Pace in Movimento

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Pace in Movimento

Viviamo tempi bui, segnati da guerre, ingiustizie e una propaganda che spinge all’assuefazione. Eppure, la storia del movimento pacifista italiano ci insegna che ribellarsi è possibile. Questo podcast raccoglie le voci di chi ha lottato e lotta ancora per un mondo senza guerre, per una nonviolenza attiva e politica, capace di trasformare la realtà. È un racconto collettivo, fatto di memoria e speranza, per consegnare alle nuove generazioni le radici di un impegno che continua. Perché senza memoria non c’è futuro, e senza coraggio non c’è cambiamento.Consulta il portale: www.paceinmovimento.it

  1. 12

    Gli anni 80 Per un'Europa senza missili

    Il “nuovo pacifismo” sboccia proprio nel 1981 come reazione allo schieramento degli euromissili, ma soprattutto alla svolta storica maturata tra il ’79 e l’81: dalle speranze della distensione a una nuova folle corsa agli armamenti. Non fu il “movimento della paura”, ma di chi non voleva più avere paura:  stop terror now, come gridò Bologna a un anno dalla strage del 2 agosto 1980.  Il popolo della pace si mise in cammino in quegli stessi giorni.  Fu un pacifismo “preventivo”, ostinato a conoscere e contrastare le scelte politiche e tecniche che spingevano il mondo verso il baratro; un vero movimento europeo, attraverso i muri che spaccavano l’Europa in due; un movimento autonomo e pluralista, oltre i partiti, ma non contro i partiti; il movimento che dopo gli anni di piombo scelse senza esitazione la via della nonviolenza.Per saperne di più: https://paceinmovimento.it/per-uneuropa-senza-missili/***Viviamo tempi bui, segnati da guerre, ingiustizie e una propaganda che spinge all’assuefazione. Eppure, la storia del movimento pacifista italiano ci insegna che ribellarsi è possibile. Questo podcast raccoglie le voci di chi ha lottato e lotta ancora per un mondo senza guerre, per una nonviolenza attiva e politica, capace di trasformare la realtà. È un racconto collettivo, fatto di memoria e speranza, per consegnare alle nuove generazioni le radici di un impegno che continua. Perché senza memoria non c’è futuro, e senza coraggio non c’è cambiamento.Consulta il portale: www.paceinmovimento.it

  2. 11

    Dopo il 2009 L'età dell'incertezza

    La crisi finanziaria del 2008 e l’emergere del terrorismo internazionale segnano nuove sfide per il movimento pacifista italiano.La percezione della guerra nell’opinione pubblica è cambiata, con un calo dell’attenzione verso il pacifismo e un crescente focus su altre emergenze, come la crisi migratoria e il riscaldamento globale. La difficoltà di una lettura unitaria dei cambiamenti nelle relazioni internazionali ha ulteriormente indebolito la coesione del movimento pacifista, lasciandolo disorientato e diviso. In questi anni, l’attenzione si è spostata su educazione alla pace e disarmo, mentre le grandi mobilitazioni come la marcia Perugia-Assisi hanno visto un calo progressivo di partecipazione.Nonostante le difficoltà, il movimento ha continuato carsicamente promuovendo campagne come quelle contro gli F-35 e la armi nucleari.Per saperne di più: https://paceinmovimento.it/leta-dellincertezza/***Viviamo tempi bui, segnati da guerre, ingiustizie e una propaganda che spinge all’assuefazione. Eppure, la storia del movimento pacifista italiano ci insegna che ribellarsi è possibile. Questo podcast raccoglie le voci di chi ha lottato e lotta ancora per un mondo senza guerre, per una nonviolenza attiva e politica, capace di trasformare la realtà. È un racconto collettivo, fatto di memoria e speranza, per consegnare alle nuove generazioni le radici di un impegno che continua. Perché senza memoria non c’è futuro, e senza coraggio non c’è cambiamento.Consulta il portale: www.paceinmovimento.it

  3. 10
  4. 9

    Gli anni 2000 Pacifismo globale

    All’inizio del nuovo millennio, è ormai evidente che la caduta del Muro di Berlino nel 1989 non ha prodotto un mondo più unito e più giusto. Al braccio di ferro armato fra USA e URSS si è sostituita la corsa sfrenata del capitalismo alla conquista del mondo e dei suoi mercati, dei popoli e della natura. Come uno schiacciasassi, il neoliberismo cerca il massimo profitto passando sopra alle comunità, alle società, all’ecosistema e alle culture, con l’obiettivo di trasformare le diversità del mondo in un gigantesco supermercato.Spazza via il compromesso sociale fra capitale e lavoro figlio del secondo dopoguerra, su cui si erano basate teorie e pratiche dello stato sociale in Europa. Il sud del mondo è soggetto a una nuova fase di colonizzazione economica, a cui iniziano a partecipare anche la Cina e nuove economie emergenti.L’economia liberista sostituisce la politica, che in gran parte si piega ai suoi diktat e obbedisce alle regole e agli obiettivi del mercato. Nelle relazioni internazionali, all’equilibrio del terrore fra USA e URSS della fase precedente si sostituisce l’affermazione del dominio unilaterale USA, occidentale e della Nato. L’ONU e tutto il sistema internazionale multilaterale fondato sul diritto è umiliato e messo nell’angolo. Viene sostituito da organizzazioni internazionali fondate sul censo e sul potere come i G8, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Banca Mondiale.Ma è un’illusione, che questa nuova guerra di conquista possa avvenire senza ostacoli. Nel primo decennio del 2000 emergono con forza reazioni, resistenze, tensioni interne ed esterne al sistema. Sono reazioni di segno opposto.Per saperne di più: https://paceinmovimento.it/pacifismo-globale/***Viviamo tempi bui, segnati da guerre, ingiustizie e una propaganda che spinge all’assuefazione. Eppure, la storia del movimento pacifista italiano ci insegna che ribellarsi è possibile. Questo podcast raccoglie le voci di chi ha lottato e lotta ancora per un mondo senza guerre, per una nonviolenza attiva e politica, capace di trasformare la realtà. È un racconto collettivo, fatto di memoria e speranza, per consegnare alle nuove generazioni le radici di un impegno che continua. Perché senza memoria non c’è futuro, e senza coraggio non c’è cambiamento.Consulta il portale: www.paceinmovimento.it

  5. 8

    Gli anni 90 Nei luoghi del conflitto

    Il decennio che va dal 1989 al 1999 è attraversato da profondi cambiamenti del contesto internazionale e da nuove sfide per il movimento pacifista.Dopo la caduta del Muro di Berlino a novembre del 1989, finisce l’ordine bipolare e si apre un  periodo caratterizzato da quelle che Mary Kaldor ha definito come le “nuove guerre” (asimmetriche, nazionali, etniche) con nuovi attori diversi dagli Stati nazionali. Alla fase bipolare che ha caratterizzato oltre 40 anni della storia mondiale si sostituisce progressivamente, a partire dagli anni ‘90, un ordine unipolare imperniato sugli Stati Uniti e sul ruolo della NATO.Eppure, per il movimento pacifista, il decennio inizia proprio sotto il segno della speranza, con un salto di qualità nella mobilitazione sempre più vasta iniziata nel 1987-88, a sostegno del popolo palestinese impegnato nella prima intifada, e del movimento pacifista israeliano che anch’esso si batte per la fine dell’occupazione e una pace giusta fondata sui diritti di entrambi i popoli.Per saperne di più: https://paceinmovimento.it/nei-luoghi-del-conflitto/

  6. 7

    Le origini: neutralismo, diritti e nonviolenza

    Il pacifismo come movimento politico nasce nell’800, con la guerra moderna e le campagne antischiaviste. Dalle prime, elitarie, Società della Pace nate unendo l’imperativo religioso non uccidere con il progetto di pace attraverso il diritto di Kant, fino ai movimenti contro l’atomica e la guerra in Vietnam, passando per la lotta anticoloniale nonviolenta, è intervenuto nella storia elaborando concetti che sono alla base del pensiero politico contemporaneo, dal diritto internazionale, al neutralismo, al disarmo, alla stessa idea di Europa Unita e minando sostanzialmente la legittimità della guerra. Nel tempo i movimenti per la pace pur attraversati da differenti tendenze sono stati convergenti sull’idea fondamentale del negoziato come mezzo per la soluzione dei conflitti.Per saperne di più: https://paceinmovimento.it/le-origini/***Viviamo tempi bui, segnati da guerre, ingiustizie e una propaganda che spinge all’assuefazione. Eppure, la storia del movimento pacifista italiano ci insegna che ribellarsi è possibile. Questo podcast raccoglie le voci di chi ha lottato e lotta ancora per un mondo senza guerre, per una nonviolenza attiva e politica, capace di trasformare la realtà. È un racconto collettivo, fatto di memoria e speranza, per consegnare alle nuove generazioni le radici di un impegno che continua. Perché senza memoria non c’è futuro, e senza coraggio non c’è cambiamento.Consulta il portale: www.paceinmovimento.it

  7. 6

    Introduzione alla storia del pacifismo italiano

    “Pace in movimento” racconta una storia: la storia del pacifismo italiano.Viviamo un tempo carico di immani violenze, orrori ed ingiustizie. La guerra è tornata ad essere strumento legittimo della politica. La lotta per un mondo di pacifica convivenza tra i popoli, regolato dal diritto e non dalla prepotenza delle armi, viene ridicolizzata come patetica utopia di tempi passati.La ferocia della guerra, con la distruzione indiscriminata di vite e di paesi, è parte della quotidianità a cui ci si può, o addirittura ci si deve abituare. L’orrore del genocidio è uscito dai libri di storia e viene praticato con sistematicità giorno dopo giorno, con la complicità attiva delle più grandi potenze del mondo e del governo del nostro paese. Enormi risorse vengono bruciate in armamenti e ancora si propone e decide di aumentarle, mentre si tagliano spese sociali e ambientali. E il rischio di un nuovo conflitto nucleare è sempre più alle porte.La maggioranza della popolazione è contro la guerra. Ma fatica a farsi sentire. La propaganda, la disinformazione, la sensazione di impotenza spingono a farci abituare a tutto, anche al peggio.In questo momento cupo, abbiamo pensato di dover raccontare la storia del movimento pacifista italiano, uno dei più grandi e importanti del mondo.Senza memoria non c’è futuro, e speriamo che la memoria condivisa di grandi movimenti popolari possa aiutare a trovare il coraggio per ribellarsi e lottare.https://paceinmovimento.it/

  8. 5

    Iraq, 2003: No war. La superpotenza globale | Ismael Dawood

    Nel 2003 gli Stati Uniti danno il via alla seconda guerra del Golfo, sostenendo che l’Iraq possedesse armi di distruzione di massa. Quelle armi, però, non verranno mai trovate, e le prove portate a sostegno si riveleranno false o manipolate. Nonostante l’enorme mobilitazione globale per la pace – in quei giorni si parlava del pacifismo come della “seconda potenza mondiale”-  in quei giorni in Iraq la popolazione si preparava alla guerra. In questa puntata ne parliamo con Ismael Dawood, attivista e pacifista iracheno, che ci riporta al cuore di quei momenti drammatici.

  9. 4

    Palestina, 2002: Action For Peace | Roberto Giudici

    Nei primi anni 2000, durante la seconda Intifada, una rete internazionale porta centinaia di attiviste e attivisti nei territori occupati per compiere azioni di interposizione civile e nonviolenta a difesa della popolazione palestinese. Si chiama Action for Peace e nasce anche grazie all’impegno di molte e molti dall’Italia. In questa puntata ne parliamo con uno dei protagonisti di quella stagione: Roberto Giudici.

  10. 3

    Ex Jugoslavia, 1993: il Consorzio Italiano di Solidarietà | Giulio Marcon

    Negli anni ’90 l’Europa è scossa dalle guerre jugoslave: prima in Slovenia, poi in Croazia, in Bosnia e infine in Kosovo. Conflitti civili alimentati dalle leadership nazionaliste dei paesi interessati. In Italia, il movimento per la pace si rinnova, puntando sulla solidarietà concreta, sulla diplomazia dal basso e sulla presenza attiva nei territori colpiti. Nel 1993 nasce il Consorzio Italiano di Solidarietà. In questa puntata ne parliamo con Giulio Marcon, testimone diretto di quell’esperienza.

  11. 2

    Gerusalemme, 1990: Time For Peace | Marisa Manno

    Gerusalemme, 1990. Oltre 1400 pacifisti e pacifiste da tutta Europa partecipano a un’esperienza straordinaria: un viaggio fatto di incontri, assemblee e manifestazioni insieme a organizzazioni palestinesi e realtà israeliane impegnate per la pace. Al centro di tutto, uno slogan che era insieme una speranza e un progetto politico: Time for Peace. In questa puntata Marisa Manno ci racconta emozioni, riflessioni e ricordi di quelle giornate.

  12. 1

    Parigi, 1949: i partigiani della pace | Luciana Castellina

    Nel 1949, a Parigi, si tiene il primo incontro dei Partigiani della Pace, da cui parte un appello globale contro la bomba atomica che raccoglierà oltre 500 milioni di firme. In quei giorni, tra le voci presenti c’era anche quella di Luciana Castellina, che abbiamo intervistato per farci raccontare cosa significava, allora, essere dalla parte della pace.

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