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Lost in Drama
by debora poletti
Ci sono volte in cui, dopo aver concluso un drama, continuo a pensarci per i giorni successivi. I motivi di questo mio incessante lavoro mentale possono essere i più disparati: le dinamiche tra i personaggi, la trama, il tipo di regia o le inquadrature. In qualche fortunato caso, l’insieme di tutti questi fattori. Qualunque sia il motivo, quella storia mi resta in mente per molti giorni e fa nascere in me il bisogno di raccontarla anche a qualcun altro Ecco il perché di questo podcast, uno spazio dove riviviamo assieme le storie dei drama che per me restano indimenticabili.
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It's ok not to be ok_terza parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: It’s ok not to be ok, una fiaba talvolta gotica, talvolta dolceamara, che ci dimostra come spesso i veri mostri vadano cercati tra le persone ritenute normali. Prima di passare ai tre motivi per cui guardare questo drama, voglio specificare due aspetti: innanzitutto, sono consapevole che l’immagine della malattia mentale e degli ospedali psichiatrici rappresenta in questa serie sia idealizzata ed edulcorata ma si tratta pur sempre di un prodotto di intrattenimento quindi, ho accettato questo aspetto senza troppe aspettative. Seconda precisazione, strettamente collegata alla precedente: quando parlo, in questo episodio, di stati emotivi di sofferenza non mi riferisco a disturbi psichiatrici tali da comportare pericolo per se stessi o per gli altri. Mi riferisco sempre non a patologie vere e proprie ma a momenti di sofferenza emotiva che ci troviamo a dover affrontare in certe fasi della nostra vita, magari a causa di un lutto, della perdita del lavoro, di una separazione dolorosa o semplicemente di un periodo di crisi personale.Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi:Ko Moon-Young: LeiMoon Kang-Tae: LuiMoon Sang-Tae: il fratello di luiSig.ra Park: capoinfermiera / madre di LeiDottor Oh: direttore dell’Ospedale Psichiatrico OK Tre motivi per guardare It’s ok not to be ok (titolo in inglese: Psycho but it’s okay)Affermare che va bene anche se non stai bene è il primo passo per accettare le cose. Questo non significa arrendersi e subire passivamente ma, al contrario, serve come punto di partenza per il cambiamento. È solo a partire da questa consapevolezza che si può iniziare un percorso di guarigione. Il personaggio di Ko Moon-Young, spesso eccessivo e decisamente sopra le righe, è la cosa più liberatoria di tutta la serie: a quante di noi piacerebbe essere lei quando difende la ragazza dal compagno violento, o quando maltratta il giornalista che l’ha appena molestata? Io l’ho adorata! Ogni episodio ruota attorno ad una fiaba che spesso si rivela priva di un lieto fine, esattamente come accadeva con le fiabe delle origini, in cui la crudeltà la faceva da padrona perché serviva come monito, insegnamento, morale. Tutte le fiabe di questo drama suggeriscono che qualche volta basta cambiare il modo in cui guardiamo agli eventi per comprenderne il vero significato.
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It's ok not to be ok_seconda parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: It’s ok not to be ok, una fiaba talvolta gotica, talvolta dolceamara, che ci dimostra come spesso i veri mostri vadano cercati tra le persone ritenute normali. Prima di passare ai tre motivi per cui guardare questo drama, voglio specificare due aspetti: innanzitutto, sono consapevole che l’immagine della malattia mentale e degli ospedali psichiatrici rappresenta in questa serie sia idealizzata ed edulcorata ma si tratta pur sempre di un prodotto di intrattenimento quindi, ho accettato questo aspetto senza troppe aspettative. Seconda precisazione, strettamente collegata alla precedente: quando parlo, in questo episodio, di stati emotivi di sofferenza non mi riferisco a disturbi psichiatrici tali da comportare pericolo per se stessi o per gli altri. Mi riferisco sempre non a patologie vere e proprie ma a momenti di sofferenza emotiva che ci troviamo a dover affrontare in certe fasi della nostra vita, magari a causa di un lutto, della perdita del lavoro, di una separazione dolorosa o semplicemente di un periodo di crisi personale.Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi: Ko Moon-Young: LeiMoon Kang-Tae: LuiMoon Sang-Tae: il fratello di luiSig.ra Park: capoinfermiera / madre di LeiDottor Oh: direttore dell’Ospedale Psichiatrico OK Tre motivi per guardare It’s ok not to be ok (titolo in inglese: Psycho but it’s okay)Affermare che va bene anche se non stai bene è il primo passo per accettare le cose. Questo non significa arrendersi e subire passivamente ma, al contrario, serve come punto di partenza per il cambiamento. È solo a partire da questa consapevolezza che si può iniziare un percorso di guarigione. Il personaggio di Ko Moon-Young, spesso eccessivo e decisamente sopra le righe, è la cosa più liberatoria di tutta la serie: a quante di noi piacerebbe essere lei quando difende la ragazza dal compagno violento, o quando maltratta il giornalista che l’ha appena molestata? Io l’ho adorata! Ogni episodio ruota attorno ad una fiaba che spesso si rivela priva di un lieto fine, esattamente come accadeva con le fiabe delle origini, in cui la crudeltà la faceva da padrona perché serviva come monito, insegnamento, morale. Tutte le fiabe di questo drama suggeriscono che qualche volta basta cambiare il modo in cui guardiamo agli eventi per comprenderne il vero significato.
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It's ok not to be ok_prima parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: It’s ok not to be ok, una fiaba talvolta gotica, talvolta dolceamara, che ci dimostra come spesso i veri mostri vadano cercati tra le persone ritenute normali.Prima di passare ai tre motivi per cui guardare questo drama, voglio specificare due aspetti: innanzitutto, sono consapevole che l’immagine della malattia mentale e degli ospedali psichiatrici rappresentata in questa serie sia idealizzata ed edulcorata ma si tratta pur sempre di un prodotto di intrattenimento quindi, ho accettato questo aspetto senza troppe aspettative. Seconda precisazione, strettamente collegata alla precedente: quando parlo, in questo episodio, di stati emotivi di sofferenza non mi riferisco a disturbi psichiatrici tali da comportare pericolo per se stessi o per gli altri. Mi riferisco sempre non a patologie vere e proprie ma a momenti di sofferenza emotiva che ci troviamo a dover affrontare in certe fasi della nostra vita, magari a causa di un lutto, della perdita del lavoro, di una separazione dolorosa o semplicemente di un periodo di crisi personale. Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi: Ko Moon-Young: LeiMoon Kang-Tae: LuiMoon Sang-Tae: il fratello di luiSig.ra Park: capoinfermiera / madre di LeiDottor Oh: direttore dell’Ospedale Psichiatrico OK Tre motivi per guardare It’s ok not to be ok (titolo in inglese: Psycho but it’s okay) Affermare che va bene anche se non stai bene è il primo passo per accettare le cose. Questo non significa arrendersi e subire passivamente ma, al contrario, serve come punto di partenza per il cambiamento. È solo a partire da questa consapevolezza che si può iniziare un percorso di guarigione. 2. Il personaggio di Ko Moon-Young, spesso eccessivo e decisamente sopra le righe, è la cosa più liberatoria di tutta la serie: a quante di noi piacerebbe essere lei quando difende la ragazza dal compagno violento, o quando maltratta il giornalista che l’ha appena molestata? Io l’ho adorata!3. Ogni episodio ruota attorno ad una fiaba che spesso si rivela priva di un lieto fine, esattamente come accadeva con le fiabe delle origini, in cui la crudeltà la faceva da padrona perché serviva come monito, insegnamento, morale. Tutte le fiabe di questo drama suggeriscono che qualche volta basta cambiare il modo in cui guardiamo agli eventi per comprenderne il vero significato.
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I'll go to you when the weather is nice_ultima parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: I’ll go to you when the weather is nice, una storia forte e fragile al contempo, come forti ma fragili sono i suoi protagonisti. È una storia che comunica molto spesso attraverso sguardi, gesti, riflessioni e forse meno con le parole ma che risulta straordinariamente potente nella sua capacità di toccare debolezze e paure dell’animo umano.Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi:Mok Hae Won: LeiIm Eun Seob: LuiSim Myeong Yeo: la zia di LeiSim Myeong Ju: la madre di LeiKim Bo Yeong: l’ex amica di LeiCi sono molti motivi per i quali questa si può considerare una serie imperdibile ma mi limiterò ad indicarne, come al solito, i principali 3:1. Nessuna concessione a falsi moralismi o a facili giudizi. Nessuno dei personaggi è totalmente innocente o totalmente colpevole, ognuno ha le proprie ragioni. Siamo noi a dover decidere da che parte stare;2. Nessun tentativo di ammorbidire le figure femminili di questo racconto, figure che risultano spesso antipatiche, scomode, egoiste, impaurite, esattamente come è ognuno di noi, nella propria vita. Non ci sono eroine senza macchia né paura ma solo donne coraggiose che hanno fatto quello che ritenevano giusto per difendere chi amavano, talvolta anche fallendo clamorosamente;3. La storia è strutturata in modo solido e convincente, in ogni singolo particolare, ed è arricchita da un’infinità di dettagli che la rendono unica. E non va dimenticata, la straordinaria prova di recitazione di tutti gli attori che si dimostrano capaci di regalare personaggi complessi, umani, totalmente veri. Contenuto extra: alla fine di ogni episodio non perdetevi i post privati di Eun Seob, piccoli tasselli del suo complicato mondo emotivo, così struggenti da farti desiderare di essere lì, in quell’accogliente Libreria della Buonanotte, per ritrovare un po' di calore.La serie si conclude con un messaggio del cast (troupe compresa) allo spettatore: l’augurio di vivere sino in fondo le nostre vite con coraggio e determinazione.
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I'll go to you when the weather is nice_2 parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: I’ll go to you when the weather is nice, una storia forte e fragile al contempo, come forti ma fragili sono i suoi protagonisti. È una storia che comunica molto spesso attraverso sguardi, gesti, riflessioni e forse meno con le parole ma che risulta straordinariamente potente nella sua capacità di toccare debolezze e paure dell’animo umano.Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi:Mok Hae Won: LeiIm Eun Seob: LuiSim Myeong Yeo: la zia di LeiSim Myeong Ju: la madre di LeiKim Bo Yeong: l’ex amica di LeiCi sono molti motivi per i quali questa si può considerare una serie imperdibile ma mi limiterò ad indicarne, come al solito, i principali 3:1. Nessuna concessione a falsi moralismi o a facili giudizi. Nessuno dei personaggi è totalmente innocente o totalmente colpevole, ognuno ha le proprie ragioni. Siamo noi a dover decidere da che parte stare;2. Nessun tentativo di ammorbidire le figure femminili di questo racconto, figure che risultano spesso antipatiche, scomode, egoiste, impaurite, esattamente come è ognuno di noi, nella propria vita. Non ci sono eroine senza macchia né paura ma solo donne coraggiose che hanno fatto quello che ritenevano giusto per difendere chi amavano, talvolta anche fallendo clamorosamente;3. La storia è strutturata in modo solido e convincente, in ogni singolo particolare, ed è arricchita da un’infinità di dettagli che la rendono unica. E non va dimenticata, la straordinaria prova di recitazione di tutti gli attori che si dimostrano capaci di regalare personaggi complessi, umani, totalmente veri. Contenuto extra: alla fine di ogni episodio non perdetevi i post privati di Eun Seob, piccoli tasselli del suo complicato mondo emotivo, così struggenti da farti desiderare di essere lì, in quell’accogliente Libreria della Buonanotte, per ritrovare un po' di calore.La serie si conclude con un messaggio del cast (troupe compresa) allo spettatore: l’augurio di vivere sino in fondo le nostre vite con coraggio e determinazione.
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I'll go to you when the weather is nice_ 1 parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2020: I’ll go to you when the weather is nice, una storia forte e fragile al contempo, come forti ma fragili sono i suoi protagonisti. È una storia che comunica molto spesso attraverso sguardi, gesti, riflessioni e forse meno con le parole ma che risulta straordinariamente potente nella sua capacità di toccare debolezze e paure dell’animo umano.Guida (indispensabile!) per districarsi tra i personaggi:Mok Hae Won: LeiIm Eun Seob: LuiSim Myeong Yeo: la zia di LeiSim Myeong Ju: la madre di LeiKim Bo Yeong: l’ex amica di LeiCi sono molti motivi per i quali questa si può considerare una serie imperdibile ma mi limiterò ad indicarne, come al solito, i principali 3:1. Nessuna concessione a falsi moralismi o a facili giudizi. Nessuno dei personaggi è totalmente innocente o totalmente colpevole, ognuno ha le proprie ragioni. Siamo noi a dover decidere da che parte stare;2. Nessun tentativo di ammorbidire le figure femminili di questo racconto, figure che risultano spesso antipatiche, scomode, egoiste, impaurite, esattamente come è ognuno di noi, nella propria vita. Non ci sono eroine senza macchia né paura ma solo donne coraggiose che hanno fatto quello che ritenevano giusto per difendere chi amavano, talvolta anche fallendo clamorosamente;3. La storia è strutturata in modo solido e convincente, in ogni singolo particolare, ed è arricchita da un’infinità di dettagli che la rendono unica. E non va dimenticata, la straordinaria prova di recitazione di tutti gli attori che si dimostrano capaci di regalare personaggi complessi, umani, totalmente veri. Contenuto extra: alla fine di ogni episodio non perdetevi i post privati di Eun Seob, piccoli tasselli del suo complicato mondo emotivo, così struggenti da farti desiderare di essere lì, in quell’accogliente Libreria della Buonanotte, per ritrovare un po' di calore.La serie si conclude con un messaggio del cast (troupe compresa) allo spettatore: l’augurio di vivere sino in fondo le nostre vite con coraggio e determinazione.
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Extraordinary_you_terza parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2016: Extraordinary-you, una storia solo apparentemente semplice e che in realtà si rivela molto più complessa e coinvolgente. Ecco tre motivi per guardare Extraordinary-you: 1. Il coraggio, la determinazione e la forza di Dan oh. Basterebbero queste tre caratteristiche a farci considerare questa protagonista una vera fonte di ispirazione; 2. Il doppio registro di lettura di questa storia. Possiamo considerarla una bella storia d’amore oppure possiamo andare più in profondità e porci le stesse domande di Dan ho e Haru: quale è la nostra destinazione, il senso della nostra vita? Che possibilità abbiamo di determinare il nostro destino? Sino a che punto siamo disposti ad affrontare ogni ostacolo per seguire la nostra strada?; 3. La profondità del legame tra Dan oh e Haru, il cosiddetto filo rosso, che li unisce attraverso il tempo e lo spazio, e che resiste nonostante gli eventi.
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Extraordinary_you_seconda parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2016: Extraordinary-you, una storia solo apparentemente semplice e che in realtà si rivela molto più complessa e coinvolgente. Ecco tre motivi per guardare Extraordinary-you: 1. Il coraggio, la determinazione e la forza di Dan oh. Basterebbero queste tre caratteristiche a farci considerare questa protagonista una vera fonte di ispirazione; 2. Il doppio registro di lettura di questa storia. Possiamo considerarla una bella storia d’amore oppure possiamo andare più in profondità e porci le stesse domande di Dan ho e Haru: quale è la nostra destinazione, il senso della nostra vita? Che possibilità abbiamo di determinare il nostro destino? Sino a che punto siamo disposti ad affrontare ogni ostacolo per seguire la nostra strada?; 3. La profondità del legame tra Dan oh e Haru, il cosiddetto filo rosso, che li unisce attraverso il tempo e lo spazio, e che resiste nonostante gli eventi.
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Extraordinary_you_prima parte
In questo episodio vi racconto il drama coreano del 2016: Extraordinary-you, una storia solo apparentemente semplice e che in realtà si rivela molto più complessa e coinvolgente. Ecco tre motivi per guardare Extraordinary-you: 1. Il coraggio, la determinazione e la forza di Dan oh. Basterebbero queste tre caratteristiche a farci considerare questa protagonista una vera fonte di ispirazione; 2. Il doppio registro di lettura di questa storia. Possiamo considerarla una bella storia d’amore oppure possiamo andare più in profondità e porci le stesse domande di Dan ho e Haru: quale è la nostra destinazione, il senso della nostra vita? Che possibilità abbiamo di determinare il nostro destino? Sino a che punto siamo disposti ad affrontare ogni ostacolo per seguire la nostra strada?; 3. La profondità del legame tra Dan oh e Haru, il cosiddetto filo rosso, che li unisce attraverso il tempo e lo spazio, e che resiste nonostante gli eventi.
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Ci sono volte in cui, dopo aver concluso un drama, continuo a pensarci per i giorni successivi. I motivi di questo mio incessante lavoro mentale possono essere i più disparati: le dinamiche tra i personaggi, la trama, il tipo di regia o le inquadrature. In qualche fortunato caso, l’insieme di tutti questi fattori. Qualunque sia il motivo, quella storia mi resta in mente per molti giorni e fa nascere in me il bisogno di raccontarla anche a qualcun altro Ecco il perché di questo podcast, uno spazio dove riviviamo assieme le storie dei drama che per me restano indimenticabili.
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debora poletti
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