Due Passi Per Londra

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Due Passi Per Londra

Hello and welcome a ‘Due Passi Per Londra’.Ogni episodio ti accompagnerà alla scoperta di curiosità affascinanti, angoli nascosti e storie incredibili che ti faranno guardare Londra con occhi nuovi.Allaccia le scarpe, metti le cuffie e cammina per la mia città. Londra ti aspetta, pronta a stupirti. duepassiperlondra.substack.com

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    69.Il silenzio eroico di Postman's Park.

    Trecentosettantasei. Questo è il numero di piccoli parchi, cimiteri storici, terrazze panoramiche e giardini segreti che la City of London Corporation, la stessa istituzione che governa il cuore finanziario del mondo, custodisce in appena un miglio quadrato.Eppure la maggior parte delle persone ci passa davanti senza notarli. Ma basta rallentare, deviare di pochi metri e spingere un cancello di ferro battuto lungo King Edward Street, per ritrovarsi in uno di questi angoli, dove il rumore si spegne all’improvviso.Venerdì scorso ho varcato la soglia di quel cancello e ho ritrovato Postman’s Park. Erano mesi che non ci tornavo.Il parco era vuoto. Completamente vuoto. Forse perché era ancora presto, forse perché il venerdì la City si svuota più in fretta di un tempo. Fatto sta che ero sola, circondata da un silenzio che in questa città non si trova facilmente.Un silenzio che accoglie.Un giardino nato dalle ceneri del tempoPer capire Postman’s Park bisogna comprendere la stratificazione di Londra. Il parco nacque nel 1880 dalla fusione di tre antichi cimiteri parrocchiali, St Botolph Aldersgate, St Leonard Foster Lane e St Anne and St Agnes, che nell’Ottocento erano ormai saturi. Il Burial Act del 1851 aveva vietato nuove sepolture nel centro della città per ragioni igieniche, e molti di questi spazi vennero lentamente riconvertiti in giardini pubblici. Postman’s Park fu uno di questi.Il nome così bizzarro lo si deve alla vicinanza con la sede centrale del General Post Office. Per decenni, questo è stato il rifugio degli impiegati postali: venivano qui a consumare un pranzo veloce, a fumare la pipa, a leggere il giornale, cercando un po’ d’ossigeno tra un turno e l’altro. Un luogo di pausa, di respiro, di ordinaria quotidianità.La sua anima più profonda, però, è racchiusa in una struttura che definire monumentale sarebbe sbagliato, perché ha la grazia discreta delle cose fatte per amore: il Watts Memorial to Heroic Self-Sacrifice.George Frederic Watts e l'utopia della memoria ordinariaL’idea di questo porticato di legno lungo circa quindici metri nacque dalla mente di George Frederic Watts, uno dei pittori e scultori più celebrati dell’epoca vittoriana. Watts era un uomo profondamente colpito dalle disuguaglianze della sua epoca. Notava come la città si riempisse di statue gigantesche dedicate a generali, politici e membri della famiglia reale, mentre le azioni eroiche della povera gente finivano dimenticate nei trafiletti di cronaca.Nel settembre del 1887, in occasione del Giubileo d’Oro della Regina Vittoria, scrisse una lettera al Times in cui proponeva la creazione di un monumento nazionale dedicato al coraggio quotidiano. Nelle sue parole, il memoriale avrebbe dovuto raccogliere “un registro completo delle storie di eroismo nella vita di ogni giorno.”La proposta fu ignorata dalle istituzioni. Ma Watts non si arrese. Nel 1900, ormai anziano, decise di finanziare il progetto di tasca propria, scegliendo Postman’s Park come sede del suo memoriale. Il piano originale prevedeva 120 placche in ceramica smaltata, realizzate a mano dalle migliori manifatture dell’epoca. Alla fine ne vennero collocate 54. Storie scritte sulla ceramicaLe placche hanno un’estetica curatissima: caratteri dorati su smalto colorato, bordi decorati con cura artigianale. Non raccontano grandi strategie militari né imprese di conquista. Raccontano decisioni prese in una frazione di secondo da persone normalissime che hanno scelto la vita degli altri prima della propria.Venerdì, camminando sotto la tettoia, mi sono soffermata su alcune di esse.Alice Ayres — 24 aprile 1885La placca di Alice è tecnicamente diversa dalle altre: verde e bianca, realizzata da William De Morgan in stile Arts and Crafts, fu aggiunta al memoriale solo nel 1902. Ma era la storia che Watts aveva citato nella sua lettera al Times quindici anni prima, e volle che fosse tra le prime ad essere commemorata.Alice era una bambinaia di ventisei anni. In una notte di aprile del 1885, la casa in cui abitava insieme alla sorella e alla sua famiglia in Union Street, a Southwark, prese fuoco. Alice non scappò. Si preoccupò di salvare le tre bambine che dormivano in camera con lei. Le prese in braccio una a una e le passò alla folla sottostante che si era radunata. Poi saltò anche lei. Due delle tre bambine sopravvissero. Una di loro ed Alice morirono qualche giorno dopo. Le sue ultime parole, secondo le cronache dell’epoca, furono: “Ho fatto del mio meglio e non potevo fare di più.”La sua storia commosse l’intera Inghilterra. Al funerale parteciparono circa diecimila persone. Nel cimitero di Isleworth, il monumento eretto sulla sua tomba per sottoscrizione pubblica è ancora oggi il più grande del cimitero.Se il nome vi suona familiare ma non riuscite a collocarlo, è perché nel film Closer di Mike Nichols (2004) il personaggio interpretato da Natalie Portman sceglie proprio il nome di Alice Ayres.Mary Rogers - 30 marzo 1899Impiegata della Stella. Si sacrificò cedendo volontariamente il suo giubbotto di salvataggio mentre la nave affondava.Thomas Griffin - 12 aprile 1899Durante un'esplosione in una raffineria di zucchero a Battersea, tornò indietro per cercare un collega e morì ustionato.Amelia Kennedy - 18 ottobre 1871Morì nel tentativo di salvare sua sorella da un incendio nella loro casa a Stoke Newington. Aveva diciannove anni.Joseph Andrew Ford - 7 ottobre 1871Un pompiere della brigata metropolitana salvò sei persone da un incendio in Gray's Inn Road. Morì per le ustioni riportate nell'ultimo intervento.Il parco oggiPostman’s Park è circondato da grattacieli di vetro e acciaio. Banche, assicurazioni, fondi di investimento. E in mezzo a tutto questo, una tettoia di legno con delle piastrelle colorate che ricordano persone di cui quasi nessuno sa il nome.Prendersi il tempo di leggere questi nomi non è un esercizio di tristezza. È un rituale di gratitudine silenziosa. Ci ricorda che l’eroismo più autentico non abita nei palazzi del potere, ma nella frazione di secondo in cui una persona normale decide di mettere la vita di qualcun altro davanti alla propria.In una città che non si ferma mai, trovo che questo posto sia, nel suo piccolo, una delle cose più sovversive che si possano vedere a Londra.Come visitarlo — e come vederlo da casaLa cosa più bella di Postman’s Park è che non bisogna prenotare nulla.Basta arrivarci.Il parco si trova in King Edward Street, a pochi minuti a piedi da St Paul’s Cathedral. L’ingresso è libero e gli orari variano stagionalmente, ma in genere è aperto dalle 8 del mattino fino al tramonto.Il mio consiglio è di andarci la mattina presto, quando i lavoratori della City non affollano le panchine all’ora di pranzo. O nel tardo pomeriggio.Se non riuscite ad andarci di persona, su YouTube trovate un video girato da Jack the Ripper Tour qualche anno fa che mostra tutte le placche del memoriale, una per una.È probabilmente la cosa più vicina a una visita virtuale che abbiate a disposizione.Siete mai stati a Postman’s Park?C’è una placca o una storia che vi ha colpito in modo particolare, o che vi ha fatto riflettere?Raccontatemelo nei commenti. Amo leggerli.A presto,Antonella This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit duepassiperlondra.substack.com

  2. 67

    68.Londra non è una checklist.

    In questa puntata molto personale di Due Passi Per Londra racconto perché ho iniziato a trasformare la città in piccoli rituali da vivere lentamente.Dal North Lodge Café dentro Brompton Cemetery inizia “Rituali dal mio taccuino”: un nuovo format su Substack e Instagram dedicato a esperienze semplici, atmosfere londinesi e momenti di attenzione dentro una città che spesso attraversiamo troppo in fretta.Parliamo di lentezza, taccuini e del bisogno di uscire dall’automatico per tornare a vivere davvero i luoghi.Una puntata su Londra, ma anche sul tempo, sulla presenza e sul modo in cui scegliamo di abitare le nostre giornate.📖 Nuovi rituali ogni martedì e venerdì su Substack https://duepassiperlondra.substack.com/notesInstagram https://www.instagram.com/duepassiperlondra/ This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit duepassiperlondra.substack.com

  3. 66

    67.Quattro quartieri, quattro mondi

    In questo episodio di Due Passi Per Londra esploriamo la storia multiculturale della città attraverso quattro quartieri simbolo: Chinatown, Brixton, Southall e Brick Lane.Perché Chinatown si trova proprio a Soho? Come è diventata Brixton il cuore della comunità caraibica londinese? Perché Southall è conosciuta come Little India? E cosa racconta davvero Brick Lane delle ondate migratorie a Londra?Ma c'è un quartiere che ho tenuto fuori da questo episodio, uno che ci tocca molto da vicino: Little Italy a Clerkenwell.Se vuoi scoprire tutto sugli italiani a Londra, ti aspetto su Substack Link: https://duepassiperlondra.substack.com This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit duepassiperlondra.substack.com

  4. 65

    66.La cabina rossa: cento anni e non sentirli

    C’è un oggetto, a Londra, che tutti fotografano. Anche chi giura di voler evitare i cliché.È rosso, è di ghisa ed è impossibile non notarlo, anche se ormai quasi nessuno lo usa più per telefonare. Ma sapevi che il suo design iconico nasconde un legame insospettabile con un monumento funebre? O che il suo architetto è lo stesso che ha progettato giganti industriali come la Battersea Power Station?In questo episodio facciamo due passi dentro la storia della cabina telefonica rossa. Scopriremo insieme:- Perché Sir Giles Gilbert Scott non le voleva affatto di questo colore.- Dove trovare il prototipo originale del 1924 (spoiler: è in pieno centro!).- La straordinaria "seconda vita" delle cabine oggi: tra micro-biblioteche, postazioni salvavita e caffè gourmet.Oltre la superficie: Sul mio Substack trovi l'approfondimento visivo di questa puntata, con le foto del legame segreto con la tomba di Sir John Soane e la mia mappa delle cabine: 👉 Approfondimento e Mappa: https://duepassiperlondra.substack.com/Guarda Londra con i miei occhi: Questa settimana sul canale YouTube trovi due nuove camminate virtuali tra le strade della città: 👉 YouTube: https://www.youtube.com/@duepassiperlondra This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit duepassiperlondra.substack.com

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Antonella|Due Passi Per Londra

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