è, senza sentirne la magia. Avevo seppellito il mio lato fanciullesco in profondità, dentro di me e mi ero completamente conformato allo stereotipo del maschio in carriera che “non ha tempo per queste cazzate”...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 51 – Perseveranza
E siamo ormai in dirittura d’arrivo in questo secondo anno di viaggio, alla ricerca di questo uomo evoluto di cui io, ma penso tutti, abbiamo bisogno. Per essere una navigazione condotta a vista devo dire che sono sorpreso dello sviluppo che hanno avuto i molti temi che abbiamo toccato puntata dopo puntata. Proprio come da una vecchia barca, con il solo aiuto di una bussola e di alcune stelle che mi fanno da riferimento, è bello navigare e “approdare” ogni volta su nuove spiagge ed esplorare territori anche sconosciuti. Sono felice perché non ho ancora sentito fatica nel mantenere l’impegno che mi sono dato di uscire con una puntata ogni settimana, anzi, devo ammettere che questo appuntamento fisso con la scrittura prima a con la registrazione e la produzione di ogni puntata si è consolidato come uno spazio benefico tutto mio, che mi accompagna nei miei viaggi in treno e mi coccola nel mio studio, circondato dagli oggetti che amo, i tappeti di lana, il mappamondo, i modelli di aeroplani… Un po’ come Emilio Salgari, quando scrivo, viaggio senza alzarmi dalla mia sedia, vagando tra pensieri e ricordi, come se fossero dei luoghi esotici.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 50 – Il Tutto
Sento caldo. È notte,sono all’aperto, ma io sento caldo. Gli alberi scorrono a destra e a sinistra, il bosco è fitto, i rami mi graffiano la pelle. Sono senza maglietta. Sto correndo. Mi muovo nel buio a zig zag per evitare gli alberi, a terra foglie, il terriccio del sottobosco, sassi. Il terreno è scivoloso con l’umidità della notte. Sento l’acqua del torrente che scorre da qualche parte nel buio. Le foglie frusciano sopra la mia testa, le attraverso con lo sguardo e vedo la luna piena che illumina la mia corsa. Odore di terra e funghi, nessun altro rumore tranne la mia corsa e quella di mio fratello e di mia sorella. Stanno correndo con me, defilati di lato, ma con la coda dell’occhio non ci perdiamo mai di vista. Nessuno parla, respiriamo, forte. Sembriamo tre lupi, un piccolo branco che corre senza meta, potrebbe essere una caccia, l’inseguimento di noi stessi, ognuno cerca di raggiungersi. Sono al mio inseguimento, sto correndo alle mie spalle e allo stesso momento sono di fronte a me in fuga da me stesso, forse mi sono espanso in un essere più ampio che si allunga spiritualmente lungo il sentiero. Forse sto delirando.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 49 – Maschere
A prescindere da quanta esperienza tu abbia, nelle relazioni sembra non bastare mai. E mi sono ormai convinto che per quanto io faccia, non ne verrò mai fuori completamente. Lepersone sono complesse tutte e tutte sono uniche. E questo comporta una fatica tremenda. Le relazioni sono faticose, è inutile girarci intorno. Troppe variabili. Questo è il motivo per cui tutti, istintivamente, cerchiamo di semplificare, di ricondurre ogni evento, ogni discussione entro degli schemisemplificati che ci permettano di non sentirci smarriti di fronte al mistero dell’altro. Prendiamo le persone e come prima cosa le etichettiamo, in modo da aprire nel cassetto della memoria quello schema comportamentale che, ci hanno insegnato, è quello corretto da utilizzare con quel tipo di persona. Come in una partita discacchi, facciamo delle “aperture” standard, per illuderci di partire in controllo anche con uno sconosciuto...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 48 – Il nastro trasportatore
Una delle grandi fortune che ho è che il mio lavoro mi offre continue opportunità di apprendimento. Dopo aver passato vent’anni in una azienda che dall’esterno appare come una delle eccellenze nazionali, ma che in realtà nella gestione e nella formazione del personale è l’equivalente di una bottega artigiana (e forse neanche di quella), la seconda fase della mia vita professionale è diventata un continuo percorso formativo, regolare, ben strutturato… Pensate che per fare quello che è stato il mio primo lavoro, negli Stati Uniti, i tecnici come me, fanno un corso intensivo di sei mesi in una base aerea, se mi ricordo bene la formazione prevede un centinaio di ore di volo su velivoli militari di vario genere… Noi italiani invece, no. Almeno quando ci lavoravo io questa azienda, intendiamoci. Io mi sono formato on-the-job, lo dicevano in inglese perché faceva più figo. ..
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ANNO 2 - PUNTATA N. 47 – Non sei il mondo
Io ho questo grande amore per il Caffè Rossini, qui a Torino. E’ il mio centro di gravità permanente urbano. Lo racconto sempre a tutti, ogni volta che li porto lì per la prima volta. E guarda caso, tutti, sempre, ne rimangono catturati. Ci tornano poi al Caffè Rossini, con o senza di me. Perché si beve e si mangia bene certo, ma soprattutto per l’ambiente. E’ tutto così autentico dietro al bancone di questo pub che davvero è il ritrovo, no aspetta; il porto sicuro per le anime alternative di Torino. In cosa consiste questa magia? Nel mix di umanità.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 46 – Il convinto
Prendo spesso il treno, la mattina presto, insieme agli studenti. Non più tutti i giorni per fortuna: alla fine dopo trentacinque anni di lavoro un po’ di vantaggi a favore del mio benessere li ho guadagnati. Così, non vivendolo più come uno stress quotidiano, questo piccolo viaggio settimanale è diventato qualcosa di piacevole, una delle occasioni che ho per osservare ed entrare in contatto con il resto dell’umanità. I mezzi pubblici sono un buon spaccato della società e se sei un osservatore c’è tanto da vedere, da studiare. Dicevo che salgo in treno insieme agli studenti, soprattutto delle medie superiori, gli universitari sono molti di meno alle 7,30 e mi fa sorridere pensare che oggi io sono uno di quegli anziani che da ragazzino osservavo con distacco, come se quelle persone così vecchie, molto più grandi dei miei genitori, non mi riguardassero. Me laricordo questa cosa e oggi un po’ la percepisco nei loro sguardi. Non c’è ancora accondiscendenza negli sguardi dei ragazzi perché sono ancora prestante, ma è chiaro che mi guardano come se appartenessi ad un altro pianeta. Ed èanche giusto che la pensino così, perché rispetto a loro, la mia è una generazione di reduci...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 45 – Miglioramento continuo (felino)
Vi avverto che questa sarà una puntata divisiva. Questa volta mi sbilancio e prendo una posizione netta. Io amo i gatti. E più precisamente i miei gatti. E vi dirò di più: diffido di chi non ama i gatti. Quando poi se ne escono con i luoghi comuni più biechi come “i gatti sono opportunisti, non amano veramente nessuno” ecc. ecc. Beh, mi incazzo proprio. In primo luogo perché proprio come gli esseri umani i gatti sono tutti diversi. E in secondo luogo perché i gatti sono semplicemente superiori. Non vi scaldate amici cinofili, perché amo anche i cani ben educati e gli animali in genere, ma il gatto è un universo a se. Perché parto da qui oggi? Perché io imparo tantissime cose dal mio gatto. Gatto Ugo. Dieci chili di eleganza felina. Lo osservo, lo studio. E non dico nulla di strano: come tutti gli umani amanti dei gatti, io sono al suo servizio.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 44 – La stanza chiusa
Sono lì, fermo di fronte alla porta chiusa. Non ho nessuna voglia di aprirla. Ma so che lo devo fare. Prendo coraggio, impugno la maniglia, faccio un respiro e apro. Un inferno. Ilcaos nella sua versione più spaventosa. Com’è possibile che io abbia permesso tutto questo, come ho potuto continuare ad alimentare questo groviglio inestricabile? Semplice: procrastinando. No, non è il racconto di uno dei mieiincubi; è la terribile realtà che ho dovuto affrontare molti mesi fa. No, non sto parlando del mio inconscio, del mio lato oscuro. Della mia anima tormentata da artista. Nulla di così romantico. Sto parlando del mio studio. Si, avete capito bene: una stanza di casa mia, nulla di più semplice. Penso che sia capitato a molti di voi, di avere “una stanza in più”. Un vano che nella testa del progettista doveva essere destinata ad un uso famigliare, tipicamente “la stanza dei bambini”, ma che noi non avendo quella necessità, con il tempo abbandoniamo lì.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 43 – Promesse
Sto aspettando l’idraulico. Non ridete di me! Lo so che l’ultima volta abbiamo parlato della mia lavastoviglie e del tecnico degli elettrodomestici. E portate pazienza, oggi parliamo del mio idraulico… Si perché ho la valvola della mandata dell’acqua che perde e sono preoccupato. Si trova giù in cantina e con la pressione che deve tenere questa valvola, se la situazione peggiora, la mia cantina potrebbe diventare una piscina… Per cui potete capire la mia apprensione nell’aspettare il mio idraulico. Poi lo conosco personalmente, le nostre figlie andavano all’asilo insieme. E ha già fatto dei lavori per me e mi sono sempre fidato di lui. Poi qualcosa tra di noi si è guastato...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 42 – Il tuo ruolo
Ho una grande stima dei comici, soprattutto da quando recito, perché come in tutte le cose, quando passi dal ruolo di semplice fruitore passivo di qualcosa a parte attiva, ti rendi conto di quanto lavoro ci sia dietro ad un qualsiasi prodotto, evento, performance artistica. C’è per caso qualcuno di voi all’ascolto che crede che far ridere le persone volontariamente, sia solo questione di faccia tosta e di talento? Perché per me, che ho fatto dei percorsi per capire, non imparare badate bene, semplicemente capire come funziona la comicità, mi pare impensabile liquidarla come qualcosa di semplice, alla portata di qualsiasi stupido di passaggio. I grandi comici sono sempre grandi attori e spessissimo ottimi autori.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 41 – La tua fama
Mi si è rotta la lavastoviglie. Non è che questo prezioso elettrodomestico si rompa sovente, per fortuna. E così, dopo penso dieci anni, eccomi di nuovo abbandonato dalla miapreziosa collaboratrice domestica; ieri sera faccio per accenderla e niente… Nessun segno di vita. Tutti i led drammaticamente spenti. Capite che tragedia?Toglietemi tutto ma non la mia lavastoviglie. Io senza lavastoviglie (o lavatrice) sono come Batman senza la batmobile! Ma dopo tutti questi anni, il tecnico dell’ultima volta, che era stato bravissimo ed onestissimo… Chi loritrova più? Era già anziano… Se va bene sarà in pensione. E così cosa ho fatto? Ho cercato su Google. Un tecnico nella mia zona… E come fare a sceglierlo? Mi sono letto le recensioni e la reputazione di Fabio, il tecnico degli elettrodomestici, è molto buona.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 40 – Super partes
Quello che mi frega in genere è il mio senso di giustizia. L’ho sempre avuto, fin da piccolo. E per questo motivo mi sono sempre appassionato ai super-eroi solitari dei fumetti. Igiustizieri. Batman in primis e poi Dare Devil della Marvel Comics. E ce n’è una lista che non finisce più. Anche nel cinema, a partire dai film western, il cavaliere solitario che si fa giustizia con le proprie mani mi ha sempre affascinato. E badate bene che ho sempre saputo che è una cosa sbagliata,perché per poterci dichiarare civili dobbiamo delegare la legge a fare giustizia. E questo per me è fuori discussione. Ma senza arrivare agli estremi dei raptus che ci racconta ogni giorno la cronaca, io credo che tutti noi patiamo quello che percepiamo come un’ingiustizia, un trattamento iniquo, sbilanciato.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 39 - Non si finisce mai di guarire
Ci sono moltissime cose di cui ci illudiamo nel corso della nostra vita. D’altra parte senza l’illusione forse non troveremmo neanche la forza di andare avanti a volte. Si è vero, abbiamo parlato tanto nei mesi passati di fatti, dipercorsi, scelte, obbiettivi, Intento. Abbiamo parlato della costruzione della nostra vita a partire dalle sue fondamenta, per farne una opera d’arte che ci rappresenti, che ci racconti per quello che siamo. Ma in mezzo a tutto questo ci sono tanti sogni e tante illusioni. E anche questi servono, eccome se servono. Con tutto il condizionamento che abbiamo ricevuto nel corso della nostra formazione da “uomini adulti” continuiamo a contare molto su un approccio pragmatico, basato su fatti concreti, facili da identificare e quindida risolvere. Se dovessi contare solo sullo stereotipo maschile più banale, che descrive noi uomini come una specie di meccanici della vita che affrontano tutte le difficoltà come se fossero dei guasti della loro macchina, beh sarebbetutto così semplice.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 38 – Una sana paura
Pochi giorni fa è mancato Giorgio Armani. Non sono mai stato un appassionato di moda ma Armani era molto di più di uno stilista, secondo me. Un esempio a mio parere di eleganzaprofonda e minimale, di pacatezza non inquinata dal successo, di determinazione, costanza. Poi per carità, era comunque un uomo e avrà avuto una quantità di difetti sgradevoli, lavorare con lui non era facile, è risaputo. Macome accade sempre, alla dipartita di personaggi così importanti cominciano a circolare video e citazioni che in genere lasciano il tempo che trovano. Poi ovviamente il ritratto del povero estinto è sempre virato al positivo, vengono omessi i lati spiacevoli. Ma Armani era anche uno che diceva le cose in modo diretto e chiaro, senza fronzoli, con molta autocritica e questo lo trovo davvero degno di nota. E come capita in queste circostanze, tra le tante frasi che passano sui media io trovo sempre qualche motivo d’ispirazione.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 37 – La mala noia
Al ritorno dalle vacanze estive di quest’anno mi sono portato a casa una nuova riflessione. Io ritengo che la vacanza per essere veramente vacanza deve portarti lontano da casa. Perevadere, cambiare aria, “vagare” appunto e soprattutto per non ritrovarti a fare sempre le solite cose, per non ricadere nella routine delle faccende quotidiane. Ecco, sì, uno si vorrebbe riposare in vacanza e perché no, ancheannoiarsi un po’. Normale, no? La noia: per me è un ricordo lontano che risale all’adolescenza, prevalentemente. Eanche del servizio militare. E poi per fortuna non l’ho più incontrata sulla mia strada, la noia. Per fortuna, ribadisco. Perché la noia non è solo insofferenza. Ho capito solo ora che è qualcosa di più pericoloso di quello che sembra...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 36 – Io sto bene, io sto male
Stavo riascoltando l’ultima puntata del podcast… Lo faccio sempre a distanza di parecchi giorni dalla sua registrazione per “sentire che effetto fa”. Le riascolto su diversi dispositivi,a casa, in auto, dal telefono, per valutare se si sente bene, se dal punto di vista tecnico il risultato finale è equilibrato e “suona bene”. Se mi seguite dall’inizio avrete notato alti e bassi, alcune puntate suonano meglio perché per questo progetto ho dovuto riprendere in mano delle competenze che avevo accantonato per un po’ di anni e c’è una curva di apprendimento quando si riparte da zero nella realizzazione di un prodotto audio. E sono abbastanza soddisfatto.Ieri però mi sono reso conto di un’altra cosa, un altro aspetto che fino ad ora non avevo considerato razionalmente...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 35 – Professionista o professionale?
E' più importante essere professionisti o professionali? Ovviamente tra sostantivo e aggettivo c’è una grande differenza, però spesso confondiamo le due cose o le consideriamo sinonimi. Ma queste non convivono per forza. Il “professionismo” è spesso sopravalutato. Tendiamo a dare per scontato che chi ricava il proprio sostentamento da una attività, svolgendola a tempo pieno e con la necessità diricavarne di quanto vivere, deve essere per forza eccellente in quella materia. Ma sappiamo benissimo che la cosa non è scontata.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 34 – Vivere nel Mito
Di cosa e fatta la nostra vita? Sono mesi che ne parliamo, che riflettiamo su molte situazioni, occasioni, abitudini ed eventi eccezionali. In definitiva la vita e una sequenza di fatti, di cose che ci succedono una dietro l'altra, alcune per nostra volontà e altre, molte altre, per volontà di qualcun altro osemplicemente del caso. Se la vogliamo vedere così non è poi tutta questa cosa la vita, no? Se ci limitiamo a lasciare scorrere gli eventi, uno dopo l'altro, senza soffermarci, la vita non fa altro che scivolare via, come acqua in un torrente e noi forse siamo solo delle foglie trascinate dalla corrente. Eallora per forza dobbiamo cerca soddisfazione in qualcosa, qualcosa che ci emozioni, ci diverta, ci faccia credere di vivere in modo di speciale. Che ci faccia sentire speciali.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 33 – Forma e sostanza
Sono di concerti questa estate. Tutto merito di mia figlia Vera che senza farsi troppi problemi compra il biglietto anche per me. E fino a qui, tutto abbastanza normale, perché a noi genitori piace condividere questi momenti con i nostri figli finalmente abbastanza grandi da poter stare in mezzo alla calca di un concerto senza che noi si passi il tempo a preoccuparci di perderli, come quando erano piccoli. E molti dei miei amici vanno con i loro ragazzi a vedere i fenomeni musicali del momento, quelli che raccontano le ultimissime generazioni. E questa è una cosa molto bella. Il mio però è un caso particolare. Perché lo avrete capito che io non sono mai stato uno da ascolti main stream...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 32 – 80 kg di carne cruda
Oggi andiamo sul pesante, ve lo dico subito. Non dal punto di vista intellettuale, non vi preoccupate, non partirò con un pippone super articolato. E non mi perderò in speculazioni filosofiche o voli pindarici. Non parleremo neppure di questioni carnali, materiali. Piuttosto le metteremo in discussione. No, no: quando dico che ci andrò pesante, mi riferisco al contatto con la spiritualità. Fermi lì: non scappate! Soprattutto voi uomini… Vi conosco: quando si esce dal campo della materia nuda e cruda vi sentite a disagio...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 31 – L’autorevolezza
La personalità di un uomo ovviamente è composta di molte caratteristiche. Dopo più di un anno e mezzo trascorso ad analizzare tante delle nostre sfaccettature di uomini, mirendo conto che c'è ancora tanto da esplorare. C'è un aspetto che ho volutamente posticipato per tutti questi mesi, ma che comunque merita una sua riflessione. Sto parlando di quella componente che fa decisamente parte dello stereotipo del maschio maturo, di successo e che per questo motivo ho sempre considerata sopravvalutata e male interpretata. Quella caratteristica che un uomo (e ovviamente anche una donna) deve assolutamente possedere per poter ricoprire un ruolo di responsabilità in qualsiasi contesto, privato o professionale. Sto parlando dell’autorevolezza.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 30 – Lo spleen
Oggi volevo condividere una riflessione su uno stato d’animo che era quasi un costante nella mia adolescenza e che adesso si ripresenta solo saltuariamente, ma che in fondo non mi abbandona mai: lo spleen. Incontrai questa definizione nelle mie letture adolescenziali di Charles Baudelaire, ma già nel romanticismo avevo riconosciuto come mio questo stato d'animo caratterizzato da una malinconia persistente, da una insoddisfazione latente e dalla noia, dal fastidio per tutto. E questi autori decadenti raccontavano questo struggimento esattamente come lo sentivo io: privo di una ragione precisa che lo provocasse. E se lo provavo io e direi anche tantissimi miei coetanei beh, doveva essere proprio una costante per tutte le generazioni anche attraverso i secoli. Questa è la magia della letteratura, della poesia: leggere la descrizione dei propri sentimenti, esatta in tutti i dettagli, e stupefarsi perché` a scriverlo è stato uno sconosciuto più di un secolo fa.Componimento da I fiori del maledi Charles Baudelaire.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 29 – Scrittore o narratore?
Ho partecipato al Salone Internazionale del libro quest’anno. Come autore. Ancora non riesco a crederci. Capite? Non sono andato da lettore, davisitatore. Avevo il pass da autore! Voglio condividere questa soddisfazione con voi perché è un po’ la realizzazione di un sogno. Da lettore ho sempre guardato agli autori con un grande rispetto, per molti motivi: perché scrivere un intero libro mi sembrava una cosa enorme, per la capacità di avere degli argomenti e il materiale intellettuale necessario per farlo e poi per il coraggio di esporsi personalmente. Intendo dire che realizzare un’opera e renderla pubblica richiede il coraggio di offrirsi al giudizio degli altri.Guardate che non è da poco...Credits: Ho partecipato al Salone Internazionale del libro quest’anno. Comeautore. Ancora non riesco a crederci. Capite? Non sono andato da lettore, davisitatore. Avevo il pass da autore! Voglio condividere questa soddisfazionecon voi perché è un po’ la realizzazione di un sogno. Da lettore ho sempreguardato agli autori con un grande rispetto, per molti motivi: perché scrivereun intero libro mi sembrava una cosa enorme, per la capacità di avere degliargomenti e il materiale intellettuale necessario per farlo e poi per ilcoraggio di esporsi personalmente. Intendo dire che realizzare un’opera erenderla pubblica richiede il coraggio di offrirsi al giudizio degli altri.Guardate che non è da poco.Crediti musicali: LUCIVORA
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ANNO 2 - PUNTATA N. 28 – Bonificare le idee
Lavorare per immagini semplifica tutto. Mi sono digerito tanta di quella saggistica in passato che oggi, con la stanchezza mentale cronica che mi ritrovo ogni sera, mi chiedo come facevo ad elaborare tanti concetti espressi con un linguaggio così preciso ed erudito. Non perché io non sia più in grado di comprendere questo linguaggio, ma perché la mia capacità di concentrazione non ha molta autonomia ormai. Sono diventato un velocista della concentrazione, la esprimo sulla breve distanza a volte addirittura all’istante, come un colpo di pistola dell’intelletto.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 27 – La tua immagine
Ormai la nostra immagine è tutto. È prioritaria, nel senso che è la prima cosa che appare e che ci presenta come individui. Quando ero ragazzo, negli anni 80 la chiamavano il “look”e come vi ho già raccontato e ci lavoravamo parecchio, perché soprattutto per noi giovani era un modo per autodescriverci, a noi stessi forse, prima che aglialtri. Però poi tutto finiva lì, nel senso che la nostra apparenza esteriore era funzionale alla vita reale. Camminavamo per strada e se il nostro abbigliamento, il taglio dei nostri capelli, erano “diversi” se ne accorgevano le persone reali che incontravamo. Sì, ci scattavamo delle foto, ma erano “perricordo”, da raccogliere in una scatola da scarpe che poi da anziani avremmo aperto con nostalgia. Voglio dire: il nostro modo di vestirci, di comportarci aveva impatto solo nel mondo reale, nel “qui e ora” e non “permaneva” nel tempo.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 25 – Il demone oscuro
Non sono religioso. Credo di averlo già dichiarato. Non per altro, ma ci tengo a mettere in chiaro che non seguo una dottrina in senso stretto. Ovviamente come quasi tutti noi italiani sono cresciuto in un ambiente pregno della religione cattolica e anche solo per osmosi noi assorbiamo molte regole e credenze, anche se poi, come nel mio caso, da adulti non ci applichiamo nello studio delle scritture. Io non ho grandi problemi con la religione cattolica: non condivido tutte le sue posizioni ovviamente, come non condivido quelle di alcuni filoni politici o filosofici, che posso rispettare anche se non ritengo compatibili con la mia interpretazione del mondo odierno. Sto citando la religione cattolica perché oggi parliamo di demoni...
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ANNO 2 - PUNTATA N. 24 – Usare il mio limite
È difficile porsi delle domande. A volte perché non sappiamo bene cosa chiedere a noi stessi, per superficialità, perché non siamo abituati a soffermarci su quello che proviamo, che viviamo sulla nostra pelle. Ma sovente, molto sovente il motivo è un altro: non vogliamo farci troppe domande o proprio non vogliamo neanche ammettere a noi stessi che “quella cosa” ci fa stare male. Quando però riusciamo a superare questa resistenza che è abbastanza naturale di per sé, poi tutto diventa più facile. È un po’ come saltare dal trampolino: una volta trovato il coraggio per fare il primo tuffo, tutti i seguenti salti saranno più facili.
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ANNO 2 - PUNTATA N. 26 – Il tuo daimon
Gli antichi greci lo chiamavano “daimon”. Non era un dio, non era un demone, era uno spirito, un genio, IL genio interiore di ogni essere umano. La guida che ti indica la via per raggiungere il tuo scopo. Il “daimon” non era e non è, assolutamente, monocromo. Non è solo luce e non è solo ombra. Siamo molto lontani dalla semplificazione tra bene e male, tra nero e bianco. I nostri avi ellenici avevano capito tutto, ma proprio tutto, millenni fa. Voi lo avete già incontrato? Lo avete conosciuto il vostro daimon?
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ANNO 2 - PUNTATA N. 23 – Gli uomini del SI’
Come ho preannunciato nella puntata precedente, per par condicio, dopo aver parlato degli uomini del NO oggi parleremo degli uomini del SI’. Abbiamo parlato degli uomini del NO, della loro insostenibile e insopportabile refrattarietà all’accoglienza. Oggi vi voglio raccontare e quindi aiutarvi a riconoscere gli altri, gli uomini del SI’. Sono quegli uomini (e quelle donne) che si muovono nel mondo con una attitudine di disponibilità verso l’altro e verso ciò che accade intorno a loro, al di fuori della norma. Quelli che io identifico come gli uomini del SI’ sono degli abbracci viventi. Sono persone che per loro natura, senza fare alcuna fatica, si protendono verso gli altri offrendo collaborazione, supporto, consolazione e compassione.
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Quale via imboccare per partire alla ricerca del vero Uomo che vive dentro di noi? In un'epoca in cui essere maschio è complicato e richiederebbe un azzeramento della struttura dentro la quale i nostri genitori e i nostri predecessori ci hanno inprigionati, come possiamo noi maschi costruire la versione migliore di noi stessi per offrirla agli altri in tutta la sua bellezza ed energia costruttiva?
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