Pinacoteca Civica di Vigevano podcast artwork

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Pinacoteca Civica di Vigevano

  1. 13

    Approfondimento su interno del Teatro Cagnoni

    AudioZoom® a cura di eArsApprofondimento su interno del Teatro CagnoniIl teatro, decoratissimo, raccoglieva le opere di numerosissimi autori del tempo, comprese le pitture di un artista vigevanese, tale Schenone. Un gran medaglione al centro del velario rappresenta il Trionfo delle Muse, dipinto da uno dei mastri pittori più fidati di Scala, un tal Federico Andreotti, fatto venire apposta dalla Toscana, così come l'ornatore e lo stuccatore. La pittura del sipario e del comodino, invece, vennero affidate al Garberini, un artista vigevanese. Il sipario raffigura la cacciata degli Sforza da Vigevano, mentre il comodino un agape campestre sulle amene rive del nostro Ticino. Cos’è un comodino? No, non intendo il tavolino accanto al letto. Si tratta… di un velario in tela, posto all'interno del palcoscenico, un sipario dietro il sipario. Viene calato tra i vari atti dello spettacolo per nascondere al pubblico i lavori di preparazione della scena successiva… Come quando un mago mette il telo davanti al suo banco prima di svelare la sua magia dicendo…et voilà! Avete ascoltato un estratto dal podcast: “Racconti dell’Ottocento: i palchettisti del Teatro Cagnoni di Vigevano”, che ripercorre la storia di questa città attraverso i palchettisti del suo più famoso teatro. Se volete ascoltare il podcast completo, seguite il link in descrizione o cercatelo su Spotify, YouTube o Apple Podcast.Buon ascolto, da eArs!

  2. 12

    Sala 9 – La Mascherina

    AudioZoom® a cura di eArsSala 9 – La MascherinaRiconosco il Teatro Cagnoni di Vigevano, quante belle serate ci ho trascorso! Dalla scritta sulla sinistra si capisce che la donna in maschera sta festeggiando il “Civico Veglione” del 1914, l’anno in cui è stato realizzato il quadro.La scelta di Ferdinando Villa di ritrarre la figura all’interno di un ovale è insolita e conferisce all’opera un effetto di straniamento antinaturalistico, come se la vedessimo da un oblò invece che dall’entrata dei palchetti. Questo effetto è inoltre accentuato dalle pennellate compatte e levigate che definiscono le superfici con un tratto marcato e senza passaggi tonali intermedi, quasi come se si trattasse di una affiche.Con questa tela di festa si conclude il nostro itinerario all’interno della Pinacoteca. È stato un vero piacere accompagnarvi per le sale, rivedere con voi le opere di qualche amico, rivivere alcuni momenti della mia epoca… e riscoprire insieme gli artisti che hanno segnato la storia dell’arte della mia città.Grazie per avermi accompagnato. Se non l’avete già fatto, vi invito a visitare anche il Museo della Calzatura qui vicino: so che anche lì troverete una guida… d’eccellenza!Infine, siccome ci siamo affacciati sul nostro caro Teatro Cagnoni, forse sarete curiosi di saperne un po’ di più. Per questo, potete ascoltare il podcast che gli abbiamo dedicato e di cui abbiamo preparato qui un piccolo estratto. Per sentirlo, vi basterà inquadrare il QR-Code che trovate accanto a quello principale dell’audioguida. In quel frammento, parliamo del teatro al momento della sua nascita: durante la serata inaugurale!

  3. 11

    Sala 8 - Per tua dote

    AudioZoom® a cura di eArsSala 8 - Per tua doteMa cosa sta facendo quella donna? E perché la giovane la guarda con aria sognante?Siamo davanti a uno dei capolavori di Luigi Bocca! Era il 1898 quando il quadro “Per tua dote” fu presentato all’esposizione nazionale di Torino dove venne acquistata dalla Commissione della Società Promotrice. Siamo di nuovo a una scena di famiglia, ma qui l’atmosfera è ben lontana dal bel salotto della famiglia Campari. D’altronde stavamo attraversando gli anni della pittura realista e l’attenzione dei pittori era tutta rivolta alle realtà più povere, fino ad allora poco rappresentate. Si tratta di una madre e di sua figlia, la prima è intenta a raccogliere in un sacco le piume d’oca per la realizzazione di materassi e cuscini che la ragazza porterà in dote; mentre la seconda la guarda e forse già immagina il giorno delle nozze. La poca luce che filtra dall’esterno si concentra nel canestro di piume, punto focale dell’intera scena. È un momento intimo e delicato che, nella semplicità di una casa contadina, guarda al futuro. Non disturbiamole ulteriormente e passiamo alla prossima sala.

  4. 10

    Approfondimento su Giuseppe Crespi

    Approfondimento su Giuseppe CrespiAll’interno degli stridori dello sviluppo industriale, la famiglia Crespi si impegnò in diversi gesti di benevolenza per gli abitanti di Vigevano. I coniugi Crespi furono poi tra i più importanti benefattori dell’opera caritatevole per il nuovo ospedale. A testimonianza di ciò, si trova ancora oggi un busto di Giuseppe Crespi nell’atrio dell’Ospedale di Vigevano.Non lo feci per quello, ma per amore della mia città e dei suoi abitanti. Mi presi cura anche della passione che tiene in vita l’uomo come una medicina, l’arte. Mi appassionai, e collezionai opere pittoriche e scultoree che successivamente entrarono a far parte della pinacoteca. Volli sprovincializzare le opere d’arte figurativa che riempivano le collezioni dei vigevanesi, e acquistai opere di importanti artisti, come Pompeo Mariani, con cui arredai casa mia in via Cesarea. A proposito, oggi la strada si chiama via Cavour e quello che un tempo era il mio palazzo, adesso lo conoscete come la biblioteca comunale… ma un tempo quelle erano le stanze private della mia dimora. Quindi, se vi capita, passate dalla biblioteca di Vigevano… Fate come se foste a casa mia! Ah-ah…!Avete ascoltato un estratto dal podcast: “Racconti dell’Ottocento: i palchettisti del Teatro Cagnoni di Vigevano”, che ripercorre la storia di questa città attraverso i palchettisti del suo più famoso teatro. Se volete ascoltare il podcast completo, seguite il link in descrizione o cercatelo su Spotify, YouTube o Apple Podcast.Buon ascolto, da eArs!

  5. 9

    Sala 7 - Le temerarie

    AudioZoom® a cura di eArsSala 7 - Le temerariePompeo Mariani amava la riviera ligure ed è per questo che molte delle sue opere sono ambientate lungo questo tratto di costa. Io ero ancora piuttosto giovane, ma ricordo bene che, nella metà degli anni Novanta dell’Ottocento, Mariani era diventato uno degli artisti più amati dal collezionismo borghese Lombardo. Il dipinto “Le temerarie” è stato infatti acquistato nel 1894, l’anno della sua realizzazione, dal mecenate e collezionista vigevanese Giuseppe Crespi. Questa tela rappresenta al meglio i temi cari a Mariani e l’ambientazione a Bordighera risente della cultura romantica: nonostante le due donne siano ritratte di spalle, i toni cupi e il mare in tempesta trasmettono allo spettatore la profonda inquietudine che sembra pervaderle, come se vedessimo le loro espressioni sul volto.Questo dipinto proviene dalla collezione di Giuseppe Crespi. La cosa non mi stupisce, era una persona di gusto… Se non conoscete questo illustre vigevanese, ne abbiamo parlato nel nostro podcast. Potete ascoltare un estratto dedicato a lui  inquadrando il QR-Code che trovate accanto a quello principale dell’audioguida. Vi lascio nelle sue mani!

  6. 8

    Sala 6 - Casimiro Ottone

    AudioZoom® a cura di eArsSala 6 - Casimiro OttoneSiamo nel cuore della Pinacoteca, nella sala dedicata a Casimiro Ottone, uno dei più importanti artisti vigevanesi della mia epoca, tra Otto e Novecento.Fin da bambino, Casimiro Ottone mostra talento pittorico e, trasferitosi a Milano, studia all’Accademia di Brera. Tornato a Vigevano, nel 1906 il comune gli affida, insieme a Luigi Bocca, il restauro degli affreschi di piazza Ducale, proprio quelli che probabilmente avete ammirato venendo qui.L’originario affresco quattrocentesco, i cui frammenti abbiamo visto all’inizio del percorso, era infatti stato completamente coperto nel 1757 da una pesante mano di intonaco. Oggi potrebbe sembrare assurdo, ma allora l’idea neoclassica era quella di “normalizzare l’architettura”, anche quando era ricca di elementi pittorici. Per i nuovi lavori di restauro, Bocca e Ottone si trovarono a ridipingere le facciate praticamente per intero, sulla base dei frammenti sopravvissuti.La Pinacoteca trova nelle 60 tele donate da Ottone stesso al comune di Vigevano il primo nucleo della collezione.È dunque grazie a questo importante artista e dei suoi discendenti se oggi possiamo celebrare un’eredità che ha plasmato lo sviluppo artistico di Vigevano.

  7. 7

    Sala 5 - Busti di Giovan Battista Garberini

    AudioZoom® a cura di eArsSala 5 - Busti di Giovan Battista GarberiniAnche tra mille sculture saprei riconoscere quelle scolpite dalla mano del mio maestro, Giovan Battista Garberini. Questi due busti in marmo non solo sono una sua opera, ma raffigurano due personaggi illustri della storia d’Italia: a sinistra, il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia e a destra, suo figlio Vittorio Emanuele II, il primo re del regno d’Italia.La loro realizzazione nasconde un piccolo aneddoto che voglio condividere con voi: nell’estate del 1862 Garberini aveva deciso di omaggiare la sua amata Vigevano donando al municipio il busto del novello re d’Italia Emanuele II. Un gesto che fu talmente apprezzato dal sindaco e dalla giunta comunale che, nella seduta del consiglio del 5 agosto, lo incaricarono di realizzare, sotto compenso, un secondo busto, questa volta dedicato a Carlo Alberto. Fu così che, con un gesto altruistico, Garberini riuscì anche a ottenere un nuovo incarico!

  8. 6

    Approfondimento su Chiesa di San Francesco

    Approfondimento su Chiesa di San FrancescoSono qui, sono qui! Ben arrivati! Che dite? Ci facciamo due passi fino al Teatro Cagnoni? Stasera niente spettacoli per me: a casa mia si terrà una festa - come da consuetudine - ma fatemi prendere qualche minuto d’aria prima di cominciare… mi accompagnate?Vorrei portarvi a vedere un posto qui vicino, in Piazza San Francesco.È la chiesa intitolata al santo dei poverelli e dei miracoli: Francesco d’Assisi. A dire il vero questa magnifica chiesa ha richiesto più di qualche semplice sforzo, e se non fosse che non aver timore di Dio sia un grave peccato, vi direi che il miracolo l’abbiamo fatto anche noi. Noi chi? Quelli del “Comitato per la chiesa di S. Francesco”. È un edificio, pensate, risalente alla fine del 1300 e restaurato, da noi, nel 1903, per mano dell’Architetto Gaetano Moretti. Fu sua l’idea di ripristinare l’antico aspetto della facciata in stile gotico-lombardo.Avete ascoltato un estratto dal podcast: “Racconti dell’Ottocento: i palchettisti del Teatro Cagnoni di Vigevano”, che ripercorre la storia di questa città attraverso i palchettisti del suo più famoso teatro. Se volete ascoltare il podcast completo, seguite il link in descrizione o cercatelo su Spotify, YouTube o Apple Podcast.Buon ascolto, da eArs!

  9. 5

    Sala 4 - Statua di San Francesco

    AudioZoom® a cura di eArsSala 4 -  Statua di San FrancescoContinua il viaggio nella storia della mia amata città: qui vediamo il gesso della statua di San Francesco d’Assisi, parte della fontana realizzata dal mio coetaneo Giovan Battista Ricci a partire dall’autunno 1933. La fontana in marmo grigio con la statua fusa in bronzo, il cui modello è qui esposto, si trova ancora oggi a Vigevano davanti alla chiesa dedicata al Santo.Per realizzare la statua, Ricci prese come riferimento la fontana di San Francesco eseguita da Giannino Castiglioni nel 1926 per piazza sant’Angelo a Milano. L’opera di Ricci mostra però un elemento di novità nella posa del santo: seduto sul parapetto, San Francesco rivolge il busto verso il centro della fontana e sembra essere in dialogo con le quattro colombe venute a dissetarsi. Se non vedete le colombe, non è perché sono volate via: sono presenti nell’originale in bronzo di fronte alla chiesa. Qui dovrete… immaginarle! Ah, per aiutarvi a visualizzare meglio il contesto, abbiamo parlato della chiesa di San Francesco anche in un podcast, con un presentatore d’eccezione: Carlo Scotti, palchettista del teatro Cagnoni che finanziò la ristrutturazione della chiesa. Per ascoltare un estratto, inquadrate QR-code dedicato, che trovate accanto a quello principale dell’audioguida!E salutatemi il Cavalier Scotti!

  10. 4

    Sala 3 - Ritratto della famiglia Campari

    AudioZoom® a cura di eArsSala 3 - Ritratto della famiglia CampariChe sorpresa trovare qui uno dei dipinti più impegnativi realizzati dal mio maestro, Giovan Battista Garberini!Vi presento la famiglia Campari, ritratta tra il 1865 e il 1870. Al centro, seduto su una comoda poltrona rossa, c’è il capo famiglia Davide Campari che, dopo essersi trasferito dall’originaria Cassolnovo a Vigevano, ha sposato Laura Morselli, qui ritratta in un abito violaceo. Dalla loro unione è nato Vincenzo Campari, la cui lettura del “Secolo” sembra essere stata interrotta dall’arrivo dello spettatore. La figura appena percettibile della domestica, che avanza nella penombra sullo sfondo a sinistra, e la presenza del cane in primo piano rafforzano l’impressione di assistere a un momento di intima quotidianità. E se vi state chiedendo se si tratti della stessa famiglia del celebre bitter, la risposta è sì. Fu Gaspare Campari, fratello minore di Davide, a inventare e produrre uno degli aperitivi più noti d’Italia. 

  11. 3

    Sala 2 - Madonna col Bambino di Bernardino Ferrari

    AudioZoom® a cura di eArsSala 2 - Madonna col Bambino di Bernardino FerrariCon questo affresco di Bernardino Ferrari, grande maestro del Rinascimento vigevanese, ci troviamo ancora davanti a un’opera che ci racconta la storia di Piazza Ducale. La “Madonna col bambino, san Pietro e sant’Ambrogio” era infatti stata commissionata a Ferrari direttamente dal comune di Vigevano per decorare una delle pareti dell’antico palazzo comunale che si trovava nella piazza. Il significato dell’opera, risalente al 1515, è evidente: i due santi Pietro e Ambrogio, patroni di Vigevano, sono inginocchiati davanti al trono della Madonna col bambino per riceverne la benedizione, un gesto simbolico della protezione divina sulla città.Per secoli, le opere di Bernardino Ferrari sono state attribuite al più famoso Bernardino Luini. Oggi, però, grazie a studi approfonditi, il suo stile è chiaramente riconoscibile: le figure di Ferrari, diafane e levigate, con volti delicati e mani allungate e pallide, trasmettono allo spettatore una raffinata grazia.

  12. 2

    Sala 1 - Decorazioni Piazza Ducale

    AudioZoom® a cura di eArsSala 1 - Decorazioni Piazza DucaleMa questi sono i fregi originali della piazza ducale di Vigevano, che meraviglia vederli qui! Alla fine del Quattrocento, fu Ludovico il Moro a voler decorare le tre facciate degli edifici che delimitano la Piazza Ducale. Questi frammenti si trovavano nel registro superiore e facevano parte di un fregio continuo in cui, su uno sfondo rosso pompeiano, si stagliano figure monocrome dalle sembianze ibride e mostruose. Nel frammento di sinistra, infatti, è raffigurata una chimera cavalcata da un putto, mentre in quello di destra un fauno: entrambi sorreggono un medaglione. Gli affreschi che ad oggi decorano gli edifici della piazza sono successivi al restauro iniziato nel 1907 da Casimiro Ottone e Luigi Bocca, ma di questo parleremo più tardi.Posso dire con una punta di orgoglio che questi affreschi si trovano qui anche grazie alla mia volontà: sono stato io a volerli strappare per conservarli come testimonianza della quattrocentesca decorazione originale.

  13. 1

    Luigi Barni

    AudioZoom® a cura di eArsLuigi BarniHo fatto dell’arte la mia vita e, ancora oggi, continuo a parlare di lei.Eccomi qui, sono l’uomo che vedete nel ritratto. Lasciate che mi presenti: mi chiamo Luigi Barni, nato nel 1877 a Vigevano, la città a cui ho dedicato la maggior parte delle mie ricerche. Che tipo di ricerche? Un po’ di tutto: storia dell’arte, numismatica, archeologia... Ma sono stato anche miniaturista, professore di disegno, preside di una scuola e ho diretto un bel po’ di restauri. Prima di tutto però, io nasco pittore: fin da bambino ho amato dipingere e disegnare, una passione che mi ha portato a diplomarmi alla reale Accademia di Brera a Milano. È proprio grazie al mio impegno per la promozione dell’arte che il comune di Vigevano mi ha intitolato l’intero complesso dei Musei Civici, per questo sarò la vostra guida.Qui alla Pinacoteca Civica Casimiro Ottone, sono circondato dalle mie opere, da quelle del mio primo maestro, Giovan Battista Garberini, e da quelle di tanti altri amici e colleghi. Ora basta con le chiacchierare, sono proprio curioso di scoprire come hanno allestito gli spazi del castello. Seguitemi e iniziamo la visita!

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