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Miniver - Storie di informazione e geopolitica

Le informazioni sono il vero potere del 21esimo secolo.Gli esempi sono molti e sono davanti a noi.Un software che analizza i dati può aiutare un piccolo esercito a resistere a una grande potenza, come dimostra la guerra in Ucraina.L’intelligenza artificiale sta entrando nell’industria della difesa come dimostrano le aziende americane e cinesi. I conflitti sono ibridi, si combatte al fronte ma anche nella società civile con attacchi informatici, propaganda, cultura pop e spionaggio.La tecnologia della sorveglianza è al servizio dei governi e permette di stringere alleanze tra paesi, come dimostrano Israele e Singapore. Anche gli attori anti-statali, come i gruppi criminali, si affidano alle nuove tecnologie per eludere il controllo: dalle criptovalute all'hackeraggio informatico.Le sfide di oggi si consumano nello spazio, a colpi di satelliti, e in fondo al mare, dove passano i cavi che tengono in piedi internet.Che sian

  1. 31

    Il milionario ribelle di Hong Kong

    Per anni siamo stati abituati a vedere alcuni miliardari come visionari capaci di cambiare il mondo. Oggi però quell’immagine sembra incrinarsi, tra potere, controversie e scelte sempre più divisive. Ma esistono ancora eccezioni? In questa puntata di Miniver raccontiamo la storia di Jimmy Lai, imprenditore di Hong Kong, fondatore del quotidiano Apple Daily e simbolo della resistenza contro il controllo di Pechino. Da bambino poverissimo nella Cina continentale a magnate della moda e dei media, Lai ha costruito una fortuna enorme, per poi metterla a rischio in nome della libertà di stampa e della democrazia. Attraverso la sua vicenda ripercorriamo anche la storia di Hong Kong: dal passato coloniale britannico al ritorno alla Cina nel 1997, fino alle proteste del 2019 e alla stretta autoritaria imposta con la legge sulla sicurezza nazionale. Condannato nel 2026 a vent’anni di carcere per sedizione e collusione con forze straniere, Jimmy Lai è diventato il simbolo di una battaglia più grande: quella tra libertà e controllo, tra autonomia e potere centrale. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Tarab Studio Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://hongkongfp.com/hong-kongs-jimmy-lai/ https://hongkongfp.com/2026/02/09/breaking-jimmy-lai-jailed-for-20-years-in-hong-kong-after-nat-security-conviction/ https://hongkongfp.com/2026/02/19/explainer-over-50-groups-gone-in-11-months-how-hong-kongs-pro-democracy-forces-crumbled/ https://hongkongfp.com/2026/01/17/explainer-hong-kongs-national-security-crackdown-month-66/ https://hongkongfp.com/2020/08/01/a-city-shackled-how-beijings-security-law-transformed-hong-kong-in-one-short-month/ https://www.china-files.com/in-cina-e-asia-hong-kong-jimmy-lai-condannato-a-20-anni-di-carcere/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  2. 30

    Il fondatore di Telegram si crede un superuomo

    Telegram non è solo un'app di messaggistica: è diventata uno dei campi di battaglia più controversi della politica globale, dove si intrecciano guerra, libertà di espressione e potere.  In questa puntata raccontiamo la storia di Pavel Durov, il miliardario russo cresciuto a Torino, che ha creato Telegram dopo aver sfidato il Cremlino.  Grazie alla sua politica aziendale, Telegram è diventata l’app preferita da chi vuole aggirare la censura e la repressione dei governi autoritari, ma anche da chi commette attività illegali online. Questa scelta ha attirato l’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica su Durov. C’è chi lo considera un pericolo per lo stato di diritto e un complice dei reati commessi sulla sua piattaforma.  Per altri invece è un paladino della libertà di espressione, che ha avuto il coraggio di ribellarsi a dittatori e burocrazie statali invadenti.  La verità è che anche Pavel Durov ha i suoi scheletri nell’armadio, soprattutto in Russia, e che Telegram è sempre stata un’arma a doppio taglio. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Tarab Studio Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.youtube.com/watch?v=-nNFrvGOb9o https://www.wired.it/article/pavel-durov-arresto-francia-accusa-destra-musk-propaganda-russia/ https://www.rainews.it/articoli/2024/08/pavel-durov-russia-zakharova-medvedev-ucraina-censura-2a7826de-f230-4489-a204-b4c102742691.html https://www.rainews.it/articoli/2024/08/pavel-durov-russia-zakharova-medvedev-ucraina-censura-2a7826de-f230-4489-a204-b4c102742691.html https://www.wired.it/article/russia-stretta-telegram-cremlino-app-max https://techcrunch.com/tag/pavel-durov/ https://understandingwar.org/research/cognitive-warfare/putins-internet-crackdown-is-rooted-in-weakness-and-a-need-to-demand-greater-war-sacrifices/ https://www.nytimes.com/2024/09/07/technology/telegram-crime-terrorism.html Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  3. 29

    La telenovela di TikTok

    TikTok non è solo un'app per balletti e video virali, è il campo di battaglia dove si gioca una partita importante, quella tra Cina e Stati Uniti per il dominio tecnologico.  In questa puntata di Miniver abbiamo fatto un'operazione di archeologia del web, risalendo al 2016 per ricostruire come un'app di lip-sync e musica pop sia diventata una questione di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti.  Dai primi tentativi di ban firmati da Trump, passando per le audizioni al Congresso con l'interrogatorio del CEO Shou Zi Chew, fino all'accordo del 2026, che consegna TikTok a una joint venture americana. Ma anche dopo la vendita di TikTok, i colpi di scena non sono finiti. L’app resta al centro di un dibattito che coinvolge argomenti come la censura, la libertà di informazione e gli interessi geopolitici di alcuni Paesi.  Adesso il pericolo non arriva dalla Cina, ma da un alleato degli Stati Uniti. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Tarab Studio Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.wired.it/economia/start-up/2018/10/26/bytedance-startup-cina-toutiao-tiktok/ https://www.theguardian.com/technology/2018/nov/21/tiktok-lip-synching-app-jimmy-fallon https://www.reuters.com/article/technology/us-navy-bans-tiktok-from-government-issued-mobile-devices-idUSKBN1YO2HV/ https://edition.cnn.com/2019/12/30/politics/army-tiktok-banned https://www.rand.org/pubs/commentary/2024/08/tiktok-is-a-threat-to-national-security-but-not-for.html https://www.axios.com/2026/02/17/trump-tiktok-ban-charlie-kirk https://www.csis.org/analysis/tiktok-and-national-security https://www.nytimes.com/2020/09/27/technology/tiktok-ban-ruling-app.html https://www.nytimes.com/live/2021/06/09/us/joe-biden#biden-tiktok-ban https://www.nytimes.com/2020/09/18/business/trump-tik-tok-wechat-ban.html https://www.axios.com/2026/02/17/trump-tiktok-ban-charlie-kirk https://www.theguardian.com/technology/2025/jan/23/is-tiktok-a-national-security-threat-or-is-the-ban-a-smokescreen-for-superpower-rivalry Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  4. 28

    Anthropic, come ti permetti?

    Sui social è esploso il boicottaggio contro ChatGPT e OpenAI, mentre un’altra azienda del settore, Anthropic, è diventata per molti un simbolo di intelligenza artificiale etica. Il motivo? Anthropic ha rifiutato di cedere il controllo totale dei propri software al Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, opponendosi all’uso dell’AI per la sorveglianza di massa e per le armi completamente autonome. La risposta di Washington è stata durissima: Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di smettere di usare l’IA di Anthropic, una mossa che potrebbe costare milioni all’azienda. Ma il quadro è più complesso: in questa storia non ci sono eroi né cattivi. Anthropic, infatti, aveva già collaborato a operazioni militari molto controverse, dal Venezuela all’Iran, e non ha mai avuto problemi a firmare accordi con società attive nelle tecnologie di sorveglianza. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Tarab Studio Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento:https://www.anthropic.com/news/anthropic-and-the-department-of-defense-to-advance-responsible-ai-in-defense-operations https://www.anthropic.com/news/statement-department-of-war https://x.com/sama/status/2027578508042723599?s=46 https://x.com/WhiteHouse/status/2027497719678255148 https://x.com/USWREMichael/status/2027211708201058578 https://www.cbsnews.com/news/pentagon-anthropic-offer-ai-unrestricted-military-use-sources/ https://agentsofchaos.baulab.info/report.html https://hal.cs.princeton.edu/reliability/ https://www.theatlantic.com/technology/2026/03/pentagon-anthropic-dispute/686307/ https://www.cnbc.com/2026/03/09/anthropic-was-the-pentagons-choice-for-ai-now-its-banned-and-experts-are-worried.html+ https://www.chinatalk.media/p/autonomous-weapons-101-dario-v-hegsethù https://warontherocks.com/2025/05/autonomous-weapon-systems-no-human-in-the-loop-required-and-other-myths-dispelled/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  5. 27

    Un impero può essere una democrazia?

    Gli Stati Uniti si raccontano come la democrazia moderna per eccellenza. Ma possono esserlo davvero, fino in fondo, mentre agiscono da superpotenza globale? In questo episodio di Miniver partiamo da una figura simbolo: Daniel Ellsberg, l’uomo che nel 1971 fece esplodere il caso dei Pentagon Papers, rivelando al pubblico le menzogne e i crimini nascosti dietro la guerra in Vietnam. Da lì, la storia si allarga fino ad arrivare al caso di Chelsea Manning. Il filo rosso è una contraddizione strutturale: democrazia e potenza hanno bisogni diversi, spesso incompatibili. E Con il ritorno di Trump, questa contraddizione torna al centro del dibattito pubblico, tra proteste di piazza e violenze dell'ICE. Ma c'è anche una domanda più sottile: un Paese più democratico ha un vantaggio geopolitico rispetto a un Paese autoritario? La risposta potrebbe portare a una conclusione paradossale. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.youtube.com/watch?v=3WmNP6QBSQs https://www.youtube.com/watch?v=Q2GayCBvEgQ https://www.foreignaffairs.com/issue-packages/2022-06-21/what-power Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  6. 26

    Miniver - Storie di informazione e geopolitica - Trailer

    Miniver è un podcast di informazione e geopolitica che racconta il presente come una storia: potere, tecnologia, intelligence, propaganda, crisi globali. L'idea alla base è che le informazioni sono una risorsa strategica. Il podcast, scritto e narrato da Giovanni Restifo, racconta gli obiettivi delle potenze attraverso storie reali di dittature, propaganda, spionaggio e tecnologie dell’informazione. Episodio dopo episodio, Miniver ricostruisce i meccanismi con cui gli attori della geopolitica provano a controllare ciò che sappiamo, ciò che vediamo e ciò che crediamo. Esce tutti i giovedì. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  7. 25

    Scommettiamo che catturano Maduro? Il caso Polymarket

    A inizio gennaio 2026 qualcuno ha puntato dei soldi, in particolare delle criptovalute, sulla cattura del presidente del Venezuela Nicolas Maduro. E con quella scommessa ha vinto una bella cifra, si parla di circa 400 mila dollari.  Il tutto grazie a un sito che si vanta di essere in grado di prevedere il futuro grazie alle scommesse.  Si tratta di Polymarket, una piattaforma di prediction-market basata sulle scommesse geopolitiche, in cui si utilizzano criptovalute, come il Bitcoin.  Fondata nel 2020 da Shayne Coplan, un ragazzo di 20 anni che pensava che la sua idea avrebbe potuto aiutare le persone a prevedere cosa sarebbe accaduto durante la pandemia di Covid, e allo stesso tempo avrebbe permesso di guadagnare molti soldi. La piattaforma è diventata famosa durante le elezioni americane del 2024, quando gli utenti hanno previsto l’elezione di Donald Trump. Da allora è considerata anche una fonte di intelligence e analisi.  Polymarket, il sito che prevede il futuro. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.businessinsider.com/kalshi-cnbc-deal-cnn-data-integration-partnership-2025-12 https://www.nbcnews.com/business/consumer/google-kalshi-polymarket-prediction-markets-rcna242670 https://www.dlnews.com/articles/markets/polymarket-kalshi-prediction-markets-not-so-reliable-says-study/ https://www.cbsnews.com/news/polymarket-predictions-accuracy-shayne-coplan-60-minutes/ https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/01/15/polymarket-maduro-insider-trading/ https://www.nytimes.com/2024/11/13/technology/polymarket-shayne-coplan-fbi-search.html https://www.nytimes.com/2024/10/15/business/dealbook/prediction-markets-trump-harris.html https://polymarket.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  8. 24

    Una Little-Iran in Albania

    Come ci sono finiti 3000 dissidenti iraniani in Albania? Per capirlo, in questa puntata raccontiamo la storia turbolenta del MEK, uno dei principali partiti di opposizione in Iran, e dei suoi fondatori, i coniugi Maryam e Massoud Rajavi. Partiamo dalla nascita del partito come fronte di opposizione allo Scià Pahlavi per poi arrivare agli scontri con il clero islamico di Khomeini, fino all’esilio in Iraq e in Europa. Proviamo a fare il quadro dello stato dell’opposizione in Iran e a capire come e perché il regime degli Ayatollah tenti di isolare la popolazione iraniana dal resto del mondo, reprimendo nel sangue le proteste di piazza. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.dw.com/en/albania-what-role-does-the-peoples-mujahedeen-of-iran-play-in-the-iran-protests/a-75574006 https://www.nytimes.com/2020/02/16/world/europe/iran-mek-albania.html https://www.nytimes.com/2025/06/26/world/middleeast/iran-opposition-groups.html https://www.ncr-iran.org/en/demonization-articles-analyses/tehrans-deep-rooted-fear-of-the-mek/ https://www.hrw.org/news/2022/06/08/irans-1988-mass-executions https://www.amnesty.be/IMG/pdf/blood-soaked_secrets_-_why_iran_s_1988_prison_massacres_are_ongoing_crimes_against_humanity.pdf https://www.washingtonpost.com/archive/opinions/1990/01/14/iranian-prison-horror/dcc84966-4289-497c-a168-8ba3bea4566d/ https://www.geopoliticalmonitor.com/from-starlink-to-high-strategy-musks-role-in-us-foreign-policy/ https://www.wired.it/article/starlink-iran-jamming-interferenze-regime-blocco-internet/ https://theconversation.com/how-iran-shut-down-the-internet-and-built-a-sophisticated-system-of-digital-control-274570 https://jacobin.com/2026/01/iran-protests-authoritarianism-trump-israel Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  9. 23

    L’intelligence è una questione di fiducia: la guerra in Ucraina

    Il 24 febbraio 2022 le sirene suonano a Kyiv: la Russia invade l’Ucraina e comincia la guerra che cambia l’Europa. Ma mentre molti pensavano “non succederà”, una domanda resta senza risposta certa: i servizi segreti lo avevano previsto davvero? In questo episodio di Miniver parliamo del fondamentale ruolo dell'intelligence nella guerra in Ucraina, in particolare nella collaborazione tra Washington e Kiyv. Nel corso degli anni, infatti, le relazioni tra Stati Uniti e Ucraina non sono state lineari, ma segnate da incomprensioni e scontri, con un elemento centrale: la fiducia. Ma guardiamo anche dentro la macchina russa: quali previsioni ha sbagliato l'intelligence di Mosca? Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: ⁠https://www.nytimes.com/interactive/2025/03/29/world/europe/us-ukraine-military-war-wiesbaden.html https://www.nytimes.com/interactive/2025/12/30/world/europe/ukraine-war-us-russia.html https://warontherocks.com/2022/05/intelligence-and-the-war-in-ukraine-part-1/ https://warontherocks.com/2022/05/intelligence-and-the-war-in-ukraine-part-2/ https://warontherocks.com/2022/03/intelligence-disclosures-in-the-ukraine-crisis-and-beyond/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  10. 22

    ICE Wants You

    ICE wants you è un viaggio dentro la propaganda “da tempo di guerra” applicata a un tema iper-contemporaneo: l’immigrazione negli Stati Uniti. Dallo Zio Sam del Novecento ai reel in stile videogame, l’episodio racconta come la comunicazione di massa venga usata per trasformare un’agenzia di enforcement in un simbolo identitario: Defend the Homeland, Join ICE. Sullo sfondo, episodi di violenza e proteste, accuse di abusi e una corsa al reclutamento alimentata da obiettivi numerici sempre più ambiziosi. E poi il paradosso più disturbante: giovani cittadini americani, figli di immigrati, che valutano l’arruolamento nell’esercito per proteggere legalmente la propria famiglia. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.washingtonpost.com/technology/2025/12/31/ice-wartime-recruitment-push/ https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/01/05/ice-recruitment-police-chief-immigration/ https://www.washingtonpost.com/technology/interactive/2025/ice-social-media-blitz/ https://www.nytimes.com/2026/01/12/us/politics/oregon-guard-undocumented-parents.html Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  11. 21

    Storia di Nvidia, parte 2: geopolitica e bolle finanziarie

    I microchip di Nvidia sono il cuore dell’intelligenza artificiale globale. In questo episodio analizziamo il ruolo di Nvidia nella nuova geopolitica dei semiconduttori: lo scontro tra Stati Uniti e Cina, la centralità di Taiwan e lo “Scudo del Silicio”, i divieti commerciali, le accuse di spionaggio tecnologico e il tentativo di Pechino di rendersi autonoma. Poi entriamo nell’altro grande nodo: l’economia dell’intelligenza artificiale. Il valore record di Nvidia è sostenibile o siamo davanti a una nuova bolla finanziaria, simile alla dot-com bubble? Chi guadagna davvero dall’AI, chi perde e cosa succede se gli investimenti si fermano. Una puntata per capire perché Nvidia non è solo un’azienda tecnologica, ma uno dei punti di equilibrio più delicati del mondo contemporaneo. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Aggiornamento: questa puntata è stata registrata il 15 gennaio, tuttavia il 28 gennaio il governo cinese ha approvato l’acquisto di una partita di microchip H200 di Nvidia, per un valore di circa 10 miliardi di dollari. La scelta segnala che la Cina ha ancora bisogno della tecnologia più avanzata di Nvidia, tuttavia rimanela volontà di Pechino di trovare un autonomia tecnologica nei settori strategici. Fonti di riferimento: https://www.guerredirete.it/la-cina-contro-nvidia/ https://www.reuters.com/world/china/china-asks-tech-firms-halt-orders-nvidias-h200-chips-information-reports-2026-01-07/ https://www.ft.com/content/12adf92d-3e34-428a-8d61-c9169511915c https://www.guerredirete.it/la-bolla-dell-intelligenza-artificiale-sta-per-scoppiare/ https://www.ft.com/content/a1f04b0e-73c5-4358-a65e-09e9a6bba857 https://www.ft.com/content/2a29cbc9-7183-4f68-a1d2-bc88189672e6 https://techcrunch.com/2025/11/10/a-better-way-of-thinking-about-the-ai-bubble/ https://www.reuters.com/world/china/chinas-customs-agents-told-nvidias-h200-chips-are-not-permitted-sources-say-2026-01-14/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  12. 20

    Storia di Nvidia, parte 1: I videogiochi cambiano il mondo

    Nel 1997, in un ufficio della Silicon Valley, alcuni giovani ingegneri restano a lavorare fino a notte fonda giocando a Quake 2. Da lì nasce una rivoluzione tecnologica che, nel giro di pochi decenni, porterà Nvidia a diventare l’azienda con il più alto valore al mondo. In questo episodio raccontiamo la nascita di Nvidia e la storia del suo fondatore Jensen Huang, dalle origini da immigrato negli Stati Uniti fino alla creazione delle GPU che oggi alimentano supercomputer e intelligenza artificiale. Dai videogiochi al machine learning, passando per CUDA, per la svolta del 2012 con AlexNet e l’esplosione dell’AI moderna, scopriamo come una tecnologia pensata per la grafica 3D abbia cambiato per sempre il nostro rapporto con i computer e con il futuro. Questa è la prima parte di un racconto di tecnologia, ambizione e rischio, che spiega come un’idea apparentemente “inutile” sia diventata il motore della più grande rivoluzione informatica del nostro tempo. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.acquired.fm/episodes/nvidia-the-gpu-company-1993-2006 https://www.acquired.fm/episodes/nvidia-the-machine-learning-company-2006-2022 Geopolitica dell’Intelligenza Artificiale, Alessandro Aresu, Feltrinelli, 2024.  NVIDIA CEO Jensen Huang's Vision for the Futurev https://www.youtube.com/watch?v=7ARBJQn6QkM https://www.newyorker.com/magazine/2023/12/04/how-jensen-huangs-nvidia-is-powering-the-ai-revolution Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  13. 19

    Buoni e cattivi in Venezuela

    Per chi ama leggere la politica internazionale in modo ideologico, come una sfida tra il bene e il male, la situazione in Venezuela è una bestia strana, difficile da inquadrare.  Il 6 ottobre 2025 è stato assegnato il premio Nobel per la Pace a Maria Corina Machado, la leader dell’opposizione al presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Ma il premio è arrivato in un momento molto delicato, tra minacce militari degli Stati Uniti, accuse di narcotraffico e repressione interna del regime di Maduro. Il premio è stato molto criticato e ha riacceso la lotta mediatica sulla crisi in Venezuela: da un lato c’è il regime criminale di Maduro, dall’altro gli interessi degli Stati Uniti e di Donald Trump.  In mezzo Corina Machado, con le sue luci e le sue ombre. In questa puntata raccontiamo la storia dei personaggi al centro dell’attuale crisi in Venezuela, attraverso l’ideologia chavista, l’influenza del petrolio e il ruolo degli Stati Uniti. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento https://www.caracaschronicles.com/2025/11/01/theres-a-battle-for-magas-soul-and-venezuela-is-in-the-middle-of-it/ https://www.caracaschronicles.com/2025/10/31/how-foreign-media-and-analysts-are-misreporting-venezuela/ https://www.caracaschronicles.com/2024/08/03/how-the-international-left-abandoned-the-venezuelan-people/ https://time.com/archive/6716374/america-abroad-the-phony-windfall/  https://insightcrime.org/es/tag/colectivos-es/ https://insightcrime.org/es/investigaciones/que-es-tren-de-aragua/ https://www.caracaschronicles.com/2025/09/26/what-you-should-understand-about-the-cartel-de-los-soles/ https://insightcrime.org/venezuela-organized-crime-news/cartel-de-los-soles-profile/ Fernando Coronil, The Magical State: Nature, Money, and Modernity in Venezuela, 1997. https://www.amazon.it/Magical-State-Nature-Modernity-Venezuela/dp/0226116026 https://caracaschronicles.blogspot.com/2003/02/petrostate-that-was-and-petrostate.html (vecchio articolo di Francisco Toro, giornalista venezuelano) https://english.elpais.com/international/2023-10-01/maria-corina-machado-the-venezuelan-margaret-thatcher.html https://www.theguardian.com/world/2025/oct/10/venezuelan-politician-maria-corina-machado-wins-nobel-peace-prize https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2024-2025/americhe/venezuela/ https://www.unhcr.org/emergencies/venezuela-situation https://www.state.gov/nicolas-maduro-moros/ https://www.dea.gov/sites/default/files/2025-07/2025NationalDrugThreatAssessment.pdf Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  14. 18

    Il soft power dei Paesi del Golfo

    Dal Riad Comedy Festival ai Mondiali di calcio 2034, dalle squadre europee di calcio alla guerra in Sudan: Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti stanno investendo miliardi per costruire una nuova immagine internazionale. Ma cosa si nasconde dietro questo enorme sforzo comunicativo? In questo episodio di Miniver analizziamo come il soft power venga usato dai Paesi del Golfo per ripulire la propria reputazione, mentre continuano repressioni interne, condanne a morte, violazioni dei diritti umani e interventi militari indiretti in Medio Oriente e Africa. Dal caso Khashoggi al ruolo degli Emirati nel conflitto sudanese, passando per sportwashing, propaganda digitale e silenzi occidentali: un viaggio dentro il lato oscuro della diplomazia dell’immagine. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.middleeasteye.net/live-blog/live-blog-update/video-pro-uae-influencers-mock-killings-sudan-racist-posts https://www.wired.it/article/sudan-guerra-oro-algoritmi-potere-esercito/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  15. 17

    Le accuse di terrorismo come arma geopolitca

    In geopolitica le parole non descrivono soltanto il mondo: lo costruiscono. Tra queste, “terrorista” è una delle più pesanti. In questa puntata di Miniver raccontiamo due storie: una arriva dalla Siria, l’altra dal Sudafrica. Sono le storie di Ahmad al-Shara’, ex jihadista, oggi presidente della Siria, e quella di Nelson Mandela, per anni inserito nelle liste dei terroristi internazionali dagli Stati Uniti. Due vicende opposte che mostrano come l’etichetta di terrorismo possa essere usata come strumento di potere, capace di delegittimare un movimento o, al contrario, di ripulire un passato scomodo quando cambia il contesto geopolitico. Un episodio per leggere l’attualità con più consapevolezza e spirito critico. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://time.com/5338569/nelson-mandela-terror-list/ https://www.nyulawglobal.org/globalex/defining_terrorism_international_law.html https://archives.fbi.gov/archives/about-us/ten-years-after-the-fbi-since-9-11/just-the-facts-1/terrorist-screening-center-1#:~:text=The%20Terrorist%20Watchlist%20(also%20known,that%20individuals%20with%20links%20to https://opiniojuris.org/2024/08/09/symposium-on-unbroken-bond-tracing-the-ties-between-african-and-palestinian-anti-colonial-struggles-when-nelson-mandela-was-considered-a-terrorist-and-the-natural-alliance-between-south-afric/ https://www.nytimes.com/1986/07/23/world/transcript-of-talk-by-reagan-on-south-africa-and-apartheid.html https://www.independent.co.uk/news/world/from-terrorist-to-tea-with-the-queen-1327902.html https://www.nytimes.com/2025/09/23/world/middleeast/syria-president-ahmed-al-shara.html https://www.whitehouse.senate.gov/news/release/kerry-corker-whitehouse-announce-nelson-mandela-will-be-removed-from-terror-watch-lists/ https://democrats-foreignaffairs.house.gov/2008/6/congress-passes-berman-legislation-lifting-stigma-against-nelson-mandela-other#:~:text=With%20the%20end%20of%20Apartheid,legislative%20change%20to%20lift%20it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  16. 16

    Palantir vuole cambiare la Silicon Valley

    Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, ha paragonato l'impatto militare dell'Intelligenza Artificiale all'invenzione della bomba atomica nel 1945. Un’invenzione che cambiò in modo radicale i rapporti di forza e le relazioni tra le grandi potenze mondiali. Oggi, nel 2025, Palantir è diventata una delle aziende più importanti del settore della difesa ed è convinta di essere al centro di questa nuova rivoluzione tecnologica, militare e geopolitica. L'azienda produce software che analizzano grandi moli di dati con l’AI, che poi vende a diversi enti della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, come il Pentagono, la Cia e l’Fbi. Ma oltre alla rilevanza tecnologica, oggi Palantir ha anche un ruolo culturale: i due fondatori dell’azienda, Peter Thiel e Alex Karp, sono molto diversi tra loro ma hanno entrambi idee controverse. Karp si considera un progressista pro-Occidente, mentre Thiel è un anarco-conservato con un fascino per le tecno-monarchie. Tuttavia, entrambi concordano su una cosa: la mentalità della Silicon Valley deve cambiare. Secondo loro, la tecnologia americana deve tornare al centro della potenza geopolitica degli Stati Uniti. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.axios.com/2025/08/05/palantir-army-software-contract https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/military-ai-revolution-heightens-competition-defence-tech-contracts-peter-apps-2025-09-05/ https://www.wired.it/article/alex-karp-palantir-libro-innovazione-militare/ https://www.palantir.com/platforms/gotham/ https://d3.harvard.edu/platform-digit/submission/palantir-a-software-that-safes-and-takes-lives/ https://www.nytimes.com/2023/07/25/opinion/karp-palantir-artificial-intelligence.html https://www.nytimes.com/interactive/2020/10/21/magazine/palantir-alex-karp.html https://www.nytimes.com/2024/08/17/style/alex-karp-palantir.html https://time.com/6691662/ai-ukraine-war-palantir/ https://www.amazon.it/Technological-Republic-Power-Belief-Future/dp/0593798694 https://techcrunch.com/2025/10/08/heres-the-tech-powering-ices-deportation-crackdown/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  17. 15

    La serie TV sull’invasione di Taiwan

    Ad agosto 2025 è uscita una serie TV taiwanese che racconta cosa accadrebbe se l’esercito della Repubblica Popolare Cinese invadesse l’isola di Formosa, il cuore di Taiwan.  La serie è stata finanziata anche dal governo di Taipei, che vuole riportare i suoi cittadini alla realtà. Infatti, secondo i sondaggi e le inchieste i taiwanesi non sono pronti ad un’eventuale invasione di Pechino, sia dal punto di vista militare che dal punto di vista psicologico e culturale.  Taiwan è oggi una delle linee di faglia più importanti della geopolitica mondiale, dove si scontrano gli interessi delle due superpotenze, Cina e Stati Uniti. Dal 1979 le relazioni tra Taipei, Pechino e Washington si basano su un fragile equilibrio e su una strategia ambigua.   Tuttavia, oggi questo equilibrio sembra compromesso e molti indizi fanno credere che una soluzione pacifica per la riunificazione di Taiwan con la Cina sia sempre meno probabile. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.ilpost.it/podcasts/globo/perche-sono-tutti-fissati-con-taiwan-con-lorenzo-lamperti/ https://www.wired.it/article/taiwan-cina-crisi-stretto-serie-tv-zero-day/ https://esc.nccu.edu.tw/PageDoc/Detail?fid=7800&id=6961 https://www.wired.it/article/taiwan-armi-cina-tsao-umc-chip/ https://www.theguardian.com/world/2022/sep/02/taiwan-tycoon-to-fund-33m-strong-army-of-civilian-warriors-to-defend-against-invasion https://la-libreria-di-aliseo.sellfy.store/p/in-guerra-per-taiwan/ https://asiatimes.com/2025/02/the-depths-of-taiwans-military-morale-crisis/ https://www.cfr.org/task-force-report/us-taiwan-relations-in-a-new-era/introduction https://interpret.csis.org/what-is-beijings-timeline-for-reunification-with-taiwan/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  18. 14

    La geopolitica delle cryptovalute, con Elham Makdoum

    Quando sentiamo parlare di criptovalute la prima cosa che ci viene in mente sono le speculazioni finanziarie e i fuffa-guru che provano a venderti metodi per diventare ricco in fretta. Questo almeno nel mondo occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti,  Ma la visione delle criptovalute non è uguale ovunque. Nel resto del mondo la situazione è differente. Le cripto sono diventate uno strumento di finanza alternativa, utilizzato da quei Paesi o da quei gruppi che, per un motivo o per l’altro, non possono muoversi liberamente all’interno del sistema finanziario ufficiale, fondato sul dollaro e guidato dagli Stati Uniti. Le criptovalute vengono usate per eludere sanzioni economiche, raccogliere fondi da reinvestire in progetti geopolitici, stringere alleanze indesiderate, sostenere traffici illeciti e mettere in discussione la supremazia del dollaro.  In questa puntata cerchiamo di capire il ruolo delle criptovalute nella geopolitica internazionale con l’aiuto di Elham Makdoum, analista geopolitica e autrice del libro “La geopolitica delle criptovalute - come Bitcoin & Co. stanno cambiando il mondo”, edito da Castelvecchi Editore. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories L'intervento di Elham Makdoum è stato registrato presso Amplitudo Sound Agency. Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=7k6z-W1KTOs https://www.youtube.com/watch?v=XuABI3sF6JE Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  19. 13

    L’immagine internazionale di Israele e la lobby americana

    Israele è l’unico paese al mondo che riesce a mettere in crisi l’interesse nazionale degli Stati Uniti senza subirne le conseguenze.  Negli ultimi due anni il governo israeliano non ha mai seguito le indicazioni di Washington: ha ignorato le pressioni di Biden, ha messo in crisi gli accordi di Abramo con i paesi arabi, voluti da Trump, ha fatto saltare la vie diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. E ha messo a soqquadro gli equilibri della regione mediorientale.  Tuttavia, nonostante qualche minaccia, il sostegno militare ed economico di Washington a Tel Aviv è rimasto solido e costante, permettendo all’esercito israeliano di agire indisturbato a Gaza e nella West Bank. Da cosa deriva questa relazione speciale tra Stati Uniti e Israele? In questa puntata cerchiamo di rispondere alla domanda parlando di un aspetto della questione: i gruppi di pressione politica e culturale pro-Israele, che influenzano la società e i partiti in America e nei paesi occidentali.  Questa storia inizia nel 1953, con la prima grande crisi d’immagine del nuovo stato d’Israele, che portò a un cambiamento della strategia comunicativa e politica dei sostenitori dello stato ebraico.  Oggi la reputazione di Israele è di nuovo in crisi a causa del genocidio di Gaza. Cosa sta facendo Tel Aviv per mantenere il sostegno dei suoi alleati, di cui ha un bisogno esistenziale? Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.cambridge.org/core/services/aop-file-manager/file/5a9d67768421d494163250a4/S2515045617000177a.pdf?utm_source=Washington%20Post&utm_medium=Hootsuite&utm_campaign=MAH_ROSSINOW_WP_MAR18 https://www.theguardian.com/world/2025/jul/29/israel-gaza-war-united-states-right https://jcpa.org/article/the-evolution-of-aipacs-political-operation-in-washington-over-50-years-an-eyewitness-perspective/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  20. 12

    Il Grande Fratello nella realtà: il mito della Stasi - Episodio Speciale -

    Il Ministero della Sicurezza dello Stato della Germania Est, conosciuto come Stasi, è stato l’ente di spionaggio, sorveglianza e repressione che più si è avvicinato alla realtà distopica del Grande Fratello di Orwell.  Per quasi quarant’anni, dal 1950 al 1989, il direttore della Stasi, Erich Mielke e i suoi agenti, hanno creato l’idea di essere onnipresenti, di poter ascoltare i pensieri di tutti, di poter sorvegliare tutti. Un’idea che ha tenuto nella paura un intero popolo per tutta la durata della Germania Est. In questa puntata raccontiamo una storia, quella della Stasi, che nasce dalle ceneri della seconda guerra mondiale e che si intreccia con l’evoluzione della guerra fredda e dei rapporti tra occidente e mondo sovietico. In un paese, la Germania Est, in prima linea lungo la cortina di ferro che divideva l’Europa. Per approfondire la Storia e le storie legate alla Stasi vi consigliamo i libri dello storico Gianluca Falanga, come "Il Ministero della Paranoia" (Carocci, 2015) e "Labirinto Stasi - Vite prigioniere negli archivi della Germania Est" (Feltrinelli, 2021). Si ringrazia Katharina Giacomuzzi per aver dato la voce a “Magdalena”. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=PteAIaClSw8&t=162s https://www.youtube.com/watch?v=8hr_Vg35WME https://www.youtube.com/watch?v=MHHd0NjpE2U https://www.youtube.com/watch?v=vgAz7UjTrgQ https://www.youtube.com/watch?v=udmcoic0kJo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  21. 11

    Tutti pazzi per Ibrahim Traoré

    Chi è davvero Ibrahim Traoré, l’autoproclamato presidente del Burkina Faso e il più giovane capo di stato del mondo?  Il mito di Traoré è esploso grazie alla cultura pop online e si è diffuso in tutte le comunità africane del mondo: quando si cerca il suo nome su google si possono trovare canzoni generate con l’IA, video sui social e videogiochi che esaltano la sua storia personale e le sue azioni politiche e militari. Tuttavia, il sostegno per il giovane presidente ha radici profonde che affondano nella cultura e nel momento storico che sta attraversando il Burkina Faso e la regione del Sahel africano. Per i suoi sostenitori è colui che libererà l’Africa dalle ingiustizie del passato coloniale e darà sovranità e indipendenza al Burkina Faso e al resto del continente. Per i suoi oppositori, è soltanto l’ennesimo capo militare che governa tramite violenza, repressione e populismo.  In questo episodio esploriamo il mito e la realtà dietro la figura di Ibrahim Traoré: dalla propaganda online con il sostegno della Russia, ai conflitti con l’ex potenza coloniale francese, fino alla nazionalizzazione delle risorse e alla repressione dei dissidenti.  Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=YzfOWNqTviQ https://forbiddenstories.org/propaganda-machine-russias-information-offensive-in-the-sahel/ https://www.youtube.com/watch?v=n_pdVRZynAQ https://www.youtube.com/watch?v=it7DY91QqxE&t=630s https://www.youtube.com/watch?v=gDNzC-sWHbo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  22. 10

    Il Ruanda non è quello che sembra

    Lo chiamano “Singapore d’Africa”, “Svizzera d’Africa” o anche “Israele d’Africa”. Il Ruanda di Paul Kagame è diventato un modello per efficienza, stabilità e attrattività economica, ma dietro questa facciata si cela un regime autoritario che reprime oppositori, sorveglia la diaspora e interviene militarmente nei paesi del centro Africa. In questo episodio raccontiamo la storia del Ruanda e la sua doppia immagine: un partner privilegiato di molti paesi occidentali, come Stati Uniti e Regno Unito, che però negli anni è stato protagonista di omicidi politici, guerre per le risorse e operazioni di intelligence degne dei migliori servizi segreti. Tutto ciò condito da una retorica post-genocidio che ha aiutato il regime di Kagame a legittimarsi e a mascherare per anni una delle dittature più sofisticate del continente africano. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=JFT0hQOeloY https://www.youtube.com/watch?v=20PzbJOVYQc https://www.youtube.com/watch?v=l_pmZOlJUu4&rco=1 https://www.youtube.com/watch?v=ytxQmbNqiXo&rco=1 https://www.youtube.com/watch?v=kpDZDBtEtAc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  23. 9

    Aadhaar, il più grande database biometrico del mondo

    Con oltre 1,3 miliardi di utenti registrati, Aadhaar è il più vasto sistema di identificazione biometrica mai creato.  Nato per semplificare l’accesso ai sussidi statali in India, è diventato rapidamente un pilastro dell’infrastruttura digitale del paese – ma anche uno strumento di esclusione, sorveglianza e controllo, che ha messo a dura prova la narrazione che vede l’India come “la più grande democrazia del mondo”. In questo episodio ripercorriamo la storia del sistema Aadhaar, le sue implicazioni politiche e sociali e il ruolo centrale che gioca nella strategia globale dell’India come potenza geopolitica  emergente.  Un’India che non è più soltanto la terra dei santoni, dello yoga e dei viaggi spirituali, ma un paese che aspira a guidare la prossima rivoluzione tecnologica dell’umanità. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=2KtLr9QbJxI https://www.youtube.com/watch?v=bydy3Sm0Woc https://www.youtube.com/watch?v=rcDhvR3oeiE https://www.youtube.com/watch?v=bqqCTC9nQDY Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  24. 8

    Scam Factory, Cina e la guerra in Myanmar

    Nel cuore del Sud-est asiatico, al confine tra Cina, Myanmar e Thailandia, le scam factory sono diventate delle fabbriche di truffe digitali da miliardi di dollari, guidate da gruppi criminali, che oggi hanno un impatto rilevante anche nella geopolitica della regione. In questo episodio esploriamo come la tratta di esseri umani, costretti a portare avanti il sistema delle truffe online, possa finanziare le milizie coinvolte nella guerra civile del Myanmar, creando una grossa spina nel fianco per il governo di Pechino. Il rapimento dell’attore cinese XingXing, finito proprio in una scam factory, ha sollevato un polverone mediatico che ha acceso i riflettori sul ruolo della Cina nella guerra civile in Myanmar, rivelando il ruolo ambiguo del governo cinese. Un viaggio tra criminalità, conflitti armati e interessi strategici legati alla Nuova Via della Seta, dove le truffe online sono diventate il carburante nascosto di una guerra moderna. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=Vpi8SAJabMg https://www.youtube.com/watch?v=r6lqE_MQv8o Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  25. 7

    Cyber armi: il caso Paragon e il mercato italiano

    A gennaio 2025 un’inchiesta internazionale rivela che lo spyware israeliano Graphite è stato usato per sorvegliare giornalisti e attivisti in Italia.  In questo episodio ricostruiamo la vicenda Paragon: da una presunta “cyber etica” a uno scandalo politico che coinvolge il governo Meloni, i servizi segreti italiani e alcune Ong come Mediterranea Saving Humans, che si occupano di salvare in mare i migranti provenienti dalla Libia. Ripercorriamo anche il passato dell’industria italiana della cybersicurezza, da sempre molto avanzata grazie alla necessità di intercettare le mafie, ma segnata dal caso Hacking Team, azienda italiana leader del settore che è stata protagonista del primo grande scandalo internazionale legato agli spyware. In questo episodio analizziamo come le cyber armi siano diventate strumenti di potere diplomatico politico e geopolitico. Una storia che si snoda tra tecnologia e democrazia, dove i confini tra sicurezza e abuso si fanno sempre più sottili. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=0xeqEcfdnFo https://www.youtube.com/watch?v=_3xwI_ybXcc https://www.youtube.com/watch?v=BpyCl1Qm6Xs&t=68s https://www.youtube.com/watch?v=JG0BwHPjzi0 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  26. 6

    La geopolitica degli Spyware: il caso israeliano

    Gli spyware, o software spia, non sono soltanto strumenti tecnologici sofisticati, ma anche dei veri e propri mezzi geopolitici.  Questo episodio ricostruisce il caso di Pegasus, lo spyware sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group, attorno al quale ruotano scandali internazionali e trattative diplomatiche di alto livello, con al centro lo stato di Israele. Partendo dall’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ricostruiamo l’impatto geopolitico globale di Pegasus: dal Messico all’India, fino al Golfo Persico e agli accordi di Abramo tra mondo arabo e stato ebraico. Scopriamo cosa sono gli spyware e come sono diventati un’arma di sorveglianza e influenza, spesso usata per reprimere dissidenti ma anche per stringere alleanze tra stati. E inoltre, capiremo come ha fatto Israele a diventare un centro d’eccellenza mondiale per la cybersicurezza.  Un’indagine tra spionaggio, diplomazia e violazione dei diritti umani. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=LaPeyZjd8qI https://www.youtube.com/watch?v=TorEz0A1dFo https://www.youtube.com/watch?v=MjDNpBAhpPI https://www.youtube.com/shorts/fSulNdy45S4 https://www.youtube.com/watch?v=a5CFpGxI0U0 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  27. 5

    DeepSeek: tra idealismo e censura

    DeepSeek è l’azienda che ha dato una scossa al mondo dell'intelligenza artificiale e che ha dato la sveglia agli Stati Uniti. Il suo fondatore, Liang Wengfeng, appartiene a una generazione particolare, quella dei Balinghou, come vengono chiamati in Cina i ragazzi nati negli anni ‘80.  Come i suoi coetanei, Wengfeng è cresciuto in una Cina nuova e diversa rispetto a quella dei suoi genitori. Una Cina più libera e competitiva in cui i giovani spinti al successo e alla produttività, hanno, per reazione, riscoperto il proprio mondo interiore. Alcuni Balinghou, come Wengfeng, si sono ribellati alla pressione dello Stato diventando degli “anticonformisti” e DeepSeek sembra essere proprio il risultato di questo contesto culturale. Un’azienda senza gerarchie, dove i migliori innovatori cinesi lavorano non mettendo al primo posto il guadagno, ma la ricerca scientifica e il progresso dell’umanità.  Un’azienda che potrebbe dare un nuovo fascino internazionale alla “via cinese” e mettere in discussione il primato tecnologico e culturale degli Stati Uniti.  Ma dentro DeepSeek, dietro il sogno dell’idealismo, si nasconde un problema impossibile da ignorare: la censura. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/shorts/1bLNUFXNZHw https://www.youtube.com/watch?v=oWR70ngPYbc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  28. 4

    Africa Politology: la Russia in centro Africa

    Dal 2017 la Russia è diventata la potenza di riferimento in Repubblica Centrafricana, dove ha sostituito l’ex potenza coloniale, la Francia, ormai considerata dai locali incapace di aiutare a mantenere la stabilità nel paese. Mosca ha aumentato l’influenza in centro Africa tramite la Wagner, una compagnia armata al servizio del Cremlino, che ha fornito protezione dai ribelli al governo centrafricano e mezzi militari per l’esercito. Ma insieme agli uomini e alle armi, i russi hanno portato in Africa anche un sistema di propaganda, messo in piedi da una misteriosa agenzia mediatica filo-russa, la Africa Politology. Dopo aver collaborato con i russi, nel 2024 il giornalista centrafricano Ephrem Yalike ha deciso di svelare tutto e portare alla luce il sistema di propaganda di Mosca. E per farlo ha messo a repentaglio la propria vita. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Supervisione del suono e della musica: FDS Studios Sigla originale: Gaio Ariani Sound editing e post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=j-+bALDPCp4 https://www.youtube.com/watch?v=j-bALDPCp4w Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  29. 3

    Elezioni in Romania: TikTok, influencer e l'ombra di Mosca

    La corte costituzionale della Romania ha preso una decisione senza precedenti: annullare il primo turno delle elezioni presidenziali. Perché? Il motivo si chiama Calin Georgescu.  Calin Georgescu ha vinto il primo turno arrivando dal nulla: non ha un partito, non ha una squadra di collaboratori, non ha speso un soldo di campagna elettorale. O almeno questo è quello che lui ha dichiarato. I servizi segreti romeni la pensano diversamente. Secondo loro, dietro Georgescu ci sarebbe una rete di imprenditori e mercenari loschi, influncer corrotti e l'uso illecito del social network TikTok. Il tutto coordinato dalla Russia.  In questa puntata ricostruiamo la vicenda dal punto di vista dei vari protagonisti, cercando di capire gli interessi geopolitici e l'influenza dei social network in un paese che si trova lungo la faglia tra Nato e Russia.  Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Supervisione del suono e della musica: FDS Studios Sigla originale: Gaio Ariani Sound editing e post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=LOlcIZa_z8c https://www.youtube.com/watch?v=Ch0q31cfEIQ https://www.tiktok.com/@calingeorgescuoficial/video/7449115401692171542 https://www.youtube.com/watch?v=xkRuon9w2yc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  30. 2

    Elon Musk, Twitter e la passione per i complotti

    Perché Elon Musk ha comprato Twitter? Secondo alcuni, lo ha fatto perché gli piace rischiare. Per altri, il suo obiettivo era fin da subito quello di avere uno strumento di propaganda da usare per i suoi interessi.  Lui, nella sua megalomania, sostiene di averlo comprato per salvare l'umanità dalla censura e per difendere la libertà di espressione.  Qualunque sia stato il motivo iniziale, oggi Musk ha trasformato Twitter (ora X) in un'arma politica, messa al servizio dei suoi interessi e di quelli di Trump. Ma l'alleanza tra i due si reggerà in piedi solo se gli obiettivi imprenditoriali di Musk saranno allineati con gli obiettivi strategici degli Stati Uniti. In questa puntata ripercorriamo la storia di come l'uomo più ricco del mondo ha dato nuova forma al suo social network, attraverso due punti vista: quello umano e quello geopolitico. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Supervisione del suono e della musica: FDS Studios Sigla originale: Gaio Ariani Sound editing e post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=4LeChPL0sLE https://www.youtube.com/watch?v=slcZPc3Rp8c&t=62s https://www.youtube.com/watch?v=7qZl_5xHoBw&t=5692s https://x.com/elonmusk/status/1770030227390914624 https://www.youtube.com/watch?v=M9XoUUYeZD8 https://www.youtube.com/watch?v=cpjKbWKZn00 https://www.youtube.com/watch?v=jynfDNTjpps&t=14s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  31. 1

    Fare il giornalista in Palestina

    In Palestina la libertà di espressione è schiacciata tra due fuochi: da una parte l'oppressione e l'occupazione israeliana, dall'altra le lotte interne e le spaccature tra le fazioni palestinesi. In mezzo, storie di giornalisti come Nasser Laham, che impara l'ebraico in un carcere israeliano e lo mette al servizio dell'informazione in Palestina, per poi arrivare a rinnegare alcune delle sue idee politiche. Giornalisti che sentono sul loro lavoro il peso del contesto in cui vivono e che nel corso dei decenni possono cambiare idea in modo radicale a causa degli eventi. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Supervisione del suono e della musica: FDS Studios Sigla originale: Gaio Ariani Sound editing e post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/shorts/0KzumU_VqoU https://www.youtube.com/watch?v=7zdYBOMNb8Q https://www.youtube.com/watch?v=efQtUGC2kpQ https://www.youtube.com/shorts/_dbygIcxJac https://www.youtube.com/watch?v=z2WlJe4mlSY https://www.youtube.com/watch?v=zEM9p8LauDs Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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Le informazioni sono il vero potere del 21esimo secolo.Gli esempi sono molti e sono davanti a noi.Un software che analizza i dati può aiutare un piccolo esercito a resistere a una grande potenza, come dimostra la guerra in Ucraina.L’intelligenza artificiale sta entrando nell’industria della difesa come dimostrano le aziende americane e cinesi. I conflitti sono ibridi, si combatte al fronte ma anche nella società civile con attacchi informatici, propaganda, cultura pop e spionaggio.La tecnologia della sorveglianza è al servizio dei governi e permette di stringere alleanze tra paesi, come dimostrano Israele e Singapore. Anche gli attori anti-statali, come i gruppi criminali, si affidano alle nuove tecnologie per eludere il controllo: dalle criptovalute all'hackeraggio informatico.Le sfide di oggi si consumano nello spazio, a colpi di satelliti, e in fondo al mare, dove passano i cavi che tengono in piedi internet.Che sian

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