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Medio Oriente: radici e presente
by Patrizia Fabbri
Un viaggio nel cuore del Medio Oriente per capire davvero il presente attraverso le sue radici profonde. Dalla nascita del Medio Oriente moderno tra Ottocento e Novecento fino alle tensioni geopolitiche contemporanee, questo podcast esplora una regione centrale negli equilibri globali. Tra storia, politica, risorse energetiche e trasformazioni sociali, scoprirai perché il Medio Oriente è da sempre uno snodo cruciale tra Europa, Asia e resto del mondo.Un podcast che ti aiuterà a capire la realtà di oggi.Per altre informazioni e approfondimenti visita il mio blog
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20. Giordania: stabilità, garanzia per l’amicizia dell’Occidente
(00:00:00) 20. Giordania: stabilità, garanzia per l’amicizia dell’Occidente (00:00:26) Dall’indipendenza alla gestione di un equilibrio socio-economico difficile (00:06:19) Islam politico e monarchia: l’evoluzione dei Fratelli Musulmani in Giordania (00:09:52) Tra equilibrio e sopravvivenza: la politica estera Nel panorama mediorientale, la Giordania si presenta come un raro elemento di continuità e prevedibilità. La sua stabilità interna, costruita nel tempo tra equilibri delicati e compromessi, rappresenta una garanzia fondamentale non solo per l’Occidente, ma anche per Israele, in una regione segnata da conflitti ricorrenti e crisi sistemiche.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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19. Fratellanza Musulmana, la culla dell'Islam politico (II)
(00:00:00) 19. Fratellanza Musulmana, la culla dell'Islam politico (II) (00:00:46) La diffusione inel mondo musulmano (00:07:11) La diffusione in Europa (00:10:44) Le differenze con le altre ideologie dell'Islam politico (00:16:36) In difficoltà ma non scomparsa Continua la nostra analisi della Fratellanza Musulmana iniziata con l'episodio precedente che ne ha ricostruitola nascita, la diffusione in Egitto e l'ideologia, mentre nel in questo viene analizzata la diffusione nel mondo musulmano e in Europa e le differenze con gli altri gruppi dell'Islam politico.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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18. Fratellanza Musulmana, la culla dell'Islam politico (I)
(00:00:00) 18. Fratellanza Musulmana, la culla dell'Islam politico (I) (00:02:39) Nascita e ideologia della Fratellanza Musulmana (00:07:48) La diffusione in Egitto C’è un’organizzazione che da quasi un secolo attraversa in silenzio la storia del Medio Oriente. Una struttura che ha cambiato volto, strategia, geografia.Che è stata perseguitata, incarcerata, decapitata politicamente più volte.E che tuttavia, ogni volta, è riuscita a riemergere. Un’organizzazione che ha ispirato partiti, movimenti sociali, governi, gruppi armati, reti religiose, associazioni culturali.Un’organizzazione che per alcuni rappresenta il tentativo più ambizioso di riportare l’Islam al centro della vita pubblica.E che per altri costituisce la matrice ideologica da cui si sono irradiate molte delle principali correnti dell’islam politico contemporaneo. Questa organizzazione si chiama Fratellanza Musulmana. L'episodio ne ricostruisce la nascita, la diffusione in Egitto e l'ideologia, mentre nel prossimo verrà analizzata la diffusione nel mondo musulmano e in Europa e le differenze con gli altri gruppi dell'Islam politico.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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17. Egitto: da antagonista ad amico dell'Occidente
(00:00:00) 17. Egitto: da antagonista ad amico dell'Occidente (00:01:24) La caduta della monarchia (00:03:07) Nasser e la sua rivoluzione (00:08:43) La nuova strategia di Sadat (00:12:30) Mubarak raccoglie l'eredità di Sadat (00:15:31) La Primavera araba in Egitto (00:18:49) AL Sisi sale al potere (00:21:22) L'Egitto oggi L’Egitto contemporaneo vive nel Novecento una trasformazione decisiva che lo porta da paese simbolo del nazionalismo arabo a stretto alleato dell’Occidente. Questo episodio riprende tutta la storia di questi 90 anni dall'indipendenza dell'Egitto.Da Nasser a Sadat, passando per Mubarak e Morsi fino ad al SisiOggi l’Egitto appare stabile ma resta un regime autoritario, legato all’Occidente e segnato da forti tensioni interne.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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16. Yemen: la guerra che viene da lontano
(00:00:00) 16. Yemen: la guerra che viene da lontano (00:00:54) Verso l’unificazione (00:02:51) La nascita del movimento Houthi (00:04:32) L'avanzata degli Houthi e la nuova guerra (00:06:13) Lo Yemen attore regionale Nel quadro delle trasformazioni che attraversano la penisola arabica tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI, lo Yemen rappresenta un caso a parte, quasi un controcampo rispetto alla traiettoria delle monarchie del Golfo. Mentre queste ultime si rafforzano grazie alla rendita petrolifera e si integrano nei circuiti globali, lo Yemen resta segnato da fragilità strutturali, divisioni interne e instabilità cronica. La guerra esplosa nel 2014 non è quindi un evento improvviso, ma il risultato di un lungo processo storico che affonda le sue radici nel secondo dopoguerra.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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15. Penisola arabica: petrolio, monarchie e potere (II)
(00:00:00) 15. Penisola arabica: petrolio, monarchie e potere (II) (00:02:53) Una nuova strategia nelle alleanze (00:06:28) La nuova guerra che ribalta tutto Negli anni 2020, qualcosa cambia. Non basta più essere ricchi. Bisogna essere sostenibili. Diversificare. Innovare. Competere. E le monarchie del Golfo investono in imponenti progetti di diversificazione, ma cambia anche la strategia delle alleanze.Ma la guerra scatenata da Israele e USA contro l'Iran rischia di rimettere tutto in discussione.In questa seconda parte raccontiamo gli ultimi 6 anni, mentrer nell'episodio 14 viene analizzato il periodo dal secondo dopoguerra agli inizi degli anni 2020 enel prossimo ci si focalizzerà sulla guerra nello Yemen.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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14. Penisola arabica: petrolio, monarchie e potere (I)
(00:00:00) 14. Penisola arabica: petrolio, monarchie e potere (I) (00:03:17) Verso l’indipendenza e le nazinalizzazioni (00:06:12) Guerra del 1973: l’arma energetica (00:08:25) Le monarchie del Golfo tra boom, crisi e nuovi equilibri (00:10:38) L’impatto della rivoluzione iraniana (00:14:27) Il ruolo strategico del Qatar Nel secondo dopoguerra la penisola arabica appare come uno spazio politico non omogeneo nel quale, accanto ai protettorati britannici del Golfo coesistono realtà formalmente indipendenti che seguono traiettorie proprie.Una condizione che negli anni cambierà radicalmente: da realtà marginali a stati centrali per gli equilibri internazionali. Con un'arma potentissima: il petrolio.In questa prima parte viene analizzato il periodo dal secondo dopoguerra agli inizi degli anni 2020 mentre nel prossimo episodio si ripercherreranno le tappe degli ultimi 6 anni e in quello successivo ancora ci si focalizzerà sulla guerra nello Yemen.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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13. Libano: il fragile equilibrio di uno stato confessionale
(00:00:00) 13. Libano: il fragile equilibrio di uno stato confessionale (00:01:51) La “Svizzera del Medio Oriente” (e la sua illusione) (00:04:50) La guerra civile: quando tutto crolla (00:06:59) L’occupazione siriana (00:09:27) Il 1982: invasione israeliana e punto di non ritorno (00:12:12) La nascita di Hezbollah e il suo conslidamento (00:13:21) La fine della guerra civile e la rivoluzione dei cedri (00:16:26) Hezbollah decapitato, ma non collassa…anzi (00:18:10) Il 2025: lo Stato sfida Hezbollah (e perde) Abbiamo lasciato il Libano nell'Episodio 5 con il Patto nazionale del 1943 e la proclamazione di indipendenza del 1944. In questo episodio vedremo la storia del Libano dal secondo dopoguerra a oggi: uno Stato che ha nelle sue stesse origini le cause delle sue fragilità.Vedremo il ruolo della Siria e dell'Iran, quello di Israele, perché nasce e come si consolida Hezbollah...fino ai tragici eventi di marzo-aprile 2026.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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12. Israele e Palestina (I): sogni svaniti
(00:00:00) 12. Israele e Palestina (I): sogni svaniti (00:01:11) Israele si consolida, i palestinesi diventano profughi (00:02:37) 1967: la nascita di un “non” stato, i territori occupati (00:06:17) E poi... tutto cambia ancora (00:08:46) L'intifada delle pietre conduce alla speranza (00:11:04) Dalla speranza al collasso (00:13:55) La seconda intifada e i colpi mortali al processo di pace (00:16:35) SI apre l'era Netanyahu Dopo il 1948 Israele si concentra su normalizzazione interna e consolidamento delle istituzioni caratterizzando etnicamente lo Stato, in linea con l’ideologia sionista.711.000 palestinesi iniziano la loro vita da profughi in Libano, Giordania, Siria...la Cisgiordania viene annessa alla Transgiordania e Gaza occupata dall'Egitto.L'episodio ripercorre la storia di israeliani e palestinesi da questi anni alla seconda intifada, passando attraverso la guerra dei 6 giorni, l'occupazione dei territori palestinesi, l'emergere di un sogno, con gli accordi di Oslo, e il suo tramonto.Sono anni che segnano profondamente le due popolazioi e che aprono la strada al ventennio di Benjamin Netanyahu.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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11. Curdi: quattro storie per lo stesso popolo
(00:00:00) 11. Curdi: quattro storie per lo stesso popolo (00:00:55) Chi sono i curdi (00:02:42) La grande occasione mancata: la suddivisione in 4 stati (00:03:27) I curdi in Turchia: conflitto armato e repressione (00:07:33) I curdi in Siria: esperimento politico radicale (00:08:43) I curdi in Iraq: autonomia quasi statale (00:12:58) I curdi in Iran: marginalizzazione e nuovi rischi (00:15:16) Conclusioni Se c’è una cosa certa sui curdi è che mediamente non si sa bene chi siano o dove stiano. Ogni tanto assurgono alle cronache, ma poi tornano rapidamente nell’oblio.I curdi condividono cultura e una narrazione storica comune con un forte senso di identità tribale e autonomia locale seppur per secoli divisi tra due grandi imperi, quello ottomano e quello persiano. La lotta nazionalista curda emerge per la prima volta alla fine del XIX secolo, soprattutto in risposta al crescente nazionalismo turco che stava caratterizzando l’Impero ottomano.Nel primo dopoguerra, i curdi si trovano quindi ad essere suddivisi su quattro nuovi stati: Turchia, Iraq, Siria e Iran. Da questo momento la storia dei curdi seguirà quattro direttrici diverse, strettamente legate al percorso evolutivo dei differenti stati di appartenenza.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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10. Turchia: tra eredità kemalista e ambizioni globali
(00:00:00) 10. Turchia: tra eredità kemalista e ambizioni globali (00:01:09) Dalla fine dell’impero alla nascita della Repubblica di Turchia (00:03:58) Il ruolo chiave dell’esercito (00:07:05) Erdoğan: analisi di un’ascesa (00:10:51) 2016: il golpe come punto di non ritorno (00:15:23) Da ponte tra Occidente e Oriente a potenza autonoma e assertiva Dalla Turchia di Mustafa Kemal a quella di Erdogan. Il tradizionale ponte tra Europa e Asia si è trasformato in una potenza regionale e un attore globale, autoritaria e repressiva al proprio interno, ma con una base di cnsenso ancora importante.L'episodio analizza i passaggi cruciali di questa trasformazione.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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9. La Siria dal regime degli Assad a un futuro incerto
(00:00:00) 9. La Siria dal regime degli Assad a un futuro incerto (00:01:38) Origini e spaccature del partito Ba’th (00:04:13) Il governo di Hāfiz al-Asad (00:06:12) Sale al potere Bashār al-Asad (00:08:02) La guerra civile e il Califfato (00:16:56) La caduta di Assad e l’ascesa di Ahmad al-Sharaa (00:18:26) Le sfide del nuovo regime Quella della Siria degli ultimi 15 anni è una storia che in alcuni momenti ha riempito i notiziari occidentali. Come dimenticare le macabre immagini diffuse dall’ISIS? O la distruzione di Aleppo, una delle città più affascinanti del mondo? O l’imponente teatro di Palmira diventato scenografia per spaventose esecuzioni. Ma l’ISIS ha rappresentato una parentesi, la storia siriana è molto piùcoplessa.In questo episodio cerchiamo di ricostruire la storia di questo paese dal secondo dopoguerra fino alla fase più recente, segnata dalla caduta del regime degli Assad e dall’emergere di un nuovo equilibrio politico. Ricordando che la Siria contemporanea è figlia delle sue fragilità strutturali: uno Stato nato da confini coloniali, attraversato da profonde divisioni sociali, religiose e regionali, e caratterizzato fin dall’inizio da una forte instabilità politica.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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8. La complessa transizione dell'Iraq
(00:00:00) 8. La complessa transizione dell'Iraq (00:02:21) Tra rivolta curda e politica filo-occidentale (00:03:24) Il mosaico etnico-religioso iracheno (00:05:43) Il partito Baath e l’ascesa di Saddam Hussein (00:07:13) Le guerre del Golfo e l’embargo: la popolazione affamata (00:13:14) Presenza americana e ascesa dello Stato islamico (00:16:33) L'Iraq oggi Abbiamo già ricostruito la nascita dello Stato e i suoi primi anni nella lezione 2; da qui riprendiamo il filo del discorso, collocandoci nel contesto della Seconda guerra mondiale.Vedremo la caduta della monarchia e l'ascesa di Saddamm Hussein.La guerra con l'Iran, le due guerre del Golfo e la situazione oggi.Un paese con un equilibrio estremamente critico alla ricerca del consolidamento interno, ma fortemente influenzato dalle dinamiche regionali come la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran il 28 febbraio 2026 o l’evoluzione della Siria post Assad.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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7. Iran: tra rivoluzioni e ruolo geopolitico
(00:00:00) 7. Iran: tra rivoluzioni e ruolo geopolitico (00:01:33) Dalla rivoluzione costituzionale al protettorato anglo-russo (00:04:57) Dal regime di Reza Shah alla nazionalizzazione del petrolio (00:08:21) Dalla Rivoluzione bianca alla Rivoluzione iraniana (00:16:06) Dalla guerra con l’Iraq al lungo dominio di Ali Khamenei (00:21:22) Il ruolo dell’Iran nel Medio Oriente Da questo episodio iniziamo una serie di focalizzazioni sui diversi paesi del Medio Oriente iniziando dall’Iran. Un paese che da oltre un secolo sembra vivere dentro una tensione continua. Una tensione che attraversa tutto: la politica, la religione, la società, la vita quotidiana delle persone. È un paese che cambia spesso… ma allo stesso tempo resta incredibilmente coerente con sé stesso. Un paese in cui ogni tentativo di modernizzazione genera una reazione. E ogni rivoluzione apre la strada a una nuova forma di potere. Partiamo dal crollo della dinastica cagiara per attraversare l’Iran dei Pahlevi e arrivare a quello di Khomeini e Khamenei fino alla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele. L’episodio si chiude analizzando il ruolo dell’Iran nel Medio Oriente.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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6. 1948 l’anno che cambia tutto
(00:00:00) 6. 1948 l’anno che cambia tutto (00:01:18) Le basi di un odio perpetuo (00:04:55) La spartizione della Palestina (00:09:11) Nasce Israele e scoppia il primo conflitto arabo-israeliano (00:12:12) Le diverse aspettative di ebrei e arabi Le vicende che porteranno alla nascita dello Stato di Israele sono strettamente legate a quello che succede in Europa dopo la presa del potere di Hitler in Germania. L’analisi di questo periodo è molto delicata perché se la tragedia del popolo ebraico a seguito della politica di sterminio della Germania nazista è nota a tutti, non altrettanta chiarezza è stata fatta sull'indifferenza che il mondo mostra nei confronti di discriminazioni e persecuzioni. È invece molto importante avere presente questa perché anche a causa di questa, non solo per l’efferatezza della politica nazista, si radica la convinzione degli ebrei che l’unica possibilità per mettersi al riparo dalle discriminazioni e dalle persecuzioni è quella di avere un luogo fisico e non solamente spirituale, da costruire e difendere con ogni mezzo per garantire la propria esistenza.L’altra faccia della medaglia è che questo innegabile diritto viene esercitato non su un territorio deserto, disabitato, abbandonato all’incuria, ma su un territorio abitato da un’altra popolazione che non si sente affatto, come di fatto non è, responsabile di quelle persecuzioni perpetrate da altri.Quello che è sentito come un diritto per gli ebrei è sentito come un sopruso dagli arabi palestinesi ed è difficile riuscire a trovare una ragione per cui costoro si sarebbero dovuti far carico di una tragedia nella quale non avevano alcuna responsabilità. Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa
(00:00:00) 5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa (00:02:40) Damasco tradita: dalla promessa di un regno arabo al mandato francese (00:07:20) Libano il confessionalismo si fa Stato (00:10:22) Il colonialismo francese nel Maghreb All’indomani della Prima guerra mondiale, la Francia si trova al centro di una ridefinizione profonda del proprio ruolo imperiale, muovendosi tra continuità e adattamento in due aree strategiche: il Medio Oriente e il Nord Africa. Tra le due guerre la politica francese si articola su un doppio registro: da un lato un colonialismo “modernizzato” e giustificato sul piano internazionale nel Medio Oriente dei mandati, dall’altro un colonialismo più classico e consolidato nel Maghreb. In entrambi i casi, tuttavia, l’obiettivo rimane lo stesso: preservare il rango della Francia come grande potenza attraverso il controllo di spazi strategici, anche a costo di alimentare tensioni e resistenze che, con il passare degli anni, erodono le basi stesse del suo dominio.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica
(00:00:00) 4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica (00:01:05) L’Egitto: dall’autonomia all’ombra britannica (00:04:23) Penisola arabica, impero informale tra protettorati e stati indipendenti (00:05:23) L’ascesa dell’Arabia Saudita tra conquista, diplomazia e nuove alleanze (00:07:56) Dallo Yemen al Kuwait, lungo le coste della Penisola arabica Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, nel precedente episodio abbiamo analizzato la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre in questo ci focalizziamo su Egitto e penisola arabica.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina
(00:00:00) 3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina (00:02:34) Iraq: dalla rivolta anticoloniale allo Stato fragile sotto tutela (00:07:00) La Transgiordania tra Impero britannico e ambizioni hascemite (00:09:19) In Palestina si semina un odio perpetuo Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, che in questo episodio andiamo ad analizzare più da vicino la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre nel prossimo episodio ci focalizzeremo su Egitto e penisola arabica.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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2. I nazionalismi e le spartizioni post-belliche
(00:00:00) 2. I nazionalismi e le spartizioni post-belliche (00:00:30) La penisola arabica, perennemente in bilico tra centralità e periferia (00:03:17) Nascita e radicamento dei nazionalismi in Medio Oriente (00:07:03) Le grandi promesse e la spartizione tra le potenze europee Prosegue la fotografia dell'area mediorientale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento con un approfondimento sulla situazione della penisola arabica, in parte ottomana, ma in parte con un'evoluzione molto diversa.In questo episodio andremo poi ad analizzare l'evoluzione dei nazionalismi nati in Medio Oriente, come quello turco e quello arabo, e del sionismo, nato in Europa ma con un impatto enorme nell'area che stiamo indagando.L'episodio si conclude con le grandi spartizioni post-belliche e l'invenzione dei mandati, la nuova forma di colonialismo "legittimata" dal diritto internazionale.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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1. Il crollo degli imperi
(00:00:00) 1. Il crollo degli imperi (00:02:17) L’Impero Ottomano: il grande malato (00:13:17) Dall’Impero persiano all’Iran moderno La storia di quest’area è straordinariamente antica e complessa: è qui che compaiono alcune delle prime forme di insediamento umano stabile già in epoca preistorica, ed è qui che nascono alcune delle più grandi civiltà della storia, dalle città-stato della Mesopotamia lungo il Tigri e l’Eufrate, ai regni millenari dell’antico Egitto sulle rive del Nilo, fino ai grandi imperi persiani che hanno unificato territori vastissimi e diversi.Un passato così profondo continua ancora oggi a lasciare tracce nelle culture, nelle identità e nei conflitti della regione. Tuttavia, per comprendere il Medio Oriente contemporaneo, partiremo da una fase molto più recente: una “fotografia” dell’area tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, momento cruciale in cui si pongono le basi degli equilibri, e degli squilibri, attuali. Andremo quindi ad approfondire due delle tre grandi macro-aree nelle quali sono compresi gli stati che andranno a comporre il Medio Oriente contemporaneo: Impero ottomano, Impero persiano, mentre la terza area, la pensiola arabica, verrà analizzata nel prossimo episodio.Se ti è piaciuto quello che hai ascoltato seguimi e dai una valutazione al podcast
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