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Breaking Point: la geopolitica della settimana

Il mondo cambia quando raggiunge un breaking point, un punto di rottura.Una guerra che si espande, una crisi energetica che ridisegna gli equilibri globali, una decisione politica che accelera il cambiamento dell’ordine internazionale. È in questi passaggi che la geopolitica prende una nuova direzione.Breaking Point è un podcast di analisi geopolitica e politica internazionale che racconta le grandi crisi del nostro tempo: dalle guerre in Medio Oriente alle tensioni nel Mediterraneo; dal conflitto in Ucraina alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia; dalle crisi in America Latina alle trasformazioni della geoeconomia globale, tra energia, sicurezza e nuovi equilibri internazionali.Con Alessia Melcangi, docente universitaria, storica, analista geopolitica e firma della Stampa, cercheremo di capire, ogni settimana, dove sta andando il mondo. E perché. 

  1. 10

    Dall’Iran a Cuba alla NATO: tutti i fronti accesi da Trump

    La crisi si allarga e cambia forma. Gli Stati Uniti aumentano la pressione su Teheran mentre si apre uno scontro interno sui poteri di guerra del presidente. Sul piano globale, Trump riattiva più fronti contemporaneamente: dialoga con Putin sull’Ucraina, attacca gli alleati europei e rilancia la tensione anche nel quadrante caraibico. Intanto, sul terreno, i conflitti non si fermano: la guerra in Ucraina continua, mentre in Medio Oriente ogni equilibrio resta precario. E sullo sfondo, la partita energetica ridisegna gli assetti: l’uscita degli Emirati dall’OPEC segna una frattura profonda nel Golfo e apre nuovi scenari globali. Non è più una crisi. È un sistema di crisi interconnesse. Questo è Breaking Point Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  2. 9

    Trump sotto attacco, Iran senza accordo, Libano fuori controllo

    L’attentato a Donald Trump riporta al centro la crescente instabilità interna degli Stati Uniti, segnata da una polarizzazione politica che si traduce sempre più spesso in violenza. Ma la frattura non è solo domestica. Sul piano internazionale, Washington alza i toni contro gli alleati della NATO, ridefinendo l’Alleanza in termini di allineamento più che di cooperazione. In questo contesto, il negoziato con l’Iran resta bloccato: nucleare, sanzioni e controllo dello Stretto di Hormuz continuano a dividere le parti, mentre Teheran rafforza la propria leva strategica. Parallelamente, il fronte libanese si riaccende, con Israele che intensifica le operazioni contro Hezbollah e un contesto sempre più fragile che rischia di compromettere qualsiasi tentativo diplomatico. Dall’attentato negli Stati Uniti al Libano, passando per il dossier iraniano, la crisi si articola su più livelli ma segue una stessa traiettoria: un sistema internazionale sempre più instabile, dove le linee di rottura si moltiplicano e si alimentano a vicenda. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  3. 8

    Né pace, né guerra: verso Islamabad 2

    La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una fase sospesa e instabile. Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, si apre uno spiraglio negoziale, subito smentito dall'apertura e repentina chiusura di Hormuz e dal ritorno della tensione. Al centro resta una dinamica di pressione reciproca: Washington mantiene il blocco navale, Teheran risponde utilizzando lo Stretto come leva strategica e rifiutando negoziati sotto coercizione. Il fronte libanese, già fragile, evidenzia le divergenze tra Stati Uniti e Israele, mentre l’Europa prova a intervenire solo sul piano tecnico. In assenza di fiducia e di concessioni strutturali, il negoziato resta bloccato. Ne deriva una crisi che non esplode, ma nemmeno si risolve, alle porte di una tregua che sta per finire. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  4. 7

    Iran vs Stati Uniti: il prezzo di una fragile tregua

    La fumata nera del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran riporta il conflitto pericolosamente vicino a una nuova escalation. I nodi irrisolti restano molti, ma è lo Stretto di Hormuz a confermarsi il vero baricentro delle tensioni: ancora di fatto sotto il controllo delle Guardie rivoluzionarie, è diventato lo snodo strategico attorno a cui ruotano pressioni militari e diplomatiche. In risposta, Donald Trump ha scelto la linea dura, annunciando un blocco navale delle navi dirette verso i porti iraniani — una mossa che apre scenari complessi, sia sul piano militare che su quello giuridico internazionale. Teheran, dal canto suo, ha già rafforzato la propria presenza lungo la costa, lasciando presagire una reazione che potrebbe ampliare ulteriormente il conflitto. Nel frattempo, Benjamin Netanyahu prosegue le operazioni in Libano, mantenendo aperto un secondo fronte che rischia di compromettere ogni spazio negoziale. Sul piano politico, le tensioni si allargano ulteriormente: Trump alza i toni non solo verso gli avversari ma anche sul piano simbolico, arrivando a colpire apertamente anche il richiamo alla pace del Papa. Si entra così in una nuova fase della guerra — più instabile, più frammentata, e carica di implicazioni che vanno ben oltre il piano regionale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  5. 6

    Da guerra lampo a escalation globale

    Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha superato la logica della guerra lampo. Energia, rotte strategiche e fronti regionali si intrecciano, mentre il Golfo diventa campo di battaglia e la diplomazia resta fragile. Il risultato, nonostante i te tattici di tregua, è una crisi sistemica, senza una vera strategia di uscita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  6. 5

    Tregua o illusione? Il rischio di una guerra fuori controllo

    Un ultimatum senza precedenti. Donald Trump minaccia l’Iran: riaprire lo Stretto di Hormuz o affrontare attacchi diretti alle infrastrutture energetiche. Ma mentre Washington alza i toni, cerca anche una via d’uscita. Israele accelera. Teheran resiste. Tre strategie diverse, un solo punto di rottura. Lo Stretto di Hormuz diventa il centro della crisi globale: petrolio fermo, Nato spaccata, Europa esposta. La possibile scorta militare alle petroliere rischia di trasformarsi in un atto di guerra. Nel Golfo, intanto, la guerra è già operativa: attacchi mirati, intelligence in tempo reale, infrastrutture energetiche nel mirino. Il conflitto supera le soglie: energia, nucleare, proiezione globale. E per la prima volta, anche le capitali europee entrano nel raggio d’azione dei missili iraniani. Non è più una crisi regionale. È una crisi sistemica. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  7. 4

    Medio Oriente in fiamme: perché il conflitto è diventato incontrollabile

    Il Medio Oriente è sull'orlo del baratro. Dopo 19 giorni di guerra, gli Stati Uniti hanno colpito il cuore economico dell'Iran, l'isola di Kharg, mentre Israele prepara un'offensiva di terra in Libano. Teheran risponde con minacce dirette a Netanyahu e attacchi alle infrastrutture energetiche regionali, mettendo a rischio le rotte globali. La guerra si allarga, coinvolgendo basi occidentali e rivelando profonde divisioni tra gli alleati Nato sulla protezione dello Stretto di Hormuz. Alessia Melcangi analizza un conflitto che sta ridisegnando gli equilibri e dimostra la sorprendente capacità di resistenza iraniana. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  8. 3

    TRAILER Breaking Point: la geopolitica della settimana

    Il mondo cambia quando raggiunge un breaking point, un punto di rottura. Una guerra che si espande, una crisi energetica che ridisegna gli equilibri globali, una decisione politica che accelera il cambiamento dell’ordine internazionale. È in questi passaggi che la geopolitica prende una nuova direzione. Breaking Point è un podcast di analisi geopolitica e politica internazionale che racconta le grandi crisi del nostro tempo: dalle guerre in Medio Oriente alle tensioni nel Mediterraneo; dal conflitto in Ucraina alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia; dalle crisi in America Latina alle trasformazioni della geoeconomia globale, tra energia, sicurezza e nuovi equilibri internazionali. Con Alessia Melcangi, docente universitaria, storica, analista geopolitica e firma della Stampa, cercheremo di capire, ogni settimana, dove sta andando il mondo. E perché.  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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Il mondo cambia quando raggiunge un breaking point, un punto di rottura.Una guerra che si espande, una crisi energetica che ridisegna gli equilibri globali, una decisione politica che accelera il cambiamento dell’ordine internazionale. È in questi passaggi che la geopolitica prende una nuova direzione.Breaking Point è un podcast di analisi geopolitica e politica internazionale che racconta le grandi crisi del nostro tempo: dalle guerre in Medio Oriente alle tensioni nel Mediterraneo; dal conflitto in Ucraina alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia; dalle crisi in America Latina alle trasformazioni della geoeconomia globale, tra energia, sicurezza e nuovi equilibri internazionali.Con Alessia Melcangi, docente universitaria, storica, analista geopolitica e firma della Stampa, cercheremo di capire, ogni settimana, dove sta andando il mondo. E perché.

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Il mondo cambia quando raggiunge un breaking point, un punto di rottura.Una guerra che si espande, una crisi energetica che ridisegna gli equilibri globali, una decisione politica che accelera il cambiamento dell’ordine internazionale. È in questi passaggi che la geopolitica prende una nuova...

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