PODCAST · arts
Poesie Dolenti
by Atomundus
Poesie varie, di artisti del passato e anche mie composizioni.Sentite e narrate con passione poiché amo la poetica che esprime le emozioni ed i pensieri in modo armonico e profondo, suscitando sensazioni nel lettore/ascoltatore.
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Presentazione di Atomundus
Brevissima presentazione del suddetto Atomundus
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Visioni Aliene di Atomundus
Il tempo delle mele è terminato, il fuoco ardente ha bruciato intere foreste. L’estate torrida di tempi pronti alla memoria, si ma di chi? Di chi resterà vivo, tra il cemento e rimasugli sbrindellati di ricordi infranti. Come vetri di uno specchio, l’immagine ora rotta, la rotta del terzo millennio. C’è chi da stagno si crede un pozzo, chi da pozzo si immagina stagno. Ma chi ha affluente e defluente resta nascosto a se stesso, fino al giorno Ultimo. L’era delle bombe, benvenuti avventurieri! La voce di Nonno riecheggia nelle membra, ora ricordo, ora soffro nel muto accordo con la pioggia. Non è solo la distruzione a portare disperazione. Chi resiste muore lentamente, con occhi spenti come gli amati. Ora sono qui sulla Terra e osservo. Non resta che dire: Scritto e Narrato da Atomundus
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Le iridi di Falena Bianca di Atomundus
Sono la chiazza dentro il tuo dipinto. La testa in una nuvola, ed il corpo immobile al suolo. Falena Bianca sapeva, e mi ha protetto fino all’ultimo spiraglio di vita. Sono morto, non ho finto. Come una nave che anela, durante la tempesta, il suo molo. Costruisco recipienti di anime, ma si sgretola la creta. Orpelli di ossidiana, a decorare il mio elogio. Pitture rupestri, a ricordami le mie radici. Le iridi che lentamente ti sfoggio. Ho imparato una regola, conoscere i propri nemici. Se solo sussulto, in compagnia mi zittisco. Se la luce è solo immaginazione, i colori sono nei miei occhi. Divelto il primo ricordo, ne accolgo un altro e lo finisco. L’orologio ha conosciuto il mio tempo, sono terminati i rintocchi.Atomundus (Scrittore e Narratore di questa Poesia)
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X Agosto Giovanni Pascoli lettura di Atomundus
Giovanni Pascoli, X Agosto, Narrato da AtomundusSan Lorenzo, io lo so perché tantodi stelle per l'aria tranquillaarde e cade, perché si gran piantonel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto:l'uccisero: cadde tra i spini;ella aveva nel becco un insetto:la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tendequel verme a quel cielo lontano;e il suo nido è nell'ombra, che attende,che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido:l'uccisero: disse: Perdono;e restò negli aperti occhi un grido:portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita,lo aspettano, aspettano in vano:egli immobile, attonito, additale bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondisereni, infinito, immortale,oh! d'un pianto di stelle lo inondiquest'atomo opaco del Male!
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