Sul confine: tra pace e guerra

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Sul confine: tra pace e guerra

Qual'è il confine tra pace e guerra, tra un paese che si presume in tempo di pace e uno travolto dal bieco dramma della violenza? Come possiamo raccontare i confini dell'Europa oggi senza tener conto della loro complessità storica, culturale, umana? Senza tener conto della stratificazione di memorie, rivisitazione e rimozioni delle stesse. Negli ultimi tre anni ho viaggiato lungo il confine che segna lo spazio di "pace" rappresentato dalla U.E. e lo spazio di guerra rappresentato dal suolo ucraino. Seguendo il Tibisco ho cercato di raccontare queste zone di confine e narrare quei luoghi al margine in cui si fa una storia quotidiana dove la guerra apparentmente è una eco lontana ma in realtà permea ogni istante della quotidianità. Ungheria, Romania e Slovacchia si trovano a dividere il confine con la vicina Ucraina, un confine che in questi anni e stato sempre aperto ma che pochi hanno voluto realmente raccontare. E questo è il mio racconto che piaccia o meno.

  1. 18

    Uzhorod/Vysne Nemeckr: 12 ore sul confine

    Uzhorod in Ucraina e Kosice in Slovacchia sono separate da appena 73 km ma come racconta il biglietto del bus comprato on line ci vogliono 7 ore e mezza. Per via dei controlli molto serrati. Ma qualcosa succede il confine viene temporaneamente chiuso e le ore divengono 12. E intanto la comunità viaggiante nel suo essere mobile si organizza. E mentre sfruttiamo nella zona di nessuno il potere di Starlink arrivano macchine che portano le pizze a chi le ha ordinate on line. E intanto la gente si racconta e le vite s'incontrano in un luogo di divisione

  2. 17

    Uzhorod: i treni ucraini simbolo di resistenza e l'esperienza di frati di confine

    A Uzhorod arrivo in treno da Mukachevo un'ora scarsa di viaggio su uno dei leggendari treni ucraini che non si sono mai fermati durante la guerra finora. Le ferrovie ucraine sarebbero da candidare al Nobel per la Pace. Incontro i frati Redentoristi nel loro bel seminario per un'ora parliamo di guerra, confini e della Transcarpazia terra di incontri e di come la comunità rom affronta la guerra. Si fa sera o quasi è tempo di andare.

  3. 16

    Mukachevo tra vecchie e nuove memorie

    La foto di copertina raffigura il monumento al lavoratore che pulisce le strade. Un monumento decisamente bizzarro che omaggia i rom che in Ucraina svolgono questo lavoro umile. Un monumento che poteva essere divisivo ma che invece è divenuto un punto di riferimento per tutti in città. Ma anche a Mukachevo fino a poche settimane fa una delle poche città ucraine non toccate dalla guerra le memorie si sovrappongono e si cancellano. Ma il memento di questa triste guerra è l'ospedale militare dove è possibile incontrare giovanissimi militari divenuti disabili a causa della guerra ? Quale il loro futuro? Quale quello delle loro famiglie? Il sole tramonto in un altro giorno di finta pace.

  4. 15

    In viaggio: ancora Zahony etnografia di una stazione ferroviaria

    Ritorno a Zahony a quasi un anno di distanza per una nuova esplorazione una nuova osservazione delle vite in transito. Ci sono giovani donne con bambini biondissimi che ritornano a casa, anziani con lo sguardo perduto e rom che giornalmente si spostano tra i confini. Zahony è più vivace di quanto sembri. La lunga attesa porta ad una sorta di intimità fatta di sguardi e di comprensioni che vanno oltre le parole.

  5. 14

    Puntata di recupero: tra i confini Zahony e Chop

    Seconda puntata di recupero causa furto cellulare e perdita registrazioni di campo. Breve etnografia di confine tra Zahony e Chop la prima importante città Ucraina oltre confine snodo fondamentale a livello militare, economico e umano. Una città dove memorie si sovrappongono o vengono eradicate. Tra costruzione di nuovi nazionalismi e rimozione dei vecchi verso un futuro tutto da scrivere

  6. 13

    Puntata di recupero:: 24 febbraio etnografia della memoria

    La prima puntata di due di ... recupero. Quando qualche mese fa mi hanno rubato il cellulare ho perso alcune importanti registrazioni di campo e allora ho ricostruito il tutto. Si inizia dalla marcia del 23.02 a Budapest e dalla giornata del ricordo all'Istituto Ucraino di Bratislava. Tra mille differenti emozioni e sensazioni.

  7. 12

    Elogio del camminare: consumare le scarpe tra i confini

    Elogio del camminare è anche un bel libro dell'antropologo Le Breton. Nel cammino si scopre se stessi e l'altro, ci si consumano le scarpe come ha detto Papa Francesco. Il camminare come gesto rivoluzionario e di rispetto nei confronti di chi non può viaggiare il mondo in libertà è stato una costante dei miei viaggi tra i confini fin dal primo viaggio, fin da quel 2004 anno in cui sembrava cadere l'ultimo muro. Purtroppo non è stato così e allora nelle prossime puntate vi narrerò di confini attraversati a piedi per sentirne l'anima e le sue contraddizioni. A partire da Gorizia dove sono da pochi giorni tornato.

  8. 11

    Ep. 10: Vylok Transcarpazia

    Nell'Agosto scorso mi sono recato al confine tra tra la regione ungherese del Bereg e la Transcarpazia ucraina. Ho attraversato il confine e passato alcune ore a Vylok in terra ucraina cercando tracce di un guerra che forse diviene sempre più lontana anche in quella che possiamo chiamare l'Ucraina Europea. La registrazione di questo passaggio del confine tra pace e guerra è rimasto a lungo nel cassetto in attesa di un giorno in cui valesse la pena condividere riflessioni di pace in un giorno di guerra. E oggi è il giorno perché anche oggi 24 febbraio sarà un giorno di guerra sulle strade del paese che convenzionalmente chiamiamo Ucraina.

  9. 10

    Ep.9: Transcarpazia dove la guerra sembra (quasi) un'eco lontana

    Passare il confine tra Tzisabek e Vylok rappresenta al momento la conclusione di questo personale pellegrinaggio tra i confini. In questa puntata vi racconto il confine con le sue dinamiche "informali" e le sensazioni di attraversare da uomo libero parte millesima di un paese che libero non è. Eppure qui al margine, in una zona dove l'85 % della popolazione è di origine ungherese la guerra sembra davvero un'eco lontana. Ma è davvero così?

  10. 9

    Ep.8 Tra i confini: la regione di Bereg Ungheria e il punto in cui pace e guerra s'incontrano

    La regione del Bereg è la più settentrionale dell'Ungheria qui memorie della grande guerra si sovrappongono a memorie molto più recenti fino ad arrivare al Tripoint dove Ungheria Romania e Ucraina s'incontrano e dove prosegue il mio pellegrinaggio tra i confini.

  11. 8

    Ep. 7: Sentire il confine: le diverse anime di Sighet

    Sighetul è la porta e il cuore pulsante del Maramures una città in cui da sempre diverse culture si sono incontrate e in alcuni casi scontrate. A poche decine di metri dalla casa che ho preso in affitto c'è la fascia per confinaria con l'Ucraina che qui è distante quanto il letto del fiume Tibisco. Ebrei ortodossi attraversano a piedi il confine per recarsi al museo della resistenza al regime di Ceaucescu e all'antico cimitero ebraico. Quasi non sembra che il fiume separi la guerra dalla pace, eppure anche su questo confine si percepiscono le tensioni di una guerra che sembra non finire mai. Vi porto alla scoperta di un angolo meraviglioso del Maramures tra vecchie e nuove memorie.

  12. 7

    Ep.6: da Roszke al Maramures viaggio tra differenti migrazioni

    Puntata imprevista e involontaria del podcast che va a sostituire quella di qualche giorno fa "censurata" per via del mancato rispetto del diritto d'autore. Nulla quaestio solo una precisazione la registrazione è stata fatta on the Road come spesso mi capita e in sottofondo in macchina c'era la radio ... !!! Viva la stupidità dell'algoritmo. Comunque in questa puntata viaggeremo dal confine tra Ungheria e Serbia fino a Sighetu capitale culturale del Maramures su un confine che oggi divide pace e guerra. Buona Pasqua.

  13. 6

    Ep. 5 :Da Nadlac a Roszke tra vecchie e nuove migrazioni

    Ci sono momenti nel viaggio che restano impressi nella memoria quasi in modo indelebile e spesso sono quelli all'apparenza senza molto importanza. Eppure questo momento di pace e di silenzio sulla veranda di questa casa di campagna a Roszke in Ungheria a pochi chilometri dal confine con la Serbia sono certo che resterà fisso nella memoria come una cartolina. Da Nadlac il paese di confine tra Romania e Ungheria a maggioranza slovacca fino al luogo in cui le nuove migrazioni, il popolo in movimento, collidono contro le barriere erette dalla nostra Europa sempre meno unita. La notte avanza e con lei il silenzio di una pace che sembra quasi tangibile.

  14. 5

    Intermezzo: (In questa guerra) ... Io sto con gli obiettori

    Spesso mi viene chiesto da parte ti schieri in questa guerra? Domanda difficile e pericolosa. Per il diritto internazionale è abbastanza chiaro chi sia l'aggressore e chi l'aggredito, ma c'è il pregresso di anni che preferiamo dimenticare. Io ... Tra vari e continui discorsi di guerra sto con chi finora non ha avuto voce, con i civili che muoiono e con i fratelli obiettori che da entrambe le parti rischiano la vita per un'idea di pace. Il resto della narrazione la lascio ai tanti soloni che sul suolo ucraino non hanno mai davvero messo piede eppure parlano ... Parlano ...

  15. 4

    Ep.4: Vysne Nemecke

    Ultima puntata dell'anno del reportage sul confine tra Slovacchia e Ucraina. Il viaggio ci porta a Vysne Nemecke la porta della Slovacchia verso l'importante città della Transcarpazia Uzhgorod. Tra realtà di confine e memorie alla ricerca di un senso.

  16. 3

    Ep.3: Pratiche e Transiti. Ubla e Cierna and Tisou

    Bisogna viverlo il confine per comprenderne la sua fragilità, il suo essere interstiziale.Il confine è un luogo dove tutto può accadere nella pratica occasionale o quotidiana del suo attraversamento. Da Ubla a Cierna and Tisou riflessioni sulla quotidianità del confine slovacco /ucraino

  17. 2

    Ep.2: Nel silenzio di Ubla. Cosa separa la pace dalla guerra?

    Cosa separa un luogo di pace da un luogo di guerra? Una linea carica di significati a cui diamo il nome di confine. Nel silenzio di Ubla tutto prende forma e significato: paure, speranze e sembra per un momento tutto illuminato. Ma è un silenzio pieno di voci, e di storie che aspettano di essere raccontate.

  18. 1

    Ep. 1: Verso il Confine: In Transito

    Verso il confine è un podcast nel podcast e ci porterà verso confini vecchi e nuovi e verso quello che è in questo momento il "vero" confine su cui si giocano le speranze di vite e di anime violate dal gioco terribile della guerra. Parleremo di guerra senza perdere di vista la pace.

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Qual'è il confine tra pace e guerra, tra un paese che si presume in tempo di pace e uno travolto dal bieco dramma della violenza? Come possiamo raccontare i confini dell'Europa oggi senza tener conto della loro complessità storica, culturale, umana? Senza tener conto della stratificazione di memorie, rivisitazione e rimozioni delle stesse. Negli ultimi tre anni ho viaggiato lungo il confine che segna lo spazio di "pace" rappresentato dalla U.E. e lo spazio di guerra rappresentato dal suolo ucraino. Seguendo il Tibisco ho cercato di raccontare queste zone di confine e narrare quei luoghi al margine in cui si fa una storia quotidiana dove la guerra apparentmente è una eco lontana ma in realtà permea ogni istante della quotidianità. Ungheria, Romania e Slovacchia si trovano a dividere il confine con la vicina Ucraina, un confine che in questi anni e stato sempre aperto ma che pochi hanno voluto realmente raccontare. E questo è il mio racconto che piaccia o meno.

HOSTED BY

Damiano Gallinaro

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