PODCAST · education
Chipcount
by Matteo Fini | Pokertalk.it
Tutta la formazione Pokertalk, nella tua mail. Una chips alla volta.Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale "every chip counts".Scritto da Matteo Fini, una produzione Pokertalk Originals. www.chipcount.pokertalk.it
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Small Ball Poker: cos’è davvero e cosa insegna nella ricerca del lavoro
IntroduzioneStrategie eleganti e strategie efficaciCi sono strategie che sembrano eleganti.E strategie che sembrano sporche.Le prime danno sicurezza: poche mosse, ben selezionate, studiate nel dettaglio, apparentemente impeccabili.Le seconde appaiono meno nobili: più tentativi, più adattamento, più gestione dell’imprevisto.Nel poker, però, una delle strategie più intelligenti degli ultimi decenni appartiene proprio a questa seconda categoria.Si chiama Small Ball.A prima vista può sembrare una logica dispersiva: entri in molti piatti, investi poco all’inizio, eviti di compromettere troppo stack e margine, e provi a costruire vantaggio nelle decisioni successive.In realtà, proprio qui sta la sua forza.La Small Ball non cerca di vincere tutto subito.Cerca di creare situazioni gestibili in cui il vantaggio emerga strada facendo.Ed è per questo che, letta bene, non è solo una strategia di poker.È un modo di ragionare sulle decisioni.Una su tutte: la ricerca del lavoro.Perché parlare di Small Ball oggiQuando cerchi lavoro, di solito ti muovi in una di queste due direzioni.Approccio 1 — Iper-selettivo* poche aziende* studio profondo* candidatura personalizzata* fit precisoApproccio 2 — Dinamico* più conversazioni* più candidature* più esposizione* vantaggio giocato dopoLa prima sembra più seria.La seconda più rischiosa.Eppure il punto non è quale delle due sia più “bella”.Il punto è: dove costruisci davvero il tuo vantaggio?È esattamente la domanda che la Small Ball ci obbliga a porci.Cos’è davvero la Small BallLa Small Ball non è una teoria chiusa.Non è un sistema rigido.Non è una formula matematica.È uno stile strategico.Nel poker viene associata all’idea di:* entrare spesso nel gioco* investire poco all’inizio* mantenere margine decisionale* costruire vantaggio nelle fasi successiveÈ uno stile reso celebre, più di tutti, da Daniel Negreanu.Non perché giochi “piccolo”.Ma perché gioca meglio dopo.* legge meglio* interpreta meglio* adatta meglio* decide meglioQuesta è la chiave.La Small Ball non vince perché gioca tante mani.Vince quando chi la usa è più bravo degli altri a gestire le mani che ha scelto di giocare.Cosa la Small Ball non èPer capirlo davvero, bisogna eliminare gli equivoci.Lo Small Ball non è:* giocare a caso* entrare ovunque senza criterio* avere paura di investire* evitare l’aggressività* accumulare movimento vuotoNon è dinamismo.Non è caos.È strategia con disciplina.Nel lavoro questo si traduce in un errore molto comune:confondere il fare tanto con il fare beneIl cuore della strategiaIl vantaggio non arriva subitoLa frase chiave è questa:La Small Ball non prova a vincere subito.Prova a guadagnare vantaggio strada facendo.Questo implica:* non cercare il colpo perfetto* cercare molte situazioni gestibili* non massimizzare il rischio iniziale* conservare margine decisionale* non affidarsi alla mano, ma al processoÈ una strategia di vantaggio progressivoI principi operativi della Small Ball1. Entrare più spessoNon aspettare solo occasioni perfette.Creare più punti di accesso.2. Investire poco all’inizioRidurre il costo di ingresso per aumentare le opportunità.3. Tenere il rischio sotto controlloNon gonfiare il piatto prima di avere informazioni.4. Spostare il vantaggio nel post-flopIl valore si costruisce dopo, non prima.5. Accumulare edgePiccoli vantaggi ripetuti nel tempo.6. Giocare l’avversarioLa leva non è solo tecnica.È relazionale.Perché la Small Ball non è per tuttiQui serve chiarezza.La Small Ball non è democratica.Non basta fare più cose per ottenere risultati migliori.La formula sbagliata è:“Faccio di più, quindi vinco di più”La formula corretta è:Mi espongo un po’ di più perché penso di saper decidere meglio dopoSe questo vantaggio manca:* aumentano gli errori* aumenta la dispersione* aumenta il rumoreIl framework PokertalkQuattro mosse operativePer rendere lo Small Ball applicabile, la traduciamo così:EntraAumenti le occasioni senza aspettare la perfezione.OsservaOgni interazione produce informazione.AdattaNon decidi tutto all’inizio. Correggi in corsa.AccumulaCostruisci vantaggio nel tempo.Formula sinteticaEntra. Osserva. Adatta. Accumula.Small Ball vs TAGDue logiche diverse.TAG (Tight Aggressive)* selezione forte* poche mani* vantaggio inizialeCostruisce valore primaSmall Ball* più situazioni* più adattamento* vantaggio progressivoCostruisce valore dopoSintesiIl TAG sceglie bene quando entra.La Small Ball vince perché sa cosa fare dopo.Applicazione: la ricerca del lavoroApproccio TAG* poche candidature* alto investimento* precisioneApproccio Small Ball* più processi* più contatti* più occasioni* vantaggio giocato nel colloquioVolume intelligenteLa Small Ball NON è:mandare 100 CV a casoÈ:entrare in più contesti sensati con un investimento iniziale sostenibileCosa ottieni* più occasioni* più informazioni* più allenamentoIl colloquio come post-flopQui sta tutto.Il colloquio è il tuo post-flop.È lì che:* leggi* osservi* adatti* costruisci valoreNon vinci con il CVVinci nella conversazioneCome giocare il colloquio* evita il monologo* parti leggero* osserva le reazioni* adatta il linguaggioEsempio:* cercano ordine → porti struttura* cercano energia → porti ritmo* cercano gestione complessità → porti casi realiNon giochi una versione sola di te, costruisci rilevanza in tempo reale.Il vantaggio nascosto: apprendimentoFare più colloqui significa:* migliorare velocemente* capire cosa funziona* correggere erroriLo Small Ball accelera il feedbackI rischi nel lavoro* dispersione* superficialità* percezione di genericità* contesti sbagliatiRegola d’oroEntra tanto, ma non a casoSpendi poco, ma non zero attenzioneUsa il volume per arrivare dove conta davveroLa domanda chiaveDove sta il tuo edge?* preparazione → TAG* interazione → Small BallLettura con il Poker ModelValuta:* Posizione* Risorse* Action* Chi hai davanti* History* Percepito* CarteSintesiNon esiste la strategia miglioreEsiste la strategia più coerente con teConclusioneLo Small Ball è una logica chiara:* entri spesso* spendi poco* osservi molto* adatti in corsa* accumuli vantaggioE funziona solo se sai giocare meglio dopo.Il problema non è quante mani giochi.Il problema è se sai giocarle bene dopo.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Riferimenti* The Poker Bank — Small Ball* SplitSuit — Pros & Cons* Daniel Negreanu — Power Hold’em StrategyInvia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. 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[VIDEO] WARREN BUFFET GIOCA A POKER
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Warren Buffett gioca a Poker.E, ovviamente, vince anche lì.Perché nel business, come al tavolo, non vince chi rischia di più…ma chi sa aspettare la mano giusta. E con “mano” non intendiamo solo le carte, ma tutto un set di competenze e informazioni che “creano” la mano giusta. Ma se segui Pokertalk ormai lo sai.Nel nuovo episodio sul canale di Pokertalk ti racconto come il più grande investitore di sempre usa il Poker come strumento per decidere meglio e perché perfino le sue regole di finanza suonano come lezioni di gioco.🎥 Guarda il video completo 👉 Il Segreto di Warren BuffetAh, e se anche tu hai un’azienda e vuoi portare il Poker nella tua azienda, beh… sai chi chiamare 😊. ..Scopri come.P.S.Nel video parlo anche di Billy Walters, il genio delle scommesse che ha provato a portare il suo “metodo” a Wall Street.(Spoiler: non è finita bene.)✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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[VIDEO] LA TRAPPOLA DEL PASSATO CHE CONTINUA A FARE DANNI....
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.C’è chi la chiama esperienza.E chi, più onestamente, la chiama “mossa del nonno”.Nel Poker è quella giocata vecchia scuola: hai una mano fortissima, ma invece di rilanciare decidi solo di fare call, convinto di essere furbo.Risultato? Ti ritrovi in mezzo a un mucchio di avversari e… addio agli assi e al tuo vantaggio competitivo.Nel business succede uguale.Vecchie abitudini, decisioni “che hanno sempre funzionato”, strategie da altri tempi.Sembrano trappole geniali. In realtà sono errori travestiti da esperienza.🎬 Te lo racconto nel nuovo video uscito sul canale di Pokertalk: “La Mossa del Nonno: Come Rovinarti Una Mano (in 1 Secondo)”👉 Guarda il video quiNel Poker come nel business, non basta avere una buona mano.Conta come la giochi.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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[VIDEO] GIOCA BENE, SUBITO.
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Gioca bene, subito.No, non è solo un consiglio da tavolo verde.È il titolo del nuovo video in cui ti racconto 10 regole fondamentali del Poker che ogni imprenditore, manager o professionista dovrebbe conoscere.Perché se il Poker ti insegna a selezionare, leggere, aspettare e agire, allora forse è più business di quanto pensi.Guarda il video e fammi sapere: quale regola usi già... e quale ti manca?🎥 Link al video✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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[VIDEO] A LEZIONE (DI MINDSET) DA FABRI FIBRA
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Ciao, oggi andiamo a scuola.Ma non in un’aula… bensì al tavolo da Poker, con un professore d’eccezione: Fabri Fibra.Sì, proprio lui.Perché dietro alcune delle sue rime più famose si nasconde un vero mindset da Poker Player.E non sto parlando di bluff, ma di decisioni, contesto e strategie.Nel nuovo video di Pokertalk analizziamo due sue frasi iconiche:🎙 “Il peso delle parole dipende da chi le dice”🎙 “La vita mi ha passato le carte sbagliate”E scopriamo insieme come, senza saperlo, Fabri Fibra applica i principi del Poker Model: valutare la situazione, pesare le azioni e giocare al meglio anche quando le carte non sono perfette.Guarda il video completo qui 👇🎥 “Fabri Fibra gioca a Poker (e non lo sa)”Perché a volte la vita ti passa carte sbagliate… ma il gioco lo vinci comunque, se impari a giocarle bene.Alla prossima mano!✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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[VIDEO] SCOMMESSE O TRUFFE? IL CASO ADINOLFI E LE IENE SPIEGATO CON LA MATEMATICA DEL POKER
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Ciao,negli ultimi giorni si è parlato tanto del caso Adinolfi dopo il servizio delle Iene.Scommesse collettive, soldi promessi, gente che si sente truffata…La domanda è inevitabile:👉 si può davvero guadagnare con le scommesse sportive o è tutto uno scam?Ma soprattutto, che è quello che ci interessa qui:👉 si può davvero “imparare a scommettere”?Ho preparato un nuovo video su Pokertalk in cui ti racconto la mia visione rispondendo alle domande da statistico e da giocatore di Poker:* spiego cos’è davvero il betting,* mostro come funziona la matematica del valore atteso (EV),* e ti dico perché certe promesse di guadagni sicuri puzzano sempre di bruciato.Come sempre, parto dal Poker per arrivare alle decisioni che ci riguardano tutti.Guarda qui il video completo e poi fammi sapere che ne pensi. A presto!✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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SORPRENDI IL TUO CAPO E GUIDA LA RIUNIONE CON LA DONKBET
Sul CanaleYoutube di Pokertalk è uscito un nuovo video. Se hai tempo e voglia guardalo e poi fammi sapere il tuo punto di vista. Ti racconto come il Poker mi abbia insegnato una mossa che può essere vincente nella gestione di una riunione, o negoziazione o conflitto o discussione qualsiasi, che va contro alle basi del decision making a cui ho sempre dato credito. Se invece preferisci leggere che guardare o ascoltare qui di seguito trovi un riassunto per punti.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Piccola nota: l’audio incorporato in questo articolo non segue l’articolo come di consueto, bensì è l’audio del video Youtube. Buon ascolto, lettura, visione.🏁 IntroNel poker esistono mosse che vanno oltre la logica comune. Una di queste è la Donk Bet, la puntata fatta da chi dovrebbe agire per secondo ma decide di prendere l’iniziativa.Per molti è un errore, per altri è un’arma segreta.Questa lezione ti porterà a scoprire non solo cos’è la Donk Bet, ma soprattutto come applicarla nella vita reale: al lavoro, nelle trattative e persino in contesti di crisi.♠️ Cos’è la Donk BetLa Donk Bet è una puntata “fuori posizione”: invece di lasciare l’iniziativa all’aggressore originale (che ha aperto il gioco), decidi di puntare tu per primo.Il termine nasce in modo dispregiativo (“donk” = asino), perché veniva considerata una mossa tipica dei principianti.Eppure, se usata con criterio, può sorprendere l’avversario, ribaltare la mano e costringerlo a reagire.🃏 Parlare per ultimo o per primoIn generale, al poker come nella vita, parlare per ultimo è un vantaggio:* hai più informazioni;* puoi adattare la tua risposta;* puoi scegliere la strategia più adatta.Ma parlare per primo, in certi momenti, significa prendere il controllo della narrazione. Non lasciare che sia l’altro a guidare la situazione.🎲 Esempio PokeristicoImmagina di avere 7♠8♠ e di vedere un flop 9♠ 6♦️ 2♠.Hai un combo draw (progetto di scala e di colore).La linea standard è fare check e aspettare la “continuation bet” dell’avversario.Ma così lasci a lui il controllo.Se invece piazzi subito una puntata – la Donk Bet – lo sorprendi, lo costringi a pensare, e trasformi una mano potenzialmente passiva in una mano aggressiva.🎵 Colpisci per PrimoCome dice Marracash nella canzone “Loro”:“L’unico consiglio che ho: colpisci per primo.”La Donk Bet è esattamente questo: colpire per primo quando l’altro si aspetta di colpire te.💼 Applicazioni nel BusinessAnche nel mondo del lavoro la posizione conta. Parlare per ultimo ti dà più informazioni, ma spesso significa lasciare il controllo agli altri.Ecco perché, in certe situazioni, parlare per primo è una Donk Bet vincente.📌 Quattro esempi pratici* Riunione StrategicaTutti aspettano il capo. Tu rompi il ghiaccio con una proposta chiara. Risultato: detti l’agenda.* Trattativa CommercialeIl cliente vuole guidare la discussione. Tu inizi con una proposta forte e sposti il focus sulle tue condizioni.* Brainstorming CreativoIl team tace. Tu lanci subito un’idea concreta, anche se grezza. Diventi il punto di partenza per tutti.* Gestione di una Crisi InternaUn problema serio emerge. Tu prendi la parola e proponi subito un piano d’azione provvisorio. Trasformi caos in leadership.🌍 Altri scenariHo raccolto alcune testimonianze:* Top Manager Multinazionale: in un meeting veloce con poco tempo a disposizione, la Donk Bet è fare la prima domanda intelligente prima che lo faccia qualcun altro.* Avvocato: agire subito con un’azione legale, prima che la controparte abbia il tempo di impostare la propria narrazione.🧠 Morale della storiaLa Donk Bet non è da usare sempre. È una mossa mirata.Parlare per primo senza motivo è un errore.Parlare per primo con un piano chiaro e forte è strategia.🎯 ConclusioneChi parla per primo può sembrare un “donk”…Ma se ha un piano, sarà lui a far giocare gli altri la propria mano.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso🔔 Domanda finale per te:Ti è mai capitato di usare una Donk Bet nella tua vita personale o professionale✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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CHIPS27 | In Giappone insegnano il Poker ai bambini.
Premessa: ringrazio i ragazzi di Grinderlab e il mitico Carlo Savinelli che mi han fatto scoprire questa notizia incredibile. Al Japan Open Poker Tour si è tenuto il primo evento dedicato a bambini e ragazzi tra 6 e 15 anni.Se segui Pokertalk sai che mi capita di andare nelle Scuole a parlare di Giochi di Abilità e Giochi di Azzardo per sensibilizzare sul tema. Ma se un giorno in una scuola elementare mi chiamassero a tenere un corso sulle decisioni usando il Poker sarebbe una figata assurda.🎌 INTROImmaginate di entrare in una classe elementare. Lavagna, zaini colorati, vociare allegro. E al centro dell’aula… un tavolo da Poker.Sì, hai letto bene. In Giappone ci sono scuole dove si insegna il Texas Hold’em ai bambini.E sai qual è la cosa sorprendente? Non lo fanno per insegnare a vincere soldi, ma per insegnare a ragionare meglio. I soldi, o qualunque obiettivo, sono una conseguenza.Benvenuti nel futuro. O forse… benvenuti nel vero valore del Poker.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.♠️ Non si gioca d’azzardo. Si gioca di testa.In Occidente il Poker è ancora vittima di un’etichetta stantia: gioco d’azzardo, rischio, perdizione. Un po’ colpa dei film di Celentano che tanto ci piacciono.In Oriente, invece, qualcuno ha capito la verità: il Poker è una palestra mentale.Una scuola di pensiero. Un laboratorio decisionale. Del resto quando si parla di pensiero, di mente, l’Oriente è sempre in prima fila.In quelle classi giapponesi non si parla di all-in, ma di decision making.Non si insegnano bluff, ma empatia, gestione del rischio e lettura del contesto.Ogni mano è una micro-simulazione di vita reale, dove i bambini imparano a:* Gestire l’incertezza* Controllare le emozioni* Accettare la sconfitta* Riconoscere i segnali deboli negli altri* Calcolare il valore atteso delle proprie azioniPiù che una lezione di carte, è una lezione di crescita personale. con buona pace di Big Luca, Thomas Macorig e compagnia araba.(prosegue dopo la foto)♥️ Il Poker come strumento educativo: lo diciamo da sempreAl Pokertalk lo diciamo da tempo: il Poker, se usato nel modo giusto, non ti rovina la vita. Te la migliora.Non è un gioco per diventare ricchi. È un gioco per diventare più lucidi, più strategici, più consapevoli.I bambini giapponesi imparano a pensare a più livelli. A non reagire d’impulso.A fare una cosa che noi adulti fatichiamo ancora a fare: fermarsi a riflettere prima di agire.E se lo impari da piccolo… beh, il mondo ti sembra subito un po’ più chiaro.♦️ Poker a scuola? Ecco perché ha sensoMettiamo da parte per un attimo i pregiudizi. E pensiamoci davvero.Insegniamo ai bambini scacchi, coding, robotica.Allora perché non anche Poker come arte della scelta?Non parliamo di soldi, ma di abilità trasversali:♣️ La vera domanda non è “Perché insegnare il Poker ai bambini?”…ma “Perché NON lo stiamo facendo anche noi?”In un mondo dove tutti corrono, dove l’attenzione dura 3 secondi, dove il fallimento è vissuto come un dramma… forse il Poker è proprio l’antidoto di cui abbiamo bisogno.Il Giappone ha avuto il coraggio di provarci.E noi?Noi possiamo iniziare a cambiare il modo in cui raccontiamo questo gioco.Possiamo usarlo per formare manager, studenti, imprenditori.O, semplicemente, persone più consapevoli.Una sconfitta ben letta. Un errore capito. Una lezione metabolizzata.Questo è il vero potere del gioco.🔔 Entra anche tu in questa nuova mentalità.Se anche tu credi che il Poker sia più di un gioco, entra nel mondo di Pokertalk.La scuola di pensiero dove si impara… a stare al tavolo della vita.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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GARLASCO: L'ULTIMA MANO
DISCLAIMER: Ho fatto un esperimento. Ho provato a immaginare il Delitto di Garlasco come fosse una mano di Poker. In realtà in questo episodio non è proprio tutta la storia ma mi sono concentrato sull’incidente probatorio, che si terrà domani (17 Giugno), come se fosse il momento decisivo della mano, il River. E la procura deve decidere se puntare o no.Fammi sapere come ti sembra questo esperimento che se ti piace ho in mente altre idee. Commenta pure suggerendomi correttivi o criticando scelte. Buon ascolto!PS: Ho scritto, montato ed editato tutto io qui, non come per Value dove mi ero appoggiato a un professionista per cui abbi pazienza se la profondità non sembra quella di Nazzi o Eli in Crimeland. Invece per l’erre moscia non c’è nulla da fare 😂😅 PREMESSA: Questo contenuto è pensato come un podcast per cui ti consiglio di ascoltare l’audio che trovi qui sopra in pagina, però qui di seguito ti lascio anche:* Le schede personaggio: La Procura, Alberto Stasi, Andrea Sempio, Le Gemelle Cappa* Lo script dell’episodioFai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.SCHEDE PROTAGONISTI♠ LA PROCURA🕵️ Ruolo reale: Organo investigativo e accusatorio, protagonista di tutte le fasi processuali del caso Garlasco, compreso il recente ritorno sul nome di Andrea Sempio.🃏 Ruolo pokeristico: Player aggressivo selettivo – il classico regular che decide quando giocare… e quando foldare anche mani forti, se non ha pieno controllo del tavolo.* 🔍 Tratto distintivo: Gioca a tempo lungoNon ha fretta. Sa aspettare anni prima di rilanciare.Ma quando torna al tavolo… lo fa con nuove carte e tecnologia avanzata.* 🎯 Signature Move: Check-Raise al TurnDopo aver lasciato andare Sempio nel 2017, oggi rilancia con forza dopo un lungo check. Lo fa sul Turn… e ora il River è tutto da scoprire.♦ ANDREA SEMPIO👨🦲 Ruolo reale: Amico della famiglia Poggi, già attenzionato nel 2017 ma poi archiviato. È tornato al centro delle indagini nel 2025 per nuove analisi forensi.🃏 Ruolo pokeristico: Tight-passivo con equity nascosta – quel giocatore che all’inizio sembra marginale… ma può avere la mano più forte.* 🔒 Tratto distintivo: Presenza silenziosaNon si espone, non forza, non bluffa.Ma il suo nome è sempre rimasto lì. Appena sotto il bordo del tavolo.* 🎯 Signature Move: Flat-call preflop con suited connectorsNon rilancia. Non si difende con forza.Ma se le carte girano giuste… può chiudere scala e ribaltare tutto.♣ ALBERTO STASI👨 Ruolo reale: Ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva. Fulcro di un processo lungo, pieno di dubbi e colpi di scena.🃏 Ruolo pokeristico: Player che ha già perso il pot – ma il cui nome torna sempre nel discorso. Come un ex pro con una bad beat leggendaria.* 🧨 Tratto distintivo: Il Fantasma al TavoloNon è più in gioco. Ma ogni nuova mano, ogni nuova traccia, ogni confronto… lo richiama in causa.* 🎯 Signature Move: Hero Call sbagliatoTutto il suo processo si è giocato sull’interpretazione di poche mosse.La storia lo ha giudicato. Ma molti ancora si chiedono: era davvero una call sbagliata?♥ LE GEMELLE CAPPA👭 Ruolo reale: Amiche di Chiara Poggi, critiche verso l’impostazione processuale, voci pubbliche mai silenziate nel tempo.🃏 Ruolo pokeristico: Railbird aggressive – non sedute alla mano, ma capaci di influenzare il gioco con opinioni forti e uscite mediatiche.* 🎙️ Tratto distintivo: Voci dal railNon fanno parte del processo, ma lo attraversano come una presenza costante.Sono lo spettatore che parla più del dealer.* 🎯 Signature Move: Table Talk TiltNon giocano. Ma parlano. Influenzano. Spingono chi è al tavolo a commettere errori.E quando serve… rilanciano in pubblico.🎙️ SCRIPT EPISODIO: "Garlasco: L’Ultima Mano"🎬 INTROCi sono storie che tornano sul tavolo.Anche quando sembravano archiviate.Ci sono mani che si pensavano finite…Ma in realtà erano solo in attesa del river.Garlasco. 17 giugno 2025.Dopo anni di indagini, perizie, archiviazioni e accuse…la partita si riapre.La Procura ha di nuovo le carte in mano.Di fronte, un vecchio nome: Andrea Sempio.E sullo sfondo… Chiara Poggi. Alberto Stasi.E una verità mai del tutto rivelata.Il tavolo è pronto. I giocatori, ci sono.E su questo river...La domanda dei Pro è una sola:La Procura farà bet?O deciderà ancora una volta… di check/foldare?Benvenuto a Pokertalk Storie.Questo è: Garlasco – L’ultima mano.🪑 SEAT 1 – LA PROCURA Occhiali scuri. Abito elegante.È il giocatore che adesso… tutti guardano.Dal 2007 guida l’action.Ha pushato su Alberto Stasi, con tutto il peso della sua immagine.Ha puntato, rilanciato, costruito una narrativa…ma ha lasciato troppe carte coperte sul board.Nel 2017, una svolta:pesca Andrea Sempio dal mazzo, dà un’occhiata……e folda.Come ogni tight-aggressive, gli resta addosso quella sensazione amara:“E se avessi passato la mano migliore?”Ma ora è tornato.Più tecnica. Più calma. Più cinica, forse.Non gioca più sull’emotività.Oggi scommette sui reperti.E se stavolta farà bet… sarà per valore?O solo per non perdere la faccia?🪑 SEAT 2 – ANDREA SEMPIOIl giocatore silenzioso.Per anni, ai bordi del tavolo.Entrava nei range degli altri… solo nei racconti.Amico di famiglia. Presenza marginale.Tight-passive, direbbero i più tecnici.Ma nel 2025, qualcosa cambia.Qualcuno ripesca le mani passate.Le fascette. Le impronte. Il DNA sotto le unghie.E il nome di Sempio… ricompare.Incappucciato, cuffie alle orecchie, come un reg anni ’90.Cerca di non farsi notare.Ma il board lo ha già messo nel colpo.Non ha mai fatto mosse eclatanti.Ma ha lasciato una traccia.Il suo stile?Call controllati. Nessun bluff.Vorrebbe mollare.Ma il piatto è troppo grande.È pot-committed.E ormai… non si torna indietro.🪑 SEAT 3 – ALBERTO STASI Ha già giocato.Ha già perso.Una bad beat?Dipende da come racconti la mano.Per la giustizia… è il colpevole.Per molti… è stato condannato con un draw missato.Ma anche fuori dal tavolo… il suo spettro è lì.Ogni nuova analisi, ogni nuova traccia…lo rimette dentro.Come se il dealer…continuasse a distribuirgli carte.E lui?Sta fermo.Guarda.Aspetta.Perché se cambia la storia…potrebbe cambiare anche la sentenza.🪑 SEAT 4 – LE GEMELLE CAPPANon stanno giocando.Ma commentano ogni mano.Lurkano da anni il tavolo del Garlasco Open.Parlano.Rilanciano accuse.Boostano i social.Mostrano immagini.Interpretano.Sono le giocatrici aggressive che non stanno zitte nemmeno quando non sono nella mano.Il loro obiettivo?Far tiltare gli altri.E quando il tavolo è teso…la loro voce diventa parte della strategia.È meta-game puro.🎯 COMMUNITY CARDS – FLOP / TURN / RIVER Flop. Tracce biologiche.Traccia 10. Traccia 33. Fascette para-adesive. DNA. Sangue.Le community cards sono sul board.Ma ogni giocatore… le legge a modo suo.Turn. Il tempo.Otto anni di silenzio.Il check del 2017 è stato lungo.Ma ora ci sono nuove strade.Nuovi periti.Nuovi occhi sulle stesse carte.Il gioco si fa sottile. Tecnico. Da specialisti.La mano non è più tra Stasi e la Procura.Ora c’è un terzo player nel colpo: Sempio.E la Procura… squeezea.Mossa aggressiva.Su uno dei tanti call ragionati di Andrea.River.17 giugno 2025.Ora… il tavolo tace.Tutti guardano la Procura.La Procura guarda il board.L’incidente probatorio… è l’ultima carta.Non sarà una smoking gun.Ma sarà sufficiente per una puntata decisa?Una value bet?Un bluff disperato?Oppure… l’ennesimo timido check to fold?🎬 OUTROQuesto era Pokertalk Storie.E questa… era Garlasco: L’ultima mano.La partita…non è ancora finita.La verità è ancora lì.Mischiata nel mazzo.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 26 | Dallo Scacco Matto al Bluff: Lezioni di Business da Scacchi e Poker
POKERTALK NEWSPrima di lasciarti all’articolo di oggi un paio di news.POKER MODEL LIVE. Siamo stati con Equativ da LastMinute per una sessione super di Poker Model Live. Qui trovi il racconto e qualche foto.ONEDAY. Si è chiusa la terza edizione del Poker Model Live OneDay, tra poco te la racconto (tra il pubblico anche mia mamma, vediamo se la trovi…). Ma intanto si sono aperte le iscrizioni per la quarta in programma il 26 Novembre. Ti aspetto!TABLE SELECTION. Non so se hai visto il video promo di Table Selection il nuovo progetto che ho pensato per i Top Manager. Tra poco te ne parlo ma intanto se vuoi guarda qui…YOUTUBE. Se segui Pokertalk da tanto non è niente di nuovo per te, ma se sei nuovo abbiamo parlato del concetto di Posizione nel Decision Making sul nostro Canale Youtube. Se hai un animo più scanzonato vienici a trovare.FINE NEWS. Ora spazio all’articolo di oggi e cerchiamo di capire cosa Poker e Scacchi possono insegnarci per migliorare i nostri processi decisionali e come possiamo “sfruttarli”. Buona lettura.IntroTorniamo a parlare di Scacchi e Poker perché Alexandra Botez fortissima giocatrice americana sulla scacchiera e nota streamer è stata beccata dagli amici di Assopoker seduta al tavolo dell’EPT Gran Final di Montecarlo uno dei più prestigiosi tornei di Poker in terra europea e spinta dalle domande si è lasciata andare a una interessante analisi su queste due disciplina che, lo sappiamo, richiedono abilità, logica e capacità di adattamento. Due giochi, secondo Alexandra, che mettono alla prova la mente in modi diversi ma complementari. Andiamo a vedere e analizzare quanto ha detto. E soprattutto cerchiamo di capire come lo studio di queste due discipline può tornarci utile in ottica personale e professionale. In stile Pokertalk.(in realtà l’intervista è di un anno fa, ma il buon Google me la propone ora sarà perché sto guardando infiniti video di Scacchi in ‘sto periodo….)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Scacchi: La Quintessenza della StrategiaGli Scacchi rappresentano l'apice della strategia pura. Ogni mossa è il risultato di un calcolo meticoloso, dove l’informazione è completa e accessibile a entrambi i giocatori. Questa trasparenza consente di pianificare strategie a lungo termine, sviluppando disciplina, pazienza e attenzione ai dettagli.Secondo la Botez giocare a Scacchi affina la capacità di analizzare situazioni complesse, prevedere le reazioni dell'avversario e adattare il proprio gioco di conseguenza. La logica e il calcolo sono strumenti fondamentali per costruire una strategia vincente e mantenere il controllo sulla partita.Poker: L’Arte dell’AdattabilitàA differenza degli Scacchi, il Poker è un gioco in cui l’informazione è imperfetta: non si conoscono le carte degli avversari e l’elemento fortuna gioca un ruolo significativo. Ogni mano è un’esperienza unica, dove la capacità di adattarsi alle circostanze e gestire l’incertezza diventa cruciale.La Botez evidenzia come il Poker insegni a prendere decisioni rapide in situazioni di rischio e a sfruttare il bluff come strumento strategico. La lettura degli avversari e il controllo delle proprie emozioni sono abilità fondamentali per avere successo, rendendo il Poker un banco di prova per la resilienza mentale.Del resto, se segui Pokertalk lo sai, uno come Marchionne usava il Poker come attività per vedere come i suoi collaboratori reagivano alla pressione e alla necessità di prendere decisioni difficili in breve tempo.Due Approcci Complementari alla StrategiaSe negli Scacchi la trasparenza della scacchiera consente una pianificazione meticolosa, nel Poker la realtà è più frammentata e imprevedibile. Tuttavia, entrambe le discipline offrono lezioni preziose che si intrecciano tra loro.La calma e la concentrazione sviluppate negli Scacchi aiutano a mantenere la lucidità anche nelle situazioni più complesse del Poker. Allo stesso tempo, l’esperienza del Poker insegna a reagire prontamente agli imprevisti e a modificare la propria strategia quando necessario.Botez sottolinea come l’integrazione di questi due giochi abbia contribuito a sviluppare una mentalità flessibile e resiliente. Il rigore degli Scacchi e l’istinto del Poker si combinano in un approccio strategico versatile, utile non solo nel gioco ma anche nella vita.Strategie di Gioco Applicate alla Formazione AziendaleScacchi e Poker rappresentano due approcci distinti ma complementari alla presa di decisioni. Mentre gli Scacchi offrono una piattaforma di informazione completa, permettendo una pianificazione meticolosa, il Poker introduce l'elemento dell'incertezza, richiedendo adattabilità e gestione del rischio. Queste competenze non sono solo utili nel gioco, ma trovano applicazione diretta nel contesto aziendale.Integrare le strategie del Poker nella formazione aziendale rappresenta un metodo innovativo per sviluppare una mentalità flessibile e resiliente. Io lo vedo andando in giro con le attività di Pokertalk, le aziende possono dotarsi degli strumenti necessari per navigare con successo nelle sfide del mercato moderno, trasformando l'incertezza in opportunità e affinando le competenze decisionali dei propri team.Le abilità sviluppate negli Scacchi e nel Poker sono incredibilmente utili nel mondo del lavoro. Alcuni esempi?* Negoziazione e leadership: La capacità di analizzare gli avversari e prevederne le mosse è essenziale nelle trattative e nella gestione di un team.* Gestione del rischio: Come nel Poker, nelle decisioni aziendali bisogna valutare attentamente il rapporto rischio-rendimento.* Pianificazione strategica: Il pensiero a lungo termine appreso negli Scacchi è cruciale per il successo imprenditoriale.Non a caso, molti CEO e investitori si sono avvicinati agli Scacchi o al Poker proprio per affinare queste capacità!Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoQuindi, meglio Scacchi o Poker?Scacchi e Poker, pur appartenendo a mondi diversi, dimostrano come il pensiero strategico possa evolversi attraverso il confronto con la logica e l’incertezza. L’esperienza in entrambi i giochi arricchisce la visione strategica, offrendo preziosi strumenti per affrontare sfide di ogni tipo. In definitiva, parafrasando la Botez, sia che si tratti di un Re sulla scacchiera o di un Bluff al tavolo da Poker, la strategia è sempre la chiave del successo.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 25 | Il Poker è Donna.
"Matteo ma il Poker è un gioco per Maschi!!”A volta, ma a dir la verità sempre più raramente, mi viene fatta questa obiezione mentre mi confronto coi clienti che sono incuriositi dall’offerta Pokertalk e vogliono capire, giustamente, se è 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Potrei rispondere che 𝘴𝘪 𝘪𝘭 𝘗𝘰𝘬𝘦𝘳 𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘥𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘶𝘤𝘤𝘦, ma la realtà supera di molto la fantasia e chi ha partecipato sa bene che le donne finiscono per essere le capo banda delle nostre attività! Senza freni.𝘐𝘭 𝘗𝘰𝘬𝘦𝘳 è 𝘋𝘰𝘯𝘯𝘢, 𝘉𝘦𝘱𝘱𝘦.(continua dopo la foto)Sicuramente se vado a un Torneo di Poker vedo una maggioranza maschile, diciamo un 70/30, ma è solo questione di scelte personali. Magari le donne amano il Poker ma preferisco il Bridge o gli Scacchi. Non so. Ma non c’è nessuna barriera all’ingresso, né fisica, né mentale, né attitudinale, verso niente e nessuno. 𝗡𝗼𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘂𝗹𝗮, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼, 𝗹𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 tra generi, come in tutte le cose. Ed è questo il bello di portare questa disciplina nel 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.• Ognuno mette sul tavolo 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢, 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 è. Competenze, attitudini.• E ognuno al tavolo viene fuori 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 è. Caratteri, modi.Come dico sempre, ormai un claim:𝗔𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗮 𝗣𝗼𝗸𝗲𝗿 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗯𝗹𝘂𝗳𝗳𝗮𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲.Tornando al topic di oggi. 𝙄𝙡 𝙋𝙤𝙠𝙚𝙧 𝙚 𝙡’𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙞𝙨𝙘𝙞𝙥𝙡𝙞𝙣𝙖 𝙖𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙪𝙤𝙢𝙞𝙣𝙞 𝙚 𝙙𝙤𝙣𝙣𝙚 𝙜𝙖𝙧𝙚𝙜𝙜𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙘𝙖𝙢𝙥𝙞𝙤𝙣𝙖𝙩𝙤, 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙨𝙩𝙚𝙨𝙨𝙖 𝙘𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖. Persino gli Scacchi, altro gioco di abilità e strategia a cui spesso il Poker viene accomunato, ha la categoria “women”. Esiste la campionessa del mondo femminile. E poi c’è Magnus Carlsen. Nel Poker no. 𝗩𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗼? 𝗦𝗶𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲𝘀𝘀𝗮. 𝗦𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲.Quindi no. Il Poker non è un gioco per maschi. Il Poker è un gioco per tutti. Col proprio sesso, con le proprie competenze, con le proprie attitudini, capacità, paure, difetti, dolori e colori. E le attività Pokertalk ti portano qui dentro.Ne abbiamo parlato anche ieri sera in live al nostro 𝗟𝗮𝘁𝗲 𝗡𝗶𝗴𝗵𝘁 𝗦𝗵𝗼𝘄 con due vecchie conoscenze del Pokertalk. (continua dopo il video)[Se vuoi raccontare la tua storia, la tua idea, il tuo progetto partecipa al nostro Late Night Show. Prenota il tuo posto]Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoPrima di lasciarti ti segnalo anche che c’è poca gente che fa il mio lavoro, ma tra questi ci sono due donne che vanno in giro a raccontare la forza del Poker come strumento formativo e non solo, probabilmente le conosci o conosci i loro libri:* Il grande bluff. Abilità. Fortuna. Controllo. Giocare a Poker per capire il gioco della vita della giornalista Russa “Americana” Maria Konnikova* Thinking in Bets: Making Smarter Decisions When You Don't Have All the Facts della campionessa americana Annie Duke✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.VUOI GIOCARE CON ME?Se vuoi divertirti un po’ con me e la Community del Pokertalk, lunedì prossimo, 3 Marzo 2025, c’è un nuovo torneo firmato Pokertalk. Un buon modo per stare un po’ insieme, giocare, imparare e divertirsi con me e i miei ospiti in diretta. Ti aspettiamo al tavolo! Qui tutte le info per iscriversi e partecipare. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 24 | Poca attenzione e maleducazione ti fanno perdere soldi (e rispetto, e equity, e buone decisioni, e, e, e,...)
Sono tornato a sedermi al tavolo di un torneo. Mi son divertito, non sono andato a premio, ma sono ritornato con due lezioni. Che in realtà conoscevo già ma che avevo dimenticato. Te le racconto.Probabilmente se mi segui sui social sai che sono a Malta, come sempre in autunno, e che ho deciso di schierarmi al Battle of Malta, un torneo ormai storico qui sull’isola, ma direi in Europa. Infatti quest’anno record di iscritti, oltre 5000. E probabilmente, se mi segui, hai già avuto modo di vedere questo video che ho chiamato “Atteggiamenti fastidiosi al tavolo (e nella vita reale)”. Parte 1 e parte 2. Dove racconto due situazioni davvero poco carine che si verificano, spesso, al tavolo. Te li metto qui. E adesso, dopo lo sfogo dei video, proviamo a trarne degli insegnamenti.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Atteggiamenti fastidiosi al tavolo (e nella vita reale) | Pt. 1(prosegue dopo il video)In questo video me la prendo con chi non sta attento al tavolo, si distrae, tanto che quando arriva il suo turno bisogno ricordarglielo e, non contento, bisogna pure spiegargli cosa è successo fino a quel momento. Chi ha puntato, quanto, quanti giocatori. La cosa oltre che fastidiosa fa perdere tempo al gioco, un gioco dove il tempo è prezioso. Per cui da fastidio a me e agli altri giocatori. Ma mi chiedo “sei seduto al tavolo devi solo aspettare il tuo momento e poi giocare, come diavolo fai a non essere pronto quando tocca a te??” Ma soprattutto, se non stai attento, come pensi di vincere?Il Poker ti insegna che per prendere una decisione corretta non basta guardare le proprie carte. La tua azione deve essere figlia di quanto successo fino a quel momento, anzi a volte non è un’azione, ma una reazione. Se non stai attento, se non sai cosa sia successo prima, se non sai chi ha fatto cosa e perché, come fai a prendere la tua decisione?Risultato: giochi a caso, guardi le carte, perdi. Perdi soldi.Atteggiamenti fastidiosi al tavolo (e nella vita reale) | Pt. 2(prosegue dopo il video)Il questo secondo video me la prendo con chi lancia le cose. Convinto di essere un figo. Lanciano le carte verso il dealer quando foldano come se fossero delle Stelle di Hokuto. E soprattutto lanciano le chips quando puntano. Fanno fare questi grossi voli alle chips sopra la testa delle persone fino al centro del tavolo. Perché sono fighi loro. Quando: 1 le chips le devi posizionare davanti alla tua postazione in modo da dare evidenza, al dealer (che starebbe lavorando anche se tu pensi di fare il simpatico con battute da caserma…) e agli altri giocatori, dell’ammontare della tua puntata, e, 2, che cazzo lanci le chips?? A chi l’hai visto fare sentiamo? Ad Erik Seidel? A Phil Ivey? A Luca Pagano? A Vicky Coren? No. Ma non potendo prenderti i tuoi 15 minuti di Warhol col tuo gioco, capisco che li voglia col tuo fascino da lanciatore di chips. 15 minuti non è neanche tempo di un buio, poi puf, torni nel dimenticatoio. Il Poker è un gioco di informazioni e la tua maleducazione è un’informazione più potente di quanto tu creda. Tu lancia, io segno.Bonus trackIn questi giorni ho pubblicato anche un terzo video dove analizzo il tavolo a cui stavo giocando e il modo in cui avevo intenzione di affrontare diverse tipologie di giocatori. Nel rivedere il video mi sono accorto che il mio modo di approcciarmi a queste persone sarebbe stato uguale anche fuori dal tavolo, perché, sì, come diciamo sempre al Pokertalk la cosa bella di questo gioco è che al tavolo ognuno viene fuori per quello che è. Col suo carattere, i suoi pregi, i suoi difetti, la sua attitudine e le sue difficoltà. E se il mio soprannome al tavolo è Rabbit un motivo ci sarà… ti lascio scoprirlo guardano questa piccola clip.(prosegue dopo il video)✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 23 | Pokertalk in LinkedIn. Un'avventura che ti parla di noi.
Notifica. Un vocale di Willy. “Frateeeeeee andiamo in LinkedIn. Ora non me ne frega un cazzo se sei a Malta, se sei depresso, se la borsa crolla, la guerra, il covid, se la tipa ti ha lasciato. Tu ora alzi il culo, prendi un aereo e ti presenti bello in forma che questa è un’occasione che non possiamo perdere”. Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Non che ci volesse Willy per farmi capire che portare Pokertalk in LinkedIn fosse una figata, ma condivido questo messaggio per farti capire come sto messo: praticamente ormai sono schiavo in casa mia. Ma mi piace così. Lui si occupa della parte commerciale, cerca e trova le occasioni. E a questa di LinkedIn ci stava lavorando da un po’ e ci teneva tantissimo. Sono anche abbastanza sicuro che abbia fatto loro un sontuoso sconto, ma io non chiedo. Di questo si occupa lui. Il mio compito è portare in scena una figata. Coinvolgere le persone, farle incuriosire e divertire nel mentre e far loro portare a casa qualcosa nel poi. Che sia un’ora, mezza giornata, un giorno o addirittura quattro come sono stati per Nexia Audirevi a inizio ottobre (un’altra storia che ti racconterò tra un po’), la qualità deve essere sempre alta. È l’unico comandamento che mi do. Il meglio che posso perlomeno.Ecco se Willy è un po’ un Emi lo Zio, io devo essere un po’ più un Salmo. Entro, spacco, esco, ciao.(prosegue dopo il video: Pokertalk in LinkedIn by Luca Pinotti)In LinkedIn poi ci siamo andati ed è andato tutto benissimo. Intanto la location era pazzesca: 19esimo piano di una torre sopra Stazione Garibaldi a Milano da dove si vedeva tutta la città. Gli uffici super tech con una zona tipo curva che si è adattata alla grande alla nostra attività. Che per i nostri più fedeli aficionados specifico essere stata una classica sessione di Poker Model Live, ormai il nostro prodotto di punta. Cibo e confort che uscivano da tutti gli angoli (anche se io prima di andare in scena ho l’”abitudine” di chiudere lo stomaco come un teatrante di prosa e passare gli attimi prima al cesso come Eminem BRabbit in 8Mile… del resto il Rabbit è anche il nostro logo…) e poi le persone. Chiara Galati che ci ha voluto e ospitato è un vulcano di energia, ma tutte le persone coinvolte si sono messe in gioco alla grande mollando gli ormeggi in pieno stile Pokertalk. Lo dico sempre “il successo di una formazione non lo fa chi parla, ma chi ascolta” e col Pokertalk davvero è oltremodo tutto molto interattivo per cui ho bisogno che ti butti perché lo show lo facciamo insieme.Ti lascio qui sotto un galleria di foto della giornata in LinkedIn raccolte dall’occhio incredibile del buon Luca Pinotti e ci sentiamo per la prossima avventura.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Ps: se sei arrivato a leggere fino a qui e vuoi lavorare con noi, scrivi a [email protected] AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 22 | Non sei sfortunato, sei stupido
Leggevo sul giornale la storia di quell’anziano uomo di Brescia che ha conservato e poi donato tutti i Gratta e Vinci comprati nella sua vita per un totale di 407.000 Euro. Questo gesto, dice l’anonimo tronfio timido, per, nell’ordine:* Ricordarsi dei soldi sprecati, nella vana speranza che questo potesse aiutarlo a gestire meglio le proprie finanze.* Far sì che gli altri giocatori si rendano conto delle conseguenze negative di spendere così tanti soldi per inseguire un sogno di vincita, le cui probabilità però sono bassissime.E, dulcis in fundo, regalandoci questa perla filosofica:«La vita vale la pena di essere vissuta, non “grattata”»Grazie, ma di queste consigli e frasi da Smemoranda non ce ne facciamo nulla.L’unica cosa che andrebbe spiegata è che il Gratta e Vinci, così come il SuperEnalotto così come la Roulette così come tanti altri giochi da banco, sono giochi a Valore Atteso Negativo. Cosa significa? Se segui Pokertalk ormai lo sai. Semplifico: più giochi, più perdi soldi. Nel lungo periodo questi sono giochi perdenti. Ma non serve la filosofia spicciola, ma la matematica.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.I giochi da Banco per forza di cose devono portare un vantaggio competitivo al Banco nel lungo periodo. Ma mica è una truffa. È naturale che il Banco, sia lo Stato o un Casinò, debba guadagnare da questi giochi, mica sono Onlus, chiuderebbe dopo 2 ore altrimenti. Basta saperlo. Non è una truffa il gioco, sei un ignorante tu.Durante i workshop Pokertalk, in Azienda e nelle Scuole, spesso riesco a spiegare la differenza tra giochi di azzardo e giochi di strategia e il perché nei primi puoi solo perdere e nei secondi puoi anche vincere. Ti lascio qui una tabella vecchissima:(prosegue dopo la foto)Ma non voglio fare in questa Chips il solito pippone matematico-moralistico, ormai son stufo. Se sei scemo è giusto tu perda soldi. E se studi è giusto tu li possa fare.Con questo non voglio dire che uno non debba giocare, anzi, molti di questi giochi sono pure divertenti e in alcuni casi socializzanti, ma basta avere bene chiaro in testa probabilità e obiettivo:* Vuoi divertirti? Gioca.* Vuoi fare soldi? Non gioca.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoSon tematiche che qui in Chipcount abbiamo affrontato mille volte, ma se è la prima volta che ci leggi e vuoi approfondire concetti come Valore Atteso, Equity, Giochi di Strategia e i processi decisionali puoi dare un occhio al nostro storico video corso gratuito: Poker Model: I segreti del Poker per prendere decisioni profittevoli al tavolo, al lavoro e nella vita di ogni giorno.(prosegue dopo la foto)Oppure puoi venirci a trovare al nostro prossimo OneDay, l’evento firmato Pokertalk aperto a tutti i curiosi, che si terrà a Milano il prossimo 28 Novembre.(prosegue dopo la foto)Per oggi è tutto. So che il claim è “gioca responsabilmente”, ma io ti direi semplicemente “studia”. Il resto vien da sé.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 21 | Perché non fai soldi nel tuo lavoro (anche quando, magari, sei bravo)
Come ogni inizio agosto sono stato qualche giorno a Brighton, in Inghilterra. Se ci vediamo su Instagram probabilmente già lo sai e sicuramente saprai cosa andrò a raccontare qui in questa Chips. Vado a Brighton un po’ per scappare dal caldo di Milano, un po’ perché passeggiare lungo la dorsale della Manica mi resetta e mi rilassa e un po’ perché sono un vecchio nostalgico di quando, nei Novanta, ci andavamo a studiare l’inglese. Spoiler: mai imparato. Non lì per lo meno.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.A Brighton sul mare c’è un piccolo Casinò. Un solo tavolo da Poker, che non si riempie nemmeno tutto spesso. Ma in 4 minuti si è tutti amici e si passa il tempo più a chiacchierare e mangiare insieme che giocare. Chi vuole provare a fare i soldi va a Londra. Qua ci sono solo localz, anziani, anziani localz e io.Mi sono seduto al tavolo un paio di sere e anche questa volta il Tavolo mi ha insegnato qualcosa. Te lo racconto.Ecco 3 motivi per cui non fai soldi nel tuo lavoro (anche quando, magari, sei bravo)🥕 LEZIONE 1: CONCENTRAZIONE/OSSERVAZIONE(prosegue dopo la foto)Il ragazzo nella foto si è seduto con 1000 Sterline. Ha guardato tutto il tempo le Olimpiadi sul telefono. E si è alzato con 0 Sterline. Probabilmente gli conveniva andare a Parigi.Questo è un errore gravissimo, spesso sottovalutato. Non puoi pensare di prendere decisioni profittevoli se non sai chi e cosa sta succedendo intorno a te. Quello che sei e quello che sai cambia di peso rispetto a chi reagisce alle tue azioni. La tua scelta deve essere diversa con/contro persone e contesti diversi. Ma se non osservi, non lo sai. Fai scelte a caso, perdi soldi. Colpa tua.🥕 LEZIONE 2: BENESSERE FISICO E MENTALE(prosegue dopo la foto)A meno che tu non sia Maradona se ti presenti al lavoro ubriaco la tua performance sarà giocoforza peggiore. Il ragazzo in questa foto, lo vedi anche tu, si è seduto col viso rosso pompeiano e una birra in mano. Poi ha ordinato un’altra birra. Poi un’altra. Poi ha finito i soldi.Per prendere decisioni profittevoli devi innanzitutto concentrarti e osservare come abbiamo visto nella lezione precedente. E per farlo devi stare bene. Bene di fisico e bene di testa. Non credo servano tanti esempi, questo è chiarissimo al Tavolo, ma anche in qualsiasi altro contesto.Prima di vedere la Lezione 3 ti dico anche questo, che praticamente è la risposta alla domanda “Ma tu giochi ancora?” che mi fanno tutti quando sono in giro col Poker Model Live. Eh, no. Io praticamente non gioco più, perlomeno nel senso PRO del termine. E il motivo sono proprio i punti 1 e 2 che abbiamo visto qui sopra. Cioè, no non sono un ubriacone, però mi rendo conto che, probabilmente a causa dell’età avanzata, non ho più quella forza fisica e mentale per sedermi al tavolo al 100% delle mie possibilità e mi rendo perfettamente conto di non riuscire a stare concentrato e osservare per lunghi periodi di tempo. Rendersene conto è fondamentale. 🥕 LEZIONE 3: LE INFORMAZIONI (prosegue dopo la foto)Ok, qui su Chipcount lo abbiamo detto mille volte: prendere decisioni profittevoli è questione di informazioni. E le informazioni le devi raccogliere tu. E le informazioni sono ovunque. Guarda questa foto: lui è Johnny, persona squisita ed educata, giocatore old style, qui a Brighton un’istituzione. Le persone girano, lui c’è tutte le sere. Al terzo minuto mi aveva già adottato. Lo amo. Però poi ti ricordi che al Tavolo l’obiettivo è sfruttare il tuo vantaggio competitivo per prendere decisioni ottime di lungo periodo e, possibilmente, fare soldi. Ecco, guarda la foto, Johnny è qui alla mia destra con alle dita l’equivalente di 3 monolocali tra Dover e Bristol. Se ti siedi al NL300 (per i non tecnici vuol dire che siamo tutti seduti con circa 300/600 Sterline davanti) capisco subito che i soldi che ci stiamo giocando per te sono noccioline e questo ti porterà a giocare rilassato, senza pensarci troppo e soprattutto per divertirti, per “vedere le carte” e finirà che mi chiamerai con progetti, second pair, third pair, no pair (per i non tecnici vuol dire che giocherà mani medie solo per il gusto di giocare o, magari, sgamare un bluff ad esempio….). Ti voglio bene Johnny ma questa è un’informazione troppo facile da processare e troppo assassina. Anche io ho 3 monolocali ma non alle dita.🥕 LEZIONE EXTRA: BANKROLL MANAGEMENT E RISK (investi soldi che puoi perdere). (prosegue dopo la foto)Questa fa il paio con la Lezione sopra. La inserisco in questa chips perché su Instagram vi ha fatto morire dal ridere: lui è il collegiale con autista. Ragazzo simpatico e giocatore onesto, però se al NL300 ti siedi con solo 100£ io capisco subito che quelli sono tutti i soldi che hai e hai una paura fottuta di perderli. Le tue decisioni saranno inevitabilmente condizionate. Tu non farlo.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 20 | Se nessuno ti ascolta è male, ma se nessuno ti capisce è peggio.
L’altro giorno mentre montavo una video lezione da rendere disponibile sulla nostra piattaforma Pokertalk Basics ho sorriso quando mi sono ritrovato a dover spiegare con una didascalia cosa intendessi per “nulla sbananato”. Ti lascio lo screenshot qui sotto. Così sorridi anche tu vedendo la mia faccia super impegnata mentre cerco le parole giuste e la faccia super perplessa del buon Luca.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Come si legge nella didascalia “Nulla sbabananto” non è un termine tecnico chiaramente e ha la sola pretesa di rafforzare il concetto di “nulla”. Sembra incredibile ma nella Community pokeristica il concetto di “banana” è ampiamente codificato :-)Sorrido perché questa licenza che mi sono preso mi rimanda a un leggendario passato che fu. Quando insegnavo Matematica all’Università Statale di Milano. Perché, sì, insegnavo Matematica, ma lo facevo alla facoltà di Scienze Politiche, dove puoi immaginare quale interesse potessero avere gli studenti per la materia più odiata del mondo. Ma è in quell’occasione, in quel contesto, che ho capito un concetto che poi giocando e studiando il Poker ho valorizzato oltremodo, ossia, semplicemente, l’importanza di farsi capire. Ti può sembrare una sciocchezza ma tu puoi anche essere il Matematico o il filosofo o il medico, più preparato del mondo, ma se quando spieghi le tue cose nessuno ti capisce è tutto inutile. È un esercizio di stile, come direbbe Jake La Furia, insieme a Marra e Gué. Ma non porta benefici a chi ti sta ascoltando.(prosegue dopo il video)Sperare che gli studenti amassero la Matematica era visionario, ma fare in modo che almeno la capissero è diventato il mio obiettivo. E come fare? Come fare se non conoscono le basi della materia? Come fare se non conoscono i termini e il linguaggio di quella materia? Ho smesso di parlare il mio linguaggio e ho iniziato a usare il loro. Spiegavo la Matematica usando metafore riconoscibili e comprensibili. Non termini ignoti al loro vocabolario. Ha funzionato.Col Poker poi capisci che questo concetto è fondamentale. Anzi vitale. Vitale farsi capire. Perché se stai imbastendo un bluff e ti sforzi di raccontare una storia credibile, devi essere sicuro che il tuo avversario ti stia uno ascoltando e due capendo. Altrimenti il tuo sforzo è inutile. E diversamente da un’aula accademica dove alla peggio gli studenti ti sbadigliano in faccia e giocano a Candy Crush se al tavolo il tuo avversario non capisce quello che stai dicendo il pericolo è che si comporti esattamente all’opposto di come vorresti tu. Magari sbagliando, ma vincendo il piatto. Il tuo piatto.Farsi capire, farsi leggere, è un’arte. Non capirlo, non dargli importanza, ti fa perdere tempo. Ti fa perdere soldi.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 19 | Scacchi e Poker. Diversi ma Gemelli.
Va beh, il titolo di questo articolo è una piccola concessione alla mia nota passione per il Rap e alla mia amicizia con Grido dei Gemelli DiVersi. Me la concedo perché erano mesi che aspettavo questo momento…Qualche settimana fa stavo seguendo una live del mio canale preferito: Chessburger TV. Dove il Maestro Fide Alessio Boraso ti porta nel magico mondo degli Scacchi con competenza, simpatia ed eleganza. E, come probabilmente sai seguendo i miei canali, io da qualche tempo gioco anche a Scacchi. Malissimo chiaramente.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Scacchi e Poker hanno molti punti in comune, come sai se segui Pokertalk. E io stesso quando propongo le attività Pokertalk in Azienda uso gli Scacchi per spiegare che anche il Poker non è un gioco brutto e cattivo, anzi.Ma torniamo a noi.Finalmente l’altro giorno durante la live hanno chiesto al Maestro Boraso se giocasse anche a Poker e il Maestro ha risposto come sospetto da mesi: Sì. Lo sospettavo un po’ perché, come detto, i due giochi si assomigliano in quanto entrambi giochi di strategia dove, sostanzialmente bisogna prendere buone decisioni dopo aver valutato variabile e dinamiche, e un po’ perché l’ho sentito spesso usare un linguaggio pokeristico durante le analisi delle sue partite alla scacchiera. E non non mi riferisco tanto a espressioni come “qui giochiamo Cavallo F3 tentando un Bluff” oppure “andiamo All in dai, spingiamo il Pedone!” che sono termini ormai di uso comune anche fuori dal tavolo verde. Ma perché a volte il Maestro Boraso usa espressioni tipiche dell’analisi pokeristica come “molto spesso”, “buono tante volte”, “standard”, forse gli ho sentito dire pure “nel lungo periodo”, e altre, che magari sono proprie anche dell’analisi scacchistica, non lo so, ma sicuramente rimandano a concetti probabilistici tipici della Statistica che nel Poker di alto livello si usano abitualmente e quindi ho il dubbio che in realtà il buon Boraso giochi e studi il Poker più di quanto voglia far trasparire [anche perché ha ammesso di essere stato un giocatore di Magic in passato, gioco che, come è noto, ha dato i natali a molti dei più forti giocatori di Poker della prima ora, come ad esempio il nostro grandissimo Dario Minieri].Quello che è certo, ma non mi sarei aspettato niente di diverso da un laureato in Ingegneria Matematica, è che a domanda non ha risposto bollando il Poker come gioco d’azzardo o di Serie B, perché sicuramente conscio del fatto che il Poker sia uno splendido e complesso gioco di abilità dove le competenze Matematiche possono avere un ruolo decisivo. Dice il Maestro:“Il nesso tra Scacchi e Poker è che si diventa bravi giocando, studiando e con una buona dose di ossessione e poi entrambi i giochi sono molto basati sul calcolo”(prosegue dopo la foto)E benché poi la chat del canale sia partita verso una discussione sul concetto di fortuna in questo o quel gioco, discussione comunque molto educata, altro merito che do al Maestro, aver creato una Community a sua immagine, pacata, preparata, educata e divertente, dicevo, benché poi la discussione sia volata via, l’unica mezza annotazione che mi permetto di fare ad Alessio è quando lui dice, con la consueta compostezza e autoironia, difendendo giustamente la sua disciplina:“Nel caso del Poker il Calcolo è estremamente più banale…”. Ecco, non sono preparato abbastanza sugli Scacchi per poter dire che sia vero o meno però mi piace ricordare che anche nel Poker il Calcolo è tanto, complesso e fondamentale. Non so dire se più o meno degli Scacchi quindi mi limito a ricordare che Scacchi e Poker sono entrambi giochi di abilità e strategia con la differenza che gli Scacchi sono un gioco a informazioni complete, la scacchiera è lì, la vedi, potenzialmente puoi calcolare tutte le possibili azioni e reazioni del tuo avversario, il Poker no, il Poker è un gioco a informazioni incomplete, alcune carte non le vedi, altre non le vedrai mai, e questo rende tutti i calcoli, se non più complessi, inevitabilmente più approssimati. (prosegue dopo il quote della settimana)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoA Poker ogni decisione non sarà mai perfetta. L’obiettivo e avvicinarsi all’ottimo di lungo periodo. A Scacchi sento dire spesso che vince chi sbaglia meno. Se non sbagli non perdi. Sarà vero?✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Ps: Volevo fare sapere al Maestro che gioco la Alapin (male) 😅📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 18 | Cosa vuol dire essere il GOAT? Ma soprattutto quando vuol dire?
Messi è più forte di Ronaldo. Rod Laver è più grande di Federer. LeBron è il più forte di tutti i tempi. No è MJ. Mike Tyson o Muhammad Ali. E così via.Queste argomentazioni non hanno senso. O, meglio, hanno senso al Bar. Sono buoni spunti di discussione, di tifo, di sfottò. Di ricordi, di emozioni, di notti, di vita. Ma non hanno senso. Goat vuol dire Greatest of all time. Il più grande di sempre. Ma rispetto a cosa? Rispetto a chi? Ai risultati? All’impatto avuto nello sport o nella storia di quello sport? Nel cuore della gente? Negli anni?(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Chiaro che se si contano i risultati Djokovic è sopra Federer e Nadal, ahimè dico io Nadaliano convinto, ma arriverà sempre quello che ti dirà “Eh ma Federer ha più classe” e cosa c’entra? Parliamo di risultati. E allora arriverà sempre quello, generalmente un vecchio incapace di staccare il giudizio dalla sua fase felice della vita, verosimilmente l’adolescenza (ciao Papà 😀 ), che ti dirà “Risultati ok, ma Laver ha fatto il Grande Slam, oltretutto defraudato di molti anni causa querelle dilettantismo/professionismo di quegli anni….” Esatto, quegli anni. Ha senso paragonare professionisti di anni diversi? In qualunque campo. Ove, restando anche solo al tennis, sì lo sport è lo stesso, ma è cambiato tutto. Le dinamiche, le velocità, i materiali, gli appuntamenti.Chiaro poi che, negli sport di squadra, tenere buoni i risultati ha senso fino a un certo punto. Essendo che non dipende tutto da te. Chiaro che Messi è fortissimo, ma avrebbe vinto tutto quello che ha vinto uguale se fosse nato a Roma? Dove al posto di Iniesta e Xavi avrebbe trovato Perrotta e Aquilani?E allora cosa conta? L’emozione? Ma quella è soggettiva. Troppo soggettiva. Conta l’impatto? E come lo misuri? Sento dire, non me ne intendo, che Steph Curry ha cambiato il gioco. Questo lo pone sopra a LeBron e Jordan? Boh.Ma la verità è che forse questa cosa del Goat interessa al Bar, non ai professionisti. Non ai professionisti nel qui ed ora. Sì, perché forse tutta questa questione del Goat è vista nel modo sbagliato. Non è importante essere il Goat domani, ma oggi mentre mi serve per prevalere.(prosegue dopo la foto)Ed è incredibile come questo concetto lo senta da Phil Hellmuth che, oltre ad essere uno dei giocatori di Poker più vincenti di sempre, ha sempre cavalcato l’onda della polemica professandosi il più forte di tutti. Invece, proprio lui, ci regala questa riflessione.“Penso che quello di essere o essere considerato il più grande di sempre in uno sport sia bello, come è bello che molti ritengano che io lo sia nel Poker, ma alla fine dei conti non ne sono così interessato. Quello che voglio è sempre essere il migliore oggi. Da un lato ci sono i risultati all-time che parlano da soli, ma dall’altra parte io non voglio essere un tipo da cerimonie, ma uno che la gente teme di incontrare al tavolo.”Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoIl Poker ti insegna che la bravura, la forza, la vittoria, si manifesta e si giudica nel lungo periodo, l’abbiamo detto e visto qui in Chipcount mille volte, ma Phil Hellmuth tra le righe ci ricorda che il Poker non è un gioco di poche grandi vittorie, ma di tanti piccoli risultati costanti nel tempo. E per ottenere tanti piccoli risultati costanti nel tempo non è importante essere il più forte domani.Devo essere il Goat oggi.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 17 | Come fa Bruno Mars a spendere tutto quello che guadagna?
Pare che Bruno Mars, il famoso cantante statunitense noto per hit come Just the Way you are per dirne una, che ti lascio qui sotto in video, spenda più di quanto guadagni. Anzi perda più di quanto guadagni. Ma come è possibile?(prosegue dopo il video)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Pare che Brunone abbia una passione, mai nascosta, per il gioco del Poker, il dramma è che evidentemente non abbia chiaro i fondamenti del giocatore di Poker. Una delle prime cose che il Poker ti richiede e, in fin dei conti, ti insegna subito.Il caro vecchio Bankroll Management.Non importa quanto tu sia ricco o quanto tu sia bravo, nel Poker, nel tuo lavoro o in qualsiasi cosa, ma se non hai un ottimo controllo e gestione delle tue finanze rischi di finire nel baratro.Bruno Mars ha un contratto da 90 milioni di Dollari l’anno con l’MGM di Las Vegas per una residency, ossia per esibirsi tutto l’anno presso la prestigiosa venue del Nevada. Pero l’MGM è anche, ovviamente, un famoso Casinò e pare che il buon Bruno tutto quello che incassi poi lo rilasci al tavolo da Poker appena sceso dal palco, senza uscire nemmeno dalla location.Il Poker ti insegna proprio a non fare questo. Il Poker ti insegna a separare il tuo conto gioco dal tuo conto personale. Il Poker ti insegna a giocare mani, piatti, sessioni, partite, tornei, vedila come vuoi, che ti puoi permettere. Anzi che ti puoi permettere tante volte. Perché il Poker ti insegna che la bravura esiste, a questo gioco, ma la si può valutare solo nel lungo periodo e a quel lungo periodo ci devi arrivare però. Quindi se hai 100 non puoi spendere 100 per un tavolo. Devi darti la possibilità di rigiocare quel tavolo tante e tante volte. In modo da non subire in maniera disastrosa gli effetti della fortuna, che esiste ma che il Poker, e l’economia, e la finanza, e gli studi quantitativi in generale, ti insegna a chiamare varianza e sa che sì esiste, ma sì, può essere studiata e controllata come una variabile qualsiasi, una delle tante messe in campo da questo gioco di strategia bello, complesso e affascinante. E poi, allora sì, se sei più bravo, più forte, allora vincerai tu.(prosegue dopo il quote)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoUn vecchio adagio, da non prendere come scienza esatta, anzi poi tu nel tuo lavoro, valuta cosa è giusto per te, ma, dicevo, un vecchio adagio del Poker dice “Siediti a un tavolo dove puoi sederti 100 volte”.Capito Bruno? Just the way Poker is. Just the way you are.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?PS: pare che la notizia su Bruno Mars sia stata over pompata e che il buon Bruno non sia per niente in banca rotta (non per i debiti perlomeno…)Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips Extra | Tra Poker, Business e Guerra.
Intro: sono in partenza per New York in un mix di gita e lavoro e transiterò da Atlantic City, la Las Vegas dell’East Side, dove non sono mai stato. Giocherò? Non giocherò? Non lo so, ma sicuramente troverò ispirazione per qualche Chips, tra Poker e Business, buona per qui in Chipcount. Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Prima da lasciarti alla Chips Extra di oggi però ho delle comunicazione da fare in risposta anche ad alcune domande che mi sono arrivate da chi legge, ascolta o frequenta il mondo di Chipcount e del Pokertalk. Di seguito:POKER MODEL LIVEIl 13 aprile a Milano va in scena un evento firmato Pokertalk “Poker Model Live One Day” pensato per chi è incuriosito da quello che facciamo e vuole vivere un’esperienza Pokertalk. Non mi dilungo, tutte le info alla pagina dedicata. Ti aspetto. E se sei un’Azienda mandami qualcuno dei tuoi in avanscoperta, te lo restituisco rigenerato!BASICSPer chi mi ha chiesto post meno Business e più Poker giocato (avete vinto maledetti…), dal Primo Marzo (qui il link alla Premiere) sarà attiva una nuova sezione qui in Chipcount (trovi già il tab nel menu) dove condividerò alcune lezioni prese dalla nostra piattaforma di video lezioni on demand che si chiama proprio Basics (qui il link per saperne di più). Per riceverle anche direttamente in mail ricordo di flaggare l’opzione all’interno del proprio profilo Substack. Ora ti lascio alla Chips di oggi. Buona lettura/ascolto.L’altro giorno riguardavo e rileggevo la clamorosa mano tra Matt Affleck e Jonathan Duhamel alle World Series of Poker del 2010. Mano epica che chiunque segua il Poker conosce e che io personalmente utilizzo durante i workshop Pokertalk perché offre un sacco di spunti per affrontare dinamiche di Gestione del Rischio, Probabilità, Gestione delle Persone, Bankroll Management e chi più ne ha più ne metta. Se vuoi riguardarla col commento anche del povero Matt te la lascio qui sotto. E se vuoi vederla insieme a me, momento promo, ti invito al Poker Model Live One Day del 13 Aprile dove, tra le altre cose, analizzeremo tutto quello che questa mano ci offre nel nostro viaggio verso la costruzione di un processo decisionale solido e profittevole buono per il tavolo, il lavoro e la vita di tutti i giorni.Ma non è di questo che voglio parlarti oggi. Oggi rimaniamo più leggeri e superficiali. Rileggendo una vecchia intervista sul tema del buon Matt Affleck mi sono imbattuto in questa sua considerazione“Uno dei punti di forza più grandi dei migliori Poker Player al mondo è non considerare le tue chips come soldi ma come soldatini da posizionare sul campo di battaglia. Il Poker è un gioco di decisioni strategiche”.Ecco, il Poker è un gioco di decisioni strategiche. Come la guerra, come gli affari. Ma non lo dico io, lo dice John McDonald nel suo libro Giochi di Strategia. Il Poker, la Guerra, gli Affari“Una certa conoscenza delle probabilità matematiche non farà di voi un buon giocatore di Poker, ma non tenerne conto per niente farà sicuramente di voi un cattivo giocatore”.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoE la cosa incredibile è che lo dice nel 1950. Cioè nel 1950 era già chiaro a tutti che il Poker non fosse un gioco d’azzardo bensì un gioco di strategia. E se penso che ancora oggi per poter lavorare devo spiegarlo un po’ mi sale il magone.Ma so che tu, che segui Chipcount e segui Pokertalk, non hai bisogno di ulteriori dimostrazioni. Grazie ❤️Ci sentiamo al rientro da New York. Un abbraccio.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 16 | Cosa succede quando sei bravo ma nel posto sbagliato? Perdi soldi.
In questa foto ci sono il giocatore più forte del mondo e il giocatore più scarso del mondo. Sapresti individuarli?Spoiler: sono lo stesso giocatore.Spoiler pt.2: sono io.Questa foto è tutta sbagliata. Cioè quando la guardavo nel periodo in cui è stata scattata mi sembrava fichissima. Ora posso dire che fa tenerezza per quanto racconti, nitidamente, la terribile esperienza del protagonista. Che, ricordiamolo, sono io. Quello lì, là in mezzo, rasato con le cuffie.Perché dico così? Ora ti racconto.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Prima però ti do l’insegnamento che questa Chips ti vuole lasciare: c’è un detto nel mondo del Poker che recita: Se sei il decimo giocatore più forte al mondo ma ti siedi al tavolo con i primi nove… ecco, se ci pensi vale in qualunque campo professionale. Rimanendo sempre su di me per semplificare:Io ho un Dottorato in Statistica e sicuramente quando sono a cena coi miei amici e c’è da dividere il conto in proporzione sono campione indiscusso, ma se vado al Cern di Ginevra sto zitto e ascolto.Il Poker Player sa che più del talento, la bravura e lo studio, c’è un fattore da tenere in considerazione ed è sicuramente alla base di una strategia vincente e, probabilmente, la decisione da prendere più determinante: si chiama Table Selection. La scelta del tavolo. Un giocatore di Poker perde parte del suo tempo per analizzare il tavolo a cui si è seduto o ha intenzione di sedersi per capire se a quel tavolo ha, o può ottenere un vantaggio competitivo. Non è una perdita di tempo, è molto importante. E, mi ripeterò, ma vale in qualunque campo professionale. Lo sport semplicemente lo descrive più facilmente. Puoi essere anche Rafa Nadal ma se ti iscrivi a un torneo con Federer e Djokovic la tua possibilità di avere vantaggio diminuisce rispetto a quando ti trovi contro Berrettini o Tsitsipas.Scegliersi il tavolo, scegliersi il contesto, scegliersi le battaglie è alla base di un processo decisionale efficace e una strategia vincente.(prosegue dopo la quote della settimana)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoOk, Matteo, questo è il Poker Model ormai lo sappiamo. Ma torniamo alla tua foto sopra.Azz, speravo ti fossi dimenticato…Ok, facciamola fuori.Come si vede dalla didascalia la foto è del 2010. Nel 2010 io ero al top della mia forma e carriera pokeristica, nel 2010 sono stato per lunghi tratti numero 5 al mondo della mia specialità.Giocavo tanto, vincevo tanto, guadagnavo tanto.Ero fortissimo. Ma nel momento in cui è stata scattata quella foto, o meglio anzi, in quella foto io sono il giocatore più scarso al tavolo. Il pollo. Non ho possibilità di vincere. Adesso ti spiego perché e poi ti dico perché ho parlato di tenerezza.Sopra ho scritto “numero 5 al mondo della mia specialità”. Ecco. Sta tutto lì. La mia specialità erano i Sit&Go online. Ora, senza entrare nel tecnico: giocavo un tavolo solo con 9 giocatori, online. Mentre nella foto sono seduto a un torneo MTT live. Sempre semplificando: più tavoli con centinaia di giocatori, dal vivo.Ok, ma il gioco è sempre lo stesso no? Mi dirai.Ecco, no. Sempre senza entrare nel tecnico: sia le due specialità (sit&go vs mtt) che le due modalità (online vs live) sono così diverse tra loro che, benché il gioco del Poker sia lo stesso, le dinamiche cambiano a tal punto che si può essere fortissimi in una specialità e scarsissimi in un’altra.Ecco io avevo completamente sbagliato a scelta del tavolo, il contesto. Non potevo essere profittevole, lì.Potevo solo perdere e perdere soldi.E la tenerezza, a guardare la foto ora, è perché tutto, ora lo posso notare, è così evidente dal mio linguaggio del corpo e le mie decisioni.* Ho la felpa. Perché i giocatori di Poker hanno le felpa. Ma non la uso, Il cappuccio è giù (motivo per cui i giocatori di poker usano la felpa, per nascondere più parti del corpo possibili e non dare informazioni). Ce l’ho solo perchè si fa così.* Ho gli occhiali. Ma sono sul tavolo. Stesso discorso della felpa. Ma più grave probabilmente.* Ho le cuffie. Ma non sto ascoltando musica! Di questo ne sono sicuro perché mi da proprio fastidio ascoltare musica mentre faccio qualsiasi altra cosa figurati se e quando mi devo concentrare sul prendere decisioni. Però ho le cuffie. Perché si fa così…* Sono in posa ma non ho le carte.Tutto in questa foto vuole raccontare che io sia un giocatore di Poker. E invece, lì quel giorno, ero un giocatore di Poker scarso. E la foto lo racconta benissimo.Ricordati: quando parliamo di prendere decisioni o fare soldi la scelta della battaglia che vuoi combattere è fondamentale.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 15 | Quella volta che ho insegnato a un Pro di Golf a bluffare (per dominare gli avversari)
Seguendo professionalmente una giovane golfista ho scoperto le innumerevoli affinità che il Golf ha col Poker. Del resto sono tonnellate le informazioni che un golfista deve processare prima di "𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞" come tirare: il vento, la pendenza, la mazza, etc... anche se l'aiuto che il team della professionista mi ha chiesto riguarda più la "𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞" dell'avversario, che tendenzialmente subisce in maniera eccessiva tanto da comprometterne la performance.(prosegue dopo la quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.“Ma come? A golf giochi da solo mica contro gli avversari”. Mi dirai. E, si, anche io di primo acchito ho reagito così. In realtà questa cosa è vera fino a un certo punto. Sì, è vero, quando colpisci la palla non c’è nessun avversario, chessò una specie di portiere, che si adoperi per impedire che la tua palla arrivi in buca. Non c’è un impedimento fisico. Ma psicologico, fortissimo. Sì, psicologico. Non giochi contro fisicamente, ma sei fisicamente sul campo insieme ai tuoi avversari. Perché il giro delle buche lo fate insieme e anche se non vi scontrate la presenza di un’altra persona vicino a te può generare una forte pressione psicologica su di te. Nel caso specifico mio, la ragazza subiva emotivamente la presenza di giocatrici di Ranking superiore al suo. Il solo sapere che sarebbero state sul circuito con lei la destabilizzava a tal punto che, benché nessuna di esse interferisse fisicamente contro i suoi colpi, lei giocava peggio. Perdeva un paio di tacche di performance.Gestire le persone, chi hai di fronte, di fianco, sotto, sopra, non farsi dominare, anzi dominare, gestire l’emotività in modo che non abbia peso sulle proprie decisioni e performance è esattamente quello che deve saper fare un giocatore di Poker ed è esattamente una parte di lavoro che fa un Coach di Poker e quindi il Team Manager di questa giovane professionista ha pensato di chiamarmi e ricordo nitidamente che quello che mi disse fu “Matteo, lei è giovane, è molto forte, ha talento, ma subisce troppo le avversarie, magari se le insegni a bluffare o perlomeno la Poker Face….”. In realtà abbiamo fatto molto di più. Lavoro spesso con gli sportivi e mi piace particolarmente, un po’ perché amo molto lo sport e un po’ perché mi piace poi seguirli sul campo. E, sì, il Poker Model può aiutare a imparare a gestire il contesto e le persone, dominare le proprie emozione e spostare la pressione sull’altro da sé.(prosegue dopo la foto)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoPer chiudere questo articolo su golf, Poker, decisioni, allenamento, studio, performance ti voglio riportare un bell'aneddoto ricamato sul tema fortuna-successo-lavoro, con protagonista Gary Player, un ex golfista sudafricano: "Durante un importante torneo, il grande giocatore di golf Gary Player si ritrovò in una buca di sabbia. Era necessario, quindi, un tiro particolarmente difficile. Ripassò mentalmente il colpo un paio di volte, si concentrò, e la mazza baciò dolcemente la pallina. In uno spruzzo di sabbia, la pallina volò verso il cielo, rimase sospesa per un attimo in aria, cominciò a scendere, rimbalzò due volte e si fermò a mezzo metro dalla buca.Mentre si dirigeva verso il green, dopo il tiro, uno spettatore gli urlò:«Ehi, Gary, questo è stato proprio un tiro fortunato»Gary Player si fermò e si voltò verso l'uomo:«Immagino che tu abbia ragione. Ma sai, è buffo: 𝐩𝐢ù 𝐦𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐢ù 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐚𝐭𝐨».Più mi alleno, più divento fortunato.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 14 | Quando il prodotto si mangia il brand che si mangia il prodotto.
Messaggio: Prima di lasciarti alla Chips di oggi (un po’ emo tra l’altro…), ti devo chiedere una cosa: dopo aver letto la Chips di settimana scorsa e aver visto il relativo video molti mi hanno scritto che avrebbero piacere che condividessi anche altri contenuti di Poker giocato oltre a quello che già condivido qui in Chipcount più orientato all’area business e formazione di Pokertalk. Ci penso. Intanto dimmi cosa ne pensi: avresti piacere a ricevere anche clip di Poker Education? Rispondi al sondaggio. Grazie, un abbraccio. Ti lascio alla Chips di oggi. Buona lettura/ascolto.Nel 2020 in pieno Covid ero chiuso in studio sopra da me e ho completamente ripensato a Pokertalk, che all’epoca non si chiamava neppure Pokertalk, ma Mindset Management. Grazie a dio ho cambiato nome perché oggi la parola Mindset è completamente sputtanata così come Coaching per dire. In realtà per il progetto mio era la crasi tra “Poker Mindset” e “Bankroll Management”, due concetti fondamentali della Teoria delle Decisioni applicata all’Economia e la Finanza che lo studio da Poker Player ti insegna subito. Gestione emotiva e gestione dei soldi. Facile. A dirsi.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Pokertalk era semplicemente il nome di un format video di interviste al tavolo con persone fuori da questo mondo che volevo lanciare. Mai lanciato. Che però si è “mangiato” il nome del brand, diventando brand lui.Oggi andiamo in giro con Pokertalk come brand, Poker Model come prodotto e Prof come me. PPP. Acronimo che nel Poker in realtà starebbe per Professional Poker Player. PPP. Pokertalk, Poker Model, Prof.Le Aziende ci conoscono così, i professionisti ci conoscono così, gli allievi ci conoscono così.(prosegue dopo la quote della settimana)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoPerò quell’idea di format video era carina e anche se adesso siamo attivi su varie piattaforme social, e anche con questo blog/newsletter “Chipcount”, voglio darmi un obiettivo per questo 2024: Pokertalk Show, l’idea originale. Ci lavoro. A presto.✏️ Matteo Fini | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📩 📺 Vuoi raccontarti e raccontare il tuo progetto? Siediti al tavolo del Pokertalk. Scrivi a: [email protected]📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 13 | Regola Numero 1: Osservare.
Oggi facciamo qualcosa di un po’ diverso.Abbiamo parlato spesso qui in Chipcount dell’importanza dell’osservazione per prendere decisioni ottime di lungo periodo. In qualunque contesto. E spesso ho cercato di convincerti che è il Poker ad avermi insegnato questo. Ed è così infatti. Però di solito ho preso questi concetti e te li ho portati fuori dal tavolo in luoghi a te più consueti in modo da rendere evidente l’analogia e quanto davvero il Poker avesse questo potere formativo e narrativo. E nel caso dell’osservazione come questo concetto abbia una sua forte centralità quando si parla di Decision Making.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Oggi però voglio fare qualcosa di diverso. Voglio restare dentro il tavolo verde. Non voglio nascondertelo o semplificartelo. Voglio condividerti una lezione presa da Basics, la nostra piattaforma di video lezioni di Poker puro, giocato (sì, facciamo anche questo… e non sai quanti professionisti che incontro in Azienda per i Workshop Pokertalk poi alla fine mi dicono “Matteo… tutto bellissimo, ma ora insegnami a giocare a Poker!” 😃 ), perché mi sono resoconto che nella intro, mentre bonariamente cazzio il mio allievo, in realtà evidenzio tutta la potenza del concetto di Osservazione nella professione del Poker Player, ma basta poco per rendersi conto che quanto io dica lì, valga davvero dappertutto. Specie se e quando vogliamo prendere decisioni profittevoli al tavolo, al lavoro e nella vita di ogni giorno.Buona visione. Poi se ti va puoi vedere anche la mano giocata dal mio allievo.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.NOTE: Questo video contenuto è da oggi disponibile anche in piattaforma per gli iscritti a Poker Model nella sezione Extra: Dal tavolo raggiungibile a questo link. Non sei ancora iscritto a Poker Model, fallo, è gratis ;-)📺 Hai visto “Cooler” il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 12 | Se non sanno chi sei perdono soldi. Due volte.
Capire chi hai davanti è fondamentale per fare scelte giuste e, di conseguenza, fare soldi. Capire chi hai davanti ti aiuta a capire se costui abbia dei soldi e se li darà proprio a te.Abbiamo parlato spesso in Chipcount dell’importanza dell’osservazione nei processi decisionale e anche di come molto spesso la prima impressione non sia, come si dice, quello che conta, però oggi voglio raccontarti una storia perché calcare su questo tema non è mai abbastanza. Ormai è diventato quasi un claim al Pokertalk: osservare, osservare, osservare.(prosegue dopo il link)Sono a Malta, mi sento un po’ debole e decido di risolvere tutto con una bistecca. Ma ho bisogno di una vera bistecca di carne rossa, tipo fiorentina per capirci. Guardo su maps e nel paese dove sto c’è un unico steakhouse e mi ci fiondo senza prenotare. Sono nella Baia di St.Paul mica a Forte dei Marmi, non ci saranno problemi, penso.(prosegue dopo la quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Arrivo e scopro che il ristorante è in realtà il ristorante di un Hotel di lusso. Forse l’unico, qui a Bugibba. Sticazzi, penso.Entro e il Direttore di Sala mi si fa incontro:“Ha prenotato?” No.“Ma guardi che qui si paga solo con Carta di credito”Perché mi dice questo secondo te? Perché sembra che voglia mandarmi via dal locale secondo te?Perché non ha capito chi ha davanti. Vestito come sono vestito, jeans Jordan felpa, per lui sono un pusher probabilmente. Senza stile e senza soldi.Se andassi via ora il fatto di non aver capito chi avesse davanti avrebbe fatto perdere soldi al nostro buon uomo. Ma rimango. Non è questa la parte di storia che voglio raccontarti.(prosegue dopo il link)Mi siedo al tavolo, ho solo mezz’ora dicono, poi c’è una prenotazione. Il Direttore sparisce. Mi siedo. Aspetto. Non succede niente. Beh, mezz’ora per mangiare e liberarti il tavolo mi potrebbe anche bastare, se mi servissero, penso.Arriva una giovane cameriera. Mi porge il menù, me lo apre. Mi spiega. C’è anche l’opzione buffet, dice. Per risparmiare. Ok, rispondo, distrattamente.Non sto ascoltando. Son qui per una bistecca di maledetto mi dico. Il dito scorre sul menù. T-Bone. Ordino. Come per magia ricompare il Direttore. Mi guarda. Lo guardo. T-Bone. È il piatto più caro della carta. Non l’ho fatto apposta, ma son qui per una bistecca. Bis-tec-ca. (prosegue dopo la foto)Arriva. Tralasciamo il fatto che il menù diceva 500 grammi e questa non è 500 grammi nemmeno se la pesassi col piatto. E il pensiero corre subito alla vecchia della Cantinetta in Ripamonti a Milano che al conto ci fa pagare pure gli amari che han preso al tavolo di fianco però la carne è top da sempre. Comunque ho bisogno di questi grammi di carne, sono uscito per questo. Mangio. Poca, ma cotta bene devo dire. Son soddisfatto, per oggi va bene così.Ok Matteo, bella storia, ma che ce frega a noi?Arriva il conto e qui succede una cosa strana. Un bel conto eh signori. La ragazza sorride. Il Direttore si avvicina. È il suo momento. Quello dove caccerà il pusher fuori dal locale a calci chiamando la polizia dopo aver capito che non può pagare il conto.Succede una roba strana dicevo, anzi due. Tiro fuori la Platinum di American Express. La ragazza avvicina il pos, il Direttore aguzza la vista. Mi rendo conto che non ricordo le regole di etichetta sulla mancia a Malta perché è la prima volta che ceno fuori da quando son qui e nell’imbarazzo del momento aggiungo al conto una cifra a caso che poi mi renderò conto essere qualcosa di molto vicino al 30% del totale.La ragazza fa un sorriso con gli occhi più grandi della pancia per citare Marracash. La ringrazio, la saluto. Mi alzo, prendo la mia felpa Karl Kani e mi dirigo verso l’uscita. Son passati 24 minuti, ce l’abbiamo fatta Direttore.Molla sul posto due svedesi, mi insegue, mi apre la porta: “Tornerà vero Sir?”No. Player out.(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoQuesto articolo non necessita che ne spieghi la morale. Aggiungo solo una piccola nota: quanto valore ha perso il Direttore con la sua decisione figlia di un’osservazione superficiale tradotta in maniera ancora più superficiale? Nulla, nel breve periodo. Ma nel lungo…Osservare, osservare, osservare. Prima di prendere una decisione. Specie se vuoi che la tua decisione sia ottima di lungo periodo.Fammi sapere se vuoi che ti racconti di quella volta che sono entrato da Peck 😀✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.📺 Hai visto il nuovo episodio di “Le Parole del Poker nella Vita Vera”?Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 11 | A un evento mi hanno dato dell' "elettricista" (e avevano ragione).
Willy, il responsabile commerciale di Pokertalk, me lo dice sempre “Non dico una Regimental ma potresti perlomeno vestirti decentemente per dio??”. Io sono del partito del “Se hai un curriculum non ti serve la cravatta” e mi presento agli appuntamenti coi clienti in Jordan. Willy si dispera ogni volta. Mi insulta, poi ridiamo. Poi a volte chiudiamo l’accordo, a volte no. Ma non credo dipenda dalle mie scarpe.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Ti ho già raccontato tempo fa di quella volta che mi hanno dato del “bimbo cresciuto” durante una sessione di Poker Model Live in Azienda. E di come quel commento abbia contribuito a costruire la giornata di formazione. Ma una volta è andata peggio.“Ho pensato fossi l’elettricista”Ha risposto candidamente un partecipante a uno speech che ho tenuto presso la Franklin Templeton alla mia domanda “Chi sono io?”. E aveva ragione.Contestualizzo. (prosegue dopo la quote della settimana)Inizio spesso i miei interventi con questa domanda: “Chi sono io?”. Così, appena entrato, appena acceso il microfono. Lo faccio perché mi serve nella mia narrazione sul tema Decision Making. Mi serve per far capire che la prima impressione (primissima in questi casi perché le persone non sanno ne chi sono, ne da dove vengo ne cosa faccia, ne cosa faccia lì…) è solo un’altra informazione e come tale vada trattata.(prosegue dopo il link)Durante l’attività Pokertalk poi sia che duri un’ora o due o una giornata intera l’impressione, o meglio dire l’opinione, di chi sta partecipando cambia. Perché cominciano a conoscermi, sia come persona, sarò emotivo, sarò simpatico, antipatico, timido, sia come professionista, che studi avrò fatto, da che esperienze provenga. E cominceranno a costruire il mio profilo. O meglio, il loro mio profilo. Sempre più coerente, sempre più preciso. E se a fine intervento rifacessi la domanda “Chi sono io?” sicuramente la risposta sarebbe più sicura, più certa. Probabilmente più giusta.Perché sì, prendere decisioni e questione di informazioni e le informazioni le raccogliamo piano piano, lungo il tempo, ogni ora, ogni giorno, ogni anno. E non farlo sarebbe drammatico. Vuol dire rinunciare alla possibilità di prendere decisioni ottime di lungo periodo.(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoToc, toc, ok Matteo, ma… elettricista perché?Elettricista perché quel giorno, arrivai in sede con discreto anticipo come sempre per placare l’ansia e testare che tutto funzionasse prima dell’evento. E non funzionava niente. In attesta del responsabile mi misi a smanettare con il computer, il proiettore, il cavo HDMI, cercando una soluzione strisciando sotto al tavolo. Finché luce fu. Questo, probabilmente, ha dato modo di pensare che quello lì, io, fosse il tecnico di sala.Certo, poi ero anche vestito come un minchione come dice Willy.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 10 | Quello che sei è più decisivo di quello che sai?
[Post della Rubrica: più emozioni che didattica. Per i contenuti veri vedere altre Chips in archivio 😊]Non sono più capace. Non sono più performante. Non sono più presentabile.Incredibile perché sto parlando di una cosa che mi ha cambiato letteralmente la vita: mi ha fatto arricchire, mi ha migliorato come persona e professionista, mi ha insegnato un metodo, ne ho fatto un lavoro.Però no, non sono più capace di prendere decisioni ottime di lungo periodo. L’ho capito al tavolo una volta ancora, ma la verità è che lo sapevo già.Ti racconto.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.È divertente perché lo scorso ottobre ero nella baia di St. Paul a nord dell’isola di Malta, luogo dove amo passare gli autunni per staccare, rigenerarmi e pensare alle prossime avventure, quando mi chiama American Express per una sessione di Poker Model Live. Corro. In foto sopra vedi il momento in cui, mentre racconto quali siano le competenze che il Poker richiede, allena e sviluppa, mi soffermo su quelle che io ho chiamato competenze di “attitudine”, una sezione che sembra la sorella povera dei due blocchi precedenti: le competenze quantitative e quelle psicologiche. E che invece è di pari importanza, se non superiore, a volte.Sì, perché la matematica o la psicologia le puoi studiare, le puoi imparare, le puoi capire, le puoi usare a tuo piacimento, puoi decidere se farne un punto importante o meno dei tuoi processi decisionali. Un po’ come tutte le competenze.Ma le tue qualità sono tue. Ci nasci. Puoi lavorarci sopra sì, ma o le hai o non le hai.(prosegue dopo il quote della settimana)Una ragazza durante il workshop mi ha chiesto: “Ma quale era il tuo punto di forza?” sotto intendendo al tavolo, ma la riposta vale anche fuori dal tavolo, e probabilmente la ragazza si sarebbe aspettata come risposta le competenze quantitative. E, sì, chiaro, il Dottorato di Ricerca in Statistica e i miei studi scientifici sono alla base dei miei processi decisionali e di ogni mio eventuale successo come persona e professionista. E quando ho capito che potessi usare questa mia competenza anche al tavolo da Poker sono pure diventato un giocatore migliore.Ma la verità è che se vincevo, al tavolo, il merito non era dei miei studi. Tonnellate di giocatori sono più forti di me, più tecnici di me, più bravi di me. Però il Poker ti insegna che una decisione è buona se è ottima di lungo periodo, ormai se segui Pokertalk lo sai. E, beh, al lungo periodo ci devi arrivare però. E io in quello ero imbattibile. Guarda la foto sopra: vincevo a Poker perché ero il più disciplinato, il più concentrato, il più paziente, il più organizzato. Per non una, non due, non tre, ma anche dieci ore consecutive. Questo era il mio punto di forza e lo sfruttavo al massimo.Dopo dieci ore io ero ancora capace di giocare il mio A-Game. Così come al lavoro potevo rimanere focalizzato sul progetto da chiudere o altro. Dopo dieci ore senza bere e senza mangiare ero ancora in grado di prendere decisione ottime di lungo periodo al 100% delle mie capacità.Ma se leggi bene ho detto ero.(prosegue dopo la foto)Sì, perché rientrato a Malta, finita la formazione coi ragazzi di Amex, ho avuto la pessima idea di iscrivermi a un torneo di Poker discretamente prestigioso: l’High Roller del Battle of Malta da 1100€ di buy in. Era dal pre covid che non giocavo un torneo serio.E si è rivelata una scelta fortemente a Valore Atteso Negativo. Perché non so più giocare? Perché non so più calcolare le probabilità di una mano? Perché non so più leggere i miei avversari? No, le competenze quantitative (di più) e psicologiche (un po’ meno) le padroneggio ancora. Le competenze, anyway, si imparano. Se le perdi le studi nuovamente.Le qualità personali no. Le perdi e basta.E io, sarà che sono vecchio o stanco o vecchio e stanco, non sono più il più disciplinato, il più concentrato, il più paziente, il più organizzato. Non è che ho giocato male, semplicemente non ero più così in forma, fisica e mentale, per giocare, bene, per tanto tempo.La verità me l’ha sparata in faccia il tavolo. Ancora una volta è il Poker a farmi da Maestro, da campo di allenamento, da trincea. Ma se ci rifletto so bene che mi ero già accorto nella vita di tutti i giorni che non sono più così capace di rimanere focalizzato dieci ore su un tema o un lavoro.(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoQuindi, come sempre, scaliamo una marcia, e facciamo in modo che una debolezza, una nuova debolezza, non abbia un impatto mortale sui nostri processi decisionali. Va conosciuta e gestita. E, occhio, il fatto che io dica di non essere più capace di prendere decisioni ottime di lungo periodo non vuol dire che non possa insegnarlo. Arrigo Sacchi ha cambiato il calcio e non sapeva stoppare la palla.Sapere e sapere insegnare sono due cose differenti. Ci vediamo al Pokertalk.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 09 | La retorica del "coraggio" ha rotto. Non è vero che se vuoi, puoi.
“Dai una svolta alla tua vita. Impara a prendere decisioni con coraggio!”. Ecco questo, unito alla foto che vedi sotto, è il claim di un importante player di settore. Ecco, a me ha stancato. La retorica del coraggio, del “se vuoi, puoi”, del sogno. È sbagliata.Non è vero che se vuoi, puoi, non è vero che se ci credi, riesci, non è vero che bisogna inseguire il sogno.O, meglio, io parlo per la parte di cui mi occupo io, ossia le decisioni. Per prendere decisioni ottime di lungo periodo non serve il coraggio. Non basta il coraggio. Serve competenza. Il coraggio può essere un buon contorno, di colore. Ma, per dirla da matematico, la condizione necessaria è la competenza.(prosegue dopo la foto)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Chiaro che ti vendono il coraggio. Il coraggio non si insegna. E comunque è più facile parlare di coraggio che di matematica. La matematica bisogna saperla. Il coraggio, un po’ come l’istinto, te lo ricordi solo quando le cose vanno bene. E proprio come l’istinto non ti permette di avere chiaro il perché di un tuo successo e ti porta a replicare un’azione solo perché è stata vincente in quella precisa situazione lì. Non ti insegna. Anzi, rischia di spingerti nel baratro.(prosegue dopo la slide)Istinto vs logica è uno dei temi che affronto durante i workshop Pokertalk. Ed è un confronto con la classe perché nel processo decisionale di un Poker Player l’istinto non deve esistere. Ma magari fuori dal tavolo è diverso…(prosegue dopo il quote della settimana)Ma oggi rimaniamo sul tema coraggio. Anche perché è un po’ di tempo che chiudo le sessioni di Poker Model Live con una storia un po’ diversa. Che profuma di coraggio, ma in realtà parla di competenza e decisioni. A livello Super Saiyan.Bella cosa avere coraggio eh, ma avere competenza è più bella ancora. Dice David Sklansky raccontando la storia del Capitano Chesley Sullenberger che appena decollato dall'aeroporto di New York si è ritrovato con entrambi i motori fuori uso riuscendo però ad ammarare sul fiume Hudson (storia incredibile da cui han tratto anche un film nel 2016, "Sully", con Tom Hanks, girato da Clint Eastwood). (prosegue dopo la foto)Non è in dubbio che il Capitano Sully abbia avuto coraggio. Ma il fatto che avesse passato gli ultimi 20 anni della sua vita a studiare per prepararsi a risolvere problemi ed emergenze del genere analizzando ogni possibile eventualità l’ha aiutato un po' di più. Aiutato lui e tutte le persone su quel volo.“Se Sully avesse avuto meno coraggio sarebbe diminuita soltanto la grandiosità del suo gesto. Ma se avesse studiato con meno fervore le teorie dell'aeronautica, probabilmente, sarebbero morti tutti”. (Sklansky)Questa storia mi è tornata in mente anche perché pochi giorni fa su LinkedIn un contatto ha commentato un mio post su Decision Making & Poker sottolineando come ci trovasse analogie col mondo dell’areonautica in cui stava facendo esperienza. Su come alcune attività fuori dal nostro quotidiano ci portino vantaggi e insegnamenti dentro il nostro quotidiano. Cito: Credo che queste esperienze siano fondamentali, qualunque lavoro tu svolga. Potenziano le capacità di relazionarsi/comunicare, la pianificazione a breve, visione per obiettivi, il problem solving ...il tutto fuori dalla routine quotidiana che opacizza la visione delle cose.Vero. E penso tranquillamente che, se parliamo di processi decisionali, il pilota d’aereo credo sia l’unico Manager al mondo che risponde al 100% di ogni sua decisione, giusta o sbagliata che sia. E, se sbagliata, paga in prima persona. Altro che un check raise in bluff!(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoPer chiudere sul tema coraggio, competenza e decisioni… ricordo un altro film: Indiana Jones e l’Ultima Crociata. Te lo ricordi?Il buon Indi si ritrova col padre morente a dover risolvere le 3 prove di Dio per arrivare al Santo Graal. Questo avrebbe salvato lui, il padre e, probabilmente, l’umanità. Come è andata?Riguarda il film e poi dimmi se, quando schiva le lame inginocchiandosi, quando risolve il quiz della parola, quando si lascia cadere nel vuoto e quando sceglie (sceglie!) il calice da cui bere l’Acqua Santa che 5 secondi prima ha dato la morte istantanea al suo nemico nazista (meno coraggioso e molto più scemo), lo abbia salvato il coraggio o si sia affidato all’intelligenza, alla logica, alla competenza, agli studi, suoi e del padre.“Idiota, in latino Geova comincia con la I”.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 08 | Se sei ubriaco non prendere decisioni (e anche se sei ignorante).
«Sono troppo ubriaco per sedermi a un tavolo. Ma la roulette è una questione diversa: rosso, nero, rosso, nero. Quanto può essere difficile? Dopo 90 minuti ho perso un sacco di soldi che tra l’altro non avevo”.Quanti errori, di strategia, di mindset, di matematica ma non solo, in una frase così breve.A parlare è Niklas Bendtner, meteora del calcio, passato pure dall’Italia in casa Juve, che come calciatore ha detto poco poco, in compenso fuori dal campo è stato un top player indiscusso. Questa frase, che mi ero annotato tempo fa, presa da un’intervista al Corriere della Sera, in realtà anticipava l’uscita della sua biografia “Both Sides” che si è rivelata più interessante del suo score. Perché, Bendtner, non è mica stupido. Un po’ matto magari, ma stupido no. Anzi, si lascia andare a riflessioni interessanti.(prosegue dopo la foto)Ma torniamo alla frase di inizio articolo: Bendtner ha perso soldi alla Roulette perché ubriaco. No. Bendtner ha perso soldi alla roulette perché non si può vincere alla roulette. “Ma come Matteo, mio cugino è andato a Saint Vincent e….”.C’è sempre un cugino. Un tempo facevano grafiche e siti internet. Ora vincono al Casinò.La Roulette è un gioco divertente. Ma perdente. Perdente dal punto di vista matematico. Ma non è una truffa, è giusto che sia così. È normale che il Casinò abbia un vantaggio competitivo sui giocatori, mica è una onlus. L’importante è saperlo.Vuoi giocarla per divertirti? Nessun problema amico mio. Come quando vai al cinema e vedi un brutto film. Hai “perso i soldi”. Ma ok. Se vuoi fare soldi però, la Roulette, non è il gioco giusto. E adesso ti spiego perché.(prosegue dopo il quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Torniamo alla frase del buon Bendtner e vediamo tutti gli errori strategico decisionali che ha preso l’ex attaccante danese:* “Sono troppo ubriaco”. Ok, non penso ci voglia un fine teorico del Mindset per capire che per fare buone scelte bisogna essere in buona forma. Fisica e mentale. E, certamente, l’alcol non aiuta. Ma andiamo oltre.* “Ma la Roulette è questione diversa”. Ecco questa frase è drammatica. Perché presuppone che la Roulette sia un gioco che si possa fare anche da ubriaco, perché è facile. Ma la discriminante non è facile o difficile, ma vincente o perdente. Puoi essere anche sano, ma la Roulette resta un gioco perdente. Togli quel “ma” e dimentica che sia una cosa “diversa”.* “Rosso, nero, rosso, nero” Con questa cantilena Bendtner vuole dirci che lui mica è un cretino che gioca il numero singolo, eh no, troppe poche possibilità che esca il numero singolo. Io sono furbo gioco rosso e nero. Più facile, più probabilità, più sicuro. Sbagliato. Sì, chiaramente giocando rosso o nero è più probabile azzeccare dove si ferma la pallina, ma, la probabilità di uscire dal Casinò con dei soldi è negativa uguale. Adesso vediamo perché.Al Pokertalk lo diciamo sempre: la matematica ti dice sempre la cosa giusta da fare. Che non vuol dire vincente. Ma giusta quando si tratta di prendere decisioni ottime di lungo periodo. Ti lascio un meme di Drake a riguardo.Conoscere la matematica del gioco della Roulette non serve a vincere, ma serve a capire che se ci sediamo al tavolo possiamo divertirci, ma dobbiamo essere consapevoli che i soldi che stiamo investendo non si moltiplicheranno nel tempo, ne torneranno indietro. Rimarranno in cassa come un brutto film al cinema.Come sempre il nostro spirito guida è il concetto di Valore Atteso, strumento statistico che si usa in Finanza, in Economia, e al Pokertalk usiamo per studiare la bontà di qualsiasi processo decisionale. E oggi applichiamo alla Roulette.Senza entrare in tecnicismi, ma direttamente da Wikipedia: Il Valore Atteso è l'aspettativa, positiva o negativa che sia (ecco perché vedrai spesso le sigle EV- o EV+), che abbiamo ogniqualvolta prendiamo una decisione. Se il Valore Atteso è positivo quella decisione ha senso di essere presa. Poi se porterà anche un ritorno positivo lo deciderà il tempo e una vasta gamma di variabili.La Roulette è un gioco EV-, a Valore Atteso Negativo, significa che ogni volta che giochi perdi soldi. Anche quando vinci.Qui sotto una slide che uso nei corsi Pokertalk quando devo spiegare questo fenomeno.Centrare il numero esatto alla Roulette paga 35 volte la giocate però si ha una probabilità di 1/37esimo essendo i numeri 37. Metti questi valori nella nostra formula magico ed ecco che vedi che “giocare il numero singolo alla Roulette è una scelta a valore atteso negativo. “…rosso, nero, rosso, nero. Quanto può essere difficile?” diceva Bendtner. Uguale, dico io. Infatti benché sembri che giocare sul colore sia più facile (ma meno profittevole, se centri il colore esatto la Roulette ti paga alla pari) con una probabilità di 18/37esimi, inserendo i valori nella nostra formula si ottiene lo stesso risultato. Ogni volta che gioco alla Roulette puntando rosso o nero perdo un 1/37 di soldi.E sono certo che tuo cugino ti abbia detto una roba tipo “Va beh, ma io punto sul nero, se non esce poi punto il doppio, poi il quadruplo, poi… prima o poi uscirà il nero no?”No. Cugino, torna a fare siti internet.(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoIl Poker è diverso. Il Poker è un gioco a Valore Atteso Positivo. Non vuol dire che vincerai, ma che almeno hai la possibilità di riuscirci. Poco, costante, nel tempo. E se non vinci alla peggio impari. Come direbbe Mandela o Lisa Simpson. Impari. A fare scelte ottime di lungo periodo.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 07 | Le Risorse Umane mi odiano (o forse no?)
(Nella Chips di oggi ti racconto una storia. Meno didattica più cuore. Per i contenuti consultare le altre Chips in archivio :-) )Questo mese ho tenuto una lezione Pokertalk all’interno di un Master in Risorse Umane. Mi sono sentito un po’ come Ulisse quella volta che usò il Cavallo di Troia. Perché dico così?Ad oggi non sono mai riuscito a portare un’attività Pokertalk in Azienda se il mio interlocutore erano le Risorse Umane. Non mi hanno mai comprato. O meglio, direi che non mi hanno praticamente mai cercato. Ma lo capisco. Al sol sentirla la parola Poker ancora spaventa. Riporta a un’immaginario da anni 50, da film di Celentano, da “scantinato fumoso e puzzoso dove la gente bara e si gioca la casa”.(prosegue dopo la slide)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Perché dico così?Perché è così che mi rispondono la maggior parte delle persone quando chiedo “Che cos’è il Poker?”. E ciò mi costringe ad aprire ogni attività Pokertalk con una intro inevitabile in cui spiego “Cosa non è il Poker” per poi descrivere “Cosa è il Poker” e dimostrare quanto possa tornarci utile come strumento a livello formativo.È faticoso, ma sì, fa parte del gioco. Il problema è che con le HR spesso non arrivo nemmeno alla porta dell’ufficio. Però ci sta dai. Immagino magari un HR Director un po’ old style, magari da anni in un’azienda, con le sue certezze, i suoi fornitori, e poca voglia di rischiare.Più fortuna ho quando parlo con un Manager di linea, un CEO, o come dicono quelli bravi, un C-Level. Magari più arrembante, meno ingessato, più curioso di provare e far provare al suo Team qualcosa di diverso.Ma da bravo statistico non voglio fare statistica, non sono dati è solo un racconto di quanto mi sia capitato fino ad oggi.(prosegue dopo la quote della settimana)E ‘sto cavallo?E, niente, l’altra mattina ho sfondato quella porta. Il vostro Prof a un Master in Risorse Umane. Ma la cosa bella è che dall’altra parte ho trovato sì una convinzione di partenza errata figlia del retaggio culturale celentanesco, ma un’apertura mentale e voglia di capire perché un matto over 40 ex prof di Matematica e Statistica vagamente rispettabile abbia deciso di mollare tutto per portare avanti quest’attività basata sul Poker brutto e cattivo. E soprattutto quanto questo potesse essere utile e di interesse per il loro percorso di studi avanzati in Risorse Umane e temi affini.Ma del resto forse è proprio il mio profilo da Prof col mio CV a dare credito a quello che faccio, altrimenti le persone, alla parola Poker, scapperebbero e basta. Un po’ come dice Marracash, il rapper, nella canzone Body Parts intro dell’album Persona: "Giro senza guardie del corpo, il rispetto è la guardia del corpo, quello che ho scritto è la guardia del corpo". Ecco, potrei dire “Il Dottorato di Ricerca è la mia guardia del corpo”. Altrimenti difficilmente con l’idea Pokertalk avrei ricevuto credito e lavorato.(prosegue dopo la foto)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoTi lascio con questa piccola gag. Durante un’altra recente attività Pokertalk che ho costruito per un team di American Express nella splendida cornice di Casa Xiaomi, il fotografo mi ha catturato in questa posa da meme salviniano. Il famoso “Ah no, ah non posso?”. Mi ha fatto molto ridere. Ma posso utilizzarla per chiudere il tema di oggi diventando meme a mia volta e dire: “"Ah no? Non posso insegnare principi di Economia, Finanza e Gestione del Rischio usando il Poker?"Ecco, sicuramente da oggi nel mondo ci saranno degli HR che mi ci vogliono un pochino di bene. E io anche.Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips Extra | Prendere una decisione "in Posizione" è la scelta vincente (al tavolo, al lavoro, con la fidanzata, su Spotify....)
Sono arrivate le statistiche di fine anno di Spotify e questo mi ricorda che, innanzitutto un altro anno è finito e approfitto di questa chips extra per augurarti un grande 2024, e poi che quest’anno abbiamo lanciato un nostro primo piccolo Podcast che a quanto pare ha riscosso un buon successo di interesse e di pubblico.A marzo infatti è uscito Value | L’Equity delle Parole il cui sottotitolo dice tutto “Parole che raccontano storie, dentro e fuori dal tavolo”. Un buon modo per avvicinarsi ai temi Pokertalk con dei piccoli racconti tra il serio e il divertente dove le parole che si usano al tavolo diventano strumenti per spiegare concetti fondamentale nella Teoria delle Decisioni buona per risolvere questioni personali e professionali.Se te lo sei perso te lo lascio qui di seguito:Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.E se sei un amante dei Podcast ti spoilero che da pochi giorni anche Chipcount, questa newsletter che già puoi ascoltare in cuffia direttamente dalla tua mail, è disponibile su Spotify e le piattaforme di streaming.(prosegue dopo la foto)La classifica di Spotify però mi dice anche che l’episodio che più è stato apprezzato è quello dedicato alla Posizione. Ed è un bene che sia così! Perché il concetto di posizione, e se segui Pokertalk l’avrai visto mille volte, è probabilmente il più importante quanto si tratta di prendere decisioni ottime di lungo periodo. Detto papale papale: “parlare in posizione” ossia decidere per secondo, o per ultimo addirittura, ti garantisce un vantaggio competitivo rispetto al tuo interlocutore, che sia un collega, un amico, un venditore, tua mamma, perché, banalmente, hai più informazioni. Sai cosa ha detto, o fatto, l’altro, e puoi agire di conseguenza.(prosegue dopo il quote della settimana)“Parlare in posizione” ha una serie di vantaggi strategici:* Mettere pressione: volenti o nolenti chi decide prima di noi non sa cosa faremo o come reagiremo. Una condizione che può generare pressione, poca fiducia, insicurezza.* Controllare il ritmo: parlando per ultimo decidi tu se chiudere la questione o riaprirla. Potendo cambiare in corso d’opera.* Allena l’ascolto: dovendo decidere per ultimo sei costretto ad ascoltare attentamente quanto successo prima. Non farlo potrebbe essere drammatico e depotenzia la tua decisione a seguire, qualunque essa sia.* Sei credibile: su questo punto vorrei sapere il tuo parere, ma io ascolto più volentieri una persona che mi ha ascoltato a sua volta piuttosto che uno che arriva, parla e se ne va come se fosse tutto lui. A mia volta mi piace l’idea di influenzare positivamente la percezione degli altri, facendo considerare il mio punto di vista come più riflessivo e ben ponderato.* Ti adatti: un altro degli insegnamenti che il Poker ti da è quello di capire se e come adattarsi al tavolo e agli altri giocatori. Beh, decidere per ultimo ti consente di capire se e come adattarsi agli altri e alla situazione in corso. Fuori dal tavolo risulta ancora più evidente e determinante.(prosegue dopo il notes)Questi sono solo alcuni dei vantaggi strategici che il decidere per ultimo ti garantisce. Sdrammatizzando un po’ immagina quanto possa essere meglio vendere un prodotto se sai già quanto l’acquirente sia disposto a spendere o negoziare il tuo stipendio senza che l’azienda sappia quanto già prendi o quanto vorresti prendere o immagina quante discussioni potresti evitare in famiglia se potessi sapere in anticipo come pensa, agisce e reagisce la tua compagna o fidanzato, mamma o fratello.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoQuesti sono alcuni degli aspetti che il concetto di Posizione aggiunge alla discussione sui Processi Decisionali dentro e fuori dal tavolo. Ti lascio anche qui sotto una clip sul tema estratta da Poker Model, il video corso gratuito che trovi sul nostro sito, che ti racconta i segreti del Poker per prendere decisioni profittevoli al tavolo, al lavoro e nella vita di ogni giorno.Vediamo se Spotify ci premierà anche l’anno prossimo.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 06 | La prima impressione non è quella che conta (specie se devi prendere decisioni)
Entri nel club, vedi una bella ragazza al bancone. È un'occasione. Lanci un'occhiata al barman e le fai arrivare un calice di Gout de Diamants. La tua Amex segna -250€.Poi ti avvicini, sorridi e attacchi bottone. E scopri che lei è: fidanzata, antipatica e non avete niente in comune.Ah, averlo saputo prima. Già.Avresti risparmiato tempo, soldi e una brutta figura.Ma questa storia diventa una lezione se capisci il vero insegnamento: prendere decisioni è una questione di informazioni non di impressioni.(prosegue dopo il quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.La prima impressione è solo un'altra informazione. Che stai usando male.L'altro giorno a lezione con un ragazzo che seguo al Pokertalk questo concetto è uscito prepotente. Ma anche molto chiaramente.AQ, Asso Donna, è una bella mano, appena la guardi. E infatti il ragazzo ha chiamato il barman e fatto un bel rilancio. Poi è successo che un giocatore dopo di lui ha fatto un re-raise (occhio amico che è fidanzata....) e uno dopo ancora un altro re-raise, ancora più grande (amico din din din ma non vedi che è antipatica e non avete niente da spartire?!!). La parola è passata al ragazzo che, fedele alla sua prima impressione, ha reiterato nella sua scelta sbagliata. E ha fatto call.[Molto sbagliata. Se vedi nel grafico sopra tra le tre opzioni: fold, call, raise, il call è quella fortemente a Valore Atteso negativo, se non conosci il significato di Valore Atteso ti consiglio di accedere a Poker Model e scoprire tutti i segreti del Poker per la vita di tutti i giorni, è gratis ;-)]. Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoDal punto di vista tecnico pokeristico, come si vede dall'analisi del motore qui in foto sopra, lui avrebbe dovuto fare fold con AQ, ma in realtà, in questa dinamica, avrebbe dovuto fare fold con tutte le mani ad eccezione di AA, Asso Asso (con la quale comunque, come si vede, sarebbe stato preferibile il raise... ma questa è una storia che racconteremo un'altra volta).Invece ha fatto call perché ha continuato a fare leva sulla sua prima impressione piuttosto che dare ascolto alle informazioni che gli stavano arrivando in faccia.(prosegue dopo il notes)Non gratis oltretutto. Errore doppio. E più grave. Perché sbagliare scelta quando non si hanno informazioni è deleterio, ma comprensibile (se avesse conosciuto prima le azioni dei suoi avversari, avrebbe pesato diversamente la sua mano, così come il profilo della ragazza al bancone), ma sbagliare scelta dopo aver visto e conosciuto le intenzioni degli altri è criminale. Diventa una colpa. Che fa perdere soldi a una persona sola. Te.Poi non dire che sei stato sfortunato.✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Extra: di questa Chips esiste anche una versione video. Goditela qui sotto perché io e Luca ci siamo divertiti un sacco a girarla.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 05 | "Chi non studia è perduto" (a tutte le età)
«Non mi fermo né al primo, né al secondo, né al terzo ostacolo, perché... come dice quell'antico detto della provincia di Chiavari? "Chi si ferma è perduto!"» Il mitico Totò negli anni 60 aveva già capito quello che chiunque giochi a Poker già sa: Per continuare a prendere decisioni ottime di lungo periodo non basta quello che già sai. O, meglio, quello che già sai ti basta nel qui ed ora. Ma tutto si evolve terribilmente in velocità, le dinamiche cambiano, gli standard mutano, le persone migliorano, per cui se vuoi continuare a giocare in maniera profittevole devi migliorare anche tu. E per farlo non serve poi molto: studiare. E continuare a confrontarti. Altrimenti al tavolo sei morto. Ma se ci pensi vale anche nel tuo lavoro o nella tua vita di tutti i giorni. Quando ti siedi, quando la pigrizia ha la meglio, e continui a fare il lavoro come l'hai sempre fatto, a un certo punto ti trovi superato, meno profitto, meno risultati. Eppure tu sei quello di prima. Ha sempre funzionato. È questo il problema, tu sei quello di prima, ma il mondo è andata avanti. E ciò che era vero ieri, domani può non esserlo perché son cambiate le dinamiche e il peso delle variabili.Ma la soluzione è quella, ripeto: studiare. E vale sempre, a tutte le età.Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Leggevo infatti in settimana due notizie dal mondo del Poker che però mi hanno risvegliato nel mondo reale:L'AMATORE. Bartolomeo Tatò (Tatò non Totò, anche se è sintomatico :-) ) arriva secondo al Main Event Eureka dell’EPT di Praga per 249.000€. Ovviamente un'impresa. Se vuoi leggi la sua intervista su Assopoker di cui mi piace condividere questa dichiarazione: «Non sono abituato a questo tipo di cose! La cosa che più mi rende fiero è essermela giocata con ragazzi molto più giovani di me e con un signor curriculum. Come faccio a saperlo? Prima di questo final day mi sono documentato su buona parte di loro e diversi vantano milioni di vincite. Non sarò un Pro, ma conosco Hendonmob*…»*Hendonmob per chi non lo sapesse è il data base con i risultati di tutti i giocatori del mondo. Un buon modo per capire chi hai davanti.(prosegue dopo il notes)LA LEGGENDA. Doyle Brunson, due volte vincitore del Main Event delle World Series of Poker, morto da poco, a 88 anni decise di mettersi a studiare la GTO. Per chi non lo sapesse GTO sta per Game Theory Optimal ed è sostanzialmente la massima espressione dell'applicazione matematica al Poker. Una rivoluzione per chi, come Doyle, ha sempre basato il suo gioco su altre variabili e competenze. Ma la forza del vecchio Texas Dolly non è tanto essersi rimesso a studiare per aggiornarsi, bensì capire che non farlo sarebbe stato mortale per il suo gioco, il suo lavoro, il suo "stipendio".«Sappiamo tutti che la GTO è la strategia più usata da tutti oggi. Ho comprato un libro su di essa e l’ho letto, mi sembra che funzioni bene. La sto ancora assorbendo, ma ho la sensazione che potrà essermi di grosso aiuto».Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoLa matematica applicata alle decisioni (professionale, personali o di business), è una delle tematiche che sviluppiamo qui al Pokertalk all'interno dei nostri programmi per professionisti e aziende. Non è condizione necessaria, né sufficiente. Ma almeno essere consapevoli della sua esistenza ti da un vantaggio competitivo.La sviluppiamo insieme attraverso il racconto del gioco del Poker per cui se sei a digiuno, ma sei incuriosito, ti consiglio di leggere ABC Poker Maestro la guida gratuita firmata Pokertalk in cui spiego le basi del gioco come un racconto e non come un manuale, evitando tecnicismi, oppure guardando Poker Model il video corso gratuito in cui racconto i segreti del Poker per prendere decisioni profittevoli al tavolo e nella vita di ogni giorno, in modo da cominciare a immergerti nella bellezza di questo gioco, assaporarne la complessità e convincerti che studiandolo posso migliorare come giocatore ma soprattutto posso costruire un mio processo decisionale migliore per lo sviluppo del mio profilo professionale e dei miei progetti.Fai come Totò o Tatò o Texas Dolly. Non sederti.Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 04 | Il Poker? Insegnalo a tua figlia (come Ben Affleck)
L'altra sera ho avuto l'ardire di guardare l'esclusiva su Amazon Prime di Acque Profonde. Un thriller psicologico diretto da Adrian Lyne (Flashdance, 9 settimane e mezzo, Proposta indecente) con Ben Affleck e Ana de Armas. Va beh, il film fa schifo. O, meglio, stroncato dalla critica. Sul mio personalissimo cartellino di spettatore posso solo dire che mi ha tenuto incollato fino alla fine, l'unico problema è che quando è diventato interessante è finito.Ma cosa c'entra col Pokertalk?Beh, a inizio film c'è una scena in cui Affleck (vedi clip in pagina), il protagonista, quando la figlioletta di 4 anni gli dice di stare imparando il gioco del Poker insieme alla babysitter, risponde: "Bene, ti tornerà utile".Il papà protagonista sa che il gioco del Poker non è un cattivo esempio, anzi, porta con se numerosi stimoli e insegnamenti che possono contribuire a formare la giovane e ricettiva mente della figlia. Come e più degli scacchi di cui abbiamo parlato poche settimane fa e di cui, notizia di ieri, la 8enne Clio Alessi è diventata numero uno al mondo scoprendo gli scacchi all'interno del cartone animato "Masha e Orso".(prosegue dopo il quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Ma come fa Ben Affleck a saperlo?Dai credits non risulta che l'attore californiano sia partecipe della sceneggiatura, ma sono quasi sicuro che qui ci sia il suo zampino. Infatti, per chi non lo sapesse, Ben Affleck è un grande appassionato di Poker. Frequentatore di grandi tornei e anche delle partite private con amatori, celebrities e professionisti che si svolgono regolarmente negli States e in giro per il mondo (raccontate anche dal film, questo, sì, molto bello, Molly's Game) e nelle quali ha preso anche sonore bastonate e importanti lezioni. (prosegue dopo il notes)L'attore ha anche partecipato a un film sul tema Poker dal titolo Runner Runner con protagonista Justin Timberlake (film così così... ndr) giusto per soddisfare i suoi desideri. Anche se il più bello tra i film sul tema rimane Rounders con protagonista Matt Damon, amico d'infanzia di Ben Affleck con cui condivide non solo la passione per il cinema (hanno scritto loro Will Hunting - Genio ribelle) ma anche proprio la passione per il gioco del Poker, John Malkovich, il mitico Teddy KGB in scena, e uno strepitoso Edward Norton per un cast stellare. Durante i Pokertalk Workshop uso spesso scene tratte da questo film da commentare insieme ed entrare nelle dinamiche di pensiero dei protagonisti. Un po' cinematografiche per ovvi motivi, ma non così distanti dalla realtà. Ottime per familiarizzare col tema Poker e le sue dinamiche decisionali e piene di spunti di riflessione in ambito professionale. Dalla gestione del rischio, dei soldi, all'analisi del contesto e l'osservazione dell'interlocutore.Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoMa tornando al nostro eroe di giornata, troppo spesso ricordato più per la faccia da pesce lesso con cui interpreta tutti i suoi personaggi o per quella mano sul culo di Jennifer Lopez nel 1998, vi svelo che in realtà è una leggenda quello che lo identifica come fratello dell'omonimo Matt Affleck, lui sì strepitoso giocatore professionista da oltre 3 milioni di dollari vinti in carriera e anche lui protagonista durante i Pokertalk Workshop in Azienda, in particolare durante il Call or Fold, un gioco che uso per spiegare il concetto di Equity e Valore Atteso, perché famosissima è una sua mano drammatica giocata alle World Series of Poker del 2010 contro Jonathan Duhamel che racchiude al suo interno tanti insegnamenti di natura matematica, ma anche psicologica, ma anche di attitudine, ma anche di educazione e gestione della sconfitta, di analisi e molto altro. Ma questa è una storia che racconteremo un'altra volta.Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 03 | L'importanza dell'osservazione nel Decision Making (specie quando siamo "meno preparati")
Oggi voglio condividere una riflessione che ho portato qualche mese fa all'interno della Community di gioco del Pokertalk. Ma avendo come tema l'osservazione è facile capire come l'insegnamento che ho trovato al tavolo sia in realtà basilare anche nella vita personale e professionale di tutti i giorni.Per prendere una decisione corretta sapere chi ho davanti o di fianco è fondamentale. Una informazione che non posso permettermi di tralasciare. Specie in quelle situazioni in cui non sono sicuro di essere abbastanza preparato. Osservare non costa nulla ed è uno sforzo che posso e devo fare in ogni situazione e contesto.(prosegue dopo il quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.La riflessione che ho proposta alla Community nasce da un articolo in cui leggevo che Mustapha Kanit (per chi non lo conoscesse 72nd All time Poker Money list, 2nd Italy Poker Money list, con oltre 11 Milioni di Dollari di premi vinti in carriera, probabilmente Top3 Italy MTT Player all time) che in quel momento sta giocando il Main Event delle WSOP dice:"È raro conoscere qualcuno al tuo tavolo, quindi devi raccogliere più informazioni il più rapidamente possibile sui tuoi avversari per massimizzare le tue possibilità di prendere le decisioni giuste."Ecco, è questa la bellezza di questo gioco che ogni giorno mi insegna qualcosa: Osservare, raccogliere, rielaborare. Non servono le carte.(prosegue dopo il notes)Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoMagari siamo scarsi a giocare, magari non abbiamo l'esperienza e la tecnica. Ma gli occhi ce li abbiamo tutti. Osservare, raccogliere e rielaborare, costa poco, possiamo farlo. Prima di sbufalare, bestemmiare e frignare. E non sto parlando del tavolo da gioco, ma del tuo lavoro, specie quando ti sembra di non ottenere quanto meriti. Dal tuo capo, dai tuoi colleghi, dai tuoi clienti, dai tuoi."Il Poker è facile Beppe". E non servono le carte. Figurati nella vita di tutti i giorni dove le carte non ci sono veramente e osservare può essere la nostra arma più facile da usare e tremendamente profittevole. Prova.Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.Allego foto di repertorio. Sono al Victoria Casino di Londra e sto giocando contro quello che legge e quello che mangia, di spalle al tavolo. Come faccio a perdere soldi? This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 02 | Come scelgo? Tra determinismo e libero arbitrio.
Ricordo che arrivato alla quarta stagione di Lost, la serie che ha cambiato per sempre la storia delle serie in TV, mi ritrovai per caso in un forum dove si discuteva la fine della stagione. In realtà mi resi conto che si discuteva ogni puntata. Ogni settimana. Nell'epoca pre Netflix non avevi tutto e subito, di episodi ne uscivano uno o due a settimana al massimo, quindi c'era tutto il tempo per discutere tra appassionati. E mi resi conto che non avevo capito niente della serie. O, meglio, l'avevo guardata con molto superficialità. Come sempre faccio con musica e film io non mi faccio tante domande sul sottotesto, il non detto, il cosa avrà voluto comunicare il regista, etc.In quel forum invece c'erano pagine e pagine di riflessione sulla battaglia secolare tra determinismo e libero arbitrio che la serie, non per me ma per i più profondi, andava sviscerando, rappresentati dai vari personaggi come il chirurgo Jack Shephard e la sua nemesi John Locke, ma anche Desmond. Insomma chi ha visto la serie, ricorderà.(prosegue dopo il quote della settimana)Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Eppure in quegli anni io ero nel pieno della mia formazione e studi in Statistica e quindi mi erano quotidiani temi come determinismo, deterministico, probabilistico eppure c'è voluto poi il Poker a farmi capire il reale rapporto tra determinismo e libero arbitrio se immersi nella mia vita vera. Personale e professionale. È l'ha fatto in maniera geniale.Sì, perché il Poker si presenta come un gioco di carte. E come tale, determinato. Le carte giocano per te. Le carte scelgono. Pensa a Scala 40 o a rubamazzo. Invece no. Studiando il Poker capisci che non è un gioco di carte. Le carte sono solo un mezzo per raccontare una storia. Per decidere quella che sarà la tua storia, il tuo successo, il tuo obiettivo.Il Poker ti allena a capire che le carte sono solo una delle variabili in gioco. Da tenere in considerazione, da osservare, sicuramente importante, ma non più importante di una tonnellata di altri elementi che devi analizzare per prendere la tua decisione al tavolo. Per fare la tua scelta. Ottima. Di lungo periodo. Quella scelta che è solo tua. Quella scelta che, sì, determina il successo tuo, del tuo business, a casa, in azienda.Non importa che carte ti vengano servite, con quali qualità tu nasca, o quale ruolo ti venga pre assegnato in azienda. Se lasci che siano le carte a giocare per te, sei morto. Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Chips 01 | Se per ogni scelta sbagliata ti togliessero soldi dallo stipendio
Il titolo è chiaramente provocatorio, ma la conclusione a cui arrivo ti sorprenderà.Sentiamo sempre di gente che chiede un aumento di stipendio. Dal calciatore, al tuo collega. Spesso dopo una buona stagione, il calciatore, o un buon risultato, il tuo collega. Anche se più spesso senza un reale motivo, si chiede e basta. Anche solo per il passare del tempo. Ma non ho mai sentito nessuno reclamare una riduzione dello stipendio a seguito di una brutta stagione o di risultati mediocri in Azienda. Eppure il principio è lo stesso. E se fosse l’Azienda a diminuirti lo stipendio perché non hai raggiunto i fantomatici KPI come la prenderesti?(prosegue dopo il quote della settimana) Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.Chiaramente è un'iperbole.Anche se nessuno dipendente/professionista/lavoratore si è mai interrogato sulla cosa, tutti noi diamo per scontato di meritare l'aumento a fine anno, ma mai ci chiediamo se lo meritiamo o se, ancor peggio, lo demeritiamo...Però la mia conclusione non è che "pensare di meritare, o richiedere, una riduzione dello stipendio" sia un no sense. Ma che essere abituati a subire un impatto economico a seguito di scelte e performance professionali negative è un bell'allenamento.(prosegue dopo il notes)Noi cresciuti tra Statistica, Decision Making e Poker grazie agli insegnamenti di David Sklansky siamo abituati che ogni nostra decisione sbagliata ci fa perdere soldi. E ci impegniamo al massimo perché questo non accada, ma soprattutto analizziamo profondamente i motivi di quando succede. Così quando poi arriviamo in Azienda è tutto una passeggiata di salute.Una slide che uso sempre quando vado in Azienda col Poker Model Live usa questa argomentazione di base del buon David Sklansky che riproduco qui sotto:Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diversoVincere a Poker è così difficile che anche solo giocarlo con coscienza ci dà un'infinità di insegnamenti che possiamo trasportare nella nostra vita personale e professionale. Che in realtà, specie in ottica Aziendale, è tutta tremendamente più facile: puoi lavorare bene, puoi lavorare male, puoi prendere decisioni giuste, puoi prendere decisioni sbagliate, nessuno mai ti toglierà soldi dallo stipendio, anzi.Col Poker Model impariamo invece che ogni decisione deve essere presa cercando di raggiungere l'ottimo possibile di lungo periodo perché ogni distorsione da tale linea ci costa soldi caro mio. Chi approccia il mondo del lavoro con lo stile Pokertalk ha una marcia in più perché conosce il peso delle decisioni e ha la leggerezza di chi è abituato a cercare di non sbagliare mai.Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.Nessuna AI è stata utilizzata per questo post. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit www.chipcount.pokertalk.it
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Tutta la formazione Pokertalk, nella tua mail. Una chips alla volta.Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale "every chip counts".Scritto da Matteo Fini, una produzione Pokertalk Originals. www.chipcount.pokertalk.it
HOSTED BY
Matteo Fini | Pokertalk.it
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