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"Red flags - Rinascere dopo la paura"
by Liberta.it
Qual è il confine tra la gelosia sana e quella tossica? Quali frasi e comportamenti dovrebbero metterci in allerta? Chi è davvero un narcisista e come si riconosce un manipolatore? Sono solo alcune delle domande a cui risponderanno gli esperti della nuova trasmissione di Telelibertà intitolata “Red Flags – Rinascere dopo la paura”, ideata e condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi.L’obiettivo del programma e del podcast è prevenire la violenza di genere attraverso conoscenza, informazione e consapevolezza.La nuova produzione dell'emittente piacentina debutterà a gennaio 2026, ma sarà anticipata da un prologo in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.
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10 Violenza assistita
Ultima puntata per «Red Flags – Rinascere dopo la paura», la trasmissione condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi dedicata alla prevenzione della violenza di genere. L’appuntamento è stasera, domenica 29 marzo alle 20.30 su Telelibertà e in streaming sul sito www.liberta.it, il tema è la violenza assistita. Tra le ospiti anche Giovanna Cardile che all’età di cinque anni vide uccidere la madre e la nonna ad opera del padre. Dopo quella tragedia fu adottata da una nuova famiglia che le permise di ricostruire la propria vita.Oggi Cardile si batte per il riconoscimento degli orfani di femminicidio da parte dello Stato e per l’istituzione di una giornata nazionale a loro dedicata. A spiegare le conseguenze della violenza assistita, in particolare per i minori è la psicologa del Centro antiviolenza Ilaria Egeste. Ospite della puntata anche Gloria Zanardi, presidente della Commissione delle elette del Comune di Piacenza e consulente esterno della Commissione parlamentare su violenza di genere e femminicidi. Dello spazio dedicato all’indipendenza economica questa sera sarà protagonista Massimo Calvisi, direttore della filiale piacentina della Banca d’Italia, che illustrerà i rischi dei pagamenti alternativi al contante e come prevenirli.La puntata che chiude la prima edizione della serie «Red flags» terminerà con una storia positiva di emancipazione femminile che arriva dall’Abruzzo degli anni Ottanta. Anaide, casalinga e madre di cinque figli, all’età di 55 anni, avviò un’attività imprenditoriale tuttora operativa e conosciuta oltre i confini regionali. «Sono onorato e commosso nel raccontare la storia di mia madre – commenta Massimo Calvisi -. È una testimonianza che può aiutare altre donne ad avere consapevolezza delle proprie capacità».
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09 Il manipolatore
Dopo aver fatto luce sulla figura del narcisista patologico, nella nuova puntata la trasmissione “Red Flags – Rinascere dopo la paura” si dedica all’analisi del manipolatore. Chi è, come agisce e come tutelarsi lo spiega la psicologa Francesca Scaglia, ospite del format ideato e condotto dalla giornalista Nicoletta Marenghi, in onda ogni domenica alle 20.30 su Telelibertà.
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08 Il narcisista
Narcisismo e narcisista sono termini molto conosciuti a livello sociale a causa dei femminicidi ed episodi di violenza che hanno sconvolto l’opinione pubblica. Se ne parlerà stasera nella nuova puntata di “Red Flags – Rinascere dopo la paura”, trasmissione condotta da Nicoletta Marenghi, in onda su Telelibertà alle 20.30. Obiettivo del format, realizzato in collaborazione con il Centro antiviolenza di Piacenza, il sostegno di Crédit Agricole e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, è la prevenzione della violenza di genere. Ad illustrare la figura del narcisista patologico è la psicologa Stefania Sartori. Per la sezione dedicata all’autonomia femminile la puntata è prevista la testimonianza di Naouel El Anoui che si è ribellata a un matrimonio combinato e oggi coordina cinquanta persone in una cooperativa sociale di Piacenza. Previsto inoltre l’intervento del pedagogista Giuseppe Burgio della Fondazione Cecchettin che parla dell’importanza dell’educazione ai sentimenti.
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07 Gender gap
Centoventi anni per colmare la disparità tra uomini e donne in vari ambiti, come lavoro e stipendi. Partirà dal cosiddetto «gender gap» la nuova puntata della trasmissione Red Flags, condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi, in onda domani sera alle 20 30 su Telelibertà. La puntata prevede anche una trasferta nella sede della Regione Emilia per parlare con l’assessora alle Pari Opportunità Gessica Allegni della campagna di sensibilizzazione antiviolenza intitolata «Non sono tua». Ospiti della puntata anche Nadia Pompini Fariselli, presidente del Tavolo provinciale antiviolenza che illustrerà quanto emerso dai questionari distribuiti nei comuni piacentini relativi alla sicurezza urbana e infine Claudia Salvarani della Questura di Piacenza parlerà dell’attività di prevenzione nelle scuole e di Youpol, app gratuita per le segnalazioni dei cittadini.
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06 Stalking
Telefonate continue, messaggi a ogni ora del giorno e della notte, minacce, pedinamenti: sono comportamenti che generano ansia e paura in chi li subisce e che, nei casi più gravi, possono sfociare in episodi di violenza da parte di chi non accetta la fine di una relazione. Sarà lo stalking uno degli argomenti al centro della nuova puntata di “Red Flags” in onda questa sera, domenica 1° marzo, alle 20.30 su Telelibertà. Delle conseguenze psicologiche dello stalking sulle vittime parlerà la psicologa Maria Teresa Bertè. L’obiettivo del format, condotto da Nicoletta Marenghi, è la prevenzione della violenza di genere. Ospite della puntata anche Silvia Merli, presidente di Cipm Emilia, centro che si occupa del trattamento degli autori di violenza. Nel 2025, il Cipm ha seguito 197 persone tra territorio e carcere. La trasmissione è patrocinata dalla Regione Emilia Romagna e con l’assessora alle Pari Opportunità Gessica Allegni si è parlato dei bandi della Regione per favorire l’occupazione femminile. La trasmissione è realizzata in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Piacenza ed è sostenuta da Crédit Agricole.
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05 Revenge porn
Il senso di colpa divora le vittime del revenge porn, ma non gli autori. Perché accade? Lo spiega la psicologa Maria Teresa Bertè del Centro Antiviolenza di Piacenza nella quinta puntata della trasmissione “Red Flags – Rinascere dopo la paura”, in onda questa sera alle 20.30 su Telelibertà, condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi. «Occorre cambiare la narrazione – dichiara Bertè –. La nostra società tende a responsabilizzare la vittima anziché l’autore del reato. Si sente spesso dire che “lei non si doveva fidare”. Bisogna invece ricordare che queste situazioni nascono da legami di fiducia e che chi rompe quel patto è l’autore del reato, non la vittima». Il cosiddetto revenge porn è un reato introdotto con la legge 19 luglio 2019 nota come “Codice rosso” e consiste nella diffusione non consensuale di immagini o video intimi. «La maggior parte delle vittime prova vergogna, umiliazione, senso di colpa e angoscia – prosegue la psicologa – e può sviluppare veri e propri disturbi psicopatologici, come il disturbo da stress post-traumatico, ansia e disturbi della sfera affettiva e intima. Nei casi più gravi si può arrivare al tentativo di suicidio o al suicidio». Rinascere dopo la paura è possibile, ma è fondamentale il sostegno di professionisti e di una rete familiare e amicale su cui poter contare. «Le vittime di revenge porn non vanno lasciate sole», conclude Bertè. Ospite della trasmissione anche Domizia Mazzola, commissario capo del Centro operativo sicurezza cibernetica della Polizia postale dell’Emilia-Romagna, che mette in guardia dalle richieste insistenti di contenuti intimi e da frasi come «Se mi ami lo fai», che fanno leva sulle emozioni della vittima. «Chi subisce revenge porn non deve sentirsi in colpa, perché non è l’autore del reato. È importante confidarsi, non assecondare le minacce e raccogliere tutte le prove utili per consentire alla polizia di risalire al responsabile». Tra i consigli della Polizia postale, anche quello di limitare il più possibile la condivisione di contenuti intimi, che possono rimanere online a lungo prima di essere rimossi. Ogni settimana la trasmissione propone anche una rubrica di educazione finanziaria. Questa sera sarà protagonista la notaia piacentina Silvia Bricchi, che parlerà dell’impegno della categoria nelle campagne di informazione contro la violenza economica. «L’informazione è il primo strumento che abbiamo per compiere scelte consapevoli. Nei nostri studi aiutiamo le persone a comprendere l’importanza di apporre, o meno, una firma. Pensiamo all’acquisto di una casa, alla sottoscrizione di un mutuo o all’assunzione di un ruolo in una società. A volte le donne firmano per non scontentare un marito o un compagno, ma una scelta non consapevole può limitare la libertà futura». La trasmissione è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, sostenuta da Crédit Agricole e realizzata in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Piacenza. Conduce Nicoletta Marenghi; regia di Gianfranco Di Silvestro; editing e post-produzione di Sara Groppi; riprese e audio di Davide Franchini; segreteria di produzione di Alessandra Colpo. “Sei complice”: chi guarda non è uno spettatore innocente Il progetto di cinque studentesse dello Ied di Roma Il revenge porn esiste perché qualcuno decide di guardare. Condividere materiale pornografico senza il consenso dell’altra persona è violenza ed è un reato. Chi guarda non è uno spettatore innocente. Sono 14 milioni le persone che hanno visualizzato contenuti privati diffusi senza consenso, l’84% a sua volta li ha condivisi, dichiarando di essere incline a farlo ancora qualora si ripresentasse l’occasione. Questi dati del 2025 hanno dato il via a “Sei complice”, il progetto vincitore di diversi premi, ideato da un gruppo di studentesse dell’Istituto Europeo di Design di Roma: la piacentina Gaia Parmigiani insieme a Clara Vella, Pamela Marcelli, Martina Martucci, Carlotta Ardu. La campagna di sensibilizzazione “Sei complice” ha fatto parlare tutta l’Italia attraverso articoli di giornale e servizi tv. «Tutti si concentrano sulle vittime - spiega Gaia Parmigiani - ma nessuno punta il dito su chi fruisce di questi contenuti». Qual è quindi l’obiettivo delle cinque ragazze? Chiamare in causa chi guarda e alimenta il sistema. «Siamo partite dall’esperienza diretta di una di noi, vittima di revenge porn. Il progetto è nato come tema d’esame e poi si è trasformato in una vera e propria campagna di sensibilizzazione». Le studentesse hanno affisso per strada volantini con frasi provocatorie e un QR code da inquadrare. Messaggi come: “Vaff* Elisa!!! Ora tutti vedranno i tuoi video” attiravano l’attenzione e stimolavano la curiosità. Chi scannerizzava il codice, convinto di poter accedere a immagini intime non consensuali, si trovava invece davanti a un video in cui un ragazzo lo accusava direttamente: “Che cosa pensavi di fare? Volevi vederla nuda senza il suo consenso?”. Il messaggio è netto: condividere materiale pornografico è un reato, ma guardarlo significa partecipare alla violenza. Le reazioni osservate sono state rivelatrici. «La maggior parte delle persone, tra cui molti giovani, è passata oltre. Altri hanno scannerizzato. Pochi - e questo ci ha colpite - hanno strappato i fogli: erano solo donne e di una certa età. Ci aspettavamo meno indifferenza». Non sono mancati commenti negativi: «Alcuni uomini si sono sentiti accusati ingiustamente, sostenendo di non aver commesso alcun reato e di aver pensato si trattasse soltanto di una campagna pubblicitaria». Grazie all’iniziativa molte ragazze hanno iniziato a condividere le proprie storie. I trenta volantini creati per l’esame sono esauriti, ma il progetto continua sui social e sul sito “Sei complice” con l’intento di frenare l’indifferenza e generare consapevolezza.
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04 Vittimizzazione secondaria
«Se l’è cercata», «era vestita in modo provocante»: non è indifferenza o cinismo, si chiama vittimizzazione secondaria, un’ulteriore fonte di sofferenza per la vittima di violenza. È questo il tema della quarta puntata di «Red flags – Rinascere contro la paura», la trasmissione di Telelibertà condotta da Nicoletta Marenghi, in onda ogni domenica alle 20.30. Un argomento che sta molto a cuore al Centro antiviolenza che collabora alla realizzazione della trasmissione.«A differenza dell’uomo violento che è lucido e pianificatore, la donna che subisce violenza può essere confusa e spaventata – spiega la presidente Donatella Scardi –. Con coraggio le donne decidono di intraprendere un percorso di denuncia,ma se si trovano di fronte personale non adeguatamente formato sulla violenza di genere potrebbero non essere credute. Questo aspetto mi fa molta paura perché la donna potrebbe arrivare a ritirare la denuncia. Quello che dovrebbe essere il momento del riscatto potrebbe diventare una trappola.Per questo è essenziale la formazione degli operatori, un aspetto in grado di fare la differenza». In studio anche la psicologa del Centro Antiviolenza, Simona Tosi: «La vittimizzazione secondaria mina l’autostima della donna. Chi vive situazioni di questo tipo parte da un vissuto di fragilità. Quando decide di denunciare si aspetta di essere ascoltata e creduta, non esserlo è un ulteriore colpo».La trasmissione è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e sostenuta da Crédit Agricole, la cui responsabile formazione e sviluppo risorse umane, Sara Gentili, è stata ospite della quarta puntata nell’ambito della rubrica dedicata all’educazione finanziaria.«L’indipendenza economica si muove su terreno fragile connesso alla povertà in termini di educazione finanziaria. Secondo i dati Ocse, solo il 30 per cento delle donne in Italia si sente sicura quando deve prendere decisioni economiche in autonomia. L’Istat dice che oltre il 30 per cento delle donne ha un reddito al di sotto della soglia di povertà relativa. Crédit Agricole si è focalizzata sulla violenza economica di genere con diversi progetti di educazione finanziaria, strumenti specifici ed eventi di comunicazione sul tema». Tra le risorse che il territorio mette in campo c’è anche Soroptimist, associazione mondiale di donne che mettono al servizio la loro professionalità: 160 club in Italia, quello di Piacenza fino a pochi giorni fa era presieduto da Elena Vincini.Tra le campagne di sensibilizzazione, oltre a «La stanza tutta per sé» e «Read the signs», quest’anno c’è anche un progetto nazionale che coinvolge Cna, si chiama «Sentinelle nelle professioni contro la violenza». L’iniziativa si rivolge alle professioniste e ai professionisti del settore estetico e acconciatura per fornire loro la formazione utile a riconoscere e identificare i segnali di una relazione pericolosa e della violenza di genere e a incoraggiare le donne, con tecniche empatiche e discrete, nella ricerca di aiuto, indirizzandole verso le strutture di supporto e di sicurezza del territorio.Lo staffLa trasmissione è ideata, scritta e condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi, regia e visual concept di Gianfranco Di Silvestro, fotografia e riprese Davide Franchini, produzione Alessandra Colpo, editing e post produzione Sara Groppi.
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03 Violenza psicologica
Non lascia segni fisici, per questo la violenza psicologica è più difficile da riconoscere, ma le conseguenze per chi la subisce possono essere devastanti. La trasmissione “Red flags – Rinascere dopo la paura”, in onda ogni domenica alle 20.30 su Telelibertà, proporrà un focus dedicato alla violenza psicologica con l’intervento della psicologa del Centro Antiviolenza di Piacenza Maria Teresa Bertè.La trasmissione, ideata e condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi, prevede anche una rubrica intitolata “Le parole da ascoltare” nella quale vengono illustrate le frasi che nascondono violenza psicologica.L’obiettivo è quello di prevenire la violenza di genere attraverso le testimonianze degli esperti, l’informazione e la consapevolezza. Il format è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, sostenuto da Crédit Agricole e realizzato in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Piacenza. Nel suo intervento, la psicologa Bertè illustrerà ai telespettatori i segnali della violenza. «I principali – ha spiegato l’esperta - sono isolamento, controllo e possesso». Per uscirne, innanzitutto è fondamentale essere consapevoli di vivere una relazione disfunzionale.L’intento della trasmissione di Telelibertà è proprio quello di aiutare il pubblico a capire quali sono le “red flags”, ovvero i campanelli d’allarme all’interno di una relazione.Consigliera di paritàNel percorso di uscita dalla violenza è essenziale l’indipendenza economica, per questo, ogni settimana “Red flags” prevede una rubrica dedicata a questo tema. Ospite della terza puntata è Venera Tomarchio, consigliera di parità della Provincia di Piacenza che illustrerà il suo ruolo e come contattarla anche per una consulenza gratuita. Tomarchio parlerà delle principali difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro.«Quando il Centro antiviolenza di Piacenza è stato fondato nel 1994 la violenza era considerata quella messa in atto da sconosciuti. Le operatrici invece, fin dai primi incontri hanno constatato che nel 90% dei casi le donne subivano violenza tra le mura domestiche a raccontarlo è la presidente Donatella Scardi che interverrà nella terza parte della trasmissione dedicata alle risorse che il territorio mette in campo contro la violenza».Sono oltre 300 le richieste d’aiuto che ogni anno il Centro riceve dal territorio piacentino. L’avvocata Scardi illustrerà cosa succede dopo il primo contatto con le operatrici del Centro. Ogni puntata si conclude con una frase da ricordare per aiutare chi si è riconosciuta in una relazione violenta a rinascere. Il numero antivolenza in Italia, gratuito e attivo 24 ore su 24 è il 1522. Il numero del Centro antiviolenza di Piacenza è 0523334833. La trasmissione è disponibile on demand sul sito www.liberta.it
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02 Violenza fisica
«Al primo schiaffo bisogna andarsene.» Un consiglio che sembra ovvio, ma allora perché ci sono persone che restano in una relazione violenta? È una delle domande a cui tenta di dare risposta la seconda puntata della trasmissione "Red flags - Rinascere dopo la paura", in onda su Telelibertà questa sera alle 20.30. Il format, ideato e condotto dalla giornalista Nicoletta Marenghi, è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, sostenuto da Crédit Agricole ed è realizzato in collaborazione con il Centro antiviolenza di Piacenza.L’obiettivo è prevenire la violenza di genere grazie al contributo di professionisti che se ne occupano quotidianamente. La trasmissione ha avuto un prologo il 23 novembre scorso, a ridosso della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il primo tema affrontato è stato quello della gelosia, in particolare nelle prime relazioni. Da stasera, 1° febbraio, il programma andrà in onda ogni domenica alle 20.30. Al centro della puntata in programma questa sera ci sarà la violenza fisica.I campanelli d’allarme«Non dobbiamo chiederci perché una persona resta in una relazione violenta, ma dobbiamo imparare a chiederci che cosa la trattiene in quella situazione», spiega Simona Tosi, psicologa del Centro antiviolenza, prima ospite della puntata. Tosi precisa che non esiste un identikit della vittima di violenza fisica: «È importante non focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche della persona ma su quelle della relazione». Nel corso della trasmissione, la psicologa illustrerà le red flags, ovvero i campanelli d’allarme della violenza di genere. Un aspetto fondamentale è «imparare ad ascoltarsi». Voltare pagina dopo un periodo drammatico è possibile: «Da soli è difficile, ma in rete si può», conclude l’esperta.Educazione finanziariaOgni puntata di Red flags prevede una rubrica dedicata all’educazione finanziaria, fondamentale per raggiungere l’indipendenza economica, elemento essenziale per poter uscire da un contesto di violenza. Ospite della puntata in onda stasera è Massimo Calvisi, direttore della filiale piacentina della Banca d’Italia. «Il livello di cultura finanziaria, in base alle ultime rilevazioni, colloca il Paese in una posizione di retroguardia.Nel comparto femminile il gender gap (divario tra generi) è significativo, soprattutto tra casalinghe e pensionate e, sorprendentemente, anche tra le studentesse. Il differenziale, invece, si annulla nel caso delle donne che lavorano: il fattore lavoro è dunque determinante». Calvisi illustrerà le cause del gender gap e le strategie messe in campo dalla Banca d’Italia per incrementare la cultura finanziaria, come le sezioni «Economia per tutti» e «Le donne contano» presenti sul sito istituzionale.Reati spiaIl maggiore Michele Mezzetti, comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Piacenza, è ospite della terza parte della puntata, dedicata alle risorse che il territorio mette in campo per contrastare la violenza di genere. Mezzetti illustrerà ai telespettatori i cosiddetti reati spia, ovvero quei delitti che fungono da indicatori di violenza all’interno di una relazione affettiva, e il violenzametro, un test di autovalutazione utile per rilevare i segnali e il livello della violenza subita. Il comandante del Nucleo investigativo spiegherà inoltre le modalità di svolgimento del colloquio con la vittima in occasione della denuncia in caserma.Lo staffLa trasmissione è ideata, scritta e condotta dalla giornalista Nicoletta Marenghi, regia e visual concept di Gianfranco Di Silvestro, fotografia e riprese Davide Franchini, produzione Alessandra Colpo, editing e post produzione Sara Groppi.
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01 La gelosia
Imparare a riconoscere i segnali d’allarme – le red flags – è l’obiettivo della nuova trasmissione di Telelibertà. La prima puntata affronta un tema che riguarda da vicino anche i più giovani: la gelosia, spesso presente già nelle prime relazioni. La professoressa Annalisa Trabacchi del liceo Gioia, che dal 2021 promuove il contest letterario “Parlami d’amore”, racconta come dai testi degli adolescenti emergano dinamiche di possesso, isolamento e manipolazione. A definire con chiarezza il confine interviene la psicologa Ilaria Egeste del Centro Antiviolenza di Piacenza, che guiderà il pubblico nel riconoscere i tentativi di controllo.La seconda parte del programma è dedicata a un tema altrettanto cruciale: l’indipendenza economica. L’avvocata Donatella Scardi, presidente del Centro Antiviolenza, spiega come la violenza economica sia una forma di abuso silenziosa ma devastante. Senza autonomia finanziaria, uscire da una relazione tossica diventa molto più difficile.A chiudere la puntata è l’intervento dell’ispettore Francesco Grifantini della Divisione anticrimine della Questura di Piacenza, che illustra, oltre alla campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore”, gli strumenti di tutela per le vittime, come il codice rosso e l’ammonimento. Red Flags nasce con un obiettivo ambizioso ma necessario: offrire consapevolezza, strumenti e speranza. Perché rinascere dopo la paura è possibile.
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