L'ultima sillaba del silenzio

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L'ultima sillaba del silenzio

Nel cuore di ogni assenza si nasconde una parola mai detta, un respiro trattenuto, un battito mancato. L’ultima sillaba del silenzio è un viaggio poetico tra le rovine dell’anima, un canto sospeso tra amore e perdita, tra il desiderio di appartenere e la necessità di svanire.Con una scrittura intensa e viscerale, Marcella Boccia intreccia il lirismo di Yeats, la spiritualità di Tagore e l'ardore di Neruda, dando vita a poesie che graffiano e accarezzano, evocando immagini di lune smarrite, angeli ciechi, mare che scorre nelle vene e mani che non si sfiorano più. Il silenzio diventa un personaggio vivo, un compagno che avvolge e dilania, una presenza costante nelle notti insonni e nei giorni senza battiti.Ogni poesia è un frammento di esistenza, una confessione sussurrata all’ombra di un dio assente, un elogio della distanza e della solitudine. Le parole di Boccia sono un atto di resistenza contro l’oblio, un grido che si fa eco nel buio, l’ultimo baluardo prima che il silenzio inghiott

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    🎧 La notte che si fece carne (Marcella Boccia)

    La notte che si fece carne (Marcella Boccia)La notte scivolò dentro di me,come una ombra che non chiede permesso,e divenne carne,dove i sogni si sbriciolano come polvere tra le dita,dove ogni stella è una ferita che non sa di sangue.Mi avvolse il silenzio di un abisso senza fondo,e mi parlò con la voce di chi ha visto tutto,senza mai restare,senza mai scoprire la luce che cercava.La notte non è più solo un’assenza di tempo,è carne che pulsa, che respira,che si piega, che urla,mentre l’oscurità la stringe come un amante senza nome.E dentro, il suo cuore è fatto di cenere,di respiri affannati che non sanno di vita,di mani che non trovano il caloree labbra che non si sfiorano mai.Ogni battito è un pezzo di cielo che si sgretola,ogni sussurro è una promessa non mantenuta,ogni passo una scia che non lascia traccia.La notte che si fece carneè il corpo che non riconosciamo più,è il desiderio che non osa sfiorare il giorno,è la paura che non ha più volto.Siamo figli della notte che ci ha accolti,che ci ha strappati alla luce,che ci ha legati alla terra con catene invisibili,che ci ha insegnato il dolore senza fiato.Eppure, nel cuore di quella carne,c’è una forza che non può morire,una memoria che non smette di bruciarecome una fiamma che non può essere spenta.La notte che si fece carneè il nostro specchio oscuro,è la parte di noi che non vogliamo vedere,ma che continua a chiamarci,sempre,con il suo respiro profondoe la sua promessa di infinito.

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    🎧 L’ultima sillaba del silenzio (Marcella Boccia)

    L’ultima sillaba del silenzio (Marcella Boccia)C’è un silenzio che pesa come una preghiera muta,che scivola tra le labbra senza parlare,un silenzio che ha il volto di un addio mai detto,e dentro, lo sento, c’è un grido che non ha più voce.L'ultima sillaba del silenzio è come il battito di un cuoreche ha smesso di credere nella luce,che ha dimenticato la paura,che ha visto l'infinito e ha chiuso gli occhi.Il silenzio parla nei vuoti,dove nessuna parola può entrare,dove il respiro è un eco lontano,come l’ombra che si allunga al tramonto,come il sogno che si dissolve all'alba.Eppure, nell’ultima sillaba,c’è un filo che lega tutte le cose non dette,c’è una verità che non ha nome,un dolore che non chiede perdono,un amore che non sa di tempo.L’ultima sillaba è un’onda che non si frange,è la parola che scivola nel buio,è l'istante prima che la luce muoia,prima che l’anima si perda nel vento.E nel silenzio, lì,dove le parole non arrivano più,dove l’eco si fa polvere,resta un’ombra di ciò che non è mai stato.C'è una solitudine che si nutre di silenzi,un’oscurità che cresce come radici sotto la pelle,un volto che non vediamo più,perché è sparito dentro la tempesta del non detto.Eppure, in quella sillaba finale,c’è la fine e l’inizio di ogni cosa,c’è la chiusura del cerchio,e insieme, l’apertura di un abisso che non si colma.L'ultima sillaba del silenzio,è l’addio che non trova la sua fine,è la mano che non si è mai stesae l'anima che non ha mai conosciuto la pace.Eppure, come il battito che non cessa mai,quel silenzio continua a vivere,continuando a riempire il vuotocon la sua assenza,con il suo peso di non essere mai statoeppure di essere sempre.

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    🎧 E se l’anima avesse un peso? (Marcella Boccia)

    E se l’anima avesse un peso? (Marcella Boccia)E se l’anima avesse un peso,come un sasso che non si può sollevare,un carico invisibile che curva la schiena,che appesantisce il respiro,che ti inchioda al corpo che non sai più amare?Sarebbe un peso fatto di sogni non sognati,di parole non dette,di abbracci mai stretti,di amori che non si sono mai sfiorati.E se l’anima avesse un peso,quale sarebbe il suo peso,se non quello della solitudineche cresce come una pianta senza luce,senza terra,senza radici che possano nutrirla?Immagina,se l’anima avesse un peso,sarebbe come il vento che non si ferma mai,come il mare che non sa darsi tregua,come la pioggia che non smette di cadere,nonostante tutto.Eppure, in quel peso,c’è la bellezza di ciò che non si può contenere,la vertigine di un universo che non ha confini,la consapevolezza che, nonostante il peso,si vive,si respira,si ama,si perde.E se l’anima avesse un peso,forse sarebbe fatto di lacrime non versate,di baci mai rubati,di speranze morte prima di nascere.Un peso che non si vede,che non si sente,ma che affonda nel pettocome una lama che non lascia cicatrici,ma che fa sanguinare dentro.E allora ci si chiede:quanto pesa davvero vivere,quanto pesa non essere mai abbastanza,quanto pesa l’amore che non ti appartiene?E se l’anima avesse un peso,forse sarebbe il peso di un sogno che non smette di chiamarti,un peso che non ti permette di dimenticarequello che non è mai stato,quello che non è mai arrivato.Un peso che è senza forma,ma che ti forma,che ti cambia,che ti consuma e ti rigenera,fino a diventare parte di te,come il sangue che scorre nelle vene,come il respiro che non si può fermare.E se l’anima avesse un peso,sarebbe il peso di un’infinità che non si misura,una vastità che non si può contenere,che non si può comprendere.Eppure, nell’assoluto di quel peso,troviamo la nostra verità,la nostra essenza,il nostro eterno anelitodi essere,nonostante tutto,nonostante il peso.

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    🎧Il dolore che sapeva di miele (Marcella Boccia)

    Il dolore che sapeva di miele (Marcella Boccia)C'era un dolore che sapeva di miele,dolce e amaro, come un bacio rubatosulle labbra che non sanno dimenticare.Era un dolore che scivolava lento,come miele caldo, tra le pieghe del cuore,un abbraccio che ti consumae ti lascia senza fiato,senza respiro,come se il mondo stesso fosse svanitonel silenzio di un ricordo che non sa di nientese non di mancanza.Sapeva di miele,ma nel suo sapore c'era il ferrodi una ferita che non guarisce.Era dolce,come il sorriso che non ho mai avuto,come l'amore che non sono riuscita a toccare,come un sogno che non si è mai avverato,ma che ti scorre nelle venecon la tenerezza di un veleno che ti sveglia.Quel dolore mi ha insegnato a non dire,a non chiedere mai nulla,perché il silenzio era la mia unica verità.Eppure, dentro quella dolcezza amara,ho imparato a danzare con l’ombra,a cantare senza voce,a vivere senza mai vivere.Era un dolore che non chiedeva perdono,perché sapeva che non c’era niente da perdonare,che il cuore è fatto per spezzarsi85e per ricomporsi in mille frammentiche non hanno mai forma.C’era un dolore che sapeva di miele,un miele che scivolava tra le ditacome un sogno che non si afferra mai.Ogni goccia di quell’amaro nettareera un ricordo che non mi ha mai lasciato,un eco che risuona nell'anima,un battito che non riesce mai a fermarsi.Eppure, in quella dolcezza,c'era anche la bellezza di ciò che è perduto,la luce che sfugge quando più la cerchi,il respiro che ti manca,ma che ti fa vivere ancora.Era un dolore che sapeva di miele,di sogni infranti, di parole taciute,di attimi che non tornano,ma che ti restano,come un'impronta invisibilesulla pelle che ha smesso di sanguinare.Era un dolore che ti segnasenza mai lasciarti andare,un dolore che resta,come il miele che non si scioglie,come il ricordo che non muore mai.

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    🎧 L’abisso nei tuoi occhi (Marcella Boccia)

    L’abisso nei tuoi occhi (Marcella Boccia)Nel fondo dei tuoi occhi c’è un abisso,un buio che non chiede di essere esplorato,ma che mi risucchia,mi avvolge,come un fiume che non ha più sponde.Sono polvere nel vento dei tuoi sguardi,eppure, lì, nel cuore di quell'oscurità,trovo una quiete che non appartiene a nessuno.Hai occhi che non riflettono il mondo,ma lo inghiottono,come un oceano che non ha pietà.In essi non c’è luce,ma una bellezza straziante,un’energia che mi sfiora,eppure non mi tocca.Lì, dove la speranza diventa cenere,trovo il respiro che non osa svanire.L’abisso nei tuoi occhi è una promessa rotta,un sogno che non ha mai voluto nascere,una terra che non conosce giustizia.Ogni volta che mi perdo in quei cerchi scuri,sento il peso di un peccato non commesso,la vertigine di un amore che non ha mai avuto forma,ma che brucia come il vento che spazza le rovine.In quei tuoi occhi,vedi ciò che non posso vedere,vedi l’inferno che non ho il coraggio di vivere,lì dove ogni ombra prende vita,e ogni parola è un passo che non si fa.Ma tu, silenzioso, guardi senza vedere,perché nel tuo abisso c’è già tutto:83la solitudine,il dolore,la fine di ogni speranza.Eppure, dentro quell’abisso,trovo una verità che mi incanta:che non c’è paura,che non c’è morte,che non c’è altrose non la profondità del tuo sguardo.Un abisso che non si colma,un amore che non si consuma,un respiro che non si spegne,perché nessuno può sfuggireda ciò che non è mai iniziato.L’abisso nei tuoi occhi è il mio destino,la mia condanna e la mia libertà,è il luogo in cui perdo me stessaper ritrovarmi sempre,ancora una volta,ancora in quella vertigine che non finisce.Nel fondo dei tuoi occhi,io sono tutto e niente,eppure, non posso smetteredi guardare

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    🎧 Gli amori che bruciano senza fiamme (Marcella Boccia)

    Gli amori che bruciano senza fiamme (Marcella Boccia)Ci sono amori che non sanno di fuoco,eppure bruciano,sino a ridurre in cenere le ossa e l’anima.Sono amori che non chiedono luce,che si consumano nel buio di una promessa non detta,nel silenzio che si fa più rumorosodella voce di chi ha paura di amare.Bruciano senza fiamme,perché la passione è un’ombrache non ha mai toccato il corpo.Sono amori che camminano su fili di ragnatela,che non lasciano tracce,che non urlano,ma si insinuano sotto la pelle,là dove il cuore diventa polveree il respiro si fa sempre più lento.Non c’è fiamma,eppure sento il calore che mordeogni angolo di me.Sono amori che non vogliono parole,che non sopportano la luce del giorno,che vivono nel crepuscolodi un incontro mancato.Hanno il sapore di ciò che non si è mai detto,di ciò che si è sempre temuto,di ciò che non si può toccare,ma che è più vicino di ogni corpo.Bruciano senza fiamme,perché la fiamma sarebbe un tradimento,una rivelazione troppo cruda per essere vissuta.Eppure, dentro di me,sento ogni parte di quel fuocoche divora,che consuma,che spegne la volontà di fermarsi.Gli amori che bruciano senza fiammesono quelli che non finiscono mai,che non si spengono,ma continuano a camminare nei miei sogni,in ogni angolo oscuro della mia mente,in ogni battito che batte più forteal pensiero di ciò che non è mai stato,di ciò che non è mai stato detto.Sono amori che non hanno forma,eppure occupano ogni spazio del cuore,sono ombre che non si stancano di seguirmi,sussurri che non cessano di chiamarmi.E quando penso di essermi allontanata,loro mi trovano,come polvere che non si può spazzare via.Bruciano senza fiamme,perché non c’è niente di più ardentedi un amore che si consuma nel silenzio,nella sua stessa impossibilità.Sono gli amori che non muoiono mai,che non finiscono mai,perché non sono mai iniziati.

  7. 38

    🎧 Dove finisce l’infinito (Marcella Boccia)

    Dove finisce l’infinito (Marcella Boccia)Dove finisce l’infinito,quando l’orizzonte non ha più il coraggiodi essere soltanto sogno,quando la luna smette di sospiraresui fiumi che scorrono nel buio,dove finisce l’infinitoe inizia la fine che non vediamo?Là, dove il respiro si spezza,dove il cielo non è più cielo,ma solo il ricordo di un abbraccioche non ha mai avuto forma,dove finisce l’infinitoe il corpo si dissolve nella polveredi stelle che non sono mai nate?Forse finisce in un angolo nascostodella mia anima,dove ogni dolore è un semeche germoglia in silenzio,dove ogni sogno non sa piùse è sogno o realtà,dove la mente si arrendeal peso di ciò che non può essere detto.L’infinito non finisce,è solo una promessa infranta,una traccia di luce che non riescea restare ferma nella notte,una fiamma che brucia senza consumarsi,una terra che non si lascia mai percorrere.Finisce là, dove io non posso arrivare,dove ogni passo è un altro passoverso l’immenso vuotoche mi chiama a non esistere.Eppure, ogni volta che guardol’orizzonte che non si piega,mi chiedo se non sia solola mia solitudine che si riflettein quell’infinito che sfugge,se non sia solo il mio respiroche non trova mai spazioin quel cielo che non mi appartiene.Dove finisce l’infinito?Finisce dove tutto comincia,nella piega nascosta del cuore,nella parola che non ho mai detto,nell’ombra di ciò che sonoe che non voglio più vedere.E finisce sempre,ogni volta che penso che possa finire,nell’eterno ritorno del nullache mi scivola tra le dita.

  8. 37

    🎧 La stanza in cui nessuno torna (Marcella Boccia)

    La stanza in cui nessuno torna (Marcella Boccia)C'è una stanza,tra le pieghe del tempo e del cuore,dove nessuno entra e nessuno esce.È chiusa,ma nessuna porta la tiene chiusa,è il silenzio stesso che la sigilla,è il respiro che si fermacome un eco che non vuole mai svanire.Le pareti sono fatte di sguardi non detti,di sogni che non hanno trovato un corpo,di lacrime che nessun volto ha mai solcato.Ogni angolo è un’ombrache racconta storie che nessuno può sentire,ogni battito di cuore è un minuto che si perde,un passo che non lascia traccia.In quella stanza ci sono i voltiche non ho osato guardare,i desideri che ho seppellitosotto un mare di parole non dette,le promesse che non ho mantenuto,le mani che non ho mai stretto.È la stanza in cui la solitudineha smesso di urlare,dove il buio è diventato casa,dove ogni angolo è una feritache non vuole guarire.Eppure, in quella stanza,c’è la verità che ho paura di affrontare,c’è la verità che non ho mai avuto il coraggiodi pronunciare ad alta voce.Nessuno torna,perché non c’è ritorno da un luogodove tutto ciò che si è persoè destinato a restare.Le ombre non parlano,ma si nutrono del mio dolore,e il silenzio è più forte di ogni parolache avrei voluto dire.Ogni cosa che ho lasciatoè come sabbia che scivola tra le dita,e ogni volta che guardo quella stanza,sento il peso di ogni passo che non ho fatto,di ogni parola che non è mai arrivata.La stanza in cui nessuno tornaè il mio luogo segreto,è la mia prigione e la mia libertà,è l’abisso in cui mi perdoe il confine in cui vivo.Forse un giorno qualcuno la troverà,forse un giorno qualcuno riuscirà a entrare,ma io sarò già altrove,tra le pieghe di un sogno che non si spegne,tra le labbra di un ricordoche nessuno osa più toccare.

  9. 36

    🎧 I versi che ho rubato al vento (Marcella Boccia)

    I versi che ho rubato al vento (Marcella Boccia)Ho rubato al vento i suoi versi segreti, quelli che non ha mai sussurrato all’orecchio del giorno, quelli che tremano nelle sue vene invisibili e scompaiono prima che qualcuno li ascolti. Sono parole che non hanno né nome né volto, scomparse nei vuoti delle notti insonni, nascoste sotto la pelle delle tempeste. Le ho raccolte come frammenti di un respiro dimenticato, come briciole di un sogno che nessuno oserebbe raccontare. Il vento non parla, ma ha voci che fanno male, che urlano nel silenzio del mondo, e io le ho rubate, perché il silenzio è la mia casa e il vento è il mio compagno di solitudine. Le ho preso tra le mani, le ho strette con la forza di chi sa che ogni parola non detta è una ferita che non si rimargina. Eppure, nessuno le ha viste, perché nessuno può fermare il vento quando decide di parlare senza voce, quando decide di raccontare ciò che non si può dire. I versi che ho rubato sono scarpe rotte, camminano su strade che non esistono, lasciando impronte di polvere sulle rive di un mare che non ha più orizzonte. Ogni parola è una promessa spezzata, un'eco di un amore che non è mai nato, un grido che non ha trovato orecchie. Sono versi che non vogliono appartenermi, ma che si sono infilati nelle fessure del mio cuore, sotto la mia pelle, come un veleno che non smette di scorrere. Ho rubato al vento ciò che non mi appartiene, e ora quei versi sono una parte di me, una parte che mi sfugge, una parte che mi brucia, come il ricordo di qualcosa che non ho mai vissuto. Eppure, continuo a scrivere con loro, continuo a parlare con la loro assenza, perché in quel vuoto, in quella rottura tra parola e silenzio, c’è la verità che nessuno può vedere. I versi che ho rubato al vento sono il mio dolore più dolce, sono l’ombra che cammina accanto a me, sono la luce che non trovo, il respiro che non posso trattenere. E quando mi guardi, non vedi altro che una donna che porta con sé i sogni rubati, i versi che il vento ha perso e che io, in un angolo oscuro, ho fatto miei.

  10. 35

    🎧Ti scriverò anche dopo la fine (Marcella Boccia)

    Ti scriverò anche dopo la fine (Marcella Boccia)Ti scriverò, anche dopo che il tempo avrà spento la luce dei giorni che abbiamo toccato, anche dopo che l’amore si sarà fatto polvere tra le dita di un mondo che non capisce quello che siamo stati. Ti scriverò con la voce che non mi hai mai sentito dire, con la lingua che non hai mai baciato, con le mani che non hai mai stretto. Scriverò dopo la fine, quando le ombre avranno preso il posto delle stelle, quando il silenzio sarà l'unica melodia che sussurra il mio nome. Non importa se non sarai più qui, nel corpo che un tempo amavi, nel respiro che ancora mi brucia dentro. Ti scriverò, con la tristezza di chi sa che ogni parola è solo un eco di quello che non è stato. Ti scriverò nei sogni che non dormiranno, nelle paure che mi strazieranno il cuore, nelle lacrime che non avranno volto, perché tu sarai il mio volto, la mia maschera e la mia carne, anche quando non ci sarà più carne da stringere, né maschera da indossare. Ti scriverò nei giorni in cui l’inverno divorerà ogni angolo del mio corpo, nelle notti in cui sarò solo un'ombra che cammina senza fine.Scriverò le tue mani nel vuoto, le tue labbra nel silenzio, ogni respiro che non hai più preso sarà un soffio che mi colpirà come una tempesta. Eppure, tu non ci sarai più, eppure, ogni parola sarà un dolore nuovo, ogni riga una lama che mi sventra. Ti scriverò anche dopo la fine, perché ciò che finisce non finisce mai, e ciò che è stato si piega sotto il peso di un amore che non ha tempo, che non ha inizio né fine. Sarà un addio che non avrà mai forma, un ricordo che non vuole morire, una promessa che non smetterà di bruciare. Ti scriverò, perché anche nel buio la mia penna troverà il tuo nome.

  11. 34

    🎧 Il segreto delle labbra mute (Marcella Boccia)

    Il segreto delle labbra mute (Marcella Boccia)Le tue labbra sono un enigma che non si svela,una promessa mai mantenuta,un silenzio che grida nell'anima,un urlo che non ha forma,che si frange nel buio come vetrosotto il peso di un sogno non vissuto.Le tue labbra mute parlano di mepiù di mille parole,sussurrano il segreto che il cuore ha paura di svelare,nascondono il dolore che non posso toccare.Ogni volta che non parli,è come se tutto il mondo fosse sospesonell'attesa di una veritàche non arriverà mai.Le tue labbra, strette come una ferita,tracciano linee invisibili nel mio corpo,linee che non posso seguire,che mi fanno impazzirecon il loro silenzio rivelatore.Cosa nascondi dietro quella bocca chiusa?Cosa cova nell’ombra dei tuoi occhiquando non mi guardi?Ogni parola che non diciè un veleno che mi scorre nelle vene,un passo che non camminiche mi lascia senza fiato.Eppure, c'è una bellezza terribilein quel silenzio che mi incatena,un fascino oscuroche non posso capire,ma che non posso sfuggire.Le tue labbra mute sono la portache non posso aprire,sono il confinedove tutto ciò che toccosi dissolve nell’aria.Ma dietro di esse c’è un mondo,un mondo che non mi è concesso,un mondo che non chiede parolema che grida nei meandri della mia mente.Se mi cerchi, cerca il silenzio,perché è lì che mi troverai,tra le tue labbra che non si aprono,nel segreto che non deve essere svelato,dove il tempo non ha spazio,dove l’amore è una lacrimache non può cadere.Il segreto delle labbra muteè la verità che non voglio ascoltare,è la fine e l’iniziodi tutto ciò che non abbiamo detto.

  12. 33

    🎧 La tua voce nel mio sangue (Marcella Boccia

    La tua voce nel mio sangue (Marcella Boccia)La tua voce è un sussurro che scivolatra le vene,un richiamo che non chiede permesso,che penetra nella carne come una lamae mi segna,mi definisce,come la luce di una stella morenteche ancora brucia nell'oscurità.Sei dentro,sotto la pelle,nelle pieghe segrete del mio corpo,dove il desiderio si fa ferita,dove l’amore è una ferita che non guarisce.La tua voce è il suonoche accompagna ogni battito,una melodia che non ha fine,che non si spegne,un eco di un amore che non sa di essere amato.Ogni parola che mi diciè un veleno che mi scorre nelle ossa,un'illusione che mi gonfia i polmonidi aria che non posso respirare,un fuoco che ardenei labirinti del mio cuore,e ogni volta che ti chiamo,è un altro frammento di meche si perde nell’infinitosenza mai tornare.La tua voce è un’improntache non si cancella,una traccia che mi segnasul viso, sulla bocca, nel sangue.Non posso scappare,perché tu sei il passo che precede il mio,la ombra che mi segue,il respiro che mi accarezzanel buio,come se fossimo fusi in un’unica tempesta,un unico sogno che non ha un voltoma che continua a parlarci,anche quando il silenzio ci separa.La tua voce è la mia condanna,è il mio destino scrittosulle pareti di un’anima che non si arrende,un canto che non posso fermare,un dolore che non posso sfuggire.Eppure, in questa sofferenza,c’è la verità,perché non posso separarmi da te,nemmeno se ti perdi nel vento,nemmeno se il tempo ci divora,la tua voce vivrà per semprenel mio sangue.

  13. 32

    🎧 Se mi cerchi, sono tra le righe (Marcella Boccia)

    Se mi cerchi, sono tra le righe (Marcella Boccia)Se mi cerchi, non troverai il mio voltonelle luci che danzano sulle ombre,né nel silenzio che cova nelle stanzedove il buio è la mia casa e la mia terra.Sono lì, tra le righe invisibilidi un respiro che non osa farsi ascoltare,tra le parole mai dette,le parole che scivolano via come sabbianelle mani di chi non sa trattenere il tempo.Se mi cerchi, sono nel vuotodi un sogno che non ha più forma,nella polvere di un amore dimenticatoche non ha nome,che non ha volto,ma che ancora scorre nel sangue.Sono lì, tra un pensiero e l'altro,nell'istante che sfugge,in quell'intervallo che si dilatacome un'ombra che si allungaprima di svanire nella luce.Non troverai la mia ombra nei riflessidi un mare che non sa accogliere il cielo.Non troverai il mio corponelle pieghe di un desiderio che non si spegne,nelle mani che cercano il mio voltoe restano vuote,nelle labbra che invocano il mio nomee restano mute.Se mi cerchi, sono lì, tra le righe,nell'angolo oscuro del tuo cuore,nel desiderio di ciò che non puoi avere, nel sorriso che nasconde il pianto,nel battito che precede la solitudine.Sono tra le righe, dove il tuo sguardonon osa andare,dove la paura si fa poesiae la poesia diventa paura.Se mi cerchi, non chiedere al mondo,perché il mondo non sa ascoltare.Siamo solo io e te,e le righe che non scriverò mai.

  14. 31

    🎧Due solitudini che si sfiorano (Marcella Boccia

    Due solitudini che si sfiorano (Marcella Boccia)Nel vuoto d’un respiro che si perdetra il battito di due cuori soli,ci siamo incontrati, senza parole,senza mani che si cercavano.Un silenzio che bruciacome il vento che sfiora il mare,eppure ci siamo riconosciuti,due ombre nell’ombra.Non eravamo lontani,eravamo lì, a un passo da tutto,a un passo da nulla,in un angolo di sogno infranto,dove il dolore è dolce,come la carezza di un amanteche sa di non essere amato.Le tue lacrime, invisibili,scioglievano il ghiaccio che mi conteneva,e io, nel buio, ti cercavosenza sapere cosa cercavo.Le tue parole non dettesi intrecciavano alle mie,le stesse, senza tempo,senza terra, senza aria.Ci sfioravamocome stelle in un cielo lontano,come due corpi che non si toccano,ma che sono sempre stati uno.Due solitudini che si riconoscononell'infinito del nulla,due sguardi che non si incontranoma si abitano in silenzio.Oh, quanto è strano questo incontroche non è mai stato un incontro,quanto è bella questa distanza,questo confine che ci appartiene,due anime che si accarezzanonel sogno del non essere.Eppure, in questo spazio,tra il mio respiro e il tuo,c'è la vita,una vita che non ci chiededi essere felici,ma di esserci,anche solo per un istante,due solitudini che si sfioranocome il vento tocca il mare.

  15. 30

    🎧 Il poema dei cuori spezzati (Marcella Boccia)

    Il poema dei cuori spezzati (Marcella Boccia)Nel silenzio di una notte senza luna,dove l'aria è pesante di sogni non detti,cammino, un'ombra che si frangecontro il muro di pianto del mondo.Il mio cuore è un vetro rotto,taglia la pelle, ogni ricordo è una ferita.Ogni battito è un'eco di ciò che fu,un'onda che non si frange più sulla riva,ma vaga nell'oscurità di un cielo chenon sa più chi è il sole.Amore, tu sei il vento che ha spazzato viaogni angolo di felicità,e mi lasci qui, senza respiro,a raccogliere i pezzi di me.Mi struggo nei fiumi della memoria,tra le pagine di libri che non parlano più,nelle mani di chi ha stretto la mia animae l'ha fatta a pezzi come carta bruciata.Le stelle che ci guardano dall’altosanno bene cosa significa morire a poco a pocosotto il peso di un sorriso che non arriva.Eppure, oh cuori spezzati,siete la musica che suona nelle ossa,un lamento che canta tra le pieghe del tempo.Ogni cuore spezzato è un semepiantato nel terreno oscuro della vita,e da ogni crepa spunta una nuova speranza,una nuova solitudine che impariamo a chiamare casa.Oh, cuore, non piangere più,c'è bellezza anche nel dolorequando impari a guardarlo con occhi di chi sache il buio è solo una forma di luce.Perché, in fondo, sappiamo tuttiche da un cuore spezzato nascela più profonda forma di libertà.

  16. 29

    🎧 Il cielo si spezza tra le mie dita (Marcella Boccia)

    Il cielo si spezza tra le mie dita (Marcella Boccia)Il cielo si spezza tra le mie dita,un grido silenzioso che nessuno sente,un azzurro frantumato come vetroche si dissolve nella polvere del mondo.Ogni frammento è un ricordodi ciò che non è mai stato,ogni scheggia una speranzache si stacca dalla carne della notteper morire in un angolo dimenticato.Le nuvole piangono senza rumore,le stelle non si accendono piùnel buio che ho lasciato crescere dentro me.Eppure, tra i resti del cielo che non esiste più,cerco ancora la mia ombra,un riflesso che mi sfugge da secoli.Ogni pezzo di cielo che svanisce è un'illusione,una promessa infrantache si dissolve nel sangue della terra.Le stelle cadono senza più luce,i sogni che le hanno generati sono polvereche il vento ha portato via.E mi ritrovo a camminare tra le rovinedi un mondo che non ho mai capito,a cercare risposte nel silenziodi un cielo che non sa più parlare.Le mie dita, ormai vuote,cercano qualcosa che non c’è,ma la verità è che siamo tutti frammenti,di un destino che non si è mai compiuto.Il cielo si spezza, e in quell'abissovedo l'infinito guardarmi con occhi ciechi. Il vuoto non è un nemico,è un compagno di viaggio,un sussurro che mi diceche non ci sarà mai un cielo completo.E così, con le mani piene di niente,accetto la mia solitudine,abbraccio il buio,e cammino, passo dopo passo,verso un orizzonte che non esiste,con la consapevolezza cheil cielo, alla fine, è solo un'illusioneche si frantuma tra le dita.

  17. 28

    🎧 Il tempo che ci ha sepolti (Marcella Boccia)

    Il tempo che ci ha sepolti (Marcella Boccia)Il tempo ci ha sepolti,sotto una coltre di polvere e silenzi,come fiori mai sbocciati,come sogni che non hanno mai avuto un volto.Ci ha sepolti senza dirci addio,senza farci capire che il suo abbraccioera solo una condanna travestita da promessa.Ogni minuto era un colpo,ogni secondo una ferita che non si vedeva,ma che viveva nel respiro di una vitache non abbiamo mai vissuto davvero.Ci ha sepolti nelle sue pieghe,nelle sue ombre che non si muovono,nelle sue luci che non illuminano.E noi, invisibili, ci siamo adattaticome radici che crescono nell’oscurità,come polvere che si mescola al ventoe scompare, senza lasciare traccia.Abbiamo vissuto in un angolo nascosto,dove il tempo ci ha resi estraneia tutto ciò che avremmo potuto essere.Ogni ricordo che abbiamo di noiè solo una scheggia di ciò che non siamo stati,un’eco che non riesce più a chiamare il nostro nome.Abbiamo aspettato in silenzio,abbiamo sperato in segreto,ma il tempo,sempre più lontano,ci ha rubato la speranzaprima ancora che potessimo afferrarla.Ora siamo solo polvere nei suoi occhi,ombre che non riescono più a vedersi,e la sua bocca, che non conosce la parola “fine”,ci ha sussurrato il nostro destino.Siamo stati sepolti,e forse,in questa sepoltura silenziosa,abbiamo trovato la nostra libertà.Non siamo più schiavi del tempo,non siamo più prigionieri della sua ombra.Siamo polvere,e la polvere non ha pauradi essere dimenticata.

  18. 27

    🎧 La danza delle cicatrici (Marcella Boccia)

    La danza delle cicatrici (Marcella Boccia)Le  cicatrici danzano nella mia carne,ogni filo di dolore è un passo,ogni ferita una melodia che non smette mai di suonare.Non sono più segni di morte,ma ricordi che hanno imparato a vivere,a respirare nei solchi di un corpo cheha fatto della sofferenza una lingua materna.Si muovono come ombre nella notte,con grazia e furia,come anime perdute che cercano una casa.Ogni cicatrice racconta una storia,una battaglia che ho combattuto senza scudo,una resa che mi ha lasciato più fortedi ogni vittoria che avrei potuto ottenere.Sono un ballo senza tempo,un incontro tra la luce e il buio,dove ogni passo è una ripetizione di ciò che è stato,e ogni giro è un tentativo di dimenticare.Le cicatrici sono le stelle di un cielo che non ho mai visto,che brillano nel profondo dell’anima,guidando la mia danza solitaria,in un mondo che non sa capire.Ma non sono più vittima di ciò che mi ha segnato,le cicatrici sono le radici di una nuova vita,che cresce nel terreno arido della mia memoria.E mentre danzano, non cerco più salvezza,non cerco più risposte da un cielo che non risponde,ma solo il piacere di essere vivain ogni passo che muovo,in ogni battito che scuote il mio cuorefatto di carne,di storia,e di cicatrici che sono diventate la mia musica.

  19. 26

    🎧 Ti ho aspettato in ogni vita (Marcella Boccia)

    Ti ho aspettato in ogni vita (Marcella Boccia)Ti ho aspettato in ogni vita,nelle pieghe di un tempo che non conosceva il mio nome,nel battito di cuori che non sapevano di esserlo.Ogni respiro era una preghiera muta,ogni passo un cammino che non conduceva da nessuna parte.Ti ho cercato nei volti degli sconosciuti,nei gesti più piccoli,nel silenzio di chi non sa dire,nell’urlo che non è mai stato ascoltato.Eppure, non eri mai qui,sempre solo un’ombra al mio fianco,un riflesso che svaniva ogni volta che pensavo di toccarti.Ti ho aspettato nei sogni che non avevano più speranza,nei sogni dove il dolore non ha fine,dove il desiderio non si spegnema brucia senza mai trovare pace.Ogni vita che ho vissutoè stata un frammento del tuo abbraccio,un’eco di un amore che non si è mai materializzato.Mi sono smarrita in ogni corpo che non era il mio,ho vissuto mille morti senza morire,perché dentro di me sapevo che ti stavo cercando,anche quando il mondo mi raccontava di dimenticare.E ora, nell’oscurità di quest’ultimo respiro,ti sento di nuovo,un brivido che attraversa l’aria,un ricordo che non è mai stato dimenticato.Forse ci siamo finalmente incontrati,forse tu sei solo il volto di ciò che non posso avere,ma ti ho aspettato in ogni vita,e ti aspetterò ancora,in ogni frammento di eternitàche riuscirò a sopportare.

  20. 25

    🎧 L'ultima volta che ho creduto nel destino (Marcella Boccia)

    L'ultima volta che ho creduto nel destino (Marcella Boccia)L'ultima volta che ho creduto nel destinoè stato un abbraccio vuoto,un incontro tra anime che non avevano volto,un gioco di luci e ombre che non sapevo danzare.Era una promessa, forse un inganno,un sogno che non ha mai trovato casanel mio cuore troppo stretto per ospitarlo.Il destino mi parlava con voce di polvere,ogni parola che toccava la mia pelleera un taglio che non sanguinava,una fiamma che bruciava senza lasciare cenere.Le sue mani erano leggére,ma ogni gesto pesava come un corpo morto,un peso che mi stava uccidendosenza che ne fossi consapevole.Ho visto il futuro, ma era una nebbiache non riuscivo a attraversare,ho sentito il respiro del tempo,ma era una scura melodia che non riusciva a farmi ballare.Il destino mi ha promesso la luce,ma l’unica cosa che ho trovatoè stata l’oscurità,un abisso in cui mi sono persasenza più possibilità di ritorno.L’ultima volta che ho creduto nel destinoè stata l’ultima volta che ho creduto in qualcosa.Ora cammino tra le rovine dei miei sogni,senza una mappa, senza una guida,solo con il peso di un vuoto che non si riempie,e il silenzio che si fa carne sulla mia pelle.Perché il destino non è altro che una menzogna che ci raccontiamo per non ammettereche siamo noi a scrivere la nostra fine.

  21. 24

    🎧 I tuoi fantasmi nella mia pelle (Marcella Boccia)

    I tuoi fantasmi nella mia pelle (Marcella Boccia)I  tuoi fantasmi camminano sotto la mia pelle,ombre sottili, carezze di tenebrache strisciano tra le fibre del mio corpo,come segreti mai sussurrati,come promesse mai mantenute.Ogni passo che faccio è una traccia del tuo respiro,un’eco che non ha volto,un fiore che cresce su una ferita che non si è mai chiusa.Il tuo nome è un sussurro nella mia carne,un vento che attraversa i miei ossie lascia polvere di ricordi.Ogni notte, i tuoi occhi mi cercanonella curva del buio,ma io non so più se sono io,o se sono solo l’ombradi chi mi ha posseduto.I tuoi fantasmi sono adesso un marchio,un segno che non si cancella,che vive nelle pieghe di una vitache non è mai stata mia,che non è mai stata nostra.Mi scivolano dentro,come veleno che non ha cura,come una melodia che non riesce a finire,e io non so piùse sono ancora in grado di respiraresenza il peso del loro abbraccio.Non c’è redenzione,solo l’abisso che mi guarda,le tue mani invisibili che stringono il mio cuorefino a farmi dimenticare come battere.I tuoi fantasmi sono nella mia pelle,sussurrano nei miei sogni,e ogni parola che pronuncioè una resa a te,una resa che non ha mai fine.Siamo fatti di silenzi non vissuti,di amori non salvati,di spettri che si rincorrononel buio di un passato che non ha mai smesso di vivere.

  22. 23

    🎧 I fiori crescono anche sulle tombe (Marcella Boccia)

    I fiori crescono anche sulle tombe (Marcella Boccia)I fiori crescono anche sulle tombe,sul corpo che non respira più,come un sorriso rubato alla morte,un atto di ribellione al buio.Le mani che non sfiorano piùle carezze della vita,rimangono immobili,ma nel silenzio delle ossala terra trova la sua voce.Sono petali di sogni incompiuti,radici che affondano dove non c’è luce,dove l’amore ha lasciato solo ecoe il pianto è diventato polvere.Eppure, dalla morte,sorgono questi corpi fragili,di un colore che non ha nome,di un profumo che sa di rimorsoe di speranza,come una promessa che non ha mai avuto tempo.Siamo tutti fiori su una tombache nessuno visita più,fiori che fioriscono nonostante l’oscurità,che non chiedono di essere visti,ma solo di essere respirati,di essere amati,anche se il mondo non sa che esistiamo.Siamo polvere di stelle cadute,sembra un’illusione,ma siamo qui,per ricordare che la morteè solo l’inizio di un altro canto.I fiori crescono anche sulle tombe,così come la vita cresce nella solitudinedi chi è già andato,nel mistero di chi rimanee nel cuore di chi non sa piùdove andare.Eppure, sotto la terra,nella solitudine dei giorni passati,i fiori cantano la loro canzone,silenziosa,eternamente.

  23. 22

    🎧 Il paradiso era una bugia (Marcella Boccia)

    Il paradiso era una bugia (Marcella Boccia)Il paradiso era una bugia,un sogno tessuto di spilli e ombre,di promesse mai mantenute,di cieli che non hanno mai accoltoi nostri volti stanchi.Cercavamo il giardino,ma nel nostro cuore c’era solo deserto,un fiore che non sbocciava maiper paura della sua bellezza.Ci avevano detto che il cieloera un luogo dove non esisteva dolore,dove il respiro si faceva vento,dove l’amore si faceva luce.E noi, ciechi di fede,lo cercavamo nelle pieghe dell’invisibile,mentre i nostri passi bruciavano la terrae le mani non trovavano mai riposo.Il paradiso era una bugia,una favola che ci raccontavanoper farci dimenticare la feritache ci attraversava l’anima.I corpi si perdeva nell’obliodi un cielo che non piangeva mai,mentre il nostro piantosi faceva fango sulla stradadi un’esistenza che non sapevadi essere ancora viva.Abbiamo imparato che il cielonon è altro che una telastrappata dal vento del tempo,che il paradiso è una menzognache brucia lentamente nel cuore.Eppure, nell’oscurità di ciò che resta,cerchiamo ancora un angolo di pace,un respiro che non faccia male,un angolo di vita che non siasolo il ricordo di ciò che non è stato.Ma il paradiso…era solo una bugiache il cielo ci ha raccontatoper non farci vedere la veritàdelle nostre ossa e dei nostri sognisospesi nel vuoto.

  24. 21

    🎧Gli amanti e il nulla (Marcella Boccia)

    Gli amanti e il nulla (Marcella Boccia)Gli amanti si stringonocome radici di un albero che non esiste,il loro abbraccio è il respiro di un sognoche sfiora la carne e si dissolve nell’aria.Nel cuore, un battito di silenzio,un vuoto che li inghiottecome onde che si frangonosu una riva che non sa di mare.Ogni sguardo è un fallimentodi fronte all’infinitoe ogni bacio è una promessache non raggiunge mai la fine.Eppure, nella danza dei corpi,nelle dita che si intreccianocome fili di seta e di polvere,il nulla è più presentedi quanto le parole possano dire.L’amore, mio dolce tormento,si nutre di abissi invisibili,di desideri che non hanno forma,di desideri che non appartengono al tempo.Gli amanti non sono mai completi,perché cercano il tutto nel niente,e il niente li consuma,li svuota, li brucia,li rende polvere che il ventoporta via, senza mai fermarsi.Siamo tutti amanti e siamo tuttiperduti in questa eternità senza volto,in questa miseria di stelle cadenti,in questo ballo ciecoche non ha mai fine,ma che non conosce neppure l'inizio.Eppure, nei nostri occhi vuotibrillano ancora frammenti di cielo,come se, in qualche angolo remoto,un sogno di amore potesse esistereanche senza essere mai stato.

  25. 20

    🎧 Amarti fino alla rovina (Marcella Boccia)

    Amarti fino alla rovina (Marcella Boccia)Amarti è come affondare in un mare di vetro,dove ogni onda è un taglio,ogni respiro un incendio che mi consuma.Sei la polvere nelle mie mani,l’eco di un urlo che non trova mai l'uscita,sei il silenzio che sussurra con voce rottae mi chiede di restare.Amarti è camminare senza finesu un filo di ferro sottile,dove il peso del mio cuoreè la condanna che non posso rifiutare.Ogni passo è un brivido,ogni pensiero una ferita che si apre,eppure, non smetto di camminare,non smetto di cercartiin ogni angolo di buio che trovo.Sei il sogno che si fa incubo,l’ombra che cresce dentro di me,e io ti accolgo, ti invito a entrarenel mio petto, dove le stelle non brillano più,dove la luce è solo una promessa dimenticata.Amarti è spingersi oltre il confine,è attraversare un fiume di fuocoe non sapere se dall’altra parte ci sarà ancoraqualcosa da salvare.Eppure, ti amo,ti amo fino alla rovina,fino a quando la terra si piega sotto i nostri corpi,fino a quando il cielo ci chiama in silenzio,e non c'è più niente da perdere,niente da distruggere.Perché ti amocome chi si arrende alla morte,ma non smette di sperarein un ritorno impossibile.Ti amo fino a perdere la memoria,fino a dimenticare chi ero prima di te.Amarti è la mia rovina,ma nella rovina trovo la mia libertà.E ti cercherò, ancora e ancora,fino a che non sarò solo polveree tu sarai il vento che mi dissolve.

  26. 19

    🎧 La musica delle tue ossa (Marcella Boccia)

    La musica delle tue ossa (Marcella Boccia)Sento la tua ombra nel respiro della notte, tra le fessure di luce che sfilano in cielo come un canto che non ha parole. Il vento dei tuoi occhi si posa sulla mia pelle, ricordo di un amore che non è mai stato, ma che vive nei fremiti dell'anima. Ascolto la musica delle tue ossa, un’armonia fatta di silenzi e di grida. C’è dolore nella tua voce, un’eco di terre lontane, di battiti persi, di sguardi mai scambiati, di sogni che si dissolvono nell'aria. Ogni tua parola è una nota stonata che scivola nell’oscurità, un respiro affannoso di chi cerca ma non trova la via. Il buio mi sfiora come una carezza eppure, nel suo abbraccio, vedo il riflesso delle tue ossa, scolpite dalla vita, illuminate dai desideri mai realizzati. Non c'è amore, non c'è morte, c'è solo il fischio della tua solitudine, che s’infila nelle crepe del cuore. Eppure, tra i tuoi silenzi, la musica continua, un canto che sa di pianto, un mistero che mi consuma nel suo oscuro abbraccio.

  27. 18

    🎧 L’arte di morire ogni giorno (Marcella Boccia)

    L’arte di morire ogni giorno (Marcella Boccia)C’è un modo sottile di scomparire, lasciare la pelle intatta mentre l’anima si sfalda come carta bagnata, una goccia alla volta. Morire è un’arte— lo impari a occhi aperti, quando il silenzio pesa più del sangue, quando l’assenza si fa coltello e incide il tuo nome sull’aria. Muori quando ami senza ritorno, quando il tempo è una stanza chiusa, quando il vento porta voci che non ti appartengono più. Muori a piccoli morsi di memoria, nelle cose che dimentichi e in quelle che non sai lasciare andare, nelle lettere che non scrivi, nei passi che non fai. Ma poi, in un respiro d’inchiostro e ombre, qualcosa ti chiama alla luce, e tu impari anche l’arte di restare.

  28. 17

    🎧 Il bacio che non smette di esistere (Marcella Boccia)

    Il bacio che non smette di esistere (Marcella Boccia)C'è un bacio sospeso nel tempo, un respiro sfiorato tra labbra assenti, un'eco che torna nelle notti più stanche quando la solitudine ha il tuo nome. Non si è spento tra le spine del tempo, non è svanito nei passi lontani, vive ancora nell'aria smossa dai sogni, nella febbre muta delle mie mani. Lo sento posarsi sulla pelle vuota, sussurrare nei battiti stonati del cuore, bruciare come cenere dolce sulle ciglia di un desiderio che non sa morire. Era addio e ritorno, era il primo e l’ultimo, era una promessa senza voce, era tutto ciò che non siamo stati. Eppure, nel buio incantato delle notti senza sonno, quel bacio non smette di esistere.

  29. 16

    🎧 Quello che non ho detto (Marcella Boccia)

    Quello che non ho detto (Marcella Boccia)Quello che non ho detto vive tra le crepe dei muri, nell’ombra lunga degli oggetti dimenticati, nell’invisibile tremore delle mani vuote. È rimasto impigliato nei battiti taciuti, nelle lettere mai spedite, nella forma spettrale di un nome che ancora brucia sotto la pelle. Non ho detto che ti amavo quando il cielo si piegava alla notte, quando la pioggia scriveva il tuo volto sui vetri di un’assenza troppo vasta. Non ho detto che eri casa, che il tuo respiro era l’ultima sponda prima del naufragio. Ora il silenzio si fa carne, pelle tesa su una nostalgia senza volto, e io resto qui, ad ascoltare le parole che non ho detto mentre sfiorano il vuoto come foglie stanche d’autunno.

  30. 15

    🎧Il cuore è una porta socchiusa (Marcella Boccia)

    Il cuore è una porta socchiusa (Marcella Boccia)Il cuore è una porta socchiusa, un tremore di luce sul ciglio del vento, una casa di polvere e respiro dove il tempo inciampa e si perde. Si apre a mani incerte, a passi che sanno di pioggia lontana, a voci che hanno il sapore del mai, del forse, dell’eco di un addio. Resta lì, sospeso tra sogno e rimpianto, tra il desiderio e il silenzio che trema sulla soglia, senza mai decidersi a entrare. Forse un giorno la notte lo chiuderà, forse un giorno qualcuno lo spalancherà con un nome che non sanguina più.

  31. 14

    🎧Dove dorme la solitudine (Marcella Boccia)

    Dove dorme la solitudine (Marcella Boccia)Dove dorme la solitudine,nella piega invisibile del cuore,in quel posto dove il silenzionon chiede permesso,ma entra con passo leggero,come un ladro che si porta via la luce.Non è un urlo,ma un sospiro,un'ombra che si sdraiatra i pensieri mai detti.Dove dorme la solitudinec'è la polvere degli abbracciche non sono mai arrivati,c’è il vuoto di chi non sa piùcome riempirsi di se stesso.Si stende quieta,nella fessura del tempo,dove il giorno non osa entraree la notte non ha paura di farsi lunga.La solitudine è un letto freddo,una coperta che non abbraccia,è il sonno senza sogni,l'assenza che non chiede pietà,ma solo la sua verità.Eppure, in quel buio,in quella casa senza pareti,ho trovato il mio rifugio.Perché, in fondo,la solitudine è il mio specchio,il luogo dove posso guardarmisenza paura di essere giudicata,dove posso crescere senza restarea cercare l’altro.Dove dorme la solitudine,non c'è dolore,solo un’ombra che si fa abbraccioe mi insegna a vivere senza ali,a camminare su un filo sottiletra il cielo e la terra.Non è fuga,è la libertà che mi sfiorae mi lascia, infine,scoprire chi sono,senza pauradi essere sola.

  32. 13

    🎧 Elogio della distanza (Marcella Boccia)

    Elogio della distanza (Marcella Boccia)La distanza è una lamache scivola tra le parole non dette,un vuoto che si fa spaziodove la tua voce non osa entrare.Mi hai insegnato a sopravviveretra le ombre della tua assenza,a camminare senza piedi,a respirare senza fiato.Eppure, in questa lontananzaho trovato un rifugio,un angolo dove il mio cuorepuò battere senza pauradi essere ascoltato.Ho imparato che la solitudineè la mia unica compagnache non chiede nulla,che non domanda amore,che non tradisce.La distanza è un abbraccio invisibile,un respiro che non mi soffoca,un confine che mi permettedi esistere senza il peso dell’altro,senza il peso di un corpoche non mi appartiene.È il silenzio che mi nutree mi rende intera,è il vuoto che mi colmadi me stessa,senza che tu possa entrarci.Non è un rifiuto,è un atto di amore,una dichiarazione di libertàda ciò che non è più mio,una separazione che non fa male,che lascia il cuore vuotoperché possa imparare a viveresenza catene,senza dipendenze.E così, in questa distanza,ho trovato la paceche cercavo nelle tue manie che mai avrei trovatose non avessi imparato a guardareoltre il nostro incontro,nel cielo grigio che ci separa.La distanza è il mio elogio,la mia poesia,la mia casa,e in essa risplendela verità di ciò che sono,senza più paura,senza più nostalgia.

  33. 12

    🎧 I giorni senza battiti (Marcella Boccia)

    I giorni senza battiti (Marcella Boccia)C'erano giorni che non avevano respiro,dove il tempo si fermavacome se avesse paura di guardarsinello specchio del mio cuore.Silenzio.Solo silenzio,e il suono del mio respiroche non riusciva a colmareil vuoto che si faceva stradanei miei occhi.I giorni senza battitisono quelli in cui tutto è sospeso,dove il cielo è solo un’ombra di nuvoleche non sa più piangere.Ogni passo è pesante,ogni parola è fatta di polvere,e la luce del solesembra lontana,come una promessache non arriva mai.Mi chiedo dove sia finito il battito,quello che mi faceva correree sentire la vita pulsarenelle vene.Forse è scomparso,dal ventoche ha portato viatutte le cose che amavo.I giorni senza battitisono quelli in cui non c'è più speranzama ancora respiro,e mi arrendoa ogni secondo che passasenza che nulla cambi,come una stella che non riesce a brillarenella vastità dell’universo.Eppure, tra il silenzio e la polvere,un frammento di me resta,un frammento di battitoche nessuno può fermare,perché anche nei giorni senza battiti,la vita,sotto la pelle,cerca sempre di rinascere.

  34. 11

    🎧 Un amore fatto di vento (Marcella Boccia)

    Un amore fatto di vento (Marcella Boccia)Era un amore che non toccava la terra,un respiro che scivolava tra le dita,un abbraccio senza corpoche mi portava via ogni voltache pensavo di averlo finalmente afferrato.Non aveva peso,non aveva nome,era solo il suono che fa il ventoquando passa senza fermarsi,portando via tutto ciò che non sa restare.Mi parlavi come il vento parla alle foglie,un sussurro che sapevo di non poter trattenere,un dolce inganno che mi faceva volaree poi mi lasciava caderenelle stesse mani vuotedove il cielo non ha radici.Ogni parola era una carezza che svaniva,ogni bacio una promessa di polvere,e io, sempre in attesa di fermarmisui tuoi fianchi di nuvola,mi ritrovavo ancora più lontana,come il vento che rincorre il maresenza mai arrivarci.Eppure, ti ho amato come si amaciò che non può essere posseduto,come un miraggio che sfuggeogni volta che ti avvicini,un amore fatto di vento,che mi ha liberatoe mi ha consumatosenza mai appartenere.

  35. 10

    🎧 La notte in cui mi persi nei tuoi sogni (Marcella Boccia)

    La notte in cui mi persi nei tuoi sogni (Marcella Boccia)C'era una notte che non aveva più volto,un’ombra senza confini,dove il cielo si spezzava in mille pezzie io cercavo il tuo nome,come un naufrago che affoga nel silenzio.Mi hai invitato nei tuoi sogni,senza dirlo, senza promesse.Eppure, la tua voce era una carezzache mi avvolgevacome il respiro di un amante mai incontrato.Ho camminato tra le pieghe dei tuoi pensieri,dove la luce è fatta di ombree ogni passo lascia una tracciadi qualcosa che non so dire.I tuoi occhi erano finestre chiuse,ma io vedevo tutto attraverso di loro,anche ciò che tu non volevi mostrarmi.Mi sono persa tra le tue paure,nelle tue speranze non dette,ho annusato la solitudine che ti abitae ho camminato scalzasulle spine del tuo passato.Poi è arrivato il mattino,e ho scoperto che non c’eri,che i tuoi sogni erano solo ombreche svanivano con la luce.E io, mi sono svegliata,in un letto vuoto,con il cuore pienodi un amore che non era mai stato mio.

  36. 9

    🎧 Silenzio che sanguina (Marcella Boccia)

    Silenzio che sanguina (Marcella Boccia)C'è un silenzio che non sa tacere,che si fa carne, si fa respiro,e ti cresce dentro come una feritache non smette di aprirsi.È il vuoto che strisciatra le parole che non ho detto,il battito che mancatra un sogno e l’altro,l’attimo che non ha nomeeppure, ha il peso di un secolo.Questo silenzio sanguina,non come una ferita visibile,ma come un dolore che mi sfiorae mi graffia l’anima,lasciando cicatrici invisibiliche parlano più di mille grida.Mi chiama con il suo nomesenza dirlo mai,e io lo sento vibrarenelle ossa,nelle vene,in ogni respiro che non riesco a fermare.Sanguina,ma non c’è pianto,solo la lenta consapevolezzache tutto ciò che rimaneè il sangue che non scorre,il silenzio che non smettedi essere urlo.

  37. 8

    🎧 Il canto delle ceneri (Marcella Boccia)

    Il canto delle ceneri (Marcella Boccia)Bruciano piano i ricordi, senza fiamma, senza luce, si sgretolano come foglie d’inverno sotto il passo distratto del tempo. Era fuoco, una volta, questa vita che scorreva nelle vene, era incendio e aurora, un battito feroce contro il destino. Ora resta solo cenere, un sussurro di ciò che è stato, un canto muto che il vento raccoglie e disperde in terre straniere. Dove finiscono le cose che amiamo, quando il fuoco si spegne? Dove riposano i giorni perduti, i nomi che nessuno pronuncia più? Forse in qualche angolo dell’aria le ceneri ancora danzano, e il loro canto si mescola al buio, sopra le città addormentate, dove nessuno ascolta più.

  38. 7

    🎧 I tuoi occhi erano la mia casa (Marcella Boccia)

    I tuoi occhi erano la mia casa (Marcella Boccia)Ci abitavo dentro, tra le stanze liquide del tuo sguardo, dove la notte non faceva paura e il silenzio sapeva di vento. Eri un rifugio fatto di luce che filtrava tra le ciglia, un altare di quiete nel caos delle mie vene. Mi affacciavo sul mondo dal balcone dei tuoi occhi, vedevo il cielo piegarsi e il tempo smettere di correre. Ma poi le finestre si sono chiuse, il giorno è diventato inverno, e io sono rimasta fuori, senza chiavi, senza nome, con la pioggia che mi cadeva addosso come un addio che non sa parlare. Da allora mi porto addosso le pareti della tua assenza, una casa crollata che ancora mi abita dentro.

  39. 6

    🎧 Le mani che non ho più sfiorato (Marcella Boccia)

    Le mani che non ho più sfiorato (Marcella Boccia)Le mani che non ho più sfiorato Le ho cercate nell’aria, tra le pieghe invisibili del vento, nelle stanze vuote della notte dove il tuo nome è polvere e memoria. Le ho inseguite nei sogni spezzati, nelle pause tra una parola e l’altra, in quel battito di ciglia dove il tempo si ferma ma non ritorna. Erano calde, una volta, erano nido e vertigine, un rifugio che odorava di promesse sussurrate troppo piano per essere ascoltate dal destino. Ora sono assenza, un’eco che mi sfiora la pelle senza toccarmi davvero. Sono l’ombra di un tocco mancato, il vuoto che si fa carne ogni volta che tendo la mano verso il nulla.

  40. 5

    🎧 Il mare dentro le vene (Marcella Boccia)

    Il mare dentro le vene (Marcella Boccia)C’è un mare che mi abita,onde che si infrangono nel sangue,correnti che trascinano lontanoogni certezza mai avuta.L’ho sentito nascere in meil giorno in cui il cielo si ruppe,quando l’amore si fece risaccae il tuo nome divenne schiuma.A volte mi culla,come una madre stancache non sa più raccontare favole.Altre volte mi annega,mi riempie la gola di sale,mi lascia senza respiro.Le mie vene sono rotte,aperte come conchiglie vuote.E in fondo a questo abisso liquidorestano solo le ombredei giorni che non torneranno,le parole che non ho detto,e il suono del tuo addioche si frantumacontro il silenzio.

  41. 4

    🎧 Lettera a un dio assente (Marcella Boccia)

    Lettera a un dio assente (Marcella Boccia)Ti scrivo da qui,dove le preghiere si sbriciolanoprima di arrivare al cielo,dove ogni croce è solo il pesodi un nome dimenticato.Hai lasciato il tuo trono vuoto,un’eco di promesse non mantenutenelle vene della notte.Ti ho cercato nelle chiese abbandonate,nelle mani giunte di chi implora,nelle ceneri dei santi caduti.Ma eri altrove,lontano come un padre distratto,cieco come la lunaquando si volta dall’altra parte.Dimmi, hai mai ascoltatoil pianto che non ha voce?Hai mai raccolto le ossadi chi ha amato troppoe per questo è stato spezzato?Se esisti, sei il silenziotra un addio e il rimpianto,sei la polvere sulle labbradi chi non ha avuto il tempodi pronunciare il suo ultimo nome.E se non esisti,allora la solitudine è dio,e la mia fede è soloun buio che sa di inverno.

  42. 3

    🎧 L’ombra che mi abita (Marcella Boccia)

    L’ombra che mi abita (Marcella Boccia)C’è qualcosa che cammina in me, un battito d’ali spezzate nel vuoto tra il cuore e il respiro. Non ha nome, ma conosce il mio. Sussurra nei sogni infranti, si nutre dei baci che non ho dato, delle parole ingoiate nel silenzio. È il riflesso di un’assenza, il fantasma delle scelte non fatte, la cicatrice di ogni addio che il tempo ha smesso di curare. Quando la luna si spegne, la sento muoversi sotto la pelle, striscia nelle vene come un fiume nero di nostalgia. Non posso cacciarla via. È la mia metà senza volto, la voce che mi chiama dai corridoi della notte, dove l’amore e la follia hanno lo stesso suono.

  43. 2

    🎧 Quando la luna dimenticò il suo nome (Marcella Boccia)

    Quando la luna dimenticò il suo nome (Marcella Boccia)C’era una notte che tremava,stanca di specchiarsi nel mare.I lupi ululavano a un vuotoche non sapeva più rispondere.La luna si spogliò del suo nome,lo lasciò scivolare nel ventocome un segreto sussurratoa labbra che non si ricorderanno.Forse si era stancatadi illuminare strade sbagliate,di vegliare su amantiche si scambiavano promesseche l’alba avrebbe ucciso.Forse aveva capitoche la luce è una condanna,che essere desideratanon è lo stesso che essere amata.Così si nascose nell’ombra,si fece polvere d’argentonel respiro delle stelle.E la notte, orfana del suo volto,divenne un deserto senza sogni.Io l’ho vista andar via,mentre il mio nome cadevadalla tua boccacome un fiore che appassisceprima ancora di sbocciare.

  44. 1

    🎧 Il sussurro degli angeli ciechi (Marcella Boccia)

    Il sussurro degli angeli ciechi (Marcella Boccia)Hanno voci fatte d’ombra, le mani sfiorano il nulla eppure, sentono ogni ferita che il cielo ha inciso sulla mia pelle. Mi parlano nella lingua del vento, nelle frasi spezzate delle stelle cadute, nei canti che il silenzio soffoca prima che diventino preghiere. Sono ciechi, ma vedono più di me. Hanno occhi cuciti di notte, ali fatte di lacrime dimenticate, respirano il dolore che il mondo ignora. Uno di loro mi ha toccato il cuore, e dentro ho sentito un’eco antica, la voce di ogni bacio non dato, di ogni sogno sepolto nel sangue. Mi hanno sussurrato il tuo nome con un suono che sapeva di pioggia, e ho capito che alcuni amori non muoiono, ma diventano cenere dentro la luce.

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Nel cuore di ogni assenza si nasconde una parola mai detta, un respiro trattenuto, un battito mancato. L’ultima sillaba del silenzio è un viaggio poetico tra le rovine dell’anima, un canto sospeso tra amore e perdita, tra il desiderio di appartenere e la necessità di svanire.Con una scrittura intensa e viscerale, Marcella Boccia intreccia il lirismo di Yeats, la spiritualità di Tagore e l'ardore di Neruda, dando vita a poesie che graffiano e accarezzano, evocando immagini di lune smarrite, angeli ciechi, mare che scorre nelle vene e mani che non si sfiorano più. Il silenzio diventa un personaggio vivo, un compagno che avvolge e dilania, una presenza costante nelle notti insonni e nei giorni senza battiti.Ogni poesia è un frammento di esistenza, una confessione sussurrata all’ombra di un dio assente, un elogio della distanza e della solitudine. Le parole di Boccia sono un atto di resistenza contro l’oblio, un grido che si fa eco nel buio, l’ultimo baluardo prima che il silenzio inghiott

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Marcella Boccia

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