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PUNKINARI
by Libero Quotidiano
Il calcio non è solo novanta minuti. È anche panchina, attesa, silenzio, ribellione. Punkinari nasce da qui: dall’idea che il luogo più sacro e contraddittorio dello sport non sia il campo, ma la panchina. Il posto dove convivono gloria e frustrazione, disciplina e anarchia, gerarchie e improvvise rivoluzioni.Come il punk, anche la panchina è voce di margine, linguaggio di chi aspetta, di chi resiste, di chi esplode. È uno spazio dove regna l’incertezza, ma anche l’energia più autentica: lì si coltivano storie, si forgiano caratteri, si riscrive il futuro.Condotto da Fabrizio Biasin, firma pungente di Libero Quotidiano, il format si sviluppa come una scarica di domande: trenta colpi secchi, diretti, senza sconti. Ogni puntata ospita protagonisti del calcio e dello sport – campioni del presente e del passato, telecronisti, presidenti, procuratori, tifosi vip – per scoprire cosa resta quando la partita si ferma e rimane solo la voce di chi ha vissuto il gioco dal
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Il cialtrone, la valigia e la parte che non si recita
Questa puntata parte come una provocazione e finisce dove Punkinari dovrebbe finire sempre: sulla sostanza.Biasin apre con il solito sarcasmo e mette in panchina un personaggio televisivo che vive di improvvisazione, trasformismi, calcio “di pancia” e un’autoironia che sembra sempre difesa prima che stile. Televendite, il personaggio 24 ore su 24, l’emigrazione dal Sud al Nord, l’identità napoletana e la vita costruita a colpi di adattamento: tutto scorre sul registro leggero, veloce, apparentemente innocuo.Poi la partita cambia ritmo.Il racconto si sposta sul privato, senza pietismi e senza retorica: la famiglia, la diagnosi di autismo del figlio Tommaso, la quotidianità di un’autonomia impossibile, la paura del “dopo di noi”, la fatica concreta di trovare cure, terapie, strutture e perfino un farmaco essenziale che costringe a inseguimenti tra città e confini. E, in mezzo, il valore dell’associazionismo come unica rete reale quando le istituzioni si fermano ai 18 anni.Una puntata che smonta il personaggio e lascia emergere l’uomo.E che, sotto la superficie, parla di responsabilità, Stato, fragilità e dignità: temi che non fanno rumore come un derby, ma pesano molto di più. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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Fischiare non basta
Cosa significa arbitrare quando ogni decisione diventa un processo pubblico? Nel nuovo episodio di Punkinari, Fabrizio Biasin porta in panchina una delle figure più controverse del calcio italiano degli ultimi vent’anni. Una carriera da 221 presenze in Serie A, partite decisive, pressioni costanti e un mestiere vissuto sotto la lente del sospetto permanente. Si parla di VAR e carisma, di errori che segnano una carriera, di designazioni “pesanti”, di minacce, di meritocrazia e di cosa resta quando il fischio finale non chiude davvero la partita. Tra ironia, lucidità e assenza totale di autoassoluzioni, emerge il ritratto di un sistema che chiede perfezione ma concede pochissimo spazio all’umanità. L’ospite della puntata è Paolo Tagliavento, ex arbitro internazionale e oggi amministratore delegato della Ternana Femminile. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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Il peso della gloria
Ha vinto tutto con il Napoli di Maradona, ha segnato più di 150 gol in carriera, ha vissuto il Mondiale più amaro degli Azzurri e ha attraversato la parte più dura della fama. Nella nuova puntata di Punkinari, Fabrizio Biasin porta in panchina Andrea Carnevale per un confronto che va oltre il calcio giocato. Si parla di talento e sacrificio, di errori pagati a caro prezzo, di giustizia sportiva e di una vita che non è mai stata solo pallone. Dalla gloria alla caduta, fino alla scelta di raccontarsi senza sconti: un dialogo lucido, diretto, senza retorica, su cosa resta quando finiscono gli applausi. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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Il mestiere di farsi odiare
Il primo episodio di Punkinari, il nuovo format di Libero Quotidiano condotto da Fabrizio Biasin, parte dal mestiere più impopolare del calcio: arbitrare. Trenta domande secche, un solo jolly e nessuna protezione. Al centro della panchina siede Luca Marelli, ex arbitro, avvocato e volto televisivo, abituato a convivere con il sospetto, le offese e la consapevolezza che ogni decisione è un verdetto pubblico. Si parla di errori ammessi e mai dimenticati, della solitudine del fischio, di soldi, di reputazione e persino di gatti cardiopatici e football americano. Tra ironia e precisione chirurgica, Biasin mette a nudo la psicologia di chi vive dentro un mestiere che tutti credono di poter giudicare, ma che pochi hanno il coraggio di sostenere. Una conversazione schietta e imprevedibile sul potere, l’equilibrio e il prezzo della competenza nell’Italia che fischia sempre, ma raramente ascolta. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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Il calcio non è solo novanta minuti. È anche panchina, attesa, silenzio, ribellione. Punkinari nasce da qui: dall’idea che il luogo più sacro e contraddittorio dello sport non sia il campo, ma la panchina. Il posto dove convivono gloria e frustrazione, disciplina e anarchia, gerarchie e improvvise rivoluzioni.Come il punk, anche la panchina è voce di margine, linguaggio di chi aspetta, di chi resiste, di chi esplode. È uno spazio dove regna l’incertezza, ma anche l’energia più autentica: lì si coltivano storie, si forgiano caratteri, si riscrive il futuro.Condotto da Fabrizio Biasin, firma pungente di Libero Quotidiano, il format si sviluppa come una scarica di domande: trenta colpi secchi, diretti, senza sconti. Ogni puntata ospita protagonisti del calcio e dello sport – campioni del presente e del passato, telecronisti, presidenti, procuratori, tifosi vip – per scoprire cosa resta quando la partita si ferma e rimane solo la voce di chi ha vissuto il gioco dal
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