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I pentiti raccontano la mafia
by Racconti di Mafia
Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dei collaboratori di giustizia nei vari processi in cui sono stati interrogati. #FrancescoPaoloAnselmo #BruscaEmanuele #BruscaEnzoSalvatore #BruscaGiovanni #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #ProcessiDiMafia #CollaboratoriDiGiustizia Diventa un supporter di questo podcast: https://ww
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141) Brusca Giovanni 8° parte del processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia martedì 2 giugno 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare l’ottava parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono gli avvocati Alfredo Galasso, Franco Coppi e Alberto Biffani L’udienza si è tenuta a Perugia martedì 2 giugno del 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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140) Brusca Giovanni 7° parte del processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia martedì 5 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la settima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono gli avvocati Daniela Paccoi e Bruno Naso, dei pubblici ministeri Fausto Cardella e Alessandro Cannevale e del giudice a Latere Nicola Rotunno L’udienza si è tenuta a Perugia martedì 5 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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139) Brusca Giovanni 6° parte processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia martedì 5 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la sesta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono l’avvocato Franco Coppi, Maurilio Prioreschi, Arturo Bonsignore e Silvia Egidi e il giudice Giancarlo Orzella. L’udienza si è tenuta a Perugia martedì 5 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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138) Brusca Giovanni 5° parte processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli Perugia lunedì 4 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino PecorelliQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare la quinta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono l’avvocato Franco Coppi e il giudice Giancarlo Orzella. L’udienza si è tenuta a Perugia lunedì 4 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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137) Brusca Giovanni 4° parte processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia lunedì 4 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino PecorelliQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella.Intervengono l’avvocato Franco Coppi e il giudice Giancarlo Orzella.L’udienza si è tenuta a Perugia lunedì 4 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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136) Brusca Giovanni 3° parte processo omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia lunedì 4 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino PecorelliQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la terza parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono l’avvocato Franco Coppi e il giudice Giancarlo Orzella. L’udienza si è tenuta a Perugia lunedì 4 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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135) Brusca Giovanni processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli - Perugia lunedì 4 maggio 1999
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino PecorelliQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino PecorelliIl presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono l’avvocato Alfredo Galasso e il giudice Giancarlo Orzella. L’udienza si è tenuta a Perugia lunedì 4 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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134) Brusca Giovanni 1° parte processo per l'omicidio del giornalista Mino Pecolli - Perugia lunedì 4 maggio 1998
Udienza del processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare la prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli Il presidente della corte era il giudice Giancarlo Orzella. Intervengono i pubblici ministeri Fausto Cardella e Alessandro Cannevale. L’udienza si è tenuta a Perugia lunedì 4 maggio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerL’omicidiodelGiornalistaMinoPecorelli #MinoPecorelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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133) Brusca Giovanni processo per la tangentopoli siciliana - Palermo martedì 21 aprile 1998
Udienza del processo per la tangentopoli siciliana (De Eccher + 31)Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare l’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per la tangentopoli siciliana (De Eccher + 31)Il presidente della corte era il giudice Armando D’Agati. Intervengono il giudice Armando D’Agati, i pubblici ministeri Gaspare Sturzo e Maurizio De Lucia, gli avvocati Antonino Reina, Salvatore Lorè, Alessandro Campo e Gioacchino Sbacchi. L’udienza si è tenuta a Palermo martedì 21 aprile 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoPerLaTangentopoliSiciliana Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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132) Brusca Giovanni 11° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze venerdì 23 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare l’undicesima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana. Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, gli avvocati Giangualberto Pepi, Luca Cianferoni e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi, l’interrogatorio si conclude con le dichiarazioni spontanee dell’imputato Leoluca Bagarella. L’udienza si è tenuta a Firenze venerdì 23 gennaio 1998.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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131) Brusca Giovanni 10° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze lunedì 19 febbraio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la decima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana. Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, l’avvocato Marzio Ceolan e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi l’udienza si conclude con le dichiarazioni spontanee dell’imputato Leoluca Bagarella. L’udienza si è tenuta a Firenze lunedì 19 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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130) Brusca Giovanni 9° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze lunedì 19 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare la nona parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, e gli avvocati Danilo Ammannato, Luigi Li Gotti, Paolo Florio, Marzio Ceolan L’udienza si è tenuta a Firenze lunedì 19 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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129) Brusca Giovanni 8° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze lunedì 19 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare l’ottava parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana. Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, gli avvocati Nano e Danilo Ammanato e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi L’udienza si è tenuta a Firenze lunedì 19 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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128) Brusca Giovanni 7° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze Lunedì 19 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare settima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana. Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi e gli avvocati Marzio Ceolan e Luca Cianferoni L’udienza si è tenuta a Firenze lunedì 19 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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127) Brusca Giovanni 6° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze mercoledì 14 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare sesta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi.L’udienza si è tenuta a Firenze mercoledì 14 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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126) Brusca Giovanni 5° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze mercoledì 14 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare quinta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (Via dei Georgofili, Via Fauro, Via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana. Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi e il pubblico ministero Gabriele Chelazzi. L’udienza si è tenuta a Firenze mercoledì 14 gennaio 1998. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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125) Brusca Giovanni 4° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze martedì 13 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (via dei Georgofili, via Fauro, via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, il pubblico ministero Gabriele Chelazzi L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 13 gennaio 1998 Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 1977 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusottoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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124) Brusca Giovanni 3° parte processo per le bombe a Firenze Roma e Milano - Firenze martedì 13 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (via dei Georgofili, via Fauro, via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, il pubblico ministero Gabriele Chelazzi L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 13 gennaio 1998 Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 1976 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusotto #ProcessoPerLeBombeDiMilanoFirenzeRomaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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123) Brusca Giovanni 2° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze martedì 13 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (via dei Georgofili, via Fauro, via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, il pubblico ministero Gabriele Chelazzi L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 13 gennaio 1998 Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusottoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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122) Brusca Giovanni 1° parte processo per le bombe a Firenze Roma Milano - Firenze martedì 13 gennaio 1998
Udienza del processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano (via dei Georgofili, via Fauro, via Palestro e altre) Aula Bunker Santa Verdiana.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per le bombe a Firenze, Roma e Milano Il presidente della corte era il giudice Armando Sechi. Intervengono il giudice Armando Sechi, il pubblico ministero Gabriele Chelazzi L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 13 gennaio 1998.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva.Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusotto #ProcessoPerLeBombeDiFirenzeRomaMilanoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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121) Brusca Giovanni 2° parte processo Musotto - Roma sabato 29 novembre 1997
Udienza del processo Musotto Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo Musotto Il presidente della corte era il giudice Giuseppe Rizzo. Intervengono il giudice Giuseppe Rizzo, gli avvocati Antonino Mormino, Francesco Inzerillo, Di Benedetto, Francesco Marasà e Giuseppe Oddo e il pubblico ministero Antonella Consiglio L’udienza si è tenuta a Roma sabato 29 novembre del 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusottoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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120) Brusca Giovanni 1° parte processo Musotto - Roma sabato 29 novembre 1997
Udienza del processo Musott.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo Musotto Il presidente della corte era il giudice Giuseppe Rizzo. Intervengono il giudice Giuseppe Rizzo e il pubblico ministero Antonella Consiglio L’udienza si è tenuta a Roma sabato 29 novembre del 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPadrePuglisi #mortePadrePuglisi #ProcessoMusottoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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119) Brusca Giovanni processo per l'omicidio di Padre Puglisi - Roma martedì 28 ottobre 1997
Udienza del processo per l’omicidio Di Padre Puglisi.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare l’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio di Padre Puglisi. Il presidente della corte era il giudice Salvatore Virga. Intervengono il giudice Salvatore Virga il pubblico ministero Luigi Padronaggio e il pubblico ministero Lorenzo matassa e gli avvocati Domenico Salvo e Giuseppe Oddo L’udienza si è tenuta a Roma martedì 28 ottobre 1997. Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #ProcessoPerL'omicidioDiPadrePuglisi #PadrePuglisiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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118) Brusca Giovanni 5° parte processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo - Firenze martedì 9 dicembre 1997
Udienza del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore della giustizia Santo Di MatteoQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare la quinta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il presidente della corte era il giudice Vincenzo Oliveri Intervengono il giudice Vincenzo Oliveri e gli avvocati Misuraca, Giovanni Anania, Visconti, Salvatore Mormino, Giuseppe Oddo, Giovanni Rizzuti e il pubblico ministero Alfonso Sabella L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 9 dicembre 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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117) Brusca Giovanni 4° parte processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo - Firenze martedì 9 dicembre 1997
Udienza del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore della giustizia Santo Di Matteo.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo.Il presidente della corte era il giudice Vincenzo Oliveri.Intervengono il giudice Vincenzo Oliveri e gli avvocati Francesco Marasà, Francesco Davì, Gioacchino Sbacchi, Salvatore Mormino, Domenico Salvo e Ubaldo Leo L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 9 dicembre 1997.Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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116) Brusca Giovanni 3° parte processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe - Firenze martedì 14 ottobre 1997
Udienza del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore della giustizia Santo Di Matteo.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la terza parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo.Il presidente della corte era il giudice Vincenzo Oliveri Intervengono il giudice Vincenzo Oliveri e il pubblico ministero Alfonso Sabella L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 14 ottobre 1997 Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoperL'omicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteo #OmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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115) Brusca Giovanni 2° parte processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo - Firenze martedì 14 ottobre 1997
Udienza del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore della giustizia Santo Di MatteoQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il presidente della corte era il giudice Vincenzo Oliveri Intervengono il giudice Vincenzo Oliveri e il pubblico ministero Alfonso Sabella L’udienza si è tenuta a Firenze martedì 14 ottobre 1997Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreotti #ProcessoOmicidioDelPiccoloGiuseppeDiMatteoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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114) Brusca Giovanni 1° parte processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo - Firenze lunedì 13 ottobre 1997
Udienza del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore della giustizia Santo Di MatteoQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il presidente della corte era il giudice Vincenzo Oliveri Intervengono il giudice Vincenzo Oliveri e il pubblico ministero Alfonso Sabella L’udienza si è tenuta a Firenze lunedì 13 ottobre 1997 Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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113) Brusca Giovanni 3° parte processo per l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima - Roma mercoledì 24 settembre 1997
Udienza del processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo LimaQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima Il presidente della corte era il giudice Giuseppe Nobile. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 24 settembre 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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112) Brusca Giovanni 2° parte processo per l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima - Roma mercoledì 24 settembre 1997
Udienza del processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo LimaQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima Il presidente della corte era il giudice Giuseppe Nobile. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 24 settembre 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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111) Brusca Giovanni 1° parte processo per l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima - Roma mercoledì 24 settembre 1997
Udienza del processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima Il presidente della corte era il giudice Giuseppe Nobile. Intervengono il giudice Giuseppe Nobile e l’avvocato Luigi Li Gotti. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 24 settembre 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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110) Brusca Giovanni 3° parteprocesso Mangano e altri - Palermo venerdì 12 settembre 1997
Udienza del processo a Mangano e altri Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la terza parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Mangano e altri Il presidente della corte era il giudice Salvatore Virga. Intervengono il giudice Salvatore Virga e gli avvocati Jimmy D’Azzò, Domenico Salvo, Rosalba Di Gregorio, Francesco Inzerillo e Salvatore Mormino e i pubblici ministeri Mauro Terranova e Vincenza Sabatino. L’udienza si è tenuta a Palermo venerdì 12 settembre 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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109) Brusca Giovanni 2° parte processo Mangano e altri - Palermo venerdì 12 settembre 1997
Udienza del processo a Mangano e altriQuesto podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Mangano e altri Il presidente della corte era il giudice Salvatore Virga. Intervengono il giudice Salvatore Virga e il Pubblico Ministero Mauro Terranova.L’udienza si è tenuta a Palermo venerdì 12 settembre 1997.Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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108) Brusca Giovanni 1° parte processo Mangano - Palermo venerdì 12 settembre 1997
Udienza del processo a Mangano e altri. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto.In questo episodio potete ascoltare prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Mangano e altri Il presidente della corte era il giudice Salvatore Virga. Intervengono il Pubblico Ministero Vincenza Sabatino. L’udienza si è tenuta a Palermo venerdì 12 settembre 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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107) Brusca Giovanni 10° parte processo a Giulio Andreotti - Roma merceoledì 30 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la decima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 30 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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106) Brusca Giovanni 9° parte processo a Giulio Andreotti - Roma mercoledì 30 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la nona parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 30 luglio 1997. Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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105) Brusca Giovanni 8° parte processo a Giulio Andreotti - Roma mercoledì 30 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare l’ottava parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 30 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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104) Brusca Giovanni 7° parte processo a Giulio Andreotti - Roma mercoledì 30 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la settima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 30 luglio 1997.Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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103) Brusca Giovanni 6° parte processo a Giulio Andreotti - Roma mercoledì 30 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la sesta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma mercoledì 30 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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102) Brusca Giovanni 5° parte del processo Giulio Andreotti -Roma martedì 29 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 29 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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101) Brusca Giovanni 4° parte processo a Giulio Andreotti - Roma martedì 29 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 29 luglio 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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100) Brusca Giovanni 3° parte processo a Giulio Andreotti - Roma martedì 29 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso.Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la terza parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 29 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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99) Brusca Giovanni 2° parte Processo a Giulio Andreotti - Roma martedì 29 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 29 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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98) Brusca Giovanni 1° parte processo a Giulio Andreotti - Roma martedì 29 luglio 1997
Udienza del processo a Giulio Andreotti per associazione a delinquere di stampo mafioso. Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la prima parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo a Giulio Andreotti accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il presidente della corte era il giudice Francesco Ingargiola. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 29 luglio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustizia #ProcessoAGiulioAndreottiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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97) Brusca Giovanni processo Andò Santapaola - Mestra 29 maggio 1997
Udienza del processo Andò - Santapaola Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare l’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo Andò - Santapaola Il presidente della corte era il giudice Antonio Cardaci. Intervengono il pubblico ministero Nicolò Marino e gli avvocati Francesco Strano Tagliareni, Alessandro Attanasio L’udienza si è tenuta a Mestre giovedì 29 maggio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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96) Brusca Giovanni 6° parte processo Agrigento e altri - Roma martedì 21 gennio 1997
Udienza del processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri).Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quinta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri).Il presidente della corte era il giudice Salvatore Scaduti. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 21 gennaio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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95) Brusca Giovanni 5° parte processo Agrigento e altri - Roma martedì 21 gennaio 1997
Udienza del processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri). Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quinta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri). Il presidente della corte era il giudice Salvatore Scaduti. L’udienza si è tenuta a Roma martedì 21 gennaio 1997. Giovanni Brusca Lo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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94) Brusca Giovanni 4° parte processo Agrigento e altri - Roma lunedì 20 gennaio 1997
Udienza del processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri).Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la quarta parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri) Il presidente della corte era il giudice Salvatore Scaduti. L’udienza si è tenuta a Roma lunedì 20 gennaio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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93) Brusca Giovanni 3° parte processo Agrigento e altri - Roma lunedì 20 gennaio 1997
Udienza del processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri) Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la terza parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri) Il presidente della corte era il giudice Salvatore Scaduti. L’udienza si è tenuta a Roma lunedì 20 gennaio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia.#FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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92) Brusca Giovanni 2° parte processo Agrigento e altri - Roma lunedì 20 gennaio 1997
Udienza del processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri) Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia di cosa nostra nei vari processi che hanno sostenuto. In questo episodio potete ascoltare la seconda parte dell’interrogatorio fatto al collaboratore di giustizia Brusca Giovanni durante il processo ai boss di Cosa nostra per gli omicidi commessi nel palermitano e nel trapanese durante gli anni '80 (Agrigento e altri) Il presidente della corte era il giudice Salvatore Scaduti. L’udienza si è tenuta a Roma lunedì 20 gennaio 1997.Giovanni BruscaLo scanna cristiani questo era il soprannome di Giovanni Brusca un altro bravo ragazzo che faceva parte della squadra della morte. E’ nato il 20 febbraio del 1957 a San Giuseppe Jato un piccolo paese situato in provincia di Palermo, era uno dei 3 figli di Bernardo Brusca lo storico capo della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Bernardo Brusca è stato un fedelissimo di Salvatore Riina fino al giorno della sua morte, per il figlio Giovanni fu un percorso naturale entrare nel mondo della mafia, ha iniziato a delinquere da giovanissimo, quando verso la fine degli anni 60 il padre Bernardo nascondeva nel territorio di San Giuseppe Jato, Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, lo utilizzava da corriere per inviare messaggi e viveri ai tre latitanti. I tre si nascondevano perché erano ricercati dalle forze dell’ordine per la guerra di mafia che era in corso a Corleone. Bernardo Brusca fece una raccomandazione ben precisa al figlio Giovanni, gli disse che per lui Salvatore Riina doveva essere come un secondo Padre e doveva ascoltare e fare tutto ciò che gli chiedeva. Giovanni Brusca diede ascolto al padre e si legò anima e corpo a Salvatore Riina. Venne combinato in cosa nostra nel 1976, aveva poco più di 19 anni, nel giorno della sua combinazione in cosa nostra nel suo curriculum già c’erano un paio di omicidi. Fu lo stesso Salvatore Riina il suo padrino nel rito della cerimonia di combinazione in cosa nostra. L’ascesa in cosa nostra di Giovanni Brusca fu rapida, grazie proprio alla sua completa fedeltà a Salvatore Riina. Dimostrò la sua lealtà al capo dei capi di cosa nostra eseguendo gli ordini che riceveva senza mai metterli in discussone e soprattutto non aveva nessuna pietà nei confronti delle sue vittime e tante sono stati gli uomini che ha eliminato. È stato il carnefice nel 19767 del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del suo amico il professore Filippo Costa, è stato Giovanni Brusca a spingere il tasto del telecomando che fece saltare il tritolo nella strage di Capaci, strage in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. Ho citato giusto gli omicidi più eccellenti, lo stesso Giovanni Brusca ammise di avere ucciso oltre 150 persone. Per la sua fedeltà, Salvatore Riina, verso la metà degli anni 80 lo nominò reggente del mandamento di San Giuseppe Jato, In quel periodo il padre Bernardo era stato arrestato e condannato a 23 anni di carcere nel maxi processo di Palermo. Partecipò il 30 novembre del 1982 alla mattanza della famiglia mafiosa di Partanna Mondello aiutando il padre, Salvatore Riina e altri killer di cosa nostra a uccidere in una massaria situata nella contrada di Dammusi che è una frazione del comune di San Giuseppe Jato il potente boss della mafia Rosario Riccobono e altri 5 membri della sua famiglia mafiosa. La carriera di killer di Giovanni Brusca si concluse con un orribile delitto, l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo che era il figlio del collaboratore di giustizia Santo Di Matteo. Il ragazzo venne rapito per costringere il padre a ritrattare le sue dichiarazioni. Giuseppe Di Matteo quando venne rapito aveva appena 12 anni e venne ucciso 24 mesi dopo quando di anni ne aveva 14. Giovanni Brusca venne arrestato il 20 maggio del 1996 e pochi mesi dopo il suo arresto decise di diventare un collaboratore di giustizia. #FrancescoPaoloAnselmo #GiovanniBrusca #EmanueleBrusca #EnzoSalvatoreBrusca #MaurizioAvola #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #MafiaSiciliana #CollaboratoreDiGiustizia #CollaboratoriDiGiustizia #DichiarazioniDIMaurizioAvola #PentitiDIMafia #MafiaCatanese #BenedettoNittoSantapaola #ProcessoOrsaMaggioreI #ProcessoAiPresuntiAffiliatiAllaCoscaSantapaola #ProcessoAlClanSantaPaola #processoPerLeBombeAFirenzeRomaMilano #ProcessoAGiulioAndreotti #EmanueleBruscaDichiarazioni #dichiarazioniDiEnzoSalvatoreBrusca #DichiarazioniDiGiovanniBrusca #GiovanniBruscaPentito #GiovanniBruscaCollaboratoreDiGiustiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/i-pentiti-raccontano-la-mafia--6698035/support.
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Questo podcast è dedicato alle dichiarazioni rese dei collaboratori di giustizia nei vari processi in cui sono stati interrogati. #FrancescoPaoloAnselmo #BruscaEmanuele #BruscaEnzoSalvatore #BruscaGiovanni #BuscettaTommaso #CalderoneAntonino #CalvarusoAntonio #CancemiSalvatore #CannellaTullio #ContornoSalvatore #CucuzzaSalvatore #DiCarloFrancesco #DiMaggioBaldassare #DiMatteoSantino #DragoGiovanni #FerranteGiovanBattista #GalatoloVito #GanciCalogero #GiuffréAntonino #GradoGaetano #GrigoliSalvatore #LaBarberaGioacchino #ManiscalcoGiuseppe #MarcheseGiuseppe #MarinoMannoiaFrancesco #MessinaLeonardo #MutoloGaspare #OnoratoFrancesco #PenninoSalvatore #SiinoAngelo #SinagraVincenzo #SpatolaRosario #SpatuzzaGaspare #VitaleLeonardo #VitaleGiusy #ProcessiDiMafia #CollaboratoriDiGiustizia Diventa un supporter di questo podcast: https://ww
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